Sole 24 Ore 20151010

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€2*

In Italia

Sabato 10 Ottobre 2015

Poste italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004, art.1, c. 1, DCB Milano

ISRAELE

PROTAGONISTI DELLA PRIMAVERA ARABA

ORA PIÙ PESO A ROMA

I destini incrociati di Italia e Germania di Alberto Quadrio Curzio

L

oscenariodiquestigiornimostra un miglioramento dell’Italia rispetto alla Uem e alla Germania. Ne siamo lieti ma dobbiamo ricordare sempre che la nostra economia, dove ci sono ancora tanti problemi, è legata indissolubilmente a quella della Uem e a quella della Germania che sta vivendo un momento difficile. Non bisogna perciò rallegrarsi di queste difficoltàtedeschemaneppuresvalutare i progressi italiani.

Tunisia, il Nobel per la pace al «quartetto per il dialogo»

Hamas: «Intifada per Gerusalemme» Morti 7 palestinesi a Gaza e Hebron

Roberto Bongiorniu pagina 12

Tramballi u pagina 12

Via libera della Consob: da lunedì collocato fino al 38,2% del capitale, 30% al retail, 70% a investitori istituzionali

Poste approda in Borsa tra 6 e 7,5 euro ad azione

Al Tesoro da 2,7 a 3,7 miliardi - Ai dipendenti 14,9 milioni di azioni pPartirà lunedì 12 l’offerta pubblica per la quotazionediPosteItaliane: ieriilvialiberadella Consob al prospetto. Il ministero dell’Economiametteràsulmercato453milionidiazioniordinarie, il 34,7% del capitale, quota che potrà salire fino al 38,2% in caso di esercizio dell’opzione greenshoe. La forchetta di prezzo è tra 6 e 7,5 euro; valore dell’operazione 2,7-3,7 miliardi. Riservate ai dipendenti 14,9 milioni di azioni.

Laura Serafini u pagina 3

UN SIMBOLO SUL MERCATO di Alessandro Plateroti

L

a privatizzazione di Poste Italiane è giunta al via. Dell’operazione sono ormai ben noti al pubblico i dettagli, le caratteristiche e gli obiettivi. Ma vista la sua portata “storica”, il prezzo delle azioni e l’incas-

so per lo Stato potrebbero persino essere considerati come fattori marginali. La privatizzazione - o meglio questa privatizzazione - vale infatti più del denaro generato almeno sotto due profili. Continua u pagina 3

L’Italia migliora

Bisogna prendere atto infatti che l’Fmi nel rapporto autunnale migliora tutte le previsioni sull’economiaitaliana.Peril2015lacrescitadel Pil viene alzata allo 0,8%, il deficit sul Pil scende al 2,7%, il debito sul Pil inizia a calare dal livello di 133,1%, la disoccupazione scende (poco) al 12,2%. Per il 2016 il Pil cresce all’1,3%, il deficit va al 2%, il debito sul Pil cala al132,3%(enel2018al123,7%perl’aggiornamento del Def), la disoccupazione va all’11,9%. Quest’ultimo dato va monitorato bene perché l’aumento di 325mila occupati di agosto2015suquello2014lasciasperareinmeglio.Nonpocodipenderà dalle nuove relazioni industriali e dai nessi tra retribuzioni, produttività, investimenti. Tuttavia la speranza di crescere quest’anno all’1% è fondata anche perché la previsione del nostro quarto trimestre sul corrispondentedel2014arrivaall’1,5%.Anchelariduzionedeidivaridicrescitarispetto alla Germania (da 2 punti percentuali nel 2014 a 0,7 nel 2015, a 0,3 nel 2016)eall’eurozona(da1,3a0,7a0,3) è dovuta più alla nostra ripresa che rallentamento delle altre due economie. Se poi, come speriamo, le trattativetrailgovernoeleistituzioni europee ci consentiranno per il 2016 di fare un po’ più deficit in relazione all’uso di flessibilità connesse a riforme e investimenti, allora la nostra crescita potrebbe addiritturaavvicinarsiall’1,6%previstoperla Germania e per la Uem. Inpropositounadellevalutazioni più interessanti viene da Carlo Cottarelli che conosce bene la nostra situazione quale direttore esecutivo Fmi ed ex commissario alla nostra spending review. Cottarelli segnala che la situazione italiana di conti pubblici è buona grazie alla prudenzadiPadoan,chelacrescita potrebbe essere meglio di quella prevista dall’Fmi sia per i margini di finanza pubblica che abbiamo (Ue permettendo) sia per il consolidarsi degli effetti del Jobs act.

LA BUSSOLA DEL RISPARMIATORE

Ecco come affrontare la maxi-Ipo Lops, Borzi, Cellino, Franceschi u pagina 2

SBARCO A WALL STREET

Ferrari, via all’Ipo da un miliardo di dollari pÈpartitaufficialmentela

corsadiFerrariversola quotazioneinBorsaaWall Street: ieriintardaseratala societàhadepositatopresso laSecilprospettodefinitivo perl'offertapubblicainiziale deititoli.FiatChrysler,socio dimaggioranzaconil 90% deititoli,venderà17,175 milionidiazionidellaneonataholdingolandeseFerrari NVaunprezzounitario compresofra48e52dollari; alleazionioffertesiaggiungeràunagreenshoeda 1,7milionidititoli.Iltotale corrispondeal10%circadel capitaleFerrari.Selagreenshoeverràesercitataper intero,Fcaincasseràuna sommacompresafrai906ei 983milionididollari. IldebuttoufficialeaWall Street,conlasiglaRACE, potrebbeavveniregiàlunedì 19ottobreocomunqueentro lasettimanasuccessiva. Andrea Malanu pagine 21-22

«Rischi quando aumenteranno i tassi, pronti a estendere il Qe» - Visco: Bce pronta a agire

Draghi, monito ai Paesi ad alto debito Padoan: in Italia consolidamento avanti, crescita migliore del previsto pI Paesi ad alto debito «facciano attenzione ai rischi di un’inversione di tendenza dai bassi tassi di interesse»: lo ha detto il presidente Bce Draghi,perilqualel’Eurotowerdifronteaglisviluppidell’economiapuòvariarecomposizione, durata e dimensione del Qe. Il governatore di Bankitalia Visco: rischi di deflazione ridotti, ma la Bce è pronta ad agire. Il ministro Padoan : «In Italia è in corso una ripresa più forte del previsto». Merli, Bocciarelli e Bufacchiu pagine 4-5

CANTIERE MANOVRA

PRODUZIONE INDUSTRIALE

Pacchetto imprese da 1,8 miliardi

Agosto in frenata per la manifattura

Marco Mobili e Marco Rogariu pagina 4

Luca Orlandou pagina 9

10

Anno 151˚ Numero 279

La guerra e la speranza di Ugo Tramballi

D

obro pozhalovat' na Blizhnij Vostok! Benvenuti in Medio Oriente: i russi erano così impegnati a bombardare dal cielo e dal mare il Califfato, che non si sono accorti della sua offensiva terrestre su Aleppo. Come i vecchi pianificatori dell’invasione dell’Afghanistan avrebbero dovuto consigliare, nel Medio Oriente piccolo e grande è sempre più facile entrare che uscirne. Continua u pagina 18

PANORAMA

Marino rinvia a lunedì l’uscita Renzi: non c’era alternativa Altri 30 milioni per il Giubileo Marino formalizzerà le dimissioni lunedì. «Credo che al punto in cui eravamo non ci fossero più alternative». Da Sel arriva un’apertura sulla verifica: avanti, se cambia rotta. Per l’Osservatore romano «la capitale ha la certezza solo delle proprie macerie». Sotto la lente in Procura pure i voli del sindaco, esposto del M5S. u pagina 7

POLITICA 2.0 Economia & Società

di Lina Palmerini

L’occasione (e i rischi) per i 5 Stelle R oma è la grande occasione dei 5 Stelle, il treno che non possono perdere ma anche un grande spartiacque. Vincere e avere un sindaco grillino nella

Capitale diventa il test di maturità che manca, un trampolino verso il Governo. Fallire, invece, li riporterebbe indietro. Continua u pagina 8

IL PIANO. MARTEDÌ RIUNIONE DELLA GIUNTA PER RIPARTIRE I FONDI

Giubileo, metà delle nuove risorse a bus e metrò Massimo Fronterau pagina 7

Riforme sprint, manca soltanto il voto finale Il premier: dicevano che non avevamo i numeri Con il sì del Senato all’art. 40 di soppressione del Cnel (161 favorevoli) e l’entrata in vigore (165 sì) si chiude l’esame del ddl Boschi. Voto finale martedì. «Dicevano “Il Governo non ha i numeri”. Visto come è andata? Questa è #lavoltabuona», così Renzi su Twitter. u pagina 17

Bicameralismo perfetto addio, meno poteri alle Regioni

miliardi $

Il valore attribuito al 100% di Ferrari

di Emilia Patta u pagina 17

Libia, prima intesa sul governo di unità nazionale

Primo, fragile accordo raggiunto in Marocco per la creazione di un governo di unità nazionale in Libia, premessa per una risoluzione Onu sulla forza di stabilizzazione a guida italiana. u pagina 12

VARATO IL PIANO ANTI-ELUSIONE

Dal G20 sì alla riforma delle tasse sulle multinazionali di Alessandro Merli

V

ia libera dei ministri del G-20 alla riforma delle norme fiscali internazionali per contrastare l’evasione fiscale da parte delle multinazionali, il pacchetto cosiddetto Beps (erosione della base imponibile e spo-

stamento dei profitti), elaborato dall’Ocse. Scatterà un monitoraggio per contrastare una perdita di entrate fiscali stimata tra 100 e 240 miliardi di dollari l’anno, fra il 4% e il 10% delle entrate da tassazione sulle imprese. Per il ministro dell’Economia italiano, Padoan, è una pietra miliare. Servizi u pagina 13

RIENTRO DEI CAPITALI

Xetra Dax

¤/$

Voluntary al 30 dicembre Guida a procedure e costi Servizi u pagine 13,14 e15

Continua u pagina 18

OGGI PLUS 24

Mercati

FTSE Mib

A

0,46 14,84

22257,89

L

variaz. % var. % ann.

Dow Jones I. 17084,49

0,20 2,55

L

variaz. % var. % ann.

L’

Europa scommette su un rialzo dei tassi Usa tra fine anno e inizio 2016 e completa la settimana di forte recupero con una seduta vivace trainata ancora da minerari e dal settore auto. Gli indici hanno chiuso tutti in rialzo anche se non sui massimi di giornata complice anche il rallentamento di Wall Street. Madrid (+1,26%) e Francoforte (+1,04%) le migliori, Piazza Affari +0,46%. BORSA ITALIANA

POPOLARI, RIFORMA AL VIA COSA CAMBIA PER SOCI E INVESTITORI

Var% Indici Generali

09.10

08.10 Var% in.an.

FTSE It. All Share (31.12.02=23356,22) 23817,79 23740,81

0,32

18,27

FTSE MIB (31.12.97=24401,54)

22257,89 22156,74

0,46

17,07

FTSE It. Mid Cap (31.12.02=20146,67) 32332,39 32555,36

-0,68

28,16

FTSE It. Star (28.12.01=10000) Mediobanca (2.1.06=100) Comit Globale (1972=100)

23956,06 23980,98

-0,10

28,38

64,35

0,65

18,99

1235,71 1226,54

0,75

19,02

64,77

51010

10096,60

1,04 12,12

9 770391 786418 Prezzi di vendita all’estero: Albania €2, Austria €2, Francia €2, Germania €2, Monaco P. €2, Slovenia €2, Svizzera Sfr 3,20

variaz. % var. % ann.

Nikkei 225 18438,67

1,64 19,12

L

variaz. % var. % ann.

FTSE 100 6416,16

0,65 -0,24

L

variaz. % var. % ann.

1,1362

Brent dtd

L

52,22

B

Oro Fixing 1151,55

0,96 variaz. % -0,11 variaz. % 1,01 -10,98 var. % ann. -42,25 var. % ann. -6,13

L

variaz. % var. % ann.

PRINCIPALI TITOLI - Componenti dell’indice FTSE MIB

QUANTITATIVI TRATTATI ¤

INDICI

Titolo

09.10 Azioni: numero 698.899.531 Azioni: valore 2.853.591.202 Titoli di Stato 680.833.559 Obbligazioni 37.830.316

Paese/Indice BORSE EUROPEE D.J. EuroStoxx Amsterdam Am. Exc. Bruxelles Bel 20 Francoforte Dax Helsinki Omxh Gen Lisbona Psi 20 Londra Ftse 100 Madrid Ibex 35 Parigi Cac 40 Vienna Atx Index Zurigo Swiss Mkt

340,54 0,59 441,65 -0,10 3442,77 0,19 10096,60 1,04 8088,15 0,45 5518,53 0,42 6416,16 0,65 10309,60 1,26 4701,39 0,54 2361,80 0,59 8680,21 0,07

ALTRE BORSE New York DJ Ind. New York S&P 500 New York Nasdaq C. Tokyo Nikkei 225 Hong Kong Hang S. San Paolo Brsp Bov. Shanghai Comp. Sydney All Ordin. Singapore Straits T. Toronto 300 Comp.

17084,49 0,20 2014,89 0,07 4830,47 0,41 18438,67 1,64 22458,80 0,46 49338,41 0,47 3183,52 1,28 5309,22 1,29 2993,36 1,57 13964,36 -0,10

A2A Ansaldo Sts Atlantia Azimut H. B. Popolare B.P. E.Romagna B.P. Milano Buzzi Unicem Campari CNH Industrial Enel Green Power Enel Eni Exor

Pr.Rif.¤

Var.%

1,199 9,500 24,400 20,700 13,780 7,740 0,903 14,830 7,340 6,475 1,764 4,048 15,510 41,650

-0,99 -0,16 0,08 -0,91 -0,14 -0,19 -0,99 -2,11 0,89 1,73 0,97 1,10 0,26 1,02

FTSE ITALIA ALL SHARE

+0,32

Base 31/12/02=23.356,22 23100 22950 22800

Tabloiddi32pagineinallegato

L

22650

apertura chiusura

Titolo

Pr.Rif.¤

Var.%

FCA-Fiat Chrysler Finmecc. Generali Intesa Sanpaolo Luxottica Mediaset Mediobanca Mediolanum Moncler Monte Paschi Si Pirelli & C. Prysmian S. Ferragamo Saipem Snam STMicroelectr. Telecom Italia Tenaris Terna Tod's UBI Banca Unicredit Unipol UnipolSai World Duty Free Yoox Net-A-Porter

13,810 12,170 16,690 3,186 61,500 4,492 9,020 7,120 16,000 1,721 14,950 19,180 26,580 8,950 4,494 6,535 1,098 12,450 4,348 81,300 6,700 5,865 4,322 2,176 10,230 29,600

2,60 1,08 0,66 0,06 -0,32 -4,10 -1,10 -1,86 -0,50 -1,04 -0,13 1,00 1,26 2,93 -0,27 1,48 1,57 1,38 -0,09 2,59 1,06 0,77 1,12 1,68 -0,10 -2,95

08.10 843.880.645 2.714.893.169 640.273.053 38.513.116

FUTURES 09.10 Var FTSE MIB Dic 2015 22235 130 Eurex Bund 10a(dic 15) 155,92 -0,40

I CAMBI DELL’EURO (rilev. BCE) Valuta 09.10 Dollaro Usa 1,1362 Yen giapponese 136,6500 Sterlina inglese 0,7407 Franco svizzero 1,0919 Renminbi cinese 7,2094 Dollaro canadese 1,4698 Corona svedese 9,2683 Dollaro austral. 1,5502

Diff. 0,0108 1,7300 0,0041 -0,0016 0,0587 0,0015 -0,0107 -0,0162

MATERIE PRIME Prezzi uff. a Londra ($/t)

Alluminio Caffè rob

09.10 Var.%

1607,0 4,10 1623,0 2,60

09.10 Var.%

INDICE CAMBI (22 valute) Indice Sole-24Ore 106,08

0,73

con “Guida Touring Club” € 8,90 in più; con “I Grandi Classici dell’umorismo” € 6,90 in più; con “Lezioni d’Amore” € 5,90 in più; con “L’Impresa” € 6,90 in più; con “Norme e Tributi” € 12,90 in più; con “Il Codice di Procedura Civile” a € 10,00 in più; con “Abuso del Diritto” a € 9,90 in più; con “Fatturazione Elettronica” € 9,90 in più; con “Voluntary Disclosure” € 9,90 in più; con “Cassa Integrazione” € 9,90 in più; con “Guida alle Nuove Sanzioni Tributarie” € 9,90 in più; con “Decreto Semplificazioni” € 9,90 in più; con “How To Spend It” € 2,00 in più; con “IL Maschile” € 2,00 in più. Nella Regione Umbria in abbinamento obbligatorio con Il Giornale dell’Umbria a € 1,10.

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

2

Privatizzazioni

LA BUSSOLA DEL RISPARMIATORE

In offerta da lunedì Dal 12 al 22 ottobre sarà possibile prenotare le azioni della società pronta a sbarcare in Borsa

Il nodo del valore La società avrà un valore inferiore a 10 miliardi: per gli analisti il prezzo di vendita non è caro

COME AFFRONTARE LA MAXI-IPO Ecco tutti gli elementi chiave: dalla bonus share ai dividendi per i risparmiatori «cassettisti» ILLUSTRAZIONE DI UMBERTO GRATI

Noi e gli altri. Il confronto

Modello di business unico in Europa, un «comparable» solo a Tokyo Nicola Borzi

pL’essere unici pone un pro-

Vito Lops

È

partitoilcontoallarovescia perquellachesicandidaad esserel’Ipodell’annoaPiazza Affari.Manonsolo,sicandidaa contendereconlevarieTelecom, Eni,Enel,Finmeccanica,ecc.che daglianni’90inpoisonoandatea raccoglierecapitalisulmercato finendocosìneiportafoglidelle famiglieitaliane,iltitolodi“madre delleprivatizzazioniinItalia”.Da societàal100%pubblicaPoste italianeintraprendelastradadel mercatodeicapitali:finoal38,2% delleazionipotrebbeessereceduto, divisoperil70%ainvestitori istituzionali(fondipensione, assicurazioniebanche)eperil30%a investitoriretail,ovveropiccoli risparmiatori.Il3,3%dell’offertaè poiriservataaidipendentidel gruppo.Dalunedìsaràpossibile andareinbancaeprenotare l’acquistodiazionidellasocietà guidatadaFrancescoCaio.«Una societàcondueanime,quella bancaria(6,2milionidiconti correnti)equelladeiservizipostali (213milionidiraccomandatel’anno e220milapacchialgiorno)-spiega MarioSpreafico,responsabile investimentidiSchroderswealth management-.Adifferenzadialtre societàstranieregiàquotateche svolgonosololafunzionedibanca, comePostbankopostale,come l’olandesePostNl,Posteitalianele svolgeentrambe».Potrannoessere presentatedomandeperunminimo di500azioni.Considerandocheil prezzooscilleràtra6e7,5euro, l’investimentominimosiattesterà trai3milaei3.750euro.È unprezzo caro?«Questaforchettadàuna valutazionedellasocietàpotenziale di9,8miliardi,inferiorerispettoad alcunistudichesieranospintioltre gli11-spiegaSalvatoreGaziano, direttoreinvestimentidi SoldiExpertScf-.Sullabasedi questeconsiderazioniilprezzo quindinonrisultacaro.Mava ricordatocheilmodellodibusiness èsoggettoalrischiodinuove regolamentazioni,datochePoste svolgediverseattivitàanchenon correlate,dall’ecommercealle assicurazioni.Daquest’ultima generail70%deiricavi». Ilrisparmiatorechesidomanda serichiedereazionidiPoste(avrà tempodal12al22ottobre)deveperò averebenchiaroquestoconcetto: sebbenePosterichiami nell’immaginariocollettivoil concettodisicurezza(conquistato conmeritosulcampo),inquesto casositrattapursemprediazioni, quindidiunacategoriadi investimentononesentedarischi. NonsitrattadiunBoTodi qualunquealtrotitolodiStato. Pertantopotrebbeesserenelbreve soggettoallavolatilitàacuileBorse cihannoabituatonegliultimianni. Allostessotempocitroviamoinuna faseincuiimercatiazionarisono reducidaimportantirialziequindi nonèdettochecontinuinoasalire. Eccoperchéquestotipodi operazionesirivolgeaun risparmiatoredalprofilodirischio dacassettista,dispostoamantenere alungoinportafoglioititoli comprati.Precisatoquestopuntova dettochelecondizionidel prospettopossonosuscitareun certoappeal.Agliazionistiche conservanoititoliassegnatiin collocamentoper12mesiviene offertounbonusdi1azionegratuita perogni20assegnate(bonusdel5%, peridipendenti10%).Gliazionisti riceverannoancheundividendo almenoperiprimidueanni(è previstaladistribuzionediuna percentualenoninferioreall’80% dell’utilenettoconsolidatodel2015e 2016).Bonusedividendoche dovrannopoisommarsiosottrarsi allavariazionedelprezzodiBorsa perdeterminareilrendimento finalenelletaschedelrisparmiatore. © RIPRODUZIONE RISERVATA

I punti salienti dell’operazione I TEMPI DELL’OPERAZIONE

LA COSTITUZIONE DEL FLOTTANTE

SCHEDE A CURA DI Maximilan Cellino, Andrea Franceschi e Vito Lops

LA POLITICA DI PAY-OUT

IL TRATTAMENTO FISCALE

IL PIANO DI STOCK GRANTING

LA FORCHETTA DI VALORE

In collocamento Sul mercato fino al L’80% degli utili dal 12 al 22 ottobre 38,2% del capitale verrà distribuito

La tassazione sarà al 26%

Ai dipendenti Prezzo compreso il 3,3% dell’offerta fra 6 e 7,5 euro

L’

I

N

offerta pubblica e il collocamento istituzionale di Poste Italiane avranno inizio lunedì 12 ottobre e termineranno giovedì 22 ottobre, salvo chiusura anticipata o proroga. Soltanto per i dipendenti, ai quali è riservata una quota dell’offerta retail pari al 3,3%, i termini per l’adesione si chiuderanno con un giorno di anticipo, il 21 ottobre. Al termine del periodo di offerta, il Ministero determinerà il prezzo definitivo dell’offerta pubblica e quello applicabile al collocamento istituzionale. Il prezzo di offerta sarà il minore tra il prezzo istituzionale e il prezzo massimo (7,5 euro). Entrambi i valori saranno resi noti attraverso un avviso pubblicato su almeno un quotidiano economico finanziario a tiratura nazionale e sui siti www.posteitaliane.it e www.quotazione.posteitaliane.it entro due giorni lavorativi dal termine del periodo di offerta. Il regolamento dell’operazione avverrà il 27 ottobre.

COSÌ FUNZIONA IL PREMIO FEDELTÀ

I

l Tesoro ha in programma di collocare sul mercato il 34,7% del capitale di Poste italiane, che potrebbe salire al 38,2% in caso dell’esercizio integrale dell’opzione greenshoe. Nel complesso si tratta di 453 milioni di azioni, che saranno cedute a investitori istituzionali e retail. Ai primi sarà venduto il 70% dei titoli sul mercato, mentre il restante 30% (su un minimo di 135,9 milioni di azioni) è destinato esclusivamente al pubblico indistinto in Italia e ai dipendenti del Gruppo residenti in Italia. Con il collocamento in Borsa di Poste, considerando il numero di azioni offerte e la forchetta prezzo, il Tesoro cederà azioni per un valore indicativamente tra un minimo di 2,7 miliardi ad un massimo di 3,7.

L’ESBORSO PER I RISPARMIATORI

F

are una classificazione netta del business di Poste italiane è un’impresa ardua visto che, a differenza di altri ex monopolisti esteri privatizzati come Royal Mail, il suo modello di business in questi anni si è spostato sempre di più dai tradizionali servizi postali alla finanza. Nello stimare quale potrebbe essere un rendimento accettabile per il titolo, gli analisti hanno preso come riferimento un settore regolamentato come quello delle utilities ipotizzando un dividend yield tra il 4 e il 5 per cento. Il Consiglio di Amministrazione di Poste italiane ha adottato una politica dei dividendi che prevede di proporre all’Assemblea degli Azionisti, per gli esercizi 2015 (distribuibile nel 2016) e 2016 (distribuibile nel 2017), la distribuzione di una percentuale non inferiore all’80% dell’utile netto consolidato di periodo di pertinenza del Gruppo.

TUTTI I CANALI PER L’ADESIONE

n base alla revisione della tassazione sulle rendite finanziarie in vigore da luglio dello scorso anno, i buoni fruttiferi postali sono inseriti in quella categoria di investimenti finanziari che godono di un regime agevolato di tassazione. Al pari di BoT e BTp, la tassazione su eventuali rendite finanziarie derivanti da questa tipologia di titoli è al 12,5 per cento. Al contrario i guadagni derivanti dal possesso di azioni di Poste italiane saranno tassati al pari di qualsiasi altro investimento azionario e quindi dovranno sottostare a un’aliquota del 26% (tassazione che peraltro interessa anche i depositi postali). Qualsiasi guadagno derivante dall’investimento in azioni delle Poste, che si tratti da proventi da dividendi o derivanti da una rivalutazione del titolo (il cosiddetto «capital gain»), sarà quindi soggetto a questa ritenuta.

L’AFFIDABILITÀ SECONDO LE AGENZIE

ell’ambito dell’offerta pubblica di Poste Italiane una tranche è riservata ai dipendenti del gruppo fino a un massimo di circa 14,9 milioni di azioni, pari a circa il 3,3% dell’offerta. Ferma restando la possibilità di aderire anche all’offerta destinata al pubblico indistinto, i dipendenti dovranno presentare le domande di adesione esclusivamente presso i collocatori (compresi gli uffici postali abilitati) per quantitativi minimi di 50 azioni o relativi multipli. Per loro l’offerta terminerà con un giorno di anticipo, il 21 ottobre. Le domande di adesione dei dipendenti che richiedono l’utilizzo del Tfr dovranno essere presentate esclusivamente presso gli uffici postali abilitati, sempre per quantitativi minimi di 50 azioni o suoi multipli. L’anticipazione del Tfr potrà riguardare un ammontare massimo di 100 azioni. A ciascun dipendente saranno garantiti due lotti minimi, corrispondenti a 100 azioni.

TUTTI I NUMERI DEL GIGANTE D’ITALIA

L’

intervallo di valorizzazione indicativa del capitale economico della società, secondo quanto chiarito ieri dal comunicato, è compreso tra un minimo non vincolante di 7,837 miliardi di euro ed un massimo vincolante per la sola Offerta Pubblica di 9,796 miliardi. Questa valorizzazione equivale a un minimo non vincolante di 6 euro per azione e un massimo vincolante per la sola Offerta Pubblica di 7,5 euro per azione. I prezzi definitivi - sia quello relativo all’offerta pubblica, sia quello del collocamento istituzionale - saranno determinati al termine del periodo di offerta (22 ottobre, salvo proroghe o chiusure anticipate) e comunicato entro due giorni lavorativi al pubblico tramite avviso su almeno un quotidiano economico finanziario a tiratura nazionale e sui siti Internet della Società www.posteitaliane.it e www.quotazione.posteitaliane.it.

EFFETTO VOLANO PER L’EUROPA

Bonus del 5% a chi Lotto minimo tiene i titoli un anno 500 azioni

Dove si possono prenotare i titoli

Lo stesso rating dell’Italia

Un colosso da 13mila uffici

Una spinta alle Ipo nel 2015

P

I

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er chi, con la collocazione delle azioni di Poste italiane, terrà i titoli in portafoglio per almeno un anno dalla quotazione è prevista l’assegnazione di una azione gratuita ogni 20. Il bonus fedeltà è quindi pari al 5%, e sale al 10% (con una azione gratuita ogni 10 mantenuta in portafoglio per 12 mesi) per i primi due lotti che i dipendenti acquisteranno nell’offerta a loro riservata. Attenzione però, gli assegnatari dovranno mantenere senza soluzione di continuità la piena proprietà di tali Azioni per dodici mesi dalla data di pagamento (27 ottobre 2015, salvo chiusura anticipata o proroga), e sempre che le stesse siano rimaste depositate presso un collocatore ovvero presso altre istituzioni aderenti alla Monte Titoli Spa. Soltanto a loro spetterà l’attribuzione gratuita di una azione ordinaria ogni 20 azioni assegnate in fase di Ipo.

P

er la tranche rivolta al pubblico indistinto è previsto un lotto minimo di 500 azioni o suoi multipli, un lotto intermedio di 2.000 azioni o suoi multipli, e un lotto maggiorato di 5.000 azioni o suoi multipli. Tenendo presente la forchetta di prezzo fissata ieri (6-7,5 euro), l’esborso minimo da parte di un risparmiatore che volesse aderire all’operazione sarà compreso fra 3.000 e 3.750 euro. Per quanto riguarda la tranche riservata ai dipendenti del Gruppo residenti in Italia e composta da un massimo di circa 14,9 milioni di azioni, il lotto minimo è invece fissato a 50 azioni. A ciascun dipendente saranno garantiti due lotti minimi, corrispondenti complessivamente a 100 azioni.

risparmiatori che intendono partecipare al collocamento delle azioni di Poste italiane dovranno farlo attraverso la propria banca potendo scegliere tra tre profili: quello del “lotto minimo” (500 azioni) o suoi multipli, quello del “lotto minimo intermedio” (2mila azioni o multipli) e quello del “lotto minimo maggiorato” (5mila azioni o multipli). Non è detto che tutte le richieste vengano assegnate. Se la domanda supera l’offerta si dovrà ricorre al sorteggio, come già è capitato altre volte e molto spesso nei casi di privatizzazioni di questa portata. Con riferimento all'offerta ai dipendenti, ferma restando la possibilità per gli stessi di aderire all'offerta destinata al pubblico indistinto, le domande di adesione dovranno essere presentate esclusivamente presso i collocatori (ivi compresi gli uffici postali abilitati) per quantitativi minimi di 50 azioni (il “lotto minimo per i dipendenti”) o relativi multipli.

agenzia Fitch ha fatto sapere che manterrà invariato il suo rating su Poste italiane anche dopo l’imminente quotazione in Borsa della società. Fitch spiega che la decisione di mantenere invariato il rating è dovuto al fatto che la quotazione di una quota vicina al 40% di Poste non andrà ad alterare il rapporto e il legame che la società ha con il governo. Fitch evidenzia che Poste ha una «importanza strategica per il governo nazionale», che manterrà «un elevato grado di controllo e di supervisione» anche dopo la privatizzazione di una quota rilevante del gruppo. Secondo Fitch «l’alto grado di integrazione, l’importanza strategica e il controllo del governo» si traducono in un rating «allineato» a quello dell’Italia, ovvero «BBB+» con outlook stabile.

l mercato si prepara a valutare Poste italiane circa 10 miliardi di euro (la parte alta della forchetta di prezzo di collocamento si attesta a 9,8 miliardi). La società può contare su 13mila uffici sparsi in tutta Italia e 142mila dipendenti. L’attività bancaria evidenza 6,2 milioni di conti correnti postali e un risparmio amministrativo di 469 miliardi di euro. Emesse inoltre 6,5 milioni di carte postamat. L’attività postale presenta numeri altrettanto importanti: 50 milioni di operazioni al giorno, 213 milioni di raccomandate l’anno e 220mila pacchi al giorno. Secondo le previsioni degli analisti la società si avvia verso un utile tra 800 milioni e 1 miliardo e potrebbe generare distribuire quindi un dividendo tra 600 e 800 milioni. Il 70% dei ricavi però deriva dal comparto assicurativo, a testimonianza di quanto il modello di business sia cambiato negli ultimi anni.

rice Waterhouse and Coopers prevede un ritorno delle quotazioni in Europa negli ultimi mesi del 2015, dopo il rallentamento avvenuto nei mesi estivi a causa della volatilità dei mercati. In particolare la società stima che le Ipo dell’intero 2015 possano arrivare a toccare i 50 miliardi di euro di raccolta, complici gli sbarchi in Borsa di aziende del calibro di Poste Italiane, Worldpay e Abn Amro. Nell’ultimo trimestre, invece, l’attività è stata contenuta: sono avvenute 53 ipo, livello inferiore del 30% rispetto alle operazioni dello stesso periodo 2014, per una raccolta di 4,6 miliardi. Se i mercati finanziari si stabilizzeranno, hanno concluso gli analisti di Pwc, il 2015 sarà un anno di crescita per le quotazioni per una raccolta superiore ai 50 miliardi, rispetto ai 48,8 miliardi dell’anno scorso.

blema: quello di non avere una pietra di paragone. Lo sanno bene gli analisti finanziari che nelle settimane scorse si sono cimentati nell’arduo compito di definire la valutazione di Poste Italiane. Tutte le case d’investimento hanno convenuto su un punto: il modello di business di Poste è un caso a sé perché spazia dalla finanza alle assicurazioni, dai servizi postali alle tlc. La divisione servizi finanziari (che conta oltre a Banco Posta anche Banca del Mezzogiorno) “vale” circa il 19% dei ricavi, l’attivitàassicurativa(PosteVitaèil leader nazionale del settore con riserve per 91,9 miliardi al 30 giugno) genera circa il 66% dei ricavi. La divisione postale pesa per il 14% dei ricavi, poi c’è il business della telefonia. Nessuna tra le poste europee quotate (la britannica Royal Mail, la belga BPost, l’austriaca Osterreichische Post, la tedesca Deutsche Post, l’olandese PostNl) si occupa di servizi finanziari, tranne la portoghese Cct Correios de Portugal che avvierà a breve una banca. L’unica al mondo con un insieme analogo di business è Japan Post: il gruppo nipponico gestisce, attraverso la holding, il maggior operatore bancario del Sol Levante (Japan Post Bank) e Post Insurance.IlcollocamentoinBorsaa Tokyo di Japan Post scatterà il 4 novembre e sarà articolato su tre operazioni distinte, una per ciascuna società del gruppo. Dunque, in assenza di un comparable quotato, la valutazione di Poste Italiane è complessa. A renderla ancor più difficile è poi l’eterogeneità delle sue attività. Per questo alcuni analisti hanno espresso stime con la metodologia della somma delle parti (Sotp), che valuta ogni divisione a sé comparandola con i suoi peer, mentre altri hanno usato il metodo di valutazione della generazione attualizzata di cassa (Dcf). Gli esperti concordano però su un fatto: a fare la differenza sarà la capillarità della rete distributiva di Poste Italiane. I 13.200 uffici postali saranno sì sfoltiti ma equivalgono comunque al 43% dell’intera rete retail delle banche italiane. Oltre alle valutazioni patrimoniali, però, ci sono anche quelle reddituali. Qui il discorso cambia: mentre Poste Italiane è impegnata nel turnaround dei servizi postali per portarne la redditività in positivo, le altre società europee (tranne PostNl)dai recapiti realizzano già utili, per quanto limitati. Secondo i dati Thomson Reuters, nel 2014 il payout ratio medio di settore è stato del 71,4% che dovrebbe salire al 74,3% quest’anno,PostlNlesclusa(includendo la società olandese i valori scendonoal60%).Ilpayoutratiodell’80% promesso da Poste Italiane non è dunque molto superiore, nonostante la redditività ben maggiore delle sue attività finanziarie. [email protected] © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA PAROLA CHIAVE Pay-out ratio 7Il pay-out è la distribuzione di utili netti sotto forma di dividendi agli azionisti di una società. La cedola viene proposta all’approvazione dell’assemblea dei soci dal consiglio di amministrazione. Il pay-out ratio è, invece, il rapporto fra dividendi distribuiti e utili netti d’esercizio. Si tratta di un indicatore importante per capire qual è la quota di utili netti che resta a disposizione dell’impresa per autofinanziare progetti futuri. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

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Privatizzazioni

Il pay-out La società distribuirà l’80% degli utili fino al 2016 Il rendimento della cedola superiore al 5%

I DETTAGLI DELLA QUOTAZIONE

Nel prospetto il faro di Bruxelles Sulla consegna a giorni alterni pende ancora il giudizio della Commissione Ue

Poste, in Borsa fra 6 e 7,5 euro per azione Valutazione massima sotto i 10 miliardi - Il Tesoro incassa da 2,7 a 3,7 miliardi Laura Serafini

pLa valutazione più alta di Poste

Italianesifermasottolasogliapsicologica dei 10 miliardi, a 9,79 miliardi. È arrivato nella mattinata di ieri il nulla osta della Consob alla pubblicazionedeiprospettoinformativo.E conessol’autorizzazioneadiffondere i numeri salienti e le tappe dell’offerta pubblica di vendita, che prenderà il via lunedì prossimo a Milano, si chiuderà giovedì 22 ottobre mentre le negoziazioni del nuovo titolo PosteItalianeinizierannomartedì27 ottobre. Il ministero dell’Economia ha resonotaierilaforchettadiprezzo(definita mercoledì scorso in un vertice del comitato privatizzazioni presiedutodaVincenzoLaViaecuihapresoparteilcapodellasegreteriatecnica, Fabrizio Pagani) all’interno della quale verrà individuato il prezzo finalecuisarannoceduteleazionidellasocietà.Sivadaunminimodi6euro a un massimo di 7,5 euro, per un range di valore tra 7,8 e 9,78 miliardi. Il copione dell’intera operazione corrisponde a quanto anticipato da IlSole24Oreneigiorniscorsi.Ilministero cederà il 40% del capitale, se si includono anche la bonus share e la greenshoe i titoli che le banche del consorzio (Banca Imi, BofA Merrill Lynch, Citigroup, Mediobanca, UniCreditiglobalcoordinator; bookrunners sono Banca Imi, BofA Merrill Lynch, Citigroup, Mediobanca, UniCredit,Credit Suisse, GoldmanSachs,JpMorgan,Morgan Stanley e Ubs) possono utilizzare per stabilizzare le quotazioni del titolo nei giorni seguenti il debutto a piazzaAffari. Nelle due settimane di offerta il ministero venderà 453 milioni di azioni, pari al 34,7% del capitale, che salgono a 498 milioni(peri al 38,2% del capitale) se si include la greenshoe.Conladistribuzionedelleazioniriservateallabonusshare(1azione gratis ogni 20 per i risparmiatori; un’azione gratis ogni 10 per i dipendenti a condizione che i titoli acquistatiinIposianodetenutiperalmeno 12mesi)siarrivaal40percento.L’incasso atteso per il ministero del Te-

sorovadaunminimodi2,7aunmassimodi3,7miliardi. Confermata anche la ripartizione: il 70 per cento dei titoli andrà agli istituzionali, il resto al retail e di questo, il 10% fino a 14,9 milioni di titoli, viene riservato ai dipendenti, che possono riservare fino a 2 lotti minimi di 50 azioni (del valore medio di circa350euro)echepotrannoessere acquistati anche chiedendo l’anticipodelTfr.Peririsparmiatorièprevisto un lotto minimo di 500 azioni (per un valore medio di 3500 euro) e unlottominimomaggioratodi5mila azioni.Ilprezzofinaleapplicatoairisparmiatori non potrà essere superiorea7,5euro. Veniamo alla politica dei dividendi ufficializzata ieri da Poste Italiane. Il management della società è stato assistito in tutta la definizione dell’Ipo e anche nel delicato passaggio della remunerazione degli azionistidaRothschild(CliffordChance l’advisor legale). La società garantisce un pay-out dell’80% per il 2015 e peril2016.Dietroquellapercentuale di utili che verrà distribuita, e comunque elevata, si cela la prospettiva che per quest’anno e il seguente Postenonvadaoltreunrisultatonet-

IL MANAGER

Ad di Poste dal 2014  Francesco Caio, nato a Napoli nel 1957, dal 7 maggio 2014 è l’ad di Poste Italiane. Già commissario del Governo italiano sui temi dell'Agenda Digitale, dal 2011 al 2014 è stato alla guida di Avio Aero. In precedenza ha ricoperto incarichi di sempre maggior responsabilità nei settori tlc ed elettronica in Italia e all'estero.

to di 600 milioni. Gli utili distribuiti dovrebbero, dunque, essere in mediaattornoa450milioni,conundividendoperazionedicirca0,35euro. Se si ipotizza un prezzo medio di venditadeititoliPostedi7euroeuro, ildividendyieldsiattestaal5%,opoco sopra se il prezzo di vendita fosse maggiore. In linea con quanto chiesto dagli investitori, che volevano un rendimento allineato con un business regolato come può essere quello delle utility, e con quanto anticipato da IlSole24Ore nei giorni scorsi. La disclosure sulla strategia sui dividendi limitata ai prossimi due anni si spiega con la necessità di garantire subito un rendimento allettante agli investitori istituzionali, in attesa che il dispiegamento delle azioni previste dal nuovo piano industriale possano, a partire dal 2017, integrare la cedola con la creazione di valore sulle azioni. Tornando al prospetto informativo emergono due aspetti importanti relativi alla riforma che introduce la consegnadellapostaagiornialternie al contratto di programma. Si ammetteperlaprimachevolta«sussiste ilrischio,consideratal’ampiezzadelle misura autorizzata in rapporto a precedenti analoghi che la Commissione europea» possa giudicare non sufficientemente motivata questa scelta rispetto «a quanto previsto dallaprimadirettivapostale»echedi conseguenza «possa aprire una procedura di infrazione contro l’Italia». IlrischioperPostesono«possibilieffetti negativi sui risultati del settore operativopostaleecommerciale».Si specifica poi che la Ue non ha un termine specifico entro cui esprimersi. La stessa Ue, con la direzione Competion, ha invece già dato un via libera di massima al contratto di programma di Poste. Un fitto negoziato con il Tesoro ha stabilito di far entrareinvigoreilcontratto(2015-2019)un anno dopo, dal primo gennaio 2016. L’effetto sarà quello di rinviare di un anno il taglio dei contributi pubblici alla società da 360 a 260 milioni, previsto per la legge di stabilità già dello scorsoannoperilperiodo2015-19. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Poste Italiane in cifre I NUMERI DELLA QUOTAZIONE Prezzo per azione

30% Offerta al retail

7,5 6

38,2% Quota totale se sarà esercitata integralmente la greenshoe

Agli istituzionali

Quota collocata sul mercato

Prezzo minimo

I NUMERI DI POSTE ITALIANE

13.200

142

mila

28

mila

3,3 milioni

Uffici postali

Dipendenti

Postini telematici

Linee telefoniche

13,5

6,2

469 miliardi €

92

miliardi €

Carte prepagate Postepay

Conti correnti postali

Risparmio amministrato diretto e indiretto

Riserve tecniche poste vita

milioni

milioni

Fonte: Mef e dati societari

La metamorfosi. Il nuovo piano industriale, che mira a generare flussi di cassa costanti per i dividendi, è basato su tre pilastri: logistica, pagamenti digitali e investimenti

Un big con meno recapiti e più risparmio pLametamorfosidelgruppoPo-

ste Italiane, in corso ormai da una decina di anni, sarà accelerata grazie al processo di privatizzazione. La società guidata da Francesco Caio sta riducendo progressivamente il peso del comparto dei recapiti sul business del gruppo, che è destinato a spostarsi sempre più verso risparmio gestito - sia finanziario che assicurativo - logistica e consegna pacchi e gestione del sistema dei pagamenti. Tutto in un’ottica di sviluppo del digitale che il numero dell’azienda intende cavalcare. Poste Italiane ha chiuso

il 2014 con ricavi per 28,5 miliardi e probabilmente chiuderà il 2015 superando soglia 30 miliardi. Il fatturato, nonostante l’attesa crescita dei volumi del risparmio gestito e della raccolta assicurativa (quella di Poste Vita è destinata a raddop-

IL FATTURATO

Già oggi la tradizionale attività di consegna delle lettere produce solo il 14% dei ricavi complessivi del gruppo postale

piare entro la fine del piano industriale nel 2020), resterà stabile anche se oltre le soglia dei 30 miliardi - a seguito della dismissione di società partecipate prevista dal piano industriale, a partire da Banca del Mezzogiorno-Mcc. La consegna delle lettere peserà sempre meno sulla torta dei ricavi. Oggilasuaincidenzaèscesaal14%.A fine 2014 il fatturato del settore dei recapitieraparia3,9miliardi;ilfatturato delsettorefinanziarioeradi4,9miliardi, quello assicurativo era pari a 15 miliardi. La scommessa che il management si è impegnato a vincere con gli

investitori istituzionali, soprattutto esteri, è quella di uno sviluppo basato sui tre pilastri del nuovo piano industriale - logistica, pagamenti digitali e risparmio-cherappresentanosettori inforteespansionealivelloglobale.In Italia,piùindietrorispettoadaltripaesi europei nella logistica, nelle transazioni on line, nel risparmio gestito, le prospettive di crescita sono più forti che altrove e Poste Italiane si trova propriosullacrestadiquest’onda. La società sta puntando molto anche sul turnaround del settore dei recapiti. Sia attraverso una riforma sul sistema di consegna del-

la posta, con l’introduzione della consegna a giorni alterni sul 25% del territorio nazionale e l’incremento delle tariffe soprattutto per la posta prioritaria (tutte innovazioni sulle quali dovrà esprimersi a breve la Commissione Ue), sia attraverso investimenti per potenziare l’automazione dei processi. Sulla base di queste iniziative Poste Italiane ha costruito la sua politica dei dividendi, che farà perno sulla capacità di garantire la generazione di flussi di cassa costanti nel tempo. Solo nel 2014, un anno difficile caratterizzato da un’erosione dei ricavi nel comparto dei recapiti (seppure in parte dovuta a una politica di prezzi scontati), Postehacomunquegeneratounacassa operativa (al netto degli investi-

Sul mercato un’azienda e un simbolo del Paese

I

9,8

miliardi €

miliardi €

Prezzo massimo

Alessandro Plateroti

u Continua da pagina 1

7,8

70%

34,7%

Valore 100% società

L’ANALISI

menti) per 600 milioni. I segnali che la cura Caio sta cominciando a produrre i primi effetti si vedono già nella semestrale di quest’anno: i ricavi hanno raggiunto 16 miliardi, il risultato operativo ha raggiunto 638 milioni (contro 506 milioni di fine giugno 2014), l’utilenettosièattestatoa435milioni (contro 222 milioni dello stesso periodo 2014). La maggiore sfida resta quella del cambiamento culturale dei 140 mila dipendenti dell’azienda, destinati ad essere sfoltiti nei prossimi anni attraverso meccanismi di esodi incentivati o formati e riconvertiti a nuovi ruoli, con particolare attenzione al comparto finanziario. L.Ser. © RIPRODUZIONE RISERVATA

l primo aspetto che rende la privatizzazione delle Poste unica e diversa da altre del passato - a cominciare da quelle di Eni ed Enel a fine anni 90 - è infatti di carattere “politico”, sia per l’Italia che per l’estero. Da anni si discute infatti dell’opportunità di aprire ai privati il capitale delle Poste, un’azienda pubblica che pur operando su un mercato postale pienamente liberalizzato ha sempre l’obbligo di garantire il servizio universale: pur perdendo quasi un miliardo di euro nel recapito di lettere, bollette e cartoline in ogni singola frazione del Paese, il gruppo Poste macina di profitti grazie alla raccolta del risparmio postale e soprattutto alla vendita di prodotti finanziari e assicurativi a basso rischio a milioni di famiglie da Siracusa a Bolzano. Nate ufficialmente nel maggio del 1862 come amministrazione centrale dello Stato per il servizio postale, Poste Italiane sono in realtà un grande gestore del risparmio delle famiglie dal 1875, quando furono istituite le Casse di risparmio postale, antesignane dell'attuale servizio Bancoposta. E anche se il primo libretto postale risale al 1876, è in realtà negli ultimi venti anni che si è concretizzato il vero riposizionamento strategico delle Poste nell’asset management. Con Corrado Passera prima, Massimo Sarmi poi e infine oggi con Francesco Caio, Poste italiane sono diventata una realtà finanziaria e di servizio bancario e assicurativo con masse gestite/amministrate pari a 469 miliardi di euro alla fine del giugno scorso, una cifra che le colloca ai vertici del settore. Ultimo ma non ultimo, il risparmio postale: attraverso la vendita negli uffici postali di bond garantiti dallo Stato, il Tesoro e la Cassa depositi e prestiti hanno nelle Poste italiane il loro canale strategico di finanziamento. Dopo 153 anni e alla luce del ruolo che rivestono oggi per il risparmio italiano e i conti pubblici, insomma, le Poste vanno in Borsa con una storia e un futuro che le colloca tra le grandi blue chip del listino

di Piazza Affari. Anzi, di più: a giudizio stesso degli investitori internazionali, il successo dell’operazione Poste avrà un valore enorme anche sotto il profilo psicologico, poichè si concretizza in una fase di grande incertezza e volatilità dei mercati finanziari e in un periodo in cui l’Italia sta finalmente evidenziando i primi concreti segnali di ripresa economica dopo anni di recessione. Anche se in ritardo sull’Europa, insomma, le Poste Italiane sono pronte per un debutto che avrà un grande impatto anche sull’immagine del Paese. Nessuno crede davvero,

LE PRIVATIZZAZIONI

Sono la migliore risposta ai dubbi di mercati e partner europei sulla reale capacità del Paese di modernizzarsi all’estero o in Italia, che i 4 miliardi di euro che saranno incassati dal collocamento avranno un ruolo-chiave nel ridurre il peso di un debito nazionale che ha raggiunto i 2.200 miliardi, ma in realtà poco importa. Anche perchè al succeso dell’Ipo è legato il futuro di altri due tasselli importanti nella manovra di risanamento dei conti del Governo: la provatizzazione delle Ferrovie dello Stato e quella dell’Enav nel trasporto aereo. Come le riforme strutturali, anche le grandi privatizzazioni rappresentano la migliore risposta ai dubbi dei mercati e dei nostri partner europei sulla reale capacità del Paese di modernizzarsi e di recuperare da solo competitività ed efficienza. Come i BTp, anche le azioni delle Poste rappresentano insomma una sorta di “proxy” per l’Italia e sull’Italia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA PAROLA CHIAVE Privatizzazione 7Privatizzare significa spostare la proprietà di un'azienda o di un bene dal settore pubblico al settore privato. Le privatizzazioni servono solitamente allo Stato o agli Enti pubblici in genere per fare cassa: incassare denaro vendendo quote di aziende o immobili. La logica però può anche essere di politica industriale, dato che spesso – non sempre – la privatizzazione si accompagna anche a una liberalizzazione del settore: cioè all'apertura della concorrenza.

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

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La ripresa difficile LA BANCA CENTRALE EUROPEA

Rischi sulla congiuntura Pesa la crescita più lenta dei Paesi emergenti e anche il mercato del lavoro resta debole

Sofferenze bancarie Draghi: superare le eredità della crisi Thomsen (Fmi): l’Eurozona faccia di più

«Paesi ad alto debito, attenti al rialzo tassi» Draghi al G20: pronti a cambiare entità e durata del Qe - La Bundesbank frena Alessandro Merli LIMA. Dal nostro inviato

pIl

presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, avverte che i Paesi ad alto debito dell’eurozona, il maggiore dei quali è l’Italia, «devono fare attenzione ai rischi legati a un’inversione dell’attuale situazione di bassi tassi d’interesse, dato che i rendimenti delle obbligazioni sono soggetti a volatilità». L’incertezza generata dai dubbi sulla tempistica della prossima mossa del Federal Reserve, che si prepara ad alzare i tassi ufficiali americani, potrebbe trasmettersi ai mercati obbligazionari anche in Europa, secondo diversi partecipanti agli incontri di Lima, anche se la Bce è determinata, come ha ribadito ieri Draghi, a continuare e forse aumentare la sua azione di stimolo monetario, il cosiddetto Qe. In questo modo, punta a sganciare i rendimenti in Europa da quello che avverrà sul mercato americano, ma un aumento della volatilità, anche alla

Fisco. Il piano di Sc presentato a Renzi

Un tax day per accorpare 7 pagamenti annuali ROMA

pDa sette scadenze di ver-

samento a un solo appuntamento all’anno per pagare tutte le tasse. Mentre per la presentazione delle dichiarazioni le date da segnare in calendario saranno soltanto due e non più sette come accade oggi. È il “Tax day” messo a punto dal segretario di Scelta Civica e sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, e depositato già da qualche giorno sul tavolo del presidente del Consiglio, Matteo Renzi. L’obiettivo è quello di dare un contenuto all’idea lanciata già da qualche tempo di un Tax day per semplificare la vita ai contribuenti ma che, come spiega lo stesso Zanetti, «deve essere studiato senza fughe in avanti e senza fretta. In sostanza va progettato oggi per farlo entrare a regime dal 2017». La rimodulazione delle scadenze fiscali, comunque sia non può prescindere da una regola che dovrà essere introdotta nel nostro ordinamento: le disposizioni tributarie che prevedono adempimenti a carico dei contribuenti e i relativi provvedimenti di attuazione devono entrare in vigore prima dell’inizio del periodo d’imposta. Non solo. Il Tax day sarebbe il 16 maggio di ogni anno. Entro quella data i contribuenti dovranno pagare i saldi Irpef e Ires relativi all’anno precedente, il saldo Iva quelli dell’Ivie, dell’Ivafe, della local tax; della Tari, del registro imprese e della tassa sui libri sociali. Per gli acconti il piano del Tax day prevede il passaggio dalle attuali due rate a un solo pagamento in acconto entro il 16 maggio. A scegliere le modalità sarà il contribuente: in un’unica soluzione oppure dilazionando il versamento in sette rate senza interessi, con un solo modello F24, opportunamente integrato, che consenta all’agenzia delle Entrate il prelievo diretto sul suo conto corrente. Per le dichiarazioni, invece, le scadenze annuali sarebbero 2: l’Iva al 28 febbraio e Unico al 31 maggio . Resterebbero invariati i termini per il 730 con la certificazione unica al 7 marzo, mentre potrebbe essere eliminato il 770 così come tutte le comunicazioni che duplicano dati già noti al fisco. M. Mo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

luce di quello che è successo l’estate scorsa, è probabile. Secondo il Fondo monetario, proprio i Paesi che «hanno spazio limitato nei bilanci e un alto onere del debito pubblico, dovrebbero usare i risparmi sugli interessi derivanti dal Qe per ri-

IL PRESIDENTE DELLA BCE

«Attenzione all’inversione dell’attuale situazione di bassi tassi di interesse dato che i rendimenti delle obbligazioni sono soggetti a volatilità» durre il debito», ha detto ieri il direttore del dipartimento europeo dell’Fmi, Poul Thomsen. Il Fondo prevede che il debito pubblico italiano cominci a scendere dal 2016, al 132,3% del prodotto interno lordo, dal 133,1% del 2015, ma nel 2020 sarà ancora al 123%. La questione del debito pubblico resta una zavorra. Nell’eurozo-

na, i Paesi ad alto debito, ha notato qui a Lima il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, faticano a crescere. Draghi, in un discorso consegnato al Comitato monetario dell’Fmi, ha sottolineato che lo scenario economico per i Paesi dell’area euro presenta nuovi rischi, dovuti soprattutto alla crescita più lenta dei mercati emergenti. L’ambiente esterno è più difficile, ha osservato. La ripresa è destinata a continuare, ha detto il presidente della Bce, ma il mercato del lavoro resta debole, anche se in miglioramento, e la disoccupazione alta. Draghi ha ripetuto che la Bce è pronta a modificare «dimensioni, durata e composizione» della sua azione di stimolo, se necessario prolungandola oltre la scadenza del settembre 2016 indicata nel piano originario. Il consiglio però non è unanime su questo punto: uno dei membri del comitato esecutivo, la tedesca Sabine Lautenschlaeger, ha di-

chiarato all’agenzia Bloomberg che la discussione su un rafforzamento del Qe sarebbe «realmente prematura». Sulla stessa linea è il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. «Monitoriamo attentamente tutte le informazioni», ha detto Draghi. Una decisione alla prossima riunione del consiglio Bce, il 22 ottobre a Malta, non è affatto scontata. La maggior parte degli osservatori di mercato ritiene anzi che verrà rinviata, forse a dicembre. Il banchiere centrale italiano ha anche insistito sulla necessità che vengano superate le “eredità” della crisi, per mettere la basi per il credito all’economia reale, in riferimento alla questione delle sofferenze bancarie, altro problema su cui l’Italia è in prima linea. Secondo Thomsen, dell’Fmi, l’eurozona deve adottare «un approccio più aggressivo» alla soluzione del problema, per rafforzare i bilanci bancari e sostenere l’attività di prestito. © RIPRODUZIONE RISERVATA

AP/LAPRESSE

Cantiere manovra. Al made in Italy 60 milioni

Pacchetto imprese da 1,8 miliardi Si stringe sui tagli Marco Mobili Marco Rogari ROMA

pLa rivalutazione dei beni di

Banchiere centrale. Il presidente della Bce, Mario Draghi

LE FRASI Quantitative easing  «Il Qe sta procedendo bene e insieme ad altre misure sta avendo un impatto favorevole sul costo e sulla disponibilità di credito per privati e aziende contribuendo alla ripresa dell’economia»  «Intendiamo acquistare bond pubblici e privati fino a fine

settembre 2016 o oltre se necessario e in ogni caso fino a che vedremo un aggiustamento sostenuto nel percorso dell’inflazione che sia coerente col nostro obiettivo di raggiungere una crescita annua dell’inflazione sotto ma vicino al 2% nel medio periodo»

impresa così come quella dei valori di acquisto di terreni e partecipazioni tornano a far capolino nella legge di stabilità anche per il 2016. La ricerca di risorse necessarie a coprire almeno una parte degli interventi che il Governo si appresta a mettere in campo per ridurre la pressione fiscale e sostenere la crescita, ha spinto l’Esecutivo a rispolverare questo tipo di interventi utilizzati a più riprese nelle ultime leggi di stabilità. Anche perché le varie poste della manovra cominciano ad avere la loro fisionomia. Con un pacchetto imprese da circa 1,8 miliardi, che, come è noto, dovrebbe essere imperniato su un primo taglio dell’Ires. E che dovrebbe prevedere anche un finanziamento aggiuntivo di 60 milioni per il made in Italy (rispetto agli 80 milioni già previsti per il 2016), come ha annunciato il viceministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. Dal ministro Giuliano Poletti è arrivata poi un’altra conferma: con la “stabilità” saranno previste nuove risorse per spingere le imprese a garantire salario di produttività e welfare aziendale ai propri dipendenti. Ma a meno di una settimana dal varo la manovra è ancora un cantiere aperto. C’è da affinare il piano di spending review da 6-8 miliardi, che prevederà tagli a ministeri, enti pubblici pubblici e organismi inutili (in tutto sono 11.400 le amministrazioni pubbliche secondo l’ultima fotografia scattata dall’Istat) e una stretta, seppure soft, per la sanità. Un piano su cui i tecnici sarebbero comunque giunti alla stretta finale. Ancora da sciogliere è il nodo pensioni. Anche se con il trascorrere delle ore appare sempre più probabile che in manovra entrino solo le misure su esodati, opzione donna e, forse, sui disoccupati senior demandando gli interventi sulla flessibilità in uscita a un disegno di legge. La riproposizione della rivalutazione dei beni d’impresa dovrà comunque tener conto della riduzione dell’Ires che il Governo ha annunciato di voler far scattare già dal prossimo 1° gennaio 2016. Quest’ultima misura è da qualche giorno la priorità della manovra finanziaria che, con tutta probabilità il Governo presenterà ufficialmente giovedì prossimo per poi inviarla direttamente a Bruxelles e alle Camere. Il taglio dell’Ires su cui si susseguono si-

mulazioni e ipotesi di fattibilità oscillerebbe tra 2 e 3,5 punti percentuali dell’attuale aliquota del 27,5 per cento. Se poi l’Ires non assorbirà tutte le risorse disponibili il Governo punta a sostenere la crescita con misure ad hoc come ad esempio gli incentivi (almeno un miliardo) con i super-ammortamenti all’acquisto di macchinari (si veda Il Sole 24 Ore dell’8 ottobre). Strettamente connesso agli sgravi per gli investimenti ci sarebbe anche un potenziamento

LE MISURE

Proseguono le simulazioni sul taglio dell’Ires: forchetta da 2 a 3,5 punti. Spunta la rivalutazione dei beni d’impresa del bonus ricerca (circa 200 milioni) e un rifinanziamento per 300 milioni del fondo di garanzia per le Pmi. Particolarmente articolato il pacchetto agricoltura che prevede al momento come punti fermi, perchè promessi a più riprese dallo stesso premier, la cancellazione dell’Imu sui terreni e dell’Irap pagata dagli agricoltori. A copertura della doppia riduzione di tasse però il comparto potrebbe vedersi ridurre alcune delle agevolazioni fiscali con una sforbiciata di alcune delle tax expenditures. © RIPRODUZIONE RISERVATA

COMMISSIONI SENATO

Sessione di bilancio, possibile avvio con nuovi presidenti pRinnovo delle presidenze

delle commissioni parlamentari prima del formale avvio della sessionedibilancio,attesoperil 19-20 ottobre. È un’ipotesi che sta sempre più prendendo corpo. Già la prossima settimana il presidente del Senato, Piero Grasso, potrebbe dare l’ok all’avvio delle procedure. La prima urgenza, proprio in vista dell’arrivo della legge di Stabilità, è quella della commissione Bilancio, lasciata da Antonio Azzollini e attualmente “retta” dal vicario Gian Carlo Sangalli (Pd), che potrebbe essere promosso presidente. Un altro nodo da sciogliere è quello della Giustizia dove potrebbe approdare un esponente di Ncd. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Rinnovo. Martedì parte la trattativa Aran sui comparti

Contratti, 300 milioni per il pubblico impiego ROMA

pNon andrà oltre i 300 milio-

ni la dote messa in campo con la legge di Stabilità per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Conferme sul nuovo (modesto) impegno di spesa è circolata ieri da diverse fonti vicine al dossier. Si tratta dei fondi per il rinnovo triennale 2016-2018 imposto dalla sentenza della Corte costituzionale del luglio scorso, che ha censurato il blocco dei rinnovi scattato nel 2010. Le risorse saranno distribuite in base al nuovo accordo, che dovrebbe scaturire dalla trattativa tra Aran, l’Agenzia che rappresenta l’esecutivo nelle negoziazioni, e i sindacati. Il confronto tra le parti si aprirà già martedì prossimo, quando si riuniranno per trovare un’intesa su una questione considerata preliminare: la riduzione dei comparti in cui si divide il pubblico impiego a non

più di quattro, in applicazione della riforma Brunetta del 2009. Il tasso di inflazione programmato per il 2016 (Ipca al netto degli energetici importati) è dell’1,1% e su quel riferimento sarà basata la contrattazione. Secondo Michele Gentile, responsabile del settore pubblico della Cgil, se la cifra di 300 milioni venisse confermata, l’effetto sulle buste paga dei 3,2 milioni di dipendenti sarebbe di «8-10 euro lordi al mese», cifra definita dal sindacalista «inaccettabile» dopo che in sei anni di blocco si sarebbero persi circa 300 euro medi in termini cumulati. «La legge di Stabilità - ha detto Gentile - sarà varata tra pochi giorni. Aspettiamo di vedere il testo e poi valuteremo come rispondere». Di cifra «irrealistica» ha parlato anche il segretario confederale della Uil, Antonio Foccillo. D.Col. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

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La ripresa difficile

Il ministro dell’Economia «La gestione del debito pubblico italiano è tra le best practices internazionali. Nel 2016 inizierà a scendere»

LA POSIZIONE ITALIANA

Il governatore della Banca d’Italia «La crescita dell’eurozona tiene anche se a un tasso non elevato. In ripresa economia reale e consumi»

«Ripresa più forte delle attese»

L’ANALISI Isabella Bufacchi

Padoan: il consolidamento dei conti va avanti - Visco: rischi deflazione ridotti, ma Bce pronta ad agire Rossella Bocciarelli LIMA. Dal nostro inviato

pL’accelerazione dell’economia italiana, per la quale il Fondo monetario internazionale ha appena migliorato le stime di crescita «sorprende un po’ tutti gli osservatori internazionali» ma «dal punto di vista del governo, questo conferma quello che continuiamo a pensare: che la potenzialità di crescita dell’Italia è elevata e che piano piano questo si farà sentire». Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, torna sul tema dell’Italia che si muove in controtendenza rispetto agli altri, ricordando che nell’euro ci sono paesi in rallentamento come la Germania e Paesi che allungano il passo, come il nostro. E coglie l’occasione per affermare che l’Italia ha le carte in regola, anche come debitore, e che non ha nulla da temere dall’eventuale rialzo dei tassi internazionali connesso alle scelte di fine anno della Fed americana. «La gestione del debito pubblico italiano è tra le best practices internazionali. Non lo dico io – aggiunge – lo dicono le agenzie di rating e gli operatori internazionali. Abbiamo approfittato al meglio della fase di bassi tassi d’interesse. Questa fase, di certo, prima o poi cambierà, anche se non credo ciò avvenga tanto in fretta. Comunque – ha proseguito – nel 2016, la nostra gestione continuerà a essere efficiente dal punto di vista del finanziamento, perché il debito pubblico italiano inizierà a scendere». Nel testo depositato all’Imfc (il “consiglio d’amministrazione” del Fondo monetario) il ministro ricorda che in Italia l’azione di risanamento fiscale continua, con il deficit che scenderà dal 2,6% del Pil al 2,2% l’anno

prossimo, quasi interamente dovuto a un miglioramento del saldo primario. E sottolinea che, sebbene l’obiettivo dell’equilibrio di bilancio sia spostato al 2018, nel 2016 il rapporto debitoPil scenderà per la prima volta dopo otto anni, passando dal 132,8 al 131,4 per cento, per arrivare al 119,8% nel 2019. Ma Padoan ieri ha anche risposto implicitamente alle critiche del ministro tedesco Wolfgang Schaeuble sull’inefficacia del Qe europeo, spiegando che «sappiamo tutti che l’intervento della Bce, per essere davvero efficace,

BAD BANK

Il ministro: per far decollare il mercato dei non performing loans si ragiona su un possibile intervento eventualmente nella forma della garanzia pubblica presuppone un ambiente esterno favorevole, mercati più flessibili e una politica fiscale che dia certezza dell’abbattimento del debito». Anche il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso di un’intervista a Bloomberg tv, ha usato toni rassicuranti per descrivere lo scenario finanziario: «I rischi di deflazione nell’eurozona esistono – ha spiegato – ma sono più bassi di quanto non fossero 9 mesi fa. E la Bce è in ogni caso pronta a usare tutti gli strumenti del suo mandato». Inoltre, ha osservato Visco, «la crescita dell’eurozona tiene: anche se procede a un tasso non elevato, vi sono segni di ripresa dell’economia reale e di aumento dei consumi». Quanto alla prospettiva di un rialzo dei tassi

Usa, il governatore della banca centrale italiana ha affermato che «la cosa importante, in questo caso, è la comunicazione: occorre spiegare che se aumentano i tassi d’interesse, ciò significa che l’economia americana va bene. E questa è una buona notizia, non una notizia cattiva». Sul tema dei crediti deteriorati, argomento sollevato in questi giorni dal Fmi, si è invece pronunciato il ministro Padoan, ricordando che il lungo confronto tecnico con Bruxelles «è ormai agli sgoccioli» e spiegando che per far decollare il mercato italiano dei non performing loans si ragiona su un possibile intervento «eventualmente nella forma di garanzia pubblica, che è qualcosa che non necessariamente serve, ma sta lì se serve». In generale, ha aggiunto il ministro «l’idea del governo italiano è sempre stata quella di avere un intervento pubblico ridotto al minimo essenziale, proprio per i nuovi vincoli legislativi che oggi non ci permettono più di entrare in modo pesante come altri Paesi hanno fatto».Tra l’altro, ha affermato «la Germania ha messo nel suo sistema bancario più di 200 miliardi di euro e l’Italia è nell’Eurozona quella che ha messo meno soldi pubblici nel sistema bancario pur avendo un sistema bancario che richiede naturalmente un aggiustamento, che per altro è in corso. Siamo il Paese che ha fatto meno ricorso all’intervento pubblico per sostenere le banche». Jorge Decressin, vicedirettore del Dipartimento europeo del Fmi, è intervenuto sul piano del governo italiano per abbattere la Tasi sulla prima casa: «Una moderata tassa sugli immobili è in via generale qualcosa di buono da avere». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LAPRESSE

Rating in attesa di promozione ma non dipende soltanto da noi

C

«L’Italia accelera» Il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan

I NODI DA SCIOGLIERE Dati positivi  Secondo il ministro Padoan questa accelerazione dell’economia italiana «sorprende un po’ tutti gli osservatori internazionali» ma dal punto di vista del governo, conferma «che la potenzialità di crescita dell’Italia è elevata e che piano piano questo si farà sentire». In Italia, per Padoan, l’azione di risanamento fiscale continua, con il deficit che scenderà dal 2,6% del Pil al 2,2% l’anno prossimo, grazie soprattutto al miglioramento del saldo primario. E sebbene l’obiettivo dell’equilibrio di bilancio sia spostato al 2018, nel 2016 il rapporto debito- Pil scenderà per la prima volta dopo otto anni

Debito «virtuoso»

 Padoan ha anche sottolineato

che «la gestione del debito pubblico italiano è tra le best practices internazionali. Non lo dico io – aggiunge – lo dicono le agenzie di rating e gli operatori internazionali. Abbiamo approfittato al meglio della fase di bassi tassi d’interesse. Questa fase, di certo, prima o poi cambierà, anche se non credo ciò avvenga tanto in fretta. Comunque - ha proseguito - nel 2016, la nostra gestione continuerà a essere efficiente dal punto di vista del finanziamento, perché il debito pubblico italiano inizierà a scendere». Nel 2016 il debito- Pil passerà dal 132,8 al 131,4% per arrivare al 119,8% nel 2019

Garanzia per i crediti

 Sul tema dei crediti deteriorati,

argomento sollevato dal Fmi, Padoan ha ricordato che il lungo confronto tecnico con Bruxelles «è ormai agli sgoccioli» e che per far decollare il mercato italiano dei non performing loans si ragiona su un possibile intervento «eventualmente nella forma di garanzia pubblica, che è qualcosa che non necessariamente serve, ma sta lì se serve». In generale «l’idea del governo italiano è sempre stata quella di avere un intervento pubblico ridotto al minimo essenziale, proprio per i nuovi vincoli legislativi che oggi non ci permettono più di entrare in modo pesante come altri Paesi hanno fatto»

on il fiato sospeso, un po’ l’Italia c’è stata ieri sera. Il calendario dei rating sovrani europei, che assegna in maniera meccanica alle agenzie di rating uno “slot” prestabilito per annunciare modifiche sui giudizi oppure sugli outlook, crea inevitabilmente delle aspettative. Cosa che Moody’s ieri non ha fatto. E ieri, non in pochi hanno pensato che ci poteva anche stare, una promozione sulla pagella italiana. Moody’s, che attualmente assegna all’Italia la “Baa2” (equivalente alla “BBB” di S&P’s e Fitch), ha modificato da negative a stabili le prospettive del rating italiano nel febbraio 2014. Più di un anno e mezzo fa. Questo è stato sicuramente un primo passo importante che ha allontanato l’Italia dall’orlo del baratro e l’ha avviata sul lungo cammino che porta alla promozione del rating. La vera anticamera del miglioramento di voto, però, che nel caso di Moody’s è l’ascesa dalla “Baa2” alla “Baa1” (“BBB+”), è il passaggio dell’outlook da stabile a positivo: una modifica importante perché mette in cantiere la promozione di rating. Sui mercati, che giocano d’anticipo, l’annuncio della prospettiva positiva ha il peso di un “upgrade”. Se l’Italia avesse incassato la promozione sull’outlook ieri, sarebbe stata la prima

“positive” dei quattro grandi rating (S&P’, Fitch, Moody’s e DBRS danno ora l’Italia stabile). Non solo: dalla “Aa2” assegnata in ascesa nel maggio 2002, per Moody’s l’Italia è solo sistematicamente peggiorata per dodici anni fino al febbraio 2014. L’uscita dalla recessione con un Pil che torna a salire per il prossimo triennio, e il debito/Pil che dall’anno prossimo inizia a calare, sono due pilastri sui quali un rating basso può solo migliorare. Anche la stabilità politica e l’implementazione delle riforme strutturali e istituzionali del Governo Renzi sono tasselli che stanno trovando un posto di rilievo nel mosaico dell’upgrade di rating. E la tenuta dei conti pubblici, con il deficit/Pil mantenuto sotto il 3% e il surplus primario, sono altri fattori rilevanti che ci sono e che spingono l’outlook in positivo. Le agenzie di rating tuttavia guardano lontano: la sostenibilità dei conti pubblici è un processo, non una tappa. E l’Italia da sola non può di certo farcela se tutto il resto del mondo non ha un suo “outlook positivo”. Nel valutare l’Italia, Moody’s avrà anche soppesato sul medio termine l’andamento dell’economia in Germania (alla luce delle vicende Volkswagen e Deutsche bank), il rischio politico latente in Spagna o Gran Bretagna, i contraccolpi dell’emergenza immigrazione, le incognite della Cina, le debolezze dei Paesi emergenti, la volatilità dei mercati, il pericolo deflazione. E non da ultimo, Moody’s si sarà detta: se la Federal Reserve rinvia l’aumento dei tassi e la Bce si prepara a un QE2 e prende tempo, a promuovere l’Italia si può aspettare.

@isa_bufacchi

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Indagine Bankitalia-Sole 24 Ore. La prevalenza degli ottimisti sui pessimisti è salita a settembre a 25,9 punti contro i 15,8 punti di prevalenza dello scorso giugno

Migliorano le aspettative delle imprese sull’economia Rossella Bocciarelli LIMA. Dal nostro inviato

pNel mondo si vanno adden-

sando le nuvole del rallentamento congiunturale, legato alle difficoltà dei Paesi emergenti. In Italia, invece, resta stabile, sul sereno- variabile, il barometro delle attese imprenditoriali sulla situazione economica del Paese. È quanto si ricava dall’ultima indagine sulle aspettative d'inflazione e crescita Il Sole 24 Ore - Banca d’Italia, realizzata dall’1 al 18 settembre scorso su un panel di 987 imprese italiane con almeno 50 addetti. Nelle risposte degli imprenditori, infatti, si è ampliato significativamente il saldo netto dei giudizi positivi tra le valu-

tazioni di miglioramento e quelle che vedono un peggioramento della situazione economica generale. Se a giugno scorso la prevalenza degli ottimisti sui pessimisti era pari al 15,8%, a settembre questa quota è salita al 25,9 per cento. Va detto, tuttavia, che c’è ancora un’ampia maggioranza d’intervistati che giudica la situazione generale invariata rispetto al trimestre

L’EDILIZIA ACCELERA

Migliora notevolmente il sentiment delle imprese di costruzione ma appaiono in leggero peggioramento le previsioni sull’occupazione

precedente: la loro quota è pari al 66%, contro il 71,8 di giugno. Nell’insieme questi giudizi lasciano dunque ritenere che la battuta d’arresto della produzione industriale italiana registrato nel mese d'agosto sia prontamente recuperata nei mesi successivi (come del resto stima anche il Centro studi Confindustria). Anche i giudizi sulla dinamica della domanda espressi dalle imprese sono ancora positivi, anche se in leggera diminuzione rispetto alla precedente indagine, come annotano gli economisti della Banca d’Italia. A settembre, infatti, la somma algebrica delle valutazioni di aumento e diminuzione della domanda dei propri prodotti si è

attestata a 6,6 punti percentuali (il saldo netto positivo era a 11,5 % nella rilevazione precedente). Appaiono più fiduciose le aziende dell’industria in senso stretto, mentre le prospettive a tre mesi della domanda si vanno rafforzando, tanto per l’industria quanto per i servizi. Si registra inoltre un «cauto ottimismo» nelle valutazioni sulle condizioni operative delle aziende (anche se chi reputa la situazione stabile resta in maggioranza, con una quota attestata al 74%). Lo scarto a favore degli ottimisti è tuttavia salito a 10,2 punti percentuali contro il 5,4% di giugno ed è più accentuato fra le aziende industriali. Queste sono convinte che a sostegno del recu-

pero economico continua a giocare a favore la dinamica positiva della domanda oltre al tasso di cambio dell’euro e l’andamento delle quotazioni del petrolio. C’è tuttavia un caveat: si sono rafforzati, rispetto all’inchiesta del mese di giugno, i timori relativi all’incertezza imputabile a fattori economici e politici. È questo il segno che anche le nuvole in arrivo sullo scenario internazionale sono entrate a far parte delle percezioni degli operatori economici. Tuttavia, nel complesso le valutazioni delle aziende sono positive, in particolare per quel che riguarda le attese sugli investimenti: la quota di imprenditori che si attende un au-

mento della spesa per investimenti nella seconda parte dell’anno rispetto al primo semestre supera di 12,1 punti percentuali quella di chi prevede una flessione e le aspettative sono particolarmente favorevoli, sottolineano gli economisti di Bankitalia, fra le aziende di dimensioni medio-grandi e le imprese dei servizi. Positiva anche la tendenza delle condizioni di accesso al credito, anche se con un’intensità inferiore rispetto all’indagine di giugno. Migliora notevolmente, infine, il sentiment delle imprese di costruzione, mentre appaiono in leggero peggioramento le previsioni sull’occupazione. Tutti segnali che il recupero economico in Italia esiste, sì. Ma è ancora, come dicono gli inglesi, “uneven”, ovvero disomogeneo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il sentiment delle imprese Giudizio sulla situazione economica generale rispetto al trimestre precedente. Valori percentuali Peggiore (a) Invariata Migliore (b) Saldo (b-a) INDUSTRIA IN SENSO STRETTO E SERVIZI Totale Giugno 2015 Marzo 2015 Dicembre 2014 Settembre 2014

4,0 6,2 7,4 27,8 33,0

66,1 71,8 66,6 67,5 62,7

29,9 22,0 26,0 4,7 4,3

25,9 15,8 18,6 -23,1 -28,7

10,7 11,1 13,0 37,2 40,2

67,0 75,7 71,0 60,6 57,4

22,3 13,2 16,0 2,3 2,3

11,6 2,1 3,0 -34,9 -37,9

COSTRUZIONI Totale Giugno 2015 Marzo 2015 Dicembre 2014 Settembre 2014

Fonte: Il sole 24 Ore - Banca d’Italia

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

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THE ALL-NEW JAGUAR XF

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Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

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Crisi in Campidoglio

Il confronto Sel apre alla verifica con il sindaco, no dal Pd Salvini e Berlusconi divisi sul nome del candidato

LE DIMISSIONI DEL SINDACO

Marino rinvia a lunedì le dimissioni, dal governo altri 30 milioni al Giubileo Il Vaticano: a due mesi dall’Anno santo solo macerie Ivan Cimmarusti Andrea Marini

pIl giorno dopo le dimissioni

(per ora solo annunciate) del sindaco di Roma Ignazio Marino è stato carico di tensioni. Prima, il vicesindaco (uscente) Marco Causi ha annunciato la formalizzazione delle dimissioni del sindaco. Poi è arrivata la smentita di Valeria Baglio, presidente dell’Assemblea capitolina, nelle cui mani devono essere «protocollate» le dimissioni per far partire i 20 giorni che la legge dà al primo cittadino per poter eventualmente ritirare la sua decisione. In serata, infine è arrivata la nota ufficiale del Campidoglio: «Il sindaco formalizzerà le sue dimissioni lunedì 12 ottobre». Uno slittamento di 3 giorni, con «difetto di comunicazioni», che ha inquietato il Pd, alla luce del videomessaggio di giovedì in cui il sindaco ventilava la possibilità di un suo ripensamento. Anche perché nel frattempo Sel ha fatto una sorta di apertura all’ex chirurgo, dopo le pesanti critiche dei giorni scorsi. Il segretarioromanoPaoloCentoeilcapogruppo in Campidoglio, Gianluca Peciola, hanno detto: «Ora MarinovengainCampidoglioaspiegare le sue ragioni e le sue eventuali proposte. Sel ascolterà con rigore e attenzione». In realtà il Pd dà pochi margini a questa mossa del sindaco (catalogata come guerra di nervi): difficile arrivare a una «ricomposizione», ha detto ieri Causi. Anche

perché i numeri in Assemblea per una maggioranza alternativa non ci sono. E il Pd ha sempre la possibilità di far cadere il sindaco con le dimissioniinbloccodeisuoiconsiglieri(a cui si aggiungerebbero le dimissioni di quelli di opposizione). Sel poi ha escluso «novità» nella sua posizione:ilrichiamoaMarinoèunaaccusa contro la natura «extraconsiliare» della crisi provocata dal Pd. Intanto la priorità del sindaco resta il Giubileo: lunedì o martedì ci

L’INCHIESTA

Sotto la lente della Procura di Roma anche il volo del sindaco da New York a Philadelphia. Depositato l’esposto del Movimento 5 Stelle sarà una giunta per discutere altri interventi.Mentreieriilsottosegretario Claudio De Vincenti ha annunciato lo sblocco di altri 30 milioni per Roma. Ma ieri dall’Osservatore Romano (quotidiano della SantaSede)sonoarrivatedurecritiche: «Ora la capitale, a meno di due mesi dall’inizio del Giubileo, ha la certezza solo delle proprie macerie».Aparte«igestiinopportuniela superficialità» dell’ex primo cittadino, il giornale ha fatto notare le tante negative «certezze» della città, dalle infiltrazioni mafiose al «velo oscuro» sulla raccolta dei rifiuti,

dall’inefficienza dei trasporti alla manutenzione delle strade. Intanto una nuova accusa cade su Marino, dopo le contestate speseconsoldidelComunecapitolino per cene private: il viaggio tra New York e Philadelphia, dal 23 al 29 settembre, potrebbe non avere piena natura istituzionale. L’ipotesi è del gruppo consiliare M5S, che ha inviato all’attenzione del procuratore aggiunto Francesco Caporale un esposto di sette pagine, che ora sarà valutato. A Philadelphia, MarinoerastatoinvitatodallaTemple University per tenere un convegno sembra dietro retribuzione, anche se il compenso non sarebbe stato accettato dall’ex primo cittadino.Secondoi5stelle«appareevidente che l’offerta di un compenso professionale esclude che il Marino abbia partecipato a detta conferenza in veste istituzionale e che pertanto il viaggio a Philadelphia potrebbe aver avuto natura mista privata-istituzionale». In questo scenario anche il centrodestra prova a trovare un candidato unitario. Ma se il leader della Lega Matteo Salvini non fa mistero di apprezzare Giorgia Meloni (leader di Fdi), Silvio Berlusconi, leader diFi,puntapiùsuuncandidatodella società civile: «Auspico che tutti i partiti della nostra coalizione si ritrovino al più presto per valutare, senzapreconcetti,lemiglioricandidature», ha sottolineato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’elenco delle nuove opere Martedì riunione della giunta per ripartire le nuove risorse per il piano giubilare

Lavori in corso LE NUOVE RISORSE

IL PIANO BUS E METRÒ

I PRIMI CANTIERI

I «BOLLINI» DELL’ANAC

Il ministero dell’Economia ha dato l’ok allo sblocco di spazi finanziari per ulteriori 30 milioni da destinare a opere per il Giubileo a Roma. Sale così a 80 milioni la dote per investimenti in opere pubbliche (strade, mobilità, manutenzione, aree verdi, decoro urbano). Come per i primi 50 milioni, anche in questo caso si tratta di risorse interne al bilancio della città

Per la mobilità capitolina arrivano altri 15 milioni. Metà della nuova quota di risorse per investimenti in vista del Giubileo andrà alla manutenzione di metropolitane, tram e autobus. Ad anticiparlo è stato lo stesso vicesindaco (dimissionario) Marco Causi. Le nuove risorse si vanno ad aggiungere al “pacchetto” di sette interventi per la mobilità romana che vale 12,2 milioni, già finanziata

Lunedì 12 ottobre aprirà il primo cantiere della lista di 29 opere pubbliche finanziate. Si tratta della riqualificazione stradale di Piazzale Ostiene e Piazza Porta San Paolo (1,2 milioni). Poi seguiranno In tutto sono cinque le gare cinque finora aggiudicate (Percorsi giubilari, Appia Antica, Porta ardeatina, Mura latine).Gli altri seguiranno a ruota

Sono finora 23 le gare che l’Autorità nazionale anticorruzione ha “bollinato”, tra quelle finanziate con i primi 50 milioni sbloccati dal governo lo scorso 27 agosto. La maggior parte delle gare rientra nella lista dei 29 lavori di manutenzione stradale. Ok dell’Anac anche ai tre appalti per la manutenzione delle aree di verde pubblico nelle cinque aree basilicali

LE RISORSE TOTALI

80

milioni

I FONDI IN ARRIVO

15

milioni

IL DEBUTTO DEL PRIMO CANTIERE

12

ottobre

LE GARE CON L’OK

23

Il piano. Palazzo Chigi formalizza l’allentamento del patto di stabilità «negoziato» dal vicesindaco Causi - Priorità alle manutenzioni nei trasporti

Metà delle nuove risorse a metrò e bus Massimo Frontera ROMA

pSicurezza e manutenzione

delle metropolitane, nuovi autobus e interventi di manutenzione stradale. Serviranno a questo gli altri 30 milioni per le opere del Giubileo che l’Economia ha concesso a Roma. Le dimissioni del sindaco di Roma, che saranno formalizzate lunedì, sembrano non aver danneggiato, per ora, il piano di preparazione all’evento religioso. Anzi. L’ok alle nuove risorse, che nella serata di ieri è stato confermato da Palazzo Chigi, era stato anticipato al vicesindaco, Marco Causi da parte dell’Economia. Paradossalmente, la lettera sottoscritta dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, arriverà sulla scrivania di una amministrazione ormai al

capolinea, in attività ancora per 20 giorni, per l’ordinaria amministrazione. Questo non significherà però un allentamento della tensione sull’organizzazione dell’evento, almeno fino al 29 ottobre, quando il testimone passe-

LAVORI PUBBLICI

Lunedì apre il primo cantiere su piazzale Ostiense. Via libera dell’Anac finora a 23 gare: 5 sono quelle già aggiudicate, le altre in corso rà al commissario governativo. Lunedì 12 o martedì 13 ci sarà una giunta dedicata al Giubileo, per decidere come spendere le nuove risorse disponibili che, per metà andranno al capi-

tolo della mobilità ferro-autobus e per buona parte della restante metà ad altri interventi di manutenzione stradale. «Stiamo continuando a lavorare - ha confermato Causi - per non dare nessuna discontinuità all’amministrazione, soprattutto per quanto riguarda la messa in campo degli interventi urgenti finalizzati al Giubileo, sia per gli interventi per la manutenzione urbana sia per quelli della manutenzione di metro, tram e autobus». Sul fronte della manutenzione stradale, invece, ci sono importanti manutenzioni stradali in lista d’attesa per i fondi (che non sono rientrate nella prima lista di 29 opere finanziate): Piazza Venezia, Via Aurelia, Via Casilina, Via Gregorio VII. «Di progetti definitivi, pronti per andare in gara, ne abbia-

mo quanti ne vuole», assicura sempre l’assessore ai Lavori Pubblici, significando appunto che il problema sono i soldi. Il Giubileo continua a essere seguito dallo stesso ex-sindaco. Ieri Marino si è visto con gli assessori più impegnati sulla preparazione dell’evento, per fare un punto sull’attuazione. I prossimi giorni vedranno i primi frutti concreti del lavoro di queste settimane, portato avanti principalmente dagli assessori alla Legalità, Alfonso Sabella, e ai Lavori Pubblici, Maurizio Pucci. «L’Autorità anticorruzione ha finora sbloccato 23 gare, la maggior parte delle quali andranno in appalto a brevissimo», riferisce il titolare dei Lavori Pubblici, Pucci. Di questi lavori, finora cinque sono stati banditi e appaltate. I risultati si vedranno a

brevissimo: il primo, cantiere “giubilare” aprirà infatti lunedì 12 ottobre. Si tratta della riqualificazione di Piazzale Ostiense e Piazza Porta San Paolo (pavimentazione stradale, marciapiedi, tombini e segnaletica), un appalto che vale 1,2 milioni. «Gli altri seguiranno in rapida successione», assicura Pucci. La crisi, sembra avere impresso un’ulteriore spinta ad avanzare il più possibile nell’attuazione del piano. «Non ci sarà nessun rallentamento - ci tiene ad assicurare Pucci -. Noi siamo nel pieno delle nostre attività fino alla scadenza del ventesimo giorno. Quando arriverà il commissario, lui e i suoi responsabili sono nell'ordinaria amministrazione. Le cose che stiamo facendo le stiamo continuando a fare anche con maggiore velocità proprio perché sappiamo di questa scadenza». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Crisi in Campidoglio I NODI POLITICI

Il vertice premier-Orfini Stabilita la priorità di dare soluzione ai problemi della città, a partire da trasporti e pulizia

La prova di primavera Ci sono in ballo molti importanti capoluoghi e in tutto 1.200 città: sarà un vero test politico

La sfida nella Capitale diventa la grande occasione dei 5 Stelle per puntare al Governo u Continua da pagina 1

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POLITICA 2.0 Economia & Società

uesta volta non ci sono alibi. Per Grillo e i suoi la sfida di Roma è quella che vale quasi tutta la posta messa in gioco con il loro ingresso in politica. È la prova che quel 25% che i sondaggi misurano di settimana di Lina Palmerini in settimana, può servire a qualcosa, che è in funzione di un progetto e non è solo l’atto di presenza di un’area di frustrazione e malessere. La Capitale per i grillini rappresenta la fine di una fase e il salto verso un’assunzione di responsabilità vera, in una città – tra l’altro - che offre un palcoscenico nazionale, una visibilità assoluta della prova di governare. Le elezioni, sempre che si sciolgano gli ultimi ricatti e le crisi di nervi di Ignazio Marino, sono questo per il I consensi per il M5S Movimento: l’addio a una vita politica vissuta È la percentuale di votanti che i sondaggi di rendita, che si svolge solo all’opposizione. attribuiscono al Movimento 5 Stelle

25%

È vero che alle scorse amministrative sonno stati già eletti sindaci grillini ma sono città non paragonabili alla Capitale e, tra l’altro, le esperienze sono molto diverse. Un conto è Parma dove il sindaco non è più un ortodosso del Movimento, altra cosa è Livorno dove ci si è già persi in lotte interne. Insomma, manca al Movimento di Grillo quello che Roma può offrire: una grande testimonianza del saper governare. È evidente, infatti, che una vittoria nella Capitale lancia per la sfida al Governo nazionale. Se non si vince a Roma, se gli elettori non consegnano al Movimento le chiavi del Campidoglio, è difficile che poi si possa vincere la sfida nazionale, mirare a Palazzo Chigi, diventare l’alternativa al Pd di Renzi. La sconfitta dei grillini sarà un segnale potente, la spia che gli elet-

tori, tanto più i romani che provengono dall’esperienza di Marino, non si fidano ancora dei 5 Stelle. Che non li ritengono pronti. E il segnale sarà tanto più brutto per le condizioni in cui si svolge questa corsa elettorale per la conquista del Campidoglio. Condizioni che, sulla carta, sono ottimali per i 5 Stelle. Innanzitutto perché sono stati loro a guidare l’opposizione più dura e anche efficace a Marino e quindi dovrebbero essere i primi – e i più titolati - a raccogliere i frutti di un consenso ampio. Ma soprattutto perché la competizione la giocano con due partiti entrambi in difficoltà. Il Pd lo è certamente a Roma: dopo il commissariamento, lo sbaglio di sostenere Marino oltre il limite, il partito è sotto botta e sarà difficile che recuperi un minimo di appeal e credibilità in tempi brevi. Il centro-destra non se la passa

meglio. Il partito di Berlusconi è a pezzi, la Lega ha da sempre poca presa nella Capitale e pure Giorgia Meloni soffrirà l’ombra di Gianni Alemanno che ha lasciato pessimi ricordi. Insomma, le forze tradizionali hanno dato prove mediocri nella Capitale e la voglia di spezzare il cordone ombelicale con i partiti è molto forte tra i romani. Dunque, le facce nuove e non compromesse di Di Battista o Di Maio sono quelle che hanno meno da temere dai nomi che girano in casa Pd o da Giorgia Meloni. E anche se i due leader grillini si ritraggono e non si candidano, dovrebbero sapere che la storia politica, anche recente, insegna che prima del governo nazionale i leader vengono testati sulle realtà locali. O comunque gli viene richiesta un’esperienza di successo nella vita professionale e questo è quello che manca alla

«Nessuna alternativa alle dimissioni» Renzi rompe il silenzio: il Giubileo replichi il successo Expo - Amministrative, incontro riservato con Pisapia Emilia Patta ROMA

p«Credo che al punto in cui eravamo non ci fossero più alternative. E dunque credo che Ignazio Marino abbia fatto bene a dimettersi. Adesso chi vuole bene a Roma la smetta con le polemiche e con le divisioni: ho fatto il sindaco e so che ai cittadini interessa che si sistemino le strade e i giardini, non le liti tra correnti. Come governo faremo tutto il possibile perché il Giubileo sia un successo. Del resto, quando abbiamo confermato Expo, nonostante tutti ci suggerissero il contrario, non ci credeva nessuno, ma adesso i risultati parlano chiaro. Sono convinto che faremo lo stesso anche con il Giubileo». In una risposta alle domande della sua rubrica del sabato IL CASO MILANO

Pisapia ribadisce il suo no ma il premier gli chiede di individuare lui il suo successore: «Non possiamo permetterci di perdere la città» LO STRUMENTO PRIMARIE

La minoranza Dem all’attacco: adesso nella Capitale bisogna fare le primarie. Il segretario: io non le ho mai archiviate

sull’Unità in edicola oggi Matteo Renzi rompe il silenzio sulle vicende capitoline. Primo: l’ipotesi del ritiro delle dimissioni da parte di Ignazio Marino (si veda pagina 7) semplicemente non esiste. Secondo: il premier vuole far sapere che pensa a Roma e all’imminente Giubileo, che può essere occasione di rilancio per la Capitale, e non alle dinamiche interne al Pd. E che lo stesso dovrebbero fare i democratici. Di questo, di Roma e del Giubileo, Renzi ha appunto parlato nell’incontro avuto ieri a Palazzo Chigi con il commissario politico del Pd romano Matteo Orfini. Occorre intanto garantire la risoluzione dei problemi di Roma, a partire dai trasporti e dalle pulizie di strade e parchi. «Insieme al governo il Pd si impegna a risolvere nei prossimi mesi i problemi della città», dice Orfini. Bisogna creare le condizioni per governare la città e nel contempo fare in modo che «il Giubileo replichi il miracolo dell’Expo». Lavorare insomma per trasformare una crisi politica in opportunità e fare dell’appuntamento elettorale che porterà al voto in primavera città del calibro di Roma, Milano, Napoli, Torino e Bologna un’unica sfida per il buon governo delle città. Già, perché le amministrative di maggio prossimo con l’aggiunta della Capitale diventano vere e proprie elezioni politiche, anche più di un test di mid term per i governo e per il premier. Tra le città capoluogo ci sono anche Trieste, Ravenna, Cagliari, Rimini, Saler-

no Latina, Novara, Grosseto, Varese, Caserta, Savona, Crotone, Benevento, Olbia, Pordenone e Carbonia. In tutto 1.200 comuni italiani saranno chiamati a rinnovare i propri organi di governo. Per Renzi una vera prova del fuoco anche sul fronte della gestione del partito sul territorio, suo punto debole come hanno dimostrato le recenti regionali. La scelta delle candidature, innanzitutto, che non necessariamente deve passare attraverso le primarie soprattutto se “autogestite” a livello locale. È chiaro che il candidato sindaco di Roma o di Milano deve essere proposto dal segretario del partito – è il ragionamento che si fa a Palazzo Chigi – ma questo non vuole dire voler cancellare le primarie. La sola ipotesi di non fare le primarie per la scelta del candidato sindaco di Roma, come scritto da qualche giornale, ha scatenato ieri tutta la minoranza del Pd («le primarie saranno per me inevitabili, non possono bastare scelte calate dall’alto», ha detto per tutti Roberto Speranza). E financo Romano Prodi ha detto la sua: «Non chiedetelo a me perché io sono l’uomo delle primarie, quindi...». Il punto non è questo, precisa Renzi nelle considerazioni serali con i suoi: «Io non intendo affatto archiviare lo strumento delle primarie, con tutti i problemi e le contraddizioni che essere portano con sé, ma anche con le opportunità e il capitale simbolico che incarnano». Il punto è trovare delle candidature all’altezza. I nodi maggiori sono appunto Roma e Milano (per Napoli si veda l’articolo in pagina), dal momento che la ricandidatura di Piero Fassino mette in sicurezza Torino e anche Virginio Merola e Massimo Zadda si ricandideranno a Bologna e a Cagliari. E lo stesso è pronto a fare il primo cittadino di Trieste Roberto Cosolino. Mentre il sindaco meneghino Giuliano Pisapia resta fermo nel suo no, anche se il pressing di Renzi su di lui è stato ed è fortissimo: proprio ieri Pisapia e Renzi hanno avuto un incontro riservato a Palazzo Chigi durante il quale, se proprio la decisione di Pisapia non sarà revocabile, il premier gli ha chiesto un aiuto per individuare un candidato forte e metterci in qualche modo la faccia così da garantire la continuità dell’esperienza di governo: «Non possiamo permetterci di perdere Milano», è stata l’esortazione di Renzi. A Roma si deve ancora cominciare, e la partita è con tutta evidenza impervia. Si fanno i nomi di Roberto Giachetti, Paolo Gentiloni, Marianna Madia, Dario Franceschini, Raffaele Cantone, Giovanni Malagò e dello stesso prefetto Franco Gabrielli. Gabrielli intanto dovrà nominare tra 20 giorni il commissario di Roma: tra i papabili l’ex assessore di Marino Alfonso Sabella e i prefetti Riccardo Carpino e Mario Morcone. © RIPRODUZIONE RISERVATA

OLYCOM

LE ELEZIONI DEL 2016

giovane generazione del Direttorio dei 5 Stelle. In questo senso Roma diventa il trampolino adatto per cominciare una nuova fase dando un primo e sostanzioso assaggio della capacità di amministrare. Ma anche dare prova della loro onestà e sobrietà nell’uso di soldi pubblici occupando posti di responsabilità. Insomma, non ci sono alibi per non vincere. C’è la debolezza degli avversari. C’è il malessere di Roma. È il momento di vedere se il Movimento sa trasformare quel 25% dei sondaggi in un capitale di fiducia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

APPROFONDIMENTO ONLINE

«Politica 2.0 - Economia & Società» di Lina Palmerini www.ilsole24ore.com

Verso le amministrative. La ricerca dei candidati

Napoli, l’eterno ritorno di Bassolino nel vuoto di classe dirigente di Mariano Maugeri

Vertice su Roma. Matteo Renzi e Matteo Orfini

I Comuni al voto  Oltre 1.200 Comuni rinnoveranno i propri organi di governo nella primavera del 2016. Si tratta di una tornata amministrativa che riguarda organi di governo di molte importanti città capoluogo: Milano, Napoli, Torino, Bologna, Trieste, Ravenna, Cagliari, Rimini, Salerno, Latina, Novara, Grosseto, Varese, Caserta, Cosenza, Savona, Crotone, Benevento, Olbia, Pordenone e Carbonia. Per questo le amministrative 2016 avranno una ricaduta nazionale

Le sfide più importanti  Con le dimissioni di Marino, che formalizzerà lunedì, la Capitale sarà la città probabilmente al centro della prossima tornata amministrativa. Ancora in alto mare la scelta dei candidati sindaco, sia per il centrosinistra che per il centrodestra. A Milano il Pd (Renzi in testa) vorrebbe il bis di Pisapia, ma continua a circolare il nome del commissario Expo Giuseppe Sala. A Napoli la situazione è ancora più ingarbugliata. Il Pd per ora ha diviso le sue sorti da De Magistris (che si ricandiderà)

D

a quasi vent’anni, ogni volta che su Napoli incombono nuove elezioni comunali, si apre un dibattito sulle responsabilità vere o presunte di Antonio Bassolino sui destini della terza città italiana. Una questione che converrebbe affidare alle analisi meditate degli storici e invece continua a essere dibattuta da notisti politici dell’ultima ora che in improbabili “zone franche” ripropongono una giaculatoria (una cosa è il bassolinismo, un’altra le drammatiche emergenze di Napoli) che non alza di un millimetro il confronto ma soprattutto volge lo sguardo solo al passato. Il nocciolo del ragionamento, gira e rigira, è sempre il Pd, le sue lotte intestine (vedi la guerra eterna tra il salernitano De Luca e l’afragolese Bassolino) e la classe dirigente prodotta nell’ultimo quarto di secolo. Un risultato modesto, per non dire deprimente, di cui è stato complice lo stesso Bassolino e alcuni dei suoi golden boy, nessuno dei quali (da Andrea Cozzolino a Nicola Oddati) sembra possedere le competenze e il carisma per aspirare alla poltrona che fu del loro padre politico. Ovvio che in una città con una pulsione monarchica e anarchica si alzi l’invocazione all’unto del signore. E altrettanto ovvio che la stessa invocazione si rivolga all’iniziatore di un fenomeno politico, l’uomo che ha alimentato una copiosa pubblicistica della scuola politologica (valgano per tutti i libri di Mauro Calise, docente di Scienza politica nell’inedito e triplo ruolo di amico, oltre che di osservatore-consigliere, dell’ex governatore della Campania). Così il ritornello torna a essere quello di sempre: si candida o non si candida? Bassolino non dice sì o no. Ma interviene, puntualizza, ricostruisce episodi caduti nel vuoto, sfida i contendenti fissando il cronoprogramma di primarie sempre evocate ma mai concretate («facciamole il sette febbraio come a Milano»). Allo stesso tempo si gode lo spettacolo, come solo i grandi vecchi sanno fare, dei suoi rivali dentro e fuori il Pd che naufragano uno dopo l’altro. L’ultimo è il suo nemico giurato e ruvido neogovernatore Vincenzo de Luca, scivolato sugli attacchi scomposti alle inchieste dei colleghi di Rai 3. Un autogol clamoroso che Totonno, allevato alla scuola dell’operaismo ingraiano, non commise neppure nei giorni catastrofici di monnezzopoli, quando fu oggetto di invettive e critiche furiose. Sullo stile nulla da eccepire, ma altri furono gli errori politici che smorzarono la forza politica dell’ex sindaco di Napoli: dallo scandalo della monnezza alle alleanze suicide con le truppe mastelliane, l’inizio della fine. Affidare all’Udeur, nella terra dei fuochi, una materia delicata come

l’Ambiente si rivelò un atto di sudditanza ai diktat romani. Così come sforare il patto di stabilità di due miliardi poco prima delle elezioni del 2010, nonostante un pool di economisti – inascoltati - avesse elaborato un piano capace di scongiurare quell’indebitamento rovinoso. Questo è il passato. Il futuro va costruito a partire dal reclutamento di una classe dirigente non necessariamente allevata tra le fila dei partiti. Non si tratta di mitizzare la società civile. Semmai di attingere a quelle personalità capaci di saper gestire situazioni complesse come quella di un’area metropolitana di tre milioni di abitanti dove la camorra, per dirla con le parole del procura-

L’AMBIGUITÀ

L’ex sindaco non dice né sì né no alla candidatura ma intanto interviene ampiamente nel dibattito sulle prossime elezioni LA SOCIETÀ CIVILE

Fuori dai partiti potrebbe emergere la figura di un imprenditore come Dario Scalella, la cui start up ha ricevuto le attenzioni di Renzi tore nazionale antimafia, da tempo «è un fatto strutturale». A Napoli queste figure stanno fuori dalle nomenclature dei partiti, come dimostra la storia del candidato di Centro-destra, l’imprenditore scugnizzo Gianni Lettieri. Anche se uno di loro, il maestro di strada Marco Rossi-Doria, ex sottosegretario di Mario Monti e attuale assessore alla Scuola e alle Periferie del Comune di Roma, partecipa un’esperienza politica targata Pd. Rossi-Doria nel 2006 sfidò Rosa Russo Jervolino per la poltrona di Palazzo san Giacomo, battendo uno a uno i quartieri della città con scarponcini da trekking e zaino in spalla. Andò male, ma nel nocciolo duro dei suoi sostenitori, un migliaio di esponenti della borghesia napoletana che si raccolsero nel movimento “Decidiamo insieme”, c’erano imprenditori, docenti e professionisti, “i riservisti” che in una città normale costituirebbero il serbatoio naturale per la selezione del futuro primo cittadino. Tra loro c’era uno di quegli uomini che affascinano il premier Matteo Renzi: Dario Scalella, imprenditore di un elicottero biposto rivoluzionario, il K4A. Un anno fa, era l’estate del 2014, Renzi fece un blitz a Ponticelli per visitare lo stabilimento di Scalella e twittò: «C’è una start up mondiale all’avanguardia su ingegneria ed elicotteri». In scarponcini da trekking o in elicottero, la presa di palazzo San Giacomo è già cominciata. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Sabato 10 Ottobre 2015

www.ilsole24ore.com @ 24ImpresaTerr

IL GIORNALE DELL’ECONOMIA REALE

t

VERTENZE

AGRICOLTURA

Cristina Casadei u pagina 10

Alessio Romeo u pagina 11

UniCredit, welfare ai dipendenti

Per 550mila imprese sussidi più semplici

Industria. Da Bruxelles gli imprenditori del continente portano le stime di crescita dall’1,5 all’1%

Chimica europea in allerta Il settore resta competitivo, ma preoccupano gli extracosti Ets Cristina Casadei BRUXELLES. Dal nostro inviato

pJean-Pierre

Clamadieu non perdel’ottimismo,madatopmanager di lungo corso nella chimica – oggièamministratoredelegatodella multinazionale Solvay – all’ultimaassembleadelCefic(ilconsiglio europeo dell’industria chimica di cui fa parte Federchimica) lancia messaggi chiari: la sostenibilità ambientale è senza dubbio un obiettivo che allinea le imprese chimiche alla Ue ma è necessario pensare a misure che possano preservare la competitività delle imprese europee, stritolate dalla duplice avanzata di Asia, Cina in testa, e Stati Uniti. «Abbiamo salvaguardato la nostra competitività con l’efficienza energetica che ha consentito di ridurre i consumi anno dopo anno – dice Clamadieu –. Uno sforzo che continueremo in futuro. Come produttori di soluzioni e innovazioni per quasi tutto il manifatturiero, le imprese chimiche, adesso auspicano che l’Eu possa raggiungere i suoi obiettivi per ridurre l’impatto ambientale dei cambiamenti climatici e della transizione energetica, ma anchecheipoliticieuropeiaiutinole imprese a recuperare competitività adottando chiare, realistiche politi-

che di lungo termine che riportino investimenti e crescita in Europa». La preoccupazione per gli investimenti che in maniera crescente lasciano l’Europa per altre regioni è palpabile tra gli imprenditori che hanno preso parte alla conferenza di Bruxelles. Clamadieu racconta il quadro attraverso i numeri: «Nel 2003 le industrie chimiche hanno investito in Europa 18 miliardi di dollari,cresciutia19nel2013.InCina

FEDERCHIMICA

Mercoledì 14 si avvia il tavolo con i sindacati pFederchimica ha convo-

cato i sindacati a Roma mercoledì 14 alle 16,30. A tema la piattaforma presentata unitariamente da Filctem, Femca e Uiltec per il rinnovo del contratto che scadrà a dicembre prossimo e che coinvolge oltre 171mila addetti del settore. © RIPRODUZIONE RISERVATA

sièpassatida7miliardinel2003a67 miliardi nel 2013. E infine negli Stati Uniti da 6 miliardi nel 2003 a 24 nel 2013».SeinCinagliinvestimentisono quasi decuplicati in 10 anni e negli Stati Uniti sono quadruplicati, in Europa sono aumentati di un miliardo. Parlando da amministratore delegato della multinazionale Solvay, Clamadieu conferma che gli investimenti avvengono sempre piùaldifuoridell’Europa.Permolte ragioni che riguardano il costo dell’energia ma non solo. Oggi le imprese sono preoccupate dall’incertezza degli extra costi della riforma dei certificati Ets (Emission trading system), e lanciano un messaggio in vista della conferenza mondiale sul clima che si terrà a Parigi in dicembre. «È urgente raggiungere un accordo. A livello europeo – dice Clamadieu – la riforma degli Ets deve consentire all’industria chimica di rimanere competitiva come un’industria energivora, per evitare che gli investimenti vadano altrove comediconoinumeri.Soprattuttonei paesi dove le emissioni sono meno regolate.Nonvorremmochefosseroiprimidellaclasseadoverpagare l’impattodellariforma,semprepremesso che l’industria chimica è allineata rispetto all’obiettivo di anda-

re verso una low-carbon economy». Nell’economiarealelachimica,in Europa, pur cavandosela molto meglio di altri comparti, si trova a fare i conticonpercentualidicrescitadella produzione sempre più piccole cheimpedisconoilritornoainumeri del passato, come accade anche in Italia. Nei primi sette mesi del 2015, secondo i dati che circolavano ieri nei documenti degli imprenditori a Bruxelles, l’output è cresciuto appena dello 0,2%, rispetto allo stesso periodo del 2014. Le vendite, sempre nei primi sette mesi sono calate del 3,1%, rispetto allo stesso periodo del 2014. Il surplus commerciale ha raggiunto 22,1 miliardi di euro nella prima metà del 2015: 773 milioni in più sullo stesso periodo del 2014. Sono numeri questi che hanno portato a una revisione delle previsioni per quest’anno. Il Cefic ha tagliato la stima di crescita della produzione del 2015 dall’1,5% all’1%, mentreperil2016cisiaspettaancora una volta una crescita dell’1,5%. Si parla sempre di numeri positivi, spiegano gli analisti del settore, ma non così brillanti e da parlare di recupero del mercato. Compresso da molte problematiche, come ha spiegato Clamadieu che chiama l’Europa. Per aumentare l’atten-

zionesuunsettoredoveormaiipaesi asiatici hanno conquistato una quota di mercato che supera quella del resto del mondo. La crescita asiatica, così come il restringimento dell’Europa non sono destinati a nessuna battuta d’arresto. Secondo una proiezione del Ceficnel2014laCinaavevail34,4%della quota di mercato: se continuerà a mantenere il passo, nel 2030 arriverà al 44%. L’Europa, al contrario, nel 2014 aveva il 17% e nel 2030 arriverà al 12%. Non tutta la chimica presentaglistessiandamenti:standoaidati del 2015, se la chimica di specialità cresce, sono invece in contrazione petrolchimicaepolimeri.Davantia questinumerileprevisionidibreve periodo passano in secondo piano ed emerge soprattutto la necessità diazionifortiasostegnodiunsettore che lascia una traccia di sé in ben oltre il 90% dei prodotti che fanno parte della nostra quotidianità. Clamadieu ha spiegato che «i prossimi mesi saranno un test cruciale per i politici europei che dovranno guidare il passaggio verso un’economia competitiva ma low-carbon, preservando nel lungo termine la competitività dell’industria chimica». © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’andamento L’EVOLUZIONE LE PROSPETTIVE Le vendite dei prodotti chimici europei sono praticamente raddoppiate Le previsioni di produzione della chimica in Europa, cambiamento % anno su anno in 20 anni, mentre la quota di mercato mondiale si è quasi dimezzata Prodotti chimici Prodotti inorganici di base Petrolchimici Prodotti chimici in miliardi di euro Quota di mercato in % 2013 2014 2015 2016 2013 2014 2015 2016 2013 2014 -0,3 0,8 1,0 1,5 0,7 0,6 2,5 0,5 -8,0 -3,2 1994 1998 2002 2006 2010 2014 35 4 700 4 4 600 32,2%

30

500

518

400 300

430 373 308

200 100 0

506

551

25

2015 -3,0

2016 1,5

0

0

0

-4

-4

-4

-8

-8

-8

Prodotti chimici speciali e raffinati 2013 2014 2015 2016 0,9 3,0 4,5 2,0 4

Prodotti chimici di consumo 2013 2014 2015 2016 1,3 2,0 1,0 2,5 4

20 Polimeri 2013 2014 17,0% 15 3,2 -0,1 4 10 0 5 -4

2015 -1,0

2016 1,5

0 -8

0

0

-4

-4

-8

-8

Fonte: Cefic Chemdata International

Innovazione. Unindustria presenta lunedì all’Expo un network d’avanguardia per legare imprese, università e strutture sanitarie

Il Lazio vara il «cluster della salute» Roberto Turno ROMA

pNome in codice C.h.i.co., acro-

nimo di Cluster of health innovation and community. Missione: mettere in rete imprese, regioni, università, enti di ricerca e ospedali per fare massa critica e promuovere l’innovazione tecnologica rilanciando la competitività delle imprese e al tempo stesso la crescita sostenibile sul territorio. La sanità, dal pharma al biomedicale, e l’agro-alimentare i settori inizialmente privilegiati con una rosa di progetti innovativi che partiranno presto nel campo della salute e del benessere, dove il tasferimentodiconoscenzeeditecnologie dovrà essere il leit motiv di una sfidaambiziosaquantonecessaria. Una sfida che parte dal Lazio, e precisamentedaUnindustriaLazio, che lunedì a Milano, ospite di Expo 2015, presenterà appunto il suo «Cluster della salute», il primo in Italia, in un convegno il cui titolo da tutto il senso del progetto: «Innovazione, cibo e healthcare». Location di riguardo, l’Expo di Milano, e parterre di ospiti che dà il segno dell’in-

teresse che già suscita l’iniziativa: i ministri Beatrice Lorenzin (Salute) e Maurizio Martina (Agricoltura), Diana Bracco (presidente di Expo e vicepresidentediConfindustriaper laricercael’innovazione),Massimo Scaccabarozzi (presidente di Farmindustria). E naturalmente i padronidicasa:MaurizioStirpe(presidentediUnindustria)eilpresidente di C.h.i.co. Fabio Miraglia (UnindustriaLatina).Aloroilcompitodiillustrare prospettive e ambizioni del cluster,maanchedispiegarecomee quanto è possibile uscire dal labirinto burocratico e progettuale attuale chefrenaprogrammidisviluppoormaiindispensabiliperilrilanciodell’economiaedell’occupazione. Il «cluster della salute» laziale, in questo senso, potrà essere un’utile cartina di tornasole della capacità di tutti gli attori coinvolti di saper "fare rete". Anche se, intanto, il cluster ha già mosso i primi passi con il «Progetto PharmaFood», frutto dell’incrocio tra industria farmaceuticabiomedicale e agroalimentare per la ricerca e lo sviluppo di prodotti dell’innovazionenelsettoredellanutri-

zione. Sul tappeto anche l’innovazione che potrà venire dall’impiego dirisorsenaturaliafinicurativi,semprenelsegnodell’impiegosostenibile delle risorse. Così, nel segno della salute,sonoincantieretantitavolitematici: agroindustria,chimica e farmaceutica, sanità e assistenza, bioedilizia, biomeccatronica, il trinomio cultura-sviluppo-salute. Tutti indirizzi strategici e operativi aperti ancheachinonoperanelLazio. Spiega Stirpe: «Il cluster della salutepotràsuggeriremodellichefacciano abbandonare l’idea di salute come voce di costo e concentrarsi invece sul concetto di salute come occasione di sviluppo per l’Italia». Un modello che veda l’impresa protagonista, in una partnership strategica e concreta con le istituzioni, insomma. Un modello condiviso dall’assessoreallosviluppoeconomico del Lazio, Guido Fabiani: «Il cluster dellasaluteèunprogettopienamente in linea con la nostra strategia, che fa del rilancio industriale, del trasferimento tecnologico e dell’internazionalizzazione della filiera produttivaitrecardinidellapropostadisvi-

PIÙ COMPETITIVI Sinergie virtuose  Si chiama C.h.i.co. ed è l’acronimo di «Cluster of healt innovation and community»  Viene lanciato da Unindustria Lazio : la sua missione è mettere in rete imprese, regioni, università, enti di ricerca e ospedali  Settori inizialmente privilegiati per lo sviluppo del territorio: la sanità, dal pharma al biomedicale e l’agroalimentare  Da questi ambiti partiranno una serie di programmi innovativi nel campo della salute e del benessere, dove il leit motiv sarà il trasferimento di conoscenze e di tecnologie  Innovazione, cibo e healthcare: il «Cluster della salute» si presenterà alla vetrina mondiale dell’Expo di Milano, in un convegno con Beatrice Lorenzin, Maurizio Martina, Diana Bracco, Massimo Scaccabarozzi, Maurizio Stirpe e Fabio Miraglia

luppodellaregione». Un ruolo strategico fin dall’inizio lo svolgerà l’industria farmaceutica, che nel Lazio poggia su base solidissimeesuunexportchevaleil45%del totale manifatturiero. «L’industria farmaceutica è una grande occasionedisviluppoperl’Italia,dunqueanche per il Lazio - afferma Scaccabarozzi -. La spiccata propensione delle nostre aziende per l’innovazione, le rende ancora più attente alle nuove strategie sul territorio, come propone il cluster con un modello davveroall’avanguardia». Faresinergiecontutteleforzesul territorio: questa la sfida del cluster della salute laziale. «È un passo fondamentale. Non dimentichiamo che il Lazio è al secondo posto per numero di imprese e di addetti nel farmaceutico e nel biomedicale. E con un diffuso tessuto di Pmi nelle biotecnologie della salute, nell’agroalimentare, nell’informatica applicata al settore. Con il cluster ci occuperemo di benessere e salute, ricerca, Ict, manifacturing e remanufactoring. Lavoreremo - prometteMiraglia-suprogettistrategiciindividuando i finanziamenti disponibiliconinuoviProgrammioperativi2015-2020». ©RIPRODUZIONERISERVATA

Produzione industriale. Frenata mensile dello 0,5% - Csc: migliori i dati di settembre

L’auto non basta, agosto «freddo» per la manifattura L’andamento dei settori Variazioni %, agosto 2015 su agosto 2014. Dati corretti per gli effetti di calendario Alimentari Tessili bev. e tabacco abbigliamento

+1,6 Metallurgia

-4,4

Legno, carta e stampa

Coke e prod.petroliferi

Prodotti chimici

Farmaceutica

Gomma e mat. plastiche

-4,7

+9,7

+0,0

-0,2

-2,0

-8,5

Elettronica e Apparecchiature Fabbricazione Fabbricazione Fornitura gas e elettrice macchinari mezzi di trasp. energia elettrica elettromedicali

-10,0

+6,9

+4,9

+15,5

+3,1

TOTALE

+1,0

Fonte: Istat

Luca Orlando MILANO

pRimandato a settembre. Per

il sistema produttivo nazionale la “pagella” agostana non è in effetti granché ma la prova della verità arriverà tra un mese. Bruttini, in effetti, ma relativamente poco significativi i dati della produzione industriale di agosto, mese che vale in termini di output poco più della metà rispetto a luglio. Dimensione che rende un poco meno amara l’analisi dei numeri, che offrono in realtà ben pochi motivi di soddisfazione. Su base mensile la frenata è dello 0,5%, quasi il doppio rispetto alle stime degli analisti. Un calo per certi versi scontato dopo il “botto” della produzione di energia a luglio (ricordate il caldo torrido, i condizionatori al massimo, i black-out?) che infatti ad agosto arretra su base mensile di oltre quattro punti. Frenata a cui però si aggiunge il dato negativo di tutti gli altri comparti, dai beni di consumo a quelli intermedi, con l’unica eccezione dei beni strumentali, comunque rimasti al palo. Nel confronto con lo stesso mese del 2014 il quadro un poco migliora, con una crescita dell’1% (correggendo i dati per effetto del calendario, con una giornata lavorativa in più nel 2015) a cui invece l’energia offre un contributo significativo, in progresso di oltre tre punti percentuali. Altrove, però, con l’eccezione non banale dei beni strumentali, rilanciati dall’auto, si trovano soltanto segni meno, addirittura un calo del 7,5% per il comparto dei beni di consumo durevole. Autoveicoli, dunque. Che anche ad agosto, con una crescita del 48,8%,(+145% per le sole autovetture, specifica l’Anfia in un comunicato) si confermano traino principale dell’economia nazio-

nale, in grado inoltre di replicare performance analoghe dall’inizio dell’anno, con una crescita di output di oltre 44 punti da gennaio. Un balzo che spinge verso l’alto l’intero comparto dei beni strumentali (+3,9%) ma che purtroppo non è imitato altrove. Su base settoriale i segni meno sono pesanti e diffusi, con un regresso di dieci punti per l’elettronica (reduce però da un +9,5% nell’agosto del 2014) e frenate anche per metallurgia, gomma-plastica, legno e carta, tessile-abbigliamento.

IL TREND

Su base annua +1% grazie alla corsa delle autovetture: l’Anfia stima nel mese un balzo del 145% per l’output nazionale

LA PAROLA CHIAVE Beni strumentali 7I beni strumentali sono i beni che servono a produrre, cioè gli strumenti della produzione. Vengono impiegati nel processo produttivo direttamente dall’impresa che li detiene a titolo di proprietà o di altro diritto reale (per esempio in leasing). Sono beni strumentali per esempio le attrezzature, i macchinari, i robot, i computer e tutte le altre tecnologie e i sistemi destinati a realizzare i processi di trasformazione dei prodotti industriali, dalla progettazione al riciclo.

Mezzi di trasporto e macchinari sono invece le aree più toniche, in crescita rispettivamente di 15 e cinque punti percentuali, con auto e macchine utensili (+70% la domanda in Italia nel primo semestre del 2015) a rappresentare i due punti di sviluppo più visibili. Con i dati di agosto il progresso della produzione industriale italiana nei primi otto mesi dell’anno è dello 0,8%. Un passo certo inadatto per recuperare in tempi brevi il gap rispetto al periodo pre-crisi, che tuttavia si confronta con ancora più magro -0,1% di 12 mesi fa, quando le prospettive del Paese parevano decisamente diverse. Determinante, come detto, sarà valutare l’andamento dell’industria nei dati di settembre, dopo la pausa estiva, con le prime indicazioni che paiono decisamente migliori. Le stime del centro studi di Confindustria vedono per il mese una crescita mensile dello 0,9%, del 3,2% nel trend tendenziale annuo, un passo triplo rispetto ad agosto, con dati ancora superiore per le nuove commesse. Il trimestre luglio-settembre è visto in crescita congiunturale dello 0,7%, miglior dato da inizio 2011, mentre nei mesi autunnali la tendenza all’attività pare ancora in miglioramento, soprattutto grazie alla ripresa della domanda interna. Risalita quanto mai gradita in una fase in cui l’export presenta più di una incognita. Alla frenata cinese si aggiunge infatti il brusco stop delle importazioni tedesche ad agosto (-3,1%), dato non irrilevante perché in arrivo dal nostro primo mercato di sbocco, che a partire dai dati di settembre-ottobre dovrà tenere conto anche degli effetti della crisi Volkswagen. © RIPRODUZIONE RISERVATA

10 Impresa & territori

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

Contratti. L’accordo con i sindacati prevede il riconoscimento del premio di produttività, pari a 1.140 euro

UniCredit, welfare ai dipendenti Avviata la razionalizzazione dei vari fondi di previdenza in uno unico

Televisione. Il caso al prossimo Cda Rai: cambiare nomi richiede sei mesi

Auditel, campione svelato: l’Agcom chiede il dossier Marco Mele

Cristina Casadei

pUniCredit ha siglato con i sin-

dacati l’accordo sul premio e sul riordino del welfare. Va sottolineato che tutto quanto è stato concordato, è avvenuto proprio nel solco del ccnl, rinnovato all’inzio di quest’anno, senza alcuna deroga, quasi a voler ribadire che, per quanto importanti, i contratti di gruppo sono comunque siglati secondo le previsioni di quelli nazionali. Un aspetto fondamentale, questo, soprattutto per i sindacati, dopo l’acceso dibattito che si aprì proprio in occasione del rinnovo del ccnl sul secondo livello. Il responsabile Labour Policies & Industrial Relations del Gruppo UniCredit, Emanuele Recchia, considera l’insieme delle intese raggiunte nelle scorse ore con il sindacato «una vera e propria assunzione di reciproca responsabilità». «Stiamo parlando - aggiunge il manager - del riordino del welfare aziendale e di altri argomenti molto sensibili per tutta la nostra comunità. Quanto è stato concordato rientra in un’ottica di equilibrio complessivo che tiene sotto controllo la dinamica dei costi». L’attenzione a questi ultimi è stata quindi molto forte, tanto quanto, però, quella al benessere dei lavoratori. Ed è proprio per questo che si è condiviso di proce-

dere al riordino del welfare del gruppo, per poter «fare risparmi che poi saranno reinvestiti a favore dei lavoratori». Due, in particolare, gli esempi che si possono citare. «È stato avviato un profondo processo di razionalizzazione della previdenza complementare con l’obiettivo di tendere a un soggetto unico di gruppo, dove negli anni andremo a concentrare in via progressiva gli altri fondi, secondo modalità

TRAGUARDO IMPORTANTE

Per il gruppo bancario le intese raggiunte con il sindacato sono «una vera e propria assunzione di reciproca responsabilità» attuative ancora da stabilire – dice Recchia –. L’obiettivo è assicurare adeguati livelli di protezione a tutti i dipendenti, garantendone gli attuali livelli di copertura previdenziale, la necessaria sostenibilità nel tempo e l’equità distributiva. Tra l’altro è stato concordato che ai neoassunti il contributo previdenziale verrà innalzato per i primi anni di servizio al 4% ». Un altro risultato del reinvestimento dei risparmi dovuti alla ra-

zionalizzazione del welfare sarà «l’adozione quanto meno dal 2017 di una nuova copertura di natura economica a favore di familiari dei dipendenti deceduti in servizio: questo vuol essere un ulteriore esempio della nostra attenzione ai lavoratori ». Nel dettaglio, l’accordo di Unicredit prevede il riconoscimento del premio di produttività per l’anno 2014 e l’erogazione del premio di anzianità del 25. Per il Vap (valore aggiunto pro capite) l’importo è di 1.140 euro che il dipendente potrà scegliere se farsi pagare nella modalità conto welfare oppure nella modalità cash che però sarà pari a 840 euro e si potrà ricevere con la busta paga di novembre 2015. Oltre al pagamento della polizza dentaria per tutti i livelli di inquadramenti delle aree professionali e quadri. Il premio di anzianità del 25esimo anno di lavoro in azienda, chiaro esempio di quegli automatismi di cui tutte le aziende farebbero a meno in questa epoca di forte attenzione ai costi, è stato eliminato nel 2014, ma verrà corrisposto per l’ultima volta quello accantonato per il 2015,secondo la modalità che sceglierà il lavoratore. Oltre all’intesa sul vap, le parti hanno anche siglato un verbale di percorso secondo cui, con una

I NUMERI CHIAVE

1.140 euro

L’entità del Vap Per il Vap (valore aggiunto pro capite) l’importo è di 1.140 euro che il dipendente potrà scegliere se farsi pagare nella modalità conto welfare oppure nella modalità cash che però sarà pari a 840 euro e si potrà ricevere con la busta paga di novembre 2015

25° anno

Premio anzianità Il premio di anzianità del 25esimo anno di lavoro in azienda è stato eliminato nel 2014, ma verrà corrisposto per l’ultima volta quello accantonato per il 2015,secondo la modalità che sceglierà il lavoratore

2017

Traguardo sul premio variabile Sul premio variabile di risultato è stato inoltre deciso di istituire una commissione di studio di gruppo, con l’obiettivo di arrivare entro il 30 giugno 2016 a un’ipotesi condivisa per l’esercizio 2017

tempistica ben definita a cui c’è l’impegno a non sottrarsi, verranno discussi la gestione delle ricadute del piano strategico (la cosiddetta seconda fase, dopo che la prima è stata chiusa con successo), il riequilibrio del welfare aziendale con particolare attenzione alla previdenza complementare, all’assistenza sanitaria, alle tutele per i superstiti dei dipendenti decedeuti in servizio. Sul premio variabile di risultato è stato inoltre deciso di istituire una commissione di studio di gruppo, con l’obiettivo di arrivare entro il 30 giugno 2016 a un’ipotesi condivisa per l’esercizio 2017. Sulla contrattualistica di secondo livello le parti riapriranno il confronto in tutte le aziende del gruppo, con l’obiettivo di arrivare a soluzioni condivise per lo sviluppo professionale e normativo dei lavoratori. Entro la prima metà del 2016 verrà inoltre siglato un protocollo sul benessere dei luoghi di lavoro e sulle politiche commerciali, come stabilito nella dichiarazione congiunta sulle vendite responsabili dei prodotti finanziari sottoscritta dal comitato aziendale europeo nel maggio del 2015. Un capitolo, è stato infine dedicato anche ai temi del part time e della formazione. © RIPRODUZIONE RISERVATA

I sindacati. Per i rappresentanti dei lavoratori l’intesa raggiunta rilancia il valore delle buone relazioni industriali

«Accordo innovativo e sociale» pLafirmaavvenutaapocheoredi

distanza dei contratti di secondo livello in Intesa Sanpaolo e Unicredit per i sindacati assume un rilievo politico molto forte. Si tratta di due intesemoltoinnovativechesottolineano l’importanza dell’attenzione ai costi e al benessere delle persone. Due aspetti molto legati tra loro quando si deve fare impresa e stare sul mercato. La revisione dei fondi pensionistici che nel tempo conflui-

ranno nel fondo di gruppo di Unicreditèunadellesceltepiùrilevanti, così come lo è la razionalizzazione delwelfareperoffriredipiùemeglio ai lavoratori. Le parti hanno avuto un’occasioneimportante-echenon si sono lasciate scappare - di dimostrarequantosipossafaregraziealle buone relazioni industriali. Per il segretario nazionale della Fabi, Mauro Morelli è stato ottenuto «un premio aziendale di tutto ri-

spetto e il riconoscimento economico in contanti in tempi brevi del premio di anzianità. Oltre al vap, abbiamo sottoscritto un verbale di percorso che getta le basi per il riequilibrio del welfare aziendale e della contrattualsitica di secondo livello in un’ottica di equità a favoredituttiidipendenti.Èunaccordo dalla forte valenza sociale, che difende le categorie più deboli, a cominciare dai giovani». «Tenuto

Expo. Grazie al progetto “Fattore futuro” un contratto triennale

McDonald’s: 20 giovani diventano fornitori Emanuele Scarci

pUnmilionee200milapastiservi-

tineiseimesidiExpoeconricavidi6 milioni di euro: sono questi i risultati del ristorante di McDonald’s all’ingresso Est di Roserio. I risultati per l’adRobertoMasisonosoddisfacenti (lo scontrino medio è di 5 euro) insieme al fatto di aver conquistato lo spazio nel sito espositivo attraverso unagaraeaveravutocosìlapossibilità di «di rompere alcune barriere e preconcetti – ha aggiunto Masi –. L’azienda alimentare più grande al mondodovevaessereaExpo». In Italia Big Mac controlla oltre 500ristorantiel’annoscorsohafatturato 1,4 miliardi. Mentre nel 2013 McDonald’s Development Italy (comprendel’attivitàdeiristoranti gestiti direttamente e le royalty dei

franchisee) ha realizzato ricavi per 373,6 milioni (366 milioni l’esercizio precedente). Ieri nel media centre di Expo, McDonald’s ha presentato i venti giovani agricoltori selezionati da “Fattore futuro”, il progetto che ha l’obiettivo di accompagnare imprenditori agricoli con meno di 40 anni nello sviluppo delle aziende attraverso contratti triennali di fornitura con McDonald’s. Sono state 130 le candidature raccolte in sei mesi da agricoltori e allevatori operanti in 7 filiere: carne bovina, carne avicola, grano, insalata, patata, frutta, latte. «McDonald’s crede nell’Italia – ha detto Masi – ed è parte attiva del sistema agroalimentareitaliano,dacuiacquistal’80%dei suoiingredienti».Eppoihaaggiun-

to: «Siamo felici di accogliere questi 20 imprenditori nel sistema McDonald’s che darà loro la certezza di un contratto pluriennale e la possibilità di essere inseriti in un sistema che, grazie ai nostri partner, opera su scala internazionale con sistemi produttivi e di certificazione all’avanguardia». Il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina ha ringraziato l’azienda e ha ricordato gli sforzi per avvicinarsi alla media europea dell’8% di agricoltori under 40. «Le tante nuove partite Iva, in crescita di 30mila, attivate in campo agricolo nel 2014 – ha detto Martina – e il boom di iscrizioni agli istituti agrari e alle facoltà del settore sono segnali positivi. Dobbiamo continuare a lavorare fornendo strumenti che favoriscano l’accesso ai terreni o alle imprese agricole per gli under 40. Serve inoltre un’integrazione tra i giovani agricoltori e il sistema di distribuzione». © RIPRODUZIONE RISERVATA

contodelleattualidifficoltàdelsettore l’intesa è assolutamente positiva, sia per quanto riguarda il premio aziendale che per l’accordo di percorso relativo alle altre materie inviadidefinizione-diceilsegretario nazionale della First-Cisl, Pierluigi Ledda -. Anche in questo accordo abbiamo voluto confermare una attenzione ai giovani, incrementando il contributo aziendale sul fondo pensioni pari al 4% per gli assunti dal 2012 e con decorrenza del versamento dal 2015». Elena Aiazzi, segretario nazionale della Fisac Cgil, osserva che «si confer-

C.Cas. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Protocollo Anie-Miur per favorire gli stage nità formative durante il percorso delle scuole superiori. È l’obiettivo del protocollo d’intesa, siglato ieri tra Anie Confindustria (l’Associazione delle imprese elettrotecniche ed elettroniche)eilministerodell’Istruzione. Dal punto di vista operativo Anie predisporrà un elenco di imprese che si rendono disponibili ad accogliere e inserire gli studenti in progetti di alternanza scuola-lavoro e, attraverso un comitato paritetico Miur-Anie, a svolgere attività di monitoraggio e valutazione dell’efficacia degli interventi. «Con la firma del protocollo – ha spiegato Claudio Andrea Gemme, presidente di Anie – ci impegniamo a mettere a disposi-

è una colonna portante del sistema televisivo italiano. La segretezza del campione è la colonna portante di Auditel. Il fatto, comunicato ufficialmente ieri dalla società che rileva, dal dicembre 1986, gli ascolti televisivi, che «per un errore, sono state trasmesse comunicazioni di posta elettronica a famiglie del campione rendendo visibili gli indirizzi email» fa sorgere numerosi interrogativi e potrebbe avere effetti dirompenti. Se ne occuperà il consiglio di amministrazione convocato per mercoledì prossimo. Un primo interrogativo:i dati non venivano criptati, altrimenti l’errore non sarebbe stato possibile. Lo smart panel di Sky, ad esempio, ha gli indirizzi del panel criptati. Da una ventina di giorni, tra l'altro, Sky diffonde i dati sugli ascolti del suo Smart panel - rileva gli ascolti di un campione dei propri abbonati - dopo aver constatato significative differenze sugli ascolti della seconda puntata di X Factor rispetto a quelli diffusi da Auditel. Che fare? Sino alla 19 di giovedì sera, si voleva sospendere la diffusione dei dati; poi si è deciso di diffondere quelli di ieri,

venerdì. Per legge, poi, il controllo sulle rilevazioni d’ascolto spetta all’Agcom, che si è vista costretta ad intervenire inviando una lettera ai vertici di Auditel, della quale non è stato reso noto il testo. «Ritengo indispensabile – sottolinea Antonio Nicita, commissario dell’Autorità – che l’Agcom acquisisca urgentemente tutte le informazioni per una rapida valutazione del caso e dei suoi possibili effetti». Il direttore

LE REAZIONI

Campo dall’Orto: «Siamo in una fase di raccolta delle informazioni anche noi» Siddi: «Si tratta di una grave turbativa di mercato» generale della Rai, Antonio Campo dall’Orto, commenta: «Siamo in una fase di raccolta delle informazioni anche noi. È stata una cosa improvvisa». Per il consigliere Rai Franco Siddi, «si tratta di una grave turbativa del mercato». Se il campione – non si sa in quali dimensioni quantitative rispetto alle 5.666 famiglie che lo compongono (per 14.700 individui) – non è più segreto, è

possibile, tecnicamente, che le rilevazioni possano essere alterate, fino a che le famiglie in questione non verranno sostituite ripristinando la sicurezza e l’inviolabilità delle comunicazioni. Non succederà, ma non si può escludere che un editore, un inserzionista pubblicitario o un produttore di programmi possa avviare un’azione di responsabilità verso i consiglieri di amministrazione di Auditel, sostenendo che la violazione della segretezza del campione porti alla non affidabilità del dato di ascolto. Nell’aprile scorso vi è stato un cambio nella governance dell’Auditel, portando il Cda da 22 a 30 membri, 15 che fanno riferimento al mercato e 15 ai broadcasters televisivi. Nel 2016 il panel doveva vedere l’aggiunta di altre diecimila famiglie: a questo punto, non si sa se l’operazione sarà possibile. Per ora, i soci dovrebbero concordare sulla sostituzione dell’attuale panel, composto dopo aver compiuto una ricerca di base con 24mila interviste effettuate ogni anno. L’operazione di sostituzione del campione – che deve rappresentare l’intera popolazione sopra i quattro anni – richiede almeno sei mesi se non un anno. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Confindustria. Assemblea territoriale sul tema: «Cambiare»

macosìilvaloreel’importanzadella buona contrattazione di secondo livello sia nella valorizzazione del contributo dei lavoratori che perilrilancioelacompetitivitàdell’impresa attraverso acquisizioni non derogatorie nel solco di quanto contenuto nel ccnl». «È la strada giusta - osserva Massimo Masi, segretario generale della Uilca - per rafforzare chi nel mondo del lavoro crede ancora che buoni rapporti sindacali siano prodromici a buoni risultati d’impresa».

Formazione. Siglata ieri l’intesa

pOffrire agli studenti opportu-

pL’Auditel

zione le nostre esperienze, risorse, conoscenze scien tifiche e gestionali per creare una proficua sinergia con il sistema scolastico nazionale, in particolare con gli istituti tecnici ad indirizzo elettrico, elettronico e meccatronico» Il 68% delle aziende Anie, infatti, segnala tra le carenze principali, nella selezione di nuovi profilio da assumere: conoscenza del mondo lavorativo, capacità di adattamento alle esigenze aziendali, propensione relazionale, orientamento al risultato, flessibilità. Insomma, in buona parte quei soft skills sempre più richiesti nel mondo del lavoro. Mentre il 21% delle aziende ha indicato come carente tra i neoassunti la conoscenza delle lingue. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Treviso, la rete anti-burocrazia VENETO

Barbara Ganz TREVISO

pTempo mensile dedicato

alle pratiche burocratiche (l’11,8% del tempo lavorativo se a occuparsene è il titolare, fino al 19,2% se c’è un ufficio dedicato), tempi di attesa per i pagamenti, frammentazione normativa e diversità fra enti e territori che ostacolano le aziende con più sedi; e ancora scarsa trasparenza, contraddizioni normative, ipertrofia burocratica, difficoltà a individuare le responsabilità. Meno di un imprenditore su quattro (il 38,2%) ritiene che la pubblica amministrazione sia migliorata; eppure proprio a un sistema pubblico efficiente guardano le imprese per trovare un partner affidabile, moderno ed efficiente. È questo il tema intorno al quale si snoderà l’assemblea di Unindustria Treviso, in programma oggi a Lovadina di Spresiano. Un titolo secco – “Cambiare” - per ragionare di una nuova possibile alleanza «dove finora ci sono state contrapposizioni e incomprensioni – spiega la presidente Maria Cristina Piovesana - Il momento è favorevole: le imprese non si muovono più da sole, ma affrontano i mercati globalizzati e hanno bisogno di avere alle spalle un sistema coeso e forte».

La base per la discussione sono i dati raccolti e analizzati da Community Media Research in quasi un anno di lavoro, iniziato con questionari mirati e proseguito in incontri territoriali per raccogliere testimonianze di problemi e spunti di una nuova voglia di dialogo. «Il giudizio verso la macchina è severo – spiega il direttore scientifico Daniele Marini – ma poi, a sorpresa, competenza e disponibilità del personale negli uffici vengono valutate positivamente, e il grado di soddisfazione per enti come camere di commercio, Nas, Vi-

L’APPELLO

Piovesana (Unindustria Treviso): «Le imprese affrontano i mercati globalizzati e hanno bisogno di avere alle spalle un sistema coeso e forte» gili del fuoco o Inail è elevato». Un cambiamento è «possibile, ma di certo richiede un orizzonte di medio-lungo termine e la disponibilità a ragionare non solo di riforme, ma di decreti attuativi puntuali e coerenti con le premesse, e di come renderle concrete», sottolinea Piovesana. Un invito che domani – alla presenza di oltre 3mila imprenditori iscritti a partecipare – sarà consegnato direttamente al premier Matteo Renzi, chiamato a trarre le conclusioni di una giornata

che vedrà protagonisti anche Alberto Baban (presidente Piccola Industria, Confindustria), Mario Barbuto (magistrato), Tito Boeri (presidente Inps), Stefano Paleari (rettore a Bergamo e presidente Crui). Treviso si candida così a diventare il luogo di una sperimentazione tesa a recuperare efficienza: «Cerchiamo un punto di incontro fra realtà diverse che guardi a un bene superiore, quello dell’intera società. Un modello, speriamo, esportabile e funzionale al Paese», chiarisce Piovesana. Il metodo nella Marca è consolidato: dalle prime esperienze di rete fra aziende prima abituate a fare ciascuna per proprio conto alle relazioni innovative con il sindacato, dal dialogo con le banche a quello con la scuola. «Anche con gli istituti d’istruizione, per molto tempo, non c’è stato alcuno scambio: la scuola accusava il mondo del lavoro di essere distante, e l’accusa era reciproca. Ora, dopo il percorso compiuto, il nuovo anno scolastico vedrà un potenziamento dell’alternanza scuola lavoro – uno degli snodi più significativi per la relazione tra scuola e impresa – con almeno 400 ore obbligatorie negli istituti tecnici e professionali e 200 ore nei licei a partire dalle classi terze». In provincia di Treviso saranno coinvolti circa 24mila studenti.

@Ganz24Ore

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Impresa & territori 11

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

AGRICOLTURA

Procedure. Oltre 550mila imprese libere dall’incubo della pratica annuale per ottenere i sussidi della Ue

In breve

Contributi più facili per i piccoli

SALUMI

Boom in Usa, +26% di made in Italy

Operazione semplificazione del Mipaaf che vale oltre 300 milioni

Cresce l’export di salumi. Secondo Assica (Associazione degli industriali delle carni e dei salumi) nel primo semestre 2015 le vendite estere hanno segnato un +5,9% in quantità e +3,9 in valore. Boom negli Usa, dove le spedizioni sono aumentate del 20,8% in quantità e del 25,9% in valore.

Alessio Romeo

pOltre 550mila piccole imprese

finalmente libere dall’incubo della pratica annuale per ottenere i sussidi agricoli Ue, con un risparmio stimato in almeno 200 euro ad azienda.Chesommati,daquial2020,data di scadenza delle attuali prospettive finanziarie e, con esse, delle garanzie sugli aiuti agricoli, garantiscono di fatto un anno di aiuti in più. L’operazione semplificazione perfezionata nei giorni scorsi dal ministero delle Politiche agricole, con l’emanazione delle relative circolari Agea (l’organismo pagatore nazionale guidato da Antonio Ser-

GRANA PADANO

In crescita del 4,5% le vendite all’estero Nei primi nove mesi 2015 la produzione di Grana padano è scesa a poco meno di 3,66 milioni di forme (- 2,9% sullo stesso periodo 2014). L’export è cresciuto del 4,5% con quasi 1,59 milioni di forme. Lo ha detto il direttore del Consorzio di tutela, Stefano Berni, all’assemblea che si è tenuta a Sirmione.

ESENZIONE DALLA DOMANDA

Il provvedimento riguarda la platea di beneficiari che annualmente percepisce dalla Pac meno di 1.250 euro

ZUCCHERO

Sospesi gli acconti di Eridania Sadam

nia) vale oltre 300 milioni. A tanto ammonta la quota di aiuti comunitari appannaggio di un esercito di beneficiari che annualmente percepisce dalla Pac, la Politica agricola comune, meno di 1.250 euro. Per loro scatta da subito, e in automatico,l’esenzionedalladomanda.Sifarà riferimento alle richieste presentate nel 2015, primo anno di applicazione della riforma 2014-2020. Fermorestandoilcapitolodeicontrolli in azienda in fase di erogazione. Si tratta di una possibilità, quella delregimesemplificatoperipiccoli agricoltori, prevista dall’ultima riforma Ue, ma da attivare a discrezionedegliStatimembri.Perl’Italia, che vanta il non invidiabile primato di beneficiari (che non significa più aiuti, ma aziende più piccole), è una piccola rivoluzione. Per realizzarla, il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina non ha guardato in faccia nessuno, a cominciare dai Centri di assistenza agricola (Caa)

Il presidente dei bieticoltori (Cgbi), Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, ha espresso «forte preoccupazione» per la sospensione degli acconti, previsti dall’accordo interprofessionale al 20 settembre, per le barbabietole consegnate ad agosto a Eridania Sadam. La società del Gruppo Maccaferri ha ricordato che l’accordo è stato sottoscritto a gennaio dopo che il ministro Martina aveva «assicuratol’impegno del governo» per sbloccare gli aiuti nazionali pregressi 2009 e 2010 , 46 milioni autorizzati dalla Ue. Visto il mancato adempimento dell’impegno, la società ritiene vi siano «i presupposti per la sospensione del pagamento degli acconti».

che fino a oggi hanno assistito le imprese nella compilazione delle (complicate) pratiche per gli aiuti (con un costo stimato appunto in circa 200 euro per ogni domanda), fino alle associazioni agricole che dopo aver fatto giustamente della semplificazione un cavallo di battaglia non avanzeranno, verosimilmente, obiezioni. Il provvedimento prevede anche, per le circa 40mila aziende nella fascia tra 1.250 e 1.500 euro di contributiannui,lapossibilitàdiaderire al regime semplificato rinunciando a una piccola fetta di aiuti in cambio dell’addio alla burocrazia. Per decidere c’è tempo fino al 15 ottobre. In ballo in questo caso ci sono altri 50 milioni di contributi europei. Ancora pochi, considerando che ilplafondannualepergliaiutidiretti raggiungeancorai4miliardi,lagran parte dei quali appannaggio delle grandiaziende.Mal'operazione,oltre a essere coraggiosa, risolve l'annosa questione di una politica per i piccoli agricoltori (che spesso presidiano aree marginali che senza contributi sarebbero abbandonate), distinta da quella per le grandi e medie aziende orientate al mercato, che resta la prima (e finora l’unica veramente comune) politica economica europea. «E non ci fermiamo qui – dice Martina –: abbiamo chiesto al commissario Ue Phil Hogan un’ulteriore revisione della Pac da fare in tempi brevi». Intanto il ministro rivendica il merito della decisione: «Abbiamo fatto una scelta forte e coerente con il nostro programma di semplificazioni “Agricoltura 2.0”, con la quale puntiamo a un taglio netto delle 100 giornate che le imprese agricole spendono in burocrazia. Con questa operazione i piccoli agricoltori non dovranno perdere più tempo e risorse dietro a adempimenti amministrativi. Se non cambia nulla in azienda riceveranno gli aiuti fino al 2020 senza altre domande». © RIPRODUZIONE RISERVATA

MARKA

pUn’etichetta per la vendem-

In campo. Da parte del Mipaaf operazione semplificazione per le piccole imprese agricole

550

mila

Le aziende interessate Percepiscono meno di 1.250 euro di contributi Pac annui

290

milioni

Il valore I titoli che potranno essere erogati in automatico

4

miliardi

Il plafond annuo Riconosciuto all’Italia (4° Paese beneficiario) dalla Pac

Gestione rischio. Solo 5mila polizze a fronte di 950mila domande Pac

Ancora pochi gli assicurati Massimo Agostini

pMeno burocrazia, con più fondi

da investire. In particolare attraverso lo Sviluppo rurale, «secondo pilastro»dellaPoliticaagricolacomune. Le opportunità per il periodo 2014-20sonoallettantiancheperchi si assicura: contro avversità atmosferiche, malattie di piante e animali, e perdite di reddito. Ma nel 2015, primoannodiapplicazionedelnuovo «sistema integrato per la gestionedelrischio»,inItaliahannosottoscritto polizze assicurative meno di 85mila aziende agricole: poche, a frontedellequasi950miladomande Pac presentate. E questo, nonostante un budget disponibile con lo Sviluppo rurale, per i sette anni di pro-

grammazione, di 1,7 miliardi, cui si aggiungono 20 milioni l’anno, con l’Organizzazione comune di mercato, in specifico per il settore vino. «Disponibilità finanziarie – ha sottolineato Albano Agabiti, presidente dell’Associazione dei consorzi di difesa (Asnacodi), in occasione del IV forum che si è tenuto nei giorni scorsi all’Expo – che nei prossimi anni ci consentirà di realizzare programmi organici ed efficaci, dando sicurezza a imprese agricole e compagnie di assicurazione». «Fiducioso» il ministro delle Politicheagricole,MaurizioMartina, che però ha avvertito: «A seguito di calamità, i finanziamenti nazionali ex post a compensazione

dei danni sono ormai circoscritti». Come dire, chi non si assicura continueràametterearischiocolturee redditi aziendali. Per questo, ha spiegato il presidente dell’Ismea, Ezio Castiglione, «stiamo studiando soluzioni per consentire a un maggior numero di agricoltori di assicurarsi per le avversità catastrofali, a un costo contenuto, e strumenticheallarghinolabaseassicurativa, soprattutto al centrosud».InballocisonoifondiUeche, se non spesi, potrebbero andare persi. E secondo il Mipaaf ci sono almeno 165mila aziende (il 60% di quelle ritenute «importanti») su cui lavorare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Chimici farmaceutici

sostanzialmente stabili nel setQ uotazioni tore zootecnico per le carni suine, a ecce-

zione di un taglio – la coppa – che ha perso ulteriore terreno, con un calo del 2,4% rispetto alla seduta precedente. Ieri la Commissione unica nazionaledeitaglidicarnesuinafresca,riunita allaBorsamercidiParma,hafissatoiprezziper la settimana 12-16 ottobre. Riproponendo la «coscia fresca per crudo «refilata da 10 a 12 chili»a2,89euroilchilo;quella«refilatada12chilie oltre» a 3,60; la «refilata per produzione tipica (senza piede) da 11 a 13 chili a 3,98 euro; quella «senzapiededa13a16chili»a4,49.Invariataanche la «spalla fresca disossata e sgrassata da 5,5 chili e oltre», quotata 2,85 euro. Stabili anche il «carrèinteroconcoppa(busto)»,a4,30euro,e il «carrè senza coppa (lombo Modena), a 4,50 euro.Traglialtritagli,la«pancettafrescasquadrata» 4/5 chili» è rimasta a 2,65 euro il chilo, la «gola intera con cotenna e magro» a 1,38 euro. La «coppa fresca refilata da 2,5 chili e oltre» è scesadidiecicentesimi,a4,05euro.

INDICI CONFINDUSTRIA Indici dei prezzi delle merci aventi mercato internaz., (34 prodotti) ponderati sul commercio mondiale (Usd) e sul commercio italiano (º) Euro correnti (base 1977=100)

Lug15

Giu15

Lug14

Lug15

Giu15

Lug14

143,31 74,45 197,31 154,05 145,01 318,29 196,63 355,41 334,91 427,34 241,52 343,9

143,16 74,91 189,71 159,44 143,62 333,03 202,82 362,23 361,98 471,64 249,72 372

163,15 96,56 201,38 176,59 189,89 451,84 215,71 400,85 614,52 810,79 325,18 592,75

148,53 77,01 204,46 159,77 150,22 329,9 203,61 368,53 347,05 443 250,33 356,49

145,57 76,01 192,87 162,24 145,98 338,64 206,06 368,49 367,99 479,66 253,93 378,31

137,48 81,29 169,66 148,91 159,95 380,74 181,58 337,93 517,73 683,35 274,01 499,56

BORSA ELETTRICA Ore 17.00 18.00 19.00 20.00 21.00 22.00 23.00 24.00

¤/MWh 35,923420 40,993410 44,152800 53,570000 47,217560 42,693950 41,673270 40,050640

DIAMANTI Valore medio indicativo, in dollari Usa per carato. I prezzi indicati si intendono per la vendita all'ingrosso e all'origine nei Paesi di produzione, al netto di spese, valore aggiunto e imposte. Brillanti da un carato e mezzo (o poco superiori) Colore Qualità Valore E (bianco extra eccezionale) vvs2 18600 F (bianco extra +) if 21400 G (bianco extra) vvs1 15300 H (bianco) si1 8900 I (bianco sfumato) if 11100 Brillanti da due carati (o poco superiori) D (bianco extra eccezionale +) vs2 21300 E (bianco extra eccezionale) si1 14700 F (bianco extra +) if 34100 H (bianco) vs1 15500 I (bianco sfumato) if 15300 La valutazione si riferisce a pietre: — corredate da certificazione di validità internazionale; — tagliate a «brillante», di buone proporzioni di taglio; — esenti da particolarità naturali indesiderate. Fonte: Rapaport, New York (Internet: www.diamonds.net)

L’IPOTESI

Per i grandi rossi si fa strada l’idea di destinare una quota maggiore rispetto al passato di questa nicchia di produzione Giuseppe Martelli – non esistono vincoli quantitativi per i volumi da destinare a riserva. Ma solo requisiti qualitativi, come un tenore minimodialcoleuntempominimodi invecchiamento di 3 anni, che non credo i vini del 2015 avranno difficoltà a soddisfare». «Si tratta di una proposta che ci vede assolutamente d’accordo – aggiunge il presidente di Marchesi de’ Antinori, Piero Antinori –. A livello aziendaleabbiamogiàdecisodidestinarea “riserva” volumi superiori rispetto alla media degli ultimi anni. Questo sia per preservare un’annatachesiannunciadigrandequalitàsiaperfarfronteinfuturoavendemmie che potrebbero rivelarsi meno fortunate. Infine penso che un’iniziativadelgenerepossacontribuireavalorizzareivinimadein Italyriducendoquelgapintermini diprezzocheancorascontiamorispetto ai concorrenti francesi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

SULLE ALTRE PIAZZE

A MILANO

di Massimo Agostini

Prezzo unico nazionale del 10.10.2015 ¤/MWh Ore ¤/MWh Ore 39,340000 44,140300 09.00 01.00 34,700680 47,650850 10.00 02.00 32,405080 45,775400 11.00 03.00 30,351090 42,578310 12.00 04.00 29,950000 40,766220 13.00 05.00 31,134010 37,497400 14.00 06.00 34,710710 33,965430 15.00 07.00 40,740320 35,132020 16.00 08.00

mia perfetta. È l’idea che si sta facendo largo tra molti produttori per celebrare un’annata, quella 2015, di grande qualità. Lo strumento c’è già, ed è la possibilità di destinare a “riserva” (con conseguente indicazione in etichetta) una quota del vino prodotto superiore rispetto al passato. D’altro canto la “riserva” è un po’ un barometro della qualità visto che di solito coinvolge le uve di particolare pregio mentre in annate difficili spessononvienerealizzata.Certo non potranno essere coinvolte tutteletipologiedivinomadisicuroquellidainvecchiamentocome i rossi piemontesi, l’Amarone in Venetoeigranditoscani.Cheverrebbero così sottratti dal mercato oggi per essere commercializzati tra 5 o 6 anni preceduti dall’allure di una vendemmia straordinaria. La produzione 2015 è stata infatti non solo abbondante (l’Italia è tornata leader produttivo mondiale) ma soprattutto di grande qualità che andrebbe ora valorizzata attraverso la scelta di allargare il segmento top dell’offerta. La suggestiva proposta è venuta nei giorni scorsi da Dario Tommasi, griffe dell’Amarone ma anche titolare di un’azienda con quasi 600 ettari di vigneti in quattro diverse regioni, dal Veneto alla Toscana, dalla Lombardia alla Puglia. «Bisogna pensare a come valorizzare un’annata straordinaria – ha spiegato Tommasi – nella quale il gran caldo di luglio ha impedito l’insorgere di parassiti e malattie della vite, azzerando il ricorso ai trattamenti chimici in campo. Ad agosto poi, quando le piante cominciavano a soffrire di stress idrico sono giunte le giuste piogge. Il tutto con una tempistica che sembra studiata a tavolino e che ha garantito alle imprese grande qua-

lità delle uve e un abbattimento dei costi (per via dei mancati trattamenti) attorno al 30%». «Penso che rafforzare la “riserva” sia un’ottima idea – aggiunge il presidente di Federvini, Sandro Boscaini –. Sarà però importante che il sistema creditizio accompagni i viticoltori con strumenti finanziari disegnati per un’operazione non alla portata di tutti, ma che anzi, per le aziende più piccole può presentare costi proibitivi». «Tecnicamente – aggiunge presidente del Comitato vini Doc del ministero per le Politiche agricole,

Edizione domenicale su www.ilsole24ore.com/indicienumeri

Quotazioni stabili per le carni suine

Alimentari (tot.) Bevande Cereali Carni Grassi Non alimentari (tot.) Fibre Vari industriali Metalli Combustibili (totale) Totale (escl. combust.) Totale generale

Etichetta «riserva» per celebrare l’annata perfetta Giorgio dell’Orefice

MERCATI IN ITALIA

Dollari correnti (base 1977=100)

Enologia. L’idea dei produttori

Rilevazione mensile del 07/10/2015 a cura della Camera di Commercio di Milano.Dal produttore o dall'importatore al commerciante all'ingrosso o all'industria farmaceutica, franco partenza. Iva esclusa.I prodotti quotati corrispondono alle caratteristiche previste dalle principali farmacopee internazionali.Il divario esistente tra i prezzi minimi e massimi è in relazione alle caratteristiche chimico-fisiche, alle fonti e al processo di produzione, al quantitativo e al tipo di confezione del prodotto. Acetilcisteina il kg. 25-40; acido acetilsalicilico 5,70-8; clavulanico 150200; l-ascorbico (vitamina C) 500-700; ursodesossicolico 11-26; acyclovir 320-360; alfuzosina 55-105; allopurinolo 900-1200; alluminio ossido idrato 50-60; aloperidolo 413-870; alprazolam 2100-3500; ambroxolo cloridrato 90-113; aminofilina 8,30-16; amiodarone HCI 100-180; amlodipina besilato 180-220; amossicillina triidrato 32-37; ampicillina sodica liofilizzata sterile 70-83; triidrata 29-38; articaina cloridrato 250-300; atorvastatina 350450; l-arginina 13,20-20; atenololo 40-45; azithromicyna 230270. Bacampicillina 250-300; benzidamina cloridrato 90-100; benzocaina 21-32; bisoprololo emifumarato 500-700; bromazepam 7001200; budesonide al g. 6,50-12; bupivacaina 330-440. Candesartan 450550; carbamazepina 90-170; carbocisteina 25-33; carvedilolo 290480; cefaclor 240-342; cefalessina monoidrato 65-84; cefazolina sodica sterile 220-270; cefotaxima 300-345; cefradina 105-165; ceftazidima sterile 500-600; ceftriaxone sodico sterile 260-330; cefurossima sodico 265345; cellulosa microcristallina 80-150; cetirizina 2,85-4,10; ciprofloxacina 300-360; citalopram bromidrato 45-60; claritromicina 400-600; clortalidone 200-300; clotrimazolo 134-180. Desametasone il g. 2,50-3,40; desloratadina il kg. 350-450; diazepam 40-80; diclofenac sodico 35-85; diltiazem 80130; domperidone 250-450; dorzolamide 4,50-7; doxorubicina non quot.. Econazolo nitrato 90-105; escitalopram 1250-2000; l-efedrina cloridrato 68-90; enalapril 150-220; eparina sodica milioni U.I. 4055; esomeprazolo il kg. 700-1000. Fenilefrina cloridrato 270320; fenofibrate 78-98; finasteride 2500-4500; fluconazolo 350450; fluoxetina 130-160; flurbiprofene 150-180; flutamide 260290; fluticasone 40-80; fosfomicina trometamolo 150-180; fosinopril 14501650; furosemide 45-70. Gabapentin 50-80; genfibrozil 55-65; gentamicina solfato base il kg. 450-600; glibenclamide il kg. 80-138; glicina 8,5014; glicole propilenico 1,90-2,50; glucosio anidro apirogeno 1,652. Ibandronato sodico 500-650; ibuprofen 13-25,80; idroclorotiazide 3675; indapamide 600-800; irbesartan 150-200; l-isoleucina 43,5049; isosorbide mononitrato (20%) 60-80; itraconazolo 430-530. Ketoprofene 70-100. Lamivudina 270-350; lamotrigina 200-300; lansoprazolo 380560; latanoprost 2000-2300; lattosio 3-3,40; anidro 7-7,50; spray dryed 66,95; letrozolo 19-24; l-leucina 27-31; levocetirizina 680-800; levodopa 50129; levofloxacina 160-250; levulosio apirogeno 3,80-4; lidocaina cloridrato 35-40; l-lisina cloridrato 13,50-16,50; lisinopril 250-430; loratadina 500700; lorazepam 270-530; lormetazepam 620-810; losartan 120230. Mepivacaina 150-210; mesalazina 60-80; metformina 4,605,10; metoprololo tartrato 38-50; mirtazapina 700-800; montelucast Na 1700-2100; moxifloxacina 300-400. Naproxene 45-55; nebivololo 25002800; nifedipina 56,50-190; nimesulide 30-65; nimodipina 140200; norfloxacina 70-95. Olanzapina 1600-2200; omega 3 90120; omeprazolo 130-250. Pantoprazolo sodico 190-230; paracetamolo 5,509,50; paroxetina 1000-1400; perindopril terbutilammina 37003900; pioglitazone cloridato 670-800; piroxicam 46,50-130; pravastatina 600-900; PVP polivinilpirrolidone 15-36; procaina cloridrato 1318; prulifloxacina 800-1000. Rabeprazolo Na 1000-1300; ramipril 6001100; raloxifene HCI 600-800; ranitidina 30-42; risedronato sodico 9001200; risperidone 1200-1800. Salbutamolo 160-280; salmeterolo 3050; sertralina 230-260; sildenafil citrato 140-240; simvastatina 300400; sorbitolo soluzione 70% non cristallizzabile 0,85-1,50; sulindac 240265. Tamsulosin HCL al g. 14-26; telmisartan 180-220; teofillina anidra 7,8015; terbinafina 700-800; ticlopidina 52-70; timololo maleato 8001200; torasemide 130-160; triazolam 23-30. l-valina 23,80-27,50; valsartan 240-350; venlafaxina 105-135; verapamil 73-95. Zolmitriptan 11001300; zolpidem tartrato 600-700.

Metalli non ferrosi Rilevazione bimensile dei prezzi del 25/09/2015, resi noti dalla Camera di Commercio di Milano. Per i "grezzi" le merci dìimportazione si intendono già nazionalizzate;per i semilavorati si intendono per spesori, diametri e formati base dove non specificato. Prezzi in ¤, Iva esclusa. Fonte Assomet.Per grezzi e semilavorati merce resa franco stabilimento produttore. Per i rottami franco stabilimento compratore.

Grezzi

Alluminio e Leghe: Al 99,70 in pani EN AB 10700 UNI EN 576 per t. 17171817; Al 99,5 (1050 A) in placche per laminazione UNI EN 487 1797,501897,50; Al Mg Si (6060) in lingotti per estrusione (biliette) UNI EN 486 2067,50-2167,50; Al Si 12 (b) EN-AB 44100 UNI EN 1676 2635-2685; Al Mg 3 (b) EN-AB 51000 UNI EN 1676 2695-2730; Al Si 12 Cu Ni Mg EN-AB 48000 UNI EN 1676 2810-2845; Al Si 11 Cu 2 (Fe)(Zn 1,4) EN-AB 46100 EN 1676 2247,502272,50; Al Si 12 Cu 1 (Fe) EN-AB 47100 EN 1676 2302,50-2327,50; Al Si 6 Cu 4 EN-AB 45000 EN 1676 2215-2240. Antimonio: Sb 99,60 (regolo) UNI 3270 7675-7985. Bismutomin 99,99% 12332,50-12832,50. Cadmio: Cd 99,95 in bacchette UNI 3816 1793-2148. Cromo: 99% 7550-7950. Magnesio e leghe: MgP 99,90 in pani ex UNI 5537 1870-1970; GD Mg Al 8,5 Zn Mn in pani ex UNI 6169 2420-1520. Manganese elettrolitico 99,9% 1870-2170. Nichel: Ni 99,8 in catodi, brichette, gocce UNI 3353 9660-9960. Piombo: Pb 99,99 in pani UNI EN 12659 1717,50-1787,50. Rame: grado A Cu-Cat-1 UNI EN 1978 5820,505897,50. Bronzo: Cu Sn5 Zn5 Pb5 B (CB 491K) in pani UNI EN 1982 51005300; Cu Sn 12 B (CB 483K) in pani UNI EN 1982 6900-7100; Cu Al10 Fe2 B (CB 331G) in pani Uni EN 1982 5350-5400; CU Al11 Fe6 Ni6 B (CB 334G) in pani UNI EN 1982 5550-5600. Ottone: Cu Zn35 Pb2 Al-B (CB 752S) ADZ in pani UNI EN 1982 4175-4275; Cu Zn37 Pb2 Ni1 Al Fe B (CB 7535) in pani 3900-3950; Cu Zn35 Mn2 Al1 Fe1 B (CB 765S in pani 4840-4890; Cu Zn38 Al B (CB 767S) in pani UNI EN 1982 4750-4800; Cu Zn39 Pb1 Al B (CB 754S) in pani UNI EN 1982 3850-3900. Silicio metallico: Si 98 UNI 3038 2100-2150. Stagno e leghe: Sn 99,90 in lingotti UNI EN 610 14362,50-14862,50; Pb Sn 50 per saldatura dolce UNI 10368 8247,50-8607,50; Mb 83 antifrizione in pani UNI 4515 14602,5015102,50. Titanio spugna 12-70mm 8350-8550. Zinco e leghe: Zn 99,995 in

lingotti UNI EN 1179 1707,50-1762,50; Zn 98,5 in lingotti UNI EN 1179 1677,50-1727,50; G-Zn Al 4 in lingotti UNI EN 1774 2172,50-2222,50; G-Zn Al 4 Cu 1 in lingotti UNI EN 1774 2202,50-2252,50. Argento: Ag 999,9/1000 al kg. 442,80-449,40. Oro: Au 999,9/1000 36550-37727. Palladio: Pd tit. min. 999/1000 21552-21873. Platino: Pt tit. min. 999/1000 27141-27834.

Broni

Semilavorati

Prod. 2013 (¤/l): Riesling O.P. 0,80-1; Pinot nero O.P. vinificato in rosso 11,30; vinificato in bianco 1-1,30; Pinot grigio O.P. 0,90-1,20; Moscato O.P. 1,40-1,60; Moscato IGT 1,20-1,40; Malvasia O.P. 0,80-1,10; Chardonnay O.P. 1,10-1,20; Barbera O.P. 0,80-1,20; Bonarda O.P. 0,90-1,30; Sangue di Giuda 1-1,30.

Alluminio e leghe: lastra Al 99,5 EN AVV 1050A UNI EN 573-3 mm 2000x1000x1 la ton. 3397,50-3527,50; barra standard Al Mg Si En AVV 6060 UNI EN 573-3 e UNI EN 755-2 stato T5, ø mm 20, lungh. comm. 3347,503447,50; barra standard Al Si Mg Mn EN AVV 6082 UNI EN 573 e UNI EN 755-2 stato T6, ø mm 20 lungh. comm. 3536,50-3602,50; filo Al 99,5 EN AVV 1050 A UNI EN 573-3 e UNI EN 1301-2 ø mm 2 3027,50-3077,50; laminato sottile base 0,007 Al 99,5 UNI EN 576 4042,50-4392,50; laminato sottile base 0,02 Al 99,5 UNI En 576 3652,50-3912,50; nastro per contenitori base 0,07 Al 99,0 UNI EN 576 3262,50-3537,50; nastro per capsule, base 0,20-0,23 Al 99,0 EN AVV 1200 UNI EN 573-3 e UNI EN 485-2 3137,50-3387,50. Piombo: lastre da Pb 99,95 UNI 3165 2102,50-2142,50; tubi da Pb 99,95 UNI 3165 2237,502277,50. Rame: lastra UNI EN 1652-CW 024 A-H 090 mm 1,5x1000x2000 6874,50-7013,50; tubo UNI EN 1507 - R 220 mm 12x1,0 6941,507080,50; 7240 6931,50-7033,50; nastro per lattoneria UNI EN 1172 CW 0.24 A-R 240 0,6 x1000 6678,50-6780,50. Ottone: lastra OT 67 cotto,CW506L UNI EN1652, mm 2000x1000x0,8 5838,50-5951,50; filo Cu Zn 37 UNI EN 12166 6096,50-6230,50; tubo OT 63 duro CW 508L UNI EN 12449, in verghe, mm 35x1 5952,50-6070,50; barra CW 614 UNI EN 12164, in verghe ø mm 25 4177,50-4427,50. Titanio: lamiera a caldo commerciale, non in lega mm 2000x1000x3 UNI 10258 22600-26600; barra tonda tornita ø mm 60 in lega UNI 10450 25100-29100; laminato sottile, commerciale non in lega UNI 10258 s=0,7-0,9 mm 23600-27600; tubi saldati non in lega, per condensatori e scambiatori UNI 10364 25x0,7 mm 31100-35100. Zinco: lastra da Zn 99,95 UNI EN 1179 2462,50-2512,50.

Rottami

Rottame di fili e cavi UNI 13920/3 1117,50-1217,50; rottame di alluminio non legato (99,50%) UNI 13920/2 1167,50-1267,50; rottame consistente di una sola lega da lavorazione plastica - UNI 13920/4 1207,501312,50; rottame consistente di due o più leghe da lavorazione plastica appartenente alla stessa serie UNI EN 13920/5 980-1080; rottame composto da lattine usate per bevande UNI 13920/10 - kg 730-780; rottame commisto di due o più leghe da lavorazione plastica UNI 13920/6 1127,501177,50; rottame in getti UNI EN 13920/7 1160-1210; rottame proveniente da processi di separazione dei residui non ferrosi frantumati UNI EN 13920/9 1230-1280; rottame di materiale non ferroso proveniente da processi di frantumazione destinati alla separazione dell'alluminio Uni EN 13920/8 365425; trucioli composti di una sola lega UNI EN 13920/12 1080-1145; trucioli composti da commisto di due o più leghe UNI EN 13920/13 10451095; rottame proveniente da imballaggi usati UNI EN 13920/14 165195; rottame proveniente da dealluminazione di imballaggi usati UNI EN 13920/15 300-350; residui di alluminio in in forma di schiumature, colaticci, granelle UNI 13920/16 165-345; rottame di alluminio, rame da radiatori UNI 13920/11 1997,50-2047,50. Nichel: rottami di nichel UNI EN 12861 4872,505372,50; rottami di anodi e catodi UNI EN 12861 4817,50-5317,50; rottami di cupronichel UNI EN 12861 S-Cu Ni10 Fe1 Mn 837,50-967,50; rottami di alpacca ALPA UNI 9980 1017,50-1122,50. Piombo: colaticci, schiume, ossidi, ceneri di piombo ex UNI 10434/5 35-55; rottami non in lega ex UNI 10434/1 1020-1045; rottame di guaine per cavi ex UNI 10434/3 980-995; rottame di leghe miste ex UNI 10434/4 880-895. Rame: spezzoni di cavo di rame costituiti da filo o spezzoni di cavo di rame ricoperti con gomma, plastica o altro; materiale, asportabile mediante lavorazione meccanica e provenienti sia da attività di produzione dei medesimi sia da; rottamazione per cessato utilizzo - (contenuto Cu da 30 a 70%) 1130-2875; elettrolitico di produzione UNI EN 12861-S-Cu-1-A 4540,50-4592,50; elettrolitico di recupero UNI EN 12861-S-Cu-2-A 4499,50-4551,50; di produzione di tubi, nastri ecc. UNI EN 12861-S-Cu-4 4458,50-4510,50; di filo smaltato UNI EN 12861-S-Cu-3-A 4337,50-4389,50; da recupero tubi, nastri UNI EN 12861-S-Cu-5 4336,504388,50; da recupero ritagli e filo bruciato 98,5% m/m UNI EN 12861-S-Cu-6 4285,50-4337,50; da recupero tubi, nastri ecc. 95,0% m/m UNI EN 12861-SCu-7 4184,50-4236,50; da recupero ritagli e fili bruciati 96% m/m UNI EN 12861-S-Cu-8 4033,50-4085,50; da recupero fili, lastre 92,0% m/m UNI EN 12861-S-Cu-9 3832,50-3884,50; granulato 99,90% UNI EN 12861-S-Cu-10-A 4491,50-4543,50; granulato 99,80% UNI EN 12861-S-Cu-10-B 4390,504442,50; granulato 98,50% UNI EN 12861-S-Cu-10-C 4289,504341,50; schiumature, colaticci e scaglie 40-140. Bronzo: binario allo stagno UNI 12861 S-Cu Sn 8 4950-5000; binario impuro UNI 10596/1 40504080; industriale UNI 10596/2 3750-3780; al piombo UNI 10596/3 36203650; meccanico pezzature a torniture UNI 10596/4 3600-3630; valvolame pezzature e torniture UNI 10596/5 3600-3630; all'alluminio di 1ª cat. UNI 10597/1 2450-2550; di 2ª cat. UNI 10597/2 2150-2250; schiumature, granelle e colaticci 50-280. Ottone: da produzione di semilavorati UNI EN 12861-S-CuZn-1-A Cu 63,5% 3300-3377; bossoli puliti UNI EN 12861-S-CuZn2 3522-3600; da produzione di semilavorati UNI EN 12861-S-CuZn-1-B Cu 62% 3199-32700; bossoletti puliti UNI EN 12861-S-CuZn-3 3321,503399,50; da produzione di semilavorati UNI EN 12861-S-CuZn-1-C Cu 59,5% 3099-3177; misto valvole /rubinetti UNI EN 12861-S-CuZn-6 2749-2827; vari 95% UNI EN 12861-S-CuZn-7 2549-2627; torniture al piombo UNI EN 12861S-CuZn-5-B 3022-3100; da barre al piombo UNI EN 12861-S-CuZn-4-B 3242,50-3320,50; schiumature, granelle, colaticci 50-250; da barre al piombo UNI EN 12861-S-CuZn-4-A 3292,50-3370,50; torniture al piombo UNI EN 12861-S-CuZn-5-A 3072-3150. Stagno: rottame non in lega UNI 10432/1 8272,50-8472,50; di leghe per saldatura UNI 10432/2 2142,50-2242,50; di leghe per saldatura di peltro UNI 10432/3 7437,50-7587,50; di leghe antifrizione UNI 10432/4 7742,50-7952,50; di leghe miste UNI 10432/5 2272,50-2422,50; colaticci, schiume, ossidi e ceneri UNI 10432/6 442,50602,50. Titanio: ritagli 1850-2850; sfridi o trucioli 18503350. Zinco: rottami non in lega UNI 14290 A.1.1, A.2.1 2000-2050; matte da zincatura a caldo UNI 14290 B.1 1700-1750; colaticci schiume e ceneri UNI 14290 B.2 30-80; polvere di zinco da zincatura UNI 14290 A.1.5 479,50554,50; rottami di leghe miste da getti frantumati UNI 14290 A.2.4 328,50378,50; di leghe da fonderia UNI 14290 A.1.2 792,50-872,50; rottame di leghe miste UNI 14290 A.2.2 572,50-647,50. Argento: sfridi e scarti da lavorazione e uso e leghe al kg. 405,50-412,70. Oro: sfridi e scarti da lavorazione ed uso e leghe al kg. 36540-37666. Platino: sfridi e scarti da lavorazione e uso al kg. 26205-26898. Palladio: sfridi e scarti da lavorazione e uso e leghe al kg. 20854-21175.

Rilevazione del 07/08/2015 . Contratti per merce franco cantina, Iva esclusa (prezzi al litro/¤).

Vini D.O.C.

Vini da tavola

Rosso da tavola (¤/l) I.G.T. (11-12 gr.) 0,70-0,80; comune (10,5-11,5 gr.) 0,50-0,70.

Vini in damigiane

Vini DOC - f.co cantina venditore (¤/l) Prod. 2013. Riesling O.P. 1,602; Pinot O.P. 1,80-2,10; Barbera O.P. 1,60-2; Croatina I.G.T. 1,50-2.

Vini in bottiglia

Vini DOC - f.co cantina produttore bottiglie (75 cl ¤/cad.) O.P.: Riesling 2,803,80; Pinot in bianco vivace 3,50-4; Cortese 2,50-3,50; Moscato vivace 3,504,20; Malvasia 2,50-3,50; Chardonnay 2,50-3,50; Barbera 3-4; Bonarda 3,505; Rosso 5-7; Buttafuoco 5-7; Sangue di Giuda 4-5; O.P. metodo classico DOCG 8-14; Pinot nero vinificato in bianco O.P. Martinotti 3,50-5; Pinot nero vinificato in rosa O.P. Martinotti 3,50-6.

Firenze La camera di Commercio e la Borsa merci di Firenze comunicano i seguenti prezzi validi dal 09/10/2015 al .. Prezzi in ¤.

Vini

Prezzi all'hl. per partite f.co produttore locale, gradazione e denominazione come da disciplinare, Iva escl. Chianti 2011 non quot.; 2012 180-230; 2013 170-220; 2014 98153. Chianti classico 2011 non quot.; 2012 250-285; 2013 250-295; 2014 200-242. Vino rosso prod. 2014 10-11 gr. non quot.; prod. 2014 11-12 gr. non quot.; prod. 2014 oltre 12 gr. non quot.. Rosso toscano prod. 2013 12 gr. non quot.; prod. 2014 12 gr. 58-83; Toscano bianco prod. 2014 gr. 11-12 6585; Toscano Sangiovese prod. 2013 oltre 12 gr. non quot.; prod. 2014 12 gr. 70-90.

Oli commestibili

Prod. locale prov. di Firenze, partite da produttore, f.co luogo produzione, a grossista. Olio extra vergine d'oliva atto a divenire I.G.P. toscano ac max 0,6% nuovo raccolto 2013/2014 non quot.; d'oliva atto a divenire I.G.P. toscano "Colline di Firenze" ac max 0,5% campagna 2013/2014 non quot.; d'oliva atto a divenire D.O.P. Chianti Classico ac.mass. 0,4% 2013/2014 non quot.; ac. max 0,8% non quot.. Extra vergine Puglia ac. mass. 0,8% camp. 2014/2015 50005500. Altre prov. naz. prezzi all'ingrosso, merce f.co arrivo in cisterna. Olio extra vergine d'oliva ac. max 0,8% Lazio camp. 2014/2015 non quot.; d'oliva ac. max 0,8% Sicilia camp. 2014/2015 5500-5700; d'oliva ac. max 0,8% Abruzzo camp. 2014/2015 non quot.. Prezzi da grossista importatore a grossista locale per merce in cisterna. Extra vergine d'oliva ac. max 0,8% prov. Grecia camp. 2014/2015 3800-3900; contingentato prov. Tunisia non quot.; prov. Spagna Borgas camp. 2014/2015 non quot.; altre prov. Spagna camp. 2014/2015 3900-4000; olio extravergine ol. ac. mas. 0,8% - Arbequino (E) camp. 2014/2015 non quot.. Olio d'oliva raffinato ac. max 0,50% in cisterna 3450-3500. Olio di sansa d'oliva raffinato ac. max 0,50% cist. 18001850; greggio bassa ac. 5/10% ad esano non quot.; ac. 10/15% ad esano 900950. Oli di semi in cisterna: soia raff. Convenzionale non quot.; arachide 14701480; girasole 950-960; mais 990-1000.

Montichiari Prezzi relativi al mercato del 09/10/2015. Iva esclusa.

Bovini

Da macello: vacche I qualità Frisona 0,90-1; II qual. 0,65-0,75; III qual. 0,50-0,60. Vitelloni Frisoni I qual. 24/30 mesi 1,35-1,45; fino 24 mesi 1,501,65; incroci nazionali I qual. 1,80-2. Manze Scottone Incroci Nazionali I qualità 1,80-2; scottone Nazionali I qualità fino a 30 mesi 1,10-1,20; oltre 30 mesi 0,95-1,05; Charollaise 2,46-2,56; Limousine 2,81-2,91; incrocio francese (bionde) 2,40-2,50. Vitelloni incr. franc. (biondi) 2,35-2,45; pezzato rosso 2,18-2,28; polacchi 2-2,10; Charollaise 2,45-2,55; Limousine 2,702,80. Femmine da ristallo Charollaise ed incroci kg.280-320 2,662,76; Limousine 2,87-2,97. Maschi da ristallo Limousine kg.300 3,013,11; Charollaise 2,83-2,93; da ristallo incroci Fr.(char. x aubrac) 2,832,93; da ristallo incroci Fr.(saler x char) 2,63-2,73; Limousine kg.400 2,692,79; Charollaise kg.400 2,59-2,69; Incroci Fr.(char x aubrac) kg.400 2,592,69; Incroci Fr.(saler x char) 2,54-2,64. Vitelli baliotti incroci nazionali/Blu Belga 50/60 kg. 3,20-4,20; baliotti nazionali I 56/60 1,70-1,90; 45/55 1,501,60; polacchi svezzamento 60 kg 3,30-3,50; da carne bianca Frisoni I 2,402,60; incroci extra 3,45-3,65; Simmenthal 3,10-3,30; polacchi P.N. I 2,803; polacchi P.N. II 2,45-2,65; incroci nazionali 3,35-3,55.

Equini

Puledri lattoni I qual. 2,05-2,15; II qual. 1,80-1,90. Sopranno 1,551,72. Muli-asini I qual. 1,20-1,28; II qual. 0,83-0,90. Cavalli da macello I qual. 1,83-1,97; II qual. non quot.; III qual. (magri) non quot..

Mortara Rilevazione del 09/10/2015. I prezzi si intendono per merce nuda posta nei luoghi di prod., pronta consegna, Iva esclusa (prezzi tonn./¤).

Cereali

Frumenti teneri naz. (umid.14%-imp. 2%). Frumento di forza non quot.; Panificabile superiore non quot.; Panificabile non quot.; Biscottiero non quot.; Altri usi 175-180. Granoturco nazionale ibrido (umid. base 14%) 163-168; (umid. base 30%) 115-125. Orzo tipo leggero (p.s. 58-61) non quot.; tipo pesante (p.s. oltre 62) 165-170. Semi di soia (umid.14%-imp. 2%) nazionali non quot..

Risoni e risi

Risoni: gruppo comuni: Balilla 280-305; Selenio 285-335. Gruppo semifini: Flipper-Alpe-Lido 260-285; Padano-Argo non quot.; Vialone Nano

510-530. Gruppo fini: S. Andrea 320-350; Loto 280-305; Dardo - Luna CL e similari 260-285; Augusto 290-320. Gruppo superfini: Thaibonnet 260280; Altre Indica 260-280; Arborio-Volano 500-530; Baldo 315-355; Roma 360-380; Carnaroli 570-600. Risi: Non parboiled: Carnaroli 14401490; Arborio 1250-1300; Roma 1000-1050; Baldo 950-1000; S.Andrea 950-1000; Ribe-Loto e similari 670-700; Thaibonnet 640-680; Vialone nano 1250-1300; Padano-Argo non quot.; Lido e similari 670-700; Originariosimilari 710-740. Parboiled: Baldo 1050-1100; Ribe 770-800; Thaibonnet 740-780. Sottoprodotti del riso: (merce sfusa) Risetto 250-300; Corpettone 340-345; Corpetto 330-335; Mezzagrana 280-335; Risina 280-310; Grana Verde 220-240; Farinaccio 160-170; Pula Vergine 114-115; Pula 94-95; Lolla di Parboiled 50-55; Lolla 40-50.

Padova Listino della CdC di Padova, rilevato il 09/10/2015.

Vini

Vini: prod. 2014 merce nuda alla cantina del produttore con grad. sup. a gradi 8,5. Al lt; Colli Euganei bianchi DOC non quot.; Colli Euganei Pinot bianco e Chardonnay DOC non quot.; Colli Euganei Serprino DOC non quot.; Colli Euganei Moscato DOC 1,05-1,20; Colli Euganei Fior d'Arancio DOCG 1,201,40; Colli Euganei Merlot e Rossi DOC non quot.; Colli Euganei Cabernet DOC non quot.; Friularo DOC Bagnoli 3,50-3,60; Friularo DOCG Bagnoli 2,903,20; Prosecco DOC 1,60-1,70; Glera IGT Veneto 0,80-0,90; Pinot grigio IGT Veneto 0,95-1,05; Moscato IGT Veneto 0,85-0,95; Raboso IGT Veneto. All'ettogrado non quot.; Merlot ( gr 10-12 ) IGT Veneto 5-5,50; Cabernet (gradi 11-12) IGT Veneto non quot.; Vino rosso 4-4,50; Vino bianco 3,50-3,80; Rosso ( gr 10-12 ) IGT Veneto 4,50-5; Bianco ( gr 10-12 ) IGT Veneto 4-4,50; Pinot bianco IGT Veneto 7,50-8; Chardonnay IGT Veneto 7,30-7,80; Verduzzo IGT Veneto 5-5,80; Mosto concentrato rettificato (franco arrivo). Al gr. Brix x 0,6 3-3,20.

Parma Prezzi rilevati il 09/10/2015 merce f.co Parma. Iva esclusa, prezzi in ¤.

Conserve vegetali

Derivati del pomodoro ; Triplo concentrato A - mercato naz. (res. refratt. min. 36%): fusti sterili o sim., p. netto il kg. 1,06-1,17; barattoli di marca 1/2 kg. nom. cad. 0,79-0,83; barattoli di marca 5/1 kg. nom. cad. 5,43-5,68; tubetti di marca 100 g. p. netto cad. 0,36-0,40; tubetti di marca 185 g. p. netto cad. 0,480,53; tubetti di marca 200 g. p. netto cad. 0,49-0,54; tubetti di marca 280 g. p. netto cad. 0,74-0,89. Doppio concentrato A - Mercato naz. (res. refratt. min. 28%): in fusti sterili o similari, peso netto CB kg 0,83-0,88; peso netto HB kg. 0,84-0,90; in sacchi sterili peso netto 10 kg. cad. 10,48-10,75; 20 kg. cad. 2021,75; barattoli di marca (nom) kg. 1/5 cad. 0,29-0,32; 1/2 kg. cad. 0,690,76; 4/4 kg. cad. 1,32-1,40; 5/2 kg. cad. 2,71-2,92; 3/1 kg. cad. 3,133,40; 5/1 kg. nominale CB cad. 4,86-5,14; 5/1 kg. nominale HB cad. 5,255,67; tubetti di marca 130 g. p. netto cad. 0,38-0,42; tubetti di marca 150 g. p. netto cad. 0,39-0,43; tubetti di marca 200 g. p. netto cad. 0,44-0,48. Semplice concentrato (r.r. min.18%) Esportaz.: fusti sterili e sim. p. netto HB 0,590,65. Semiconcentrato (passata): in scatole 3/1 kg. nominale cad. 1,461,62; bottiglie 700 gr. p. netto cad. 0,45-0,52; in sacchi sterili da 20kg 9,1210,29; in fusti sterili o similari residuo refrattometrico 8% 0,43-0,49; in fusti o similari residuo refrattometrico min. 12%-14% 0,48-0,55. Pizza sauce 12% 14% in fusti sterili o similari 0,50-0,55; in barattoli da marca da 5/1 kg numinali 2,84-3,04. Polpa di pomodoro (pomodori triturati) (resid.refratt.min. 5%) fusti sterili e sim. p. netto 0,44-0,49; 10 kg 5,29-5,74; 15 kg 7,848,39; barattoli di marca (nom) 1/2 kg cad. 0,38-0,42; 4/4 kg cad. 0,630,70; 3/1 kg cad. 1,38-1,62; 5/1 kg 2,31-2,54. Polpa di pomodoro cubettata : 10/14 in fusti sterili e similari, p. netto kg. 0,47-0,51; 16/20 in fusti sterili e similari , p. netto kg. 0,48-0,52. Residui del pomodoro Bucce, semi e cellulosa: umidita 10% circa 0,41-0,46.

Foraggi

Fieno Fieno di erba medica o prato stabile I taglio pressato 2014 70-80; di erba medica II/III taglio pressato 2014 80-90; di prato stabile II/III taglio pressato 2014 non quot.; Fieno di erba medica o prato stabile I taglio pressato 2015 55-65. Paglia di frumento pressata 2015 45-55.

Granaglie

Frumento biologico 426-436; fino (peso non inferirore a 80kg) 273278; buono mercantile (non inferiore a 78kg) 268-272; mercantile (non inferiore a 76kg) non quot.; altri usi non quot.; tenero nazionale biologico 315325; speciale di forza peso 80 201-207; speciale peso 79 183-189; fino peso 78/79 170-173; buono merc.75/76 167-170; mercantile 73/74 non quot.; altri usi non quot.. Granoturco nazionale 152-156; estero nazionalizzato non quot.. Orzo nazionale peso per hl da 55 kg a 57 kg 156158; peso per hl da 60 kg a 62 kg 161-163; peso per hl da 63 kg a 64 kg 165167; peso per hl da 67 kg e oltre 167-172; estero pesante 184185. Avena nazionale non quot.; estera pesante non quot.. Farina di frumento tenero con caratt. di legge tipo 00 418-438; tipo 0 408-418; con caratt. sup. minimo legge tipo 00 563-568; tipo 0 553-558. Crusca di tenero in sacchi 179180; rinfusa 139-140.

Caseari

Zangolato di creme fresche per burrificazione euro/kg 1,27; Siero di latte residuato della lavoraz. Del formaggio grana, per uso zootecnico 1,902,70; raffreddato per uso industriale 5,75-7,75; Parmigiano-Reggiano fra 0-1 per lotti di partita: produzione minimo 30 mesi e oltre 9,85-10,10; produzione minimo 24 mesi e oltre 8,45-8,80; produzione minimo 18 mesi e oltre 7,958,35; produzione minimo 12 mesi e oltre 7,40-7,75.

Salumi e grassine

Da produttore a distributore all'ingrosso. Prezzi f.co stabilimento produttore (stagionatore), pronti consegna e pagamento, kg/¤. Prosciutto "di Parma" con osso per lotti selezionati con 16 mesi e oltre di stagionatura da 9 a 11 kg 11-12,30; alla produzione per partite intere inferiore a 9 kg 8-8,25; da 9 a 11 kg 8,30-8,85. Prosciutto crudo nazionale stagionato con osso per lotti selezionati inferiore a 9 kg 5,80-6,10; da 9 kg e oltre 6,106,50. Prosciutto crudo con osso inferiore a 8 kg 4,10-4,50; da 8 kg e oltre 4,604,95. Salame di Felino IGP 10,10-12,10. Coppa di Parma IGP 99,30. Pancetta di Parma c.c. stagionata 6,60-7,10.

Carni fresche suine

Grassine per merce f.co arrivo stabilimento di stagionatura pagamento vista

fattura. Prosciutto per crudo "Parma" coscia refilata 11/13 kg (peso medio 12 kg) 3,95; 13/16 kg (peso medio 14,5 kg) 4,45; da sale 10/12 kg (peso medio 11 kg) 2,85; da sale superiore a 12 kg 3,55; Coppa da macelleria disossata peso inferiore a 2,7 kg 4,05; per salagione rifilata peso oltre 2,7 kg 4,05. Lombo taglio Modena 4,50. Spalla disossata 2,80. Trito da salame 3,47. Gola con cotenna e con magro 1,33. Pancetta squadrata 2,58. Pancettone con cotenna e bronza 1,40. Lardello con cotenna da lavorazione 0,85. Lardo spess. cm 3 e più 2,10; da sale spessore cm 4 e più 3,80.

Suini

Consegna sul luogo. Suini d'allevamento, tara d'uso (quest'ultima esclusa per i lattonzoli). Suini d'allevamento a peso vivo il kg: 15 kg 3,62; 25 kg 2,50; 30 kg 2,19; 40 kg 1,86; 50 kg 1,62; 65 kg 1,52; 80 kg 1,44; 100 kg 1,41. Da macello: grassi da 130/144 kg 1,34; 144/156 kg 1,38; 156/176 kg 1,43; 176/180 kg 1,43; 180/185 kg 1,41; oltre 185 kg 1,37; oltre 195 kg pes. oltre 12 mesi non quot.. Scrofe da macello: I qualità 0,60; II qualità 0,48.

Carni grassine

Grassine per merce f.co arrivo stabilimento di stagionatura pagamento vista fattura. Grasso da fusione la tonn. 215. Strutto grezzo in cisterna 646; raffinato deodorato in cisterna 986; raffinato deodorato in cartoni da 25 kg 1116; raffinato deodorato in vaschette da 1 kg 1766.

Udine Listino della C.d.C. di Udine rilevato il 09/10/2015. Prezzi in ¤.

Cereali

Prezzi da produttore a commerciante o industriale, f.co autocarro partenza, min. 250 q.li, merce nuda pronta consegna e pagamento per tonn., Iva escl. Frumento tenero locale buono mercantile 14% ps 77/78 175177; mercantile ps 70/75 168-171; Mais loc. in granella ibrido giallo a stagione um. 14% 159-161; uso energetico 121-126; Soia nazionale (umidità 14%, impurità 2%) 323-328. Orzo naz. vestito (um. 14% p.s 60/65) 164169. Farine Manitoba tipo "0" 640-642; di grano tenero ad alto tenore di glutine con caratt. max di legge: tipo "00" 540-542; tipo "0" 508-513; di frumento in sacchetti tipo "00" 720-730; bramata gialla 485-490; bramata bianca 635-640; fioretto gialla 485-490; bramata gialla conf. sacchetti 1 kg. 615-620; bianca 735-740; farinetta per uso zootecnico rinfusa 123125; spezzato di granone naz. 239-241. Cruscami di frumento, part. molino, 30-50 q.li, Iva esclusa: crusca sfusa di tenero 146-147; sacco carta 191192; farinaccio sfuso 197-198; sacco carta 243-244.

Voghera Rilevazione del 18/09/2015

Cereali

Frumenti: merce nuda, posta nei luoghi di produzione, pronta consegna, Iva esclusa tonn/¤. Grano tenero (um. 14%, imp. 2%): varietà di forza 225-260; panificabile sup. 205-212; panificabile 180-185; biscottiero 175-178; altri usi non quot.. Grano duro: fino 295-300; mercantile 285-293. Sorgo Nazionale : sorgo per uso zootecnico non quot.; Granoturco naz. ibrido (umid. base 14% spezz.4%) 157-163; Orzo per uso zootecnico leggero non quot.; pesante 147152. Soia in granella non quot.. Pisello proteico non quot..

Farine

Contratti per merce f.co magazzino acquirente, in sacchi di carta, Iva esclusa. Farina per panificazione ad alto tenore di glutine: Tipo 00 (W 380-430) 595620; (280-330 W) 485-510; (180-200 W) 405-425. Cascami di frumento tenero (merce sfusa): farinaccio 158-161; tritello 113-114; crusca e cruschello 110-111; germe di grano non quot.. Cascami di frumento tenero (sacchi carta): farinaccio 225-226; tritello 185-187; crusca e cruschello 183184; germe di grano non quot..

Foraggi e paglia

Fieno maggengo di erba medica 80-100; seconda scelta non quot.; agostano di erba medica 110-120; terzuolo di erba medica 120-130; loietto 7075. Paglia pressata in balle quadrate 70-80; pressata in rotoballe 60-70.

Verona Prezzi in ¤ rilevati il 09/10/2015 dalla C.d.C. di Verona.

Pollame e uova

I prezzi degli animali da cortile s'intendono a peso vivo, al kg., e quelli delle uova a unità e compreso imballaggio, nella fase di scambio da produttore a commerciante grossista, sul luogo di produzione, pronta consegna e pagamento, Iva escl. Polli allev. intensivo a terra pesanti bianchi 1,15-1,17; pigmentazione gialla leggeri 1,11-1,13; pesanti 1,15-1,17. Galline a terra medie 0,380,40; pesanti 0,35-0,39; in batteria livornesi 0,26-0,28; leggere 0,380,40; medie 0,40-0,42. Oche non quot.. Anatre mute femmine 2,302,34; maschi pesanti da taglio 2,30-2,34. Faraone allev. trad. 2,052,09; Tacchine mini 3,5/4,2 kg. non quot.; medie 4,5/5,5 non quot.. Tacchini pesanti femmine 1,45-1,47; maschi 1,45-1,47. Capponi allev. tradiz. non quot.. Galletti golden comet 2,60-2,64; livornesi 2,75-2,79; altri 2,50-2,54. Conigli allev. naz. fino kg. 2,5 non quot.; oltre non quot.. Uova cat. A fresche, selezionate (Reg. CEE 1511/96) per 100 pezzi: XL oltre 73 gr 14; L 63/72 gr. 11,40; M 53/62 gr. 10,50; S meno di 53 gr. 9,70.

Pollame macellato

Polli Nazionale, fresco, classe A medi e pesanti 2-2,10; super pesanti 22,10; a busto rosticceria da gr 1000; gr 1100; gr 1200 2,35-2,45; a busto 2,152,25. Galli golden comet tradiz. 3,70-3,80; livornesi tradiz. 4,204,30. Galline tradiz. medie 1,80-1,90; pesanti 1,70-1,80; eviscerate senza frattaglie pesanti 1,70-1,80; leggere 1,80-1,90. Faraone tradiz. 3,353,45. Tacchine eviscerate senza frattaglie 2,35-2,45. Tacchini eviscerati senza frattaglie 2,35-2,45. Anitre femmine tradiz. 4-4,10; eviscerate senza frattaglie 4,90-5. Parti di pollo: petti con forcella 4,80-4,95; cosciotti 1,851,95; ali non separate 1,70-1,75. Parti di tacchina: fesa 5,50-5,60; cosce 2,402,45; ali 1,60-1,70. Parti di tacchino: fesa 5,50-5,60; cosce 2,30-2,35; ali 1,60-1,70. Conigli macellati freschi nazionali 5,35-5,45.

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Mondo

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

AFP

Medio Oriente. Sei palestinesi uccisi nella protesta al confine tra la Striscia e Israele, un altro a Hebron

I PREMIATI

Venerdì di scontri a Gaza Hamas invoca l’intifada

Manifestazioni di solidarietà con la rivolta in Cisgiordania di Ugo Tramballi

È

stato uno di quei venerdì da Intifada, anche se gli esperti non sanno come definire questa nuova rivolta araba. Morti, feriti, accoltellamenti, sparatorie e manifestazioni nelle zone palestinesi e dentro Israele, in luoghi diversi e lontani fra loro. L’episodio più grave è accaduto al confine tra la Striscia di Gaza e Israele. Circa 200 palestinesi si sono avvicinati ai reticolati per sostenere la rivolta in Cisgiordania. Dopo alcuni colpi di avvertimento, gli israeliani hanno sparato sui manifestanti uccidendo 6 palestinesi e ferendone una sessantina. Ismail Haniyeh, il primo ministro di Hamas a Gaza, incita alla mobilitazione generale, tentando di cavalcare la rivolta, esplosa dal basso come nelle due precedenti intifade. Anche questa volta sia l’Autorità palestinese della Cisgiordania che quella di Hamas nella Striscia di Gaza, sono stati colti di sorpresa. In nome di uno Stato per i palestinesi e della sopravvivenza di Israele - anche se l’uno e l’altro sono spesso stati solo un pretesto - sono state combattute molte guerre mediorientali. Una generazione dopo l’altra, eserciti, milizie, organizzazioni terroristiche, diplomazie, potenze regionali e globali si sono confrontate, raramente trovandosi d’accordo. Ma il conflitto fra israeliani e palestinesi è sempre stato una guerra fra due popoli: due risorgimenti nazionali, due gruppi etnici e religiosi. Ed è a questo che la Terra Santa è tornata, alla faida. Perché quando

i risorgimenti e le sette non trovano uno sbocco politico, non resta che la faida: gente normale palestinese accoltella gente normale israeliana, e viceversa. Nella Cisgiordania occupata, a Gerusalemme, in mezzo alla gente, alla fermata di un autobus, nell’ora della preghiera; a Tel Aviv nella sua modernità tecnologica spiritualmente così lontana dal conflitto ma geograficamente così vicina; perfino nel Negev dove un israeliano ha compiuto la sua vendetta tribale accoltellando quattro arabi: anche se due di loro non erano palestinesi ma beduini, cittadini d’Israele. Ogni angolo di strada può essere un piccolo campo di battaglia, ogni passante che non appartenga alla stessa setta può essere il nemico. Giovedì sera la conferenza stampa indetta da Bibi Netanyahu, il primo ministro, sembrava un consiglio di guerra: accanto a lui c’erano uomini dell’intelligence e militari. Posti di blocco, operazioni e arresti preventivi nei territori palestinesi, agenti infiltrati nel campi profughi, distruzione di case palestinesi. Il menù era quello tradizionale, la risposta militare quasi sempre data alla necessità di sicurezza. In un Paese di uomini e donne in armi, il sindaco di Gerusalemme ha invitato i suoi concittadini a girare sempre armati. Perfino Netanyahu ha ammesso che a questa faida che lui ha chiamato terrorismo, le risposte militari sono limitate e dal risultato incerto. A meno che non si rada al suolo la Cisgiordania – a Gaza è stato fatto ma non ha smesso di essere un problema – non c’è modo di fer-

REUTERS

Rivolta. I disordini a Gerusalemme

L’ANALISI

Il Medio Oriente tra Siria, Intifada e i gelsomini di Tunisi In Siria la guerra si è intensificata dopo la discesa in campo della Russia; l’Intifada si è riaccesa con il suo tributo di sangue, ma dalla Tunisia, dove il Quartetto per il dialogo nazionale ha ricevuto il Nobel per la Pace, giunge un importante segnale di speranza. Il commento di Alberto Negri

mare i “cani sciolti” che colpiscono chiunque e ovunque. Forse anche il primo ministro israeliano incomincia a capire che il presidente dell’Autorità palestinese Abu Mazen, pur con tutti i suoi limiti, è un interlocutore. Dopo averlo ignorato e delegittimato per anni, le proteste giovanili palestinesi e le aggressioni di queste settimane dimostrano che oltre Abu Mazen c’è solo un crescente radicalismo palestinese. Il terrorismo qaidista e del califfato non è ancora arrivato in Israele e Palestina, ma cresce tutto attorno. Se non gli uomini e le armi, le idee radicali penetrano oltre le frontiere più munite. Il muro elevato dagli israeliani ferma i kamikaze imbottiti di tritolo, ma non c’è casa che non abbia un oggetto contundente, non esiste cucina senza coltelli. È una banale e prevedibile legge del contrappasso. Gli israeliani hanno il coltello politico dalla parte del manico: loro hanno sempre determinato il destino dei palestinesi, fissato calendari e contenuti del negoziato di pace quando c’era; hanno sempre avuto la forza d’imporre le loro priorità, ignorando quelle palestinesi. Tutto si può dire di questo conflitto secolare, nel quale ognuna delle parti ha avuto il tempo di accumulare colpe. Ma in questa storia non è nemmeno difficile individuare l’occupante e l’occupato. Privi del controllo politico riguardo al loro futuro, ai palestinesi non è rimasto che prendere dalla parte del manico il coltello vero e proprio. Non serve per vincere le guerre ma testimonia una disperazione senza limiti.

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La transizione riuscita. La conferenza stampa dei rappresentanti del Quartetto per il dialogo nazionale

Un Nobel per quattro  Il Nobel per la Pace è stato assegnato al Quartetto per il dialogo nazionale in Tunisia, artefice di una transizione “normale” della Primavera araba che ha portato a un governo di unità nazionale tra Ennahda, vicina ai Fratelli musulmani e una forza politica più laica, Nidaa. Nella foto, da sinistra a destra, i capofila del quartetto: Wided Bouchamaoui, presidente della confederazione dell’industria e del commercio; Houcine Abassi, segretario del sindacato generale; Abdessattar ben Moussa, presidente della Lega dei diritti umani; Mohamed Fadhel Mahmoud, presidente dell’ordine degli avvocati. Già l’anno scorso erano andati molto vicini al riconoscimento.

Il Nobel per la Pace. Il riconoscimento è andato al Quartetto per il dialogo nazionale

Un premio alla Tunisia della speranza di Roberto Bongiorni

S

e la Tunisia è oggi il solo Paese travolto dalla primavera araba ad aver realizzato una transizione democratica credibile e trasparente - tanto da meritarsi nel 2014 la menzione di “paese dell’anno” dall’Economist - il merito è anche del Quartetto per il dialogo nazionale in Tunisia . Alla tenacia con cui, nell’ombra, gli operatori di queste quattro organizzazioni che a prima vista avrebbero poco in comune (il sindacato generale tunisino, la confederazione industriale e del commercio, la lega dei diritti umani e l’ordine degli avvocati )si sono battuti per la salvaguardia della democrazia in un momento in cui la società tunisina rischiava di andare in pezzi. Ancora una volta il Nobel per la pace sconfessa ogni previsione. Il Quartetto (che nel 2014 aveva mancato di un soffio il premio) si è affermato su personaggi ben più blasonati e noti: il cancelliere tedesco Angela Merkel, Papa Francesco, attivisti già pluripremiati in passato.La motivazione con cui il Comitato del Nobel ha assegnato il premio è azzeccata: è un premio «per il suo decisivo contributo alla costruzione di una democrazia pluralista in Tunisia alla luce della “rivoluzione dei gelsomini” (nel gennaio 2011, ndr)».

E allora torniamo indietro di quasi cinque anni. È il 17 dicembre 2014, quando il 26enne Mohamed Bouazizi, venditore ambulante, si vede sequestrare dai poliziotti carretto e bilancia e si dà fuoco per protesta davanti al governatorato. Esasperata, la gente si riversa in strada a di-

CHI SONO

Una parte importante della società civile: le imprese, il sindacato, l’ordine degli avvocati e la lega per i diritti dell’uomo IL PAESE MODELLO

Nonostante la minaccia terroristica, la Primavera tunisina ha avuto un esito positivo con un governo di unità nazionale mostrare. Il presidente Zine Ben Ali, al potere da 21 anni, prima cerca di stroncare le rivolte, poi vacilla, infine, il 14 gennaio, fugge. Le rivolte dilagano: pochi giorni dopo scoppiano in Egitto, poi in Libia. In marzo è la volta di Siria e Yemen. Ma al di là della Tunisia la primavera araba è divenuta sinonimo di Stati falliti, in molti casi dilaniati da guerre civili, come in Siria, in Yemen e

in parte ancora in Libia. O ha riportato al potere un uomo dell’esercito che governa con il pugno di ferro, come in Egitto. Pur tra molte difficoltà - tra cui la minaccia del terrorismo e la crisi economica – la Tunisia è stata presa come modello dal mondo intero. È grazie anche al contributo del Quartetto se, nel 2014, viene creata un’importante Costituzione liberale, dove alla donna è riconosciuto un ruolo sociale che in altro paesi arabi è solo un miraggio. Una Carta che, pur rispettando l’identità islamica del Paese, stabilisce la parità tra uomo e donna in ogni aspetto della vita politica e sociale. E da inizio anno il Paese si trova con un Governo di unità dove gli esponenti del movimento islamico Ennahda (vicino ai Fratelli musulmani) siedono a fianco dei “laici” di Nidaa Tunis (i vincitori delle ultime elezioni) e di partiti di sinistra. «Questo dimostra che il dialogo è la sola strada da percorrere per risolvere una crisi, non le armi», ha commentato Abdessattar Ben Moussa, il presidente della Lega per i diritti umani. Il Quartetto nasce nel 2013, un anno che ha segnato una svolta nel periodo post-rivoluzione. Quando vengono assassinati due leader politici di primo piano: in febbraio Choukri Belaid, leader del Fronte laico, in luglio Mohamed Brahmi, leader del

partito di opposizione di sinistra “Corrente popolare”. I sospetti cadono subito sui gruppi estremisti. Ennhada viene accusata di aver fatto troppo poco per tenerli a freno. I gruppi salafiti, come Ansar el-Sharia, approfittano del vuoto di potere ed escono allo scoperto. Occupano le università, si impadroniscono di quartieri periferici della capitale. Nell’ombra anche i jihadisti guadagnano terreno, e si approfittato del caos libico per organizzarsi e armarsi. E non è un caso se la Tunisia diviene presto un serbatoio della Jihad, guadagnandosi un triste primato: il paese con più aspiranti jihadisti partiti in Siria e in Iraq per unirsi alle file dell’Isis (almeno 3mila) . Ma la società tunisina non ci sta. Subito dopo i due attentati politici la popolazione del più “secolare” dei Paesi arabi scende unita in piazza. Gli operatori del Quartetto contribuiscono a persuadere Ennahda a dare le dimissioni e formare un governo di unità, che spianerà la strada alle elezioni del 2014. La Tunisia, grazie anche a questi tenaci operatori di pace è riuscita a restare unita. Come durante i gravissimi attacchi terroristici contro i turisti stranieri avvenuti nel 2015,al museo del Bardo, a Tunisi, e poi sulla spiaggia di Sousse. E non è poco. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Proposta Onu. L’inviato Leon consegna una lista di nomi con ripartizione delle poltrone su base territoriale

Libia, prima intesa sul governo unitario Gerardo Pelosi ROMA

pNasce in mezzo a mille diffi-

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coltà (ma è già un piccolo successo) l’accordo raggiunto nella notte tra giovedì e venerdì a Skhirat, in Marocco, per la creazione di un Governo di unità nazionale in Libia, premessa essenziale per una risoluzione delle Nazioni Unite che consenta la creazione di una forza di stabilizzazione a guida italiana. L’inviato dell'Onu, Bernardino Leon, dopo quasi un anno di trattative è riuscito a far sedere allo stesso tavolo tutte le parti in gioco a cominciare dal Congresso di Tripoli, il Parlamento di Tobruk e i misuratini ottenendo da loro un consenso di massima su un’ipotesi di accordo che disegna i nuovi vertici di Governo su una base di rappresentanza più territoriale che politico-religiosa. L’accordo dovrà ora essere ratificato dalle parti entro il 20 ottobre, data di fine mandato del Parlamento di Tobruk. Il Consiglio presidenziale pro-

La guerra in Siria

Gli Usa bloccano l’addestramento di nuovi ribelli Gli Stati Uniti hanno bloccato il programm a di addestramento di nuove formazioni di ribelli in Siria, per concentrarsi su gruppi selezionati. Malgrado l’avvio dell’offensiva russa, l’Isis è all’attacco intorno ad Aleppo, dove ieri è stato eliminato un generale delle Guardie Rivoluzionarie iraniane in lotta a fianco dell’esercito di Assad, nella foto. (Su www.ilsole24ore.com articolo di Marco Valsania)

posto dall’accordo sarà formato da sei personalità e guidato dal premier Fayez Sarraj, 55 annni, rappresentante nel Parlamento di Tobruk. Del Consiglio faranno parte tre vicepremier: Ahmed Meitig, uomo d’affari di Misurata, molto vicino all’Italia; Fathi

STRADA IN SALITA

Primi commenti negativi da Tripoli e Tobruk Via libera delle Nazioni Unite alle operazioni Ue contro gli scafisti Mejbari, ministro dell'Istruzione del governo di Tobruk di Abdullah al-Thani e Musa Kuni (già esponente dei pretoriani Tuareg di Gheddafi). Si tratta di rappresentanti dell’Ovest, dell’Est e del Sud della Libia. Del Consiglio faranno anche parte due ministri “senior”: Omar Aswad, di Zintan, e Mohammed Ammari, membro del Gnc di Tripoli. Si tratta di una

“squadra” i cui voti, secondo Leon, dovrebbero avere lo stesso valore nelle prime votazioni. Oltre ai sei uomini del vertici Leon ha indicato 17 nomi come possibili esponenti del Governo. Vi sono anche due donne: Amal Hajj, nata a Tripoli, attivista per i diritti civili, candidata a premier sostenuta dal Gnc e Iman Ben Yunis, nata a Bengasi, consigliera nel lavoro di raccolta delle leggi libiche e arabe. Il responsabile per la sicurezza nazionale, Fathi Bashagha, dovrebbe sostituire il generale Khalifa Haftar di Tobruk e che, ai tempi della rivolta anti-Gheddafi, era il portavoce delle milizie di Misurata. Unico rammarico per Leon non essere riuscito a creare una effettiva variabile politica oltre che territoriale. La parte di Tripoli è uscita con le ossa rotte anche a causa delle divisioni interne e nonostante gli sforzi dell’Italia per riportarne i rappresentanti al tavolo in alcune delicate fasi del negoziato. Molto contrariati dall’esito del nego-

ziato gli esponenti della Turchia e del Qatar che avrebbero voluto per Tripoli una quota di potere ben più ampia. Soddisfatti, invece, gli egiziani che vedono confermato il rapporto con Tobruk in funzione di lotta all’Isis. Solo una volta che sarà formato il nuovo Governo potrà chiedere un intervento Onu che già ha deciso, nel frattempo, di contrastare gli scafisti in alto mare. L’Italia è pronta a inviare sul territorio libico una forza di stabilizzazione molto flessibile (prima Tripoli, poi anche altre città) che non dovrebbe superare i 500 uomini per addestrare le forze locali, combattere il traffico di esseri umani e garantire il buon funzionamento delle nuove istituzioni. Soddisfatto per l’esito del negoziato il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni che ha auspicato la firma dell’accordo. Pieno appoggio all’accordo anche da parte dell’Alto rappresentante per la politica estera e di difesa della Ue, Federica Mogherini. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Luigi Caiazza u pagina 16

Rientro dei capitali. Resta valido il rinvio al 30 dicembre per integrare e documentare tutte le istanze

Il Governo conferma la proroga «lunga» MILANO

p«Il Governo e l’amministra-

zione finanziaria non hanno nessun dubbio sul fatto che tutte le istanze di voluntary disclosure, sia le nuove sia le vecchie, possano essere integrate entro il 30 dicembre. E che entro lo stesso termine possa essere depositata la relazione illustrativa. Il testo di legge è chiaro in questo senso». Mentre al Senato scadeva il termine (ore 18) per la presentazione degli emendamenti al disegno di legge di conversione del Dl 153/15, il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti ha precisato al Sole 24 Ore quanto già dichiarato giovedì in rappre-

sentanza dell’Esecutivo nella sua replica alla commissione Finanze del Senato. «Si tratta di atti parlamentari nei quali abbiamo voluto lasciare traccia - aggiunge Zanetti - di quella che è la volontà del Governo per cui non riteniamo che sul punto specifico ci sia la necessità di far approvare un emendamento. Martedì alla ripresa dei lavori esaminere-

IN SENATO

In commissione Finanze depositati 31 emendamenti al disegno di legge di conversione del decreto legge 153/15

mo le proposte di modifica depositate e decideremo il da farsi». A Palazzo Madama, in commissione Finanze, ieri sono stati formalizzati 31 emendamenti. Sette quelli di Conservatori e Riformisti, cinque dalla Lega, quattro da Gal, tre dal M5S, due di Forza Italia e uno dal gruppo Misto. I più numerosi li ha presentati il Pd (nove) ma in ogni caso non sul punto “incriminato”, come conferma il relatore Gianluca Rossi: «Anche per noi il dubbio nato dalla relazione al Dl 135 è risolto e abbiamo voluto che il sottosegretario Zanetti lo sottolineasse in modo ufficiale durante la sua audizione in

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commissione». In effetti, l’articolo 2 del Dl 153 definisce un termine lungo per tutte le istanze e consente a tutti, incluso chi ha presentato domanda di collaborazione volontaria prima del 30 settembre, di depositare l’integrativa e la relazione illustrativa entro il 30 dicembre 2015. Tuttavia dalla relazione tecnica al provvedimento emergeva una interpretazione più restrittiva, in base alla quale venivano concessi appena 30 giorni dal deposito della prima istanza per l’integrazione dei documenti e per la redazione della relazione illustrativa a chi avesse già de-

positato l’istanza. Intanto continua a crescere il numero delle domande e il gettito derivante dall’operazione di rientro dei capitali. Giovedì il viceministro Luigi Casero, nel question time in commissione Finanze della Camera, ha ufficializzato che al 30 settembre scorso, giorno della chiusura originario della voluntary disclosure, sono pervenute all’agenzia delle Entrate 63.251 domande. Casero ritiene che «utilizzando aliquote medie cautelative, il gettito derivante dalle istanze di collaborazione volontaria presentate fino al 30 settembre 2015 possa ammontare a circa 1,9 mi-

liardi di euro per imposte, interessi, sanzioni e contributi previdenziali». Si tratta peraltro di una fotografia assolutamente parziale, in quanto non solo le domande dovrebbero nel frattempo aver già superato quota 75mila, ma potrebbero a breve oltrepassare la soglia delle 100mila, con un’impennata delle entrate in quanto dopo i chiarimenti normativi intervenuti, specie in tema di raddoppio dei termini, e con un clima internazionale sempre meno favorevole all’espatrio illegale dei capitali (si veda l’articolo in basso), alla porta degli intermediari in queste settimane stanno suonando, a differenza della prima fase della regolarizzazione, i detentori dei grandi patrimoni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Alle pagine 14 e 15 La seconda puntata della Guida alla voluntary disclosure

Il dossier Beps. Il progetto Ocse per contrastare perdite nelle entrate erariali stimate in 100-240 miliardi di dollari l’anno

Dal G20 il piano anti-elusione fiscale

Padoan: una pietra miliare; lo scambio di informazioni ha reso possibile la disclosure Alessandro Merli LIMA. Dal nostro inviato

pVia libera dei ministri del G-

20 alla riforma delle norme fiscali internazionali per contrastare l'evasione fiscale da parte delle multinazionali, il pacchetto cosiddetto Beps (erosione della base imponibile e spostamento dei profitti), elaborato dall'Ocse. Dopo l'ultimo atto formale, l'approvazione da parte del vertice dei capi di Stato e di Governo in Turchia a novembre, l'attenzione si sposta ora sull'attuazione delle 15 aree di intervento, come ha detto il segretario generale dell'Ocse, Angel Gurria. I Venti si sono impegnati anche a un monitoraggio, condotto dall'Ocse, per mandare avanti il

L’IMPEGNO

I Paesi d’accordo per una rapida implementazione delle 15 aree di intervento progetto, che serve a contrastare una perdita di entrate fiscali stimata in 100-240 miliardi di dollari l'anno, fra il 4 e il 10% delle entrate derivanti dalla tassazione sulle imprese. Il progetto Beps è una pietra miliare, ha detto il ministro dell'Economia italiano, Pier Carlo Padoan, in una conferenza stampa in cui tutti i ministri dei principali Paesi sono intervenuti insieme dal podio a sottolineare l'importanza dell'iniziativa, perché servirà a cambiare il rapporto delle amministrazioni fiscali con i contribuenti, così come altri accordi internazionali, come lo scambio automatico di informazioni fra Paesi. Padoan ha ricordato il caso, per l'Italia, della voluntary disclosure, la procedura per l'emersione dei capitali. Il gettito calcolato a fine settembre, pari a 2 miliardi di euro, ha consentito, ha ricordato successivamente il ministro, «di eliminare clausole di salvaguardia relative all'anno in corso, che erano pendenti. Questo è un risultato importante e positivo». Il ministro ha affermato però che «i conti si tireranno alla fine», dato che i termini entro i quali i contribuenti possono presentare le istanze sono stati estesi. La voluntary disclosure da so-

la non basta, ha aggiunto Padoan: «Bisogna che sia calata in un contesto nel quale i soggetti privati percepiscano un cambiamento di regole e di implementazione. Questa interazione tra azione nazionale e clima e nuove regole internazionali è quello che fa la differenza. L'Ecofin ha approvato il tax ruling due o tre giorni fa, quindi ci stiamo muovendo verso un regime nel quale sarà più facile applicare le regole trasparenti, abbattere l'evasione fiscale. Sicuramente questo risultato del G20 ha un impatto molto importante sull'Italia». Una valutazione degli effetti dell'applicazione del Beps in Italia ancora non è stata fatta, ha precisato. Il lavoro sul Beps è iniziato meno di tre anni fa sotto la spinta della Germania e della Gran Bretagna ed è stato concluso a tempo di record per gli standard degli accordi internazionali, ha rilevato il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaueble. «Quando c'è la volontà, la ccoperazione internazionale può funzionare», ha detto. Il cancelliere dello Scacchiere britannico, George Osborne, ha parlato, come Padoan, di ricreare la fiducia dei cittadini nel fisco. «Chi paga le tasse, non può vedere che imprese di grandissime dimensioni riescono a eluderle». L'Ocse dovrà indicare chiaramente, ha sostenuto Osborne, i Paesi che ritardano la messa in atto delle misure indicate dall'Ocse. «Non è una questione di alzare il livello delle tasse. Noi siamo a favore di un sistema a bassa tassazione. Ma le tasse vanno pagate», ha affermato il cancelliere. Entro l'inizio del 2016, l'Ocse predisporrà, ha spiegato Gurria, un pacchetto finale di misure e un sistema di monitoraggio: questo comprende standard minimi sulle informazioni che devono essere pubblicate Paese per Paese, che per la prima volta darà alle amministrazioni fiscali un quadro globale delle operazioni delle multinazionali. L'obiettivo è chiudere le lacune nelle regole internazionali attuali, che consentono agli utili delle imprese di “scomparire” o essere trasferiti verso giurisdizioni a tassazione bassa o nulla, dove non ha luogo alcuna attività economica. © RIPRODUZIONE RISERVATA

02 ACTION 2 - PRATICHE HMA Neutralizzare l’effetto di pratiche asimmetriche ibride ( Hybrid mismatch arrangements) 03 ACTION 3 - CFC Rafforzare le regole sulle società estere controllate (Cfc) 04 ACTION 4 - IMPONIBILE Prevenire l’erosione della base imponibile attraverso l’uso di interessi passivi 05 ACTION 5 - TRASPARENZA Eliminare le pratiche fiscali

09 ACTION 9 - PAGAMENTI Adozione di norme su deducibilità, trasferimento dei rischi e allocazione del capitale tra i membri del gruppo pagamenti

12 ACTION 12 - PIANIFICAZIONE Richiedere ai contribuenti di divulgare le loro pratiche di pianificazione fiscale aggressiva per agevolare le amministrazioni finanziarie

07 ACTION 7 - STANZIAMENTI Prevenire l’elusione artificiale dello status di “stanziamento stabile”

10 ACTION 10 - PROFIT SPLIT Sviluppare norme per chiarire le transazioni che non si verificano o si verificano raramente (profit split, management fees, head office expenses)

13 ACTION 13 - TRANSFER Riesaminare la documentazione dei prezzi di trasferimento

08 ACTION 8 - IMMATERIALE Assicurare che il trasferimento dei beni immateriali tra i membri del gruppo sia in linea con la creazione di valore

11 ACTION 11 - ANALISI BEPS Stabilire metodologie di raccolta e analisi dati sul Beps e sull’efficacia / impatto economico delle misure di contrasto

15 ACTION 15 - MULTILATERALE Sviluppare uno strumento multilaterale che consenta l’implementazione delle misure sul Beps elaborate dall’Ocse

dannose attraverso trasparenza ed emersione della reale sostanza economica delle operazioni 06 ACTION 6 - TRATTATI Prevenire l’abuso di trattati fiscali riallineando le norme nazionali

14 ACTION 14 - CONTROVERSIE Creare meccanismi più efficaci di risoluzione delle controversie

La Ue già lavora al report per le «big» pMolte delle misure del Final Be-

ps Package, approvato ieri a Lima dal G20, potrebbero essere presto operative anche nel nostro Paese. Alcune azioni per essere attuate necessitano di tempi piuttosto lunghi quali quelli di un accordo multilaterale o di una nuova negoziazione dei Trattati contro la doppia imposizione, per esempio l’“Action 2” sulla neutralizzazione degli effetti fiscali derivanti da strumenti ibridi. Oppure l’“Action 6” sulla prevenzione dell’abuso dei Trattati, o l’“Action 7” sulla nuova definizione di stabile organizzazione e l’“Action 14” sul potenziamento degli strumenti convenzionali di risoluzione dei conflitti (è il caso di Map). Altre azioni non necessitano, invece, della rivisitazione dei trattati, ma rappresentano il riferimento normativo per le legislazioni nazionali e per l’interpretazione coordinata delle policy di transfer pricing (Action 8,9 e 10), di fenomeni come la digital economy ( Action 1) e la concessione di agevolazioni fiscali, solo se subordinate all’effettivo svolgimento di un’attività e alla creazione di valore in loco (Nexus approach), come nel caso del patent box (Action 5). La loro attuazione dipenderà,

quindi, dai tempi di adeguamento dei singoli Paesi. In particolare, la trasparenza informativa, circa le operazioni infra-gruppo e relativa fiscalità, da parte delle multinazionali ( Action 12 e 13), essendo un obiettivo conclamato anche dell’Unione europea, potrebbe avere un’attuazione in tempi relativamente brevi sui quali occorrerà riflettere per non trovarsi impreparati. L’Ocse introduce, infatti, un

COUNTRYBYCOUNTRY(CBC)

Lemultinazionaliconfatturato consolidatosuperiore ai750milioni dovrannodare informazionianalitiche nuovo approccio standardizzato basato su tre livelli di documentazione: il countryfile, il masterfile e il country by country (Cbc) reporting. Le prime due tipologie di documentazionesonogiàpresentinel nostro sistema normativo, il Cbc reporting rappresenta, invece, una novità, ancorché limitata ai gruppi multinazionali il cui fatturato consolidatosuperai750milionidieuro. Il Cbc report è un documento informativoannualedovelemultinazio-

nali dovranno riportare varie tipologie di dati suddivisi per ogni Paese in cui una o più entità appartenenti al gruppo hanno la residenza fiscale.Fraidatieleinformazionida riportare vi sono il fatturato realizzato dalle varie entità, l’utile preimposte, quelle versate e accantonate nell’esercizio. Oltre a ciò, sarà anche necessario indicare per Paesediresidenza(lebranchdovranno risultarenelPaesedilocalizzazione dell’attività), le entità presenti, l’ammontaredelcapitalesociale,gli utili portati a nuovo, il numero dei dipendenti,ibenimaterialie,infine, le tipologie di business svolto nelle varie giurisdizioni. Le informazioni e i dati da riportare all’interno del Cbc report dovranno essere coerenti di anno in anno, fermo restando che è data ampia facoltà ai gruppi di scegliere se utilizzare i dati del reporting package di consolidamento, quelli estratti dai bilancio di esercizio delle varie entità basati su principi contabili nazionali, oppure i dati interni di contabilità gestionale. Opzione quest’ultima da valutare con attenzione, stante le problematiche di privacy e di confidenzialità dei dati riportati ancora non del tutto risolte. Il final report dell’Ocse prevede anche un iter implementativo fina-

lizzato a facilitare la circolazione delCbcreportfraleamministrazioni fiscali interessate. In particolare, l’obbligo di trasmissione del documento all’amministrazione fiscale competente è inizialmente a carico esclusivodellasocietàdelgruppoal vertice della catena partecipativa. Tale obbligo può essere esteso alle societàcontrollatequaloraquellaal verticesiaresidenteinunPaeseche non abbia recepito le linee guida sul Cbcreportingochenonabbiasiglato un accordo per lo scambio automatico del Cbc report con le autorità competenti degli altri Paesi. Il Cbc risulterebbe uno strumento estremamente efficace sia per fornire alle amministrazioni fiscali un quadro più dettagliato delle operazioni infra-gruppo, sia per evidenziare possibili aspetti problematici in relazione ad altre tematiche di fiscalità internazionale quali, in prima istanza, ritenute ( beneficial ownership), esterovestizione e stabile organizzazione occulta. Secondo l’Ocse resta inteso che il Cbc report non possa essereutilizzatodasolocomestrumento di prova per sostenere la non congruità di una o più operazioni infra-gruppo e non possa in alcun modo sostituirsi a una dettagliata analisi di comparabilità. © RIPRODUZIONE RISERVATA

contenente i documenti e le informazioni rilevanti». Questa frase ha ingenerato negli operatori l’equivoco che per le istanze già presentate entro il 30 settembre la relazione e i documenti a corredo dovessero essere inviate all’Agenzie entro 30 giorni 02 LA PRECISAZIONE Il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, ha chiarito in commissione Finanze del Senato giovedì scorso che prevale il testo di legge e che quindi per il Governo e l’amministrazione finanziaria non c’è dubbio sul fatto che tutte le istanze di voluntary disclosure, sia le nuove sia le vecchie, possano essere integrate entro il 30 dicembre. E che entro lo stesso termine possa essere depositata la relazione illustrativa

Le ricadute. La prevalenza delle convenzioni

Spazi più ridotti per la digital tax in versione italiana pNell’ambito del progetto Be-

L’attuazione. Molte azioni possono essere implementate senza passare da un cambio dei Trattati

Mario D’Avossa Maricla Pennesi

01 IL DUBBIO L’articolo 2 del decreto legge 153 del 30 settembre 2015 stabilisce tra le altre cose che « La procedura di collaborazione volontaria può essere attivata fino al 30 novembre 2015. L’integrazione dell’istanza, i documenti e le informazioni di cui al comma 1, lettera a), possono essere presentati entro il 30 dicembre 2015». Tuttavia la relazione illustrativa al Dl presentato al Senato per la conversione in un passaggio controverso stabilisce che «Resta fermo che la stessa potrà essere integrata una sola volta dai contribuenti, sia in aumento che in diminuzione, entro trenta giorni dalla data di presentazione e che entro lo stesso termine andrà presentata la relazione illustrativa

Carlo Galli

I «capitoli » 01 ACTION 1 - DIGITALE Introdurre specifiche norme fiscali sull’economia digitale

Il chiarimento

ps dell’Ocse, il rapporto finale in materia di digital economy (Action 1) è sicuramente quello dal maggior valore simbolico. L’efficacia della pianificazione fiscale delle multinazionali dell’economia digitale, con la conseguente perdita di gettito lamentata dai Paesi di sbocco, hanno rappresentato il principale impulso politico (e mediatico) al progetto Beps nel suo complesso. L’applicazione dei tradizionali principi di ripartizione della potestà impositiva tra Stati, modellati su un’economia “fisica”, consente infatti alle multinazionali dell’economia digitale di scegliere legittimamente dove produrre e assoggettare a tassazione gli utili, senza creare nei mercati in cui si realizza il fatturato quella presenza minima – la stabile organizzazione – che costituisce tradizionalmente il presupposto per l’imposizione sugli utili da parte dello stato della fonte. A tanto valore simbolico non corrisponde, tuttavia, un contenuto programmatico altrettanto significativo. Il rapporto svolge infatti un’approfondita disamina delle principali sfide poste dall’economia digitale ai sistemi fiscali “tradizionali”, per concludere che non sia opportuno prevedere una disciplina specifica per la tassazione dell’economia digitale. Poiché, tuttavia, le caratteristiche dell’economia digitale consentono effettivamente la traslazione di imponibile verso regimi fiscali più favorevoli, esse devono essere tenute in debita considerazione nel disegnare le specifiche misure di contrasto, oggetto di altri capitoli del progetto Beps. Gli esiti dell’Action 1 sono quindi confluiti nelle conclusioni delle altre Actions: in materia di stabile organizzazione (Action 7), in particolare, le modifiche alla definizione di attività «preparatorie o ausiliarie», la norma contro lo “spezzatino” delle attività e le raccomandazioni in materia di luogo di conclusione dei contratti mirano proprio a limitare la possibilità di organizzare le attività senza dare luogo a una stabile organizzazione nei Paesi di sbocco; in materia di transfer pricing (Action 8) l’Ocse raccomanda di attribuire minor rilevanza alla proprietà

legale dei beni immateriali nell’attribuzione degli utili, valorizzando invece la proprietà economica che si radica nel luogo di effettivo svolgimento di attività di creazione del valore; il potenziamento della disciplina Cfc (Action 3) dovrebbe inoltre minimizzare la possibilità di accumulo di utili in Paesi a fiscalità privilegiata in assenza di reali attività economiche. Si tratta, in ogni caso, di misure de iure condendo, che dovranno essere introdotte negli ordinamenti interni o, più spesso, nelle convenzioni contro le doppie imposizioni, eventualmente facendo ricorso allo strumento multilaterale di modifica delle convenzioni (Action 15). L’adeguamento delle convenzioni bilaterali secondo le indicazioni delle varie Actions renderebbe superflue, sempre secondo l’Ocse, misure unilaterali specifiche, quali prelievi basati su soglie di «presenza digitale significativa», l’applicazione generalizzata di ritenute su operazioni digitali o altre misure compensative (come la deferred profit tax in Regno Unito). Seppur non raccomandate, tali misure potranno essere adottate unilateralmente o in via convenzionale, ma non dovranno interferire con l’applicazione delle convenzioni che non le prevedano; è quindi forte il rischio che finiscano per essere disapplicate in ossequio al principio di prevalenza della norma convenzionale sulla norma interna. Si restringono quindi gli spazi per la digital tax italiana che, oltre a non trovare più una piena legittimazione nei lavori dell’Ocse, si troverebbe sistematicamente disapplicata dalle convenzioni bilaterali. Quale strumento specifico di salvaguardia dell’imponibile di pertinenza degli stati di sbocco, l’Ocse pone invece molta enfasi sul ruolo della fiscalità indiretta. Nel sostenere il principio di tassazione nel luogo di consumo di beni e servizi, il Rapporto propone una serie di misure (Vat/Gst Guidelines) tese a garantire l’applicazione del principio anche nelle operazioni B2C, minimizzando nel contempo l’onere amministrativo per le imprese fornitrici. Si tratta, a dire il vero, di principi che trovano già ampia attuazione nella disciplina Iva in ambito comunitario. © RIPRODUZIONE RISERVATA

14

Norme e tributi

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

RIENTRO DEI CAPITALI

La procedura e i costi ILLUSTRAZIONE DI UMBERTO GRATI

LA DOMANDA

Nel modello le consistenze per Stati black o white L’ istanza può essere presentata esclusivamente compilando il modello presente sul sito istituzionale dall’agenzia delle Entrate.

La compilazione

Da valutare tutte le situazioni «raccontate» dai documenti Nell’istruire la pratica l’Agenzia verificherà i movimenti oltreconfine pAttivare una procedura di collaborazione volontaria richiede un notevole impegno. Non sempre si riesce a ottenere tutta la documentazionenecessariainunsolocolpo.Spessoèattraverso l’esame di quella ricevuta che ci si rende conto di collegamenti con altre attività detenute all’estero (ad esempio perché si individuano bonifici da o verso altri rapporti o le spese delle cassette di sicurezza) o con altri soggetti (compensi o liberalità pagati o ricevuti), di cui frequentemente il cliente non ha memoria. Poiché il cliente dichiara sotto la sua responsabilità che la richiesta di accesso, con relativa documentazione, rappresenta la realtà, queste situazioni devono essere valutate con attenzione. L’istruzione della pratica

Non si deve trascurare che, in fase di istruzione della pratica, le Agenzie, correttamente, interrogano l’Anagrafe tributaria per riscontrare se esistano trasferimenti da e verso l’estero fatti dall’interessato segnalati dalle banche e altri intermediari italiani nell’ambito del cosiddetto “monitoraggio fiscale”. Si dovrebbe, con la collaborazione del cliente, cercare di essere pronti adarespiegazionediquestimovimenti,pernon lasciare il dubbio che siano riferibili a investimenti all’estero non indicati nella collaborazione volontaria.

mera amministrazione o consultazione. In questi casi le quote di imputazione dei redditi ai fini delle imposte possono divergere dalle quote di imputazione del patrimonio ai fini della determinazionedellesanzioniperl’omessacompilazione del quadro RW. Se ad esempio un conto è cointestatomaritoemoglieconunaprocuragenerale al figlio, i redditi vanno suddivisi fra marito e moglie, mentre le sanzioni per il quadro RW vanno divise fra i tre soggetti.

La documentazione

In numerosi casi, durante il periodo interessato dalla voluntary, è capitato che siano intervenute successioni o donazioni. Poiché il valore dichiaratoaifinidellasuccessione(oilvalorenormale per le attività esenti da imposta di successione) si assume come costo fiscale delle attività ereditate (mentre nel caso di donazione si assume il costo sostenuto dal donante), i conteggi delle imposte sui redditi sono resi complessidalfattochegeneralmenteiltrasferimento delle attività detenute all’estero non è stato oggetto di alcuna denuncia di successione (non soloinItalia,maneppureall’estero).Ovesitratti di successione imponibile in Italia per la quale i termini di accertamento non sono ancora scaduti, è opportuno presentare, in corrispondenza con la domanda di collaborazione, anche la denuncia di successione, così da avere immediata documentazione del costo d’acquisto fiscale. Altrimenti sarà da valutare, caso per caso, sesiaopportunoomenopresentareladenuncia di successione anche se la violazione non è più accertabile, assoggettandosi al pagamento dell’impostadisuccessionemasenzaapplicazione di sanzioni.



I dati nella relazione

Un altro aspetto che complica l’esposizione dei dati nella relazione è la presenza di più intestazioni di uno stesso rapporto, magari diverse nei vari anni, o il fatto che il cliente abbia rilasciato, neltempo,unaopiùprocurediversedaquelledi

Il piano dell’opera

Ieri

La proroga e le esclusioni La prima puntata della Guida alla Voluntary disclosure ha chiarito, dopo la proroga, chi sono i contribuenti interessati alle procedure e quali sono, al contrario, che causw che impediscono la presentazione delle domande

Oggi

La procedura e i costi La seconda puntata della Guida, quella odierna, mette sotto osservazione la procedura di adesione e dettaglia i relativi costi

Lunedì 12 ottobre Le coperture La terza puntata della Guida, sul Sole 24 Ore di lunedì 12 ottobre, tratterà i risvolti fiscali e penali dell’adesione alla Voluntary disclosure

Martedì 13ottobre I controlli del fisco Nell’ultima puntata della Guida, in uscita sul “Sole” martedì 13 ottobre, saranno analizzati nel dettaglio le coperture penali e fiscali garantire dall’adesione alla Voluntary disclosure e i controlli giudiziari

I periodi scaduti per il «de cuius»

Un problema connesso riguarda il caso in cui l’avente causa sia deceduto in un periodo d’imposta che, accedendo alla voluntary non sarebbe più accertabile, mentre in caso contrario lo sarebbe(ad esempio, decesso nel 2009 di residente italiano che deteneva attività in Svizzera). Gli eredi, per bloccare il raddoppio dei termini, dovrebbero presentare una domanda di accessopercontodeldecuius,masitratterebbe di una domanda da cui non potrebbe scaturire alcungettito(nonsonoaccertabilimaggioriimposte e le sanzioni per il quadro RW non sono trasmissibili agli eredi). Le risposte date dalla Dre del Piemonte il 24 settembre 2016 paiono, però, confermare che la presentazione dell’istanza da parte degli eredi per conto proprio (dal 2009 per il quadro RW e dal 2010 per i redditi) sono sufficienti a evitare l’accertamento delle imposte evase dal de cuius.

I crediti d’imposta esteri

L’orientamento di alcune Direzioni regionali, mai confermato dalla Direzione centrale, secondo cui accedendo alla voluntary non spetterebbeilcreditoperleimpostepagateall’esteroe per l’euroritenuta (mentre il credito spetterebbe se si effettuasse un ravvedimento operoso) sono prive di fondamento giuridico (si veda «Il Sole 24 Ore» del 13 agosto 2015). Purtroppo, però, nel caso di voluntary la scelta di ottenere un giudizio in contenzioso è in salita. Si dovrebbe rinunciare ad aderire all’invito al contraddittorio e ricorrere contro il conseguente avviso d’accertamento, ma in questo modo si perderebbero i benefici della voluntary. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Le attività oggetto di voluntary

Nella sezione II va invece indicata la consistenza delle attività estere oggetto della procedura per tutti i periodi per i quali non sono decaduti i termini per l’accertamento o per emettere gli atti di contestazione delle sanzioni da violazione della normativa sul monitoraggio fiscale. In questo caso vanno però distinte specificamente le attività detenute presso Stati black-list, Stati black-list con accordo per lo scambio di informazioni e Stati non black-list. Nella sezione III devono invece essere specificamente individuati, se esistenti, gli apporti di capitale effettuati dal contribuente negli anni ancora oggetto di accertamento e contestazione che hanno interessato i patrimoni detenuti all’estero. Nella sezione VI del modello va indicato il totale delle attività ancora detenute all’estero alla data di emersione, gli Stati dove sono allocate, e le attività per le quali

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La domanda così compilata può essere presentata esclusivamente per via telematica direttamente dai contribuenti abilitati a Entratel o Fisconline ovvero dagli intermediari abilitati. La prova della presentazione dell’istanza consiste sempre in una ricevuta rilasciata telematicamente dall’agenzia delle Entrate entro i cinque giorni lavorativi successivi a quello dell’invio. Poi, entro i 30 giorni successivi (che per effetto del decreto legge di proroga dovrebbero slittare al 30 dicembre, si veda l’articolo a pagina 13) all’invio della domanda di collaborazione volontaria, il contribuente è obbligato alla presentazione della relazione di accompagnamento dove devono essere analiticamente rappresentanti tutti i dati riportati nell’istanza in modo da giustificare il contenuto dell’istanza. Valerio Vallefuoco © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE INTEGRAZIONI

Per l’ammissibilità vale la data del primo invio

L

a procedura approvata dall’agenzia delle Entrate prevede, inoltre, che la domanda di accesso possa essere integrata sempre entro il 30 dicembre dall’invio della stessa (grazie al decreto di proroga). In questo caso il contribuente – e per lui il suo professionista – dovrà compilare una nuova istanza avvalendosi dello stesso modello reperibile sul sito dall’agenzia delle Entrate ma questa volta barrando la casella «istanza integrativa» situata in alto a destra del modello. La domanda dovrà essere ricompletata in tutte le sue parti poiché sostituirà integralmente la prima inviata. Potranno essere inviate più integrazioni della stessa domanda di collaborazione volontaria ma in ogni caso non oltre il termine previsto. Bisogna evidenziare, però, che ai fini dell’opponibilità da parte dell’amministrazione finanziaria delle cause di inammissibilità della domanda si potrà tener conto solo della data del primo invio. Sempre negli stessi termini si potranno presentare anche integrazioni alla documentazione già trasmessa all’indirizzo di posta elettronica certificata della Direzione regionale competente. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Nel modello il contribuente deve indicare prima di tutto se si tratta di emersione nazionale o internazionale e poi i propri dati identificativi (nome, cognome, luogo, data di nascita e codice fiscale). Per i soggetti diversi dalle persone fisiche va indicata la denominazione o la ragione sociale, il codice fiscale dell’ente e il nome, cognome, luogo e data di nascita, codice fiscale del rappresentante dell’ente. In caso di enti da nazionalizzare è evidentemente necessario ottenere prima il loro codice fiscale poiché in caso contrario, trattandosi di campo obbligatorio, l’istanza non può essere completata. È necessario inserire i dati (nome, cognome, luogo, data di nascita e codice fiscale) e i recapiti (numeri di telefono ed indirizzo di posta elettronica) del professionista che assiste il contribuente il quale dovrà firmare l’istanza , dovrà altresì essere barrata la casella che indica la volontà di ricezione delle comunicazioni allo stesso professionista. Nell’istanza va indicata la volontà di avvalersi, per attività inferiori a due milioni di euro, della determinazione forfettaria dei rendimenti delle attività finanziarie. La domanda deve essere firmata dal contribuente o dal suo rappresentante o erede. Inoltre devono essere inseriti il codice fiscale dell’intermediario che la trasmette, la data dell’impegno alla trasmissione telematica e la sua firma. Se esistono soggetti collegati, ossia soggetti che presentano un collegamento con l’attività o con gli importi che formano oggetto di emersione, anche il loro codice fiscale. Per evitare errori è necessario farsi dare copia del codice fiscale di ogni soggetto che si intende far emergere nell’istanza, poiché in caso contrario il campo informatico obbligatorio non potrà essere completato. Questi elementi vanno inseriti nella sezione I dell’istanza.

il contribuente ha deciso di procedere al rimpatrio in Italia o in altri Stati Ue-See. Sul punto è da sottolineare che se il contribuente ha optato per il rimpatrio giuridico tramite fiduciaria o altro intermediario autorizzato (ad esempio assicurazione), pur permanendo ancora fisicamente all’estero, queste attività si considerano rimpatriate in Italia e quindi il contribuente può inserirle in tale sezione.

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Norme e tributi 15

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

Le modalità e le condizioni per l’adesione I calcoli. Tutte le variabili in gioco

LA RELAZIONE

In sette sezioni il punto su violazioni e imponibili L a relazione di accompagnamento all’istanza di voluntary disclosure dovrebbe essere strutturata in sette sezioni che ripercorrono lo schema del modello di istanza di accesso alla procedura già compilata dal professionista.

L’introduzione

Nella prima, denominata «introduzione», il professionista che assiste il contribuente dovrebbe illustrare tutte le violazioni commesse e che saranno oggetto di regolarizzazione. In osservanza del principio di autonomia del singolo anno di imposta dovrà essere chiarito il tipo di violazione compiuto per ogni anno. Andrebbe altresì indicato un prospetto di riconciliazione tra la documentazione allegata e il contenuto dell’istanza. Qualora venga effettuata un’integrazione della domanda e della documentazione potrebbe essere necessario un ulteriore prospetto di riconciliazione aggiornato.

Soggetti collegati

Nella seconda sezione, relativa ai «soggetti collegati» andrebbero riportate informazioni dettagliate rispetto ai soggetti collegati e il loro rapporto con il contribuente indicati nella sezione I del modello di richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria.

Attività estere

Nella terza sezione, «attività estere», dovranno descriversi le attività estere indicate nella sezione II del modello di richiesta, predisponendo una distinta delle stesse. elencando i relativi documenti allegati.

Redditi correlati

Nella quarta sezione, «redditi correlati alle attività estere» vanno spiegati i redditi derivanti dall’utilizzazione (redditi di capitale frutti interessi eccetera) a qualsiasi titolo o dalla cessione e vendita delle attività estere oggetto di regolarizzazione elencando la documentazione allegata.

Le attività all’emersione

Nella quinta sezione «attività estere alla data di emersione» si dovranno fornire informazioni necessarie per spiegare come si è arrivati al totale delle attività estere ai fini del monitoraggio fiscale elencando i documenti allegati (ad esempio gli stati patrimoniali delle banche).

Maggiori imponibili

Nella sesta sezione «maggiori imponibili e ritenute non operate» si illustreranno, per ciascuna annualità d’imposta, la composizione del totale delle attività estere alla data di emersione specificando i maggiori redditi rilevati ai fini delle imposte sui redditi, ai maggiori imponibili ai fini Iva, alle ritenute non operate.

Gli effetti

Nella settima sezione, «effetti delle dichiarazioni riservate di cui all’articolo 13 bis del dl 78/09» vanno dettagliati eventuali scudi fiscali pregressi anche ai fini di perimetrare l'intero patrimonio estero del contribuente. Trattandosi di uno schema di massima si potranno sempre aggiungere paragrafi che meglio spieghino i contenuti dell’istanza. Va.V. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA RICOSTRUZIONE DEI PATRIMONI

pL’adesione

alla voluntary disclosure consente ai contribuenti di mettersi in regola con il fisco per le violazioni internazionali e domestiche effettuate negli anni 2009-2013 o 2004-2013 in caso di raddoppio. Il costo della voluntary non è stimabile ex ante, potendo variare da percentuali del valore degli asset inferiori al 5% (si pensi alla detenzione di immobili all’estero non locati non indicati nel quadro RW) a conti così salati da annullare il valore degli asset da regolarizzare (si pensi ai casi dove vi siano molti versamenti in anni accertabili o ai casi di combinazione tra procedura internazionale e nazionale).

Le variabili

Del resto, chi si avvale della disclosure dovrà corrispondere la totalità delle imposte emergenti dalla stessa, potendo beneficiare esclusivamente di una riduzione sostanziale delle sanzioni, previste sia per l’omessa compilazione del quadro RW sia per l’infedele (o omessa) dichiarazione. Le variabili quindi sono molte, a partire dal raddoppio dei termini di accertamento black list, all’operatività della presunzione di imponibilità ex articolo 12 Dl 78/2009, alla applicabilità di imposte indirette, alle dinamiche connesse al rilascio del waiver o al rimpatrio giuridico, sino alla possibilità di optare per l’applicazione del metodo forfetario (che invero si rileva molto spesso più caro dell’analitico per gli scarsi rendimenti di questi anni). Per le sole attività finanziarie sotto i due milioni di euro è infatti possibile optare (obbligatoriamente per tutti gli anni interessati) per un metodo forfetario per il quale i rendimenti sono calcolati applicando una percentuale stabilita dalla legge del 5% annuo e le imposte da versare sono pari al 27% di questo ammontare. Il calcolo forfettario riguarda solo i rendimenti delle attività estere e la relativa tassazione, ri-

L’INIZIATIVA

Il professionista diventa verificatore dei dati raccolti I l compito del professionista che assiste il contribuente nella procedura per certi versi è assimilabile a quello di un vero e proprio verificatore. Infatti, dopo aver effettuato un’adeguata verifica antiriciclaggio sul proprio cliente (in particolare anche sull’origine dei fondi e delle attività estere non dichiarate) deve procedere a una ricostruzione fiscale accurata del patrimonio da far emergere. Per i conti correnti o le gestioni patrimoniali dovrà reperire tutta la documentazione bancaria, assicurativa e fiduciaria necessaria a comprendere l’origine degli apporti almeno al 31 dicembre precedente al primo anno di imposta fiscalmente accertabile, ovvero passibile di contestazione di sanzioni da monitoraggio fiscale. Come prima analisi dovrà stabilire in quali

Paesi i patrimoni non dichiarati sono detenuti. Poi si dovranno ricostruire tutti gli eventuali apporti di capitale verificatisi nelle annualità ancora accertabili. Quindi si dovranno applicare le tassazioni al tempo in vigore. Infine è necessario vincere la presunzione di fruttuosità dei capitali non dichiarati attraverso un’accurata ricostruzione delle eventuali ma frequenti gestioni patrimoniali affidate gli intermediari esteri, per verificare la possibilità di accedere alla determinazione forfettaria prevista dalla normativa ovvero procedere a una determinazione analitica dei redditi di capitali. Per quest’ultima attività sarà fondamentale appurare la completezza e chiarezza della documentazione fornita dagli intermediari esteri.

Va.V. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Gli esempi

L’imposta resta piena ma la sanzione si riduce Giovanni Iaselli Antonio Tomassini

manendo in ogni caso applicabili le sanzioni per infedele dichiarazione e per omessa compilazione del quadro RW. Inoltre, non si estende ai redditi che servirono per costituire le disponibilità estere (quindi se c’è un versamento di questa natura andrà tassato a parte), né può essere applicato alle attività diverse da quelle di natura finanziaria (quali ad esempio immobili, barche e gioielli), che conseguentemente dovranno essere in ogni caso determinati analiticamente. A tal fine sarà necessario calcolare la consistenza media totale delle attività finanziarie estere al termine del periodo di imposta, per tutti gli anni da regolarizzare ai fini RW (si tratta, per i Paesi non black list e per i black list con accordo, degli anni dal 2009 al 2013). Salva l’applicazione del metodo forfettario, tutte le imposte (incluse le mini-patrimoniali Ivie e Ivafe) riguardanti i redditi tenuti nascosti al fisco devono essere pagate senza sconti, e quindi il risparmio economico della procedura dipenderà essenzialmente dalla possibilità di massimizzare le riduzioni sulle sanzioni offerte dalla normativa.

Il waiver

Per le violazioni relative al quadro RW riferite ai Paesi più gettonati dagli italiani (i black list con accordo, tipo Svizzera o Montecarlo), è decisivo effettuare il rimpatrio fisico o giuridico (il rimpatrio giuridico attraverso fiduciaria è decisivo soprattutto per minimizzare le sanzioni in caso di regolarizzazione di immobili) delle attività estere oppure farsi rilasciare il waiver. Il waiver è l’autorizzazione rilasciata dal trasgressore all’intermediario finanziario estero che detiene le attività di trasferire informazioni al fisco italiano. Solo in questi casi, infatti, il contribuente potrà beneficiare dell’abbattimento al 50% del minimo edittale delle relative sanzioni (diversamente la sanzione è ridotta del 25%). Il rilascio del waiver è necessario soltanto nell’ipotesi in cui il contribuente intenda accedere alla voluntary senza procedere al rimpatrio né fisico né giuridico delle attività, e cioè qualora continui a detenere le proprie attività finanziarie fuori dall’Italia o dagli Stati membri della Ue o aderenti al See o dagli Stati extra Ue che hanno stipulato un accordo per un effettivo scambio di informazioni.

Una Guida operativa dove è possibile trovare suggerimenti pratici sulla «voluntary». Il fascicolo è disponibile in edicola a 9,90 euro oltre al prezzo del quotidiano oppure online su shopping24.ilsole24ore.com

CONTO CORRENTE IN SVIZZERA E METODO FORFETTARIO Negli anni 2012-2013 un soggetto residente aveva un conto corrente in Svizzera con consistenze di fine anno medie pari a 1.800.000 euro mai indicate in dichiarazione. IMPOSTE E SANZIONI DOVUTE Sul rendimento annuo presunto fissato dalla legge del 5% (pari a 90.000 euro) si applica un’imposta fissa del 27% (24.300

euro per anno). Sono dovute anche le sanzioni per: 8 omessa compilazione del quadro RW pari allo 0,5% (i.e. 3% ridotto alla metà ulteriormente abbattuto ad 1/3) ossia 4.500 euro per anno; 8 per infedele dichiarazione che, per effetto degli effetti premiali della procedura (i.e. riduzione al 75% ed abbattimento a 1/6), sono pari a 4.039,0 euro per anno

CAPITALI ALLE CAYMAN Un soggetto residente detiene una partecipazione in una società alle Cayman di 200.000 euro che ha distribuito dividendi per 30.000 euro. Non ha compilato il quadro RW per denunciare la partecipazione negli anni 2012 e 2013. IMPOSTE E SANZIONI DOVUTE Sono dovute le maggiori imposte dirette (aliquota marginale Irpef del 43% senza addizionali) sui dividendi incassati pari a 12.900 euro (i.e. 30.000 x 43%) oltre

all’Ivafe pari a 200 euro per il 2012 e 300 euro per il 2013 (rispettivamente lo 0,1% e lo 0,15% di 200.000 euro). Sono dovute anche le sanzioni: 8 per omessa compilazione del quadro RW pari a 2.000 euro, ossia l’1% del valore della partecipazione (i.e. 6% x 50%= 3%/3=1%); 8 le sanzioni per infedele dichiarazione per non aver indicato i dividendi nel quadro RL + Ivafe, pari al 133% ridotte del 25% e ulteriormente abbattute a 1/6 (pari a 2199,12 euro)

IMMOBILE DETENUTO ALL’ESTERO Un contribuente ha acquistato un immobile a Montecarlo del valore di acquisto di 1.000.000 euro che non ha denunciato nel quadro RW. L’immobile è affittato e il contribuente ne ricava un reddito annuale di 80.000 euro non dichiarato nel quadro RL: il reddito imponibile in Italia, assumendo che il reddito di locazione non venga tassato a Montecarlo è pari a 68.000 euro (ridotto forfettariamente del 15% per l’anno d’imposta 2012)

29.240 euro (assumendo il 43% di 68.000) oltre all’Ivie non pagata nel 2012 e nel 2013, pari a 7.600 euro (0,76% di 1.000.000 euro), dai quali vanno detratte eventuali imposte patrimoniali pagate a Montecarlo. Inoltre sono dovute anche le sanzioni per: 8 omessa compilazione del quadro RW pari a 5.000 euro, ossia lo 0,5% del valore dell’immobile (i.e. 3% x 50%= 3%/3=0,5%); 8 la sanzione per infedele dichiarazione dei redditi (133% dell’imposta non pagata) sarà ridotta del 25% e ulteriormente abbattuta a 1/6 ossia a 6.137 euro

Le sanzioni

IMPOSTE E SANZIONI DOVUTE Il contribuente dovrà versare la maggior Irpef sui redditi derivanti dalla locazione:

Le imposte estere

METODI DI CALCOLO: FORFETTARIO E ANALITICO

I minimi edittali delle sanzioni per omessa compilazione del quadro RW sono i seguenti: eil 3% dal 2009 al 2013 per le attività detenute in Paesi non black list e black list con accordo; ril 5% dal 2004 al 2007 e il 6% dal 2008 al 2013 per le attività detenute in Paesi black list.

LA GUIDA OPERATIVA IN EDICOLA OPPURE ONLINE

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Un’ulteriore abbattimento del costo della procedura potrebbe essere generato dal riconoscimento del credito per le imposte pagate all’estero sui redditi oggetto di regolarizzazione. Tuttavia, allo stato attuale, l’amministrazione finanziaria non pare ammettere lo scomputo automatico del credito d’imposta nell’ambito della voluntary. Ciò crea un evidente fenomeno di doppia imposizione. Una soluzione potrebbe essere quella di combinare il ravvedimento operoso (per il quale lo scomputo è ammesso dall’Agenzia) con la disclosure. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il contribuente di cui all'esempio n. 3 (qui sopra), oltre a possedere l’immobile, è anche titolare di un conto corrente del valore di 100.000 euro presso un istituto di credito monegasco. In tal caso il soggetto istante può applicare il metodo di calcolo forfetario ai (soli) rendimenti derivanti dalle attività finanziarie (il conto corrente). IMPOSTE E SANZIONI DOVUTE Il contribuente, in aggiunta alla maggiore Irpef sui canoni di locazione e all’Ivie dovuta

nel 2012 e nel 2013, dovrà versare l’imposta sostitutiva del 27% sul rendimento forfetario del 5% applicato al valore del conto corrente, per un totale di 1.375 euro. Troveranno applicazione, inoltre: 8 la sanzione dell’0,5% per omessa compilazione del quadro RW (immobile e conto corrente); 8 la sanzione del 16,625% per infedele dichiarazione, da applicarsi all’imposta non pagata sui canoni di locazione e all’imposta sostitutiva di cui sopra

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Norme e tributi

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

FISCO E LAVORO

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Sicurezza. Per l’infortunio al lavoratore di un’attività ospitata in spazi comuni non sempre vale il Testo unico

Il luogo di lavoro è «delimitato» Amministratore dell’immobile colpevole solo se ha dipendenti Luigi Caiazza

pNei centri commerciali che

ospitano diversi negozi, la figura del datore di lavoro quale garante ai fini della sicurezza, nel caso di infortunio in uno spazio comune è l’amministratore dell’immobile se questi ha almeno un dipendente. Con la sentenza 40721/2015 la Corte di cassazione si è espressa riguardo l’infortunio subito da una lavoratrice, dipendente di un negozio operante all’interno di un centro commerciale, che nel transitare nell’ingresso dell’edificio è scivolata sul pavimento parzialmente bagnato e coperto da tappeti non fissati al suolo. Ad avviso dei giudizi di merito l’infortunio è stato causato dalla mancanza di una adeguata copertura del pavimento dell’ingresso, che è da reputarsi “ambiente di lavoro” e quindi è di competenza dell’amministratore della società proprietaria dell’edificio provvedere a porre in sicurezza il pavimento, non avendo questi delegato ad altri le funzioni in materia antinfortunistica.

La Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza della Corte territoriale pronunciando il principio per cui la figura del datore di lavoro, quale garante ai fini della sicurezza sui luoghi di lavoro, deve essere identificato «in colui che riveste tale ruolo nell’orga-

LA SITUAZIONE

Gli obblighi di assicurare la non pericolosità dell’area possono incombere solo sul proprietario con procedibilità su querela nizzazione imprenditoriale alla quale accede il luogo di lavoro medesimo». Inoltre i giudici hanno fornito alcuni interessanti spunti ai fini di una più esatta interpretazione della norma contenuta nel Dlgs 81/2008 (testo unico sulla salute e sicurezza sul luogo di lavoro), con particolare riferimento alla definizione di “luogo” e “ambiente” di lavoro e a quella di “datore di lavoro”. Per l’identificazione del luogo

di lavoro si deve fare riferimento alla definizione che ne dà l’articolo 62 del Tu per cui occorre che sia «destinato ad ospitare posti di lavoro, ubicati all’interno dell’azienda, o dell’unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell’azienda accessibile al lavoratore nell’ambito del proprio lavoro». Ne deriva quindi che ogni tipologia di spazio può assumere la qualità di “luogo di lavoro”, a condizione che vi sia ospitato almeno un posto di lavoro o esso sia accessibile al lavoratore nell’ambito dell’attività. Può trattarsi anche di un luogo nel quale i lavoratori si trovino esclusivamente a dover transitare, se tuttavia il transito è necessario per provvedere alle incombenze loro affidate. Nel caso in esame non può pertanto parlarsi di luogo di lavoro nel presupposto che un qualsiasi soggetto, che è anche prestatore d’opera per le attività ospitate nel centro commerciale, vi si trovi a transitare. Nel caso specifico l’attribuzione al ricorrente di una posizione

LUNEDÌ L’EVENTO

Jobs act sotto esame a «Tuttolavoro» pLe novità introdotte dal

Jobs act, di cui sono stati approvati tutti i decreti attuativi, saranno oggetto di confronto e approfondimenti in occasione della sesta edizione di Tuttolavoro, che si svolgerà lunedì 12 ottobre presso la sede del Sole 24 Ore in via Monte Rosa 91 a Milano. A partire dalle 9 gli esperti del Sole 24 Ore si confronteranno con rappresentanti delle istituzioni, professionisti e dirigenti aziendali per approfondire gli aspetti più rilevanti delle nuove regole. Nel pomeriggio un workshop dedicato alla riforma dei controlli a distanza.

di garanzia tra quelle definite dalla normativa di prevenzione, e quindi di datore di lavoro, avrebbe richiesto la preliminare qualificazione dell’area di ingresso del centro commerciale come luogo di lavoro dell’impresa della quale lo stesso ricorrente era amministratore delegato. Qualificazione possibile solo a condizione di effettuare il preliminare accertamento che l’ingresso costituisse luogo di lavoro nell’ambito dell’organizzazione aziendale della società. La Corte d’appello avrebbe dovuto quindi verificare se la società che gestisce l’immobile del centro commerciale aveva almeno un dipendente. Se così non fosse, eventuali obblighi di assicurare la non pericolosità dell’area potrebbero farsi discendere unicamente dalla proprietà degli spazi con conseguente procedibilità del reato a querela, ma sarebbe esclusa la responsabilità dell’amministratore delegato quale datore di lavoro e relativa applicazione del Dlgs 81/2008.

eventi.ilsole24ore.com/6-tuttolavoro

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Cassazione. In caso di trasferimento di ramo d’impresa, anche per fatti che riguardano il rapporto con la società precedente

Licenziabili dall’azienda cessionaria Giuseppe Bulgarini d’Elci

pFatti

disciplinarmente rilevanti compiuti da un lavoratore alle dipendenze del datore di lavoro cedente, ma che sono sfociati in una condanna penale definitiva quando il dipendente è transitato al datore cessionario, possono essere da quest’ultimo utilizzati per fondare un licenziamento per giusta causa. Così ha stabilito la Corte di cassazione nella sentenza 20319/2015. I fatti oggetto di contestazione disciplinare sono relativi ad azioni commesse da un impiegato comunale con mansioni di istruttore geometra nel periodo compreso tra il 2000 e il 2001. A distanza di dieci anni l’impiegato è stato di-

staccato presso una società di servizi partecipata dal Comune e, un anno dopo, trasferito alla stessa società a seguito di cessione definitiva del ramo d’azienda. Nelle more, il lavoratore è stato condannato per concussione e, per tale ragione, la società di servizi ha deciso di sospenderlo, salvo attivare nei suoi confronti un procedimento disciplinare sfociato nel li-

IL PRINCIPIO

Il datore di lavoro subentrante può esercitare i poteri disciplinari se la sentenza definitiva viene emessa dopo il passaggio di gestione

cenziamento in tronco quando, a seguito di patteggiamento, la sentenza di condanna a tre anni di reclusione con interdizione perpetua dai pubblici uffici è divenuta definitiva. Il giudice di primo grado ha riconosciuto la validità del licenziamento, ritenendo che i fatti ascritti al geometra rientrino nella previsione del Ccnl acqua e gas che prevede il licenziamento senza preavviso in presenza di condanne definitive a pena detentiva conseguenti ad azioni non connesse con lo svolgimento del rapporto di lavoro e che ledano la “figura morale” del lavoratore. La Corte d’appello di Milano, riformando la decisione, ha dichia-

rato, invece, che non sussistono i presupposti della giusta causa e ha condannato la società a versare un indennizzo risarcitorio di 24 mensilità in applicazione dell’articolo 18, comma 5, della legge 300/1970. La Corte territoriale è pervenuta a questa decisione sul presupposto che la condotta delittuosa è stata posta in essere dal geometra durante il precedente rapporto di lavoro alle dipendenze del Comune, ulteriormente rimarcando che le mansioni all’epoca disimpegnate erano diverse da quelle che il lavoratore è stato incaricato di svolgere presso la società di servizi. La Cassazione ha ribaltato questa prospettiva affermando che, alla luce dei principi desumibili

dall’articolo 2112 del codice civile, il datore di lavoro cessionario è legittimato a esercitare i poteri disciplinari in relazione a fatti compiuti precedentemente al trasferimento del ramo d’azienda, ma per i quali la sentenza penale definitiva di condanna sia intervenuta successivamente alla cessione. Osserva la Cassazione, a questo proposito, che i mutamenti nella titolarità di un ramo d’azienda non interferiscono con il rapporto di lavoro già intercorso con il soggetto cedente, continuando a esprimere tutti gli effetti ad esso relativi nei confronti del cessionario. Logica conseguenza, ad avviso della Corte, è che il datore cessionario subentra in tutte le posizioni attive e passive, ivi incluse quelle relative al potere disciplinare, facenti capo al soggetto cedente. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubbliche amministrazioni. Da domani registro digitale

Pratiche auto

Per le Pa obbligo di conservazione del «protocollo»

Bollo virtuale per i passaggi di proprietà dei veicoli

Alessandro Mastromatteo Benedetto Santacroce

Maurizio Caprino

pDa domani scatta l’obbligo

di invio in conservazione a norma del registro giornaliero di protocollo: termina infatti il periodo di 18 mesi concesso alle pubbliche amministrazioni per adeguare i propri sistemi di gestione informatica dei documenti alle regole tecniche per il protocollo informatico dettate dal Dpcm del 3 dicembre 2013. Tale decreto, in attuazione del Codice dell’amministrazione digitale, si è occupato innanzitutto di disciplinare la gestione dei flussi documentali sia ricevuti che prodotti dalle amministrazioni. Con tale finalità le pubbliche amministrazioni sono state chiamate a individuare le aree organizzative omogenee e i relativi uffici di riferimento, a nominare il responsabile della gestione documentale (e un suo vicario in caso di assenza o impedimento), nonché il coordinatore della gestione documentale in presenza di più aree organizzative nell’ambito della medesima amministrazione. Deve essere inoltre adottato il manuale di gestione. Altro adempimento richiesto è la definizione dei tempi e delle modalità per l’eliminazione dei protocolli di settore e di reparto, di quelli multipli e di quelli telefax. L’unico protocollo da utilizzare è infatti quello informatico,da caselle di posta elettronica e da quelle di posta certificata, nonché le istanze e le dichiarazioni presentate alle amministrazioni per via telematica. Entro la giornata lavorativa successiva a quella di produzione, il registro va inviato al sistema di conservazione garantendone l’immodificabilità del contenuto. Quanto alla prima fase, e cioè quella di formazione, il registro giornaliero deve essere alimentato con numero di protocollo del documento generato automaticamente dal sistema, data di registrazione del protocollo assegnata anch’essa in via automatica, mittente per i documenti ricevuti e destinata-

rio per quelli spediti, oggetto, data e protocollo del documento ricevuto nonché impronta del documento informatico se trasmesso in via telematica e l’indicazione del registro nel cui ambito deve essere effettuata la registrazione. A tale proposito l’Agid (Agenzia per l’Italia digitale) ha pubblicato sul proprio sito internet le linee guida per la produzione e conservazione del registro giornaliero, sottolineando come in fase di formazione deve essere assicurata la staticità, l’immodificabilità e l’integrità nel tempo del documento informatico, contenente le registrazioni effettuate nell’arco dello stesso

pVia libera al pagamento

giorno, attraverso la produzione di un’estrazione statica dei dati, secondo una struttura predeterminata, e il loro trasferimento nel sistema di conservazione. Agid ha definito a tal fine anche i metadati da associare al registro giornaliero, chiarendo altresì come la modalità di formazione del registro non rende necessaria la sua sottoscrizione con firma digitale o qualificata, la cui apposizione resta comunque facoltativa. Entro il giorno successivo alla formazione, il registro va inviato al sistema di conservazione, il quale può essere interno alla struttura organizzativa del soggetto produttore o essere affidato a un conservatore accreditato. La produzione del pacchetto di versamento e del suo formato, come concordati con il responsabile della conservazione, resta a carico del responsabile della gestione documentale o del servizio per la tenuta del protocollo informatico.

del bollo virtuale sulle compravendite dei veicoli, ora che il certificato di proprietà è stato smaterializzato (si veda Il Sole 24 Ore del 30 settembre). Lo ha disposto l’agenzia dell’Entrate, con la circolare 33/E diramata ieri. Il bollo virtuale riguarda le autentiche delle firme (per le altre operazioni di competenza del Pra c’era già) e avrà un’applicazione estensiva: riguarderà anche gli atti che costituiscono diritti di garanzia sui veicoli (come le poco diffuse ipoteche) e quelli che verranno firmati davanti a qualsiasi soggetto abilitato alle operazioni di competenza dello Sta (Sportello telematico dell’automobilista). Quindi, il pagamento virtuale del bollo non riguarda solo gli atti sottoscritti al Pra, che emette il certificato di proprietà, ma anche quelli firmati alla Motorizzazione o nelle agenzie di pratiche auto abilitate ai servizi Sta. Il Pra era in attesa di questa circolare, ma ha fatto partire lo stesso la smaterializzazione del certificato di proprietà. Così nella prassi instaurata all’avvio dell’operazione ha previsto la stampa di un documento cartaceo, che non ha valore di certificazione, ma serve solo per apporvi fisicamente i bolli richiesti dalla normativa consueta. La circolare 33/E chiarisce che quelle svolte negli Sta sono operazioni complesse, perché nell’attuale assetto alcune di esse sono di competenza della Motorizzazione e altre del Pra. Su queste ultime, la circolare stabilisce che al pagamento dell’imposta di bollo deve provvedere l’Aci, gestore del Pra. Questo legittima la richiesta dell’Aci di ricorrere al bollo virtuale. Anche quando gli atti sono sottoscritti in uffici diversi da quelli del Pra.

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DOPPIO ADEMPIMENTO

Entro il giorno successivo alla sua formazione il registro deve essere inviato al sistema di conservazione

Politica e società 17

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

Ddl Boschi. Finite le votazioni di tutti gli articoli, martedì quella complessiva - Sugli scrutini segreti la maggioranza si ferma a 142

Giustizia. Il ministro Orlando minaccia un’exit strategy

Riforme sprint, manca solo il voto finale

Pm europeo, scontro Italia-Germania sulle intercettazioni

Renzi: «Dicevano che non avevamo i numeri» - Ma in Ncd salgono gli assenti Barbara Fiammeri ROMA

pÈ quasi fatta. La riforma costi-

tuzionale che sancisce la fine del bicameralismo perfetto, attribuisce ai soli deputati la prerogativa della fiducia al Governo e ridisegna le competenze di Stato e Regioni, martedì otterrà il sugello finale. Ieri l’Aula di Palazzo Madama ha concluso l’esame dei 41 articoli del Ddl Boschi, in anticipo rispetto al termine previsto. Tant’è che il presidente Pietro Grasso ha già sconvocato le sedute calendarizzate per oggi e lunedì dando appuntamento a martedì alle 15 per il voto finale. «Dicevano “Le riforme si fermeranno, il Governo non ha i numeri”. Visto come è andata? Questa è #lavoltabuona L’Italia riparte», rivendica soddisfatto Matteo Renzi con l’immancabile tweet. Dopo il sì del Senato la riforma dovrà tornare alla Camera per ottenere il via libera alle modifiche introdotte a Palazzo Madama ma solo su cinque articoli. A questo punto, decorsa la pausa di riflessione di tre mesi e ottenuto il voto finale di entrambe le Camere, il testo verrà sottoposto a referendum, presumibilmente nell’autunno 2016. Ma è evidente che il passaggio più delicato e più pericoloso per Renzi è proprio quello che sta per concludersi a Palazzo Madama. E in effetti fino a poche settimane fà il risultato di superare l’esame del Senato, soprattutto prima dell’apertura della sessione di Bilancio, era tutt’altro che scontato. Le divisioni nel Pd andate in scena sui palchi delle feste dell’Unità e i milioni di emendamenti presentati da Roberto Calderoli non erano certo premesse incoraggianti. Fin dall’inizio però era apparso evidente che nessuno nel Pd voleva caricarsi addosso la responsabilità di un fallimento. Così ,raggiunta l’intesa sull’articolo 2, sulle modalità di scelta dei senatori, la tensione nel partito del premier si è drasticamente attenuata. E il risultato è stato che rapidamente si è arrivati all’accordo anche sugli altri punti controversi della riforma, come il quorum per l’elezione del Capo dello Stato e da ultimo la norma, approvata ieri, che stabilisce tempi

sulla richiesta di autorizzazione all’utilizzo nel processo Ruby ter a Milano di 11 intercettazioni telefoniche tra Silvio Berlusconi e le due «olgettine», Iris Berardi e Barbara Guerra avanzata dal Gip meneghino Stefania Donadeo su richiesta dei pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio che ipotizzano a carico dell’ex premier il reato di corruzione in atti giudiziari, per aver indotto le ragazze a testimonianze processuali false in cambio di favori e denaro.

gioranza assoluta (161). Scorrendo i tabultati si scopre che a mancare sono stati soprattutto i cenristi di Ncd (8 gli assenti). Nel partito di Angelino Alfano sta per scoccare l’ora del «chiarimento politico», ovvero del rapporto con il Governo e con gli altri partiti del centrodestra. Ma a contribuire al successo del Governo è stato anche l’atteggiamento e la divisione tra le opposizioni. Alla fine la mossa della Lega di presentare vagonate di emendamenti si è rivelata controproducente. Fin dall’inizio era chiaro che non sarebbe stato ammissibile consentire un precedente che di fatto provocava la paralisi dell’attività legislativa. A questo si è poi aggiunta la rottura con Fi, che, oltre a non schierarsi con le altre opposizioni in una votazione, non ha seguito neppure la Lega nella scelta di non partecipare al voto. Così ieri il voto sull’ultimo articolo del provvedimento, il 41, è passato con 165 sì e solo 58 «no», più 2 astenuti. A corredo le accuse di «inciucio» mosse a Fi dal leghista Calderoli e dal capogruppo dei Conservatori di Fitto, Cinzia Bonfriscoche parla di «nuovo Patto del Nazareno». Nel mirino soprattutto il presidente dei senatori azzurri, Paolo Romani, che aveva partecipato ad un incontro con il Governo nel corso della stesura di un emendamento all’articolo 38. Romani però non ci sta e spiega che si era solo limitato a chiedere cosa stesse accadendo e il governo gli aveva risposto: «Non confondiamo la cortesia con l’inciucio». Ma lo scontro è anche dentro Fi e potrebbe emergere in occasione della riunione che si terrà martedì prima del voto finale sulla riforma. Sempre prima del voto si terrà (lunedì) anche il Consiglio di presidenza del Senato. A chiederlo è stato il capogruppo del Pd Luigi Zanda affinche siano presi provvedimenti nei confronti della senatrice dei 5 Stelle Elena Fattori che nel suo intervento ha insultato platealmente il Pd («venduti per un piatto di lenticchie», «Verdini è il burattinaio di queste riforme uscite dalla valigia di Licio Gelli»).

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certi per la legge che dovrà disciplinare l’elezione del senatori e introduce il giudizio preventivo di legittimità costituzionale sulla legge elettorale, ma «solo in sede di prima applicazione» e su richiesta di «almeno un quarto dei componenti della Camera dei deputati o un terzo dei componenti del Senato della Repubblica». A chiederne il via libera non

LO SCONTRO

Fi sotto attacco: Lega e fittiani accusano gli azzurri di «inciucio». Il Pd chiede a Grasso di sanzionare gli insulti del M5s a caso sono stati Doris Lo Moro e Vannino Chiti, due dei principali esponenti della minoranza dem. Su nessun articolo o emendamento, anche nel caso di voto segreto, la maggioranza ha rischiato di andare sotto. Anche se va registrato che negli ultimi due giorni i voti sono andati calando fino a toccare, ieri, in alcuni voti segreti quota 142 e quindi molto distanti dalla mag-

«OLGETTINE»

Berlusconi, il Senato esamina la richiesta per 11 intercettazioni pParte l’esame del Senato

Donatella Stasio

Il volo decollato da Ciampino

ROMA LAPRESSE

Al via il ricollocamento dei profughi: 19 partiti per la Svezia Nell’ambito del piano di ricollocamento di immigrati richiedenti asilo sul territorio europeo, dall’aeroporto di Ciampino, a Roma, a bordo di un Atr della Guardia di Finanza ieri sono partiti 19 profughi eritrei (tra cui cinque donne). Direzione Svezia: l’aeroporto di

destinazione è quello della città di Lulea, dove i profughi inizialmente verranno ospitati in un centro di accoglienza. Si tratta del primo gruppo di migranti che parte dall'Italia sulla base del piano di ricollocamento.

Le ultime novità TEMPI LEGGE ELETTORALE

GIUDIZIO PREVENTIVO

REGIONI STATUTO SPECIALE

Ok del Senato alla norma transitoria che dovrà portare all’elezione del nuovo Senato della Repubblica. Contiene sostanzialmente l’intesa siglata nel Pd sui tempi della legge elettorale attraverso la quale dovrà prendere forma il nuovo Senato; questa norma dovrà essere approvata nella legislatura in corso, e comunque entro sei mesi dall’entrata in vigore delle Riforme. Novanta giorni sono invece quelli entro cui le amministrazioni regionali dovranno poi recepire tali norme per consentire l’elezione dei Consiglierisenatori

Previsto il giudizio preventivo di legittimità della Consulta, ma solo «in sede di prima applicazione», sulla legge elettorale, purché vi sia un ricorso motivato presentato «entro dieci giorni» da «almeno un quarto dei componenti della Camera dei deputati o un terzo dei componenti del Senato della Repubblica». La Corte costituzionale si pronuncia entro il termine di trenta giorni. I giudici della Corte Costituzionale che spetta al Parlamento nominare, 5 in tutto, saranno eletti separatamente da Senato e Camera: due li eleggerà il nuovo Senato, tre la Camera. Il quorum per essere eletti è dei due terzi dei componenti per i primi due scrutini, dal terzo basta la maggioranza dei tre quinti

Fino all’approvazione dei nuovi statuti che dovranno recepire la riforma costituzionale, le Regioni a statuto speciale potranno avvalersi della possibilità di ottenere una devoluzione di materie di competenza statale. Confermata l’abolizione del Cnel. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della riforma, il presidente del Consiglio, su proposta del ministro per la Semplificazione e la Pa, d’intesa con il ministro dell’Economia, nomina con proprio decreto un commissario straordinario cui è affidata la gestione provvisoria del Cnel in vista della chiusura

pAndrea Orlando batte i pu-

gni sul tavolo del Consiglio dei ministri Ue della Giustizia contro chi, Germania in testa, vorrebbe comprimere l’utilizzo delle intercettazioni da parte della Procura europea. Se non verranno superate queste posizioni, il guardasigilli minaccia un’«exit strategy» dell’Italia, perché «il gioco non varrebbe la candela»: il rischio, dice «brutalmente», è infatti «costruire una struttura senza alcuna funzione e alcun potere», cioè «la frustrazione di un’ambizione, che può pregiudicare la credibilità complessiva dell’Unione». Orlando propone quindi un «compromesso», dicendosi disponibile «a individuare le fattispecie di reato la cui gravità giustifica l’utilizzo delle intercettazioni». «Discutiamone, ma è assolutamente imprescindibile – ribadisce – che questi strumenti siano nella disponibilità della Procura». Lo scontro consumatosi ieri a Lussemburgo vede dunque l’Italia nei panni di paladina delle intercettazioni contro il governo tedesco, insofferente a strumenti di indagine invasivi della privacy. E cade proprio mentre da noi il governo è invece accusato di voler ridurre il ricorso dei magistrati alle intercettazioni e la loro pubblicazione sui giornali, in nome della privacy. Perciò, se a Lussemburgo Orlando la spunterà (sia pure “al prezzo” di limitare l’utilizzo degli ascolti soltanto per alcuni reati), in Italia la sua vittoria potrebbe diventare anche un argomento politico per smentire le accuse al governo al tempo stesso dimostrare la tendenza europea a privilegiare la privacy. «Da Lussemburgo non giunge un buon segnale» commenta Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità Anticorruzione, secondo cui «è paradossale che, mentre in Italia si discute se ampliare l’ambito delle intercettazioni con riferimento ai reati di corruzione, si voglia inibire alla Procura

europea di utilizzare quest’importante strumento investigativo per perseguire i reati di frode comunitaria». «Aspettiamo di vedere il progetto organico sulla creazione della Procura europea e i suoi poteri - dice il presidente dell’Anm Rodolfo Sabelli ricordando che essa «deve occuparsi di frodi contro gli inte-

COMPROMESSO POSSIBILE

Guardasigilli contro i tedeschi che vogliono comprimere l’uso degli ascolti da parte della Procura europea. Sì a limitare i reati intercettabili ressi dell’Ue e dev’essere dotata di poteri molto efficaci: non possiamo immaginare che si debbano ridurre le condizioni per procedere all’attività di intercettazione, figuriamoci la sua impossibilità». Orlando ha chiesto ai colleghi di non sottovalutare la «ramificazione di organizzazioni criminali potentissime, che proprio attraverso le frodi all’Ue hanno rafforzato il loro potere e la loro capacità di influenzare i traffici finanziari e di alterare le dinamiche di mercato». Di qui la necessità di dotare il Pm europeo di «sufficienti strumenti» che evitino «il fallimento» di questa struttura. Già rappresentano un «compromesso», ha detto Orlando, le «eccezioni e i limiti» alla previsione secondo cui la Procura Ue può operare in un unico spazio giuridico, impiegando forme dirette di cooperazione delle indagini transfrontaliere e in cui le prove raccolte sono sempre utilizzabili davanti ai Tribunali degli Stati membri, a prescindere dal luogo in cui sono state acquisite. Ma non è accettabile la proposta di comprimere l’uso delle intercettazioni, «unico strumento attraverso cui si possono realizzare indagini in questo campo», perché ciò farebbe del Pm europeo «poco più che un soggetto ornamentale». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Dentro la riforma. Camera titolare del rapporto fiduciario con il governo, al Senato la funzione di raccordo con le autonomie e la Ue, cambia la maggioranza per il Colle

L’inchiesta di Firenze. I pm scavano su un debito da 60 milioni

Iter legislativo più snello senza bicameralismo perfetto e revisione del Titolo V per uno Stato più «efficiente»

Prestiti UniCredit a Bulgarella, ruolo-chiave dei manager

di Emilia Patta

S

uperamento del bicameralismo perfetto con la sola Camera dei deputati che ha un rapporto fiduciario con il governo ed esercita la funzione legislativa e con l’istituzione di un Senato delle Autonomie che rappresenta le istituzioni territoriali ed è eletto in secondogradodaiConsigliregionali. È questo il cuore della riforma del Senato e del Titolo V che sarà approvata dall’Aula di Palazzo Madama martedì, ed è una vera rivoluzione sul fronte della semplificazione del sistema politico e del processo legislativo. Come ha ricordato ancora ieri la presidente della prima commissione Anna Finocchiaro - alla quale va il merito, assieme al capogruppo dei senatori dem Luigi Zanda, di aver ricercato e trovato soluzioni unitarie per il Pd su molti punti controversi fino a sole due settimane fa - il superamento del bicameralismo perfetto lasciatoci in eredita dai nostri padri costituenti è nell’agenda delle riforme in Parlamento da almeno trent’anni.

Senatori «scelti» dai cittadini

Il nodo dell’elezione dei senatori, che la minoranza del Pd voleva diretta, è stato superato da una formula originale contenuta nel nuovo comma 5 dell’articolo 2 del Ddl Boschi: «eletti in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri». Il futuro Senato sarà dunque eletto dai Consigli regionali, e quindi l’elezione resta giuridicamente di secondo grado, ma dovrà conformarsi alle scelte degli elettori. Sarà poi una legge ordinaria, che come dispone la nuova norma transitoria voluta dallaminoranzadovràesserevara-

ta entro tre mesi dall’entrata in vigore della riforma costituzionale e quindi presumibilmente in questa legislatura, a fissare le regole precise alle quali le Regioni dovranno conformarsi entro 90 giorni con le loro leggi elettorali: un listino a parte con possibilità di preferenza all’interno della lista che si presenta alle elezioni regionali o designazione autonoma e diretta da parte dell’elettore con una casella apposita sulla scheda elettorale. La scelta da parte degli elettori non può che rafforzare politicamente il nuovo Senato, che resta tuttavia composto da consiglieri regionali

«ROMA? SORVOLIAMO...»

Enrico Letta: l’Italia combatta per gli Stati Uniti d’Europa p«Vorrei che il mio Paese

fosse alla testa di un fronte che combatta contro la deriva della Ue, che si sta avviando a essere una semplice unione di Stati e non gli Stati Uniti d’Europa». Lo ha detto l'ex premier Enrico Letta nella lezione introduttiva della sua “Scuola di politiche”. «L'unione di Stati ha spiegato Letta - è qualcosa che serve agli Stati forti: insomma serve alla Germania, ma non a noi». E di Roma ha detto che «qui sono stati firmati i Trattati con cui è nata l’Europa, proprio in Campidoglio, dove adesso sta succedendo quello che sta succedendo. Ma su questo sorvoliamo...».

pagati dalle Regioni come voleva Matteo Renzi fin dall’inizio. Superamento del Senato elettivo con tanto di risparmio sulle indennità dei senatori: questo è quello che conta per il premier, che vorrà spendere con forza questo argomento durante la campagna per il referendum confermativo dell’autunno 2016.

Fine del bicameralismo

Solo la Camera avrà la funzione legislativa,dunque,ponendofineallanavetta dei disegni di legge tra una Camera e l’altra se solo si cambia una preposizione. Ma le funzioni del Senato-chesaràcompostoda74consiglieri regionali, da 21 sindaci e da 5 senatori nominati dal Capo dello Stato (ma non più a vita) - non saranno “vuote”: il futuro Senato eserciterà principalmentelefunzionidiraccordo tra lo Stato e le istituzioni locali e tra questi e l’Unione europea. Dal momentocheinItalialeRegionilegiferano (così non accade, ad esempio, in Francia), il Senato sarà il luogo deputato a raccordare la legislazione nazionale con quella regionale contribuendo a sollevare la Corte costituzionale dai numerosi conflitti di attribuzionechelesonopiovutiaddosso dalla riforma federalista del 2001. Sarà insomma la Camera regionale a dirimere politicamente le questioni controverse. Se a legiferare è la sola Camera dei deputati, ci sono poi una seriedimateriecheattengonoalleregole sulle quali resterà il bicameralismoparitario:leleggidirevisionecostituzionale e le altre leggi costituzionali, la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, l’ordinamento e le leggi elettorali degliEntilocali,iTrattatiinternazionali.

L’elezione del Capo dello Stato

Su quorum e platea per l’elezione

I capisaldi

IL NUOVO PARLAMENTO

L’ELEZIONE DEI SENATORI

La Camera sarà l’unica Assemblea legislativa e anche l’unica a votare la fiducia al governo. I deputati rimangono 630 e verranno eletti a suffragio universale, come oggi. Il Senato avrà competenza legislativa piena solo su riforme costituzionali e leggi costituzionali. Potrà chiedere alla Camera la modifica delle leggi ordinarie, ma Montecitorio non sarà tenuto a dar seguito alla richiesta

Il Senato sarà composto da 95 eletti dai Consigli Regionali (21 sindaci e 74 consiglierisenatori), più cinque nominati dal Capo dello Stato che resteranno in carica per 7 anni. Saranno i cittadini, al momento di eleggere i Consigli Regionali a indicare quali consiglieri saranno anche senatori. I Consigli ratificheranno la scelta. I 95 senatori saranno ripartiti tra le Regioni in base al loro peso demografico

IL TITOLO V

IL CAPO DELLO STATO

Sono riportate in capo allo Stato alcune competenze come energia, infrastrutture strategiche e sistema nazionale di protezione civile. Su proposta del governo, la Camera potrà approvare leggi nei campi di competenza delle Regioni, «quando lo richieda la tutela dell’unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell’interesse nazionale»

Lo eleggeranno i 630 deputati e i 100 senatori (via i rappresentanti delle Regioni previsti oggi). Per i primi tre scrutini occorrono i due terzi dei componenti, poi dal quarto si scende a tre quinti; dal settimo scrutinio sarà sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti (oggi il quorum è più basso, maggioranza assoluta degli aventi diritto dalla quarta votazione in poi)

del presidente della Repubblica non è stato trovato l’accordo all’internodelPdeiltestoèrimastoquello cambiato dalla Camera, che ha alzatoilquorum:invecechelamaggioranza assoluta dei deputati e dei senatori, dal settimo scrutinio in poièprevistoilquorumditrequinti dei votanti. Votanti, non componenti, ma certo è difficile immaginare che in occasione dell’elezione del garante della Costituzione una parte dei grandi elettori a un certo punto faccia le valigie e vada a casa. Quindi ci sarà il rischio di votazioni a ripetizione in mancanza di accordo con le opposizioni, dal momento che non c’è un punto di “chiusura”. D’altra parte con il quorum della maggioranza assoluta il partito vincente le elezioni politiche, dato il forte premio previsto dall’Italicum,avrebbepotutoeleggersiilcapo dello Stato da solo.

Il nuovo Titolo V

Meno sotto i riflettori della politica, la riscrittura del Titolo V è di fondamentaleimportanzaperl’efficienza del sistema, anche dal punto di vista economico. Il Ddl Boschi cancella il capitolo delle «materie concorrenti» che tanto lavoro hanno portato ai giudici costituzionali sotto forma di ricorsi per conflitti tra Regioni e Stati e riporta in capo allo Stato come competenza esclusiva una ventinadimateriestrategicheperl’economia e lo sviluppo territoriale del Paese: infrastrutture strategiche e grandi reti di trasporto, produzione trasporto e distribuzione nazionali dell’energia, ordinamento delle professioni e della comunicazione, ambiente,commercioestero,tutela e valorizzazione dei beni culturali, politiche attive del lavoro e tutela e sicurezzadellavoro.Tuttavia,conil rafforzamento dell’articolo 116 sul federalismo differenziato, le Regioni più “virtuose” dal punto di vista dei conti pubblici potranno chiedere maggiori competenze. Una modifica, quest’ultima, chiesta insistentemente dai governatori del Nord a partire da Sergio Chiamparino e Roberto Maroni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sara Monaci

pNell’inchiesta fiorentina sui

finanziamenti da parte di Unicredit al gruppo Bulgarella, già sotto la lente degli inquirenti per presunte collusioni con il boss mafioso Matteo Messina Denaro, emergerebbe il tentativo da parte dell’imprenditore trapanese di alleggerire il debito da 60 milioni contratto nel 2000. E oltre a questo il ruolo dei manager e degli assistenti con cui Bulgarella si relazionava, e non solo all’interno di Unicredit. Secondo la procura di Firenze sarebbero stati infatti Roberto Mercuri, assistente del vicepresidente di Unicredit Fabrizio Palenzona, Massimiliano Fossati, risk manager della banca, e Alessandro Cataldo, a capo del Corporate Italia, a occuparsi di far avere a Bulgarella un piano finanziario agevolato. I suoi debiti erano stati declassati dal 2008 alla vocedegliincagli.Gliavvocatidifensori sottolineano tuttavia che il piano di rientro finanziario non è stato né deciso né deliberato. I tre professionisti, insieme al vicepresidente di Unicredit, sono indagati per associazione a delinquere. Nelle carte emerge inoltre il ruolo di altri due dirigenti, stavolta di banca Imi (gruppo Intesa): Michele Dapri, responsabile del project finance, e Gaetano Micciché, dg di Banca Intesa. Non risultano indagati (Dapri ha subito una perquisizione due giorni fa). Le conversazioni di questi 5 professionisti aiuterebbero, secondo i pm Alessandro Crini e Angela Pietroiusti, la ricostruzionedellavicenda.Losottolinea un passaggio nel decreto di perquisizione: «Al fine di evitare ogni ostacolo all’approvazione del piano di rientro presentato dal gruppo Bulgarella, c’è un di-

retto interessamento di Fossati. In data 16 marzo, conversando insieme a Mercuri al telefono con Tumbiolo (imprenditore considerato vicino a Bulgarella, ndr), aveva manifestato la sua disponibilità a risolvere ogni problema». Poi Fossati scrive un sms a Mercuri: «Parlato con Michele Dapri, individuato il dossier da loro. Lo hanno già classificato a sofferenza a febbraio. Stasera parla con Micciché e vedono di rettificare ad incaglio. Ci darà conferma». Da precisare che Mercuri, pur non avendo un ruolo dentro la banca né come manager né come consulente, ha un ufficio messo a disposizione da Unicredit. I legali sottolineano tuttavia che si tratta di una stanza non perfettamente attrezzata e che Mercuri è un uomo di fiducia di Palenzona da molto tempo, anche per motivi di parentela. © RIPRODUZIONE RISERVATA

UNIONI CIVILI

Il Ddl rallenta: compromesso in vista sull’affido pCompromesso in vista su

uno dei punti più controversi del Ddl sulle unioni civili. Un emendamento dei cattolici Pd trasforma la «stepchild adoption» (l’adozionedelfigliodelpartner) in “affido rafforzato”, trasformabile in adozione solo al compimento della maggiore età del figlio. Una soluzione che avrebbe l’appoggio del Governo ma non ancora dei centristi. Se ne saprà di più lunedì quando il premier Renzi vedrà il leader Ap Alfano.

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Commenti e inchieste

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

Lettere

DIRETTORE RESPONSABILE

Le risposte ai lettori

Roberto Napoletano VICEDIRETTORI:

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(creative director) e Francesco Narracci (art director) RESPONSABILI DI SETTORE: Luca Benecchi, Luca De Biase, Jean Marie Del Bo, Attilio Geroni, Laura La Posta, Armando Massarenti, Lello Naso, Francesca Padula, Christian Rocca, Fernanda Roggero, Stefano Salis, Giovanni Uggeri, Paolo Zucca SOCIAL MEDIA EDITOR: Michela Finizio, Marco lo Conte (coordinatore), Vito Lops e Francesca Milano

PROPRIETARIO ED EDITORE: Il Sole 24 Ore S.p.A. PRESIDENTE: Benito Benedini AMMINISTRATORE DELEGATO: Donatella Treu

La guerra, la speranza e la zona delle Intifade IL NOBEL PER LA PACE E I TANTI CONFLITTI di Ugo Tramballi

MARTEDÌ MERCOLEDÌ GIOVEDÌ VENERDÌ SABATO

Gianfranco Fabi Fabrizio Galimberti Guido Gentili Adriana Cerretelli Salvatore Carrubba

Le lettere vanno inviate a: Il Sole-24 Ore "Lettere al Sole-24 Ore" Via Monte Rosa, 91 20149 Milano email: [email protected] includere per favore nome, indirizzo e qualifica

La vera rivoluzione è quella di realizzare il liberismo economico

L

iberismo economico Al giorno d’oggi, si vive una santificazione continua di banchieri, broker, agenti di Borsa e varia tipologia di ricchezza “d’azzardo” , e tutto questo produce effetti ammirativi e incondizionati nelle apologetiche pratiche del liberismo economico. Certamente molti di queste pratiche sono legalmente valide, ma ci sono molti luoghi comuni convenzionalmente attribuiti al libero mercato, ma che poi chiama in causa la responsabilità soggettiva, quando si fanno profitti si privatizza il guadagno quando ci sono le perdite si socializza a spese del pubblico! Sotto questo tendone pseudo - ideologico si radunano stili diversi a volte molto diversi fra loro, la libera impresa viene diluita in convenzioni in trattati in logiche di protezione che per nulla incarnano la famosa “ mano invisibile “ di Adam Smith . Nessuno può rinnegare la cavalcata scientifico-economica verso uno status di benessere più elevato, ma ora quella stella polare sembra molto sbiadita e la sua poca nitidezza è stata offuscata da monopolismi di ogni genere, banche,

Domenico Rosa imprese, opifici, negozi commerciali, e via elencando. Giuseppe Marcuzzi Aiello del Friuli

Il lettore ripropone un equivoco duro a morire, e addossa al liberismo colpe che col liberismo non hanno nulla a che fare. Il liberismo è diventato un fantoccio polemico (direbbe Einaudi) soprattutto in una società come quella italiana che preferisce utilizzare questo termine, facile da ammantare di ogni nefandezza, piuttosto che parlare, semplicemente, di economia di mercato: quella

che, per esempio, ha consentito un innalzamento delle condizioni economiche dei poveri del pianeta in proporzione mai vista nella storia. La forza dell’equivoco è stata confermata in questi giorni dalle pressioni delle lobby in Parlamento per annacquare, attenuare, svuotare, neutralizzare ogni serio tentativo di liberalizzare. Se fossero vivi, i primi a scandalizzarsi delle malefatte dei capitalisti sarebbero lo stesso Einaudi e Friedrich von Hayek, tanto per citare due maestri di liberismo: essi ricorderebbero

che il mercato non è assenza di regole, e di responsabilità; e, probabilmente, sottolineerebbero come, non a caso, Adam Smith, prima che economista, fosse filosofo morale e avesse intuito che il mercato è fonte di moralità, non di sopruso. Il punto è che il mercato deve essere mercato, ossia aperto alla concorrenza reale, guardingo sui monopoli, ligio alle regole (semplici e chiare), diffidente degli interessi organizzati che mungono la politica per trarne indebiti vantaggi, i cui costi, attraverso le tasse, sono addossati alla collettività. È un modello difficile, tutt’altro che realizzato perfettamente, fonte di continui cambiamenti e traumi, che vanno governati. Per questo molti ne diffidano, confondendolo con la caricatura spesso rappresentata da molti sistemi capitalistici. Perciò un liberista dei nostri giorni, collaboratore di questo giornale, Luigi Zingales, ha scritto un libro con Rajan Raghuram per difendere il capitalismo dai capitalisti: infatti, il danno arrecato all’economia di mercato dai comportamenti opachi di chi confonde mercato con interesse privato è enorme in termini di delegittimazione morale dell’intero sistema. La vera rivoluzione, perciò, non sarà abbandonare il liberismo, ma realizzarlo: e i primi a opporsi, ne sia certo il lettore, saranno proprio coloro dei quali, opportunamente, egli denuncia le colpe.

u Continua da pagina 1

U

n intervento russo in Siria, sempre più complicato a dispetto dei trionfalistici bollettini di guerra; una nuova rivolta araba in Palestina, che si allarga lentamente e inesorabilmente come un’inestinguibile pozza di sangue; un accordo in Libia che sarebbe un delitto di hubris chiamare definitivo, e ottimistico definirlo di pace; un gelsomino, il solo in tutta la regione da Gibilterra allo stretto di Hormuz, fiorito di nuovo in Tunisia. Il Nobel per la pace al Quartetto per il dialogo tunisino è l’unica buona notizia perché i premiati e la parte più importante del loro Paese sono gli unici in tutta la regione a credere e praticare l’inclusione politica: del governo e delle opposizioni, della maggioranza e delle minoranze, dell’Islam e delle altre fedi. Una formula che non è mai esistita nel Medio Oriente contemporaneo: non nell’epoca dei raìs e dei dittatori, non in quella breve e illusoria delle primavere, ancor meno nell’attuale delle restaurazioni come in Egitto e del caos degli altri Paesi. Raramente i giudici svedesi e norvegesi del Nobel hanno saputo scegliere così bene come quest’anno. Non accettano la formula della spartizione del potere i russi il cui arrivo – meglio dire ritorno – non ha portato nulla di nuovo al Medio Oriente. Si sono limitati come gli altri a scegliere un fronte e a sostenerlo, proclamando di essere i difensori della pace. Niente di diverso dai tempi della Guerra Fredda. A fatica il principio dell’inclusione l’accettano i due nemici libici, dopo aver messo a ferro e fuoco il Paese, sostenendo di esserne ognuno l’unico rappresentante della volontà nazionale, e terrorista la fazione avversa. La terza Intifada, o quello che diventerà la rivolta palestinese, è forse il frutto ancora più amaro dell’esclusività mediorientale perché praticata da quella che dovrebbe essere l’unica democrazia della regione, Israele. Privi di ogni altra alternativa, i palestinesi si sono armati di coltelli perché dalla parte del manico il coltello l’hanno sempre tenuto gli israeliani: pensando alle loro esigenze legittime di sicurezza ma ignorando le richieste degli altri; imponendo, quando c’era, il loro processo di pace; promuovendo militarmente e legiferando la colonizzazione dei territori come se gli insediamenti non fossero un ostacolo alla pace. Ora il governo israeliano di destra-centro vuole far recedere la democrazia israeliana, tentando d’imporre per legge un primato etnico-religioso ebraico sulle minoranze del Paese. Le prime due Intifade nel 1987 e nel 2000 sono scoppiate in un Medio Oriente diverso da quello di oggi. Era una regione più stabile e in pace, anche se fa sempre effetto usare per il Medio Oriente gli aggettivi stabile e pacifico. Delegittimato Abu Mazen dagli stessi israeliani, nella disperazione di questa nuova generazione di accoltellatori s’intravvedono i prodromi dell’estremismo religioso diffusosi nel resto della regione. Un giorno non lontano Israele potrebbe rimpiangere Hamas. © RIPRODUZIONE RISERVATA

La centralità della scuola in periferia

’NDRANGHETA E CASALESI ELUDONO I CONTROLLI

Le mani delle mafie nei consorzi

Il capo della Dnaa Franco Roberti denuncia falle nel codice antimafia di Roberto Galullo

L

e mani della ‘ndrangheta e dei Casalesi dentro i consorzi che si aggiudicano appalti, per una falla del sistema normativo. La denuncia è ai livelli più alti: giunge, infatti, da Franco Roberti, capo della Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo (Dnaa), che l’ha ha fatta risuonare il 1° ottobre a Napoli davanti a tutti i prefetti della Campania. «Nei consorzi e nelle società consortili – ha detto – sono entrati fior di mafiosi e presto ne sapremo di più, avendo già contattato la direzione distrettuale competente». Pochi giorni prima, il 17 settembre, Roberti aveva fatto sfoggio dell'inglese e del ricorso a un premio Nobel della letteratura per allertare di quella falla nel sistema anche la Commissione parlamentare antimafia. «There's a fly in the ointment – disse con tatto e cultura – o, se volete dirlo più poeticamente con Eugenio Montale, c'è una maglia rotta nella rete. C'è un punto che mi sembra non sia stato oggetto delle vostre analisi e delle vostre proposte. Mi riferisco all'articolo 85 del codice antimafia. Forse nessuno se n'è accorto ma ce ne siamo accorti noi facendo indagini e pre-investigazioni. È veramente un varco pesante». La smagliatura è la lettera b) dell’85, laddove recita che per le società di capi-

C

he le scuole italiane cadano a pezzi lo si sapeva da tempo e dunque il crollo di ieri a Favara (Agrigento), dove è rimasto ferito un bambino di 10 anni , purtroppo non ha colto di sorpresa nessuno. Neppure il Miur che nei giorni scorsi ha condiviso un progetto comune con Renzo Piano per allocare al meglio i 300 milioni stanziati a luglio per l’edilizia scolastica con la riforma della “Buona scuola”. «Se dobbiamo costruire nuove scuole, meglio farle in periferia». Così l’archistar e senatore a vita esordisce nell’articolo che sarà pubblicato domani sul supplemento Domenica del Sole-24 Ore, dove espone il suo progetto di «scuola ideale», continuazione del suo impegno per il «rammendo delle periferie» iniziato un anno e mezzo fa. Entro dicembre sarà lanciato dal Miur un concorso di idee che avrà due finalità: creare le premesse per la costruzione, regione per regione, di nuove scuole; ridefinire il regolamento tecnico per l’edilizia scolastica, ora fermo alle norme del 1975. Didattica ed edilizia devono andare di pari passo. Non solo non devono cadere i calcinacci: i ragazzi devono potersi muovere in strutture che li proiettino in maniera naturale nei saperi del XXI secolo. (Armando Massarenti)

L

a sua valutazione resta sospesa per le modalità di attuazione della spending review e per il finanziamento dei comuni in seguito alla ipotizzata riduzione della tassazione sulla casa. Cottarelli spiega anche che la ripresa italiana non dipende solo da fattori esogeni in quanto parte degli stessi è attenuata dal rallentamento della crescita internazionale. In tal modo egli si collega di fatto alle argomentazioni che con grande lucidità aveva presentato in luglio all’Executive board dell’Fmi obiettando alla valutazione annuale fatta dal Fondo sull’Italia. Cottarelli criticò allora l’analisi degli ispettori Fmi sia per gli indicatori utilizzati (sulla cui base l’Italia finiva nella coda dei Paesi Ocse) sia perché essi consideravano come “progettate” molte riforme già attuate (ad oggi altre se ne sono aggiunte) sia perché non tenevano conto adeguatamente della forza del nostro manifatturiero.

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parasociali, al 10% e non si è tenuti alla documentazione antimafia. Non la faccio lunga, disse il capo della Dnaa ai commissari colti di sorpresa («È una pista seria, siamo pronti a recepire» dirà a fine seduta la presidente Rosy Bindi): questa falla «ha consentito a ditte direttamente collegate a tutte le organizzazioni mafiose di entrare in un sistema di appalti pubblici che vede come capofila un certo consorzio che non nomino, ma che è rappresentato in questo grafico che trasmetterò tra alcuni giorni al pro-

Fabbrica Italia

di Alberto Quadrio Curzio

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Le ditte che entrano con una partecipazione inferiore o pari al 10% non sono tenute alla presentazione della documentazione antimafia

I destini incrociati di Italia e Germania

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IL VARCO LEGALE

curatore distrettuale competente, e nella fascia mediana le ditte direttamente collegate alle organizzazioni mafiose». Insomma: nessuno dovrebbe sfuggire all’obbligo di presentare documentazione antimafia se vuole concorrere all’affidamento di appalti, ma così non è. Le ditte, naturalmente, agiscono attraverso prestanome. «Non si sa niente di questa galassia, di ditte tutte al di sotto del 10% e tutte collegate con cosche come Giampà, Pesce-Bellocco, Mancuso, Barbaro, per rimanere alla 'ndrangheta, il clan dei Casalesi...È lo stesso consorzio al centro, che è collegato... » aveva concluso Roberti in Commissione antimafia. L’allarme si comprende ancora meglio se si spuntano le carte depositate nel corso dei lavori della Commissione nelle quali Roberti si spinge ad affermare che il combinato disposto del comma 2 dell’articolo 85 con l'articolo 36 del Dlgs 163/2006 che regola le modalità attraverso cui i consorzi stabili di imprese possono svolgere i lavori a loro affidati rinviando ad un testo regolamentare, il Dpr 207/2010 per la disciplina di dettaglio, «sembra preoccuparsi, più che delle esigenze di difesa dell’economia dall’aggressione mafiosa, delle esigenze di semplificazione e di deregulation oggi molto in voga». È lecito e possibile che decine di imprese mafiose possano consorziarsi fra

loro, creare un soggetto – nella sostanza mafioso, perché costituito da mafiosi, ma ,ex lege , “pulito” – e ottenere appalti pubblici senza dovere rispettare le norme in materia di documentazione antimafia, avendo la sola accortezza di fare sì che nessuna delle consorziate detenga una quota di partecipazione al consorzio superiore al 10% e di nominare nella struttura (formale) di governance del consorzio soggetti puliti e comunque, almeno apparentemente, non legati ad ambienti mafiosi. Fatto ciò, la documentazione antimafia del consorzio sarà perfettamente in regola (anche se, ha ripetuto Roberti, le imprese consorziate fossero, in ipotesi, tutte mafiose) e, a questo punto, il consorzio, una volta vinto l’appalto potrà assegnare, a sua discrezione, l’esecuzione dello stesso alla ditta consorziata di proprio gradimento, fosse anche, ha esemplificato ancora Roberti, una ditta di piena pertinenza delle famiglie Riina, Morabito o Schiavone, avendo l’ulteriore e sola accortezza di indicare in sede di gara il nome delle ditte consorziate che, in concreto, svolgeranno i lavori. Insomma, fatta la legge le mafie sanno sempre come gabbare il Santo. Il punto è: accade per caso che il legislatore sia così disattento?

Guardie o ladri

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L’EDITORIALE

u Continua da pagina 1

RENZO PIANO SULLA DOMENICA DEL SOLE

tali anche consortili vale il principio della presentazione della documentazione antimafia, valido anche per ciascuno dei consorziati che nei consorzi e nelle società consortili detenga una partecipazione superiore al 10% o inferiore al 10% e che abbia stipulato un patto parasociale riferibile a una partecipazione pari o superiore al 10%. Questo significa che si può entrare in un consorzio con una partecipazione inferiore o pari, salvo i patti

Il responsabile del trattamento dei dati raccolti in banche dati di uso redazionale è il direttore responsabile a cui, presso il Servizio Cortesia, presso Progetto Lavoro, via Lario, 16 - 20159 Milano, telefono (02 o 06) 3022.2888, fax (02 o 06) 3022.2519, ci si può rivolgere per i diritti previsti dal D.Lgs. 196/03. Manoscritti e fotografie, anche se non pubblicati, non si restituiscono.

Questa osservazione ci introduce a due casi importanti, apparentemente di cronaca ma in realtà di concretezza strutturale di quel “fare” necessario per andare oltre la fumosità di altri giudizi. Il primo caso riguarda l’esposizione “Emo” in corso alla Fiera di Milano su macchine utensili, sistemi di produzione, robot e automazione industriale, meccatronica, tecnologie additive e altro ancora. Si vede qui un futuro che è già presente nella produzione manifatturiera e nelle modalità di lavoro delle fabbriche. Questa importante esposizione si alterna tra Italia e Germania a concreta dimostrazione che il nostro Paese è in questi comparti (come in altri con fiere altrettanto prestigiose) uno dei leader mondiali. Ciò non significa, tuttavia, che in tutti i settori e le dimensioni di impresa dell’economia italiana si usino le tecnologie più avanzate e che si sia già entrati nella fabbrica 4.0. Per questo va vista molto positivamente la notizia che il Mef sta stu-

MODALITÀ DI ABBONAMENTO AL QUOTIDIANO: prezzo di copertina in Italia ¤ 1,50 per le edizioni da lunedì a venerdì, ¤ 2 per le edizioni di sabato e domenica. Abbonamento Italia 359 numeri: ¤ 359,00 (sconto 39% rispetto al prezzo di copertina) + ¤ 29,90 per contributo spese di consegna (postale o in edicola). L'abbonamento Italia non comprende il magazine "IL - Intelligence in Lifestyle". Per l'abbonamento estero Europa, rivolgersi al Servizio Abbonamenti (tel. 02.30.300.600 oppure [email protected]). Per il resto del Mondo è disponibile solo l'abbonamento al quotidiano in versione digitale. Per sottoscrivere l'abbonamento è sufficiente inoltrare la richiesta via EMAIL all'indirizzo [email protected] oppure via FAX al N. 023022.2885, oppure per POSTA a Il Sole 24 ORE S.p.A. - Servizio Abbonamenti - Casella Postale 10592 - 20111 Milano, indicando: NOME / COGNOME / AZIENDA / VIA / NUMERO CIVICO / C.A.P. /LOCALITÀ / TE-

diando un bonus da super-ammortamenti per gli investimenti in una vasta gamma di macchinari oggetto anche di una indagine recente del Mise. Il secondo caso è la quotazione a Wall Street della Ferrari, ufficializzata proprio ieri, per la quale si sono già manifestate richieste di gran lunga superiori all’entità del progettato collocamento per il 10% del capitale. È questo un caso dell’eccellenza italiana nel mondo originata in un borgo di quella Emilia che ha generato tanti distretti del manifatturiero italiano. Ferrari e il colosso automobilistico Fca, che sta crescendo e ha ricominciato a investire e assumere anche in Italia, sono in questo momento un altro segno della riscossa italiana in un mercato, quello dell’automobile, molto concentrato e competitivo su scala mondiale. Questa sottolineatura non vuole aprire confronti con il caso Volkswagen che richiederà del tempo per essere chiarito e giudicato con obiettività. Dal punto di vista strettamente economico-tecnologico speriamo sin d’ora che l’effetto negati-

LEFONO e FAX/EMAIL. Altre offerte di abbonato sono disponibili su Internet all'indirizzo www.ilsole24ore.com/offerte. Non inviare denaro. I nuovi abbonati riceveranno un apposito bollettino postale già intestato per eseguire il pagamento. La sottoscrizione dell'abbonamento dà diritto a ricevere offerte di prodotti e servizi del Gruppo Il Sole 24 ORE S.p.A. Potrà rinunciare a tale diritto rivolgendosi al Database Marketing de Il Sole 24 ORE. Informativa ex D.Lgs. n. 196/03 - Il Sole 24 ORE S.p.A. Titolare del trattamento tratta i dati personali liberamente conferiti per fornire i servizi indicati. Per i diritti di cui all'art. 7 del D.Lgs. n. 196/03 e per l'elenco di tutti i Responsabili del trattamento rivolgersi al Database Marketing, via Carlo Pisacane 1 - 20016 Pero (MI). I dati potranno essere trattati da incaricati preposti agli abbonamenti, al marketing, all'amministrazione e potranno essere comunicati alle società del Gruppo per le medesime finalità della raccolta e a società esterne

vo degli eventi non crei un forte contraccolpo su tutta la manifattura e l’occupazione dell’eurozona e dell’Italia, che è fornitore di molte componenti all’industria automobilistica tedesca.

2° MASTER SOLE 24 ORE-LUISS

Un Master per spiegare i segreti della politica di Sergio Fabbrini e Fabrizio Forquet

C

i si può rifiutare di comprare un prodotto sul mercato se considerato non soddisfacente, ma non ci si può rifiutare di rispettare una legge dello Stato anche se considerata sbagliata o ingiusta. La politica rimane l’unica attività sociale che ha un carattere erga omnes. Ci si può disinteressare alla politica, ma di sicuro la politica non si disinteressa di ognuno di noi. Con questa consapevolezza, e con la certezza che la politica oggi in Italia soffre per un deficit forte di competenze prima ancora che di moralità, partirà il prossimo 26 novembre la seconda edizione del Master in Management Politico organizzato da “Il Sole 24 Ore” e la LUISS School of Government. Il successo della precedente edizione è la migliore testimonianza della originalità e necessità di questo Master. In Italia, la politica è un’attività sociale che non gode di buona reputazione. Eppure la politica, in Italia come altrove, è l’unica attività sociale che può modificare in meglio o in peggio la vita di ogni cittadino. Per questo motivo, il Master è finalizzato a formare operatori politici dotati delle necessarie competenze per svolgere la loro attività all’interno del sistema politica italiano. La politica non è solamente un’arte, ma è anche una scienza. Come tale richiede una conoscenza approfondita di ciò che viene troppo spesso dato per scontato. Il marchio di fabbrica del Sole 24 Ore e della Luiss, nelle rispettive aree di attività, è appunto quello delle competenze, dell’approfondimento e della divulgazione delle materie che fanno un buon cittadino e buon politico. Con questo metodo, questa vera e propria religione, il Master prova a contribuire a formare una generazione di politici più attenta e preparata. Il Master è diviso in tre grandi aree tematiche, l’area delle istituzioni, l’area della politica e l’area delle politiche pubbliche. È strutturato in una decina di moduli, ognuno dei quali focalizzato su una specifica tematica. Ai moduli contribuiscono docenti universitari ma anche professionisti politici, come ministri e leader politici, funzionari pubblici, giornalisti, organizzatori di campagne elettorali e della comunicazione politica, esponenti di movimenti sociali e organizzazioni non governative. I moduli prevedono una partecipazione attiva dei frequentanti del Master, anche grazie alla sperimentazione di innovative tecniche didattiche. I partecipanti sono messi nelle condizioni di assumere particolari ruoli politici, di avanzare proposte o strutturare memo da sottoporre a decisori pubblici, di acquisire le necessarie tecniche del processo politico, dal drafting legislativo all’organizzazione di una campagna elettorale. Il Master è organizzato in modo tale da consentire la partecipazione ai suoi moduli anche di chi ha un’attività occupazionale. La democrazia italiana è in una fase di riforma istituzionale e rinnovamento politico. Tuttavia, l’una e l’altro non potranno consolidarsi se non saranno sostenuti dalla formazione di tecnici della politica capaci di operare con professionalità ai vali livelli del sistema politico. Il master vuole contribuire alla formazione di un ceto di operatori politici capace di alzare il rendimento delle politiche e la qualità della politica. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’INIZIATIVA

La Germania reagisca

Quest’ultima è anche la posizione espressa da Angela Merkel che tuttavia non è un commentatore come noi ma il Cancelliere tedesco. Il suo governo dovrebbe perciò anticipare il rallentamento che subirà l’ economia della Germania aumentando la spesa pubblica per spingere la domanda interna e gli investimenti, in tal modo contrastando anche il calo delle sue esportazioni connesso al caso Vw e al rallentamento delle economie emergenti. Un’eurozona che da qui al 2020 cresce circa all’1,6% annuo con un tasso di disoccupazione intorno al 9% ha bisogno che la Germania utilizzi i suoi ampi gradi di libertà in termini di deficit e di debito per fare più spesa pubblica in investimenti ,soprattutto infrastrutturali, in tal modo cambiando l'atteggiamento europeo dalla fiscalità restrittiva a quella espansiva di cui anche l'Italia molto beneficerebbe. © RIPRODUZIONE RISERVATA

per la spedizione del quotidiano e per l'invio di materiale promozionale. SERVIZIO ABBONAMENTI: Tel. 02.30.300.600 (con operatore da lunedì a venerdì 8:30-18:00) - Fax 023022.2885 - Email: [email protected] SERVIZIO ARRETRATI PER I NON ABBONATI (non disponibili le edizioni cartacee più vecchie di 24 mesi dalla data odierna): inoltrare richiesta scritta via posta a: Il Sole 24 ORE S.p.A. - Servizio Cortesia, presso Progetto Lavoro, via Lario, 16 - 20159 Milano (Tel. 02 o 06 3022.2888) allegando la fotocopia della ricevuta di versamento sul c.c.p. 519272 intestato a Il Sole 24 ORE S.p.A. Oppure via fax al n. 02 o 06 3022.2519. Il costo di una copia arretrata è pari al doppio del prezzo di copertina del giorno richiesto. Non verranno rimborsate le istanze relative ad edizioni più vecchie di 24 mesi dalla data odierna.

Quando, dove, come  Partirà Giovedì 26 novembre la seconda edizione del Master universitario di primo livello in Management politico organizzato da Sole 24 Ore e Luiss School of Government. Ha una durata complessiva di 8 mesi e verrà svolto in 10 weekend non consecutivi con sessioni in distance learning presso la Business School del Sole (a Roma, in Piazza dell’Indipendenza). Il master è a numero chiuso e prevede un percorso di selezione per iniziare il quale bisogna compilare la domanda di ammissione on line all’indirizzo: www.bs.ilsole24ore.com/master-parttime/2-management-politico-la7412.html

STAMPATORI: Il Sole 24 ORE S.p.A., via Busto Arsizio 36, 20151 Milano e via Tiburtina Valeria, Km 68,700, Carsoli 67061 (AQ) - Etis 2000 S.p.A., 8ª strada, 29 zona industriale, 95100 (CT) - Stampa quotidiana S.r.l., via Galileo Galilei 280/A, località Fossatone, 40059 Medicina (BO) - Stampa quotidiana Srl - Zona industriale Predda Niedda , strada 47 n.4 - 07100 Sassari (SS) - B.E.A. Printing, Rue de Bosquet 16, Zona Ind. 1400 Nivelles (Belgio). DISTRIBUZIONE ITALIA: m-dis Distribuzione Media S.p.A., via Cazzaniga 1 20132 Milano, Tel. 022582.1 Certificato Ads n. 7879 del 19-02-2015 Registrazione Tribunale di Milano n. 322 del 28-11-1965 La tiratura del Sole 24 Ore di oggi 10 Ottobre 2015 è stata di 208.148 copie

Commenti e inchieste 19

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

Digitale per la crescita

Appello. Per il sottosegretario allo Sviluppo Economico, Antonello Giacomelli,(nella foto) sulla fibra, «il governo ha fatto la sua parte, ora tocca anche ai privati investire»

IL CONVEGNO DI ERNST & YOUNG A CAPRI

Strategie. Cardani (AgCom): «Serve un progetto Paese in collegamento con l’Agenda digitale europea»

«Telecom vuole una pax regolatoria»

Patuano tende la mano ai competitor - Giacomelli: sulla fibra il governo ha fatto la sua parte Andrea Biondi CAPRI (NA). Dal nostro inviato

L

aspadadiDamoclechependesullatesta diTelecomItaliaèevidente:Fastwebha chiesto 1,7 miliardi di euro e Vodafone 1 miliardo. Una guerra alla quale l’amministratore delegato Marco Patuano vuole porre fine: «Il mio obiettivo è di una pax regolatoria: è un obiettivo assolutamente primario». Il ceo di Telecom tende la mano agli operatori concorrenti. E lo fa da Capri, nel corso della seconda giornata del Convegno “Digitale X la Crescita”, organizzato da Ernst & Young, al quale è intervenuto a distanza con una videointervista registrata nei giorni scorsi, prima della partenza per il Sudafrica per una riunione del board Gsma. Le tegole miliardarie che rischiano di cadere sulla testa dell’ex monopolista discendono dalla multa da 103,8 milioni, diventata definitiva a maggio dopo la pronuncia del Consiglio di Stato, con cui l’Antitrust ha sanzionato Telecom per abusi nell’attivazione agli Olo delle linee d’accesso all’ingrosso. La stessa Antitrust a luglio ha avviato una nuova istruttoria per verificare ancora una volta eventuali ostacoli alla concorrenza e anche Agcom ha rifiutato un tentativo di mediazione relativamente all’accusa mossa a Telecom di ritardi nell’attivazione dei clienti in fibra ottica di Vodafone e Fastweb. Patuano dunque, intervenendo a distanza al convegno di Capri, ribadisce con ancora maggior chiarezza un concetto espresso in occasione della semestrale ad agosto, affrontando l’argomento contenziosi. E lo fa proponendo una «pax regolatoria» e un accordo «a entrambi i livelli», che cioè «fissi le regole per il futuro» e risolva anche le questioni pendenti in tribunale. «Risolvere le cause miliardarie senza risolvere i motivi del contendere è inutile, così come risolvere i motivi del contendere senza trovare un accordo con chi ti ha fatto cau-

Tavola rotonda Sebastiano Barisoni (Radio 24) ha moderato la tavola rotonda alla quale hanno preso parte (da sinistra) Donato Iacovone, Elio Catania, Dina Ravera, Agostino Santoni, Ivan Lo Bello, Andrea Bairati, Filippo Taddei e Domenico Arcuri

sa, diventa inefficace», aggiunge il ceo di Telecom Italia puntualizzando che «si apre una stagione assolutamente discontinua rispetto al passato» in cui l’ex monopolista cambierà visuale: i concorrenti, che per Telecom però sono anche clienti nel momento in cui utilizzano la rete, vanno «serviti al meglio, non perché altrimenti mi multano, ma perché io devo avere un cliente soddisfatto». Del resto «tutti gli Olo sono un nostro grandissimo cliente». A questo punto Patuano lancia la palla nella metà campo di tutto il sistema delle telco quando aggiunge che si deve «mettere il regolatore nelle condizioni di gestire un mercato all’interno dei quali i player vogliono fare più business e non fare business uno contro l’altro». L’ad di Fastweb, Alberto Calcagno, dal palco del convegno non replica all’invito alla “pax” fatto da Patuano. A ogni modo, come

anticipato dal Sole 24 Ore del 19 settembre, Telecom e Fastweb sono già alla ricerca di un accordo sul contenzioso. Da Vodafone invece, lo commentano come «una dichiarazione di intenti molto apprezzabile. Auspichiamo che seguano nei fatti condizioni di reale apertura per competere sul mercato della rete fissa in Italia». Nel frattempo gli operatori hanno davanti la grande sfida della realizzazione della rete in fibra. Il sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, ha anticipato i risultati della consultazione del governo sui piani di investimento degli operatori che determina le aree “nere”, che quindi saranno prive di incentivo governativo. Ebbene, gli «impegni vincolanti» dei 30 operatori che hanno partecipato, assicurano l’arrivo della fibra nel 21,4% delle abitazioni entro il 2018. E secondo i cal-

coli del Sole 24 Ore, togliendo la percentuale degli investimenti fatti e previsti con il cabinet (Fttc), le aree bianche diventano pari a 5.500 comuni: il 36% delle abitazioni. Il governo, ha detto Giacomelli, «ha fatto la propria parte, adesso tocca agli operatori». I questo quadro, una delibera Cipe in agosto haresodisponibili2,2miliardiperlarealizzazione della banda ultralarga nelle aree “a fallimentodimercato”.GiovanniValotti,numerounodi Utilitalia, che ha spiegato come le utilities «non vogliono fare il lavoro degli operatori tlc, ma possono accelerare il processo di diffusione della fibra abbattendo i costi». Sul fronte operatori i desiderata però divergono. Per Telecom bisogna procedere con bandi a incentivo che lasciano la proprietà della rete a chi la realizza. Una strada già battuta con i bandi Eurosud. Tuttavia i competitor, Fastweb in testa, non ne vogliono sentire parlare considerando quei bandi “cuciti su misura” per Telecom che, proprio per questo, ne avrebbe fatto incetta. L’alternativa possibile per l’impiego dei fondi vorrebbe lo Stato nella veste di investitore mantenendo la proprietà dell’infrastruttura passiva. «Stiamo dimostrando che i bandi Eurosud in 18 mesi si trasformano da un accordo di programma a clienti attivati», ha detto Patuano. Maximo Ibarra, Ceo di Wind, che dal palco del convegno EY ha anche indicato la necessità di fare sistema su Metroweb (si veda a pagina 21), ha parlato di un modello attuale che «non funziona. È fondamentale gestire le gare senza disparità in partenza». Il numero uno di Fastweb, Alberto Calcagno, è stato ancora più tranchant: «Se il governo mette i soldi, lo Stato deve rimanere proprietario di questa infrastruttura passiva. Gli operatori hanno invece il dovere di mettersi d’accordo, e tutti insieme il dovere di collaborareatrovaresoluzionimiglioriperdareilmiglior servizio ai cittadini». © RIPRODUZIONE RISERVATA

La proposta. Per il presidente di Telecom Italia serve un regime fiscale che favorisca i prodotti 2.0

Recchi: «Rottamiamo il non digitale» di Antonella Olivieri

«R

ottamiamo il non digitale». È l’appello/proposta lanciato dal presidente di Telecom Italia Giuseppe Recchi dalla platea del tradizionale incontro caprese organizzato da Ey-Between che quest’anno ha per titolo “Digitaleperlacrescita”.Vieneprimal’uovoolagallina?, viene prima la banda ultralarga o la domanda di servizi che la richiede? Per Recchi si è ormai capito che le due cose devono procedere in parallelo.Equindi,piùcheditassadigitale,bisognerebbe parlare appunto di «incentivazione alla rottamazione del non-digitale». Che poi, oltretutto, più che di digital tax bisognerebbe par-

laredi«misuredicontrastodell’elusionefiscale dapartedisocietàmultinazionali»,dalmomento che non si introduce nessuna nuova tassa ma si mira semplicemente a uniformare un regime fiscale a cui deve sottostare anche chi finora è riuscito a sottrarvisi. Dunque, secondo Recchi, si dovrebbe immaginare un «regime fiscale che favorisca i prodotti digitali rispetto ai corrispondenti servizi “fisici”». E pensare anche a un sistema “progressivo”, e cioè un sistema in cui «il sovrapprezzo dell’analogico aumenti progressivamente nel tempo», perché questo incentiverebbe anche economicamente a seguireicomportamentipiùvirtuosiconunagraduale transazione al digitale. Invece nella realtà ancora oggi ci sono casi in

TV A CURA DI LUIGI PAINI

cui succede esattamente il contrario. Pagare il bollo auto on line, segnala per esempio il presidente Telecom, costa più che pagarlo allo sportello. Qualche passo nella giusta direzione peraltro è stato già fatto. Per esempio Recchi cita l’equiparazione di trattamento fiscale tra i libri “fisici” e gli e-book digitali che fino a pochi mesi fa vedeva invece avvantaggiata l’edizione cartacea. Oppure il caso dei buoni pasto che da fine giugno sono esenti fino a 7 euro se sono in formato elettronico e invece solo fino a 5,9 euro se sono nella tradizionale versione cartacea. Interventi nella giusta direzione, ma ancora sporadici, mentre – secondo Recchi - «serve un approccio più sistemico e di portata generale». L’importante è che ciascuno faccia la propria

parte, ha sottolineato il presidente Telecom: «Piùsipotràlavorareconcentratisugliobiettivi e compiti di ciascuno e prima si farà». Per quantoriguardal’otticad’impresa,«valutareaccuratamente il rischio sul ritorno degli investimenti è la prima responsabilità, innanzitutto verso chi nell’impresa lavora e per la sopravvivenza dell’impresa stessa». Occorre, ciascuno nel proprio ruolo, guardare al contesto generale in un orizzonte temporale più lungo. «Telecom lo sta facendo – ha sottolineato Recchi – con investimenti pluriennali: nei primi nove mesi dell’anno abbiamo posato 1,2 milioni di fibra, viaggiando alla velocità di 180 chilometri all’ora. E lo sta facendo ridisegnando il gruppo in termini di assetecompetenzeperpermettercidicontinuare a essere quello che siamo sempre stati: un’azienda di sistema capace di accompagnare il sistema-Paese verso la crescita». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Indicazioni. Le conclusioni del summit a 360 gradi sull’innovazione

In arrivo un piano E&Y per l’accelerazione 2.0 CAPRI (NA). Dal nostro inviato

L

a seconda e ultima giornata del convegno “Digitale X la crescita”, organizzato da Ernst & Young e arrivato quest’anno all’ottava edizione, si conclude con un annuncio dell’amministratore delegato di EY, Donato Iacovone: «Stiamo per presentare un piano di indicazioni e suggerimenti pensati per l’accelerazione digitale della Pa e del Paese». Chiudendo i lavori Iacovone ha ricordato come «questo è un grande progetto di trasformazione culturale e la tecnologia è abilitante alla nuova cultura che dobbiamo abbracciare. Politici, imprenditori, istituzioni e altri operatori devono adottare un nuovo linguaggio comune». Necessitàeopportunitàdellatrasformazione digitale del Paese - da far accompagnare da un’adeguataazionedellegislatoreodauncambio culturale altamente auspicabile soprattutto nelle Pmi - sono a più riprese emerse come conditio sine qua non durante la due giorni caprese. Il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli ha ricordato per esempio quanto detto da Walter Ruffinoni, il ceo di Ntt Data (divisione del colosso tlc giapponese Ntt DoCoMo) che ha reso palpabile la ricchezza nascosta nella svolta digitale lanciando una banale quanto efficace proposta: la digitalizzazione dell’industria del turismo farebbe incrementare il giro d’affari dell’economia di 4 miliardi.Allostessomodo,numeritalidarendere l’idea delle potenzialità che ruotano attorno al «2.0»sonostatisnocciolatiieridaLuigideVecchi, di Citi: «Internet ha raggiunto il 40 % della popolazione mondiale in meno di 20 anni. Nel 2020 l’80% della popolazione mondiale avrà accesso al web. Le banche però non sono attrezzate per rispondere efficacemente a questo sviluppo e devono rivedere il loro rapporto con il cliente e avere un approccio diverso per la valutazione del rischio in questo settore». A questo punto, non c’è però solo da fare i conti con opportunità che appaiono ormai incontestabili, ma anche con quello che sarebbe un contrappasso dantesco: l’eventualità che certe potenzialità rimangano sulla carta iscrivendosi alla voce “occasioni mancate”. Un paradosso che traspare dall’esempio portato da Roberto Viola, direttore della Dg Connect della Commissione Europea, intervenuto al convegno in videoconferenza: «Purtroppo l’Italia non dimostra ancora dei risultati all’altezza delle aspettative, ma è seconda solo dopo la Finlandia per l’adozione del cloud. Le imprese hanno quindi capito quanto sia importante l’innovazione tecnologica e anche il governo sta dando precisi segni di attenzione agli investimenti in infrastrutture». In un tale contesto, «l’Italia deve fare un salto di livello. Il tema dellerisorseeconomicheèsicuramenteessenziale, ma soprattutto, è necessario identificare le priorità di azione». In precedenza, durante il suo intervento, il presidente dell’Agcom, AngeloCardani,avevasottolineatolanecessitàdi un coordinamento centralizzato: «Senza un pianonazionalenonsiavrannorisultatidirilie-

RADIO 24

vo; c’è inoltre la necessità di un collegamento con l’Agenda digitale europea». Il convegno “Digitale x crescere” ha però quest’anno ancora di più risposto al proposito ambizioso di porsi come il vero summit nazionale dell’innovazione, in cui digitale e innovazione vengono analizzati e discussi a 360 gradi, in tutte le proprie sfaccettature. Alberto Biancardi e Antonio Nicita, rispettivamente commissari dell’Autorità per l’Energia e di Agcom, hanno discusso di innovazione, investimenti e concorrenza dal punto di vista della regolamentazione. Federico Di Chio di Mediaset, Alessandro Araimo di Discovery e Davide Tesoro Tess di Sky hanno discusso di ciò che la rivoluzione digitale sta portando anche sul fronte televisivo e dei contenuti. Un’innovazione chedovràricadereappienosullafreetv,hadetto Di Chio, battezzando poi anche come «impossibile da raggiungere l’obiettivo di 12 milioni di utenti nella pay tv nei prossimi tre anni» indicato qualche giorno fa dall’ad di Telecom Marco Patuano. Innovazione che dovrà ri-

GLI SCENARI

De Vecchi (Citi): Internet ha raggiunto il 40% della popolazione mondiale in meno di 20 anni, nel 2020 l’80% avrà accesso al web guardare «il linguaggio, sfruttando le nuove tecnologieinmodoconvergente»,hasostenuto Araimo e che sta impattando in maniera forteanchesullospettatore,comehainvecetenuto a sottolineare Davide Tesoro Tess di Sky: «Con il digitale si possono commentare in tempo reale gli eventi così come si faceva al bar». In precedenza il dg Rai, Antonio Campo dall’Orto,avevaparlatodelruolodella«Raicome una piattaforma per tutti e contribuire a ridurre il digital divide e portare un beneficio collettivo». Passando all’universo della carta stampata, il direttore del Sole 24 Ore Roberto Napoletanonelsuointerventohainvecericordato un aspetto da non sottovalutare nell’era del 2.0: «La tecnologia è un moltiplicatore dei contenuti, la sfida multimediale si vince con l’ideazione giornalistica. Oggi non c’è più solo un quotidiano ma esistono dei sistemi multimediali che parlano a platee differenziate di lettori». Tavola rotonda finale con Elio Catania, presidente di Confindustria digitale; Dina Ravera, presidente Asstel; Agostino Santoni, presidente Assinform; Ivan Lo Bello, presidente di Unioncamere; Andrea Bairati, direttore area Education e Innovazione di Confindustria; Filippo Taddei, Pd; Domenico Arcuri, ad Invitalia. Tema: la difficoltà di utilizzare il digitale per la crescita dell’Italia. Soluzione: inevitabile cambiare marcia con l’impegno di tutti. Pubblico e privato. A. Bio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL TEMPO

Calcio: Azerbaigian - Italia

Si informano i gentili viaggiatori

17.45 | RAIUNO Nella foto Gigi Buffon

23.30 | IL TRENO VA Gianluca Nicoletti (foto) viaggia e chiacchiera con gli altri viaggiatori

Frequenze:800-080408 Per intervenire alle trasmissioni: 800-240024 SMS 349-2386666 I Gr possono essere ascoltati anche su: www.radio24.it

www.ilsole24ore.com/meteo

Oggi Milano

ALBA E TRAMONTO:

07:33

MINIMA

Aosta

9

MASSIMA

DA NON PERDERE 21.20 | RAI 5 Lehman Trilogy. Seconda parte (“Padri e figli”) della monumentale ricostruzione teatrale della vita dei banchieri Lehman: la trilogia, andata in scena al Piccolo di Milano, è stata l’ultima regia firmata da Luca Ronconi. 21.35 | RAI STORIA Eco della storia. Cantante, attore e one man show unico nel panorama americano, incarnazione del sogno americano: la straordinaria carriera di Frank Sinatra raccontata da Renzo Arbore. 21.45 | RAITRE Ulisse: il piacere della scoperta. Splendori di Puglia: guidati da Alberto Angela visitiamo, fra le altre meraviglie, Castel del Monte, la cattedrale di Trani e le grotte di Castellana. 22.30 | RAI STORIA La grande carestia di Mao Tse-Tung. La carestia causata dagli errori di pianificazione fu, secondo alcuni studiosi, la più terribile della storia: tra il 1958 e il 1962 morirono oltre 40 milioni di persone.

ATTUALITÀ 14.00 | RAIUNO Linea blu. Domani a Trieste si tiene la tradizionale “Barcolana”: Donatella Bianchi ci mostra i preparativi di questa sentitissima (e partecipatissima) manifestazione velica.

21.10 | SKY ARTE Sette meraviglie. In giro per l’Italia alla ricerca del Bello: la tappa iniziale è a Milano, poi si va a Padova, Venezia, Ravenna, Urbino, Matera e Siracusa. 22.00 | BBC KNOWLEDGE Facciamo la storia. Le profezie di Nostradamus comprendevano l’allunaggio (!) e la morte di Enrico II di Francia: ma chi era veramente l’astrologo, scrittore, speciale e farmacista francese vissuto tra il 1503 e il 1566?

6.10 | Luoghi d’arte 6.15 | In primo piano - Europa di Giulia Crivelli

17.05 Radiotube

6.30 | Il cacciatore di libri R 7.16 | Reportage 7.30 | Si può fare con Alessio Maurizi 10.05 | I conti della Belva di O. Giannino e C.A. Carnevale Maffè 12.05 | L’altra Europa di Federico Taddia 13.15 | Container

POOH 50 I Pooh festeggiano 50 anni di attività con gli ultimi grandi concerti prima di sciogliersi alla fine del 2016. Per l’occasione tornano sul palco gli ex componenti Riccardo Fogli e Stefano D’Orazio. Marta Cagnola e Daniele Bellasio (foto) li ospitano ripercorrendo la carriera del gruppo più longevo d’Italia

di Massimo De Donato

di Franco Dassisti

13.30 | Giovani talenti di Sergio Nava

19.15 | Sound Check di Gegè Telesforo

14.00 | Fabbrica 2.4 di Filippo Astone

21.05 | Moebius di Federico Pedrocchi e Mariachiara Albicocco

14.30 | L’altro pianeta di Laura Bettini 15.00 | Il sabato del villaggio con Marta Cagnola 17.05 | Radiotube di Marta Cagnola e Daniele Bellasio 18.05 | La rosa purpurea

22.05 | Il cacciatore di libri di Alessandra Tedesco 22.30 | Economia in pagine di Gianfranco Fabi

Messina

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21.10 | ITALIA 1 Tata Matilda e il grande botto, di Susanna White, con Emma Thompson, Maggie Gyllenhaal, Gran Bretagna - Francia 2010 (109’). Quella governante è una... fata! 21.10 | MTV L’inglese che salì sulla collina e scese da una montagna, di Christopher Monger, con Hugth Grant, Gran Bretagna 1995 (96’). Un paesino del Galles, nel lontano 1917, è in subbuglio perché il suo “montarozzo” sta per essere declassato a semplice collina. Che disonore...

07:16

18:37

molte nubi con qualche pioggia su cuneese ed Emilia Romagna, più insistenti tra dorsale e Romagna; schiarite pomeridiane al Nord Ovest. Temperature stabili, massime tra 18 e 22.

Centro:

condizioni di maltempo con piogge e rovesci diffusi ed abbondanti; migliora in serata da Sardegna e Toscana. Temperature in diminuzione, massime tra 15 e 20.

Sud e isole:

maltempo con piogge anche intense. Fenomeni più blandi o a tratti assenti su medio-bassa Sicilia e Calabria Ionica. Temperature stazionarie, massime tra 19 e 24.

Domani Milano

ALBA E TRAMONTO:

07:34

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GR 24: all’ora STRADE IN DIRETTA: ai 15’ e ai 45’ BORSE IN DIRETTA: alla mezz’ora

Cuneo

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Catania

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24.00 | RAITRE Stelle nere. Una lunga striscia di orrendi delitti a cavallo tra gli anni 70 e 80: la terribile storia di Wolfgang Abel e Marco Furlan, che firmavano le loro “imprese” criminali con il nome di Ludwig.

SPETTACOLO

Roma

18:47

Nord:

Roma

18:45

07:18

18:35

Nord:

nubi al Nordest ma senza particolari fenomeni e con schiarite serali. Ampi spazi soleggiati al Nordovest. Temperature stabili, con massime comprese tra 18 e 23.

Centro:

piogge su Adriatiche e basso Lazio con fenomeni in esaurimento da Nord, schiarite dalle ore serali; sole altrove. Temperature in rialzo ad Ovest, massime tra 17 e 23.

Sud e isole:

residuo maltempo specie sul basso versante tirrenico, ma tendenza ad attenuazione dei fenomeni; schiarite sulla bassa Sicilia. Temperature in calo, massime tra 18 e 23.

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Vienna

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Zurigo

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Mondo

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Los Angeles

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New York

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Palermo

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Londra

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Rio de Janeiro

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Madrid

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DOMANI

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Berlino

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Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

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Sabato 10 Ottobre 2015

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IL GIORNALE DELLA FINANZA

t

BANCHE POPOLARI

RIASSETTI

SETTIMANA FINANZIARIA

Luca Davi u pagina 24

Carlo Festa u pagina 24

Walter Riolfi u pagina 36

Ubi, oggi in 7mila per l’ok alla Spa

Zucchi, arriva l’offerta vincolante di Astrance Capital

Convince poco questa forte corsa dei listini mondiali

Auto. La casa di Maranello valutata 8,65 miliardi di euro (poco meno di 10 miliardi $) - L’incasso servirà a ridurre il debito Fca Dufry sale al 93,4%

Ferrari, Ipo da un miliardo di dollari

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FOCUS

Real estate PIAZZA AFFARI

Sorgente ritira l’offerta per la quotazione

Prezzo fra 48 e 52 dollari, sul mercato il 10% del capitale compresa la greenshoe

Carlo Festa

pLa corsa di Ferrari verso la I numeri di Ferrari quotazione in Borsa a Wall

Street è ufficialmente partita: ieri in tarda serata la società I SETTORI D’ATTIVITÀ ha depositato presso la Sec Ricavi 2014 in milioni di euro (l'autorità americana di controllo sui mercati) il prospetto Auto e pezzi Motori Formula 1, Altro definitivo per l'offerta pubbliuso del brand di ricambio ca iniziale (Ipo) dei titoli. Fiat Chrysler, socio di maggioranza con il 90% dei titoli, venderà 17,175 milioni di azioni della neonata holding olandese Ferrari NV a un prezzo unitario compreso fra 48 e 52 dollari; alTOTALE RICAVI le azioni offerte si aggiungerà una greenshoe da 1,7 milioni di titoli. Il totale corrisponde al 10% circa del capitale Ferrari. Se la greenshoe verrà esercitata per intero, Fca incasserà una somma compresa fra i 906 e i 983 milioni di L’intesa. Il gruppo equiparerà il salario degli ultimi assunti a quello dei più anziani dollari (800 e 865 milioni di euro). Il prezzo massimo di vendita corrisponde a una valutazione dell'azienda di 8,65 miliardi di euro, inferiore alle stime che erano circolate nei Marco Valsania gressione - verrà gradualmente per stabilimento nei prossimi NEW YORK giorni scorsi. equiparata al livello dei lavora- giorni e ribaltare il rifiuto che la L'obiettivo di Sergio Mar- pCi vorranno otto anni, ma la tori più anziani. Eliminando nei scorsa settimana aveva fatto chionne, amministratore de- doppia fascia salariale che pe- fatti una sperequazione di com- deragliare l’intesa. legato di Fiat Chrysler (oltre nalizzava i neoassunti sparirà pensi per medesime mansioni Continua u pagina 22 che presidente di Ferrari), è di alla Fiat Chrysler Automobiles. introdotta allo scopo di tagliare avviare il road show presso gli Il sindacato americano dell’au- i costi e superare le crisi ma che investitori nei prossimi giorni to ha ottenuto dall’azienda un oggi è invisa davanti al risanae chiuderlo abbastanza presto, impegno che dovrebbe rivelar- mento ormai avvenuto e ai proper mettere l'operazione al ri- si determinante per ottenere fitti delle case di Detroit. paro dalle possibili turbolenze l’approvazione del nuovo conAltre correzioni arricchiscodei mercati. Il debutto ufficia- tratto di lavoro da parte di iscrit- no la proposta di contratto che le a Wall Street, con la sigla ti irrequieti: la paga oggi decur- le squadre negoziali di Fca e RACE, potrebbe avvenire già tata dei dipendenti entrati in Uaw hanno sottoscritto e che lunedì 19 ottobre o comunque fabbrica dal 2007 in poi - uffi- ieri i vertici sindacali hanno ilentro la settimana successiva. cialmente definita “in—pro- lustrato ai quadri locali per orL’incremento del tetto dei salari Andrea Malan u pagina 22 gression wages”, salari in pro- ganizzare il voto stabilimento rispetto alla prima proposta

1.944

311

417

90

2.762

Fca, strada in discesa con i sindacati Usa

+16%

Servizi oil&gas. Il titolo sale del 2,93% in Borsa

Piazza Affari dove ha chiuso ieri segnando un progresso del 2,93% (a 8,95 euro), sospinta dal rialzo delle quotazioni del greggio e, soprattutto, dalla notizia di nuove commesse per 600 milioni di euro. La società guidata da Stefano Cao - che il prossimo 28 ottobre presenterà a Londra il suo piano strategico (di cui ha fornito un’anticipazione a fine luglio in occasione della diffusione dei risultati semestrali) - si è infatti

aggiudicata un contratto Epci da Saudi Aramco che prevede attività di ingegneria, approvvigionamento, trasporto e installazione di strutture offshore. L’altro tassello significativo rinvia invece all’Eni e al blocco 15/06, in Angola, per il progetto East Hub Development. Lo scopo del lavoro include la fornitura di 5 riser flessibili e di 20 chilometri di flowline rigide, nonché l’installazione di strutture sottomarine. Dominelli u pagina 23

Volkswagen, aumento grazie al convertendo Andrea Malan

pVolkswagen aumenta il

capitale di quasi quattro miliardi di euro con un prestito convertendo, mentre le azioni ordinarie volano in Borsa. Il prestito convertendo è quello collocato a fine 2012, e incrementato poi l’anno successivo a 3,7 miliardi di euro; paga un interesse del 5,5% annuo e verrà convertito in azioni privilegiate Vw il prossimo 9 novembre. L’operazione, che avverrà fra un mese esatto, non è stata dunque decisa dopo lo scandalo dei motori diesel truccati ma arriva al momento giusto per le casse di Vw: l’azienda rischia oneri per decine di miliardi di euro e - dicono molti analisti - sarà prima o poi costretta ad aumentare comunque il capitale. «È come un aumento di capitale “gratuito”» dice Jonathan Stanford, gestore di fondi basato a Lugano. Continua u pagina 22

In porto l’Opa su Wdf, via all’offerta residuale In porto l’Opa di Dufry su World Duty Free. Dufry è arrivata a detenere il 93,45% del capitale e lancerà l’Opa residuale sul capitale restante. Dufry può già procedere al delisting della società da Piazza Affari, operazione che avverrà dopo l’offerta residuale. In base dei risultati provvisori dell'offerta, alla chiusura del Periodo di Adesione (9 ottobre 2015) sono state portate in offerta azioni pari all'82,3% dei titoli oggetto dell’Offerta corrispondenti al 30,48% del capitale sociale.

Riassetti. Giacomelli: il Governo ha fatto la sua parte

Il dossier Telecom-Metroweb scalda il mercato della rete pLariaperturadeldossierTele-

com-Metrowebscaldailmercato. Telecom rivendica il controllo, mentre Wind, che insieme a Vodafone ha in piedi una collaborazione proprio con Metroweb ribadiscelavaliditàdellacosiddetta «opzione condominio». Il presidente della diretta interessata, Franco Bassanini, ribadisce la sua vecchia posizione: «Siamo aperti ad accordi con chi ci può stare».

Il sottosegretario al Mise, Antonello Giacomelli, precisa che sul piano banda ultralarga il governo «ha fatto la propria parte, adesso tocca agli operatori». Su questo tema se per Telecom bisogna procedere con i bandi già sperimentati, secondo Fastweb lo Stato investitore dovrebbe mantenere la proprietà dell'infrastruttura passiva. Antonella Olivieri u pagina 23

Editoria. Dopo l’uscita di Jovane, titolo a -2,8%

Saipem si aggiudica Rcs, nuova proposta contratti per 600 milioni sul debito alle banche pSaipem guadagna terreno a

WOLFSBURG

pRcs Media Group presenta

alle banche creditrici una nuova proposta per la modifica dei contratti sul debito. Questo mentre in Borsa il titolo perde il 2,8% dopo le dimissioni dell’amministratore delegato Pietro Scott Jovane, le cui deleghe sono state assegnate al presidente Maurizio Costa in attesa della nomina del successore. Ieri mattina, il gruppo editoriale ha inviato alle banche creditrici una nuova proposta sul debito. In particolare la società

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VI DIAMO NUOVO SLANCIO.

ha chiesto agli istituti di considerare la vendita della divisione Libri, il cui incasso è previsto per marzo prossimo, una operazione riferita all’esercizio 2015. In questo modo sarebbero rispettati i covenant legati ai contratti sul debito. Nelle prossime settimane le banche faranno pervenire le loro osservazioni. Gli istituti, secondo indiscrezioni, sarebbero positivi sull’esito delle negoziazioni.

Sorgente Res fa marcia indietro nel processo di quotazione, con l’offerta che terminava proprio ieri. «Sorgente Res e Siiq, d'intesa con i coordinatori dell’offerta globale di sottoscrizione, comunica la decisione di procedere al ritiro integrale dell’offerta in conformità a quanto previsto dal prospetto informativo, non ritenendo soddisfacente la quantità e qualità delle domande pervenute», è scritto nella nota della società, diffusa nella serata di ieri. In realtà, secondo indiscrezioni, il parterre di investitori non è stato ritenuto all’altezza: troppi hedge fund nella possibile compagine azionaria postIpo. Il gruppo presieduto da Valter Mainetti sperava al contrario di attrarre importanti istituzionali inglesi e americani capaci soprattutto di garantire una certa stabilità al titolo. Piuttosto che investitori speculativi. Sorgente prevedeva di investire una porzione dei proventi della quotazione sui beni oggetto di acquisizione: in particolare, sull’immobile cielo terra a destinazione d’uso direzionale sito a Milano in Via Senato 28 e e sulla porzione di immobile cielo terra, a destinazione d’uso prevalentemente direzionale, sito a Roma in Via del Tritone 132. In ogni caso, visto come sono andate le cose, la Borsa diventa, anche per il futuro, una strada problematica per Sorgente: difficile pensare a un nuovo tentativo in futuro. È il caso di ricordare che l’azienda aveva infatti già archiviato due rinvii: alla fine dello scorso anno e prima dell’estate, sempre motivati dal gruppo con la cattiva condizione dei mercati. Anzi, c’è chi ambienti finanziari ipotizza che per Sorgente Res potrebbero ora aprirsi altre opzioni, a cominciare dalla ricerca di un investitore di peso come alternativa all’approdo in Borsa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marigia Mangano u pagina 23

Finanza 24 Banche. La rivoluzione del ceo Bill Winters per rilanciare l’istituto inglese

PIAZZA AFFARI

I bilanci, le notizie e le analisi sulle società quotate in Borsa

StanChart «taglia» mille manager Leonardo Maisano LONDRA. Dal nostro corrispondente

U

no su quattro. Il ceo Bill Winters imbraccia la penna e decima la prima linea del management con mille lettere di licenziamento firmate in queste ore e con decorrenza quasi immediata. Mille top managers dei quattromila che governano la banca britannica con radici in Estremo Oriente e Africa dovranno svuotare cassetti e scrivanie entro

la fine di novembre. È il segno di una rivoluzione che si sta per abbattere su una banca uscita quasi indenne dalla crisi del 2008, ma ora piegata dal rallentamento cinese, dalla crisi dei mercati emergenti, dal reclinare delle materie prime ovvero dalla caduta dei settori di business che hanno fatto di StanChart un colosso nel banking britannico. È bastato che la notizia rimbalzasse in forma

ufficiosa per far schizzare il titolo del 5 % a conferma che i mercati apprezzano l’odore del sangue anche quando è, inaspettatamente, del top management. In realtà ad essere apprezzata è la prospettiva che la banca guidata da Bill Winters stia seriamente misurandosi con una ristrutturazione che potrà aiutarla a gestire i risultati degli stress test che la Banca d’Inghilterra renderà noti ai primi di

dicembre. Secondo uno studio di Goldman Sachs StanChart avrà bisogno di rastrellare almeno 4 miliardi di dollari per soddisfare le richieste della Bank of England. Non è scontato che debba ricorrere ad un aumento di capitale: potrebbe bastare il piano che il ceo ha messo a punto in giugno e che prevede cessioni di rami di business e tagli. Tagli drastici di personale, prima linea inclusa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Finanza & Mercati

22

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

Auto. La casa di Maranello valutata 8,65 miliardi di euro (poco meno di 10 miliardi $) - L’incasso servirà a ridurre il debito Fca

Wolfsburg. La conversione del prestito 2012 da 3,7 miliardi

Ferrari, via all’Ipo da un miliardo

Volkswagen, parte il primo aumento di capitale

Prezzo fra 48 e 52 dollari, sul mercato il 10% del capitale compresa la greenshoe Andrea Malan MILANO

pLa corsa di Ferrari verso la quo-

tazione in Borsa a Wall Street è ufficialmente partita: ieri in tarda serata lasocietàhadepositatopressolaSec (l'autoritàamericanadicontrollosui mercati) il prospetto definitivo per l'offertapubblicainiziale(Ipo)deititoli. Fiat Chrysler, socio di maggioranza con il 90% dei titoli, venderà 17,175 milioni di azioni della neonata holding olandese Ferrari NV a un prezzo unitario compreso fra 48 e 52 dollari; alle azioni offerte si aggiungerà una greenshoe da 1,7 milioni di titoli. Il totale corrisponde al 10% circa del capitale Ferrari. Se la greenshoe verrà esercitata per intero, Fca incasseràunasommacompresafrai 906 e i 983 milioni di dollari (800 e 865 milioni di euro) che andrà a ridurne l'indebitamento. Non vi sarà invece aumento di capitale di Ferrari. Il prezzo massimo di vendita corrisponde a una valutazione dell'azienda di 8,65 miliardi di euro, circa10miliardididollari. L'obiettivo di Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Chrysler (oltre che presidente di Ferrari), è di avviare il road show

presso gli investitori nei prossimi giorni e chiuderlo abbastanza presto, per mettere l'operazione al riparo dalle possibili turbolenze dei mercati. Ladomandasiprevedeelevata-nei giorni scorsi sono circolate stime incoraggianti;ilnumerodiazioniofferte èdelrestorelativamentebasso,elaforchetta di prezzo corrisponde a un in-

I TEMPI

La prossima settimana il road show con gli investitori, il debutto a Wall Street da quella successiva con il simbolo RACE casso inferiore ai target che erano circolati in precedenza. Proprio sull'effetto scarsità conta Marchionne per spingere il prezzo di vendita verso i livelli alti della forchetta. L'altro atout perspingerelevalutazionièl'accostamento del titolo più a quelli del lusso, comePradaoHermès,cheaquellidelle case automobilistiche quotate; le aziende del lusso godono infatti di multiplidivalutazionipiùelevati.

Il debutto ufficiale a Wall Street, con la sigla RACE, potrebbe avvenire già lunedì 19 ottobre o comunque entro la settimana successiva (Fca ha comunque sempre la possibilità di bloccare l'operazione in caso di terremoti sui mercati). Global coordinatordelcollocamentoFerrarièla banca svizzera Ubs, di cui Sergio Marchionne è stato vicepresidente; ad essa si aggiungono i joint book runners Bofa Merrill Lynch, Banco Santander,Allen&Co.,BnpParibas, MediobancaeJpMorgan. Dopo l'Ipo il capitale sarà così ripartito: 80% di Ferrari NV ancora in manoaFca(cheèessastessaunaholding olandese), 10% a Piero Ferrari (figlio del fondatore dell'azienda) e 10% sul mercato. Nei primi mesi del 2016 è previsto il passo successivo, ovvero lo scorporo della Ferrari NV daFca:l'80%diFerrariancorainmano a quest'ultima verrà assegnato ai soci Fca e ai detentori delle obbligazioniconvertibili. Adareilviaalloscorporodovràessere un'assemblea straordinaria dei soci Fca, che si terrà ad Amsterdam e potrebbe essere convocata per dicembre. Dopo l'operazione l'azionariatodiFerrariNVvedràExor,lahol-

REUTERS

dingquotatadellafamigliaAgnelli,al 24%delcapitale;PieroFerrarial10%e ilrestante66%sulmercato.Grazieal meccanismo dei diritti di voto doppi però, previsto dalla legge olandese, ExorePieroFerrarisarannoingrado di mantenere il controllo dell'azienda. Sempre dopo lo scorporo verrà (“eventualmente”, è scritto nel prospetto)chiestalaquotazionedeltitoloancheaMilano. IlcollocamentodellaquotaFerrari permetterà come detto a Fiat Chrysler di ridurre l'indebitamento; quellonettoindustrialesiattestavaa finegiugnoa8miliardidieuro.Unulteriore contributo in questa direzione arriverà al momento dello scorporo, quando Ferrari emetterà una Note (una sorta di cambiale) da 2,25 miliardi a favore di Fca, ripagandola poi con l'emissione di debito. Dopo laseparazionelaholdingdelCavallinosiritroveràconundebitonettofra gli 1,5 e i 2 miliardi di euro. La separazionedaFerrariridurrànaturalmente il valore di Borsa di Fiat Chrysler; ieri il titolo di quest'ultima ha coronato una delle settimane migliori dell'anno, mettendo a segno un rialzodel2,6%a13,81euro.

A Wall Street. Una Ferrari parcheggiata davanti al New York Stock Exchange

Andrea Malan u Continua da pagina 21

pParadossalmente,

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’intesa. Prevista l’equiparazione in otto anni del salario dei nuovi assunti a quello dei lavoratori con maggiore anzianità

Fca, strada in discesa con il sindacato Usa Marco Valsania NEW YORK

u Continua da pagina 21

pLa Uaw, memore delle ac-

cuse di aver spiegato male il primo accordo, ha preparato un memorandum di ben 19 pagine ricco di tabelle per descrivere in dettaglio i punti del nuovo compromesso. Ci sono chiarimenti sui futuri piani di produzione, con l’impegno a condividerli con i lavoratori dei singoli impianti interessati quando pron-

ti. Fin d’ora ogni fabbrica viene esaminata in termini di forza lavoro e investimenti - l’azienda ne ha in programma in tutto per 5,3 miliardi - con diversi incre-

LA NOVITÀ

Rispetto al primo accordo, che fermava i salari della fascia bassa non oltre i 25 dollari in quattro anni, l'incremento nel tetto è del 16%

menti e una significativa riduzione al Warren Truck Assembly Plant. E ci sono certezze sull’assistenza sanitaria, la garanzia che i costi a carico dei dipendenti per ora non saliranno tranne che per visite ingiustificate al pronto soccorso quando scatterà un pagamento di cento dollari. I dipendenti di fascia più alta manterranno invariati due aumenti di paga del 3%, oggi e nel 2017. Ma è la prevista fine del dop-

pio salario, che nella prima versione vedeva la differenza tra le due fasce ridotta e non eliminata, la svolta principale. Rispetto al primo accordo, che fermava i salari della fascia bassa non oltre i 25 dollari in quattro anni, l’incremento nel tetto è adesso del 16% e arriva al 53% al confronto con l’attuale soglia massima di 19 dollari; soprattutto i 29 dollari per tutti rappresentano il salario orario dei tradizionali dipendenti Chrysler.

Il nuovo accordo intende offrire un preciso percorso di incrementi ai lavoratori senza diventare troppo oneroso per l'azienda, con una formula che prevede di raggiungere il nuovo massimo con aumenti nell'arco di otto anni, cioè di due contratti di lavoro quadriennali. Le misure di profit sharing 800 dollari per ciascun 1% di margine di profitto in Nordamerica oltre il 2% - saranno identiche per tutti i dipendenti,

rescindendo l'idea di offrire di più ai meno remunerati. I cambiamenti, però, riflettono nella sostanza il clima di maggior ottimismo a Detroit rispetto agli anni bui, al quale hanno contribuito i sacrifici di lavoratori che oggi chiedono di beneficiare della ripresa: il costo del lavoro alle big di Detroit è ormai diventato competitivo rispetto alle più agili società internazionali che hanno aperto impianti nel sud non sindacalizzato del Paese. Alla Chrysler oggi oltre il 45% dei dipendenti riceve un salario “ridotto”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

l’operazione sarà ancor più conveniente per l’azienda a causa dello scandalo stesso. Il prezzo minimo di conversione dei bond infatti, in base all’ultima revisione, è pari a 144,5 euro mentre il crollo del titolo Vw (oltre 40% in meno dopo lo scandalo) ha fatto scendere la quotazione fino ai circa 106 euro di ieri (dopo un minimo a 87 euro). A questo punto, chi ha le obbligazioni in portafoglio potrebbe ricevere azioni per un ammontare molto inferiore al costo originario di acquisto dei bond; non a caso la quotazione di questi ultimi è crollata nelle ultime settimane da circa 100 a 73 centesimi per 100 di capitale. Il prestito è in mano soprattutto a grossi innvestitori, visto che il taglio minimo all’emissione era di 100mila euro. In Borsa, intanto, è proseguita anche ieri la galoppata delle azioni ordinarie Vw, che hanno guadagnato l’8,3% a 125,9 euro sul mercato Xetra, dopo aver segnato nel corso della seduta rialzi fino al 15 per cento. La forbice rispetto alle azioni privilegiate (più diffuse e inserite nell’indice Dax) si è ancora allargata, visto che la quotazione di queste ultime è salita ieri del 3% a 106,6 euro. «Die Welt» segnala un volume di scambi pari a cinque volte la media, e scrive che «già questo indica che è in corso un rastrellamento da parte di un singolo acquirente». Un rialzo così consistente non si vedeva dal 2009, ai tempi della battaglia di Borsa tra Vw e Porsche finita poi con la vittoria della prima. La stessa «Die Welt», come altri media tedeschi, ipotizza che dietro la fiammata ci siano acquisti della holding Porsche SE, che ha già in portafoglio oltre

la metà delle ordinarie stesse (e quindi dei diritti di voto di Vw) e che è controllata dalle famiglie Porsche e Piëch. La Porsche, che ha una liquidità consistente, starebbe approfittando dei recenti ribassi per rafforzare il controllo sul gruppo, scommettendo sulla ripresa dopo l’effetto “dieselgate”. A fine settembre la Porsche ha acquistato dalla Suzuki l’1,5% che la casa giapponese deteneva in Vw e che ha ceduto dopo la rottura definitiva dell’alleanza; l’operazione sarebbe av-

IL MERCATO

Secondo i media tedeschi l’azionista di controllo potrebbe rafforzare la quota approfittando del crollo dopo il dieselgate venuta a prezzi da saldo, ovvero 500 milioni di euro per l’1,5% del capitale. Un’ipotesi alternativa è che siano in campo hedge fund che devono ricoprirsi dopo aver scommesso sul crollo del titolo nei giorni più caldi della crisi. Tornando al gruppo Volkswagen, ieri il ministero tedesco dei trasporti ha confermato che saranno 3,6 milioni le auto su cui dovranno essere effettuati interventi meccanici per rimetterle in regola con le norme sulle emissioni. Dalla Spagna, intanto, il ministro dell’Industria Jose Manuel Soria - di ritorno da un viaggio a Wolfsburg - ha fatto sapere che tra i progetti congelati da Vw per ridurre le spese non ci saranno quelli spagnoli: investimenti per complessivi 4,2 miliardi di euro nell’arco di cinque anni, destinati alla fabbrica Seat di Martorell (Barcellona) e quella Vw in Navarra. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Riaprono le grandi mostre, continua il flusso dei turisti ma soprattutto riappare un Pil positivo che torna ai valori del 2000

È

ormai cosa nota che il ricco patrimonio artistico e culturale italiano, accanto allo sviluppo turistico, potrebbero da soli rappresentare le chiavi per la ripresa e per lo sviluppo economico del Paese. Treviso non fa eccezione. Dopo dodici anni riaprono le porte il ‘Museo Luigi Bailo’ culla dell’arte del 900 e la storica sede dei ‘Musei Civici’, inaugurata nel 1888. Treviso potrà così contare su una superficie espositiva di 3700 mq. Arturo Martini, Gino Rossi, Luigi Serena, Giovanni Apollonio, Guglielmo e Beppe Ciardi sono alcuni degli artisti nella ‘Galleria del Novecento’ oltre a pittori attivi nel territorio come Bepi Fabiano, Nino Springolo, Aldo Voltolin. Una sezione è dedicata allo scultore Carlo Conte e alla sua gipsoteca e alla “scuola” di incisione trevigiana con gli artisti Giovanni

Barbisan e Lino Bianchi Barriviera. Il rinnovato complesso conventuale di Santa Caterina, esporrà le raccolte archeologiche e quelle di arte medioevale e moderna, fra cui il ciclo di affreschi con le Storie di Sant’Orsola di Tomaso da Modena e dal 31ottobre al 3 aprile la straordinaria mostra di Escher. Il sindaco di Treviso Giovanni A Ca’ dei Carraresi si terrà la mostra Manildo col Presidente del di “El Greco in Italia” e la formula del Consiglio Matteo Renzi biglietto unico offrirà l’opportunità di scoprire l’intero, inestimabile patrimonio di Treviso e dei trevigiani.

MONEYTOR PAY ricarica la chiavetta dallo smartphone I forni SCAME “trattano” tutti i metalli Un sistema innovativo consente di pagare alle macchinette senza denaro contante

Applicazioni ad alta tecnologia per raccorderia speciale, automotive, idrotermosanitaria

M

L

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A

circa l’80% del torper è un’atale, ma importanti zienda di deinvestimenti nel sign, che produce e mercato Usa standistribuisce in tutto no incrementando il mondo sedute e il peso di quest’atavoli per la colletrea, che si affianca tività, il lavoro e la ad ulteriori procasa. Fondata dalClaudio Feltrin, Arper getti di espansione la famiglia Feltrin Vice Presidente e CEO verso l’Oriente. nel 1989, Arper ha orientato progressivamente Attualmente l’Italia pesa 4% il proprio business nel contract, sul fatturato complessivo. Tra le dove sviluppa attualmente l’80% collaborazioni più significative, del fatturato. Oggi Arper è una quella con lo studio Lievore Alrealtà in crescita, con un fattura- therr Molina (Barcellona) a cui si to 2014 di 55 milioni e un Ebit- deve la nascita della collezione da del 18.6%. Il volume d’affari di sedute Catifa (oltre un milione è concentrato in Europa per di pezzi). www.arper.com

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Finanza & Mercati 23

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

Piano banda ultralarga. Il sottosegretario sulla partita per l’infrastruttura: «È la stessa proposta avanzata dall’incumbent qualche mese fa»

PARTERRE ppp

Sab Miller, il ceo telefona ai soci per difendersi dall’assedio

I

l management della inglese Sab Miller, preso a gestire un’offerta d’acquisto da 92,4 miliardi di euro giunta dalla belga AnheuserBusch InBev, tenta di difendersi in tutti i modi dall’assedio del maggiore produttore di birra al mondo. Il ceo Alan Clark - secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal- ha telefonato in questi giorni personalmente ai maggiori azionisti di lungo periodo di Sab Miller per convincerli a respingere l’offerta sul gruppo britannico. Come argomentazione il manager avrebbe anche annunciando un nuovo piano di tagli di costi. Sab Miller, che controlla anche i marchi Pilsner, Peroni e Nastro Azzurro, ha fatto sapere che intende ridurre le spese di gestione di 1,05 miliardi di dollari all’anno entro il marzo del 2020 - al posto dei precedenti 500 milioni - . Difficile dire se la mossa sarà sufficiente a fermare InBev e a convincere gli azionisti di Sab Miller. Il dato di fatto è che attualmente la distilleria inglese è valorizzata dal mercato 27,3 volte l’utile netto del 2014. Prezzi difficilmente sostenibili senza un’Opa in corso. (R.Fi.)

Telecom-Metroweb, il dossier scalda il mercato

Giacomelli: il governo ha fatto la sua parte e non spetta a noi decidere come si organizzano gli operatori Antonella Olivieri CAPRI. Dal nostro inviato

pNon c'è più tempo per riapri-

ziativa si concretizzerà. E di suo, l’ad di Telecom, Marco Patuano, ha lanciato un appello agli altri operatori-clienti per una pax regolatoria (si veda altro articolo a pagina 19), che dovrebbe passare anche attraverso un riassetto della divisione wholesale dell'incumbent in modo da equiparare l'accesso alla rete da parte di tutti gli operatori. Ieri però dal palco caprese, il presidente di Metroweb Franco Bassanini è tornato a ribadire la sua posizione: «Aperti a tutti

servato Bassanini – Il Governo ha fatto una scelta e questa è la fibra Il settore delle comunicazioni in Italia: composizione dei ricavi fino alle case, perché gli investimenti si fanno pensando al futuro Dati in milioni di euro e la sfida competitiva altrove si gioca ormai sui “giga”». BassaniTelevisione Rete fissa Rete mobile Editoria Internet e radio ni ha ricordato che non ha senso che lo Stato metta risorse nelle aree in cui gli operatori sono già -4,9 -10,4 -1,5 -10,7 +10,0 interessati a investire e «nemme17.296 16.440 17.398 15.593 8.652 8.526 4.672 4.174 1.483 1.632 no lo potrebbe fare perché le regole europee lo vietano». Quanto agli spazi per una concorrenza infrastrutturale in Italia «ci sono, ma sono abbastanza limitati», considerato anche che nel nostro Paese una concorrenza tra cavo e tlc non c'è «per una scelta politica disastrosa fatta qualche anno fa» a difesa del duopolio televisivo. Passando a Metroweb – il secondo cappello – Bassanini ha sottolineato che si tratta di «una piccola società, che però ha accumulato un know-how sulla fibra fino a casa e ha maturato l’abitudine a giocare in squadra». Collaborando per esempio con le amministrazioni locali come a Bologna, dove «la copertura è stata quasi completata». «Tutto questo – ha concluso – è a disposizione degli operatori 2013 2014 2013 2014 2013 2014 2013 2014 2013 2014 ed è aperto ad accordi con chi ci Fonte: Autorità per le garanzie nelle comunicazioni vuole stare, nell'ambito ovviamente di piani finanziari e industriali sostenibili». Da parte sua, Maximo Ibarra, ad di Wind – che insieme a Voda- Telecom Italia. La partecipazione del 19,883% acquisita a un valore medio di 1,14 euro fone ha siglato con i soci Metroweb una lettera d'intenti, pur non vincolante e non esclusiva – ha ribadito la preferenza per la formula consortile, dichiarandosi favorevole a un allargamento MILANO rio di consolidamento del setto- ropa». Inoltre, non risulta che la della compagine di operatori pCome era già emerso nei re. Del resto finora l’investimen- società presieduta da Vincent presenti in un'ipotetica società giorni scorsi, la Consob ha regi- to nel gruppo italiano evidenzia Bollorè sia intenzionata a forzare della rete a patto di avere strato ieri nelle comunicazioni valori di carico non distanti dal- la mano per entrare in consiglio. «un'equa governance che con- sulle partecipazioni rilevanti le quotazioni di Borsa. Come co- In proposito il numero uno di Tesenta un equilibrio dei parteci- l’aumento della quota di Viven- municato da Parigi l’investi- lecom, Marco Patuano, ha esclupanti e un corretto accesso alla di nel capitale di Telecom Italia. mento complessivo è pari a 3,054 so la convocazione di un’assemrete per tutti gli operatori». La partecipazione del gruppo miliardi per un valore medio di blea straordinaria per integrare Secondo l'ad di Fastweb, Al- francese il 2 ottobre 2015 è salita carico delle azioni ordinariedi il board prima di quella di bilanberto Calcagno, invece «se il al 19,883% del capitale dal 1,14 euro (ieri il titolo ha chiuso in cio della prossima primavera. Da Governo mette i soldi, lo Stato 15,486% dichiarato al 4 settem- rialzo dell’1,57% a 1,09 euro). qui la sensazione che il disegno deve rimanere proprietario bre 2015. L’attesa del mercato, Un investimento importante, francese sia di medio-lungo peridell'infrastruttura passiva», però, è che la società transalpina dunque. Ma per fare cosa? Il co- odo. Costruire una posizione di cioè della rete. non si fermi qui, con il solo limite municato della media company forza da poter poi utilizzare al Posizioni diverse e di fatto della soglia d’Opa del 25%. transalpina si è limitato a ricon- momento opportuno. Una posinon conciliabili, ma per una vol- L’obiettivo sarebbe quello di fermare «la volontà di essere un zione che, appunto, potrebbe ta almeno si è evitato di cadere consolidare una posizione di azionista di lungo termine del- presto essere arrotondata. nella polemica. forza nel libro soci di Tele- l’operatore di tlc» e di voler «sviR. Fi. com Italia in vista di uno scena- luppare le sue attività nel Sud Eu© RIPRODUZIONE RISERVATA © RIPRODUZIONE RISERVATA

esordio in Tunisia, nel 2010, non fu dei più facili poiché l’arrivo nel paese di Tecnis, attiva nel settore delle infrastrutture, avvenne alla vigilia della “rivoluzione dei gelsomini” che avrebbe portato alla caduta del regime di Ben Alì. Le sommosse di piazza bloccarono allora anche i lavori, aggiudicati all’azienda siciliana, per la galleria ferroviaria al centro di Tunisi. Fu un battesimo di fuoco che però non scoraggiò i fondatori, Mimmo Costanzo e Concetto Bosco. Tecnis scelse infatti di restare, nonostante i disordini, e concluse l’opera. La prima di una serie che, in cinque anni, ha visto la società portare a casa oltre 130 milioni di commesse. Le ultime, appena messe in cascina, riguardano la costruzione del nuovo svincolo dell’autostrada urbana a Tunisi (da consegnare all’inizio del 2018) e l’allargamento a due corsie di una strada statale per due anni di contratto. Due giorni fa, il primo ministro tunisino, Habib Essid, ha visitato i cantieri di Tecnis e ha incontrato i suoi vertici. La decisione di non lasciare il paese, insomma, ha pagato. E non era affatto scontata. (Ce. Do.)

re il dibattito sul «condominio» tra operatori per la costruzione delle rete in fibra ottica nazionale. Né ce ne sono le condizioni, stante l’indisponibilità dell’incumbent, Telecom Italia, a considerare forme di coabitazione con i concorrenti. «Il Governo ha fatto la sua parte, ha varato un piano, nonostante lo scetticismo iniziale, con lo stanziamento dei primi 2,2 miliardi per le aree a fallimento di mercato – ha sottolineato a margine dell'incontro caprese di Ey “Digitale per la crescita” il sottosegretario alle Comunicazioni Antonello Giacomelli – Ora tocca agli operatori. Non spetta al Governo decidere come gli operatori si debbano organizzare, ma ci aspettiamo una risposta efficiente». Sulla ripresa di contatti tra Telecom e Metroweb, dopo la rottura della primavera scorsa, Giacomelli ha osservato: «Non vedo niente di nuovo. Da quello che leggo mi sembra la stessa proposta che aveva fatto Telecom qualche mese fa». Quel che c'è di nuovo è che questa volta, almeno nell'impianto generale, le posizioni di Telecom coincidono con quelle dei due fondi azionisti di Metroweb – F2i e Fsi – che hanno presentato una bozza emendata/aggiornata della vecchia proposta Telecom come base per riaprire i negoziati: dossier che sarà esaminato venerdì prossimo dal consiglio Telecom. Lo schema in bozza prevede che inizialmente Telecom abbia il 60% del capitale del veicolo di coinvestimento, col 20% sterilizzato temporaneamente nei diritti di voto, e prevede espressamente che il restante 40% sia in mano a Fsi-F2i. A opera completata – anche questo è scritto nero su bianco – Telecom avrebbe l’opzione per salire al 100% dell’infrastruttura. Sarebbero rispettati così i due paletti posti dal board Telecom: no al condominio e 100% della nuova rete all’incumbent al termine. Un processo che ovviamente andrà discusso anche col regolatore, se l’ini-

Riassetti. Inviata ieri la missiva

Servizi oil&gas. Il titolo sale a Piazza Affari sulle commesse di ingegneria e costruzione

ppp

Moleskine, le attese del mercato su Syntegra

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u Moleskine l’azionista di controllo Syntegra Capital pare al bivio. Dopo 9 anni nella compagine azionaria (l’ingresso risale infatti al 2006), dopo la quotazione in Borsa del 2013, ora parrebbe il momento di fare qualche riflessione. Le alternative restano due: tenere ancora la partecipazione, magari concretizzando ancor più quella crescita indicata nel piano industriale e creando più valore per gli attuali azionisti, oppure valutare un disinvestimento della partecipazione di controllo, oggi al 42,2 per cento? La stessa domanda se la starebbero ponendo diverse banche d’affari. Del resto, il dossier qualche anno fa era stato preso in considerazione da grandi fondi come Permira e Blackstone. Tuttavia, forse, l’attuale non è il momento migliore per uscire dall’avventura per Syntegra. Il titolo, anche a causa di correzioni tecniche, è un po’ sceso negli ultimi mesi. In ogni caso Moleskine resta osservata speciale, in quanto un private equity per definizione è investitore con un orizzonte temporale a termine. (C.Fe.)

ppp

Tecnis e la scommessa vinta in Tunisia

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LE POSIZIONI

Bassanini: aperti a tutti quelli che ci stanno. Ibarra: allargare la compagine con una governance equa. Calcagno: la rete allo Stato che investe quelli che ci stanno». Precisando di parlare con «due cappelli», con quello del Governo (l'ex presidente Cdp ha un ruolo di consulente), ha sottolineato che il piano pubblico mobilizza risorse ingenti: «In tutto si tratta di quasi 7 miliardi, cui possono aggiungersi capitali a debito». «Tutti dicono di essere d'accordo con questo piano, poi però ne danno un'interpretazione restrittiva – ha os-

Telecom Andamento del titolo a Milano 09/09 09/10

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1,05

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Vivendi, quota in carico a 3 miliardi

Rcs, nuova proposta Saipem, nuovi contratti per 600 milioni sul debito alle banche Celestina Dominelli ROMA

Marigia Mangano

pRcs debole in Borsa all’indo-

mani delle dimissioni dell’amministratore delegato Pietro Scott Jovane. Le azioni del gruppo hanno toccato i minimi dell’anno a 0,792 euro per poi chiudere a 0,8 euro, in calo del 2,83%. Con l’uscita di Jovane le deleghe andranno ad interim al presidente del gruppo editoriale Maurizio Costa. Ma il mercato sconta l’incertezza in cui si trova attual-

IL TITOLO

Dopo l’uscita di Jovane, le azioni chiudono in calo del 2,8%. Sul successore, circolano i nomi di Laura Cioli e Alessandro Bompieri mente il gruppo. Il consiglio di amministrazione di Rcs, che ha confermato l’impegno a sostenereilnuovopianodisviluppodella società basato su News e Sport, ha altresì assicurato che la nuova guida operativa sarà individuata al più presto. Non è stato ancora deciso se la scelta sarà indirizzata all’esterno o se verrà selezionata una risorsa interna o già presente nel consiglio di amministrazione. Tra i nomi che circolano compare la consigliera Laura Cioli. Se inveceancheperl’incaricodiamministratore delegato venisse scelta la via interna all’insegna della continuità, come è stato fatto per il Corriere della Sera con la nomina del direttore Luciano Fontana, potrebbe essere una scelta plausibile il direttore generale media Alessandro Bompieri. Nel frattempo però la società va avanti nelle trattative con le banche creditrici per rivedere i contratti di finanziamento che, allo stato attuale, rischiano di

non essere rispettati in termini di covenant da parte di Rcs. A meno che le banche non rivedano i contratti. Nel dettaglio ieri, secondo quanto si apprende, Rcs ha inviato una lettera agli istituti facendo una precisa richiesta: considerare la cessione della divisione Libri, il cui incasso di 127 milioni è previsto il prossimo anno, una vendita a tutti gli effetti inerente all’esercizio del 2015. In base agli accordi originali, il gruppo di via Rizzoli avrebbe dovuto realizzare entro fine settembre cessioni di attività non strategiche per 250 milioni e ne ha invece realizzate per circa 190 milioni, Libri esclusi. Le intese con le banche prevedevano che il debito netto a fine anno scendesse sotto i 440 milioni e fosse inferiore a 3,5 volte il margine operativo lordo. Già a fine settembre, poi, l’indebitamento netto si voleva non dovesse superare le 4,5 volte il margine operativo lordo. Ovviamente il quadro cambia se la vendita della divisione Libri, peraltro libera da vincoli in quanto il rischio Antitrust è a carico di Mondadori, rientrasse nell’esercizio 2015. Le attese, ad ogni modo, sono che gli istituti accolgano le richieste del gruppo, rivedendo così alcuni termini dei contratti. L’esito del negoziato si saprà solo nei prossimi giorni. Ma è evidente che centrare questo obiettivo è una priorità. Anche perché sfondando i vincoli con le bancheRcs era impegnata a varare subito una seconda trance di aumento di capitale, per circa 190 milioni, sulla delega originaria da 600 milioni avuta a suo tempo dai soci e già esercitata per oltre 400 milioni. A fine giugno la semestrale Rcs segnava una posizione finanziaria netta negativa per 526 milioni. © RIPRODUZIONE RISERVATA

pDa un lato, il rialzo delle

quotazioni del greggio che sta spingendo l’intero comparto. Dall’altro, l’aggiudicazione di nuovi contratti di ingegneria e costruzioni offshore. Un combinato disposto che ieri ha consentito a Saipem di archiviare la seduta a Piazza Affari, segnando un progresso del 2,93%, a quota 8,95 euro. La società guidata da Stefano Cao - che svelerà a Londra, il prossimo 28 ottobre, il piano strategico a valle, il giorno prima, del cda che approverà i con-

ti del trimestre - ha reso noto ieri di aver messo a segno nuove commesse per 600 milioni di euro. I contratti più significativi riguardano due tasselli che il numero uno di Saipem, a fine luglio, nel corso della presentazione agli analisti dei risultati semestrali e dell’anticipazione del piano di rilancio (messo a punto con il supporto di Bain & Company, mentre Lazard sta affiancando la società sul fronte finanziario), aveva incluso nei 31 miliardi di possibili opportunità per l’azienda in diverse aree del pianeta. Il primo riguarda un contrat-

Private equity /1. Incarico a Rothschild

Il dossier Conbipel sul tavolo dei fondi pParte

l’asta sul gruppo di abbigliamento Conbipel, controllato dal fondo statunitense Oaktree. Secondo indiscrezioni sarebbe infatti stato affidato un incarico in questa direzione a Rothschild. In campo per l’acquisto dell’azienda, un tempo marchio storico della pelletteria poi rifocalizzata sull’abbigliamento, potrebbero scendere altri private equity internazionali, ma anche gruppi strategici e industriali. Negli scorsi mesi Oaktree si era focalizzato a rinegoziare le linee di credito con le banche (circa 100 milioni di euro). Terminato questo lavoro di riassetto finanziario, il private equity americano avrebbe iniziato a valutare il

disinvestimento della sua partecipazione di controllo, anche sulla scia del buon rilancio dell’azienda nell’ultimo anno e mezzo. Conbipel ha infatti evidenziato fatturato e margini in crescita dopo il lavoro di ristrutturazione. Ma chi potrebbe esaminare il dossier di Conbipel? Si guarda a grandi fondi internazionali, magari con una forte specializzazione sul retail, capaci di fare buyout di una certa dimen-

LA VENDITA

Il gruppo americano Oaktree avvia la procedura per cedere il controllo In campo altri private equity Ovs per ora alla finestra

to Epci assegnato da Saudi Aramco che prevede attività di ingegneria, approvvigionamento, trasporto e installazione di strutture offshore. Le attività di installazione a mare saranno eseguite al largo delle coste dell’Arabia Saudita. L’altro, invece, è legato alla controllante Eni e rinvia al blocco 15/06, in Angola, per il progetto East Hub Development. Lo scopo del lavoro include la fornitura di 5 riser flessibili e di 20 chilometri di flowline rigide, nonché l’installazione di strutture sottomarine. Il progetto sarà completato entro la fine del 2016, in linea con la tabella di

sione. Ma anche gruppi industriali potrebbero entrare nella partita. Magari alcuni strategici stranieri interessati ad entrare sul mercato italiano, complice anche la ripresa economica che potrebbe far crescere il fatturato dell’industria dell’abbigliamento in Italia. Poi ci potrebbero essere i gruppi nazionali. Tra i leader italiani del settore ci sono Ovs oppure gruppi più regionali come Piazza Italia. Molti addetti ai lavori vedrebbero in particolare sinergie tra Ovs e Conbipel, soprattutto sulla struttura dei costi. Ma resta da capire cosa farà il gruppo guidato da Stefano Beraldo, quotatosi a Piazza Affari con successo nel marzo di quest’anno. Infatti Ovs, al momento, sembra più focalizzato sulla crescita per linee interne e su alcuni mercati esteri (Francia, Spagna, Svizzera) piuttosto che impegnato in acquisizioni esterne. C.Fe. © RIPRODUZIONE RISERVATA

marcia predisposta da Eni che punta a far partire la produzione per l’East Hub Development, già in fase di sviluppo, nel 2017. In quel blocco, che comprende anche il progetto West Hub Development (dove l’Eni ha avviato la produzione a soli quattro anni dalla dichiarazione di scoperta commerciale), il gruppo guidato da Claudio Descalzi è operatore con la quota del 35%, mentre Sonangol Ep è la concessionaria del blocco. A fine luglio, come detto, Cao aveva tracciato un quadro puntuale dei possibili fronti di sviluppo per l’azienda individuan-

Saipem Andamento del titolo a Milano 09/09 09/10

9,0

8,5

8,0

7,5

7,0

Private equity /2. L’Ipo opzione preferita

Rhiag, in campo Bain e Blackstone Carlo Festa

pI grandi operatori inter-

nazionali attivi nel settore dei ricambi per autovetture entrano in gioco per conquistare Rhiag, tra i leader europei indipendenti tra i distributori B2B. Si è aperto un cosiddetto «dual track», cioè doppio binario, per Rhiag. Da una parte l’azienda, controllata da Apax, sta valutando assieme agli advisor Jp Morgan e Ubs, la strada della Borsa. E ha già aperto un dossier ufficiale in Borsa Italiana in questa direzione con possibile traguardo nel 2016. Ma nel frattempo, diversi compratori stanno esaminando il dossier con attenzione. In particolare, secondo quanto riportato da Reuters,

potrebbero lanciare un’offerta Blackstone e Bain Capital . In realtà, secondo quanto risulta al «Sole 24 Ore», non sarebbero direttamente i due fondi a puntare alla proposta di acquisto per Rhiag. Ma in campo sarebbero scese le controllate di Bain Capital e di Blackstone, attive in questo settore: cioè Ti Automotive, uno dei principali fornitori internazionali di componenti auto sottocofano, e Alliance Automotive Group, un

IL PROCESSO

I due operatori faranno l’offerta tramite le controllate Ti Automotive e Alliance Il nodo resta la valutazione di 10 volte i margini

do 5 commesse, per complessivi 5 miliardi di euro, considerate alla portata di Saipem. Tra queste, la controllata di Eni ha già conquistato, a fine agosto, il doppio contratto in Kuwait dalla compagnia petrolifera nazionale Knpc per i pacchetti 4 e 5 della nuova raffineria di Al-Zour, uno dei più grandi impianti al mondo (valore 1,2 miliardi di euro). E, qualche settimana dopo, ha annunciato il colpo in Cile, dove, attraverso il braccio locale Petrex Sa Chilean Branch, la società si è aggiudicata un’altra commessa di ingegneria e costruzione, per complessivi 500 milioni di euro, dalla compagnia di stato cilena Corporacion Nacional del Cobre di Chile (Codelco) per lo sviluppo di una condotta ad acqua e di tutte le strutture collegate. © RIPRODUZIONE RISERVATA

altro tra i leader mondiali. Le offerte non vincolanti sono attese all’inizio della prossima settimana e potrebbero provare ad inserirsi anche Carlyle e Permira. Ma non è detto che le mire dei private equity si concretizzino. Uno dei nodi è il prezzo visto che Apax punta ad incassare una cifra pari a 10 volte il margine operativo lordo. Non sarà facile in quanto il settore, dopo la crisi di Volkswagen, ha leggermente corretto le proprie valutazioni. Il prezzo di Rhiag resta infatti elevato, cioè circa un miliardo di euro. L’altra opzione, quella che resta al momento più probabile, è dunque quella della quotazione in Borsa di Rhiag. Da notare che Apax ha comprato Rhiag due anni fa da Alpha Private Equity, dopo che quest’ultima aveva provato a portare alla quotazione in Borsa l’azienda. Ma in quel caso Alpha non aveva considerato le valutazioni all’altezza. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Finanza & Mercati

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

LA GIORNATA

AZIONI&OBBLIGAZIONI

Popolari. Oggi l’assemblea sul cambio dello statuto - Resta il nodo del diritto di recesso

Ubi Banca, attesi 7.000 soci per la trasformazione in Spa I voti, deleghe comprese, tra Brescia, Bergamo, Milano, Cuneo e Jesi Luca Davi

pSe tutto filerà liscio, Ubi Ban-

ca diventerà oggi la prima banca popolare italiana, tra ledieci coinvolte nella riforma Renzi-Padoan, a diventare Società per azione. Un’assemblea che si preannuncia nutrita sotto il profilo della partecipazione dei soci, anche se non affollatissima. Circa 9mila i biglietti staccati, mentre le presenze fisiche, secondo le stime, dovrebbero attestarsi tra le 4 e 5mila circa. Considerate le deleghe, si potrebbero raggiungere i 7mila voti tra la sede principale di Brescia e le quattro le sedi in videocollegamento (Milano, Bergamo, Cuneo e Jesi). Nel 2013 - ma in quel caso si votata per il rinnovo del Consiglio di Sorveglianza - furono oltre 13mila i voti espressi. Se l’affluenza si preannuncia insomma dalle proporzioni più contenute rispetto al passato è anche perchè l’esito dell’assemblea appare abbastanza scontato. Tra le diverse anime della banca, e le rispettive associazio-

ni in rappresentanza, sembra esserci condivisione di intenti, quanto meno sulla ineluttabilità della trasformazione in Spa. La legge sulle Popolari parla chiaro: entro il 2016 o le 10 principali banche popolari passano alla nuova forma societaria, oppure si ri-

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Per i risparmiatori  Sull’edizione di Plus24, allegato oggi al Sole24Ore, tutti i dettagli sulle trasformazioni in atto nel settore delle banche popolari

schia il ritiro della licenza bancaria. La pax scoppiata tra il fronte bresciano, erede della Banca Lombarda fusa in Bpu nel 2007, e quella bergamasca, roccaforte del modello cooperativo, dovrebbe insomma consentire oggi a Ubi di realizzare senza intoppi una svolta che avrebbe una portata “storica” per la banca. E che farebbe da battistrada anche per l’intero comparto delle popolari. Il primo effetto è che, in caso di disco verde da parte dell’assemblea, quella di oggi sarà l’ultima assise gestita col voto capitario. Con il nuovo statuto, già in occasione della prossima tornata assembleare, attesa per la primavera 2016, la maggioranza di Ubi si formerà secondo le quote detenute dagli azionisti. Ed è questo il tema sul quale ci si sta confrontando da tempo (e maggior ragione da domani) in seno all’azionariato della banca. Soprattutto in vista della creazione di un nocciolo duro che dovrà proteggere la banca da eventuali takeover

ostili, ma anche valutare eventuali operazioni straordinarie come le aggregazioni con altri istituti. Il secondo effetto della trasformazione in Spa, più tecnico, ha a che vedere con il diritto di recesso. La banca ha fissato a circa 350 milioni di euro l’esborso massimo complessivo per i soci che non si esprimeranno in favore della Spa. Un plafond che serve a contemperare le possibili richieste dei soci con le esigenze di tutela dei ratio patrimoniali della banca. Resta da vedere se il “fondo” che è pari a circa il 5% del capitale sociale - possa rivelarsi sufficientemente capiente (e in caso contrario si andrà a riparto). Del resto, non è da escludere che qualche fondo speculativo possa essere attirato dall’idea di recedere - a un prezzo che è fissato a 7,288 euro per azione - a fronte di un valore di borsa più basso (ieri pari a 6,7 euro), magari anche nell’ottica di un futuro riacquisto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Titoli di Stato e Obbligazioni

Spread Bund 5Y

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Zucchi, salvataggio da Astrance Capital Carlo Festa

pIn zona Cesarini arriva il

possibile salvataggio per la Vincenzo Zucchi, uno dei marchi storici italiani nel settore tessile. L’azienda ha infatti deliberato di accettare la proposta vincolante ricevuta da Astrance Capital Sas concedendo un periodo di esclusiva fino alla data del deposito di un accordo di ristrutturazione. La proposta prevede tra l’altro che Astrance Capital acquisisca il controllo di Gb Holding (la cassaforte che fa capo al portiere della Nazionale Gialuigi Buffon, nonchè primo azionista di Zucchi) e sottoscriva e liberi, tramite Gb Holding, un aumento di capitale riservato per 10 milioni euro. La proposta vincolante resta

subordinata al perfezionamento di un accordo tra Astrance Capital Sas e Gb Holding, i cui principi sono già stati condivisi dalle parti, nonche' all’omologa di un accordo di ristrutturazione del debito ex art. 182-bis della legge fallimentare con i creditori della società, tra cui vi sono le banche finanziatrici della stessa: in particolare UniCredit, Intesa Sanpaolo e Banca Popolare di Milano esposte per circa 80 milioni di euro. Il gruppo Zucchi pare dunque essere riuscito, se tutto andrà secondo le attese e se l’esclusiva si concretizzerà, ad evitare il fallimento. La data fatidica è infatti il prossimo 20 ottobre, quando dovrà essere presentato al Tribunale il piano per dare il via li-

bera al «concordato in bianco». La francese Astrance, secondo le indiscrezioni, avrebbe battuto l’offerta di un altro fondo in gara, cioè il britannico Emerisque. In questa corsa contro il tempo per il salvataggio, l’amministratore delegato Giovanni Battista Vacchi ha intavolato le discussioni con i fondi selezionati. Del resto, sul fronte della ricerca di un nuovo socio stava lavorando ormai da qualche mese Ernst & Young. Proprio il team di advisory della «firm» internazionale della consulenza è riuscito nell'impresa, una settimana fa, di trovare un investitore anche per Mascioni, controllata di Zucchi: Phi Asset Management Partners, un fondo fi-

Emissioni. Il gruppo francese colloca 1,25 miliardi di euro

Edf rilancia i green bond Mara Monti MILANO

pEdF,

il gruppo energetico francese, ha emesso un green bond da 1,25 miliardi di dollari, un ammontare che rappresenta «l’emissione più importante» finora realizzata da un’impresa industriale, secondo quanto annuncia il gruppo energetico transalpino. I green bond hanno una destinazione esclusiva a progetti per la sostenibilità climatica o ambientale. Il green bond di Edf, emesso nell'ambito di un'emissione da 4,75 miliardi di dollari complessivi, è un titolo decennale che paga una cedola del 3,62 per cento. EdF

destinerà la cifra raccolta sul mercato allo sviluppo di energie rinnovabili. Il gruppo francese aveva esordito sul mercato dei green bond nel 2013, inizialmente utilizzati dalle grandi istituzioni sovranazionali come la Banca Mondiale e la Bei. Quest’anno ad esempio, la Banca mondiale ha collocato un green bond sul mercato italiano raccogliendo 84 milioni di dollari. L’emissione di Edf riporta l’attenzione su questa asset class che quest’anno è stata poco utilizzata dagli emittenti: con l’emissione di Edf, dall’inizio dell’anno i collocamenti sono stati circa 9 miliardi di dollari, ben al di sotto del totale

raccolto nel 2014 quando venen toccata la cifra record di 36,6 miliardi di dollari, lontano comunque dal target dei 100 miliardi previsti da Climate Bonds Initiative, una associazione che promuove questo strumenti presso gli investitori istituzionali. Lo scorso anno i driver principali delle emissioni green sono stati gli emittenti corporate interessati a collocare qualsiasi strumento pur di non perdere la corsa ai rendimenti che ha consentito di triplicato i volumi. La ragione del calo di interesse da parte degli emittenti corporate, starebbe nella difficoltà di ottenere un

Risparmio. Sfiora i 7 miliardi di euro l’aumento da inizio anno

Anima, raccolta a 760 milioni pCresce ancora la raccolta

di Anima. A settembre il gruppo guidato da Marco Carreri ha registrato un saldo netto positivo pari a 760 milioni di euro: un valore più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo di un anno fa (340 milioni). Per effetto di questo risultato, il totale complessivo raccolto da inizio anno sfiora i 7 miliardi di euro (6,975 miliardi, il 7% in più rispetto ai primi nove mesi del 2014). «Anche il mese di settembre - sottolinea Carreri, amministratore delegato di Anima Holding e Anima Sgr - registra un dato di raccolta particolarmente positivo che porta il cumulato da inizio anno a superare gli eccellenti risultati ottenuti nello stesso periodo del-

IMAGOECONOMICA

Al vertice. L’ad Marco Carreri

l’anno precedente; siamo particolarmente orgogliosi di vedere come in questi ultimi mesi, contraddistinti da una marcata volatilità, emergano

sempre più i valori distintivi di Anima che mirano a offrire soluzioni di investimento orientate alla difesa del capitale ed a fornire strumenti e servizi di qualità a supporto dei propri partner commerciali». Tornando ai dati, sempre a fine settembre il totale delle masse gestite da Anima è di circa 64,2 miliardi di euro, con un aumento del 15,5% sul dato di fine settembre 2014 e del 12,5% rispetto a inizio anno. Il progresso è stato più accentuato per i fondi (+16,8% a 48,6 miliardi) rispetto alle gestioni individuali (+11,4% a 15,7 miliardi). In Borsa il titolo Anima ha chiuso la seduta di ieri in rialzo del 3,15% a 7,84 euro.

nanziato da investitori istituzionali europei specializzato in acquisizioni di imprese in difficoltà, con sede a Madrid. L’attuale compagine azionaria è dunque destinata a scomparire. Il portiere della Juventus e della nazionale Gianluigi Buffon è attualmente azionista con il 56,2% delle azioni, seguito dalle banche creditrici: cioè Unicredit con il 4,7%, Intesa Sanpaolo con il 3,4% e Banca Popolare di Milano con il 2,5 per cento. Proprio Buffon, nell’avventura borsistica di Zucchi, ha lasciato sul terreno pesanti perdite nelle passate ricapitalizzazioni dell’azienda: sul tema circolano stime di perdite per una ventina di milioni di euro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

vantaggio in termini di prezzi rispetto a un bond tradizionale oltre ai costi che si devono sostenere tra cui la certificazione e il monitoraggio continuo e di reporting del progetto. Tutti aspetti che potrebbero essere una barriera all'entrata per potenziali nuovi emittenti soprattutto in una fase di tassi bassi che consentono di emettere un bond tradizionale con meno costi. Le recenti modifiche ai principi sui green bond potrebbero rimuovere parte di queste difficoltà. C’è spazio per la crescita di questa asset class a cui sono interessati fondi e assicurazioni che per governance devono impiegare parte degli investimenti in strumenti sociali con rating molto alti: al momento sul mercato è quotato un solo green bond high yield. © RIPRODUZIONE RISERVATA

NOMINE

Agi: Pica nuovo ad Mondazzi resta alla presidenza pCambio al vertice del-

Ma.Ce.

l’Agi (Agenzia Giornalistica Italia). Gianni Di Giovanni, che assume la responsabilità dell’ufficio relazioni internazionali Eni a Washington, passa il testimone ad Alessandro Pica, già direttore generale di Agi dal marzo del 2011. La nomina è stata definita ieri dal cda, composto da Cristiana Argentino, Marco Bardazzi, Raffaella Leone, Massimo Mondazzi e dallo stesso Pica. Il board ha poi confermato l’incarico di presidente a Mondazzi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

68

a ieri

Dati al 31-08-2015 in Mld di º. Fonte: Ministero del Tesoro CcT CTz D.Est. Scad. BoT BTpBTpº+Ita Set-15 Ott-15

16,137 14,515

Nov-15 Dic-15 Gen-16 Feb-16

— —

Totale

— —

— —

26,161 14,515

12,500 17,333 12,761 14,451

— — — — 15,018 15,546

— 0,107

29,833 57,883

15,563 14,450

— —

— —

1,656 —

17,219 14,500

— — — 12,413

— —

13,793 35,148

— 0,024 3,000

20,891 8,913 23,966

— 0,050

— 10,024 — —

— —

Mar-16 Apr-16

6,502 — 7,291 6,500 16,235 —

Mag-16 Giu-16 Lug-16

7,142 13,749 — — 7,150 — 1,739 — 7,067 — — 13,898

— — —

Ago-16 6,000 25,930 — — 13,828 Totale 126,287 87,748 9,030 38,940 41,786 Titolo Spread god./Tipo ind.

— 45,757 4,788 308,579

Prezzo 365 360 Qtà º VWAP Rend Rend 09.10 lordo lordo (mlg)

Codice Isin

Buoni ordinari Tesoro 14.10.15 30.10.15 13.11.15 30.11.15 14.12.15 14.01.16 29.01.16 12.02.16 29.02.16 14.03.16 31.03.16 14.04.16 14.06.16 14.07.16 12.08.16 14.09.16

IT0005057499 IT0005105140 IT0005067266 IT0005108326 IT0005070609 IT0005075681 IT0005122079 IT0005086068 IT0005125635 IT0005091472 IT0005127383 IT0005105132 IT0005118325 IT0005122061 IT0005125627 IT0005127375

99,999 100,002 100,007 100,009 100,012 100,015 100,008 100,005 100,000 100,009 100,001 100,036 99,995 99,990 99,984 99,984

Titolo Date Spread god. Tipo ind.

Codice ISIN

Ced. att.

— — — — — — — — — — — — 0,01 0,01 0,02 0,02

— — — 101 — 716 — — — 168 — 479 — 109 — 635 — 141 — 1030 — 93 — 443 0,01 298 0,01 926 0,02 135 0,02 46

Prezzo Rend. VWAP eff.% 09.10 lordo

Qtà º (mlg)

01-01s 1.7.16 +0,15s IT0004518715 0,18 100,232 — 01-12s 1.12.16 +0,15s IT0004874399 3,00 102,600 0,69 01-03s 1.3.17 +0,15s IT0004584204 0,15 100,358 0,03

3691 — 1155

Certificati credito Tesoro

Certificati credito Tesoro - 6mEuribor 15-12s 15.12.15 +0,8a 15-12s 15.06.17 +2,5a 15-10s 15.10.17 +0,8a 15-10s 15.04.18 +1,0a 01-11s 01.11.18 +1,8a 15-11s 15.11.19 +1,2a 15-12s 15.12.20 +0,8a 15-12s 15.06.22 +0,55 15-12s 15.12.22 +0,70

IT0004620305 IT0004809809 IT0004652175 IT0004716319 IT0004922909 IT0005009839 IT0005056541 IT0005104473 IT0005137614

— — — — —

IT0004978208 IT0005020778 IT0005044976 IT0005089955 IT0005126989

31.12.15 29.4.16 30.8.16 27.2.17 30.8.17

0,43 1,30 0,45 0,55 0,95 0,64 0,43 0,30 0,38

Buoni Tesoro Poliennali 01-11s 1.11.2015 01-12s 1.12.2015 15-10s 15.4.2016 15-11s 15.5.2016 01-02s 1.8.2016 15-03s 15.9.2016 15-11s 15.11.2016 15-12s 15.12.2016 01-02s 1.2.2017 01-11s 1.5.2017

IT0004656275 IT0004880990 IT0004712748 IT0004917792 IT0004019581 IT0004761950 IT0004960826 IT0004987191 IT0004164775 IT0004793474

— 0,13 0,13 0,21 0,24 0,37 0,47 0,60 0,69

1112 498 1389 2982 19320 631 5183 18218 8907

— 100,004 — — 100,001 — — 99,988 0,01 — 99,892 0,08 — 99,750 0,13

3329 2996 1236 962 790

3,00 2,75 3,75 2,25 3,75 4,75 2,75 1,50 4,00 4,75

100,158 104,069 101,422 102,082 104,899 103,568 101,915 99,929 100,361

100,156 100,376 101,929 101,330 102,993 104,354 102,961 101,707 105,128 107,260

— — — — 0,02 0,03 0,03 0,04 0,06 0,07

733 262 2072 259 2801 764 589 281 484 492

Cambi e tassi

¤/$

A

0,96 -10,98

Tassi del 09.10 . Valuta 13.10 Scad. Tasso 360 Tasso 365 1w 2w 1m 2m 3m 6m 9m 1a

-0,149 -0,144 -0,113 -0,073 -0,049 0,028 0,072 0,139

-0,151 -0,146 -0,115 -0,074 -0,050 0,028 0,073 0,141

Media % mese Settembre 1m -0,104 2m -0,063 3m -0,036 6m 0,036

-0,105 -0,064 -0,037 0,037

LIQUIDITÀ (TASSO 360) Eonia (09/10/15)

-0,1420

e-Mid/Atic (09/10/15) O/N Euro

-0,1715

O/N Usd

0,1540

2,10 2,10 1,70 2,35 2,10 2,60 2,35 3,10 2,35 2,55

102,568 104,937 106,047 109,946 111,329 116,266 114,385 123,356 119,993 123,098

— — — — 0,28 0,59 0,77 0,93 1,28 1,54

322 2103 1317 2445 766 779 730 206 554 689

26-03s 26.3.2016 11-12s 11.6.2016 22-10s 22.10.2016 22-10s 22.4.2017 12-11s 12.11.2017 23-10s 23.4.2020 27-10s 27.10.2020 20-10s 20.04.2023

IT0004806888 IT0004821432 IT0004863608 IT0004917958 IT0004969207 IT0005012783 IT0005058919 IT0005105843

2,45 3,55 2,55 2,25 2,15 1,65 1,25 0,50

101,076 102,157 102,062 102,732 103,843 105,672 105,032 101,298

— — — 0,09 0,11 0,27 0,15 0,33

8054 605 20703 12497 13093 16266 41964 64060

variaz. % var. % ann.

0,02 0,05 0,11 0,24 0,36 0,50 0,64 0,77 0,89 0,99 1,07 1,15 1,35 1,52 1,53 1,54 1,54 1,50

0,04 0,07 0,13 0,26 0,38 0,52 0,66 0,79 0,91 1,01 1,09 1,17 1,37 1,54 1,55 1,56 1,56 1,52

Stati Uniti Giappone G. Bretagna Svizzera Australia Brasile Bulgaria Canada Croazia Danimarca Filippine Hong Kong India Indonesia Islanda m Israele Malaysia Messico

Xetra Dax

A

1,04 12,12 In.Anno

46329,56 848,37 1663,57 1264,18

-0,20 -0,28 0,61 0,56

-4,20 -11,29 -2,70 -0,91

17084,49 2014,89 4830,47 6080,73 583,36 8253,16 4370,01 462,65 13964,36 818,49

0,20 0,07 0,41 0,26 -0,43 0,75 0,46 0,30 -0,10 -0,17

-4,14 -2,14 1,99 -6,07 -5,62 -9,70 3,16 -4,90 -4,57 -4,25

11175,23 44378,24 49338,41

-0,91 0,68 0,47

30,26 2,86 -1,34

53295,64

1,08

7,08

America Latina

Africa Johannesburg All Share

var. % ann.

variaz. % var. % ann.

Usd Jpy Gbp Chf Aud Brl Bgn Cad Hrk Dkk Php Hkd Inr Idr Isk Ils Myr Mxn

2,52 -20,17

Alluminio Alloy

0,20 Var.% 1,24 Var.% -0,64 Var.% 3,87 Var.% 1,28

var. % ann.

Costo termoelettrico ott-15** nov-15** dic-15** ITEC12/REF-E ¤/MWh 42,42 41,96 41,82 48,66 47,01 45,66 ITEC/REF-E ¤/MWh 56,83 54,48 52,21 ITECccgt/REF-E ¤/MWh Per ulteriori dettagli http://itec/ref-online.it. * Valore consuntivo costruito da REF-F su dati Platts. ** Valore forward calcolato da REF-E su dati di mercato.

MAGI - INDICI GAS ITALIA Dati al 09.10.2015

Rilevazione Mensile set-15 ott-15 nov-15** 21,92 21,46 20,51 MAGI ¤/MWh Rilevazione Trimestrale Q2-15 Q3-15 Q4-15 MAGI-Q ¤/MWh 22,76 22,08 22,99 Per ulteriori dettagli www.magindex.org, www.albasoluzioni.com, www.itec.refe.com , www.tfsbrokers.com. * Media incrementale.

variaz. % var. % ann.

18438,67

1,64 19,12

Indici

L

Strait Times 1,75 -8,00

09.10

Var.%

variaz. %

Mumbai Nifty Sensitive Hong Kong Hang Seng Seul Kospi # Shanghai Composite Singapore Straits Tim. Taipei Taiwan Weighted # Tokyo Nikkei 225 Nikkei 500 Topix

0,38 0,47 0,46 1,03 1,28 1,57 -0,58 1,64 1,52 2,28

-1,48 -1,92 -4,86 0,81 -1,58 -11,05 -9,25 5,66 9,58 7,65

5309,22

1,29

-1,47

340,54 3250,31 3102,04 362,82 1602,47 2852,40 1403,89

0,59 0,79 0,30 0,33 0,12 0,45 0,34

6,53 3,30 3,27 5,92 2,14 3,44 1,60

Australia Sydney All Ordinaries

Europa D.J. EuroStoxx D.J. EuroStoxx (50) D.J. Stoxx (50) D.J. Stoxx (600) D.J. Stoxx Sel. Div. 30 FTSE EuroTop (100) MSCI Europe #

-0,34 -0,50 -0,29 -0,24 -0,85 -0,66

-0,49 -0,64 -0,24 -0,28 -0,77 -0,79

-0,90 -0,96 -0,26 -0,24 -0,87 -0,86

-1,15 -1,23 -0,23 -0,19 -1,01 -1,03

-1,32 -0,08 -0,17 -0,13 -1,12 -1,16

-1,41 -1,47 -0,06 -0,02 -1,24 -1,26

4a

5a

7a 10a -1,60 -1,62 0,09 0,16 -1,15 -1,29

-1,49 -1,48 0,29 0,34 -1,25 -1,17

-0,30 -0,32 -0,31 -0,29

-0,33 -0,30 -0,23 -0,24

-0,26 -0,25 -0,27 -0,25

-0,25 -0,27 -0,22 -0,27

-0,19 -0,22 -0,17 -0,24

7a 10a

-0,13 — 0,19 0,59 -0,17 -0,05 0,13 0,52 -0,08 0,05 0,28 0,71 -0,13 0,04 0,24 0,70

Irs 6M/10Y

L

0,98

2,18 -11,03

variaz. % var. % ann.

Valute

Irs 6M/20Y

L

1,51

1,62 -14,38

variaz. % var. % ann.

Dati al 09.10

Var.% giorn

Iniz anno 9,27

N. Zelanda

Nzd

1,6964

-0,504

Norvegia

Nok

9,1895

-0,315

1,63

Polonia

Pln

4,2170

-0,357

-1,32

Rep. Ceca

Czk

27,1090

-0,030

-2,26

Rep.Pop.Cina

Cny

7,2094

0,821

-4,33

Romania

Ron

4,4150

-0,027

-1,51

Russia

Rub

69,3640

-1,374

-4,11

Singapore

Sgd

1,5855

-0,220

-1,26

Sud Corea

Krw

1298,0500

-0,570

-2,02

Sudafrica

Zar

15,0674

-0,582

7,35

Svezia

Sek

9,2683

-0,115

-1,33

Thailandia

Thb

40,3920

-0,267

1,21

Turchia

Try

3,2973

-0,118

16,43

Ungheria

Huf

311,5900

-0,186

-1,25

m Corona islandese: l'ultima rilevazione BCE pari a 290,00 è avvenuta il 3.12.2008; a partire da lunedì 2.11.2009 Banca d'Italia ha ripreso la quotazione della valuta sulla base di rilevazioni di mercato.

Caffè Arabica 131,60

2,65 -40,77

L variaz. % var. % ann.

Zucchero raff. 392,00

1,45 -7,76

L variaz. %

var. % ann.

Denaro 232,35 233,96 233,96 182,82 182,54 182,29 182,29 181,77 230,89 452,93 458,04 1034,75 1070,39 444,15 965,03 586,58 982,82 1180,96

Lettera 267,99 275,78 275,78 203,08 202,97 202,56 201,38 201,13 263,93 550,49 554,57 1100,05 1115,09 487,64 1063,96 629,06 1095,92 1294,24

A cura di Confinvest F.L.

variaz. %

8160,20 26972,45 22458,80 246,02 3183,52 2993,36 8445,96 18438,67 1659,00 1515,13

-0,31 -0,35 -0,33 -0,31 -0,78 -0,69

Milano - 09.10 (º) Sterlina v.c. Sterlina n.c. Sterlina post 74 Marengo italiano Marengo svizzero Marengo francese Marengo belga Marengo austriaco 20 marchi 10 $ liberty 10 $ indiano 20 $ liberty 20 $ St. Gaudens 4 ducati Austria 100 corone Austria 100 pesos Cile Krugerrand (SA) 50 pesos Messico

var. % ann.

In.Anno

105,80 4,90 108,97 0,72 104,88 3,77 99,09 0,89 96,62 2,04 103,49 1,46 103,40 2,13 104,70 3,59 95,30 10,66 97,11 10,46 73,77 2,78 94,28 7,70 100,68 0,54 87,65 10,39 106,98 1,02 100,28 10,29 103,57 2,95 91,80 10,34 98,56 10,55 99,12 1,58 30,29 8,76 100,38 1,60 109,13 0,28 109,20 0,41 99,56 0,55 100,77 0,62 71,20 2,79 100,76 2,82 100,21 0,23 108,72 0,47 100,55 2,38 100,00 3,50 91,52 8,76 90,36 7,99 102,83 4,26 69,89 2,94 112,81 1,58 109,56 2,94 107,49 3,15 114,21 3,56 102,39 2,36 100,10 0,99 114,41 0,76 95,07 2,35 116,09 4,13 100,38 0,53 114,82 3,14 107,30 4,18 104,55 2,36 87,23 2,19 100,51 1,74 100,48 1,74 101,79 2,57 106,87 3,10

MONETE D'ORO

L

2998,50

var. % ann.

L

variaz. %

-15,42 In.Anno -4,03 In.Anno -10,83 In.Anno -16,19 In.Anno -22,05

Prezzo Rend. VWAP eff.% 09.10 lordo

Fonte Ufficio Studi de Il Sole 24Ore su dati Thomson-Reuters

var. % ann.

INDICI ITEC / REF-E Dati al 09.10.2015

Nikkei 225

Ieri Una sett. fa Un mese fa Due mesi fa

-6,42 -5,91 -4,90 -9,19 4,54 32,27 — 4,52 -0,38 0,20 -4,58 -6,49 -4,03 1,79 -7,71 -7,94 10,47 4,25

var. % ann.

Codice ISIN

a ieri

Calcolati sui titoli benchmark dell'area Euro Data 3m 6m 1a 2a 3a

variaz. %

3,54 -16,48

a un anno

Rendimenti per scadenze

0,960 1,282 0,557 -0,146 -1,034 -2,233 — 0,102 0,204 -0,016 0,042 0,960 0,500 -1,745 0,293 0,044 -1,223 -0,352

Excess Return 264,910 Reuters 09.10 Reuters 2297,340 Moody's 09.10 Moody 4936,330 LME Index 09.10 Lmex 2442,400 The Steel Index 09.10 IO62 CN Import 55,500 * Var % da ieri. ** Var % da inizio anno

L

Usa un mese fa Giappone un mese fa Regno Unito un mese fa

1,1362 136,6500 0,7407 1,0919 1,5502 4,2601 1,9558 1,4698 7,6290 7,4599 51,9450 8,8057 73,6258 15346,5000 142,2452 4,3450 4,6919 18,6271

variaz. %

Titolo

-15 25

Calcolati sui titoli benchmark delle diverse aree valutarie Paese 3 m 6 m 1a 2a 3a 4a 5a

L

1607,00

a ieri a un anno

L

Differenziali tra l'Euro e i principali Paesi

Iniz anno

L

-14

Dati anagrafici e calcolo dei rendimenti a cura di Skipper Informatica

Var.% giorn

2,4170

-13 16

Spread Bonos 10Y

L

11-02 Alerion CP TF 15-22 6% IT0005075533 30-11 Atlantia TF 12-18 3,625% IT0004869985 18-11 B. Popolare 13-20 LT II IT0004966823 30-06 B.Imi 10-17 TV IT0004611932 18-10 B.Imi 10.20 Tf/Tv IT0004966229 30-11# B.Imi 13-19 TF/TV IT0004906308 30-11# B.Popolare 11-17 tf/tv IT0004703317 30-10t B.Popolare 15-22 tv IT0005120313 — Bei 08-16 ZC XS0246516149 20-07 Bei 11-18 9,25% BondsD.Try XS0648456167 — Bei 11-26 zc Usd XS0070553820 21-10 Bei 12-19 6% Bonds XS0848049838 15-12s Bei 13-16 1,125% US298785GE09 03-09 Bei 13-18 5,25% Bonds XS0935881853 22-05 Bei 13-19 3% Nok XS0824094089 21-12 Bei 14-17 10,5% Bonds due XS1014703851 10-09 Bei 14-18 4,25% Nzd XS1107496439 01-04 Bei 14-20 8% Try XS1139474206 17-12 Bei 15-18 10% Brl XS1250872998 15-12s Bei 15-20 1,375% Note D.Usd US298785gv24 — Bers 98-29 ZC XS0084291201 22-12t Bnpp 15-25 Usd XS1289967298 15-05 Bund 13-23 1,5% DE0001102317 15-05 Bund 14-24 1,5% DE0001102358 15-02 Bund 15-25 0,50% DE0001102374 20-12t CassaDP 15-22 tf/tv IT0005090995 — Comit 98-28 zc IT0001200390 07-03 DexiaCred. 11-16 4,85% S.Ord.IT0004698178 26-02s Enel 10-16 TV IT0004576994 11-10 Eni 11-17 IT0004760655 28-03s GE 14-20 2,5% XS1042118106 15-09 Goldman Sachs 15-25 3,5%UsdXS1241026936 17-07 HellenicRep. 14-17 3,375% GR0110029312 17-04 HellenicRep. 14-19 4,75% GR0114028534 20-02 Intek 15-20 5% IT0005074577 — Med.Lombardo 98-28 zc IT0001205589 14-05 Mediobanca 10-20 4,5% P.A. IT0004608797 15-11 Mediobanca 10-20 sub LowT.2IT0004645542 14-12t Mediobanca 11-21 Tv IT0004720436 18-04 Mediobanca 13-23 sub LowT.2IT0004917842 02-10 Mediobanca 14-19 Dollaro 3% IT0005056483 25-11 Oat 15-25 1% FR0012938116 30-04 Obligaciones 10-20 4% ES00000122D7 30-07 Obligaciones 15-30 1,95% ES00000127A2 15-12s Rep.Italy 03-33 5,375%Usd US465410BG26 30-08 Rep.Italy 99-19 Swap 30y XS0100688190 15-04 Rep.Portogallo 06-37 4,10% PTOTE5OE0007 15-10s Rep.Portogallo 14-24 5,125% UsdXS1085735899 15-10 Rep.Portogallo 15-25 2,875% PTOTEKOE0011 — S.Paolo 97-22 zc IT0001086658 30-12s Ubi 09-19 Eurib. 6m m IT0004497050 13-03s Ubi 09-19 Lower Tier Fix m IT0004457070 05-11s Ubi 10-17 4.3% Low Tier II IT0004645963 08-04s Ubi 12-19 6% IT0004842370

Dati al 09.10

Rame HG

-12

Obbligazioni - MOT ed EuroMOT

0,7407

0,56 -5,94

Spread Bonos 5Y

Date God.

¤/£

Asia

America Settentrionale

Buenos Aires Merval Idx Città Messico Ipc Index San Paolo Brsp Bovespa

L

10096,60

Mondo

New York Dow J. industr. S&P 500 Nasdaq C. Dow J. 65 stocks Dow J. serv. Dow J. trasp. Nasdaq 100 S&P industr. Toronto 300 Compos Toronto Tse 60

variaz. %

RILEVAZIONI BCE

A

MSCI em.mk free loc. # MSCI em.mk free Usd # MSCI world Usd # MSCI world val. loc. #

1,28 -0,52

1Y/6M 2Y/6M 3Y/6M 4Y/6M 5Y/6M 6Y/6M 7Y/6M 8Y/6M 9Y/6M 10Y/6M 11Y/6M 12Y/6M 15Y/6M 20Y/6M 25Y/6M 30Y/6M 40Y/6M 50Y/6M

Var.%

L

136,6500

Valute

5319,0000

09.10

¤/Y

Lett.

Mercati Azionari mondo

Rend. Qtà º eff.% lordo (mlg) 0,07 77 0,09 17 0,09 625 0,11 87 0,17 1026 0,18 1657 0,24 4356 0,25 1468 0,26 1403 0,32 685 0,38 4410 0,39 4994 0,43 558 0,51 6787 0,51 2210 0,59 1107 0,61 1277 0,62 2054 0,69 14144 0,75 3277 0,89 1406 0,95 1943 1,03 4956 1,04 3677 1,11 5785 1,13 298 1,17 6870 1,25 1692 1,29 3998 1,32 1501 1,39 1708 1,43 837 1,47 1310 0,75 — 1,57 3327 1,65 1267 1,67 2052 1,68 1118 1,68 21243 1,78 4351 1,80 777 1,87 271 2,00 1211 2,05 2727 2,12 1381 2,16 4139 2,22 366 2,18 64866 2,35 441 2,44 2015 2,57 28573 2,64 845 2,70 6159 2,74 5436 2,77 125033

Buoni Tesoro Poliennali - Inflazione Italia

Den.

In.Anno -5,14 -8,10 In.Anno -11,86 -6,86 -10,12 -15,50 -7,03 -2,96 -8,65 2,17 In.Anno -12,77 -12,75 -7,14 -7,11 -16,98 -17,78 -2,13 In.Anno -9,26 -15,40

a ieri

IT0004682107 IT0004085210 IT0004890882 IT0004380546 IT0004604671 IT0004243512 IT0005004426 IT0004735152 IT0003745541 IT0004545890

L

L

a un anno

15-03s 15.9.2016 15-03s 15.9.2017 15-03s 15.9.2018 15-03s 15.9.2019 15-03s 15.9.2021 15-03s 15.9.2023 15-03s 15.9.2024 15-03s 15.9.2026 15-03s 15.9.2035 15-03s 15.9.2041

Tassi del 09.10 Scad.

Var.% 0,15 0,25 Var.% 0,69 1,41 -0,69 -0,05 1,34 0,32 0,06 0,17 Var.% 0,74 0,73 -0,08 -0,07 -0,03 4,13 0,83 Var.% 0,37 0,20

4 5

Buoni Tesoro Poliennali - Inflazione Eurostat

3,08 -21,40

Indici

a ieri a un anno

2

Prezzo VWAP 09.10 101,708 107,603 109,290 106,950 101,310 109,924 100,026 108,530 111,835 109,912 112,695 113,818 107,287 103,728 114,357 101,887 116,486 115,683 100,041 115,540 114,986 115,115 115,294 121,110 106,211 123,808 101,098 127,945 101,078 128,078 122,216 124,430 156,948 161,340 122,955 117,366 107,062 128,747 98,434 102,090 125,541 153,626 148,135 130,508 138,012 116,680 149,611 92,872 148,251 138,574 123,578 141,799 141,789 140,278 110,254

Rame A/LME

INDICI BORSE

-70 -55

Spread Bonos 2Y

Ced. att. 1,15 4,75 5,25 3,50 0,75 4,50 0,25 3,50 4,50 3,50 4,25 4,50 2,50 1,50 4,25 1,05 4,50 4,25 0,70 4,00 3,75 3,75 3,75 4,75 2,15 5,00 1,35 5,50 1,45 5,50 4,50 4,75 9,00 8,50 4,50 3,75 2,50 5,00 1,50 2,00 4,50 7,25 6,50 4,75 5,25 3,50 6,00 1,65 5,75 5,00 4,00 5,00 5,00 4,75 3,25

IRS

09.10 1,519 1,383 09.10 202,690 352,310 302,000 371,460 755,530 140,030 478,510 153,140 09.10 91,010 183,340 110,240 222,090 47,030 101,750 160,480 09.10 379,400 2734,950

B

-73

Codice ISIN IT0005023459 IT0004820426 IT0003242747 IT0004867070 IT0005058463 IT0004273493 IT0005106049 IT0004907843 IT0004361041 IT0004957574 IT0003493258 IT0004423957 IT0004992308 IT0005030504 IT0004489610 IT0005069395 IT0003644769 IT0004536949 IT0005107708 IT0004594930 IT0004634132 IT0004966401 IT0004009673 IT0004695075 IT0005028003 IT0004759673 IT0005086886 IT0004801541 IT0005135840 IT0004848831 IT0004898034 IT0004356843 IT0000366655 IT0000366721 IT0004953417 IT0005001547 IT0005045270 IT0004513641 IT0005090318 IT0005127086 IT0004644735 IT0001086567 IT0001174611 IT0004889033 IT0001278511 IT0005024234 IT0001444378 IT0005094088 IT0003256820 IT0003535157 IT0003934657 IT0004286966 IT0004532559 IT0004923998 IT0005083057

Commodities

INDICI NE Nomisma Energia Benzina (self,¤/lit) Gasolio (self,¤/lit) CRB Index Generale Industriale Cereali Bestiame Metalli Preziosi Valuta Energia 77 Tassi d'interesse Bloomberg Commodity Commodity Commodity TR Commodity Eur Commodity EurTR Energy Industrial Precious Metals Goldman Sachs Spot Total Return

Spread Treas. 5Y

Titolo Date Spread god. Tipo ind. 15-11s 15.5.2017 01-12s 1.6.2017 01-02s 1.8.2017 01-11s 1.11.2017 15-01s 15.1.2018 01-02s 1.2.2018 15-11s 15.5.2018 01-12s 1.6.2018 01-02s 1.8.2018 01-12s 1.12.2018 01-02s 1.2.2019 01-03s 1.3.2019 01-11s 1.5.2019 01-02s 1.8.2019 01-03s 1.9.2019 01-12s 1.12.2019 01-02s 1.2.2020 01-03s 1.3.2020 01-11s 1.5.2020 01-03s 1.9.2020 01-03s 1.3.2021 01-11s 1.5.2021 01-02s 1.8.2021 01-03s 1.9.2021 15-12s 15.12.2021 01-03s 1.3.2022 15-10s 15.4.2022 01-03s 1.9.2022 15-03s 15.9.2022 01-11s 1.11.2022 01-11s 1.5.2023 01-02s 1.8.2023 01-11s 1.11.2023 22-12s 22.12.2023 01-03s 1.3.2024 01-03s 1.9.2024 01-12s 1.12.2024 01-03s 1.3.2025 01-12s 1.6.2025 01-12s 1.12.2025 01-03s 1.3.2026 01-11s 1.11.2026 01-11s 1.11.2027 01-03s 1.9.2028 01-11s 1.11.2029 01-03s 1.3.2030 01-11s 1.5.2031 01-03s 1.3.2032 01-02s 1.2.2033 01-02s 1.8.2034 01-02s 1.2.2037 01-02s 1.8.2039 01-03s 1.9.2040 01-03s 1.9.2044 01-03s 1.9.2046

1,1362

EURIBOR

L

a un anno

TITOLI IN SCADENZA NEI PROSSIMI MESI

Certificati Tesoro zero coupon

Riassetti. L’azienda ha deliberato di accettare la proposta vincolante ricevuta

Indici e mercati in diretta su www.ilsole24ore.com/finanza

Shanghai C. 3183,52

1,28 33,24

L variaz. % var. % ann.

Indici

Indice VIX 17,06

-2,07 -9,06

B variaz. % var. % ann.

09.10

Var.%

In.Anno

Amsterdam Amst. Exch. Atene Athens General Bruxelles Bel. 20 In. Dublino Irish SE Idx Francoforte Dax (Xetra) Helsinki Omxh General Madrid Ibex 35 Parigi Cac 40 Londra FTSE 100 Istanbul Ise-Nation. 100 Mosca Micex Comp. Idx Zurigo Swiss Market In.

441,65 676,93 3442,77 6136,49 10096,60 8088,15 10309,60 4701,39 6416,16 79214,93 1728,44 8680,21

-0,10 -0,17 0,19 -0,62 1,04 0,45 1,26 0,54 0,65 0,70 2,32 0,07

4,05 -18,07 4,79 17,45 2,97 4,25 0,29 10,03 -2,28 -7,59 23,76 -3,37

Il Sole 24 Ore Goal Idx Premier Index

12184,00 12282,00

-0,53 -0,47

4,15 4,01

Indici Calcio

DATI AGGREGATI Piazze

Totali

Rialzo

Ribasso

Invariati

Tokio

3554

2603

677

274

Vol.mln 2840

Shanghai

1342

1012

267

63

25490

New York

3179

1726

1318

135

921

Londra

1099

532

310

257

1414

Parigi

927

526

287

114

226

Francoforte

784

477

272

35

173

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

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OFFERTA PUBBLICA DI VENDITA E AMMISSIONE ALLE NEGOZIAZIONI SUL MERCATO TELEMATICO AZIONARIO ORGANIZZATO E GESTITO DA BORSA ITALIANA S.P.A. DI AZIONI ORDINARIE DI POSTE ITALIANE S.P.A. EMITTENTE Poste Italiane S.p.A.

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COORDINATORI DELL’OFFERTA GLOBALE DI VENDITA Banca IMI S.p.A., Bank of America Merrill Lynch, Citigroup Global Markets Limited, Mediobanca - Banca di Credito Finanziario S.p.A. e UniCredit Corporate & Investment Banking

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RESPONSABILI DEL COLLOCAMENTO Banca IMI S.p.A. e UniCredit Corporate & Investment Banking

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AVVISO di avvenuta pubblicazione del prospetto informativo, ai sensi del disposto dell’art. 31 del Regolamento CE 809/2004 e dell’art. 9, comma 5, del Regolamento CONSOB 11971/1999, relativo all’Offerta Pubblica di Vendita di azioni ordinarie di Poste Italiane S.p.A. (“Poste Italiane”, l’“Emittente” o la “Società”) e all’ammissione a quotazione sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana S.p.A. (“MTA”), depositato presso la CONSOB in data 9 ottobre 2015, a seguito di comunicazione dell’avvenuto rilascio dell’autorizzazione alla pubblicazione del prospetto informativo con nota n. 0078593/15 del 9 ottobre 2015 (il “Prospetto Informativo”). L’adempimento di pubblicazione del Prospetto Informativo non comporta alcun giudizio della CONSOB sull’opportunità dell’investimento proposto e sul merito dei dati e delle notizie allo stesso relativi. I termini utilizzati nel presente avviso con lettera maiuscola non espressamente definiti sono utilizzati con il medesimo significato ad essi rispettivamente attribuito nel Prospetto Informativo. I rinvii alle Sezioni, ai Capitoli e ai Paragrafi si riferiscono alle Sezioni, ai Capitoli e ai Paragrafi del Prospetto Informativo. CAPITOLO IV FATTORI DI RISCHIO L’operazione descritta nel Prospetto presenta gli elementi di rischio tipici di un investimento in titoli azionari quotati. Al fine di effettuare un corretto apprezzamento dell’investimento, gli investitori sono invitati a valutare gli specifici fattori di rischio relativi all’Emittente ed alle società del Gruppo, al settore di attività in cui esse operano, nonché agli strumenti finanziari offerti. I fattori di rischio descritti di seguito devono essere letti congiuntamente alle informazioni contenute nel Prospetto. I rinvii alle Sezioni, ai Capitoli ed ai Paragrafi si riferiscono alle Sezioni, ai Capitoli ed ai Paragrafi del Prospetto. FATTORI DI RISCHIO RELATIVI ALL’EMITTENTE E AL GRUPPO Rischi relativi al settore Corrispondenza e Pacchi Rischi Connessi al Servizio Postale Universale Rischi connessi alla rivisitazione dell’impianto regolamentare del Servizio Postale Universale Il servizio postale universale (“Servizio Postale Universale” o “SPU”) è un insieme di prestazioni assicurate da ciascuno Stato dell’Unione Europea (i) in maniera permanente, (ii) con una qualità prefissata, (iii) su tutto il territorio nazionale, (iv) a prezzi accessibili agli utenti. L’Emittente è il fornitore dello SPU in Italia ai sensi del D.Lgs. 22 luglio 1999 n. 261 e s. m. i. fino al 30 aprile 2026. Ai sensi della Direttiva europea n. 97/67/CE e s. m. i., (“Prima Direttiva Postale”), recepita in Italia dal D. Lgs n. 261/1999 e s. m. i. sono attività standard del SPU la raccolta, presso un numero congruo di punti di accesso, e la distribuzione degli invii postali a domicilio. La stessa Direttiva subordina eventuali deroghe riguardanti la frequenza quotidiana di recapito della posta all’esame del regolatore nazionale di settore, che può autorizzarle solo in presenza di circostanze o condizioni geografiche ritenute eccezionali, comunicando la decisione alla Commissione Europea ed agli altri regolatori europei del settore postale. Per maggiori dettagli si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.1 del Prospetto. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (l’”AGCom”), quale autorità regolatrice del settore postale in Italia, ha recentemente autorizzato una serie di interventi mirati a ridefinire il SPU per garantirne una gestione economicamente sostenibile e in linea con le mutate esigenze degli utenti, in conformità a quanto previsto dalla Legge n. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015). In particolare, l’AGCom ha autorizzato, con la delibera n. 395/15/CONS, un nuovo modello di recapito degli invii universali e, con la delibera n. 396/15/CONS, nuovi obiettivi di qualità e nuove tariffe dei servizi inclusi nel SPU. Il pacchetto di revisione prevede nel dettaglio: (i) l’introduzione della Posta Ordinaria come servizio di base per gli invii postali singoli; (ii) la ridefinizione di prezzi e caratteristiche della Posta Prioritaria come nuovo servizio veloce per gli invii postali singoli; (iii) la modifica dei tempi medi di recapito sulla rete universale, portati dal 3° al 4° giorno lavorativo successivo all’accettazione degli invii; (iv) una riduzione della frequenza di recapito della posta da quotidiana a giorni alterni che potrà interessare fino al 25% della popolazione nazionale. Per maggiori informazioni in merito alle modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità 2015 al SPU, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.1 del Prospetto. L’AGCom ha pubblicato la delibera n. 395/15/CONS il 20 luglio 2015 e, in conformità a quanto prevede la Prima Direttiva Postale, l’ha notificata contestualmente alla Direzione Generale per il Mercato Interno, l’Industria, l’Imprenditoria e le Piccole e Medie Imprese (“DG GROW”) della Commissione Europea e alle altre autorità di settore europee. Sussiste il rischio, considerata l’ampiezza della misura autorizzata in rapporto a precedenti analoghi, che la Commissione Europea possa ritenere non sufficientemente motivata, rispetto a quanto previsto dalla Prima Direttiva Postale, l’adozione del modello di recapito della corrispondenza a giorni alterni e, di conseguenza, che la stessa possa aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia. La comunicazione di AGCom alla Commissione Europea non attiva, di per sé, alcuna procedura predefinita; pertanto, non sono previsti termini entro i quali la Commissione sia tenuta ad avviare una eventuale procedura di infrazione, pena la decadenza della facoltà, né termini massimi entro i quali, sentito lo Stato Membro, la stessa debba pronunciarsi nel merito. Non è possibile quindi, alla Data del Prospetto, stimare se e quando un simile intervento potrebbe profilarsi, né prefigurare una tempistica e, a maggior ragione, prevederne gli esiti finali. Si ritiene tuttavia che la Commissione Europea, anche per quanto indicato nel paragrafo successivo, possa far precedere ogni decisione di aprire una procedura di infrazione da un dialogo con le autorità nazionali, al fine di procedere a tutti gli approfondimenti ritenuti necessari. Gli effetti dell’eventuale apertura da parte della Commissione di una procedura d’infrazione contro il modello di recapito a giorni alterni possono essere molto diversificati a seconda delle tempistiche e degli esiti delle verifiche, anche in rapporto a eventuali iniziative a A A.1 A.1.1 A.1.1.1

livello nazionale. L’AGCom, ai sensi dell’articolo 3, comma 4 della delibera n. 395/15/CONS, si è riservata, ad esempio la facoltà di “inibire o condizionare all’introduzione di misure correttive” l’attuazione del piano di recapito a giorni alterni al fine di accogliere eventuali rilievi della Commissione Europea. All’esito di simili interventi della Commissione Europea, sussiste quindi un rischio di interruzione o modifica dell’implementazione del modello di recapito a giorni alterni. Premesso che tutti gli atti normativi di uno Stato membro dell’UE sono soggetti al rischio di apertura di una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea, anche con riguardo alla delibera n. 396/15/CONS non è possibile escludere il rischio di apertura di una procedura d’infrazione contro l’Italia da parte della Commissione Europea. Tuttavia, al riguardo va segnalato che poiché le misure relative ai prezzi dei servizi ed alla qualità del recapito universale non sono soggette a specifici obblighi di comunicazione verso la Commissione, esse restano soggette principalmente al sindacato dell’AGCom. La delibera n. 395/15/CONS ha autorizzato l’Emittente a sviluppare il nuovo modello di recapito postale universale in tre fasi successive, a partire da ottobre 2015 e fino a febbraio 2018, interessando fino al 23,2% complessivo della popolazione italiana. L’AGCom si riserva di inibire e/o condizionare l’attuazione del piano di recapito a giorni alterni alla valutazione degli effetti generali sull’utenza e dei risparmi di costo effettivi realizzati dall’Emittente. L’AGCom inoltre si riserva di valutare a consuntivo, a partire da febbraio 2018, ai sensi dell’art. 3, comma 3 della stessa delibera, la sussistenza delle condizioni per prorogare l’autorizzazione, considerando le eventuali criticità riscontrate durante il periodo di attuazione e la coerenza dei risultati ottenuti con il piano industriale di Poste italiane. Alla luce di quanto sopra, non è possibile escludere il rischio che l’AGCom possa ritardare o modificare in corso d’opera il piano di realizzazione del nuovo modello di recapito postale a giorni alterni, che nell’ambito delle interlocuzioni con l’AGCom, si è stimato (delibera AGCom 395/15 CONS) possa portare in alcune circostanze a una riduzione del costo di fornitura del Servizio Postale Universale fino a un massimo del 50% rispetto al costo attuale nelle singole aree di recapito. Entrambe le delibere di revisione del Servizio Postale Universale, al pari di ogni provvedimento amministrativo, sono, infine, soggette al rischio di impugnativa – anche in considerazione dei principi di cui alla normativa comunitaria di settore (ossia, la Prima Direttiva Postale), concernenti in particolare l’offerta del SPU – da parte di soggetti terzi interessati innanzi la magistratura amministrativa attraverso ricorso volto al loro annullamento o riforma, nei termini ordinari di 60 giorni dal momento in cui un soggetto interessato ne riceve notizia. Tuttavia, il quadro di riferimento normativo e regolamentare in materia include anche le previsioni di cui alla Legge di Stabilità 2015, che ha previsto a sua volta la possibilità di riduzione della frequenza settimanale di recapito. L’eventuale annullamento totale o parziale delle delibere di riforma dello SPU potrebbe comportare per l’Emittente il rischio di dover modificare le decisioni assunte con possibili effetti negativi sui risultati del settore operativo Postale e Commerciale. Alla Data del Prospetto è stato notificato all’Emittente un unico ricorso da parte dell’associazione Codacons al TAR, avverso alla delibera 395/15/CONS autorizzante Poste Italiane alla attuazione del descritto modello di recapito a giorni alterni degli invii rientranti nel Servizio Postale Universale. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.1 del Prospetto. A.1.1.2 Rischi relativi al riconoscimento degli importi dovuti per la prestazione del Servizio Postale Universale per gli anni 2012-2014 e 2015-2019 ai sensi della normativa sugli aiuti di Stato Il Contratto di Programma è lo strumento giuridico che regola i rapporti tra Poste Italiane e lo Stato italiano per la fornitura dello SPU, incluso il pagamento delle relative compensazioni. L’iter di approvazione del contratto di programma 2015-2019 prevede una serie di adempimenti a livello nazionale, le cui tempistiche sono state fissate dall’art. 1 comma 275 della legge di Stabilità 2015, e l’approvazione finale della Commissione Europea in quanto le compensazioni in esso previste costituiscono aiuto di Stato e debbono quindi essere previamente autorizzate ai sensi della disciplina comunitaria sugli aiuti di Stato. La procedura prevede che lo schema finale di contratto concordato tra il MiSE e l’Emittente sia inviato al Ministero dell’Economia e delle Finanze (“MEF”) e all’AGCom per l’acquisizione di pareri che il MiSE può recepire nel contratto stesso. Il contratto, come emendato dal MiSE, è inviato poi alle Commissioni parlamentari competenti per la formulazione di pareri non vincolanti, ed è quindi oggetto di prenotifica alla Commissione Europea. Per maggiori dettagli sulle tempistiche effettive si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.1 del Prospetto.

L’AGCom, con la Delibera n.425/15/CONS del 15 luglio 2015, ha reso parere favorevole alla bozza di contratto di programma 20152019, condizionandolo ad una serie di rilievi che sono stati in gran parte recepiti dal MiSE nella formulazione del contratto trasmessa al Parlamento, conformemente a quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2015. Il parere reso dal MEF sul contratto emesso contestualmente a quello dell’AGCom non reca osservazioni. Il 5 agosto 2015 il testo del contratto di programma 2015-2019 ha ricevuto i pareri positivi, con osservazioni, delle commissioni parlamentari competenti, così completando l’iter nazionale di approvazione del testo contrattuale. Il MISE ha recepito alcune delle osservazioni non vincolanti rese dalle Commissioni che non hanno mutato comunque l’impianto complessivo del contratto. In data 7 ottobre 2015, le parti hanno concluso lo scambio di un testo finale di Contratto che raccoglie l’assenso di entrambe. L’erogazione da parte dello Stato delle compensazioni dovute all’Emittente per la prestazione dello SPU nel periodo 2012-2014 e nel periodo 2015-2019, è, alla Data del Prospetto ancora soggetta all’autorizzazione della Commissione Europea relativamente alla compatibilità con la normativa UE sugli aiuti di Stato. La decisione della Commissione avverrà contestualmente per i due periodi temporali, in considerazione del fatto che per gli anni 2012-2014 è stato applicato il contratto di programma 2009-2011, anche in riferimento al calcolo delle compensazioni, così come stabilito, in ultimo, dalla Legge di Stabilità 2015. L’autorizzazione della Commissione si configura come una condizione sospensiva per cui lo Stato Membro è tenuto a notificare il progetto di aiuto di Stato e a sospendere l’esecuzione della misura in attesa della decisione. La piena efficacia del contratto di programma 2015-2019 è quindi subordinata alla decisione della Commissione, che per prassi è preceduta da rapporti informali di “prenotifica”, finalizzati all’ottenimento di chiarimenti sul materiale che sarà oggetto di notifica e, pertanto, propedeutici alla notifica formale. A questo fine, il MiSE ha inviato alla DG Competition della Commissione Europea una bozza di notifica delle compensazioni 2012-2014 e 2015-2019 in data 29 luglio 2015 e ha trasmesso il testo del contratto di programma, allora concordato tra le parti. Nel corso delle conseguenti interlocuzioni tra le autorità italiane e la DG Competition, quest’ultima ha suggerito la possibilità di far decorrere il contratto di programma 2015–2019 dal 1° gennaio 2016, in modo da rendere l’iter maggiormente in linea con la normativa UE, per la quale l’autorizzazione della Commissione precede, di norma, l’entrata in vigore delle misure che configurano aiuti di Stato. Il MiSE, d’accordo con l’Emittente, ha dichiarato la propria disponibilità ad agire in tal senso. Nel corso delle medesime interlocuzioni, la Commissione Europea ha espresso l’indicazione di poter fornire entro il mese di ottobre 2015 l’assenso alla sottoscrizione del contratto di programma 2015-2019 tra le parti e a procedere con la notifica formale delle compensazioni 2012-2014 e 2015-2019, posto che, nel frattempo, fossero stati chiariti una serie di elementi della documentazione inviata dalle autorità italiane a fine luglio 2015. All’esito soddisfacente dei chiarimenti forniti, su indicazione della Commissione Europea, in data 6 ottobre 2015, il MiSE ha provveduto alla notifica formale del Contratto di Programma alla Commissione Europea. La DG Competition, in data 7 ottobre 2015 ha rilasciato una comfort letter, a firma del Vice Direttore Generale Koopman, con la quale ha anticipato il prevedibile esito finale positivo della procedura di approvazione degli aiuti di Stato notificati, in quanto sulla base della notifica delle autorità italiane, che è pienamente in linea con le conclusioni delle discussioni tecniche con la DG Competition, il Vice Direttore Generale anticipa che sarà proposta una decisione di nulla osta al Collegio dei Commissari chiamato ad autorizzare le compensazioni notificate. A partire dalla data di formale notifica (6 ottobre 2015), in base alle vigenti procedure formali, la Commissione Europea disporrà di 60 giorni per rendere la propria decisione di compatibilità del testo con le norme UE sugli aiuti di Stato, fatte salve eventuali sospensioni della decorrenza del termine per richieste di informazioni. Dati i termini menzionati, la Società ritiene che la decisione della Commissione possa pervenire entro l’anno 2015. L’eventuale entrata in vigore del contratto di programma 2015-2019 alla data del 1° gennaio 2016 avrebbe come conseguenza che il calcolo delle compensazioni ai sensi del nuovo contratto avverrebbe solo a partire da tale data, con conseguente applicazione del meccanismo previsto dal precedente contratto 2009-2011 all’anno 2015, vale a dire il meccanismo del Subsidy Cap e non delle risorse previste dalla Legge di Stabilità 2015 (art. 1, comma 274). Tale diversa modalità di calcolo della compensazione dell’onere per l’anno 2015 – che non comporterebbe per l’Emittente minori introiti rispetto alle risorse previste dalla legge n. 190/2014 pari a 262,4 milioni di Euro – è stata condivisa anche dal Ministro dell’Economia e delle Finanze nella lettera del 7 agosto 2015 (si veda la Sezione Prima, Capitolo 4, Paragrafo 4.1.1.2 per maggiori dettagli), laddove è stato riconosciuto il credito dell’Emittente con riferimento al primo semestre 2015, proprio sulla base del calcolo effettuato applicando il meccanismo del Subsidy Cap. Alla Data del Prospetto quindi, il complessivo iter di approvazione

del contratto di programma 2015-2019 si è concluso, salvo il rilascio finale dell’autorizzazione da parte della Commissione Europea. Ai sensi della disciplina UE sugli aiuti di Stato, sussiste comunque fino all’approvazione definitiva del contratto di programma il rischio che la Commissione Europea possa ritenere non soddisfatti tutti i requisiti di compatibilità della misura di aiuti di Stato, ed in particolare che possa ritenere eccessive le compensazioni previste in relazione agli oneri connessi alla prestazione dello SPU e ne imponga una riduzione. Si rappresenta, tuttavia, che in tutte le precedenti occasioni di notifica di aiuti di Stato per le compensazioni degli oneri derivanti dalla prestazione del Servizio Postale Universale in Italia (2003-2005, 2006-2008 e 2009-2011) la Commissione Europea ha autorizzato integralmente gli aiuti notificati dall’Italia, e che, per quanto riguarda il complessivo periodo 2012-2019, la DG Competition della Commissione ha rilasciato una comfort letter che anticipa il prevedibile esito positivo del suo esame, in quanto essa preannuncia che proporrà una decisione di nulla osta al Collegio dei Commissari chiamato ad autorizzare le compensazioni notificate. In ogni caso, fino alla decisione finale della Commissione Europea, all’Emittente non saranno corrisposte le somme corrispondenti alle compensazioni previste dallo Stato per la fornitura dello SPU. Esiste, infine, il rischio che contro un’eventuale decisione favorevole della Commissione alle compensazioni per la prestazione dello SPU durante i periodi indicati possano essere proposti da persone fisiche o giuridiche ricorsi presso il Tribunale dell’Unione Europea. Eventuali riduzioni o ritardi nell’erogazione di tali compensazioni avrebbero un impatto negativo sui ricavi e quindi sui margini operativi dell’Emittente, con possibili effetti negativi sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. A.1.1.3 Rischi conseguenti alla verifica dell’onere sostenuto da Poste Italiane per la fornitura del Servizio Postale Universale La quantificazione dell’onere sostenuto da Poste Italiane per la fornitura del Servizio Postale Universale è soggetto a verifica da parte di AGCom. La determinazione da parte di tale autorità di un onere inferiore a quanto calcolato dall’Emittente potrebbe comportare una riduzione delle compensazioni pubbliche definite nel Contratto di Programma e percepite dall’Emittente anche molto al di sotto del reale onere sostenuto dall’Emittente per la fornitura del SPU con effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo nonché sull’immagine dello stesso. L’onere per la fornitura dello SPU (“Onere del Servizio Universale” o “OSU”) si determina al manifestarsi di una perdita strutturale (c.d. “costo netto”) imputabile ad intere prestazioni fornite dall’Emittente e/o a particolari categorie di utenti serviti per finalità di servizio pubblico. Il calcolo dell’OSU è effettuato annualmente dall’Emittente e verificato dall’autorità di regolamentazione (fino al 2010 il Ministero dello Sviluppo Economico, ad oggi l’AGCom), che ne individua anche le modalità di finanziamento. Alla Data del Prospetto, l’onere di fornitura dello SPU è stato verificato dall’AGCom solo per gli anni 2011 e 2012, con il procedimento concluso dalla delibera n. 412/14/ CONS(1), analizzando una nuova metodologia di calcolo adottata dall’Emittente in conformità alla Prima Direttiva Postale e che implica il ricorso a valutazioni discrezionali. L’AGCom, con la delibera n. 493/14/CONS pubblicata il 9 ottobre 2014, ha avviato il procedimento di verifica del costo netto relativo all’anno 2013 che è stato allargato a ricomprendere anche la verifica sull’anno 2014, con la comunicazione AGCom del 24 luglio 2015. Il termine del procedimento, fissato al 23 settembre 2015 dall’AGCom, è stato prorogato di 90 giorni dalla delibera AGCom n. 397/15/CONS pubblicata il 27 luglio 2015. Per maggiori dettagli si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.1 del Prospetto. Nella delibera n. 412/14/CONS, l’AGCom ha quantificato per il 2011 un OSU pari a 381 milioni di Euro e per il 2012 pari a 327 milioni di Euro, a fronte di una quantificazione di 709 milioni di Euro per il 2011 e a 704 milioni di Euro per il 2012 effettuata dell’Emittente. A fronte di tali importi, il meccanismo di calcolo delle compensazioni previsto dal Contratto di Programma vigente, prevede per il 2012 una compensazione pari a 350 milioni di Euro. Per il 2012, quindi, l’ammontare dell’OSU riconosciuto da AGCom è inferiore non solo al calcolo dall’Emittente ma anche alla compensazione prevista dal Contratto di Programma. Qualora la somma degli OSU verificati da AGCom per un determinato periodo di vigenza del Contratto di Programma risultasse inferiore alle somma delle compensazioni per lo stesso periodo concordate ex ante tra l’Emittente e lo Stato italiano, la Commissione Europea potrebbe ordinare allo Stato italiano di procedere al recupero delle somme percepite dall’Emittente in eccesso rispetto alle verifiche (1) Delibera n. 412/14/CONS, del 29 luglio 2014, recante: “Servizio postale Universale: analisi e applicabilità del meccanismo di ripartizione e valutazione dell’eventuale costo netto per gli anni 2011 e 2012”.

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di AGCom. In applicazione della normativa europea sugli aiuti di Stato e delle previsioni contrattuali, i periodi rilevanti ai fini della verifica dell’esistenza di eventuali sovracompensazioni statali sono: i) 2012; ii) 2013; iii) 2014; iv) 2015-2016, v) 2017-2018 e vi) 2019. Se per ciascun periodo sopra identificato le verifiche AGCom dovessero condurre a valori dell’onere inferiori alla compensazione stabilita dal Contratto di Programma e già erogata all’Emittente, la Commissione Europea potrebbe ordinare allo Stato di procedere al recupero delle somme in eccesso pagate da questo all’Emittente. Allo stato attuale non essendo stata ancora liquidata alcuna compensazione tale previsione per gli anni 2012, 2013 e 2014 non trova applicazione. Alla luce di quanto sopra riportato, l’Emittente ritiene che il modello di calcolo dell’OSU, come modificato dall’AGCom, non permetta un apprezzamento accurato dell’effettivo onere sostenuto dall’Emittente per la fornitura dello SPU. Di conseguenza, l’Emittente ha presentato, il 13 novembre 2014, ricorso al TAR del Lazio contro la delibera n. 412/14/CONS. Analoga impugnativa è stata promossa da un concorrente dell’Emittente che giudica, al contrario, eccessiva la stima dell’OSU effettuata dall’AGCom. Alla Data del Prospetto i menzionati giudizi sono ancora in corso. Esiste il rischio che eventuali pronunce negative definitive dei giudici amministrativi in almeno uno dei procedimenti citati possano determinare in futuro il rimborso di eventuali compensazioni, approvate ex ante dalla Commissione Europea ai sensi dei Contratti di Programma ed erogate dallo Stato, secondo il meccanismo sopra illustrato. Tale eventualità avrebbe effetti negativi sull’attività, le prospettive e la situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per maggiori informazioni si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 20, Paragrafo 20.8.1.1 del Prospetto. In proposito, con riferimento all’anno 2012, si specifica che, in ossequio a quanto previsto dalla delibera AGCom n. 412/14/CONS che ha quantificato un OSU inferiore a quanto previsto nel Contratto di Programma, nella lettera del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 7 agosto 2015 (si veda la Sezione Prima, Capitolo 4, Paragrafo 4.1.1.2 per maggiori dettagli) non è stata riconosciuta all’Emittente la differenza tra la compensazione prevista per il medesimo anno dal Contratto di Programma e l’onere verificato da AGCom, fermo restando la possibile revisione della decisione AGCom sull’ammontare dell’onere, all’esito del contenzioso amministrativo proposto dall’Emittente davanti al TAR del Lazio contro la delibera AGCom n. 412/14/CONS. La tabella sottostante riporta il valore dell’OSU calcolato dall’Emittente, il valore verificato da AGCom e la compensazione dello Stato prevista dal Contratto di programma per gli anni 2012-2014(2). Dati espressi in milioni di Euro

2012

2013

2014

OSU calcolato da Poste Italiane

704

1.168

1.668

Compensazione da Contratto di Programma

350

343

336

OSU verificato dall’AGCom

327

-

-

Si precisa che il calcolo dell’OSU effettuato dall’Emittente e sottoposto all’AGCom si basa su metodologie e valutazioni discrezionali nell’ambito del quadro regolatorio applicabile e pertanto dallo stesso non si possono desumere necessariamente i risultati economici del settore corrispondenza. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.1 del Prospetto. A.1.1.4 Rischi relativi all’istituzione del fondo di compensazione dell’OSU La Legge di Stabilità 2015 e il Contratto di Programma 2015-2019 fissano in 262,4 milioni di Euro annui le compensazioni a carico dello Stato relative alla fornitura dello SPU, segnando una riduzione sensibile rispetto a quanto previsto negli anni precedenti. Ad integrazione di questi importi, nel caso di riconoscimento da parte di AGCom di un OSU superiore agli stanziamenti di finanza pubblica e successivamente all’autorizzazione della Commissione Europea al pagamento delle compensazioni statali, potrà intervenire un apposito Fondo di Compensazione dell’OSU, già previsto dagli articoli 3 e 10 del d.lgs. n. 261/1999, secondo il quale, il Fondo è amministrato dal MiSE ed alimentato dai concorrenti dell’Emittente, titolari di licenza o di autorizzazione ad operare nel settore postale che forniscono servizi sostitutivi di quelli universali, con una parte del fatturato degli stessi servizi che può arrivare fino ad un massimo del 10% dei ricavi lordi. L’AGCom ha il compito di decidere sia l’insieme dei servizi assoggettati all’obbligo di contribuzione al Fondo sia l’aliquota del fatturato a carico dei concorrenti del fornitore del SPU che offrono tali servizi. Il Contratto di Programma 2015-2019 fissa per la prima volta un tetto massimo al contributo erogabile in favore dell’Emittente attraverso il Fondo di Compensazione. Per il menzionato periodo contrattuale tale tetto è pari a 89 milioni di Euro l’anno. La possibilità per quest’ultima di vedersi erogate somme depositate nel Fondo è però soggetta ad una serie di condizioni, ulteriori rispetto alla precondizione rappresentata dal riconoscimento da parte dell’AGCom di un OSU superiore agli stanziamenti di finanza pubblica ed alla decisione della stessa circa la necessità di attivare il Fondo di Compensazione. Esiste, in primo luogo la possibilità che l’AGCom fissi un’aliquota di contribuzione insufficiente a coprire la parte dell’OSU non remunerata con risorse pubbliche o comunque largamente inferiore al tetto massimo di contribuzione stabilito dal Contratto di Programma, anche in relazione alla redditività dei soggetti obbligati, e quindi alla loro capacità di fare fronte al contributo previsto. Superato questo primo ostacolo, esiste la possibilità che la Commissione Europea, cui spetta il compito di giudicare preventivamente la compatibilità con la disciplina degli aiuti di stato una eventuale decisione di AGCom favorevole alla messa in opera del Fondo, possa valutare il meccanismo di contribuzione al Fondo oppure l’aliquota del fatturato lordo definita dall’AGCom come eccessivamente onerosa per i concorrenti dell’Emittente, non autorizzandone l’implementazione o imponendone una modifica al ribasso. Esiste, infine, la possibilità che le aziende teoricamente assoggettabili alla contribuzione al fondo riescano a dimostrare di non offrire in misura apprezzabile servizi in diretta concorrenza con quelli rientranti nello SPU, riducendo la base imponibile del fondo. A tale fattispecie fanno riferimento i ricorsi al T.A.R. del Lazio contro la delibera AGCom n. 129/15/CONS, recante il regolamento in materia di titoli abilitativi per l’offerta al pubblico di servizi postali, presentati dai principali operatori di servizi di corriere espresso attivi in Italia, anche in forma associata, e da Nexive S.p.a., con esplicito riferimento agli obblighi di contribuzione al fondo di compensazione per lo SPU. Nel caso di soccombenza dell’AGCom in almeno uno di tali giudizi, si determinerebbero condizioni atte a ridimensionare per la quota parte la base imponibile del Fondo stesso e, quindi, le somme depositabili a favore dell’Emittente. Il realizzarsi di una o più delle eventualità delineate potrebbe comportare per l’Emittente il rischio di un riconoscimento parziale dell’OSU non coperto dalla compensazione pubblica, con conseguente riduzione dei ricavi, rispetto a quanto previsto, ed effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.1 del Prospetto. A.1.1.5 Rischi connessi alla struttura dei costi legati alla fornitura del Servizio Postale Universale e ai ricavi decrescenti nel settore della corrispondenza La riduzione dei ricavi derivanti dalla fornitura dello SPU e delle compensazioni pubbliche, comporta il rischio che in caso di ulteriore contrazione dei volumi di corrispondenza, rispetto a quanto ragionevole ritenere alla Data del Prospetto, l’Emittente non sia in grado di ridurre proporzionalmente i costi di fornitura dello SPU, con conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. In particolare, la forte decrescita dei volumi di corrispondenza del mercato postale italiano ha reso sempre più gravoso per l’Emittente sostenere i costi connessi alla fornitura dello SPU. I volumi complessivi degli invii relativi al mercato della corrispondenza indirizzata in Italia ammontavano a 4,5 miliardi nel 2012, 4,1 miliardi nel 2013 e 3,8 miliardi nel 2014, con un CAGR negativo pari a –8,4%. Ciò ha determinato un progressivo incremento dell’onere a carico dell’Emittente per la prestazione del Servizio Postale Universale dovuto, da un lato, alla sostanziale rigidità dei costi legati alla fornitura dello SPU in relazione al variare della domanda e, dall’altro, alla diminuzione dei ricavi legati alla riduzione dei volumi di corrispondenza (2) Fonte: documenti di separazione contabile per l’OSU calcolato da Poste Italiane, Contratti di Programma per le compensazioni, delibera 412/14/ CONS per la quantificazione OSU dell’AGCom.

gestiti dall’Emittente. Si segnala che il “Risultato operativo e di intermediazione” del Settore Operativo Servizi Postali e Commerciali diminuisce da Euro 416 milioni nel 2012 a Euro 300 milioni nel 2013 (-27,9%) ed è negativo per Euro 504 milioni nel 2014. Con riferimento ai semestri in analisi, il Settore Operativo Servizi Postali e Commerciali registra una perdita per Euro 36 milioni nel primo semestre 2014 e per Euro 89 milioni nel primo semestre 2015. Tali importi riflettono, tra l’altro, ricavi realizzati dal Settore Operativo Servizi Postali e Commerciali verso altri Settori Operativi per Euro 4.584 milioni, Euro 4.521 milioni ed Euro 4.512 milioni rispettivamente negli esercizi chiusi al 31 dicembre 2014, 2013 e 2012 ed Euro 2.253 milioni ed Euro 2.364 milioni rispettivamente nei semestri chiusi al 30 giugno 2015 e 2014. L’incidenza dei ricavi verso altri Settori Operativi rispetto al totale ricavi del Settore Operativo Servizi Postali e Commerciali è pari rispettivamente al 52,9%, 50,4% e 49,2% negli esercizi chiusi al 31 dicembre 2014, 2013 e 20132 e pari rispettivamente al 53,8% e 53,3% nei semestri chiusi al 30 giugno 2015 e 2014. Si segnala inoltre che l’impairment test del Settore Operativo Postale e Commerciale si basa, tra l’altro, (i) sulle sfidanti prospettive di crescita del settore di attività pacchi (si veda in merito quanto riportato nella Sezione Prima, Capitolo 4, Paragrafo 4.2.1.3, Capitolo 6, Paragrafo 6.2.1 e Capitolo 20, Paragrafo 20.1 note 2.3 e 3.3 e Paragrafo 20.2 note 2.3 e 3.3 del Prospetto) e (ii) sulla crescita dei volumi dei Settori Operativi Servizi Finanziari e Servizi Assicurativi da cui dipendono i ricavi della distribuzione (percepiti dagli altri Settori Operativi) che qualora non dovessero concretizzarsi potrebbero determinare potenziali rettifiche ai valori contabili degli attivi allocati a tale settore, comunque nei limiti dei relativi valori di mercato di tali attivi. In ultimo si segnala che dall’impairment test emerge che il valore recuperabile del settore operativo in questione dipende esclusivamente dal “terminal value”. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.1 del Prospetto. A.1.1.6 Rischi connessi al mancato rispetto degli obblighi relativi all’espletamento del SPU, nonché dei relativi livelli qualitativi e degli obiettivi di qualità internazionali L’imposizione di sanzioni da parte dell’AGCom all’Emittente per il mancato rispetto dei livelli qualitativi del SPU nonché l’inasprimento dell’impianto sanzionatorio potrebbero avere effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo nonché sull’immagine dello stesso. Nella fornitura del Servizio Postale Universale, l’Emittente è vincolato al rispetto di obblighi di servizio relativi all’espletamento del SPU, in particolare, ai tempi di consegna della corrispondenza, alla numerosità ed all’orario di apertura degli uffici postali e all’orario di raccolta della corrispondenza. Nonostante l’Emittente adotti misure volte a salvaguardare il rispetto dei suddetti obblighi di servizio, non si può escludere la possibilità che l’Emittente sia potuto incorrere o possa incorrere in violazioni dei medesimi con conseguente applicazione di sanzioni pecuniarie da parte delle Autorità competenti ai sensi dell’art. 21, primo comma, del D.lgs. 261/1999. Sussiste in proposito, inoltre, il rischio di un aumento degli importi delle sanzioni comminabili dall’AGCom all’Emittente in relazione al mancato rispetto degli obblighi del SPU, anche a seguito della specifica segnalazione inviata dall’AGCom al Governo in data 4 febbraio 2015, in cui l’Autorità ha segnalato l’insufficienza dell’impianto sanzionatorio applicabile al settore postale in virtù del D.lgs. 261/1999, chiedendone la revisione. Oltre al rischio di sanzioni pecuniarie, esiste per l’Emittente un rischio di revoca dell’affidamento del SPU prima della naturale scadenza del 30 aprile 2026. L’art. 21 del D. lgs. n. 261/1999 infatti prevede che in caso di “gravi e reiterate” violazioni degli obblighi di Servizio Postale Universale, il MiSE possa revocare l’affidamento del servizio, fermi i principi del cumulo di condotte come precisati dalla delibera AGCom 265/15 CONS del 28 aprile 2015. In relazione ai rischi sopra prospettati, si segnala che, anche a seguito di talune segnalazioni effettuate da soggetti terzi, è stato avviato dalla Società uno specifico audit in merito a presunte irregolarità commesse da dipendenti dell’Emittente presso alcuni CMP in riferimento ai sistemi di monitoraggio e accertamento dei livelli di qualità del servizio effettuati da soggetti terzi, ai sensi di quanto stabilito dall’art. 12, comma 4, del decreto legislativo 261/99, a giugno 2015 . Dalle provvisorie acquisizioni di tale audit, allo stato concluso solo nella sua fase preliminare, emergerebbero alcuni comportamenti attinenti all’interferenza con i sistemi di controllo di qualità e non conformi alle policy della Società. Le ulteriori verifiche sono, alla Data del Prospetto, tuttora in corso. Allo stato non è possibile determinare se tali comportamenti possano avere avuto riflessi sulla determinazione degli indici di qualità del servizio rilevati. In relazione a tali vicende l’Emittente - al fine dell’accertamento dei fatti e della propria tutela - ha incaricato i propri legali di procedere con tutte le iniziative più opportune. Tali vicende potrebbero determinare l’avvio di specifici procedimenti nei confronti di dipendenti di Poste Italiane. Non è possibile escludere che per effetto di tali vicende possano derivare giudizi o sanzioni nei confronti di Poste Italiane stessa con possibili conseguenti ricadute negative sull’immagine o sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale della Società. L’art. 23 dello stesso provvedimento stabilisce, inoltre, che ogni cinque anni il MiSE verifichi attraverso un’analisi svolta dall’AGCom, sulla base di criteri definiti da quest’ultima, che la fornitura dello SPU sia svolta dall’Emittente in modo efficiente ed efficace e, in caso contrario, possa disporre la revoca dell’affidamento. Si sottolinea inoltre che, allo scadere del periodo di affidamento del SPU (30 aprile 2026), non è possibile escludere che lo stesso non venga rinnovato a favore dell’Emittente o che lo stesso venga rinnovato a condizioni differenti rispetto alle condizioni attualmente in essere. La prossima verifica sull’affidamento dello SPU dovrebbe essere posta in essere dal MiSE alla scadenza del 30 aprile 2016. Tale verifica, inizialmente coerente con la durata triennale dei Contratti di Programma, in quanto modificata dalla Legge di Stabilità 2015 in durata quinquennale, risulta ora disallineata temporalmente con il Contratto di Programma 2015-19 tra Poste Italiane e il MiSE in corso di definitiva approvazione. In aggiunta il Contratto di Programma prevede un sistema di penali connesso all’eventuale mancato raggiungimento degli obiettivi di qualità sui tempi di consegna della corrispondenza e dei pacchi. In merito si ricorda che l’AGCom con riguardo agli obiettivi di qualità fissati nel Contratto di Programma svolge verifiche periodiche su base annua, i cui risultati sono certificati dall’Autorità con una apposita deliberazione. Ad oggi l’ultima deliberazione AGCom riguarda la prestazione del servizio per l’anno 2013. Si è in attesa delle determinazioni per l’anno 2014 e per l’anno in corso. Per tutti i prodotti gli obiettivi sono fissati a livello nazionale, inoltre, per la Posta Prioritaria sono fissati anche obiettivi per tipologia di tratta (urbana, provinciale, regionale ed extraregionale) e a livello regionale. Relativamente agli obiettivi nazionali, l’unico scostamento verificato per il biennio 2012-2013, è relativo al pacco ordinario nell’anno 2013; con Delibera 603/14/CONS del 28 novembre 2014, AGCom, in applicazione di quanto previsto dal Contratto di Programma 20092011 all’art. 5, comma 7, a norma del quale “L’Autorità si riserva la facoltà di non applicare detta penale in presenza di una divergenza dell’obiettivo che sia inferiore al mezzo punto e di speciale tenuità”, ha deciso di non applicare all’Emittente alcuna penale in relazione al mancato raggiungimento dell’obiettivo di qualità 2013 del pacco ordinario, in quanto ha ritenuto che tale mancato raggiungimento ricadesse nella fattispecie della speciale tenuità prevista dal Contratto di Programma 2009-2011 di cui si è detto. Relativamente ai dati provvisori 2014 si segnala uno scostamento sull’obiettivo della tratta extraregionale, che potrebbe dare luogo all’applicazione di una penale massima pari a Euro 500.000, fermo restando che si è in attesa delle determinazioni finali AGCom al riguardo. Relativamente agli obiettivi regionali, a norma dell’art. 5 del Contratto di programma 2009-2011, l’Emittente, con esclusivo riferimento alla Posta Prioritaria e solo fino all’anno 2014, è stata soggetta anche al rispetto di 21 obiettivi regionali di recapito (uno per ciascuna regione, mentre le province autonome di Trento e Bolzano sono considerate ciascuna come una intera regione), fissati pari all’85% di invii recapitati in J+1. Nel biennio 2012-2013 si è verificato un unico scostamento, con riferimento alla regione Campania, in conseguenza del quale è stata applicata da AGCom una penale da Euro 300.000; tale penale è stata contestata da Poste Italiane innanzi alla competente autorità giudiziale amministrativa. Per l’anno 2014, i dati provvisori segnalano due scostamenti che potrebbero dare luogo all’applicazione di una penale massima pari a Euro 200.000, fermo restando che si è in attesa delle determinazioni dell’Autorità di regolamentazione.

Per una descrizione dei principali eventi che potrebbero avere un impatto negativo sulla capacità dell’Emittente di rispettare i livelli qualitativi relativi alla prestazione dello SPU, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo IV, Paragrafo 6.1.7.1 del Prospetto. Nell’ambito dell’Accordo Reims, che regola i rapporti tra i maggiori operatori postali membri di IPC (International Post Corporation) ivi inclusa Poste Italiane, la remunerazione per la distribuzione e recapito sul proprio territorio degli invii originati da un operatore postale estero è legata al livello di qualità conseguito. In conseguenza di tale modalità di calcolo della retribuzione, è possibile che il mancato rispetto da parte di Poste Italiane degli obiettivi di qualità internazionale per il recapito dei prodotti postali in entrata in Italia possa determinare la riduzione della remunerazione per tali servizi con conseguenti effetti negativi sull’immagine, sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. A.1.1.7 Rischi connessi all’implementazione del piano di razionalizzazione degli uffici postali L’Emittente è impegnata in un piano di razionalizzazione della rete degli uffici postali, in particolare nelle zone rurali, con l’obiettivo di contenere i costi relativi alla prestazione dello SPU. L’implementazione di tale piano è soggetta a rischi connessi al contenzioso amministrativo dovuto alle impugnative promosse dai comuni. Nel caso in cui, a seguito di reiterate pronunce giudiziali, si consolidassero interpretazioni della normativa diverse e più sfavorevoli rispetto a quella in base alla quale l’Emittente ha costruito il proprio piano di razionalizzazione della rete degli uffici postali, la riduzione dei costi ad esso connessa potrebbe subire un sensibile ridimensionamento con possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Il piano in corso di attuazione, presentato a settembre 2014, originariamente prevedeva la chiusura e la riduzione degli orari di apertura per un determinato numero di uffici. In seguito alla reazione dei sindaci dei comuni interessati dal piano, su richiesta del MiSE, l’Emittente ha accettato di sospendere temporaneamente l’attuazione del piano di razionalizzazione, che avrebbe dovuto essere realizzato a partire dal 13 aprile 2015, garantendo il coinvolgimento degli enti locali nella definizione degli obiettivi del piano e delle modalità di offerta di servizi innovativi come quelli postali prestati al domicilio del mittente (attraverso le funzionalità del c.d. “postino telematico”) o legati alla diffusione di libretti di risparmio elettronici (c.d. “Carta Libretto”) su cui è anche possibile accreditare la pensione INPS e Inpdap. Conclusa la fase d’interlocuzione con le Pubbliche Amministrazioni e di informativa sia a livello nazionale che territoriale delle Organizzazioni Sindacali di categoria, che ha portato a stabilire nuovi obiettivi di chiusure totali e riduzioni di orario degli uffici postali, l’Emittente ha riavviato l’attuazione del piano di razionalizzazione, comunicando di nuovo ai Sindaci interessati gli interventi previsti a partire da settembre 2015. Con riguardo al piano di riordino degli uffici postali dell’Emittente, esistono rilevanti rischi di contenzioso amministrativo dovuto alle impugnative promosse dai comuni contro la facoltà riconosciuta dalla delibera AGCom n. 342/14/CONS all’Emittente di procedere alla razionalizzazione della rete per motivi economici. I giudizi relativi ad alcuni di tali ricorsi al TAR hanno visto soccombere l’Emittente per l’effetto d’interpretazioni eccessivamente restrittive dei criteri di tipo statistico e demografico individuati dalla delibera stessa per la chiusura degli uffici postali. Su un totale di circa 955 atti dispositivi specifici adottati dall’Emittente, al 30 settembre 2015, sono stati proposti n. 173 ricorsi diretti avverso tali atti di cui dodici anche avverso la citata delibera AGCom. Alla medesima data, per tre ricorsi presentati si è avuta sentenza del Tar sfavorevole non definitiva; in taluni casi il TAR ha disposto la sospensione del provvedimento dispositivo adottato dall’Emittente (109 casi tra sospensive da confermare e sospensive accordate). Si precisa inoltre che gli enti locali, oltre al ricorso alla giustizia amministrativa, potrebbero anche rivolgersi ad AGCom al fine di far modificare la delibera in questione. Per maggiori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafi 6.1.2 e 6.1.7.1 del Prospetto. A.1.1.8 Rischi relativi al riconoscimento degli importi dovuti per la prestazione di agevolazioni tariffarie praticate a favore di candidati alle elezioni politiche ai sensi della normativa UE sugli aiuti di stato Eventuali riduzioni o ritardi nell’erogazione, a favore dell’Emittente, delle compensazioni connesse alla spedizione postale di materiale elettorale potrebbero avere un impatto negativo sui ricavi e quindi sui margini operativi dell’Emittente, con possibili effetti negativi sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. L’Emittente, ai sensi della legge 515/93, ha praticato riduzioni tariffarie per la spedizione postale di materiale elettorale effettuata da candidati alle elezioni politiche; a fronte di tali riduzioni l’Emittente ha maturato il diritto al rimborso da parte dello Stato della differenza tra le tariffe ordinarie e le tariffe agevolate. La compensazione di tale prestazione, che costituisce un servizio di interesse economico generale, configura una misura di aiuto di Stato, ed, in quanto tale, è soggetta all’approvazione della Commissione Europea ai sensi della corrispondente disciplina UE applicabile. Le compensazioni relative agli esercizi fino al 2011 sono state autorizzate dalla Commissione Europea con precedenti decisioni. Per quanto riguarda il periodo gennaio 2012 - giugno 2014 (data a partire dalla quale, con il D.L. 24 aprile 2014, n. 66, convertito dalla L. 23 giugno 2014, n. 89 sono state abolite le tariffe ridotte a favore dei candidati, ed il conseguente finanziamento statale), le compensazioni statali a favore dell’Emittente ammontano a circa 83 milioni di Euro. La misura sarà prevedibilmente sottoposta dal MiSE alla Commissione Europea per l’approvazione a gennaio 2016, successivamente alla definitiva approvazione delle compensazioni notificate per l’Onere del Servizio Universale 2012-2019. A partire dalla data di notifica, la Commissione Europea disporrà di 60 giorni per esprimersi sulla compatibilità della misura con la normativa UE sugli aiuti di Stato, salvo differimenti per richieste di informazioni. Ai sensi di detta disciplina, sussiste il rischio che la Commissione Europea possa ritenere non soddisfatti tutti i requisiti di compatibilità della misura di aiuto di Stato, tra cui quello che le compensazioni previste siano non superiori agli oneri connessi alla prestazione del servizio a favore dei candidati alle elezioni politiche. In ogni caso, fino alla decisione finale della Commissione Europea, all’Emittente non saranno corrisposte le somme corrispondenti alle compensazioni previste dallo Stato per la fornitura di tale servizio. La decisione della Commissione potrà essere impugnata dai soggetti interessati davanti al Tribunale dell’Unione Europea. Eventuali riduzioni o ritardi nell’erogazione di tali compensazioni avrebbero un impatto negativo sui ricavi e quindi sui margini operativi dell’Emittente, con possibili effetti negativi sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Rischi di credito e di liquidità connessi ai rapporti commerciali Poste Italiane, nell’ambito delle proprie attività commerciali, ha accumulato nel tempo rilevanti esposizioni creditizie nei confronti della Pubblica Amministrazione italiana, in relazione, ad esempio, al pagamento dei corrispettivi per l’erogazione del Servizio Postale Universale. Non si esclude che l’accumulo nel tempo di ulteriori crediti, possa comportare per il Gruppo la necessità di finanziare volumi significativi di capitale circolante con riflessi sulla gestione e redditività dei flussi monetari con possibili connessi effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Le principali esposizioni sono state oggetto di ricognizione da parte di un tavolo di lavoro congiunto con il MEF – Dipartimento del Tesoro e Ragioneria generale dello Stato nei termini qui di seguito precisati. Al 30 giugno 2015, i crediti maturati dal Gruppo Poste Italiane nei confronti delle amministrazioni pubbliche centrali e locali ammontavano a oltre 2,8 miliardi di Euro, al lordo delle svalutazioni, così come rilevato nel Bilancio Consolidato Semestrale Abbreviato e riassunto nella tabella che segue (in milioni di Euro).

Altro

4

4

5

5

Crediti commerciali vs Controllante

1.396

1.314

1.104

1.101

Crediti finanziari vs Controllante per rimborso mutui iscritti nel passivo

3

117

225

354

Altri crediti e attività: Legge di Stabilità 2015 attuazione Sentenza Tribunale UE

-

535

-

-

Patrimonio Netto: Credito vs azionista annullamento Dec. CE 16/07/08 Totale crediti verso MEF Crediti vs. Ministeri ed Enti pubblici

OSU

Al 31 dicembre

2015

2014

2013

2012

1.252

1.087

751

645

Rimborso di riduzioni tariffarie elettorali

87

117

156

160

Remunerazione raccolta su c/c

19

72

150

249

Servizi delegati

28

28

36

36

6

6

6

6

Distribuzione Euroconvertitori

42

568

-

2.008

1.897

1.455

735

763

764

858

67

48

43

44

802

811

807

902

10

10

10

10

616

610

600

317

2.872

3.439

3.314

2.684

Crediti per servizi di gestione agevolazioni pubbliche Crediti commerciali vs Pubbliche Amministrazioni Altri crediti e attività: crediti diversi vs Pubblica Amministrazione Crediti per imposte correnti: IRES da recuperare sulla mancata deduzione dell’IRAP Totale Crediti vs. MEF e Pubblica Amministrazione

Successivamente all’approvazione del suddetto bilancio, si è conclusa la summenzionata attività di ricognizione dei crediti vantati da Poste Italiane nei confronti della Pubblica Amministrazione centrale e sono state individuate da parte del MEF le modalità di definizione delle principali partite creditorie vantate da Poste Italiane. In particolare, in data 7 agosto 2015, il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha impegnato “il Ministero ad adoperarsi affinché si pervenga al perfezionamento di tutti gli atti necessari alla corresponsione di quanto dovuto secondo modalità e tempi coerenti con l’operazione di privatizzazione in corso ivi comprese le occorrenti coperture finanziarie” e ha trasmesso alla Società una nota a firma del Direttore Generale del Tesoro e del Ragioniere Generale dello Stato (di seguito la “Nota”) i cui effetti possono essere riassunti come segue (al lordo dei relativi fondi svalutazione crediti): Descrizione del credito

Oggetto della nota MEF del 7 agosto 2015

OSU

(i)

1.252

Rimborso di riduzioni tariffarie elettorali

(ii)

Altri crediti non oggetto della nota

Al 30 giugno 2015

-

1.252

87

-

87

Remunerazione raccolta su c/c

-

19

19

Servizi delegati

-

28

28

6

-

6

-

4

4

Crediti commerciali vs Controllante

1.345

51

1.396

Crediti finanziari vs Controllante per rimborso mutui iscritti nel passivo

-

3

3

45

-

45

1.390

54

1.444

Distribuzione Euroconvertitori

(ii)

Altro

Patrimonio Netto: Credito vs azionista annullamento Dec. CE 16/07/08

(iv)

Totale crediti verso MEF Crediti vs. Ministeri ed Enti pubblici: PdCM per agevolazioni editoriali

(ii)

103

-

103

Crediti vs. Ministeri ed Enti pubblici: MISE

(v)

70

-

70

-

629

629

173

629

802

-

10

10

481

135

616

2.044

828

2.872

Altri crediti commerciali vs Pubbliche Amministrazioni Crediti commerciali vs Pubbliche Amministrazioni Altri crediti e attività: crediti diversi vs Pubblica Amministrazione Crediti per imposte correnti: IRES da recuperare Totale Crediti vs. MEF e Pubblica Amministrazione

(i)

(ii)

(iii)

A.1.2

Al 30 giugno

45 1.444

(iv)

(v)

(vi)

(vi)

quanto ai crediti relativi all’OSU, iscritti nel bilancio al 30 giugno 2015 della Società per Euro 1.252 milioni al lordo delle svalutazioni: il riconoscimento di un importo pari a Euro 1.222 milioni, subordinandone il pagamento alla attestazione dei competenti uffici del MiSE di regolare svolgimento del Servizio Postale Universale (tale attestazione è intervenuta con nota del MiSE in pari data), nonché alla stipula del Contratto di Programma 20152019, fatte salve le verifiche dell’AGCom sugli oneri sostenuti successivamente al 31 dicembre 2012, come meglio descritte alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.1 del Prospetto; il residuo ammontare di Euro 30 milioni è relativo al minor onere di Euro 22 milioni riconosciuto dall’AGCom per l’esercizio 2012 e al taglio definitivo di compensi maturati nell’esercizio 2005; quanto ad altri crediti commerciali iscritti in bilancio per complessivi Euro 196 milioni (di cui Euro 87 milioni per integrazioni tariffarie elettorali e Euro 6 milioni per distribuzione euroconvertitori dovuti dal MEF, ed Euro 103 milioni per il rimborso di agevolazioni tariffarie editoriali dovuti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – di seguito la “PdCM” -, compresi nei crediti nei confronti di Ministeri ed Enti pubblici): la conferma di quanto già stanziato, pari a Euro 183 milioni, e il pagamento delle quote tuttora prive di copertura nel bilancio dello Stato, pari a Euro 13 milioni, subordinato allo stanziamento delle necessarie risorse; con riferimento alle partite di cui ai due punti precedenti, l’accoglimento della richiesta della Società di trasferire su un conto corrente infruttifero intestato a Poste Italiane presso la Tesoreria centrale dello Stato quanto già oggetto di copertura nel bilancio dello Stato, pari a complessivi Euro 1.159 milioni (Euro 1.082 milioni per OSU ed Euro 77 milioni per agevolazioni elettorali), con la possibilità di utilizzare le somme nel momento in cui interverrà l’approvazione del Contratto di Programma 2015-2019 da parte della Commissione Europea, fatte salve le eventuali rideterminazioni conseguenti alle verifiche AGCom sopra richiamate; il complemento all’importo complessivo potrà essere incassato previo stanziamento nel bilancio dello Stato in sede di Legge di Stabilità 2015 o di Legge di Assestamento 2016. Al riguardo si precisa che in data 18 settembre 2015, il MEF ha disposto il versamento sul suddetto conto corrente infruttifero una somma pari ad Euro 1.081.860.000; quanto al Credito nei confronti dell’Azionista Venditore derivanti dall’annullamento della Decisione CE 16/07/08 per gli interessi relativi alla sentenza del Tribunale UE 30 settembre 2013, i cui effetti nel patrimonio netto della Società al 30 giugno 2015 sono stati sospesi o rettificati: il riconoscimento di un importo di circa Euro 6 milioni a fonte della richiesta di Euro 45 milioni, dove la differenza è dovuta a diverse modalità di calcolo degli interessi da parte del debitore; quanto ai crediti vantati dall’Emittente verso Ministeri ed Enti pubblici, specificamente: il riconoscimento in sede transattiva, previo favorevole parere dell’Avvocatura dello Stato, dell’importo di circa Euro 50 milioni a fronte di crediti vantati verso il MiSE per circa Euro 70 milioni; quanto al rimborso d’imposte dirette e relativi interessi di complessivi Euro 616 milioni al 30 giugno 2015 (di cui Euro 606 milioni vantati dall’Emittente): la comunicazione che un importo di Euro 481 milioni in linea capitale, attestato con nota dell’Agenzie dell’Entrate del 6 agosto 2015, riferito all’Emittente potrà essere pagato nell’anno corrente, stante la presenza dei necessari stanziamenti nel Bilancio dello Stato. Il credito complessivo in commento è derivante dalle istanze presentate ai sensi dell’art. 6 del decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 e dell’art. 2 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, che hanno previsto una parziale deducibilità dell’IRAP ai fini IRES, anche per i periodi di imposta pregressi per i quali fossero ancora pendenti, alla data di entrata in vigore di tali norme, i relativi termini di prescrizione. Su tale voce, si veda quanto dettagliatamente descritto nella Sezione Prima, Capitolo 9, paragrafo 9.1 del Prospetto.

La lettera del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 7 agosto 2015, nel confermare i dati contenuti nella nota congiunta formulata

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

27

dai competenti Dipartimenti del Dicastero, relativamente ai crediti vantati dall’Emittente nei confronti della Pubblica Amministrazione, ha natura di impegno giuridicamente vincolante, parzialmente subordinato ad accertamenti amministrativi di altre Amministrazioni (quali: la già ricevuta attestazione di prestato servizio universale da parte del MISE di cui al punto (i) e la conferma della PdCM dei menzionati importi di Euro 13 milioni non ancora stanziati di cui al punto (ii)), ferma restando, per alcune partite, la positiva conclusione dell’iter autorizzativo nazionale ed europeo (come detto al precedente punto (iii) e con riferimento a una quota di Euro 77 milioni dei crediti per integrazioni tariffarie elettorali di cui al punto (ii)). Nella Nota trasmessa con la lettera in oggetto non vi sono riferimenti alla maturazione di eventuali interessi a favore dell’Emittente, né gli stessi sono stati oggetto di accertamento nel bilancio dell’Emittente, fatto salvo il caso dei Crediti per imposte correnti (Sezione Prima, Capitolo 9, Paragrafo 9.1 del Prospetto, nella parte dedicata a Crediti/(debiti) per imposte correnti). L’Emittente tuttavia si riserva di valutare la richiesta. Con riferimento al complemento di Euro 828 milioni all’ammontare complessivo di Euro 2,8 miliardi di cui alla precedente tabella, lo stesso è costituito: • per Euro 54 milioni da crediti verso il MEF che non presentano particolari criticità in quanto prevalentemente riferiti a corrispettivi per servizi, già stanziati nel Bilancio dello Stato, che storicamente vengono incassati entro i 6-12 mesi successivi alla chiusura dell’esercizio in cui sono maturati; • per Euro 629 milioni da quota parte del saldo di Euro 802 milioni vantato nei confronti della Pubblica Amministrazione centrale e locale, come qui di seguito riportato: Scaduto A scadere

Da fatturare

Totale

Ministero della Giustizia

36

3

51

90

Gruppo Equitalia

11

5

66

82

Agenzia delle Entrate

25

31

25

81

INPS

11

3

56

70

Ministero dell’Interno

13

1

10

24

Altre Pubbliche Amministrazioni Centrali

31

2

10

43

Pubbliche Amministrazioni Locali

171

26

42

239

Crediti commerciali vs Pubbliche Amministrazioni

298

71

260

629

Fondo svalutazione crediti

(61)

-

-

(61)

In generale, per i crediti qui descritti, per i quali i tempi medi di incasso approssimano i dieci mesi, i ritardi negli incassi sono dovuti in prevalenza a mancanza di stanziamenti nei bilanci delle diverse Amministrazioni e ritardi nella stipula di contratti o convenzioni. Alla Data del Prospetto, sono in corso le opportune azioni finalizzate al rinnovo delle convenzioni scadute e a sollecitare le richieste di stanziamento. Più in dettaglio, lo stato di detti crediti è descritto nella Sezione Prima, Capitolo 9, Paragrafo 9.1 del Prospetto nella parte dedicata ai Crediti commerciali e altri crediti e attività correnti. Su tali voci, l’Emittente accerta periodicamente gli interessi di ritardato pagamento, salvo sospenderne gli effetti economici nell’apposito fondo svalutazione sulla scorta delle previsioni di effettivo incasso. Per tale motivo, il valore netto dei crediti per interessi nell’attivo dell’Emittente è pari a zero. • per Euro 10 milioni da altri crediti il cui recupero è in corso di definizione. Tali crediti risultano peraltro interamente svalutati; • per Euro 135 milioni da quota parte del saldo di Euro 616 milioni per il rimborso di imposte dirette e relativi interessi, di cui: (i) Euro 39 milioni relativi a IRES per mancato riconoscimento deduzione del 10% IRAP ex D.L. 185/2008 per i quali non sussistono particolari criticità, (ii) Euro 20 milioni per IRES per mancata deduzione dell’IRAP pagata sul costo del lavoro, ex D.L. 201/2011, oggetto di approfondimenti dell’Agenzia delle Entrate, e (iii) Euro 76 milioni per interessi maturati sui crediti complessivamente vantati. Per le ultime due voci, i relativi tempi di definizione non sono noti e l’Emittente è in attesa di ulteriori comunicazioni da parte dell’Agenzia. Eventuali elementi di incertezza o di rischio che dovessero comportare nuove valutazioni da parte della Società saranno riflessi nei futuri bilanci. Al riguardo, si rimanda alla Sezione Prima, Capitolo 9, Paragrafo 9.1 del Prospetto nella parte dedicata ai Crediti/(debiti) per imposte correnti. Si precisa infine che, al meglio delle conoscenze attuali, la Società ritiene che una parte significativa dei crediti descritti in questo paragrafo potrà essere oggetto di incasso entro l’esercizio 2015 corrente e il residuo nell’esercizio successivo, fatta eccezione per l’alea legata all’incasso degli interessi maturati sui crediti per imposte correnti, come descritto nella Sezione Prima, Capitolo 9, Paragrafo 9.1 del Prospetto. Si precisa inoltre che, a partire dall’entrata in vigore del nuovo Contratto di Programma 2015-2019, la corresponsione delle compensazioni relative alla prestazione del SPU, avverranno mensilmente a differenza di quanto accadeva nel previgente regime contrattuale. Per maggiori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 9 del Prospetto. A.1.3

Rischi connessi alla concentrazione dei clienti nel settore corrispondenza L’Emittente è esposto al rischio di concentrazione della clientela nel settore corrispondenza. Qualora, per qualsiasi ragione, ivi incluse le iniziative di spending review e l’implementazione dei processi di digitalizzazione, un numero significativo dei principali clienti dell’Emittente dovesse ridurre la propria spesa per i servizi di corrispondenza offerti dal Gruppo, si potrebbero verificare significative riduzioni dei ricavi del settore corrispondenza con conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Alla data del 30 giugno 2015, i ricavi concernenti l’attività di recapito della corrispondenza prestata alla pubblica amministrazione italiana rappresentavano infatti il 25% dei ricavi totali dell’intero settore corrispondenza (21% considerando anche il settore pacchi) mentre i ricavi relativi all’attività di recapito della corrispondenza prestata ai primi 20 clienti business dell’Emittente rappresentano il 29% dei ricavi totali del settore corrispondenza (escluso il settore pacchi). A tale proposito si precisa che le pubbliche amministrazioni italiane non si presentano quale cliente unico per Poste Italiane, ma i differenti enti o soggetti pubblici accedono su base singola e individuale ai servizi offerti dall’Emittente nel settore corrispondenza. La tabella che segue illustra i ricavi del settore corrispondenza riferibili alla pubblica amministrazione e ai clienti business (anche in forma percentuale sulla totalità dei ricavi del settore) per gli esercizi 2013 e 2014 e per il primo semestre 2015. Milioni di Euro 2013

MBPA

2013

2014

30.06.2015

482,15

451,00

207,57

25,2%

26,2%

25,6%

PAL

223,18

203,59

96,60

11,7%

11,8%

11,9%

1.209,71

1.069,01

506,27

63,2%

62,0%

65,2%

1.915,04

1.723,61

810,44

100%

100%

100%

66,60

63,38

27,58

29%

28%

25%

166,06

164,38

84,50

71%

72%

75%

232,66

227,77

112,08

100%

100%

100%

771,92

717,97

331,75

PA

35,94%

36,79%

35,96%

1.275,77

1.233,40

590,77

BUSINESS

64,06%

63,21%

64,04%

2.147,70

1.951,37

922,52

100%

100%

100%

BUSINESS

BUSINESS

PA Totale

2014 2015 (giugno)

PA

PA MP

%

BUSINESS

Legenda: MBPA: Mercato Business e Pubblica Amministrazione MP: Mercati Privati PA: Pubblica Amministrazione PAL: Pubblica Amministrazione Locale Business: clientela business In ultimo, considerato il ricorso da parte della Pubblica Amministrazione a procedure competitive a evidenza pubblica per l’appalto di servizi

e l’importanza che i rapporti commerciali con le pubbliche amministrazioni rivestono per la Società in particolare nel settore corrispondenza, sussiste il rischio che modifiche alla menzionata disciplina concernente le procedure competitive per l’assegnazione di appalti pubblici possano limitare la stessa capacità dell’Emittente di concorrere in tale mercato. In particolare, la possibile riduzione delle stazioni appaltanti prevista dal disegno di legge delega(3) in corso di approvazione in Parlamento alla Data del Prospetto, potrebbe comportare (i) l’emissione di un numero inferiore di gare con importi economici medi significativamente superiori facilitando concorrenti aventi una rete commerciale meno estesa di quella del Gruppo, (ii) la suddivisione delle gare di maggior rilevanza in lotti non aggiudicabili cumulativamente ad uno stesso soggetto e (iii) l’aumento della pressione competitiva con possibile contrazione dei margini. Il verificarsi degli eventi summenzionati potrebbero quindi determinare possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per maggiori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.3.1 del Prospetto. A.1.4

Rischi connessi all’evoluzione del quadro normativo e regolamentare, anche in ambito fiscale L’emanazione di nuove disposizioni legislative o regolamentari concernenti il settore postale, anche in ambito fiscale, nonché eventuali modifiche, a livello comunitario, nazionale e/o locale, del quadro normativo (o dell’interpretazione dello stesso da parte delle competenti autorità o organi della pubblica amministrazione) e/o degli orientamenti giurisprudenziali, nonché l’eventuale insorgere di procedimenti conseguenti alla violazione di disposizioni di legge e regolamentari, potrebbero comportare conseguenze rilevanti sull’organizzazione, la reputazione e la struttura del Gruppo nonché l’incremento dei costi di compliance da esso sostenuti con possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per maggiori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.1 del Prospetto.

A.2 Rischi relativi al settore finanziario A.2.1 Rischi connessi ai rapporti con Cassa depositi e prestiti L’accordo sottoscritto in data 4 dicembre 2014, per una durata di cinque anni con possibilità di proroga per un ulteriore anno, con Cassa depositi e prestiti prevede che l’Emittente percepisca, per le attività di raccolta e amministrazione dei prodotti del risparmio postale per conto di Cassa depositi e prestiti (i.e. libretti di risparmio e buoni postali), una remunerazione complessiva composta da una remunerazione base e una remunerazione premiale. La remunerazione annuale base è calcolata applicando un’aliquota pari allo 0,52% alla giacenza media complessiva. Nel 2014 la Commissione Base è stata pari a 1.595 milioni di Euro. La remunerazione premiale massima percepibile nell’arco di durata dell’accordo (20142018, con possibilità di estensione automatica fino al 2019) può arrivare fino a un massimo dello 0,02% della giacenza media complessiva. L’effettiva percezione della remunerazione premiale dipende dal rispetto di determinate condizioni di servizio e dal raggiungimento di obiettivi prefissati quali, in particolare, (i) un saldo netto fra i nuovi depositi e le somme prelevate non inferiore a - 4 miliardi di Euro determinato su base annuale e (ii) il completamento di una serie di attività mirate al sostegno del risparmio postale anche attraverso la promozione di nuovi prodotti, l’incremento dei servizi offerti dalla struttura distributiva di Poste Italiane e il miglioramento dell’accessibilità e della visibilità data ai prodotti del risparmio postale. Nonostante le iniziative intraprese da Poste Italiane volte al perseguimento degli obiettivi summenzionati, non è certo che la remunerazione premiale possa essere percepita, con possibile impatto negativo sui ricavi, sulla redditività e sulle aspettative economiche del Gruppo. Inoltre, l’accordo con Cassa depositi e prestiti prevede che, qualora la raccolta netta di risparmio postale risulti inferiore a determinate soglie quantitative, anche in relazione all’eventuale preferenza espressa dalla clientela per prodotti connotati da profili di rischio più elevati e maggiormente remunerativi, Poste Italiane possa definire un piano di rientro anche impiegando la propria raccolta direttamente in titoli di nuova emissione di CDP a prezzi di mercato (c.d. “clausola di salvaguardia”). In particolare, tale “clausola di salvaguardia” è finalizzata a perseguire gli obiettivi di raccolta netta dei prodotti di risparmio postale, prevedendo la possibilità di convogliare a tale fine le disponibilità in essere su altri canali gestiti da Poste Italiane quali principalmente: • la raccolta di BancoPosta derivante dai conti correnti da clientela privata, per la quale la Legge n. 296/2006 e s.m.i. consente di investire fino al 50% dei fondi in titoli garantiti dallo Stato Italiano; difatti le progressive scadenze dei titoli di stato in portafoglio e le dinamiche di crescita della raccolta creano disponibilità che possono essere investite anche in titoli emessi da CDP e garantiti dallo Stato Italiano; • il patrimonio libero di Poste Vita o gli investimenti della stessa a copertura delle riserve tecniche delle polizze, a fronte delle necessità di impiego derivanti da titoli in scadenza o nuova raccolta premi, che possono essere investiti, per mantenere inalterato l’attuale profilo di rischio del portafoglio della compagnia assicurativa, anche in titoli emessi da CDP, con e senza la garanzia dello Stato, qualora tale investimento sia confacente alle politiche di impiego autonomamente prescelte da Poste Vita. Il meccanismo della clausola di salvaguardia non influisce, pertanto, sul mix di prodotti di risparmio ed investimento distribuiti o collocati presso la clientela, che è determinato unicamente dai bisogni della stessa e dalle condizioni di mercato. Qualora nemmeno il piano di rientro posto in essere in conformità alle disposizioni della “clausola di salvaguardia” fosse sufficiente a consentire il rispetto delle soglie minime di raccolta previste dall’accordo, Cassa depositi e prestiti potrebbe chiedere la rinegoziazione in buona fede dello stesso. La rinegoziazione dell’accordo in buona fede a seguito del verificarsi degli eventi summenzionati nonché a seguito della naturale scadenza dello stesso, potrebbe comportare la modifica in senso peggiorativo per l’Emittente delle attuali condizioni economiche dell’accordo con conseguente riduzione dei ricavi ed effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Si precisa che, in data 23 luglio 2015 è stato constatato dalle parti il verificarsi della condizione relativa alla raccolta netta complessiva inferiore alle soglie quantitative contrattualmente stabilite (3.000 milioni di Euro), in data 29 settembre 2015, è stata applicata la clausola di salvaguardia prevista dall’accordo ed è stato sottoscritto un piano condiviso che prevede, tra l’altro, l’impiego della raccolta di BancoPosta direttamente in titoli di nuova emissione di CDP con garanzia dello Stato, a prezzi di mercato e l’ampliamento, da parte di CDP, della gamma di offerta del libretto Smart con la nuova scadenza a 12 mesi. Da ultimo si segnala che non vi è certezza che l’accordo con Cassa depositi e prestiti venga rinnovato alla scadenza dello stesso con possibile significativo impatto negativo sui ricavi, sulla redditività e sulle aspettative economiche del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 19, Paragrafo 19.1.1 del Prospetto. A.2.2 Rischi connessi alla variazione dei tassi di interesse In conformità ai vincoli imposti della legge 296 del 27 dicembre 2006 e successive modifiche e integrazioni, BancoPosta è obbligata ad investire le somme raccolte attraverso i conti correnti aperti dai propri clienti privati in titoli governativi dell’area Euro, in particolare italiani o, fino ad un massimo pari al 50% del portafoglio, in titoli di altri emittenti, purché garantiti dallo Stato Italiano. Il portafoglio titoli viene gestito in modo tale da riflettere, in termini di durata media e distribuzione per scadenze, la persistenza attesa dei conti correnti postali che viene stimata attraverso appositi calcoli statistici. In tale ambito, gli strumenti finanziari derivati vengono utilizzati unicamente con finalità di copertura dei titoli iscritti nel portafoglio “Disponibili per la vendita”, per proteggere i flussi di interesse (cash flow hedging) ovvero il valore dei titoli stessi (fair value hedging) da variazioni dei tassi di mercato. Nel triennio 2012-2014, mediamente è stato oggetto di copertura attraverso l’uso di strumenti derivati il 20% del portafoglio titoli. In ottemperanza ai vincoli normativi sopracitati, la raccolta riveniente da clientela appartenente alla pubblica amministrazione viene invece depositata presso il MEF ed è remunerata ad un tasso variabile, pari (3) “Delega al Governo per l’attuazione della direttiva 2014/23/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, della direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE e della direttiva 2014/25/ UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/ CE” approvata in prima lettura dal Senato della Repubblica il 18 giugno 2015.

alla media del rendimento all’emissione dei buoni ordinari del Tesoro con scadenza a sei mesi e l’indice mensile Rendistato pubblicato dalla Banca d’Italia. Tale operatività comporta un’esposizione al rischio di variazione dei tassi di interesse di mercato, sia in ragione delle progressive scadenze naturali dei titoli o vendite anticipate degli stessi (relative attività di sostituzione con titoli dal rendimento allineato ai livelli di mercato), sia per l’indicizzazione della componente a tasso variabile (fondi depositati presso il MEF, titoli indicizzati o coperti in fair value hedge). Nel triennio 2012-2014, la componente indicizzata ai tassi di mercato ha rappresentato in media il 21% degli impieghi complessivi di BancoPosta. Nelle fasi di ribasso dei tassi di interesse di mercato, i ricavi da margine di interesse di BancoPosta tendono pertanto a ridursi, ma corrispondentemente si registra un maggior valore dei titoli detenuti in portafoglio (con incremento delle riserve da valutazione relative ai titoli iscritti nel portafoglio “Disponibili per la vendita”). Viceversa, nelle fasi di rialzo dei tassi di interesse di mercato, i ricavi da margine di interesse di BancoPosta tendono ad aumentare, ma corrispondentemente si registra un minor valore dei titoli detenuti in portafoglio (con riduzione delle riserve da valutazione relative ai titoli iscritti nel portafoglio “Disponibili per la vendita”). Si segnala infine che i risultati del Settore Operativo Servizi Finanziari nel triennio 2012-2014 e nei semestri chiusi al 30 giugno 2014 e 2015 sono stati influenzati positivamente dalle plusvalenze nette su titoli realizzate da BancoPosta, che hanno contribuito a realizzare l’obiettivo del management di un mantenimento dei rendimenti degli impieghi del BancoPosta sostanzialmente stabile nel tempo. La gestione delle plusvalenze latenti del portafoglio titoli, costituisce, infatti, uno degli elementi fondamentali della strategia del Gruppo per mantenere, in termini percentuali, il margine di interesse sulla raccolta dei conti correnti BancoPosta stabile nel tempo; un prolungato andamento sfavorevole dei tassi potrebbe incidere negativamente sulla capacità del Gruppo di perseguire la suddetta strategia con conseguenti effetti negativi sulla relativa situazione patrimoniale, finanziaria ed economica (Cfr. Sezione Prima, Capitolo 9, Paragrafo 9.2 del Prospetto informativo). Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.3.2 del Prospetto. A.2.3

Rischi connessi all’evoluzione della normativa applicabile al settore bancario A fronte della crisi che ha colpito i mercati finanziari a partire dal 2007, il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria ha approvato un pacchetto normativo (cd. Basilea III) che prevede il sostanziale rafforzamento dei requisiti patrimoniali minimi per gli istituti bancari nonché rilevanti modifiche alla regolamentazione in materia di liquidità degli stessi, la cui applicazione, ad esito di un lungo percorso normativo, è stata estesa dall’aggiornamento del 27 maggio 2014 alla Circolare di Banca d’Italia n. 285 del 17 dicembre 2013, anche a BancoPosta. L’emanazione di nuove disposizioni legislative o regolamentari, anche in ambito fiscale, nonché eventuali modifiche, a livello comunitario, nazionale e/o locale, del quadro normativo (o dell’interpretazione dello stesso) e/o degli orientamenti giurisprudenziali, nonché l’eventuale insorgere di procedimenti conseguenti alla violazione di disposizioni di legge e regolamentari, potrebbero determinare la necessità di adottare misure per il rafforzamento patrimoniale o risultare nell’applicazione di sanzioni o restrizioni all’esercizio dell’attività, con possibili effetti negativi anche rilevanti sull’organizzazione, la struttura, la reputazione, l’attività, la situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’Emittente e del Gruppo. Inoltre eventuali mutamenti della normativa cui è soggetto BancoPosta ovvero dell’interpretazione delle disposizioni applicabili nei settori in cui lo stesso opera potrebbero avere un impatto negativo sulle tipologie di prodotti e sui canali distributivi con effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Considerate le caratteristiche del business model di BancoPosta, le modifiche regolamentari che potrebbero avere un maggior impatto su di esso sarebbero quelle relative ai rischi connessi alla detenzione di titoli di stato, di tasso di interesse sul Banking Book, di leva finanziaria ed operativi. In proposito si sottolinea peraltro che la normativa comunitaria applicabile alle banche non risulta direttamente applicabile a BancoPosta, se non a valle dell’aggiornamento delle specifiche Disposizioni di Vigilanza da parte della Banca d’Italia. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.2 del Prospetto. A.2.4

Rischi connessi alla normativa regolamentare recentemente emanata da Banca d’Italia relativa a BancoPosta La presenza di un patrimonio destinato vincolato alla garanzia esclusiva dei creditori dell’Emittente in relazione all’esercizio delle attività di BancoPosta (in particolare i correntisti postali), e sottoposto ad un insieme articolato di Disposizioni di Vigilanza mutuato da quello delle banche, in parte adattato alle peculiarità delle attività svolte, incide sull’organizzazione e l’operatività dell’Emittente nel suo complesso. Con l’aggiornamento del 27 maggio 2014 della Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013, la Banca d’Italia ha aggiornato le specifiche Disposizioni di Vigilanza applicabili a BancoPosta, estendendo a tale patrimonio separato, con alcune peculiarità, le norme di vigilanza già in vigore per le banche, ivi compresi gli istituti di contenimento dei rischi, di governo societario e il sistema dei controlli interni. Per informazioni di dettaglio, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.2 del Prospetto. In vista della progressiva entrata in vigore, prevalentemente entro il 2015, delle summenzionate nuove Disposizioni di Vigilanza, le deputate funzioni di BancoPosta e Poste Italiane hanno avviato da tempo una serie di processi di adeguamento delle strutture di governance e di controllo interno nonché una revisione della propria struttura patrimoniale. In particolare, la funzione di risk management costituita all’interno di BancoPosta, monitora costantemente l’adeguatezza patrimoniale di BancoPosta al fine di assicurare, anche in un’ottica prospettica, il rispetto dei requisiti previsti dalla normativa cd. Basilea III per quanto concerne il primo e secondo pilastro, nonché gli equilibri di leva finanziaria. Tali requisiti sono già in vigore e rispettati da BancoPosta dalla fine dell’esercizio 2014; gli stessi sono oggetto di segnalazione alla Banca d’Italia, di autovalutazione aziendale (Internal Capital AdequacyAssessmentProcess), di verifica da parte della Banca d’Italia (SupervisoryReview and Evaluation Process) e di informativa al pubblico. Le strutture di governance sono state adeguate ai requisiti previsti dalle nuove Disposizioni tramite aggiornamento dello Statuto di Poste Italiane e del Regolamento del Patrimonio BancoPosta, approvati dall’Assemblea del 31 luglio 2015 a valle del provvedimento di accertamento ai sensi dell’art. 56 del TUB rilasciato dalla Banca d’Italia in data 27 luglio 2015. Il Consiglio di Amministrazione è stato integrato con due nuovi membri e sono stati costituiti i comitati endo-consiliari in materia di controllo e rischi, nomine e remunerazioni. In linea con i requisiti delle Disposizioni, sono state altresì approvate le Linee Guida per la gestione delle operazioni con parti correlate e soggetti collegati, già in vigore per le attività di BancoPosta, nonché le politiche di remunerazione e incentivazione. L’impianto normativo e contrattuale che disciplina l’affidamento di attività operative e di controllo di BancoPosta a funzioni di Poste Italiane è stato adeguato ai nuovi requisiti normativi. L’Emittente ha già pertanto realizzato gli interventi più rilevanti resi necessari dalle nuove Disposizioni (cd. interventi core), e ha programmato di completare il processo di adeguamento dell’assetto organizzativo e del sistema dei controlli interni entro la fine del 2015, mentre gli interventi inerenti il sistema informativo e di continuità operativa impegneranno l’Emittente anche negli esercizi successivi. Il processo di adeguamento alle Disposizioni è oggetto di periodica valutazione da parte della Banca d’Italia attraverso le proprie attività di Vigilanza informativa ed ispettiva; eventuali valutazioni non positive sullo stato di avanzamento delle iniziative poste in essere rispetto ai requisiti ed alle scadenze previste dalla normativa potrebbero comportare per l’Emittente rischi di natura sanzionatoria o ad altri interventi con potenziali effetti sulla posizione patrimoniale di BancoPosta e possibili conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia al paragrafo 4.1.4.4 ed alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.2 del Prospetto. A.2.5 Rischi connessi al risk management di BancoPosta BancoPosta si è dotato di un’autonoma struttura di risk management, responsabile di garantire, con riferimento al patrimonio destinato e in raccordo con la funzione Governo dei Rischi di Gruppo, una visione integrata, a consuntivo e in chiave prospettica, del contesto di rischiosità e dell’adeguatezza patrimoniale e organizzativa del patrimonio destinato. In particolare tale funzione sviluppa sistemi e metodologie di

gestione e misurazione dei rischi rilevanti per il patrimonio BancoPosta, assicurando l’identificazione e classificazione degli eventi di rischio e curandone l’aggiornamento a fronte di variazioni del contesto operativo e del mercato di riferimento. Qualora le suddette misure per l’identificazione, la misurazione, il monitoraggio e la gestione dei rischi non dovessero rivelarsi adeguate, anche a causa di eventi a oggi non prevedibili, e si verificasse un innalzamento del livello di rischio a cui BancoPosta è soggetto (ovvero una concretizzazione del medesimo), BancoPosta potrebbe non essere in grado di farvi fronte adeguatamente o di adottare misure correttive appropriate con possibili effetti negativi sull’immagine, sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale di BancoPosta e del Gruppo. In proposito si precisa che nei tre esercizi di riferimento e fino alla Data del Prospetto non si sono verificati eventi che abbiano evidenziato inadeguatezze del risk management. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.5.2 del Prospetto. A.2.6

Rischi connessi ai procedimenti Consob in corso alla Data del Prospetto Nel mese di aprile 2013, la Consob ha avviato un’ispezione di carattere generale, ai sensi dell’art. 10, comma 1 del D.Lgs. 58/98, avente ad oggetto la prestazione dei servizi di investimento nell’ambito delle attività del BancoPosta. Le attività ispettive si sono concluse nel mese di maggio 2014 e, con nota del 7 agosto 2014, la Consob ha individuato alcune tematiche concernenti profili di attenzione e cautele da adottare nella prestazione dei servizi di investimento. L’Emittente ha quindi avviato un piano di interventi di rafforzamento organizzativo-procedurali in conformità alle indicazioni ricevute dall’autorità al fine di rimuovere gli aspetti problematici rilevati in sede ispettiva. Tale piano di interventi ha dato luogo ad uno specifico progetto di investimento che nell’arco del triennio 2015-2017 comporterà una spesa complessiva di 10 milioni di Euro. Nell’ambito di tale ispezione, Consob ha avviato anche un procedimento sanzionatorio conclusosi il 26 agosto 2015 con la notifica alla Società, in qualità di soggetto responsabile in solido, del provvedimento con il quale sono state applicate, nei confronti di taluni esponenti aziendali, sanzioni amministrative pecuniarie per violazione dell’art. 21 del TUF, per un importo complessivo pari a Euro 60.000. Nonostante le iniziative già intraprese e costantemente condotte alla Data del Prospetto, non può escludersi che Poste Italiane non sia in grado di attuare il menzionato piano di interventi, con la possibilità che questo comporti ulteriori interventi e richieste dell’autorità con possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale di BancoPosta e del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 20, Paragrafo 20.8.4.1 del Prospetto. A.2.7

Rischi connessi alle attività di Banca del Mezzogiorno – MedioCredito Centrale Banca del Mezzogiorno – MedioCredito Centrale (“Banca del Mezzogiorno”) è un’istituzione finanziaria che ha l’obiettivo di sostenere i progetti di sviluppo anche del Mezzogiorno aumentando la disponibilità di credito a medio - lungo termine e quella di supportare le Pubbliche Amministrazioni centrali e regionali nella gestione di misure agevolative a sostegno del sistema produttivo nazionale. Tali attività espongono Banca del Mezzogiorno ai tradizionali rischi relativi all’attività bancaria fra i quali si identificano, in particolare, (i) i rischi di credito e di controparte, (ii) il rischio di deterioramento della qualità del credito, (iii) il rischio di esposizione nei confronti di titoli di debito emessi da stati sovrani, (iv) il rischio di tasso d’interesse, (v) il rischio di liquidità e (vi) i rischi operativi. Con particolare riferimento al rischio di credito, esso è originato dall’attività di erogazione di finanziamenti a medio e lungo termine indirizzata al settore delle imprese e dei soggetti privati. Nonostante il management del Gruppo ritenga che Banca del Mezzogiorno ponga in essere appropriate valutazioni in relazione alla capacità finanziaria dei propri clienti anche attraverso l’utilizzo di appositi sistemi informatici di valutazione del merito creditizio, l’inadempimento, da parte dei propri clienti, delle obbligazioni derivanti dai contratti di finanziamento stipulati, anche a causa del fallimento degli stessi, ovvero l’eventuale mancata o non corretta informazione da parte della clientela in merito alla rispettiva posizione finanziaria e creditizia potrebbero comportare l’impossibilità per Banca del Mezzogiorno di recuperare in tutto o in parte gli importi dalla stessa erogati con conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Al 30 giugno 2015, l’esposizione netta di Banca del Mezzogiorno ammontava a 1.476 milioni di Euro per la componente crediti verso clientela, 78 milioni di Euro per la componente crediti verso banche e 770 milioni di Euro relativamente alla voce attività finanziarie disponibili per la vendita, costituite interamente da titoli di stato italiani. Relativamente ai crediti verso clientela, sono riepilogati di seguito i principali indicatori di rischiosità creditizia in valori percentuali. Indicatore di rischio

31 dicembre 2012

31 dicembre 2013

31 dicembre 2014

30 giugno 2015

Sofferenze nette / Impieghi netti

0,10%

0,17%

0,15%

Sofferenze lorde / Impieghi lordi

0,19%

0,35%

0,33%

Rapporto di copertura delle sofferenze

45,95%

53,05%

56,46%

Sofferenze

Crediti deteriorati Crediti deteriorati netti / Impieghi netti

1,14%

0,57%

0,90%

0,84%

Crediti deteriorati lordi / Impieghi lordi

1,30%

0,94%

1,31%

1,30%

15,78%

40,09%

32,51%

36,61%

Rapporto di copertura dei crediti deteriorati

Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.3.2 del Prospetto. A.2.8 Rischi connessi alle attività di BancoPosta Fondi SGR BancoPosta Fondi SGR, quale società del Gruppo attiva nella gestione di fondi comuni di investimento e nel servizio di gestione dei portafogli, è soggetta ai rischi tipici legati a tale attività fra i quali (i) i rischi connessi alla variabilità dei ricavi derivanti dalle commissioni, (ii) i rischi connessi alle richieste di rimborso delle quote dei fondi gestiti, (iii) i rischi connessi alle preferenze della clientela in merito al rapporto rischio-rendimento dei prodotti finanziari, (iv) i rischi connessi al lancio di nuovi prodotti, (v) il rischio di tasso di interesse, di credito e di liquidità, (vi) i rischi connessi all’eventuale sotto performance dei fondi/patrimoni gestiti, (vii) i rischi connessi al controllo di gestione dei rischi, (viii) i rischi connessi alla articolata normativa di settore e all’evoluzione del quadro normativo, e (ix) i rischi connessi dall’insorgere di contenziosi e procedimenti sanzionatori. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.3.2 del Prospetto. A.3 A.3.1

Rischi relativi al settore assicurativo Rischi connessi all’esposizione di Poste Vita e Poste Assicura nei confronti del debito sovrano Le società Poste Vita e Poste Assicura sono esposte nei confronti del debito sovrano, quasi esclusivamente italiano, avendo investito gran parte delle proprie attività in titoli di debito governativi. Le tabelle seguenti riportano il valore nominale, il fair value e la vista per scadenza dell’esposizione nei confronti dei titoli governativi: Valore nominale in milioni di Euro

Esposizione verso Titoli emessi o garantiti dallo Stato italiano Esposizione verso titoli emessi o garantiti da altri stati TOTALE Fair Value in milioni di Euro

31 31 31 30 giugno dicembre dicembre dicembre 2015 2012 2013 2014

44.299

56.236

64.353

65.658

475

302

1.103

1.735

44.774

56.539

65.456

67.393

31 dicembre 2012

31 dicembre 2013

31 dicembre 2014

30 giugno 2015

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

28

Esposizione verso Titoli emessi o garantiti dallo Stato italiano Esposizione verso titoli emessi o garantiti da altri stati TOTALE

43.943

54.901

70.017

69.844

545

343

1.236

1.783

44.488

55.244

71.253

71.627

Scadenza Titoli emessi o garantiti dallo Stato italiano in milioni di Euro

Valore nominale

Entro 1 anno

2.733

Da 1 a 5 anni

23.695

Oltre i 5 anni

39.230

TOTALE

65.658

Al 30 giugno 2015 l’incidenza dei titoli governativi italiani sul totale del portafoglio di attività finanziarie di Poste Vita e Poste Assicura risulta pari al 74,55%. Un peggioramento del merito di credito dell’Italia, accompagnato da un incremento nello spread dei titoli governativi italiani, comporterebbe una riduzione nel valore degli investimenti di Poste Vita e Poste Assicura con conseguente effetto negativo sul margine di solvibilità e, più in generale, sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale delle stesse e del Gruppo. Si segnala inoltre che la normativa di vigilanza prudenziale Solvency II, la cui entrata in vigore è prevista il 1 gennaio 2016, è tuttora in fase di finalizzazione. Alla Data del Prospetto essa non prevede un requisito di capitale per l’esposizione al rischio governativo italiano, tuttavia non si possono escludere eventuali mutamenti futuri volti ad includere un requisito specifico per il rischio governativo italiano che potrebbe comportare effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale delle stesse e del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 10, Paragrafo 10.1.4.2 del Prospetto. A.3.2 Rischi specifici connessi alle polizze del Ramo III I rischi specifici collegati alle polizze del Ramo III di Poste Vita sono strettamente connessi con la commercializzazione di prodotti di tipo index e unit linked del Ramo Vita. La prestazione sottesa a tali polizze è legata all’andamento del valore degli attivi sottostanti e/o dell’indice di riferimento (nel caso di polizze index linked) e/o di fondi comuni d’investimento interni o esterni (nel caso di polizze unit linked). A tal fine i premi versati sono investiti in strumenti finanziari strutturati (index linked emesse anteriormente all’introduzione del Regolamento ISVAP n. 32 dell’11 giugno 2009), in titoli emessi dal governo italiano e warrant su equity/inflazione (index linked emesse dopo l’introduzione del citato Regolamento ISVAP n. 32/2009), e in fondi comuni d’investimento (unit linked). Al 30 giugno 2015, le riserve del Ramo III erano attribuibili per il 91% ai prodotti index linked e per il 9% ai prodotti unit linked. Tutti i premi di Ramo III, contabilizzati nel corso del primo semestre 2015, sono afferenti a prodotti di tipo unit linked. Per i prodotti index linked emessi antecedentemente all’introduzione del Regolamento ISVAP n. 32/2009 e per le polizze unit linked (ad eccezione della unit “Programma Guidattiva Radar”), Poste Vita non offre garanzie sul capitale o di rendimento minimo e pertanto i rischi finanziari sono interamente a carico dell’assicurato incluso il rischio per l’assicurato di non recuperare, in tutto o in parte, il premio investito a causa di una perdita significativa o totale del valore degli attivi sottostanti (ad esempio nell’ipotesi di eventuali default degli emittenti dei titoli sottostanti). Pertanto, su tali prodotti Poste Vita è esposta a un rischio di incremento del contenzioso nonché a un rischio reputazionale con possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per le polizze index linked emesse successivamente all’introduzione del citato Regolamento ISVAP n. 32/2009, invece, Poste Vita assume il rischio di insolvenza del soggetto emittente i titoli a copertura (precisando che il rendimento delle polizze è solo in parte legato ai citati titoli a copertura). Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.3.3 del Prospetto. A.3.3

Rischi specifici connessi al riconoscimento di una garanzia di rendimento minimo I rischi connessi al riconoscimento di una garanzia di rendimento minimo sono relativi a comuni polizze vita di tipo tradizionale, Ramo I e V. Su tali tipologie di prodotto Poste Vita presta la garanzia di un tasso di rendimento minimo da riconoscere alla scadenza della polizza o più in generale all’evento. Tale categoria di prodotti prevede una clausola di rivalutazione della prestazione assicurata parametrata al rendimento realizzato dalla gestione di attività finanziarie iscritte in fondi aventi una particolare autonomia, seppur soltanto contabile, all’interno del patrimonio complessivo di Poste Vita (le c.d. gestioni separate). Ne consegue che l’impatto economico dei rischi finanziari sugli investimenti potrebbe comportare perdite per Poste Vita dovute alla necessità di riconoscere ai clienti il rendimento minimo garantito. Oltre che dei rischi finanziari, la probabilità e l’entità di tale integrazione è in funzione del livello e della struttura delle garanzie di rendimento minimo e dei meccanismi di partecipazione all’utile della “gestione separata” per l’assicurato. Il concreto manifestarsi di tale rischio di sostenibilità potrebbe comportare effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.3.3 del Prospetto. A.3.4

Rischi connessi al risk management delle compagnie assicurative del Gruppo Il gruppo assicurativo facente capo a Poste Vita si è dotato di un sistema di gestione dei rischi composto da una struttura organizzativa, processi aziendali, risorse umane e strumenti per l’identificazione, la misurazione, il monitoraggio, la gestione e il reporting dei diversi rischi aziendali. In particolare, come peraltro richiesto dalla normativa di settore, il gruppo assicurativo facente capo a Poste Vita ha costituito una funzione di risk management accentrata nella controllante Poste Vita con compiti di controllo e mantenimento del sistema di gestione dei rischi, anche in raccordo con la funzione Governo dei Rischi di Gruppo di Poste Italiane. Sono state quindi definite procedure per il presidio del livello di rischio per tutti i principali rischi a cui le società assicurative del Gruppo sono esposte e, a partire dall’esercizio 2014, si sono inoltre avviati interventi di adeguamento alla nuova normativa regolamentare Solvency II. Qualora le suddette misure per l’identificazione, la misurazione, il monitoraggio, la gestione e il reporting dei rischi non dovessero rivelarsi adeguate, anche a causa di eventi a oggi non prevedibili, e si verificasse un innalzamento del livello di rischio a cui Poste Vita e Poste Assicura sono soggette (ovvero una concretizzazione del medesimo), le stesse potrebbero non essere in grado di farvi fronte adeguatamente o di adottare misure correttive appropriate con possibili effetti negativi sull’immagine, sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale delle compagnie assicurative del Gruppo e del Gruppo stesso. Nei tre esercizi di riferimento e fino alla Data del Prospetto, fatti salvi i rilievi dell’IVASS emersi dall’ispezione condotta nei confronti di Poste Vita tra il 2 aprile 2014 e il 14 luglio 2014, a seguito dei quali sono state adottate misure di rafforzamento (si veda Sezione Prima, Capitolo 4, Paragrafo 4.1.3.5 del Prospetto), non sono stati rilevati eventi che abbiano mostrato l’inadeguatezza del sistema di Risk Management del gruppo Poste Vita. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.5.3 del Prospetto. A.3.5 Rischi connessi agli accertamenti delle autorità di vigilanza In considerazione dell’elevato grado di regolamentazione che caratterizza i settori di attività in cui operano, le compagnie assicurative del Gruppo sono soggette all’attività di vigilanza da parte delle competenti autorità e potrebbero essere soggette - come ogni altro soggetto vigilato - a periodici procedimenti, indagini, verifiche e ispezioni. Non è possibile escludere che, a tali attività, possano seguire procedimenti di contestazione di carenze o irregolarità, con procedimenti sanzionatori anche a carico dei dirigenti responsabili. Nel periodo aprile 2013 - maggio 2014, la Consob ha condotto un’ispezione di carattere generale, ai sensi dell’art. 10, comma 1 del TUF, avente ad oggetto la prestazione dei servizi di investimento nell’ambito delle attività di BancoPosta. A seguito dei relativi esiti, l’autorità ha attivato due distinti procedimenti: (a) il cd. “intervento di vigilanza” avente lo scopo di indirizzare, per il futuro, la rimozione o la correzione degli aspetti di debolezza ravvisati, prevedendo la partecipazione attiva dell’intermediario; (b) un procedimento amministrativo di carattere sanzionatorio, orientato al passato per condotte e fatti già occorsi, nei confronti di persone fisiche esponenti aziendali in ragione dei ruoli ricoperti nel periodo di

riferimento oggetto della verifica ispettiva, con la società responsabile in solido. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 20, Paragrafo 20.8.4.1 del Prospetto. Infine si segnala che in data 14 settembre 2015 la Banca d’Italia ha avviato, con riferimento all’attività di BancoPosta e ai sensi dell’art. 54, Decreto Legislativo 1993 n. 385, un accertamento ispettivo mirato a valutare il rispetto della normativa in tema di “trasparenza” delle operazioni e correttezza delle relazioni con la clientela e di contrasto del riciclaggio. Le attività ispettive sono in corso di svolgimento. Per ulteriori informazioni sul quadro normativo relativo alle attività in cui opera il Gruppo, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7 del Prospetto. Come soggetto vigilato Poste Vita è stato oggetto di un’ispezione condotta dall’IVASS tra il 2 aprile 2014 ed il 14 luglio 2014; a valle dell’ispezione sono stati indirizzati alla compagnia, in data 17 settembre 2014, alcuni rilievi e osservazioni di vigilanza. Salvo quanto si dirà infra in relazione al procedimento sanzionatorio amministrativo avviato dall’IVASS a carico di Poste Vita per irregolarità in materia di antiriciclaggio, alla data del Prospetto Informativo l’Autorità di vigilanza non ha contestato alla compagnia alcuna irregolarità. Gli accertamenti ispettivi condotti a carico di Poste Vita hanno fatto emergere risultanze “parzialmente favorevoli” per quanto concerne il governo, la gestione e il controllo degli investimenti e dei rischi finanziari, ascrivibili ad alcune debolezze, suscettibili di miglioramento, dei sistemi di governo e controllo in un contesto di orientamenti di gestione relativamente prudenti. Con riferimento ai profili gestionali, sono stati formulati alcuni rilievi in punto di governance, gestione e controllo. Le raccomandazioni relative al Sistema di Governo hanno riguardato principalmente il consiglio di amministrazione, evidenziando, tra l’altro, anche l’opportunità di (i) rafforzarne l’azione di indirizzo in materia di rischi finanziari nonché la consapevolezza delle tematiche più rilevanti (anche prevedendo l’acquisizione di riferimenti da parte dei responsabili delle funzioni operative e di controllo); (ii) equilibrare maggiormente il sistema delle deleghe, tenuto conto anche del ruolo dei comitati endo-consiliari (aventi natura consultiva) nonché delle linee di reporting tra lo stesso consiglio e le funzioni di controllo; (iii) adottare specifiche politiche di gestione del rischio maggiormente adeguate ad indirizzare il sistema di gestione dei rischi e dei controlli interni; (iv) procedere ad una generale revisione delle politiche e procedure aziendali, al fine di renderle maggiormente coerenti alla configurazione complessiva dei rischi della compagnia. I rilievi formulati in relazione alla “gestione” dell’azienda hanno riguardato principalmente il sistema di governo dei rischi (all’epoca in essere presso la compagnia), evidenziandone taluni elementi di debolezza, suscettibili di miglioramento. In merito al sistema dei “controlli”, l’IVASS ha raccomandato alla Società di migliorare il processo di identificazione e valutazione preventiva dei rischi maggiormente rilevanti, nonché di definire con maggior dettaglio i contenuti e la periodicità dei riscontri di secondo livello. Il 17 novembre 2014 Poste Vita ha comunicato all’IVASS le proprie valutazioni e considerazioni in merito ai suddetti rilievi formulati dall’autorità in esito agli accertamenti ispettivi. In tal sede, la compagnia ha per un verso riaffermato la sostanziale conformità alle regole della propria condotta e della propria struttura e, per altro verso ha fatto propri gli spunti di miglioramento indicati dall’Autorità di vigilanza, individuando a tal fine una serie di azioni e iniziative, tra l’altro, in punto di governance, di gestione dei rischi e di controlli interni cui, poi, ha dato e sta dando effettivo corso, portandone anche a conoscenza, per i profili di competenza, l’IVASS. Come anticipato, a seguito della richiamata ispezione, il 17 settembre 2014 è stato anche notificato a Poste Vita un atto di contestazione ai sensi degli artt. 326, comma 1, del d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209 (“Cap”) e 6 del Regolamento IVASS n. 1/2013, con cui l’IVASS ha disposto l’avvio della procedura sanzionatoria ex art. 326 del Cap, contestando a Poste Vita n. 4 (quattro) infrazioni - per violazioni in ambito antiriciclaggio - soggette, ciascuna, alla sanzione amministrativa pecuniaria di cui all’art. 56, comma 1, del d.lgs. 21 novembre 2007, n. 231. Il 17 novembre 2014 la compagnia ha presentato all’autorità i propri scritti difensivi. Il procedimento summenzionato potrebbe comportare, per quanto detto, la comminazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da Euro 10.000 (minimo edittale) a Euro 200.000 (massimo edittale), per ciascuna delle quattro infrazioni contestate. Non è possibile escludere, inoltre, per Poste Vita e Poste Assicura come ogni altro soggetto vigilato - eventuali procedimenti, indagini, verifiche e ispezioni future che potrebbero comportare la comminazione di sanzioni amministrative a carico di Poste Vita e Poste Assicura con effetti negativi sull’immagine, sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale delle compagnie assicurative del Gruppo e del Gruppo stesso. A.3.6

Rischi connessi al calcolo dei valori dell’embedded value di Poste Vita Il Prospetto contiene i valori dell’embedded value di Poste Vita relativamente al business delle polizze vita e malattia. L’embedded value rappresenta un metodo di valutazione che fornisce una stima dell’atteso futuro patrimonio disponibile che potrà derivare dal business in vigore di una compagnia di assicurazione, tenendo conto dei rischi derivanti dall’incertezza connessa alla tempistica e al valore di tale patrimonio. L’embedded value di Poste Vita è stato preparato nel rispetto dei principi dell’European Embedded Value e delle linee guida pubblicati nei mesi di maggio 2004 e ottobre 2005 (di seguito i “Principi EEV”) dal CFO Forum. Sebbene i Principi EEV forniscano delle linee guida per il calcolo dell’embedded value, la metodologia utilizzata da ciascuna compagnia di assicurazioni per il calcolo dello stesso potrebbe differire da quella utilizzata da Poste Vita (si veda la Sezione Prima, Capitolo 9, Paragrafo 9.2.4 del Prospetto); pertanto, la metodologia adottata da Poste Vita per la determinazione dell’embedded value potrebbe essere diversa rispetto a quella utilizzata da altre compagnie di assicurazione e pertanto l’embedded value incluso nel Prospetto potrebbe non essere direttamente comparabile con quello determinato da altre compagnie. Poste Vita utilizza diverse ipotesi prospettiche, finanziarie e operative ivi inclusa la fiscalità nella determinazione dell’embedded value. L’embedded value, pertanto, essendo basato su ipotesi di eventi futuri, è caratterizzato da connaturati elementi di soggettività e incertezza e in particolare dalla rischiosità che eventi preventivati possano non verificarsi ovvero possano verificarsi in misura e/o in tempi diversi da quelli prospettati, mentre potrebbero verificarsi eventi e azioni non prevedibili al tempo della sua preparazione; pertanto, gli scostamenti fra valori consuntivi e valori stimati potrebbero essere significativi con conseguenti effetti negativi sull’embedded value di Poste Vita rispetto a quello incluso nel Prospetto. Anche eventuali cambiamenti nelle aliquote di tassazione applicate ai profitti nel calcolo dell’embedded value avrebbero un impatto sull’embedded value. Inoltre, nel caso in cui l’aliquota di tassazione sottostante l’attivo per tassazione differita generato dal DL 78/2010 (convertito nella legge 122 del 30 luglio 2010) venisse ridotta nel futuro, il valore dei suddetti attivi si ridurrebbe di conseguenza. In considerazione dell’incertezza che caratterizza qualunque dato previsionale, gli investitori sono invitati, nelle proprie decisioni di investimento, a non fare esclusivamente affidamento sul valore dell’embedded value riportato nel Prospetto Informativo. Inoltre, l’embedded value incluso nel Prospetto Informativo è relativo a Poste Vita e cioè a una parte del Settore Operativo Servizi Assicurativi, che costituisce uno dei quattro Settori Operativi in cui è suddivisa l’attività del Gruppo: pertanto, anche per le motivazioni precedentemente indicate, l’embedded value non deve essere in ogni caso considerato come un’indicazione del valore di Poste Vita e ancor di meno del Gruppo. Si segnala infine che le ipotesi prospettiche, finanziarie e operative, utilizzate per il calcolo dell’EEV possono modificarsi nel tempo e pertanto il valore dell’EEV alla Data del Prospetto, anche a parità di portafoglio, assumerebbe valori diversi da quelli qui riportati. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 9, Paragrafo 9.2.4 del Prospetto. A.4

Fattori di rischio comuni ai tre settori principali in cui opera il Gruppo A.4.1 Rischi connessi all’esposizione del Gruppo al debito sovrano gg Il Gruppo è esposto nei confronti del debito sovrano, quasi esclusivamente italiano, avendo investito gran parte delle proprie attività in titoli di debito dello Stato italiano, in conformità alla normativa a esso applicabile. Nella tabella che segue è riportato il valore nominale dell’esposizione del Gruppo nei confronti di titoli governativi al 31 dicembre 2013 e al 31 dicembre 2014.

Descrizione

31.12.2014 Valore nominale

Italia

Valore di Bilancio

31.12.2013

Valore di mercato

Valore nominale

Valore di Bilancio

Valore di mercato

101.141.004 111.810.990 113.974.716

92.449.305

92.982.836

93.775.457

Investimenti posseduti sino a scadenza

13.807.550

14.099.686

16.263.412

14.913.550

15.221.162

16.013.783

Attività finanziarie disponibili per la vendita

81.163.783

91.678.558

91.678.558

71.083.156

71.872.764

71.872.764

6.169.671

6.032.746

6.032.746

6.452.599

5.888.910

5.888.910

425

504

504

425

508

508

Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E Austria Investimenti posseduti sino a scadenza Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E Belgio Investimenti posseduti sino a scadenza Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E Finlandia Investimenti posseduti sino a scadenza Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E Francia Investimenti posseduti sino a scadenza Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E Germania Investimenti posseduti sino a scadenza Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E Spagna Investimenti posseduti sino a scadenza Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E Slovenia Investimenti posseduti sino a scadenza Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E Totale

504

504

425

508

508

-

-

-

-

-

-

143.060

145.637

145.637

25.060

31.778

31.778

-

-

-

-

-

-

143.060

145.637

145.637

25.060

31.778

31.778

-

-

-

-

-

-

Standard & Poor’s

10.000

10.097

10.097

--

--

--

BBB-

-

-

-

-

-

-

10.000

10.097

10.097

-

-

-

-

-

-

-

-

-

268.330

283.675

283.675

147.580

164.498

164.498

-

-

-

-

-

-

268.330

283.675

283.675

147.580

164.498

164.498

-

-

-

-

-

-

32.178

32.178

58.990

69.391

69.391

-

-

-

-

-

-

22.590

32.178

32.178

58.990

69.391

69.391

-

-

-

-

-

-

605.700

697.325

697.325

27.200

28.773

28.773

-

-

-

-

-

-

605.700

697.325

697.325

27.200

28.773

28.773

-

-

-

-

-

-

10.000

10.307

10.307

--

--

--

-

-

-

-

-

-

10.000

10.307

10.307

-

-

-

-

-

-

-

-

-

102.201.109 112.990.713 115.154.439

92.708.560

93.277.783

94.070.404

30.06.2015 Valore nominale

Valore di Bilancio

31.12.2014 Valore di mercato

Valore nominale

Valore di Bilancio

Valore di mercato

103.175.992 111.617.628 113.411.227 101.141.004 111.810.990 113.974.716 15.284.110

13.807.550

14.099.686

16.263.412

83.874.409

92.127.815

92.127.815

81.163.783

91.678.558

91.678.558

6.092.033

5.999.302

5.999.302

6.169.671

6.032.746

6.032.746

10.425

10.540

10.540

425

504

504

-

-

-

-

-

-

10.425

10.540

10.540

425

504

504

-

-

-

-

-

-

95.060

90.840

90.840

143.060

145.637

145.637

-

-

-

-

-

-

95.060

90.840

90.840

143.060

145.637

145.637

-

-

-

Belgio Investimenti posseduti sino a scadenza Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E Finlandia

-

-

-

10.000

10.097

10.097

Investimenti posseduti sino a scadenza Attività

-

-

-

-

-

-

Attività finanziarie disponibili per la vendita

-

-

-

10.000

10.097

10.097

Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E Francia Investimenti posseduti sino a scadenza Attività Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E Germania Investimenti posseduti sino a scadenza Attività Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E Irlanda Investimenti posseduti sino a scadenza Attività Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E Olanda Investimenti posseduti sino a scadenza Attività Attività finanziarie disponibili per la vendita

Investimenti posseduti sino a scadenza Attività Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E Totale

13.490.511

Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E

Slovenia

425

13.209.550

Attività finanziarie disponibili per la vendita

Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E

-

Attività finanziarie disponibili per la vendita

Investimenti posseduti sino a scadenza

Attività finanziarie disponibili per la vendita

-

Investimenti posseduti sino a scadenza

Austria

Investimenti posseduti sino a scadenza Attività

-

(dati in migliaia di euro)

Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E

Spagna

-

Nella tabella che segue riportato il valore nominale dell’esposizione del Gruppo nei confronti di titoli governativi al 30 giugno 2014 e al 30 giugno 2015.

Italia

Attività finanziarie a fair value rilevato a C/E

-

Al 31 dicembre 2014 l’incidenza dell’investimento in debito sovrano (italiano ed estero) è pari al 79,19 % rispetto al totale delle attività finanziarie detenute dal Gruppo alla medesima data.

Descrizione

Descrizione

-

22.590

-

-

-

-

-

-

208.330

210.946

210.946

268.330

283.675

283.675

-

-

-

-

-

-

208.330

210.946

210.946

268.330

283.675

283.675

-

-

-

-

-

-

89.590

105.079

105.079

22.590

32.178

32.178

-

-

-

-

-

-

89.590

105.079

105.079

22.590

32.178

32.178

-

-

-

-

-

-

355.000

352.032

352.032

-

-

-

-

-

-

-

-

-

355.000

352.032

352.032

-

-

-

-

-

-

-

-

-

10.000

10.053

10.053

-

-

-

-

-

-

-

-

-

10.000

10.053

10.053

-

-

-

30.06.2015

(dati in migliaia di euro) Valore nominale

Valore di Bilancio

31.12.2014 Valore di mercato

Valore nominale

Valore di Bilancio

Valore di mercato

-

-

-

-

-

-

903.450

929.000

929.000

605.700

697.325

697.325

-

-

-

-

-

-

903.450

929.000

929.000

605.700

697.325

697.325

-

-

-

-

-

-

20.000

20.623

20.623

10.000

10.307

10.307

-

-

-

-

-

-

20.000

20.623

20.623

10.000

10.307

10.307

-

-

-

-

-

-

104.867.847 113.346.741 115.140.340 102.201.109 112.990.713 115.154.439

Nella tabella seguente vengono indicati i rating forniti dalle agenzie di rating Fitch Ratings, Moody’s e Standard & Poor’s per lo Stato italiano. Moody’s Fitch Ratings Baa2

BBB+

Un eventuale downgrade dell’Italia e più in generale, un aggravarsi della situazione del debito sovrano così come eventuali tensioni sul mercato dei titoli di stato o la volatilità degli stessi potrebbero ingenerare una riduzione, anche significativa, del valore degli investimenti del Gruppo, anche con riferimento ai titoli emessi dagli emittenti ubicati negli stati interessati dall’eventuale aggravamento, con conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 10 del Prospetto. A.4.2

Rischi connessi all’operatività delle infrastrutture del Gruppo Al 30 giugno 2015, il Gruppo si avvale, per l’offerta di tutti i propri prodotti e servizi (corrispondenza e pacchi, finanziari e assicurativi) di 13.228 uffici postali e, per il settore della corrispondenza, di 2.395 centri logistici ubicati in Italia, suddivisi fra c.d. rete primaria (Centri di Meccanizzazione Postale, Centri Prioritari, hub e mini hub, filiali e agenzie) e c.d. rete secondaria (Centri di Distribuzione). Tali infrastrutture sono soggette ai normali rischi operativi riconducibili principalmente ai seguenti fattori: (i) eventi climatici (ad es. nevicate, etc.), (ii) calamità naturali (ad es. terremoti), (iii) agitazioni sociali (ad es. manifestazioni, blocchi stradali, ecc.), (iv) conflittualità sindacale (ad es. scioperi, astensione dal lavoro straordinario, rallentamento delle attività), (v) inadeguata manutenzione degli impianti, (vi) blocco dei sistemi informativi a supporto delle operations (ad es. blackout) e (vii) sabotaggi. In relazione agli eventi più rilevanti riconducibili alle fattispecie elencate, per gli anni 2012, 2013, 2014 e per il semestre chiuso al 30 giugno 2015, si segnala con riferimento al settore corrispondenza che nel corso del mese di novembre 2013 si sono verificati forti rallentamenti delle lavorazioni dei Centri di Meccanizzazione Postale (c.d. “CMP”) legati a fenomeni di protesta sindacale del personale dipendente delle ditte che effettuavano le attività di manutenzione degli impianti di smistamento concretizzatesi in scioperi e altre forme (ad es. riduzione e ritardo degli interventi di assistenza programmata e manutenzione negli stabilimenti, abbandono senza preavviso del posto di lavoro da parte del personale tecnico di turno negli impianti dei CMP). Tali eventi hanno determinato un funzionamento discontinuo degli impianti di smistamento con conseguenti effetti sulla disponibilità del prodotto alle strutture di recapito per la successiva fase di consegna ai clienti finali causando un peggioramento nei tempi di consegna della corrispondenza lavorata e il conseguente incremento, nei mesi immediatamente successivi, di reclami la cui valorizzazione puntuale non è quantificabile con ragionevole approssimazione. Ciononostante, si rileva come, alla Data del Prospetto, non si ravvisino casi di contenziosi avviati dai clienti in relazione ai fatti sopra riportati. Per quanto riguarda il settore pacchi, si segnala che nel corso del primo semestre 2015 si è registrato il blocco delle attività di smistamento dei colli gestiti dall’hub di Bologna a seguito di manifestazioni di protesta organizzate da parte dei lavoratori delle cooperative di facchinaggio in alcune giornate dei mesi di aprile e maggio 2015. In tale situazione SDA, così come previsto da Carta della Qualità e dalle procedure interne del Gruppo, ha comunicato proattivamente alla propria clientela la situazione di criticità imputabile a causa di forza maggiore (ad es. via sito web e via email). In virtù dell’azione proattiva non si riscontrano, alla Data del Prospetto, incrementi significativi nel numero di reclami ricevuti. La gestione degli eventi descritti e dei danni connessi è monitorata da una apposita funzione aziendale e, a giudizio dell’Emittente, non rappresenta specifiche criticità anche in relazione alle dimensioni e all’estensione delle infrastrutture del Gruppo. Ciononostante, non può escludersi che il verificarsi di eventi ignoti, capaci di impattare sulle attività logistiche del Gruppo, possa avere effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per maggiori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.2 del Prospetto. A.4.3

Rischi connessi all’incapacità dell’Emittente di attuare la propria strategia La capacità dell’Emittente di ottimizzare i propri ricavi e migliorare la propria posizione nei mercati in cui opera dipende anche dal successo nella realizzazione della propria strategia. La strategia del Gruppo si basa (i) sulla trasformazione e sull’efficientamento del settore tradizionale corrispondenza e pacchi, (ii) sull’innovazione e l’ampliamento dell’offerta dei servizi finanziari e assicurativi caratterizzati da una maggiore redditività, ma anche da una componente di rischio più elevata e (iii) su investimenti in capitale umano e nei canali di vendita. In particolare, il piano industriale 2015-2019 approvato da Poste Italiane in data 15 maggio 2015 include numerose iniziative (molte in fase avanzata di attuazione), e tiene conto di misure in ambito regolamentare, per ripristinare nell’arco del suddetto piano una redditività positiva del Settore Operativo Postale e Commerciale e per ulteriormente sviluppare la capacità di reddito del Settore Operativo Servizi Finanziari e del Settore Operativo Assicurativo. Il suddetto piano industriale, come qualunque dato previsionale, è basato sulla valutazione effettuata dagli Amministratori dell’Emittente di un insieme di ipotesi di realizzazione di eventi futuri (anche indipendenti dalla volontà del management) e di azioni che essi ritengono di intraprendere, che non necessariamente si verificheranno. Il suddetto piano industriale, al pari di qualunque previsione, è caratterizzato da connaturati elementi di soggettività e incertezza e in particolare dalla rischiosità che eventi preventivati e azioni dai quali trae origine possano non verificarsi ovvero possano verificarsi in misura e in tempi diversi da quelli prospettati, mentre potrebbero verificarsi eventi e azioni non prevedibili al tempo della loro preparazione; pertanto, gli scostamenti fra valori consuntivi e valori preventivati potrebbero essere significativi, specie nell’attuale contesto macroeconomico e di mercato. Qualora il Gruppo non fosse in grado di attuare con successo la propria strategia di crescita e gli obiettivi di piano, potrebbero verificarsi effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale dello stesso. L’implementazione della strategia del Gruppo dipende anche da alcune figure chiave, individuabili nella figura dell’Amministratore Delegato e in alcuni tra gli Alti Dirigenti indicati nel Capitolo XIV, Paragrafo 14.1.3 del Prospetto nei confronti di alcuni dei quali si segnala, peraltro, che non sussistono patti di non concorrenza in caso di cessazione del rapporto di lavoro. Il Gruppo ritiene di essersi dotato di una struttura operativa e dirigenziale capace di assicurare continuità nella gestione. Tuttavia, qualora taluna delle figure chiave dovesse interrompere la collaborazione con il Gruppo e quest’ultimo non fosse in grado di sostituirla tempestivamente con soggetti egualmente qualificati e idonei a garantire il medesimo apporto operativo e professionale, potrebbero verificarsi possibili effetti negativi sull’attività e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della Società e/o del Gruppo. Per maggiori informazioni sulla strategia del Gruppo, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.1.3 del Prospetto.

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

29

A.4.4 Rischi connessi alla politica di dividendi In data 7 ottobre 2015, il Consiglio di amministrazione della Società ha approvato una politica di dividendi per gli esercizi 2015 e 2016 nella quale si prevede un obbiettivo di distribuzione di una percentuale non inferiore al 80% dell’utile netto consolidato di periodo di pertinenza del Gruppo. Al riguardo si segnala che la possibilità dell’Emittente di distribuire dividendi dipende dalla sua capacità di accumulare utili e riserve distribuibili, la quale a sua volta dipende da una serie di fattori non prevedibili alla Data del Prospetto ed in parte al di fuori del controllo dell’Emittente, quali l’andamento economico futuro del Gruppo, il verificarsi di sopravvenienze negative allo stato non prevedibili e l’andamento generale dell’economia e dei settori di mercato in cui il Gruppo opera. Inoltre, ulteriori limitazioni alla distribuzione di dividendi potrebbero derivare da modifiche all’attuale normativa che potrebbero richiedere, con riferimento ai settori regolamentati in cui opera il Gruppo, maggiori dotazioni di capitale, ovvero dalla necessità di destinare maggiori fondi allo sviluppo strategico del Gruppo. Si rammenta inoltre che la distribuzione di utili o riserve da parte dell’Emittente deve essere approvata dall’assemblea dei soci con le maggioranze di legge, che potrebbe deliberare distribuzioni in misura inferiore o superiore a quella sopra ipotizzata. Pertanto, allo stato non è possibile fornire assicurazioni circa il rispetto della politica di dividendi approvata dal management, né garantire la distribuzione di dividendi in futuro. Al riguardo, si veda Sezione Prima, Capitolo 20, Paragrafo 20.7. A.4.5

Rischi connessi alla complessità della struttura organizzativa Il Gruppo svolge una vasta ed eterogenea gamma di servizi (servizi corrispondenza e pacchi, servizi finanziari, servizi assicurativi e altri servizi) attraverso una struttura organizzativa articolata. Inoltre, le diverse aree di attività del Gruppo risultano essere funzionalmente e operativamente interconnesse fra di loro. L’efficiente gestione della struttura rappresenta uno dei principali obiettivi nella strategia dell’Emittente, ed è costantemente monitorata dalle competenti funzioni aziendali. A novembre 2014 il modello organizzativo del Gruppo è stato rivisto al fine di veicolare una maggiore integrazione all’interno del Gruppo stesso per garantire un approccio al mercato univoco e coordinato, che assicuri la centralità del cliente e valorizzi le possibili sinergie. Per maggiori informazioni relative al nuovo modello organizzativo del Gruppo, si rimanda alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.6 del Prospetto. In aggiunta, la struttura organizzativa è caratterizzata dalla presenza, nell’ambito dell’Emittente, di un patrimonio destinato allo svolgimento di servizi bancari e finanziari (c.d. patrimonio BancoPosta) sottoposto a vigilanza bancaria. A tal proposito l’Emittente ha recentemente adeguato il modello di organizzazione, gestione e controllo del patrimonio BancoPosta, in applicazione delle Disposizioni di Vigilanza che prevedono, tra l’altro, la possibilità di affidare attività operative o di controllo inerenti il patrimonio BancoPosta a funzioni di Poste Italiane attraverso disciplinari finalizzati a garantire, nel rispetto degli ambiti di autonomia organizzativa e gestionale di BancoPosta, la regolazione dei rapporti tra il patrimonio BancoPosta e le altre strutture aziendali. A tal fine è stato approvato il “Regolamento generale del processo di affidamento di funzioni aziendali di BancoPosta a Poste Italiane” che disciplina le relazioni intercorrenti tra BancoPosta e le singole funzioni affidatarie di Poste Italiane, oggetto di quattordici Disciplinari Esecutivi. Per ulteriori informazioni relative alle specificità del patrimonio destinato BancoPosta, si rimanda al paragrafo 4.1.2.2 e alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.5.2. del Prospetto. Il numero significativo di personale impiegato, la dispersione geografica dello stesso, la presenza del patrimonio BancoPosta all’interno dell’Emittente soggetto alle menzionate specifiche disposizioni normative, nonché la complessità delle attività poste in essere, potrebbero ostacolare la gestione ottimale della struttura organizzativa dell’Emittente e del Gruppo, anche ai fini del corretto adempimento degli obblighi di compliance, inclusi quelli di carattere amministrativo, nonché rallentare l’implementazione del nuovo modello organizzativo; tale nuovo modello organizzativo potrebbe inoltre non realizzare gli obiettivi previsti con conseguente perdita di efficienza nonché correlativo aggravio nei costi di gestione e possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.6 del Prospetto. A.4.6 Rischi connessi ai rapporti con il personale A.4.6.1 Rischi connessi alla forza lavoro impiegata dall’Emittente L’attività dell’Emittente, in particolare nel settore della corrispondenza, richiede l’impiego di una forza lavoro ingente al fine di assicurare il rispetto degli standard imposti per la fornitura del Servizio Postale Universale in termini di copertura geografica e modalità di recapito. Si riporta di seguito l’andamento dell’organico(4) del Gruppo e del personale dedicato esclusivamente o prevalentemente al settore corrispondenza e pacchi. 30 giugno 31 dicembre 31 dicembre 31 dicembre 2015 2014 2013 2012 Organico Gruppo

143.304

142.888

144.245

144.905

di cui dedicato al settore corrispondenza e pacchi

62.287

61.988

63.838

65.760

Organico dedicato al settore corrispondenza e pacchi

62.287

61.988

63.838

65.760

di cui Posta, Comunicazione e Logistica

60.692

60.404

62.310

64.323

1.595

1.584

1.528

1.437

di cui SDA

Si riportano, nella tabella sottostante, le informazioni relative all’andamento del costo del lavoro per il personale dell’intero Gruppo e del personale dedicato esclusivamente o prevalentemente al settore corrispondenza e pacchi, inteso come la sommatoria di salari e stipendi, oneri sociali, trattamento di fine rapporto, contratti di somministrazione e altri costi del personale, al netto dei costi straordinari e del costo per collaboratori a progetto e dei compensi/spese per amministratori.

In milioni di Euro

30 giugno 31 dicembre 31 dicembre 31 dicembre 2015 2014 2013 2012

Costo del Lavoro dell’organico dedicato al settore corrispondenza e pacchi (mln/€)

1.151

2.319

2.407

2.350

Costo del lavoro dell’intero organico del Gruppo (mln/€)

2.967

5.826

5.898

5.602

La tabella seguente illustra l’andamento del costo del lavoro, comprensivo di costi ordinari e costi straordinari, dell’intero organico dell’Emittente nel periodo considerato. Costo del lavoro dell’intero organico dell’Emittente comprensivo di costi ordinari e costi straordinari (mln/€)

2.852

5.972

5.755

5.658

Alla luce della menzionata riduzione dei volumi del settore della corrispondenza e al processo di riorganizzazione del settore corrispondenza e pacchi, il Gruppo ha avviato nel 2008 un piano d’incentivazione all’uscita agevolata per i dipendenti utilizzando strumenti a basso impatto sociale quali le risoluzioni consensuali, al fine di mantenere l’efficiente proporzione fra le necessità operative della Società e la forza lavoro impiegata in connessione a tale attività. Si osserva che la crescita del costo del lavoro nel periodo di osservazione nonostante l’avvenuta riduzione dell’organico dell’Emittente, è dovuta al rinnovo della componente economica del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro e all’andamento del costo per l’incentivazione all’uscita agevolata (incentivi all’uscita agevolata e accantonamenti al fondo di ristrutturazione), che hanno più che compensato i risparmi dovuti alla riduzione dell’organico. (4) Dato espresso in full time equivalent comprensivo dei dipendenti con contratto a tempo indeterminato, determinato, contratto di somministrazione, contratti di inserimento e contratti di apprendistato.

Il Nuovo Piano Industriale 2015-2019 prevede, tra l’altro, l’attuazione di piani di incentivazione all’uscita agevolata: la mancata realizzazione di tali piani potrebbe avere conseguenze negative sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. A fronte di un tasso di decrescita del volume della corrispondenza maggiore di quanto assunto, i considerevoli costi fissi connessi al personale dipendente potrebbero determinare una minore competitività del Gruppo rispetto ad altri operatori del settore, con conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Inoltre, un’eventuale variazione del sistema pensionistico italiano, ulteriore a quella introdotta dalla Legge Fornero (D.L 201/2011, convertito con modificazioni dalla L. 214/2011) i cui effetti si sono esauriti, in termini di aumenti di costo per l’utilizzo di programmi di incentivazione all’uscita agevolata, nell’esercizio 2014, volta a rendere più stringenti i requisiti per l’accesso alla pensione potrebbe determinare un incremento del costo previsto dall’Emittente per l’utilizzazione dei menzionati strumenti di riduzione del personale a basso impatto sociale con conseguenti possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Si segnala che negli ultimi due anni le adesioni volontarie ai piani di incentivazione di uscita agevolata attivati dall’Emittente hanno comportato mediamente circa 4.000 uscite per anno. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 17, Paragrafi 17.1 e 17.5 del Prospetto. A.4.6.2 Rischi connessi alle controversie pendenti in relazione ai contratti di lavoro a tempo determinato e ai contratti di lavoro temporaneo Poste Italiane è coinvolta in controversie di lavoro per quanto riguarda l’utilizzo di contratti a tempo determinato e contratti di lavoro temporaneo (interinale o in somministrazione). Il contenzioso relativo ai contratti a tempo determinato ha ad oggetto la contestazione dell’apposizione del termine al rapporto contrattuale, finalizzata ad ottenere, da un lato, la conversione del rapporto di lavoro da tempo determinato in tempo indeterminato e, dall’altro, il pagamento (prevalentemente a titolo risarcitorio) di tutte le retribuzioni dalla data di scadenza del contratto impugnato a quella di effettiva riammissione in servizio. Il contenzioso relativo ai contratti di lavoro temporaneo (interinale o in regime di somministrazione) ha ad oggetto la contestazione della nullità/irregolarità del rapporto di lavoro, finalizzata ad ottenere, da un lato, l’instaurazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato direttamente in capo all’Emittente e, dall’altro, il pagamento di tutte le retribuzioni dalla data di cessazione del contratto di lavoro temporaneo fino alla data di effettiva riammissione in servizio. La complessità della materia non consente la formulazione di previsioni precise in ordine ai possibili esiti futuri delle predette controversie; ciononostante si evidenzia che le novità legislative intervenute nel 2010 con la legge n. 183 /2010 c.d. “Collegato Lavoro” e, precisamente, l’introduzione di termini di decadenza per l’impugnativa e di precisi tetti economici per i risarcimenti in caso di soccombenza (i.e. da un minimo di 2,5 a un massimo di 12 mensilità di retribuzione) hanno significativamente modificato il contesto di riferimento, rendendo più affidabili rispetto al passato le valutazioni prudenziali della Società. L’introduzione dell’obbligo per i ricorrenti di attivare in via preventiva l’impugnazione stragiudiziale entro termini perentori calcolati a partire dalla conclusione del contratto di lavoro, rende infatti più affidabile la stima del contenzioso potenziale mentre l’introduzione dei menzionati tetti economici per i risarcimenti rende più agevole predefinire – sulla scorta dei tassi di soccombenza rilevati – il potenziale rischio economico correlato. Ancorché il management dell’Emittente ritenga che il fondo vertenze con il personale stanziato nel bilancio dell’Emittente, che al 30 giugno 2015 ammontava complessivamente a 161 milioni di Euro, rifletta, in via prudenziale, anche i rischi connessi ai contratti di lavoro summenzionati, ivi comprese le conseguenze dei relativi contenziosi, non è possibile escludere che tali pretese o controversie possano comportare effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 20, Paragrafo 20.8.2 del Prospetto. A.4.6.3 Rischi connessi all’attività di relazioni industriali Al 30 giugno 2015 la percentuale del personale iscritto alle principali organizzazioni sindacali rappresentate all’interno delle società del Gruppo (SLC-CGIL, SLP-CISL, UILPOSTE, FAILP-CISAL, CONFSAL COMUNICAZIONI, UGL COMUNICAZIONI) sul totale dei dipendenti è pari all’81%. In conformità con la normativa vigente e il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, il Gruppo avvia, in via preventiva, tavoli di trattativa con le menzionate organizzazioni sindacali qualora lo stesso intenda porre in essere variazioni relative al rapporto di lavoro con i propri dipendenti. Inoltre, tali trattative possono rendersi necessarie anche in relazione ad aspetti commerciali e di strategia non direttamente connessi al rapporto di lavoro, qualora gli stessi possano avere risvolti sull’attività dei dipendenti. Il modello di relazioni industriali in essere all’interno del Gruppo prevede, in particolare, due livelli di contrattazione con competenza su materie distinte e non sovrapponibili. Tale assetto è inoltre integrato da un sistema partecipativo strutturato su quattro Organismi Paritetici. A giudizio dell’Emittente, il descritto sistema di relazioni industriali si è rilevato, in passato, in grado di supportare i processi di trasformazione avvenuti all’interno del Gruppo impedendo l’affermarsi di situazioni di forte conflittualità sindacale. La necessità di concordare con le organizzazioni sindacali alcune delle scelte gestionali può comportare effetti negativi sulla flessibilità operativa del Gruppo, nonché causare, in caso di disaccordi, interruzioni di lavoro e scioperi sia a livello locale che nazionale. Dal 1 gennaio 2012 al 31 dicembre 2014, il Gruppo è stato interessato da complessive 231.863 ore di sciopero riferite alla totalità del personale, così ripartite: Esercizio 2012

Ore di sciopero 71.133

2013

45.296

2014

115.434

A giudizio dell’Emittente i dati delle ore di sciopero per il 2014 – pur evidenziando un incremento numerico rispetto all’anno precedente, dovuto a normali dinamiche sindacali – hanno un’incidenza trascurabile se riferite al totale delle ore lavorabili della forza lavoro. Nel primo semestre 2015, il Gruppo è stato interessato da complessive 16.695 ore di sciopero riferite alla totalità del personale. Scioperi, interruzioni dell’attività lavorativa o altre forme di azione sindacale, pur se condotti in conformità con le previsioni normative applicabili e con gli accordi sindacali di cui il Gruppo è parte, ovvero qualsiasi deterioramento delle relazioni con i dipendenti potrebbero riflettersi sul livello dei servizi offerti alla clientela, con conseguenti effetti negativi sull’immagine, sull’attività e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo. Si precisa che, come meglio precisato alla Sezione Seconda, Capitolo 5 del Prospetto, una tranche dell’Offerta Pubblica è riservata ai dipendenti del Gruppo (l’Offerta ai Dipendenti). In relazione all’eventuale partecipazione dei dipendenti del Gruppo al capitale sociale dell’Emittente a seguito dell’adesione all’Offerta Pubblica e/o a successivi acquisti sul mercato non sono previsti particolari effetti sull’operatività dell’Emittente e/o del Gruppo. I dipendenti che decidessero di partecipare al capitale dell’Emittente avranno i diritti ad essi spettanti ai sensi di legge e di statuto, tra cui si segnala in particolare, quanto previsto dall’art. 11.1 dello Statuto di Quotazione in merito alla raccolta di deleghe. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 17, Paragrafo 17.1 del Prospetto. A.4.6.4 Rischi connessi ai contributi previdenziali A seguito dell’offerta finalizzata alla quotazione descritta nel Prospetto, non è possibile escludere – alla luce di una più accentuata natura privatistica della Società in conseguenza del buon esito dell’offerta – un’eventuale modifica della Sua classificazione anche ai fini previdenziali. Infatti, l’attuale inquadramento previdenziale di Poste è “Ente Pubblico Economico esercente attività classificabile nel settore industria”. Tale inquadramento, inizialmente attribuito alla Società per la sua natura giuridica di Ente Pubblico Economico è stato mantenuto dall’INPS anche a seguito del processo di trasformazione in S.p.A. (intervenuto nel corso del 1998), in ragione della circostanza che la proprietà della stessa continuava a rimanere interamente pubblica. Tale presupposto verrebbe meno a seguito del collocamento di una quota di capitale sociale sul mercato quale quella prevista nell’offerta Globale di Vendita, pur essendo la stessa minoritaria e pur non comportando la perdita del

controllo da parte dell’Azionista Venditore. Ciò potrebbe comportare per Poste Italiane (i) il possibile assoggettamento a contribuzioni attualmente non applicabili, (ii) il venir meno dell’esenzione dalla contribuzione per gli assegni familiari (CUAF), nonché (iii) l’eventuale modifica delle tariffe dei premi contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali attualmente versati dal Gruppo all’INAIL. Conseguentemente si potrebbe determinare l’aumento dei costi fissi collegati all’impiego di personale dipendente, il che potrebbe comportare effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. A.4.7

Rischi connessi all’applicazione della normativa sugli appalti con i fornitori La Commissione Europea, depositaria degli elenchi forniti dagli Stati membri per l’individuazione degli organismi di diritto pubblico, con la decisione n. 1642 del 2008, ha qualificato Poste Italiane come “impresa pubblica” (Cass. SS.UU. ordinanza n. 8511 in data 29.5.2012 ). Da tale decisione discende per Poste Italiane l’obbligo dell’applicazione delle regole dell’evidenza pubblica per l’assegnazione di appalti (di cui al D.lgs. 12 aprile 2006, n. 163: il “Codice dei Contratti Pubblici”) per le sole attività relative al Servizio Postale Universale, per il cui espletamento percepisce compensazioni pubbliche. Viceversa, per le attività svolte con esposizione diretta alla concorrenza su mercati liberamente accessibili, l’Emittente segue le regole e le forme del diritto comune. In particolare, per le attività inerenti i servizi finanziari e il corriere espresso, l’Emittente ha ricevuto apposita esenzione, a seguito di procedura esperita innanzi alla Commissione Europea, dal rispetto delle norme in materia di appalti. Pertanto per le attività non soggette alle regole dell’evidenza pubblica, l’Emittente pone in essere procedure di tipo privatistico, coerentemente con le best practice di riferimento. Nonostante l’Emittente si sia dotato di apposite strutture al fine del rispetto della normativa sugli appalti pubblici, la complessità delle procedure da essa derivanti comporta per l’Emittente un dispendio, in termini di risorse aziendali e di tempo, maggiore rispetto ai soggetti non vincolati da tali obblighi. È quindi possibile che ciò si rifletta negativamente sull’efficienza e sulla rapidità con cui l’Emittente è in grado di procurarsi forniture e servizi necessari all’espletamento delle attività relative al Servizio Postale Universale, con possibili effetti negativi sull’attività e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale nonché sulle prospettive del Gruppo. Si rileva inoltre che la normativa sugli appalti è fortemente influenzata, per quanto attiene alle individuazione delle diverse casistiche di affidamenti escluse dall’applicazione del D. Lgs. 163/06, dalle eventuali modifiche degli indirizzi della Commissione Europea e dal mutamento degli orientamenti della giurisprudenza amministrativa. Non è possibile escludere che un eventuale mutamento degli stessi possa estendere l’applicazione della menzionata normativa a ulteriori fattispecie e rendere maggiormente gravosa per l’Emittente la fornitura delle prestazioni connesse al Servizio Postale Universale con possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. In aggiunta, l’Emittente è soggetto al rischio di contenziosi derivanti dai provvedimenti e dalle decisioni assunti nell’ambito delle procedure di evidenza pubblica. In particolare, è possibile che vengano contestati per via giudiziale i provvedimenti di esclusione, di aggiudicazione o i provvedimenti che possano conseguire all’esclusione (ad es. escussione della cauzione provvisoria e/o segnalazione all’ANAC per l’assunzione dei conseguenti provvedimenti sanzionatori). Alla data del 30 giugno 2015 sono pendenti 27 giudizi innanzi al TAR in relazione a procedimenti di gara banditi ai sensi del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163. L’eventuale soccombenza dell’Emittente nei principali giudizi di cui è parte in relazione all’applicazione della normativa summenzionata, potrebbe determinare effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per maggiori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.1 del Prospetto. A.4.8 Rischi connessi all’infrastruttura IT Le attività del Gruppo dipendono in misura rilevante dal corretto funzionamento dei sistemi informativi. Inoltre, il carattere altamente “IT intensive” del business del Gruppo attribuisce ai Sistemi Informativi un ruolo centrale nel conseguimento degli obiettivi di sviluppo dello stesso. Pertanto, la Società è soggetta a rischi connessi al mancato o non corretto funzionamento dei sistemi informativi. In particolare, l’accelerazione del processo di cambiamento e di innovazione guidato dall’IT comporta la necessità di governare e gestire profili di rischio, quali: (i) indisponibilità dei servizi e blocchi operativi: (a) errori di gestione/amministrazione dei sistemi, vale a dire un’eventuale non corretta configurazione dei sistemi che potrebbe inficiare l’integrità e la disponibilità dei servizi; (b) attacchi esterni volti a minare la disponibilità dei servizi (es. DDOS - Distributed Denial Of Service Attack); (c) manomissione di applicazioni o sistemi critici interni che causano l’impossibilità di erogare servizi su canali fisici e/o on line; (ii) furto delle informazioni e perdita della riservatezza e integrità dei dati: (a) violazione di dati personali (security data breach), che comporta, anche accidentalmente, la distruzione, la perdita, la modifica, la rivelazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali (ad es. violazione delle credenziali di autenticazione online, accesso indebito ai dati bancari etc.); (b) intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche, sia mediante dispositivi tecnici (es. sniffer), sia con l’utilizzo di software (es. spyware); (c) utilizzo improprio di risorse quali le informazioni riservate da parte di soggetti non autorizzati (es. violazione del need-to-know e del least-privilege); (d) frodi informatiche, perpetrate attraverso l’alterazione del normale funzionamento di un sistema informatico, modifiche non autorizzate su dati, informazioni o programmi e dei relativi processi di utilizzo, anche attraverso furti d’identità digitale; (iii) nuove minacce provenienti da Internet e dal mobile sui servizi digitali erogati: (a) attacchi di malicious software, vale a dire l’utilizzo di virus informatici al fine di compromettere l’integrità, la riservatezza e la disponibilità di dati e sistemi; (b) la sostituzione di persona o il furto d’identità digitale, cioè l’indebito utilizzo dell’identità digitale di uno o più soggetti (es. Identity theft); (c) l’utilizzo improprio di risorse quali le informazioni riservate da parte di soggetti non autorizzati. In questo contesto il Gruppo ha posto in essere una serie di misure organizzative e tecnologiche allo scopo di attuare un processo strutturato e continuativo di analisi del rischio informatico (“Information Security Self Assessment”) input chiave alla definizione di un Piano Permanente di Sicurezza. Le tabelle successive riportano il numero di eventi suddivisi nelle categorie summenzionate verificatisi negli esercizi 2012, 2013, 2014 e per il semestre chiuso al 30 giugno 2015, i quali non hanno causato nessun danno a loro riconducibile e per i quali, alla Data del Prospetto, non sono pervenuti reclami all’Emittente. Tipologia evento

Numero eventi

Indisponibilità dei servizi e blocchi operativi 2012

2013

2014

30 giugno 2015

- Errori di gestione/amministrazione dei 14 Poste Italiane 21 Poste Italiane 16 Poste Italiane sistemi, vale a dire un’eventuale non corretta 1 altra società del 19 Poste Italiane 1 altra società del 2 altra società del configurazione dei sistemi che potrebbe Gruppo 1 altra società del Gruppo Gruppo inficiare l’integrità e la disponibilità dei servizi; 2 società esterne Gruppo 2 società esterne 3 società esterne - Attacchi esterni volti a minare la disponibilità dei servizi (es. DDOS - Distributed Denial of Service attack);

14

27

5

15

- Manomissione di applicazioni o sistemi critici interni che causano l’impossibilità di erogare servizi su canali fisici e/o on line;

5

15

2

1

0

0

0

Furto delle informazioni e perdita della riservatezza e integrità dei dati - Violazione di dati personali (security data breach), che comporta, anche accidentalmente, la distruzione, la perdita, la modifica, la rivelazione non autorizzata o l’accesso ai dati personali (ad es. violazione delle credenziali di autenticazione online, accesso indebito ai dati bancari etc.);

0

Tipologia evento

Numero eventi

Indisponibilità dei servizi e blocchi operativi 2012

2013

2014

30 giugno 2015

- Intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche, sia mediante dispositivi tecnici (es. sniffer), sia con l’utilizzo di software (es. spyware);

0

0

0

0

- Utilizzo improprio di risorse quali le informazioni riservate da parte di soggetti non autorizzati (es. violazione need-to-know e del least-privilige);

0

0

0

0

- Frodi informatiche, perpetrate attraverso l’alterazione del normale funzionamento di un sistema informatico, modifiche non autorizzate su dati, informazioni o programmi e dei relativi processi di utilizzo, anche attraverso furti d’identità digitale

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

Nuove minacce provenienti da Internet e dal mobile sui servizi digitali erogati - Attacchi di malicious software, vale a dire l’utilizzo di virus informatici al fine di compromettere l’integrità, la riservatezza e la disponibilità di dati e sistemi;

0

0

0

0

- La sostituzione di persona o il furto d’identità digitale, cioè l’indebito utilizzo dell’identità digitale di uno o più soggetti (es. Identity theft);

n.d.

n.d.

n.d.

n.d.

0

0

0

0

- L’utilizzo improprio di risorse quali le informazioni riservate da parte di soggetti non autorizzati

Nonostante il Gruppo si sia dotato di evoluti sistemi e piani di continuità e di gestione delle crisi e di protezione dei propri sistemi, eventuali problemi di funzionamento o di accesso ai sistemi informatici del Gruppo ovvero il verificarsi degli eventi sopra rappresentati, potrebbero compromettere la capacità del Gruppo di offrire i propri servizi secondo i normali livelli qualitativi, comportare un ostacolo alla gestione ottimale della struttura organizzativa dell’Emittente e del Gruppo, anche ai fini del corretto adempimento degli obblighi di compliance, inclusi quelli di carattere amministrativo e compromettere la sicurezza operativa con possibili richieste risarcitorie da parte della clientela e conseguenti effetti negativi sull’immagine, sull’operatività, sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.6 del Prospetto. A.4.9 Rischi connessi ai rapporti con parti correlate L’Emittente ha intrattenuto, e continua ad intrattenere, alla Data del Prospetto, rapporti di natura commerciale e finanziaria con parti correlate, individuate sulla base dei principi stabiliti dal Principio Contabile Internazionale IAS 24. A giudizio dell’Emittente, le condizioni previste ed effettivamente praticate rispetto a tali rapporti sono in linea con le normali condizioni di mercato. Tuttavia, non vi è garanzia che, ove tali operazioni fossero state concluse fra, o con, parti terze, le stesse avrebbero negoziato e stipulato i relativi contratti, ovvero eseguito le operazioni stesse, alle stesse condizioni e con le stesse modalità. Per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2014 le principali poste di conto economico riferibili ad operazioni con parti correlate esterne al Gruppo erano rappresentate da ricavi e proventi per 2.407 milioni di Euro, proventi finanziari per 5 milioni di Euro e costi per beni e servizi per 161 milioni di Euro. Al 30 giugno 2015 le principali consistenze patrimoniali in termini quantitativi afferenti ad operazioni con parti correlate esterne al Gruppo erano rappresentate da attività finanziarie per 9.757 milioni di Euro, crediti commerciali per 1.848 milioni di Euro, disponibilità liquide e mezzi equivalenti per 188 milioni di Euro e passività finanziarie per 115 milioni di Euro. Per il semestre chiuso al 30 giugno 2015 le principali poste di conto economico riferibili ad operazioni con parti correlate esterne al Gruppo erano rappresentate da ricavi e proventi per 1.157 milioni di Euro, proventi finanziari per 2 milioni di Euro e costi per beni e servizi per 74 milioni di Euro. La natura dei principali rapporti con entità correlate esterne, riferibili a Poste Italiane, è riassunta per rilevanza di seguito: corrispettivi riconosciuti dal MEF riconducibili principalmente al compenso per l’espletamento del Servizio Postale Universale (c.d. OSU), alla remunerazione dei servizi di gestione dei conti correnti postali, al rimborso di riduzioni e agevolazioni elettorali, alla remunerazione dei servizi delegati, ai compensi per i servizi integrati di posta elettronica, per l’affrancatura di corrispondenza a credito e per l’accettazione di dichiarazioni fiscali; corrispettivi riconosciuti da CDP relativi principalmente alla remunerazione per l’espletamento del servizio di raccolta del risparmio postale; corrispettivi riconosciuti dal gruppo Enel attinenti principalmente a compensi per spedizioni di corrispondenza massiva, per spedizioni senza materiale affrancatura, per affrancatura di corrispondenza a credito e spedizioni in abbonamento postale etc. I costi sostenuti si riferiscono principalmente alla fornitura di gas; corrispettivi riconosciuti dal gruppo Equitalia rivenienti principalmente da compensi per il servizio integrato notifiche e per spedizioni senza materiale affrancatura. I costi sostenuti si riferiscono principalmente a servizi di trasmissione telematica dei flussi F24; corrispettivi riconosciuti dal gruppo ENI ascrivibili principalmente a compensi per spedizioni di corrispondenza e costi sostenuti dovuti principalmente alla fornitura di carburanti per moto e autoveicoli e di gas; acquisti effettuati dal gruppo Finmeccanica riguardanti principalmente la fornitura da parte di Selex ES S.p.A. di apparati e interventi di manutenzione e assistenza tecnica su impianti di meccanizzazione della corrispondenza e assistenza sistemistica e informatica per la creazione di archivi gestionali, consulenza specialistica e manutenzione software, forniture di licenze software e di hardware. Si precisa che, salvo ove diversamente specificato nel Prospetto, i rapporti sopra descritti rimarranno in essere anche alla data dell’Offerta. Inoltre, in data 10 luglio 2015 il Consiglio di Amministrazione ha approvato, previo parere favorevole rilasciato all’unanimità dagli amministratori indipendenti e dal Collegio Sindacale, le “Linee Guida per la gestione delle operazioni con Parti Correlate e Soggetti Collegati”, in conformità con i principi stabiliti dalla Consob nel Regolamento adottato con delibera n. 17221 del 12 marzo 2010, come successivamente modificato ed integrato (il “Regolamento OPC”), alla Comunicazione n. DEM/10078683 del 24 settembre 2010, alle norme di cui alla Circolare della Banca d’Italia n. 263/2006 e alla Circolare Banca d’Italia n. 285/2013. In data 6 ottobre 2015, il Consiglio di Amministrazione ha modificato, previo parere favorevole rilasciato all’unanimità dagli amministratori indipendenti e dal Collegio Sindacale, tale procedura (la “Procedura OPC”). La piena applicazione della Procedura OPC, come integrata, avrà luogo a far data dall’avvio delle negoziazioni delle Azioni sul MTA. Fino a tale data sono applicabili solo ed esclusivamente le disposizioni di cui alla menzionata disciplina della Banca d’Italia e, di conseguenza, l’ambito di applicazione della Procedura OPC è limitato alle operazioni poste in essere da BancoPosta con parti correlate e soggetti collegati di Poste Italiane. Da ultimo si precisa che l’Emittente non procederà a ratificare le operazioni con parti correlate compiute prima della data di entrata in vigore della Procedura OPC, fermo restando che decisioni in materia di rinnovo - ancorché tacito o automatico - dei contratti e accordi stipulati con parti correlate saranno assunte in conformità con le previsioni del Regolamento Consob n. 17221/2010 e della Procedura OPC adottata dall’Emittente. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 19, Paragrafo 19.1 del Prospetto. A.4.10 Rischi connessi al risk management Poste Italiane ha avviato nel corso del 2014 un progetto finalizzato alla definizione di un nuovo modello integrato di gestione dei rischi e ha costituito la funzione Governo dei Rischi di Gruppo alle dipendenze del CFO che ha come obiettivi la valutazione, la misurazione e il monitoraggio dei rischi strategici in grado di influenzare il raggiungimento degli obiettivi del Gruppo, l’armonizzazione e l’aggiornamento dei differenti modelli di risk management adottati all’interno del Gruppo stesso, assicurare il costante flusso informativo fra le diverse funzioni di controllo e monitorare il rispetto dei requisiti normativi e regolamentari di riferimento per ciascuna area di business. Nonostante i presidi descritti, è possibile che le deputate funzioni non siano in grado di individuare e monitorare tutti i rischi connessi all’attività dell’Emittente. L’incapacità di identificare un potenziale rischio e il conseguente mancato tempestivo intervento potrebbero creare effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Para-

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grafo 6.1.6 del Prospetto. A.4.11 Rischi connessi al patrimonio immobiliare dell’Emittente Il Gruppo svolge la propria attività con una presenza capillare su tutto il territorio nazionale, disponendo - al 30 giugno 2015 - di 13.228 uffici postali dislocati sull’intero territorio italiano ai quali si aggiungono 2.395 centri logistici, oltre a edifici direzionali, per una superficie complessiva dell’intero patrimonio pari a 4,7 milioni di metri quadrati. Gli immobili detenuti in proprietà dall’Emittente sono 3.020 per una superficie complessiva pari a 3,1 milioni di metri quadrati. Il patrimonio immobiliare menzionato è stato conferito all’Emittente per devoluzione ope legis all’atto della costituzione dello stesso con regolare trascrizione presso i registri delle Conservatorie Immobiliari. Gli immobili di proprietà del Gruppo sono stati costruiti in un arco temporale molto ampio interessato da significative variazioni della normativa edilizia di riferimento. Nonostante l’Emittente adotti pianificazioni aziendali pluriennali volte alla regolarizzazione e al rinnovo del proprio patrimonio immobiliare, non è possibile escludere che eventuali procedure di regolarizzazione o rinnovo non preventivate determinino un aumento degli investimenti o dei costi di gestione con effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Si precisa che nel corso degli ultimi tre esercizi la percentuale di eventi di regolarizzazione o rinnovo non preventivati risulta, a giudizio dell’Emittente, non significativa. Con riguardo agli immobili non in piena proprietà dell’Emittente, sussiste il rischio che gli accordi per l’utilizzo di tali edifici non vengano rinnovati ovvero il rischio che gli eventuali rinnovi non siano ottenuti a condizioni almeno analoghe a quelle in essere alla Data del Prospetto, con conseguenti effetti negativi sulla redditività della gestione del patrimonio immobiliare e conseguentemente sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo. I contratti di locazione in scadenza negli esercizi 2015 e 2016 sono pari rispettivamente al 10% e al 18% del totale degli stessi. Alla Data del Prospetto non è possibile definire la percentuale dei contratti di locazione per cui il Gruppo non intende procedere al rinnovo in quanto sono ancora in corso le valutazione da parte delle competenti funzioni. Tenuto conto della rilevanza strategica del patrimonio immobiliare del Gruppo, l’eventuale modifica della normativa o della regolamentazione fiscale di riferimento (o dell’interpretazione delle stesse) nonché l’eventuale revisione o modifica del classamento catastale degli immobili o l’introduzione di nuove tasse o imposte potrebbe avere un impatto rilevante sugli oneri fiscali del Gruppo con possibili effetti negativi sulle attività e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria dello stesso. Data l’importanza della rete fisica per le attività del Gruppo, avvenimenti negativi che colpissero la stessa potrebbero comportare effetti peggiorativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo. Per maggiori informazioni sulle caratteristiche della rete di Poste Italiane, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 8, Paragrafo 8.1 del Prospetto. A.4.12 Rischi legati al divieto di sussidi incrociati e al divieto di abuso di posizione dominante La regolamentazione antitrust nazionale ed Europea sottopone le imprese incaricate della gestione dei servizi di interesse economico generale (c.d. SIEG) o aventi carattere di monopolio legale alle norme dei trattati e alle regole relative alla tutela della concorrenza. In particolare, nell’ambito delle norme volte a disciplinare gli aiuti di stato è vietata la pratica dei c.d. sussidi incrociati (“cross-subsidization”) fra i settori di interesse economico generale e non e, quindi, tra le attività poste in essere dall’Emittente nell’ambito del Servizio Postale Universale, cofinanziate dal contributo statale, e le altre attività commerciali del Gruppo. Alla luce del menzionato divieto, pertanto, i servizi resi dall’Emittente a favore di società del Gruppo o divisioni interne non collegate alla fornitura del Servizio Postale Universale devono essere remunerati a tariffe di mercato. Al fine di verificare il rispetto del divieto, i servizi commerciali resi dall’Emittente devono essere valutati alla luce del “test dell’investitore privato” (c.d. private investor test) in base al quale si verifica che il medesimo servizio sarebbe commercialmente praticabile anche da un operatore privato non beneficiario di contributi pubblici. Nell’ipotesi di violazione dei menzionati principi, anche su impulso di concorrenti del settore, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e/o la Commissione Europea possono avviare procedimenti istruttori volti ad accertare il godimento di illegittimi aiuti di stato da parte delle società del Gruppo e delle divisioni interne dell’Emittente non collegate alla fornitura del Servizio Postale Universale. L’eventuale adozione di provvedimenti sanzionatori nei confronti delle società del Gruppo, con conseguente condanna alla restituzione dei vantaggi economici illegittimamente conseguiti potrebbe determinare effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Si evidenzia tuttavia che, alla Data del Prospetto, i risultati economici derivanti dai servizi rientranti nel Servizio Postale Universale sono negativi anche considerando l’importo delle compensazioni pubbliche. Pertanto non può sussistere, nella situazione attuale, l’ipotesi che i profitti realizzati dall’Emittente sul mercato oggetto del SIEG o del monopolio legale sussidino le attività svolte dalla medesima nei mercati “liberalizzati”. Si veda anche la descrizione del quadro concorrenziale del settore corrispondenza di cui alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.2.1. Sotto altro profilo, la normativa antitrust Europea e nazionale impedisce alle società che godono di una posizione dominante su di un mercato non soltanto di abusarne su di esso ma altresì in mercati collegati attraverso condotte che, facendo leva sulla preminenza nel primo mercato, gli consentano di rafforzare la propria posizione nei mercati collegati o impediscano l’accesso da parte di altri soggetti a tali mercati (cd. leveraging). Alla Data del Prospetto, fermo restando quanto indicato al Paragrafo 20.8.1.2 del Prospetto relativamente al contenzioso in fase di definizione legato all’applicazione dell’IVA sui servizi postali rientranti nel SPU le cui condizioni sono negoziate individualmente, non sono in corso procedimenti antitrust per le fattispecie descritte. Sempre nell’ambito della tutela della concorrenza, si colloca il procedimento dell’AGCM volto ad annullare il disciplinare del capitolato speciale d’appalto della gara indetta dal MIT per i servizi di gestione e rendicontazione del pagamento dei corrispettivi dovuti dall’utenza per le pratiche di competenza del Dipartimento dei Trasporti vinta da Poste Italiane, ritenendo che le modalità previste dall’art. 11 del disciplinare di gara per l’attribuzione dei punteggi a valere sull’offerta tecnica relativa alla “capillarità, disponibilità e numerosità degli sportelli fisici di accesso ai pagamenti”, fossero idonee a ostacolare un corretto confronto concorrenziale delle offerte presentabili, e dunque, dovessero considerarsi in violazione dell’art, 2 del D.Lgs. n. 163/06, che stabilisce il rispetto del principio di libera concorrenza e non discriminazione nelle procedure per l’affidamento e l’esecuzione delle concessioni di servizi. Analogo ricorso interessa, alla Data del Prospetto, anche una differente gara promossa da INPS. Qualora venissero accolte le doglianze dell’AGCM, l’Emittente potrebbe perdere una parte del vantaggio competitivo derivante dalla estensione della rete e dei servizi distribuiti dalla stessa anche con riferimento ad altre gare che dovessero includere disposizioni simili a quelle descritte. Per maggiori informazioni relativamente a tale contenzioso, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 20, Paragrafo 20.8.1.7 del Prospetto. L’eventuale adozione di provvedimenti sanzionatori o interdittivi da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e/o della Commissione Europea in relazione ad abusi posti in essere dall’Emittente, potrebbe determinare effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Inoltre, l’art.8, comma 2-quater della legge n. 287/90 dispone che al fine di garantire pari opportunità di iniziativa economica, qualora le imprese che esercitano la gestione di servizi di interesse economico generale ovvero operano in regime di monopolio sul mercato, rendano disponibili a società da esse partecipate o controllate nei mercati diversi da quello regolamentato, beni o servizi, anche informativi, di cui abbiano la disponibilità esclusiva in dipendenza delle attività svolte , sono tenute a rendere accessibili tali beni o servizi, a condizioni equivalenti, alle altre imprese direttamente concorrenti. A fronte di un rifiuto all’accesso, l’AGCM ha la facoltà di avviare una procedura di accertamento (non sanzionatoria) finalizzata a verificare la sussistenza dell’eventuale obbligo di Poste Italiane a riconoscere il diritto del richiedente all’accesso ai beni o servizi di cui ha la disponibilità esclusiva in relazione alla fornitura del servizio economico di interesse generale. In data 27 maggio 2015, l’AGCM ha avviato un’istruttoria (procedimento SP157 – H3G/Condotte Poste Italiane e PosteMobile) per accertare l’esistenza di una violazione della disposizione antitrust summenzionata, da parte di Poste Italiane, che sarebbe stata realizzata attraverso il rifiuto di consentire l’accesso alla rete postale ad un concorrente di PosteMobile (H3G) a condizioni equivalenti a quelle applicate a quest’ul-

timo. Con comunicazioni dell’8 luglio 2015 e del 21 luglio 2015, l’Autorità ha rispettivamente comunicato a Poste Italiane di avere accolto le istanze di partecipazione al procedimento delle società Fastweb S.p.A. e Vodafone Omnitel BV. Alla Data del Prospetto il procedimento è in corso e il termine di chiusura è fissato per il 31 dicembre 2015. Per maggiori informazioni si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 20, Paragrafo 20.8.1.7 del Prospetto. L’eventuale esito negativo del procedimento summenzionato, nonché l’instaurarsi di ulteriori procedimenti legati alla medesima fattispecie antitrust, potrebbe determinare effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. In particolare, effetti negativi potrebbero derivare da maggiori oneri di negoziazione per l’Emittente, riduzione dell’autonomia organizzativa e nella definizione del proprio portafoglio di attività sui mercati nei quali operano le medesime società (telefonia mobile). L’Emittente potrebbe dover organizzare ex novo, nell’ambito della rete degli uffici postali, un servizio di vendita di beni e servizi per conto di H3G (e delle altre due società menzionate). Ciò implicherebbe una complessa serie di interventi e investimenti (es. integrazione dei rispettivi sistemi informativi, separazione dei flussi operativi e degli spazi fisici, gestione della logistica, organizzazione del magazzino, gestione della modulistica e del materiale pubblicitario, ecc.) non pianificati dall’Emittente con conseguenti possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.1 del Prospetto. A.4.13 Rischi connessi alla responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato (d. lgs. 231/2001) Ai sensi della disciplina della “responsabilità degli enti per gli illeciti amministrativi dipendenti da reato”, di cui al D. Lgs. 231/2001, le società di capitali possono essere ritenute responsabili, e di conseguenza sanzionate in via pecuniaria e/o interdittiva, in relazione a taluni reati commessi o tentati – in Italia o all’estero – nell’interesse o a vantaggio delle società da propri rappresentanti, dirigenti e dipendenti. In applicazione di tale normativa, l’Emittente ha adottato in data 3 marzo 2003 il “modello di organizzazione, gestione e controllo” ai sensi del D. Lgs. 231/2001, nonché un proprio codice etico, che costituisce parte integrante del modello. L’adozione del modello summenzionato non esclude di per sé l’applicabilità alle società del Gruppo delle sanzioni amministrative previste nel D. Lgs. 231/2001. Infatti, in caso di reati commessi o tentati da parte di rappresentanti, dirigenti e dipendenti del Gruppo nell’interesse o a vantaggio del medesimo che siano inclusi nelle fattispecie elencate nella normativa, tanto il modello, quanto la sua concreta attuazione, sono vagliati dall’autorità giudiziaria e, ove questa ritenga il modello adottato non idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi o non efficacemente attuato, ovvero ritenga insufficiente la vigilanza sul suo funzionamento da parte dell’organismo a ciò appositamente preposto, le società del Gruppo potrebbero comunque essere ritenute responsabili e di conseguenza essere assoggettate a sanzioni pecuniarie e/o interdittive (che nei casi più gravi possono giungere sino all’impossibilità di operare con la Pubblica Amministrazione) con conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Si segnala che Poste Italiane era stata coinvolta ai sensi del D. Lgs. 231/2001 in un procedimento relativo al collocamento-disinvestimento in buoni postali nel 2003, per il quale, con sentenza n.16071/2012 depositata in data 8 febbraio 2013, il Tribunale di Napoli ne ha escluso la responsabilità. Inoltre, SDA è coinvolta alla Data del Prospetto in un procedimento relativo a sicurezza nei luoghi di lavoro, conclusosi in primo grado con l’applicazione di sanzione pecuniaria nei confronti di tale società. La pronuncia di primo grado è stata impugnata innanzi la Corte di Appello di Venezia. Per maggiori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 16, Paragrafo 16.1 del Prospetto. A.4.14 Rischi connessi alle controversie Poste Italiane potrebbe essere coinvolta in controversie e contenziosi con autorità Europee, autorità pubbliche, autorità fiscali, concorrenti e altre parti. Contenziosi e procedimenti regolamentari sono per loro natura imprevedibili. Procedimenti legali o regolamentari in cui Poste Italiane sia o venisse coinvolta (e i relativi esiti) potrebbero comportare effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. A presidio dei rischi sinora manifestati il Gruppo ha stanziato, al 30 giugno 2015, un importo complessivo di 955 milioni di Euro quali fondi per rischi e oneri. Descrizione

Saldo al 30.06.15

Fondo oneri non ricorrenti

292

Fondo vertenze con terzi

397

Fondo vertenze con il personale

164

Fondo oneri fiscali/previdenziali

24

Altri fondi per rischi e oneri Totale

78 955

In relazione ai procedimenti maggiormente significativi alla Data del Prospetto, si veda anche la Sezione Prima, Capitolo 20, Paragrafo 20.8 del Prospetto. A.4.15 Rischi legati alla non contendibilità dell’Emittente ed alla previsione statutaria che fissa un limite al possesso azionario Alla Data del Prospetto il Ministero dell’Economia e delle Finanze italiano detiene il 100% del capitale sociale dell’Emittente. Il D.P.C.M. del 16 maggio 2014 recante la “Definizione dei criteri di privatizzazione e delle modalità di dismissione della partecipazione detenuta dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nel capitale di Poste Italiane S.p.A.”, ha regolamentato l’alienazione di una quota di detta partecipazione che determini il mantenimento di una partecipazione dello Stato non inferiore al 60% dell’intero capitale sociale dell’Emittente. Alla luce di ciò, anche in caso di integrale adesione all’Offerta, di integrale esercizio dell’Opzione Greenshoe e di attribuzione integrale delle Bonus Shares, il Ministero dell’Economia e delle Finanze sarà titolare di una partecipazione in ogni caso non inferiore al 60% dell’intero capitale sociale dell’Emittente e continuerà ad avere il controllo di diritto sull’Emittente stesso ai sensi dell’art. 93 del TUF, circostanza tale da consentirgli la nomina della maggioranza degli amministratori dell’Emittente in conformità alle previsioni statutarie. Nonostante ciò, si sottolinea che l’Emittente non è soggetto ad attività di direzione e coordinamento ai sensi dell’art. 2497 del Codice Civile da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze, secondo quanto disposto dall’art. 19, comma 6, del decreto legge 1° luglio 2009, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 2009, n. 102. In aggiunta a quanto sopra, si segnala che ai sensi dell’articolo 3 del Decreto Legge n. 332 del 31 maggio 1994, convertito con modificazioni dalla legge n. 474 del 30 luglio 1994 (la “Legge 474/1994”), l’articolo 6.5 dello Statuto di Quotazione prevede che nessun soggetto (diverso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, da enti pubblici o da soggetti da questi controllati) potrà detenere una partecipazione superiore al 5% del capitale sociale della Società. Tale limite massimo di possesso azionario deve essere calcolato anche tenendo conto delle partecipazioni azionarie complessive facenti capo: (i) al controllante, persona fisica o giuridica, ente o società; (ii) a tutte le controllate dirette o indirette nonché alle controllate da uno stesso soggetto controllante; (iii) ai soggetti collegati, nonché (iv) alle persone fisiche legate da rapporti di parentela o di affinità fino al secondo grado o di coniugio, sempre che si tratti di coniuge non legalmente separato. Per maggiori informazioni sulle nozioni di controllo e collegamento rilevanti si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 21, Paragrafo 21.2.6 del Prospetto Informativo. Ai fini del computo del su riferito limite di possesso azionario si tiene conto anche delle azioni detenute tramite fiduciarie e/o interposta persona e in genere da soggetti interposti. In caso di superamento del predetto limite massimo di possesso azionario, l’articolo 6.5 dello Statuto di Quotazione prevede quanto segue: “Il diritto di voto e gli altri diritti aventi contenuto diverso da quello patrimoniale inerenti alle azioni detenute in eccedenza rispetto al limite massimo sopra indicato non possono essere esercitati; nel caso in cui il limite massimo di possesso azionario – calcolato ai sensi del presente articolo – sia superato da più soggetti si riduce proporzionalmente il diritto di voto che sarebbe spettato a ciascuno dei soggetti ai quali sia riferibile il limite di possesso azionario, salvo preventive indicazioni congiunte dei soci interessati. In caso di inosservanza, la deliberazione

è impugnabile ai sensi dell’art. 2377 del codice civile se la maggioranza richiesta non sarebbe stata raggiunta senza i voti in eccedenza rispetto al limite massimo sopra indicato. Le azioni per le quali non può essere esercitato il diritto di voto sono comunque computate ai fini della regolare costituzione dell’assemblea.” Pertanto gli azionisti che detenessero partecipazioni nell’Emittente superiori al 5% sarebbero soggetti a limitazioni nell’esercizio del proprio diritto di voto e degli altri diritti avente contenuto diverso da quello patrimoniale. Per maggiori informazioni, si rinvia alla Sezione Seconda, Capitolo 5, Paragrafo 5.1.1 del Prospetto e alla Sezione Prima, Capitolo 21, Paragrafo 21.2.6 del Prospetto. A.4.16 Rischi connessi alla struttura di corporate governance dell’Emittente e all’applicazione differita di alcune previsioni statutarie Il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale dell’Emittente sono stati nominati prima dell’operazione di quotazione, con scadenza, rispettivamente, con l’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2016 e 31 dicembre 2015. Pertanto, le disposizioni statutarie in merito al voto di lista per la nomina degli organi sociali non troveranno applicazione fino alla prossima elezione degli stessi. Si fa comunque presente che l’Emittente ed il Ministero dell’Economia e delle Finanze, per quanto di rispettiva competenza, faranno in modo che, successivamente alla quotazione, si tenga un’assemblea dei soci dell’Emittente per deliberare l’integrazione del consiglio di amministrazione a 9 membri al fine di consentire, a mandato in corso, la nomina di due rappresentanti designati dalle minoranze. Si precisa infine che alcuni membri del Consiglio di Amministrazione dell’Emittente sono coinvolti, in ragione delle cariche dagli stessi ricoperti in società terze, in alcuni procedimenti giudiziari. Per maggiori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 21, Paragrafo 21.2 del Prospetto e Sezione Prima, Capitolo 14, Paragrafi 14.1.1 e 14.1.2 del Prospetto. A.4.17 Rischi legati al posizionamento del Gruppo e alle informazioni sull’evoluzione dei mercati di riferimento Il Prospetto contiene dichiarazioni sul posizionamento delle società del Gruppo, formulate dalla Società sulla base della specifica conoscenza dei settori di appartenenza, dei dati disponibili e della propria esperienza. Tali informazioni sono, ad esempio, riportate nella descrizione delle caratteristiche delle aree di business, del posizionamento competitivo delle società del Gruppo, dei mercati di riferimento, dei programmi futuri e delle strategie, nonché delle tendenze previste e non sono state oggetto di verifica da parte di terzi indipendenti. I risultati, il posizionamento competitivo e l’andamento del Gruppo nei mercati in cui lo stesso opera potrebbero subire in futuro scostamenti significativi rispetto a quelli ipotizzati nel Prospetto Informativo, a causa di rischi noti e ignoti, incertezze e altri fattori non prevedibili con conseguenti possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per maggiori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.2 del Prospetto. FATTORI DI RISCHIO RELATIVI AI SETTORI IN CUI OPERA IL GRUPPO Rischi relativi al settore corrispondenza e pacchi Rischi connessi ai cambiamenti nelle comunicazioni e contrazione dei volumi della corrispondenza La contrazione dei volumi della corrispondenza cartacea, anche in percentuale superiore alle previsioni e alle stime dell’Emittente, potrebbe ridurre i ricavi operativi e avere effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Le modalità di comunicazione dei clienti di Poste Italiane e la misura in cui le nuove tecnologie continuano a sostituirsi alla corrispondenza cartacea incidono in maniera rilevante sulla domanda di servizi postali sia in Italia, sia all’estero. Il crescente utilizzo di forme elettroniche di comunicazione (c.d. e-substitution) ha determinato una contrazione del mercato della corrispondenza cartacea a livello nazionale e internazionale. I volumi complessivi degli invii relativi al mercato della corrispondenza indirizzata(5) ammontavano a 4,5 miliardi nel 2012, 4,1 miliardi nel 2013 e 3,8 miliardi nel 2014, con un CAGR negativo pari a –8,4%(6). Tale calo dei volumi ha comportato un impatto economico negativo sui ricavi dell’Emittente pari a – 417 milioni di Euro (-11%) nel 2012 (rispetto ai ricavi dell’esercizio 2011); - 231 milioni di Euro (-6.9%) nel 2013 (rispetto ai ricavi dell’esercizio 2012); - 351 milioni di Euro (-11.4%) nel 2014 (rispetto ai ricavi dell’esercizio 2013). In Italia sono in corso una serie di iniziative promosse da parte di regolatori di settore (ad es. l’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico) e dello stesso Governo nell’ambito degli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea, per favorire la sostituzione della comunicazione cartacea con le comunicazioni elettroniche. Tali iniziative, sviluppate anche da enti specializzati, come l’Agenzia per l’Italia Digitale, sono in grado di accelerare in modo sostanziale il declino dei volumi di posta inviata in Italia e, di conseguenza, di influire negativamente sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale nonché sulle prospettive del Gruppo. I due ambiti in cui si concentrano maggiormente le criticità sono l’invio dei documenti di fatturazione e l’invio delle comunicazioni tra la Pubblica Amministrazione e i cittadini in senso ampio. Allo stesso modo, la prassi progressivamente adottata dagli istituti bancari e dalle imprese in generale di inviare ai propri clienti la documentazione relativa ai servizi forniti in formato elettronico e non cartaceo, l’affermarsi della posta elettronica certificata nello scambio di comunicazione fra professionisti e la sostituzione di mezzi digitali quali l’e-mail o le chat dei social media nelle comunicazioni fra privati hanno determinato e potranno determinare una significativa contrazione del volume di corrispondenza cartacea. Per maggiori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.2.1 del Prospetto.

B B.1 B.1.1

B.1.2

Rischi connessi alla concorrenza nel settore corrispondenza L’intensificazione della concorrenza nel settore postale potrebbe tradursi in una riduzione dei ricavi e delle quote di mercato del Gruppo con conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. In seguito alla completa liberalizzazione del settore postale ad opera del D. Lgs. n. 58 del 2011, si è innalzata la pressione competitiva nel mercato dei servizi postali, soprattutto relativamente alle aree urbane e ai clienti ad alto potenziale (tipicamente clientela business e Pubblica Amministrazione), caratterizzati da minori costi operativi e maggiore redditività. Di conseguenza, alcuni concorrenti hanno consolidato la propria presenza conquistando importanti quote di mercato. Questa strategia competitiva, volta a concentrare la fornitura dei servizi solo nelle aree e verso tipologie di clientela a maggiore redditività, non è perseguibile da Poste Italiane che, in qualità di fornitore del Servizio Postale Universale, è tenuta ad erogare i propri servizi all’intera popolazione anche in aree non profittevoli e a garantire un elevato livello di servizio in tutto il territorio nazionale. Per una descrizione del Servizio Postale Universale, si veda la Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.1 del Prospetto. L’intensificazione della concorrenza potrebbe tradursi in una riduzione dei ricavi e delle quote di mercato del Gruppo con conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo che non può prescindere dagli obblighi legati alla prestazione dello SPU anche in aree non profittevoli. Allo stesso modo, lo sviluppo di innovazioni tecnologiche di grande portata ad opera di concorrenti dell’Emittente potrebbe comportare un’ulteriore riduzione della capacità dell’Emittente di sostenere la pressione competitiva nel settore con possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Poste Italiane è ritenuta sia dall’AGCom sia dall’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato (AGCM) in posizione dominante sul mercato della corrispondenza, detenendo la stessa al 31 dicembre 2014 una quota di mercato per la corrispondenza indirizzata pari al 90%(7). Tale status comporta per la Società la soggezione alla vigilanza sui prezzi e sulle modalità di offerta dei propri servizi anche in caso di confronti competitivi come le gare ad evidenza pubblica e le procedure negoziate. In questi contesti di confronto competitivo (laddove si riferiscano a servizi /mercati nei quali l’impresa è in posizione dominante), l’Emit(5) I dati non includono posta non indirizzata, stampa e servizi di gestione documentale. (6) Fonte: elaborazione interna dell’Emittente, effettuata sulla base dei bilanci redatti dagli operatori attivi nel settore (7) Fonte: elaborazione dell’Emittente su dati interni e sui bilanci dei concorrenti attivi nel settore corrispondenza

tente (oltre a rispettare i principi che il “Codice degli Appalti” fissa in materia di anomalia delle offerte a carico della generalità delle imprese) è tenuta a presentare offerte che non violino il divieto di prezzi predatori e che, più in generale, possano essere replicate da un operatore alternativo ugualmente efficiente. Tale circostanza, anche in considerazione della propensione ad adottare politiche di prezzo aggressive da parte dei concorrenti e del ricorso sistematico, specie da parte della pubblica amministrazione, a procedure di confronto competitivo dirette principalmente all’ottenimento del miglior prezzo, comporta il rischio per l’Emittente di veder limitata la propria capacità di competere, in particolare laddove ai fini dell’aggiudicazione della commessa non siano rilevanti le leve della qualità e/o delle condizioni tecniche di offerta, con conseguente possibile riduzione della quota di mercato detenuta e conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per una descrizione puntuale dei rischi connessi alla materia antitrust, si veda la Sezione Prima, Capitolo IV, Paragrafo 4.20 del Prospetto. Inoltre, l’Emittente potrebbe essere esposto a un incremento della pressione competitiva nel settore postale a causa di eventuali interventi dell’AGCom mirati a risolvere possibili controversie con altri operatori postali, in particolare in tema di diritto di accesso alla rete, attualmente disciplinato dalla delibera n. 728/13/CONS. Difatti, l’art. 6 di tale delibera impone alla Società l’obbligo di fornire l’accesso, su richiesta di parte, alla propria rete in fase di raccolta e di recapito a condizioni tecniche ed economiche “eque e ragionevoli”. In caso di mancato accordo tra le parti, l’AGCom si riserva la facoltà di dirimere eventuali controversie, fissando le condizioni di accesso alla rete dell’Emittente. Contro l’art. 6 ed altre previsioni della delibera 728/13/CONS, l’Emittente ha presentato un ricorso dinanzi al TAR su cui, alla Data del Prospetto pende il giudizio. In caso di esito sfavorevole di procedimenti aperti su richiesta di concorrenti e di soccombenza dell’Emittente in eventuale correlati giudizi, l’AGCom potrebbe fissare condizioni tecniche ed economiche per l’accesso alla rete dell’Emittente più vantaggiose per i concorrenti di quelle ipotizzabili alla Data del Prospetto, con conseguenze negative per l’Emittente in termini concorrenziali e possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. L’Emittente gode, in virtù del D.lgs. 261/99, di una riserva legale per quanto concerne la notifica degli atti giudiziari, ivi inclusa la notifica delle violazioni al codice della strada. L’incidenza complessiva dei prodotti in riserva legale è pari al 17% dei ricavi complessivi del SPU per un valore di 385 milioni di Euro. Il Parlamento italiano sta attualmente discutendo la possibile approvazione di un disegno di legge che prevede la rimozione di tale riserva a partire dal 10 giugno 2016 e la liberalizzazione del relativo mercato. Il disegno di legge è stato approvato dalle Commissioni della Camera dei Deputati ed è arrivato in aula, in prima lettura, il 21 settembre 2015. Si precisa inoltre che in data 30 settembre 2015, la Camera dei Deputati ha approvato un emendamento al menzionato disegno di legge volto a prorogare la riserva fino al 10 giugno 2017. La perdita di tale riserva potrebbe comportare una riduzione dei ricavi e dei risultati dell’Emittente per la prestazione di tali servizi con possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. In ultimo, la modifica dei livelli di qualità e dei prezzi finali nell’ambito del Servizio Postale Universale potrebbe comportare la riduzione della domanda, sia da parte di clienti di piccole dimensioni sia di grandi aziende e pubbliche amministrazioni. Considerato l’incremento dei prezzi degli invii singoli previsto dal nuovo modello di servizio, sussiste un rischio di sostituzione dei volumi di corrispondenza dei clienti retail e piccole imprese con quelli dei concorrenti di Poste Italiane. Sussistono, inoltre, rischi potenziali di rinegoziazione di contratti con grandi clienti dovuti alla variazione dei tempi di recapito, anche in relazione ad eventuali penali stabilite nei bandi per gare già aggiudicate, con contratti sottoscritti ed in corso di esecuzione. Difatti le Delibere AGCom 395/15/CONS e 396/15/CONS abilitano l’Emittente a modificare sia la frequenza del recapito (che da quotidiano diventerà a giorni alterni sino al 25% della popolazione) sia gli obiettivi di velocità del recapito (portandoli generalmente da 3 a 4 giorni lavorativi successivi all’accettazione) dei servizi compresi nel perimetro del SPU. Il progressivo effettivo adeguamento della rete dell’Emittente ai nuovi (e meno stringenti) vincoli regolamentari, potrebbe determinare il rischio che in alcuni, limitati, casi l’Emittente non sia più in grado di erogare (al medesimo prezzo e/o livello di servizio) le prestazioni contrattualizzate antecedentemente con i clienti. Ciò potrebbe determinare l’applicazione di penali per ritardato recapito (nel caso in cui non risulti possibile rinegoziare i termini dell’accordo con il cliente oppure questo ultimo contenga clausole di adeguamento automatico ai livelli di servizio previsti per la fornitura del SU). Tali circostanze potrebbero avere un impatto negativo sui ricavi consolidati, tradursi in contenzioso e comportare l’applicazione di penali contrattuali con possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.2.1 del Prospetto. B.1.3

Rischi connessi alla concorrenza e alle prospettive di crescita nel settore pacchi Nel caso in cui il Gruppo non fosse in grado di rispondere alla crescente pressione concorrenziale con l’offerta di prodotti e servizi in grado di soddisfare le esigenze della clientela, il Gruppo potrebbe perdere quote di mercato nel settore dei pacchi con conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Le attività del settore pacchi rappresentavano, al 31 dicembre 2012, al 31 dicembre 2013, al 31 dicembre 2014 e al 30 giugno 2015 il 2% dei ricavi totali del Gruppo e, allo stesso tempo, rivestono un ruolo centrale nella strategia di sviluppo dell’Emittente. Al 31 dicembre 2014, l’Emittente deteneva una quota di mercato a livello nazionale in tale area di attività pari all’11,6%(8). Il mercato pacchi è soggetto alla pressione competitiva di operatori internazionali consolidati e con rilevanti capacità di investimento. Inoltre, tale mercato non è soggetto a specifica regolamentazione, salvo quanto previsto per il Pacco Ordinario rientrante nello SPU, ed è caratterizzato dall’elevata attenzione della qualità dei servizi offerti. Si rileva che i mercati italiano ed europeo relativi alle attività del settore pacchi stanno attraversando una fase di consolidamento con conseguente possibile aumento della pressione competitiva. Inoltre, per loro natura tali attività sono connotate da un andamento ciclico legato al complessivo andamento del quadro macroeconomico con conseguente fluttuazione dei ricavi degli operatori del settore. Nel caso in cui il Gruppo non fosse in grado di rispondere alla crescente pressione concorrenziale con l’offerta di prodotti e servizi in grado di soddisfare le esigenze della clientela, il Gruppo potrebbe perdere quote di mercato in tale segmento di business con conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Non si può escludere inoltre che il tasso di crescita del settore pacchi possa essere inferiore alle previsioni e alle stime della Società anche a causa del fenomeno di e-substitution relativo a prodotti come libri, riviste e musica, rispetto ai quali si registra un progressivo aumento degli acquisti in formato elettronico, con possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Inoltre, la progressiva integrazione dell’offerta ad oggi soddisfatta dalla controllata SDA - specialmente in ambito B2C – con l’offerta commerciale di Poste Italiane e il progressivo sviluppo dei livelli di integrazione del network logistico e in particolare dei processi di delivery, con una conseguente risaturazione della attuale rete di recapito di Poste Italiane e una riduzione dei ricorso alle reti di terzi, costituiscono elementi fondanti delle prospettive di crescita nel settore pacchi. Non può tuttavia escludersi il verificarsi di eventi, taluni manifestatisi a cavallo dell’esercizio 2014 con l’esercizio 2015, che impediscano, anche solo parzialmente, la realizzazione dei suddetti piani, con conseguenti potenziali effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.2.1 del Prospetto. B.1.4

Rischi operativi e reputazionali connessi all’attività del settore corrispondenza e pacchi L’attività di recapito postale è soggetta a rischi operativi e reputazionali che potrebbero avere effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. L’attività della Società nel settore corrispondenza e pacchi è caratterizzata ancora da alcuni processi ad alto tasso di manualità. Tale circostanza determina l’insorgere di rischi connessi alla maggiore fallibilità dei processi non automatizzati sin dalla fase di accettazione della corrispondenza. L’attività di recapito postale è soggetta ai rischi operativi tipici di tale attività, tra cui: • il ritardo o la mancata consegna della corrispondenza/pacchi, (8) Fonte: Cerved – Databank, “SMART-Trasporto Espresso”, giugno 2015

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

connessi in particolare a problematiche legate al trasporto (stradale, ferroviario e aereo) della corrispondenza/pacchi, fra le quali si segnalano le avverse condizioni climatiche, criticità legate alla viabilità, scioperi, guasti ai mezzi di trasporto utilizzati dal Gruppo e altri fattori indipendenti dal controllo dell’Emittente; • il furto, la sottrazione, la violazione,la soppressione o la mancata/ scorretta rendicontazione della corrispondenza/pacchi, connessi sia a fattori interni sia esterni al Gruppo (fra i quali azioni criminali commesse da soggetti terzi e truffe ad opera di dipendenti o terzi) e in particolare in relazione alla corrispondenza registrata, assegni o altri strumenti di pagamento e valori filatelici; • l’errata consegna della corrispondenza/pacchi, con particolare riguardo alla corrispondenza/pacchi contenenti, anche a incolpevole insaputa dell’Emittente, informazioni a carattere confidenziale e riservato sia di natura privata che a carattere commerciale/industriale; • gli incidenti connessi all’utilizzo dei mezzi (stradali, ferroviari e aerei) per il trasporto e il recapito del prodotto postale, dai quali possono originarsi procedimenti civili e penali a carico dell’Emittente o di suoi dipendenti e effetti negativi sull’immagine del Gruppo. Si precisa che Mistral Air svolge anche attività di trasporto aereo passeggeri, a complemento dell’attività tradizionale di trasporto postale. Tale attività è soggetta ai rischi tipici del trasporto aereo, tra cui, si segnala in particolare il rischio di incidenti che, qualora si verificassero, potrebbero comportare ripercussioni sull’immagine e la reputazione del Gruppo ed effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo stesso. Nonostante il Gruppo abbia adottato politiche di controllo, vigilanza e prevenzione volte a limitare l’insorgenza di tali fenomeni, il verificarsi degli eventi sopra descritti, anche a seguito di fattori non prevedibili, potrebbe comportare l’insorgere di procedimenti risarcitori su impulso della clientela, procedure sanzionatorie da parte delle autorità competenti a vigilare sul rispetto degli obblighi derivanti dal Servizio Postale Universale nonché ripercussioni sull’immagine e la reputazione del Gruppo. Per maggiori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.3.1 del Prospetto. B.2 B.2.1

Rischi relativi al settore finanziario Rischi connessi alle attività relative ai servizi finanziari di BancoPosta Il mancato monitoraggio dei rischi connessi all’attività finanziaria esercitata da BancoPosta e il conseguente mancato tempestivo intervento potrebbero tradursi in perdite o in un incremento di costi per BancoPosta, con conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale di BancoPosta e del Gruppo. BancoPosta è autorizzato a compiere, senza la necessità di ottenimento di licenza bancaria, una serie di attività di natura finanziaria quali, a titolo meramente esemplificativo, la raccolta di risparmio presso il pubblico, la gestione del risparmio attraverso il collocamento di titoli e prodotti del risparmio postale, l’offerta di servizi di pagamento e il collocamento di finanziamenti emessi da soggetti terzi autorizzati. L’attività di BancoPosta relativa ai servizi finanziari è esposta a taluni rischi suscettibili di incidere sul patrimonio netto, sulla posizione finanziaria e sui risultati d’esercizio dello stesso, tra cui: Il rischio di tasso di interesse sui flussi finanziari, definito come l’incertezza relativa al conseguimento di flussi finanziari futuri a seguito di fluttuazioni dei tassi di interesse sul mercato che può derivare dal disallineamento - in termini di tipologie di tasso, modalità di indicizzazione e scadenze - delle poste finanziarie attive e passive tendenzialmente destinate a permanere fino alla loro scadenza contrattuale e/o attesa (c.d. banking book). Per quanto riguarda gli impieghi, si precisa che BancoPosta non detiene un portafoglio di negoziazione (c.d. trading book), per cui tutti i titoli detenuti sono iscritti nei portafogli “Disponibili per la vendita” o “Detenuti fino alla scadenza”, entrambi appartenenti al banking book. Per quanto concerne le fonti di finanziamento, prevalgono i conti correnti postali (da privati, imprese e pubbliche amministrazioni) e, in misura inferiore, i pronti contro termine. Al 31 dicembre 2014 l’esposizione al rischio di tasso di interesse sui flussi finanziari, calcolata con i modelli interni in termini di valore economico, ammontava a 241 milioni di Euro (pari al 12% del patrimonio complessivo). La misura può variare significativamente nel tempo in funzione dello scenario di mercato (difatti il livello dei tassi influenza il valore delle attività iscritte al fair value), dell’andamento della raccolta e delle caratteristiche del portafoglio impieghi: al 30 giugno 2015 l’esposizione ammontava a 380 milioni di Euro. Il rischio di credito, cioè il rischio di inadempimento delle controparti verso le quali esistono posizioni creditorie. Nel caso di BancoPosta, che non è autorizzato a svolgere attività di finanziamento nei confronti del pubblico, tale categoria di rischio rileva in misura diversa e inferiore rispetto alle banche, derivando prevalentemente da crediti commerciali (ad es. nei confronti di partner per l’incasso di commissioni di collocamento), esposizioni temporanee (ad es. partite in corso di lavorazione o conti correnti postali con saldo negativo), depositi in contante o titoli a garanzia di esposizioni a rischio di controparte. Il menzionato rischio di controparte è definito come il rischio che la controparte di un’operazione avente a oggetto determinati strumenti finanziari risulti inadempiente prima del regolamento dell’operazione stessa. Tale rischio grava su alcune tipologie di operazioni e in particolare, per il patrimonio BancoPosta, sui derivati finanziari e sulle operazioni passive di pronti contro termine. Al 31 dicembre 2014 l’esposizione al rischio di credito e controparte ammontava complessivamente a 179 milioni di Euro, pari al 9% del patrimonio complessivo. Al 30 giugno 2015, l’esposizione al rischio di credito e controparte ammontava complessivamente a 149 milioni di Euro, pari al 7,6% del patrimonio complessivo. Il rischio di cambiamento del merito creditizio (spread), cioè il rischio riconducibile a possibili flessioni dei prezzi dei titoli obbligazionari detenuti in portafoglio da BancoPosta, dovute al deterioramento della valutazione di mercato della qualità creditizia degli emittenti tali titoli. Tale rischio rileva in particolare per i titoli di stato italiani iscritti in bilancio come “Disponibili per la vendita”, che vengono conseguentemente valutati al fair value: variazioni in aumento dello spread fra i titoli di stato italiani e titoli di stato tedeschi possono determinare la diminuzione del valore dei titoli detenuti da BancoPosta e delle connesse riserve da valutazione iscritte tra le voci del patrimonio netto. Tali diminuzioni di valore non comportano perdite in termini di risultati economici, a meno che BancoPosta non si trovi nella situazione di dover vendere i titoli prima della scadenza. A titolo esemplificativo, al 31 dicembre 2014, un ipotetico ampliamento dello spread di 100 bps avrebbe comportato una riduzione del fair value dei titoli “Disponibili per la vendita” pari a 2,1 miliardi di Euro rispetto a un valore di bilancio di 28,8 miliardi di Euro, mentre al 30 giugno 2015 avrebbe comportato una riduzione del fair value dei titoli “Disponibili per la vendita” pari a 2,5 miliardi di Euro rispetto ad un valore di bilancio di 28,8 miliardi di Euro. Il rischio di mercato che, a sua volta, si articola in: (a) il rischio di tasso di interesse sul fair value, cioè il rischio che il valore degli strumenti finanziari detenuti da BancoPosta fluttui per effetto di variazioni dei tassi di interesse sul mercato; tale rischio è riconducibile a possibili flessioni dei prezzi dei titoli obbligazionari detenuti in portafoglio da BancoPosta, dovute all’aumento dei tassi di interesse di mercato. Il rischio sussiste in particolare per i titoli di stato italiani iscritti in bilancio come “Disponibili per la vendita”, che vengono conseguentemente valutati al fair value: variazioni in aumento dei tassi di mercato possono determinare la diminuzione del valore dei titoli e delle connesse riserve da valutazione iscritte tra le voci del patrimonio netto. Tali diminuzioni di valore non comportano perdite in termini di risultati economici, a meno che BancoPosta non si trovi nella situazione di dover vendere i titoli prima della scadenza. A titolo esemplificativo, al 31 dicembre 2014, un ipotetico aumento di 100 bps dei tassi di mercato avrebbe comportato una riduzione del fair value dei titoli “Disponibili per la vendita” pari a 1 miliardo di Euro rispetto ad un valore di bilancio di 28,8 miliardi di Euro; pari risultato si avrebbe al 30 giugno 2015 rispetto ad un valore di bilancio di 28,8 miliardi di Euro. (b) il rischio di prezzo, cioè il rischio che il valore degli strumenti finanziari detenuti da BancoPosta fluttui per effetto di variazioni dei prezzi di mercato, sia che le variazioni derivino da fattori specifici del singolo strumento o del suo emittente, sia che derivino da fattori che influenzano tutti gli strumenti trattati sul mercato; al 31 dicembre 2014 e al 30 giugno 2015, il rischio di prezzo è unicamente riferito a titoli azionari stabilmente detenuti da BancoPosta in virtù di accordi commerciali con partner nel settore della monetica (MasterCard e Visa). Al 31 dicembre 2014 il valore di bilancio di tali titoli era pari a 56 milioni di Euro, a fronte dei quali, a titolo esemplificativo, si misurava un potenziale rischio di perdita di valore pari a 13,6 milioni di Euro, mentre al 30 giugno 2015 il valore di bilancio di tali titoli era pari a 66 milioni di Euro, a fronte dei quali, a titolo esemplificativo, si misurava un potenziale rischio di perdita di valore pari ad 14 milioni di Euro. (c) il rischio di valuta, cioè il rischio che il valore degli strumenti fi-

31

nanziari detenuti da BancoPosta fluttui per effetto di modifiche dei tassi di cambio delle monete diverse da quella di conto; al 31 dicembre 2014, l’esposizione più significativa (i.e. quella in dollari americani) esponeva a perdite potenziali per 3,5 milioni di Euro, mentre al 30 giugno 2015 l’esposizione più significativa esponeva a perdite potenziali per 7 milioni di Euro. Il rischio di tasso di inflazione sui flussi finanziari, definito come l’incertezza relativa al conseguimento di flussi finanziari futuri a seguito di fluttuazioni dei tassi di inflazione rilevati sul mercato. Per BancoPosta tale rischio rileva in maniera contenuta e unicamente per gli investimenti in titoli di stato indicizzati all’inflazione. Al 31 dicembre 2014, a titolo esemplificativo una riduzione di 100 bps dell’inflazione sul balance registrato al 31 dicembre 2014 avrebbe comportato una diminuzione di valore per 171 mila di Euro dei titoli indicizzati all’inflazione, il cui fair value a tale data era pari ad 2,9 miliardi di Euro, mentre al 30 giugno 2015, una riduzione di 100 bps dell’inflazione avrebbe comportato una diminuzione di valore per 138 mila Euro dei titoli indicizzati all’inflazione, il cui fair value a tale data era pari a 2,4 miliardi di Euro. Il rischio di liquidità, cioè il rischio di incorrere in difficoltà nel reperire fondi, a condizioni di mercato, per far fronte agli impegni iscritti nel passivo. A titolo esemplificativo, il rischio di liquidità può derivare dall’incapacità di vendere un’attività finanziaria rapidamente a un valore prossimo al fair value o anche dalla necessità di raccogliere fondi a tassi eccessivamente onerosi o, in casi estremi, dall’impossibilità di reperire finanziamenti sul mercato. Nonostante BancoPosta abbia adottato specifici presidi al fine di monitorare i menzionati rischi, è possibile che le deputate funzioni non siano in grado di individuare e monitorare tutti i rischi connessi all’attività da esso condotta. Il mancato monitoraggio dei rischi connessi all’attività finanziaria e il conseguente mancato tempestivo intervento potrebbero tradursi in perdite o in un incremento di costi per BancoPosta, con conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale di BancoPosta e del Gruppo. Per maggiori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.3.2 del Prospetto. B.2.2 Rischi connessi alla concorrenza Nel caso in cui il Gruppo non fosse in grado di rispondere alla crescente pressione competitiva mediante, tra l’altro, l’offerta di prodotti e servizi innovativi e remunerativi in grado di soddisfare le esigenze della clientela, esso potrebbe perdere quote di mercato nel settore dei servizi finanziari con conseguente riduzione dei ricavi, della redditività ed effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. BancoPosta e le società del Gruppo operanti nel settore dei servizi finanziari, nonostante le peculiarità che contraddistinguono le loro rispettive attività da quelle normalmente poste in essere dalle banche, sono soggette ai rischi tipici derivanti dalla concorrenza propria del settore bancario, con particolare riferimento al mercato italiano. Il Gruppo è attivo nei principali comparti dell’intermediazione finanziaria. A tale riguardo, si rileva come il settore bancario in Italia attraversi una fase di consolidamento caratterizzata da un’elevata pressione competitiva, dovuta ai seguenti fattori: (i) il recepimento delle direttive comunitarie tese a liberalizzare il settore bancario dell’Unione Europea; (ii) la deregolamentazione del settore bancario in tutta l’Unione Europea, e in modo particolare in Italia, che ha incentivato la concorrenza nel comparto tradizionale bancario con l’effetto di ridurre progressivamente il differenziale tra i tassi attivi e passivi; (iii) il comportamento dei concorrenti, la domanda dei consumatori, la tendenza dell’industria bancaria italiana a focalizzarsi sui ricavi da commissione, che induce ad una maggiore concorrenza nel campo del risparmio gestito; (iv) la modifica di alcune leggi fiscali e bancarie italiane (o dell’interpretazione delle stesse); (v) la diffusione di servizi aventi una forte componente di innovazione tecnologica, quali l’internet banking, mobile banking e il phone banking, (vi) l’entrata di nuovi concorrenti o gli eventuali processi di aggregazione che coinvolgono operatori finanziari già presenti nel mercato (con particolare riferimento alle banche popolari), (vii) la presenza sul mercato di gruppi bancari consolidati e con risorse superiori rispetto a quelle a disposizione dell’Emittente e (viii) altri fattori non necessariamente sotto il controllo del Gruppo. Oltre ai fattori menzionati, il peggioramento dello scenario macroeconomico potrebbe comportare un aumento della pressione competitiva per effetto, ad esempio, dell’incremento della pressione sui prezzi e dei minori volumi di attività. Nel caso in cui il Gruppo non fosse in grado di rispondere alla crescente pressione competitiva mediante, tra l’altro, l’offerta di prodotti e servizi innovativi e remunerativi in grado di soddisfare le esigenze della clientela, esso potrebbe perdere quote di mercato in tale settore con conseguente riduzione dei ricavi, della redditività ed effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.2.2 del Prospetto. B.2.3

Rischi connessi all’incremento della concorrenza nel mercato dei servizi di incasso e pagamento Le attività di BancoPosta sono soggette al rischio di incremento della concorrenza nel settore dei servizi di incasso e pagamento in quanto nel corso degli ultimi anni taluni operatori attivi nel mercato dei giochi e scommesse sportive, caratterizzati da una rete capillare di propri punti vendita e corner presso bar, tabaccherie ed edicole, hanno progressivamente iniziato a offrire servizi di pagamento, consentendo agli utenti la liquidazione di utenze, multe, tributi che in passato poteva essere effettuata quasi esclusivamente presso gli uffici postali. Il rischio determinato dall’ingresso di nuovi operatori di servizi di pagamento, dotati di reti estese, è stato identificato da tempo ed indirizzato dall’Emittente attraverso una ormai consolidata strategia di “affiliazione” di reti terze selezionate ed abilitate all’incasso del bollettino di conto corrente postale. Queste reti sono complementari per capillarità e modello di servizio alla rete degli uffici postali e, a titolo esemplificativo, includono Banca ITB, che raggruppa oltre 17 mila dei principali tabaccai italiani, ed alcune delle principali catene di grande distribuzione organizzata. Il mutamento dello scenario competitivo sui canali di accettazione dei pagamenti vede sempre di più l’affermarsi dei canali digitali, sebbene oggi i maggiori volumi transitino ancora sulle reti fisiche. Per questo Poste Italiane offre ormai da anni soluzioni per effettuare pagamenti attraverso il canale digitale. L’offerta, alla Data del Prospetto, si basa sia sul proprio sistema di internet banking sia sul collegamento ai sistemi di internet banking delle principali banche italiane che offrono già ai propri correntisti la possibilità di pagare online i bollettini di conto corrente postale. Inoltre, alla Data del Prospetto è in fase di aggiornamento tutta l’offerta sul canale web e mobile, attraverso un progetto di digital transformation, che prevede tra l’altro lo sviluppo di una nuova gamma di App (di recente è stata lanciata la nuova App BancoPosta) e di un nuovo Portale per i Pagamenti online, aperto a tutti i clienti, titolari di conto corrente e non, che verrà completato entro il primo trimestre del prossimo anno. Come evidenziato dalla tabella che segue, anche in conseguenza dei fattori descritti, i ricavi rivenienti dai servizi di pagamento sono stati soggetti ad un trend negativo negli anni 2012, 2013, 2014 e nel primo semestre 2015.

Ricavi rivenienti dai servizi connessi ai bollettini postali (dati espressi in milioni di Euro)1 Ricavi rivenienti dai servizi di trasferimento fondi (dati espressi in milioni di Euro) Commissioni rivenienti dai servizi delegati svolti da BancoPosta (dati espressi in milioni di Euro) di cui: commissioni da transazioni legate ai pagamenti per conto della Pubblica Amministrazione (dati espressi in milioni di Euro) Ricavi rivenienti dai servizi di pagamento di imposte e tributi (dati espressi in milioni di Euro)

2012

2013

573

567

493

224

64

63

55

22

153

148

59

130

126

66

2014 30 giugno 2015

136

132

96

63

63

31

(1) L’importo non comprende i ricavi relativi alle commissioni di incasso pari a 112 milioni di Euro al 31 dicembre 2012, 109 milioni di Euro al 31 dicembre 2013, 114 milioni di Euro al 31 dicembre 2014 e 65 milioni di Euro al 30 giugno 2015. Nel caso in cui il Gruppo non fosse in grado di rispondere alla cre-

scente pressione competitiva creata dall’ingresso di nuovi operatori di servizi di pagamento e dall’affermarsi dei canali digitali, esso potrebbe perdere quote di mercato in tale settore con conseguente riduzione dei ricavi, della redditività ed effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.2.2 del Prospetto. B.2.4 Rischi operativi connessi all’attività di BancoPosta L’attività di BancoPosta è esposta a taluni rischi operativi che potrebbero comportare contenziosi con la clientela, l’applicazione di sanzioni da parte delle competenti autorità, danni all’immagine di BancoPosta con effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale di BancoPosta e del Gruppo. Rientrano nella categoria dei rischi operativi eventi quali frodi interne (ad es. infedeltà di dipendenti, con sottrazione illecita di fondi) o esterne (ad es. clonazioni di carte di pagamento per l’utilizzo delle stesse su siti Internet non dotati di sufficienti presidi di sicurezza), errori di esecuzione dei processi commerciali o amministrativi, interruzioni nei sistemi informatici, problematiche nei rapporti con la clientela, criticità nei rapporti con i dipendenti, problematiche legate alla sicurezza sul lavoro, violazioni delle normative applicabili alla prestazione di servizi di investimento ed errori nella redazione della documentazione relativa alle operazioni poste in essere. L’esposizione a tale tipologia di rischio è proporzionale all’estensione della organizzazione di vendita, al numero dei dipendenti impegnati nell’offerta dei servizi finanziari, al numero di clienti, transazioni e prodotti collocati e all’utilizzo della tecnologia anche legata alle applicazioni finanziarie mobile sviluppate dal Gruppo. Al 31 dicembre 2014 e al 30 giugno 2015, l’assorbimento patrimoniale a fronte dei rischi operativi, calcolato con il metodo di base previsto dalla normativa di vigilanza, era pari a circa 797 milioni di Euro (41% del patrimonio BancoPosta). Nonostante siano stati introdotti specifici presidi al fine di monitorare i menzionati rischi operativi, è possibile che BancoPosta non sia in grado di prevenire o intervenire tempestivamente in occasione del realizzarsi degli eventi descritti. Tali circostanze potrebbero portare, in particolare, a contenziosi con la clientela, all’applicazione di sanzioni da parte delle competenti autorità, a danni all’immagine di BancoPosta e alla riduzione dei ricavi con effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale di BancoPosta e del Gruppo. Per maggiori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.3.2 e Capitolo 20, Paragrafo 20.8.4.1 del Prospetto. B.2.5

Rischi connessi all’attività di collocamento di prodotti finanziari e assicurativi al pubblico BancoPosta svolge attività di collocamento di prodotti/strumenti finanziari e prodotti assicurativi presso il pubblico. Tale attività di collocamento è intensamente regolata sia a livello nazionale sia a livello comunitario, pertanto BancoPosta è soggetto, qualora dovesse incorrere in violazioni della suddetta normativa, al rischio di sanzioni amministrative da parte delle autorità competenti. Inoltre, l’attività di collocamento di prodotti finanziari e assicurativi è fisiologicamente esposta al rischio reputazionale connesso all’andamento delle performance di mercato degli strumenti collocati ed emessi da soggetti terzi (tra cui azioni, obbligazioni, certificates e fondi immobiliari) ovvero da parte di società del Gruppo (polizze assicurative emesse da Poste Vita e quote di fondi comuni di investimento gestiti da BancoPosta Fondi SGR). In tale ambito, BancoPosta, al fine di ottimizzare il profilo rischio - rendimento dei prodotti offerti alla propria clientela, adotta policy finalizzate alla selezione di emittenti di natura bancaria - finanziaria con rating c.d. investment grade. Inoltre, la stessa svolge attività di monitoraggio, finalizzata ad assicurare la consapevolezza sulle performance dei prodotti collocati e sull’evoluzione dei rischi a carico della clientela. Nonostante quanto precede, si segnala ad esempio che, con riferimento al collocamento di quote di fondi immobiliari effettuato da BancoPosta nel periodo 2002-2005, sono stati indirizzati all’Emittente, al 30 giugno 2015, 206 reclami (di cui 47 tramite associazioni di consumatori e 27 già sfociati in azioni giudiziali), basati sull’asserita non adeguatezza del collocamento rispetto al profilo del cliente e sulla carenza informativa in merito alle caratteristiche/rischi dei prodotti. Non è possibile escludere che la soccombenza nei menzionati procedimenti, ovvero l’instaurazione di ulteriori contenziosi legati all’attività di collocamento posta in essere da BancoPosta possano comportare costi per l’Emittente nonché eventuali danni reputazionali con conseguenti effetti negativi sull’immagine, sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni relative al contenzioso in cui risulta coinvolto l’Emittente alla Data del Prospetto, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 20, Paragrafo 20.8.1.4 del Prospetto. Si evidenzia inoltre che nel periodo aprile 2013 - maggio 2014, la Consob ha condotto un’ispezione di carattere generale, ai sensi dell’art. 10, comma 1 del TUF, avente ad oggetto la prestazione dei servizi di investimento nell’ambito delle attività di BancoPosta. A seguito dei relativi esiti, l’Autorità ha attivato due distinti procedimenti: (a) il c.d. “intervento di vigilanza” avente lo scopo di indirizzare, per il futuro, la rimozione o la correzione degli aspetti di debolezza ravvisati. I principali ambiti oggetto di rilievi da parte della Consob, per i quali è stato definito nel mese di settembre 2014 un Piano di Interventi correttivi con rilasci progressivi nel corso del 2015, hanno riguardato le seguenti tematiche: • politiche commerciali adottate alla luce della disciplina dei conflitti di interesse nella prestazione dei servizi di investimento e nella distribuzione di prodotti finanziari bancari e assicurativi; • modalità di erogazione del servizio di consulenza ed evoluzione al modello di “consulenza guidata”; • modello di valutazione dell’adeguatezza delle operazioni e di profilazione della clientela; • procedure previste per la selezione degli emittenti e per il pricing dei prodotti finanziari da destinare alla propria clientela. (b) un procedimento amministrativo di carattere sanzionatorio conclusosi il 26 agosto 2015 con la notifica alla Società, in qualità di soggetto responsabile in solido, del provvedimento con il quale sono state applicate, nei confronti di taluni esponenti aziendali, sanzioni amministrative pecuniarie per violazione dell’art. 21 del TUF, per un importo complessivo pari a Euro 60.000. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 20, Paragrafo 20.8.4.1 del Prospetto. B.2.6 Rischi connessi alla normativa antiriciclaggio In relazione ai servizi finanziari offerti ai propri clienti, BancoPosta è sottoposta alla normativa antiriciclaggio di cui al D.lgs. 231/07 e ai relativi poteri ispettivi e sanzionatori della Banca d’Italia ed è, inoltre, periodicamente soggetta a verifiche da parte delle autorità competenti. A tal fine, è istituito un sistema complesso di processi, applicativi informatici e controlli a carattere “trasversale”, le cui componenti fondamentali sono rappresentate da: (i) conoscenza della clientela (obblighi di adeguata verifica, monitoraggio del potenziale rischio, controlli antiterrorismo e obbligo di astensione); (ii) registrazione nell’Archivio Unico Informatico (AUI) dei dati della clientela e delle operazioni in base a soglie di importo predeterminate; e (iii) segnalazione delle operazioni sospette all’Unità di Informazione Finanziaria (U.I.F.). Qualora BancoPosta, nonostante i menzionati processi, non fosse in grado di adempiere agli obblighi imposti dalla summenzionata normativa, la stessa potrebbe incorrere in sanzioni di natura pecuniaria con conseguenti effetti negativi sulla reputazione, sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale di BancoPosta e del Gruppo. Complessivamente al 30 giugno 2015 i procedimenti attivati dal MEF (ancora aperti o conclusi nel periodo di riferimento) sono 33, di cui: (a) 28 per omessa segnalazione di operazioni sospette (26 aperti e 2 conclusi); (a) 5 per violazione delle norme in materia di limitazione all’uso del contante e dei titoli al portatore (tutti aperti) Infine si segnala che in data 14 settembre 2015 la Banca d’Italia ha avviato, ai sensi dell’art. 54, Decreto Legislativo 1.9.93 n.385, e con riferimento alle attività di BancoPosta un accertamento ispettivo mirato a valutare il rispetto della normativa in tema di “trasparenza” delle operazioni e correttezza delle relazioni con la clientela e di contrasto del riciclaggio. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 20, Paragrafo 20.8.4.3 del Prospetto. B.2.7

Rischi connessi all’evoluzione della tassazione degli strumenti finanziari La decisione di investire in strumenti finanziari da parte della clientela attuale o potenziale dell’Emittente è influenzata, tra l’altro, dal livello di

tassazione associato a tale attività di investimento sui mercati finanziari di riferimento. L’eventuale modifica della normativa o della regolamentazione fiscale di riferimento (o dell’interpretazione delle stesse), l’eventuale introduzione di nuove imposte o tasse connesse all’investimento in strumenti finanziari sui principali mercati in cui l’Emittente opera (tra cui in particolare quello italiano), ovvero un aumento del livello di tassazione esistente potrebbero incidere negativamente sulla propensione della clientela all’investimento sui mercati finanziari con conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7 del Prospetto. B.3 Rischi relativi al settore assicurativo B.3.1 Rischi di mercato Nell’ambito dei rischi di mercato si evidenziano le seguenti sotto-categorie di rischio: (i) il rischio di prezzo, (ii) il rischio di tasso di interesse, (iii) il rischio di disallineamento tra attivo-passivo (c.d. rischio ALM), (iv) il rischio di credito, (v) il rischio di cambio, (vi) il rischio di concentrazione, (vii) il rischio di liquidità e (viii) il rischio immobiliare. Il rischio di prezzo rappresenta il rischio di oscillazione del prezzo dei titoli azionari in portafoglio o dei contratti derivati aventi per attività sottostanti azioni, indici azionari o panieri di azioni, nonché dei fondi comuni d’investimento. Tale rischio si manifesta con una perdita di valore delle attività finanziarie impattate in cui sono investiti le attività a copertura delle riserve tecniche e i fondi propri. La tabella seguente presenta il valore di bilancio delle classi di attivo soggette al rischio di prezzo. Dati espressi in milioni di Euro

2012

Titoli di capitale

2013

2014 30.06.2015

5

5

8

9

Quote di OICR

1.770

2.267

3.532

7.560

Obbligazioni strutturate

3.102

2.481

1.816

1.346

118

210

206

299

4.995

4.963

5.562

9.214

Derivati Totale

Il rischio di tasso rappresenta il rischio che una variazione nel livello corrente della struttura dei tassi a termine determini una variazione nel valore delle attività finanziarie sensibili ai tassi. In particolare, uno scenario di rialzo dei tassi d’interesse ha effetti positivi sulla redditività degli investimenti obbligazionari, in quanto permette, compatibilmente al grado di rischio assunto, di ottenere rendimenti sempre più elevati determinando tuttavia un effetto negativo sul valore di mercato dei titoli a tasso fisso, influendo negativamente sulla situazione patrimoniale di Poste Vita. Inoltre, la crescita dei tassi potrebbe indurre i clienti a rivolgersi verso opportunità di investimento diverse. D’altro canto una riduzione dei tassi di interesse, nonostante comporti un aumento del valore di mercato degli investimenti obbligazionari a tasso fisso, ha un impatto negativo sulla redditività degli investimenti soprattutto in considerazione dei livelli di rendimento minimo garantito. Un aumento repentino del tasso di inflazione, riducendo il valore dei titoli a tasso fisso, potrebbe avere effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale di Poste Vita e del Gruppo e influire negativamente sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria di Poste Vita e del Gruppo. La tabella seguente presenta il valore di bilancio delle classi di attivo soggette al rischio di tasso: Dati espressi in milioni di Euro Titoli a reddito fisso

2012

2013

2014 30.06.2015

53.012

64.178

82.882

Obbligazioni strutturate

-

502

551

536

Altri investimenti

-

-

379

387

53.012

64.680

83.812

84.473

Totale

83.550

Il rischio di disallineamento tra attivo-passivo (c.d. rischio ALM) è causato da scostamenti tra i flussi di cassa positivi degli investimenti e i flussi di cassa negativi relativi agli impegni verso gli assicurati e altri creditori. Tali scostamenti potrebbero portare a disinvestire attività finanziarie prima delle scadenza a condizioni di mercato sfavorevoli o, al contrario, reinvestire flussi in eccesso a condizioni di mercato sfavorevoli. In particolare, nel settore assicurativo Ramo Vita l’aleatorietà delle scadenze delle passività dipende da eventi legati alla durata della vita umana ovvero dai comportamenti degli assicurati in termini di propensione al riscatto anticipato delle somme assicurate. La discrepanza tra attivo e passivo, misurata tramite proiezioni ALM basate su specifiche ipotesi finanziarie e tecniche, è il risultato di analisi effettuate a portafoglio chiuso. Il risultato dipende dalle ipotesi formulate e dal modello di proiezione utilizzato. Dati espressi in milioni di Euro

Tra 0 e 5 anni

Oltre 5 anni

Totale

Esercizio 2012

-442

-8.728

-9.170

Esercizio 2013

433

-8.004

-7.571

517

-2.082

-1.565

-1.385

830

-556

Esercizio 2014 Esercizio al 30.06.2015

Considerando i flussi della nuova produzione previsti, il gap totale evidenziato nella tabella sopra diventa positivo. Il rischio di credito riflette le possibili perdite legate all’insolvenza degli emittenti degli strumenti finanziari, dei riassicuratori, degli intermediari e di altre controparti. Tale tipologia di rischio è connessa al merito creditizio dell’ente terzo emittente, laddove l’emittente dell’obbligazione, per effetto di un deterioramento della propria solidità patrimoniale, non sia in grado di adempiere ai propri obblighi contrattuali. In tale ambito assumono rilevanza anche gli impatti legati alle variazioni degli spread creditizi degli emittenti privati e governativi. Oltre al rischio credito relativo al portafoglio di attività finanziarie a copertura delle riserve tecniche, può essere rilevante il rischio connesso alla potenziale insolvenza dei riassicuratori. La tabella seguente presenta la distribuzione per classe di rating del portafoglio obbligazionario a valori di bilancio: Dati espressi in milioni di Euro 2012 da Aaa da A1

2013 da Aaa

da A1

a Aa3 a Baa3 a Not rated

da Ba1 Totale

a Aa3

a Baa3

Totale

2.089 52.834

1.714

65.326

da Aaa

da A1

da Ba1

a Aa3

a Baa3

a Not rated

2.336 80.982

681

203 55.126

2014 da Ba1 Totale da Aaa da A1 da Ba1 Totale a Not rated

a Aa3 a Baa3

343 67.383 2.095 82.414

a Not rated 970 85.479

30.06.2015 Totale

83.999

Il rischio di concentrazione deriva dall’inadeguata diversificazione del portafoglio delle attività o da grandi esposizioni al rischio di inadempimento da parte di un unico emittente di titoli o di un gruppo di emittenti collegati. Il portafoglio attivi del Gruppo presenta una concentrazione significativa verso i titoli governativi italiani; a livello di emittenti non sovrani, la concentrazione maggiore si ha verso Cassa depositi e prestiti. La seguente tabella evidenzia le principali esposizioni per il portafoglio di Classe C di Poste Vita e Poste Assicura. Emittente

Valore di mercato corso secco al 30/06/2015 in milioni di Euro

Corporate

12.269

INTESA SANPAOLO SPA

542

MEDIOBANCA

402

UBI BANCA SPCA

283

Altro

11.043

Governativi

63.341

ITALIA

61.568

SPAGNA

922

IRELAND

351

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

32

Altro

499

Agenzie

1.930

CASSA DEPOSITI E PRESTITI SPA

1.881

Altro

49

Totale

77.540

La seguente tabella presenta le principali esposizioni relative al portafoglio di Classe D per Poste Vita. Emittente

Valore di mercato corso secco al 30/06/15 espressi in milioni di Euro

Repubblica Italiana

5.822

UBS AG

595

ABN AMRO Bank N.V.

471

HSBC Bank Plc

335

Codeis Securities SA

181

BNP Paribas SA

63

Totale

7.468

Il rischio di cambio rappresenta il rischio che una variazione nel livello corrente dei tassi di cambio determini una variazione nel valore delle posizioni sensibili. Nonostante, alla Data del Prospetto, tutti gli investimenti diretti in strumenti finanziari siano denominati in Euro, Poste Vita è indirettamente esposta al rischio di cambio tramite gli investimenti in valuta straniera effettuati dai gestori dei fondi presenti nel portafoglio di attivi. Il rischio di liquidità rappresenta il rischio di non adempiere alle obbligazioni assunte nei confronti degli assicurati e degli altri creditori, ovvero di essere in grado di farvi fronte solamente tramite il ricorso a condizioni di mercato e/o di credito penalizzanti o attraverso la liquidazione degli investimenti a un valore inferiore al valore di acquisto o al valore di bilancio con la conseguente registrazione di minusvalenze con effetti negativi sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria. Al 30 giugno 2015, il rischio di liquidità risulta contenuto considerando il livello di allineamento tra attivo e passivo e la liquidità dei titoli presenti in portafoglio. Il rischio immobiliare rappresenta l’eventualità che andamenti sfavorevoli del mercato immobiliare abbiano un effetto penalizzante sulle esposizioni immobiliari in portafoglio. Il valore di bilancio relativo all’esposizione di Poste Vita al comparto immobiliare al 30 giugno 2015 risulta pari a circa 51 milioni di Euro. Nonostante Poste Vita e Poste Assicura abbiano adottato specifici presidi al fine di monitorare i rischi sopra descritti, è possibile che le deputate funzioni non siano in grado di individuare e monitorare tutti i rischi connessi alle attività assicurative da esse condotte. Il mancato monitoraggio dei rischi connessi all’attività assicurativa e il conseguente mancato tempestivo intervento potrebbero tradursi in perdite o in un incremento di costi per Poste Vita e Poste Assicura, con conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale di Poste Vita e Poste Assicura e conseguentemente del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.3.3 del Prospetto. B.3.2 Rischi assicurativi del ramo vita I rischi connessi alle assicurazioni sulla vita derivano dalla sottoscrizione di contratti di assicurazione e dei relativi termini e condizioni (basi tecniche adottate, calcolo dei premi, termini e condizioni di rimborso anticipato, ecc.). In tale ambito, si rilevano i rischi di mortalità (e longevità), pandemia, riscatto e tariffazione. La tabella seguente riporta i valori della raccolta diretta assicurativa del Ramo Vita suddivisi per ramo ministeriale: Dati espressi in milioni Euro

Premi Lordi Contabilizzati 2012

2013

2014

30 giugno 2015

Ramo I

9.392

13.029

14.713

9.302

Ramo III

1.098

79

17

89

Ramo IV

-

1

1

4

Ramo V

27

63

698

54

10.517

13.172

15.429

9.449

Totale

I premi del Ramo Vita al netto delle cessioni in riassicurazione per gli esercizi 2012, 2013 e 2014 ammontano rispettivamente a 10.504 milioni di Euro, 13.162 milioni di Euro e 15.417 milioni di Euro. Il dato al 30 giugno 2015, risultava pari a 9.442 milioni di Euro. La tabella seguente evidenzia l’ammontare delle riserve tecniche suddivise per ramo ministeriale: Dati espressi in milioni Euro Ramo I Ramo III

2012

46.645 9.757

2013

58.240 9.289

2014

77.256 8.770

30 giugno 2015 82.483 8.273

Ramo IV

1

2

4

7

Ramo V

326

412

1.099

1.136

56.728

67.942

87.129

91.899

Riserve tecniche

Il rischio di mortalità/longevità è riconducibile alla aleatorietà della durata di vita degli assicurati. In sede di tariffazione si tiene conto di tale rischio mediante proiezioni statistiche e attuariali dell›aspettativa di vita della popolazione. Qualora le frequenze effettive di decesso si dovessero discostare da tali proiezioni, il valore delle passività assicurative potrebbe subire variazioni o incrementi inattesi con conseguenti effetti negativi sull›attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Il rischio di pandemie è connesso al verificarsi di un›epidemia globale che potrebbe causare un incremento nel tasso di mortalità al di sopra di quello previsto. Ciò potrebbe portare al pagamento di un numero di richieste di indennizzo più alto del previsto con conseguenti possibili effetti negativi sull›attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Il rischio di riscatto è causato dalle possibili scelte degli assicurati, in particolare da variazioni inattese dell’esercizio delle opzioni di estinzione anticipata. Frequenze effettive di abbandono diverse da quelle attese possono comportare la riduzione delle commissioni di gestione percepite con corrispondente riduzione dell’utile finanziario della compagnia e possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Il rischio di tariffazione è causato da scelte inappropriate delle basi tecniche, inadeguata valutazione delle opzioni implicite nel prodotto e inadeguata valutazione dei caricamenti per spese e potrebbe tradursi in un incremento dei costi derivante dalla fornitura di prestazioni maggiori rispetto a quanto effettivamente previsto e incluso nel calcolo delle tariffe, con possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.3.3 del Prospetto. B.3.3 Rischi assicurativi del ramo danni Poste Assicura (interamente controllata da Poste Vita) dal 2010 commercializza prodotti assicurativi contro i danni, studiati per la protezione: • della persona, garantendo una prestazione forfettaria o il rimborso di spese in caso di infortunio o ricovero per malattia oppure il rimborso delle rate di un debito contratto dall’assicurato in caso di perdita d’impiego, malattia o invalidità; • dei beni, garantendo l’indennizzo dai danni che possono minacciare l’integrità e il valore dei beni dell’assicurato, quali la casa o il condominio. La raccolta diretta assicurativa di Poste Assicura è sintetizzata nella tabella seguente: Dati espressi in milioni di Euro

2012

2013

2014

30.06.2015

Premi lordi contabilizzati

48

68

86

47

La tabella seguente evidenzia l’ammontare delle riserve tecniche: Dati espressi in milioni di Euro

2012

2013

2014

30.06.2015

Riserve premi

25

32

40

43

Riserve sinistri

15

25

45

56

Altre riserve Riserve tecniche

1

5

5

2

41

62

90

101

I rischi tecnici del Ramo Danni sono principalmente riconducibili a: (i) rischio di tariffazione, (ii) rischio di riservazione, (iii) rischio di non mantenimento dei premi e (iv) rischio catastrofale. Il rischio di tariffazione emerge nei processi di assunzione e selezione dei rischi ed è relativo all’andamento sfavorevole della sinistralità effettiva rispetto a quella stimata in sede di quantificazione degli importi dei premi per i prodotti offerti. Tale rischio comprende anche gli effetti dell’inadeguata valutazione della necessità o del livello di trasferimento del rischio. L’inadeguatezza dei dati e delle metodologie di tariffazione potrebbe avere l’effetto di creare una massa di premi che nel complesso presenta un margine di prudenza non adeguato ad assorbire le fluttuazioni della sinistralità, disattendendo le aspettative di risultato della compagnia, così da influire negativamente sui risultati operativi con effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Il rischio riservazione è legato alla quantificazione di riserve tecniche non sufficienti rispetto agli impegni assunti verso assicurati e danneggiati. Tali riserve sono costituite da un accantonamento di parte dei premi contabilizzati (riserva per frazione di premi) atto a far fronte al pagamento di sinistri relativi al business in essere e per gli anni futuri, e da un accantonamento costituito dalla stima degli importi da pagare relativi a sinistri accaduti ma non ancora liquidati (riserva sinistri). Rappresentando la stima di un debito nei confronti degli assicurati, eventuali insufficienze del livello delle riserve tecniche che dovessero manifestarsi negli esercizi futuri potrebbero tradursi in un maggior costo per sinistri e avere dunque effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Il rischio di non mantenimento dei premi è legato alla non continuità nel pagamento dei premi, annuali o frazionati. Il comportamento dei contraenti, legato a fenomeni di varia natura quali la situazione economica e finanziaria del Paese o variazioni normative con impatto sui premi (ad esempio in tema fiscale), può disattendere le aspettative di Poste Assicura in relazione all’incasso dei premi con possibili conseguenze negative sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale di Poste Assicura e del Gruppo. Il rischio catastrofale danni è legato al verificarsi di eventi estremi o eccezionali, quali ad esempio un unico evento che colpisca più rischi assicurati (ad esempio terremoto, alluvione, incendio, pandemia), che possono indurre perdite o variazioni sfavorevoli sul valore delle passività assicurative. Tale rischio, strettamente dipendente dalle garanzie coperte dai contratti, è mitigato attraverso il ricorso ad un’adeguata politica di riassicurazione che permette di ridurre la volatilità dell’importo dei sinistri che rimane a carico di Poste Assicura. Tuttavia il verificarsi di eventi estremi o eccezionali potrebbe comportare un incremento delle passività assicurative e, pertanto, effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.3.3 del Prospetto. B.3.4 Rischi connessi alla concorrenza nel settore assicurativo L’incremento della pressione competitiva nel settore assicurativo potrebbe comportare effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale di Poste Vita, Poste Assicura e, complessivamente, del Gruppo. Le società del Gruppo operanti nel settore assicurativo (Poste Vita e Poste Assicura) sono soggette ai rischi tipici derivanti dalla concorrenza propria nel settore assicurativo nel mercato italiano. A questo riguardo, si rileva come il sistema assicurativo italiano stia attraversando una fase di consolidamento attraverso la creazione di gruppi assicurativi consolidati con risorse anche superiori rispetto a quelle a disposizione del Gruppo e di joint venture fra società bancarie e assicurative volte a veicolare l’offerta congiunta di prodotti bancari e assicurativi sfruttando le rispettive reti distributive. Inoltre, il raggiungimento di un maggior grado di armonizzazione a livello comunitario ha permesso alle compagnie assicuratrici di operare liberamente all’interno dell’Unione Europea creando un’opportunità ma al contempo determinando anche un incremento dei livelli concorrenziali. I cambiamenti introdotti nella regolamentazione hanno incrementato, in generale, la pressione competitiva tra le compagnie di assicurazione nel mercato italiano, anche favorendo lo sviluppo di nuovi canali distributivi (incluso lo sviluppo di canali digitali e diretti integrati con gli agenti tradizionali oltre che l’affermarsi di broker comparatori di tariffe) e di forme di collaborazione tra intermediari assicurativi. Le pressioni competitive potrebbero portare a variazioni nelle attuali condizioni assicurative ovvero a riduzioni dei premi applicati all’interno del mercato che, a loro volta, avrebbero quale principale effetto l’assottigliamento degli attuali margini operativi, anche in conseguenza dell’eventuale perdita di clienti. Inoltre, si riscontra un orientamento del mercato assicurativo verso sistemi di vendita dei prodotti e di gestione degli stessi (richiesta di riscatto, di liquidazione sinistri, di versamento dei premi aggiuntivi etc.) basati su piattaforme e-commerce. Nell’eventualità in cui le compagnie assicurative del Gruppo non fossero in grado di rispondere alla crescente pressione competitiva mediante, tra l’altro, l’offerta di prodotti o servizi innovativi e sufficientemente remunerativi, capaci di soddisfare le esigenze della clientela, le compagnie assicurative del Gruppo potrebbero vedersi sottratte quote di mercato nei diversi settori di attività in cui operano. Inoltre, per effetto del maggiore livello di concorrenza, le compagnie assicurative del Gruppo potrebbero non riuscire a mantenere o ad aumentare i volumi di attività e i livelli di redditività registrati in passato o a non raggiungere i necessari livelli di efficienza operativa, con conseguenti effetti negativi sui risultati operativi, sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale di Poste Vita, Poste Assicura e, complessivamente, del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.2.3 del Prospetto. B.3.5 Rischi operativi delle compagnie assicurative del Gruppo Le compagnie assicurative del Gruppo sono esposte a diverse tipologie di rischio operativo, inteso come il rischio di perdite impreviste derivanti dall’inadeguatezza o dal non corretto funzionamento delle procedure aziendali, da errori o carenze delle risorse umane e dei sistemi di controllo interno, da frodi interne o esterne, da attività non autorizzate sul mercato dei capitali, da interruzione e/o malfunzionamento dei servizi e dei sistemi (compresi quelli di natura informatica), da errori, omissioni e ritardi nella prestazione dei servizi offerti, da carenze nella predisposizione e/o conservazione della documentazione relativa alle operazioni, dai reclami della clientela, da una distribuzione dei prodotti non in conformità alle normative a presidio della prestazione dei servizi assicurativi, da sanzioni derivanti da violazioni normative, da inadempienze contrattuali, disastri e catastrofi naturali, così come dal mancato rispetto delle procedure relative all’identificazione, monitoraggio e gestione dei rischi stessi. Tali rischi comprendono anche quelli derivanti dai rapporti di riassicurazione e in particolare il rischio di inadempimento o di insolvenza del riassicuratore e/o di contenzioso che potrebbe insorgere con i medesimi riassicuratori in relazione ai sinistri oggetto di riassicurazione. Inoltre le compagnie assicurative del Gruppo sono esposte ai rischi derivanti da false denunce o da inesatte rappresentazioni dei fatti e dei danni conseguenti ai sinistri da parte dei clienti o dei danneggiati che possono tradursi in un aumento del numero dei sinistri, particolarmente in situazioni di congiuntura economica sfavorevole, e del costo medio degli stessi. Il verificarsi di eventi riconducibili ai suddetti rischi operativi, anche a causa di fattori imprevedibili interamente o parzialmente fuori dal controllo dalle compagnie assicurative del Gruppo, potrebbe avere effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Con riferimento ai possibili rischi operativi, si segnala inoltre che le compagnie assicurative del Gruppo offrono ai propri clienti anche polizze di tipo collettivo che a fronte di condizioni assicurative generali standard prevedono la possibilità di adesione da parte di più assicurati aventi le medesime esigenze assicurative. In relazione a tali tipologie di polizze di tipo collettivo non si può escludere il rischio che l’insorgere di eventuali controversie aventi ad oggetto le condizioni standard, ovvero

più in generale la documentazione di offerta di prodotti di tipo collettivo, possano condurre a contenziosi di tipo seriale nei confronti delle compagnie assicurative del Gruppo con conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.5.3 del Prospetto. B.3.6 Rischi connessi al quadro normativo e regolamentare Il settore assicurativo in cui il Gruppo opera è regolamentato e vigilato. L’emanazione di nuove disposizioni legislative o regolamentari, anche in ambito fiscale, nonché eventuali modifiche, a livello comunitario, nazionale e/o locale, del quadro normativo (o dell’interpretazione dello stesso) e/o degli orientamenti giurisprudenziali, nonché l’eventuale insorgere di procedimenti conseguenti alla violazione di disposizioni di legge e regolamentari (che nei casi più gravi possono condurre anche alla revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività assicurativa), potrebbero comportare conseguenze rilevanti sull’organizzazione, la reputazione e la struttura del Gruppo nonché l’incremento dei costi di compliance da esso sostenuti e avere un impatto negativo sulle tipologie di prodotti, sui costi di liquidazione dei sinistri e sui canali distributivi con possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Inoltre, alla Data del Prospetto, alcune rilevanti disposizioni normative concernenti il settore assicurativo sono di recente approvazione, e le relative modalità applicative sono ancora in corso di definizione. Tra le modifiche all’attuale quadro normativo in corso, rientra il processo di recepimento della Direttiva 2009/138/CE c.d. Solvency II avente lo scopo di riformare l’intero sistema di vigilanza prudenziale delle imprese di assicurazione attraverso la modifica dei criteri quantitativi per il calcolo del margine di solvibilità, nonché la revisione del complesso di regole a presidio della stabilità delle imprese di assicurazione. Solvency II è tuttora in fase evolutiva e l’entrata in vigore di tale nuova disciplina è prevista, allo stato, a decorrere dal 1° gennaio 2016. Per maggiori informazioni relative al quadro normativo di riferimento del settore assicurativo e all’implementazione della Direttiva Solvency II, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.3 del Prospetto. A fronte dell’attuale stato di implementazione di Solvency II, anche se, sulla base delle stime della Società e facendo riferimento all’attuale quadro normativo, non emergono carenze di capitale per Poste Vita, e sebbene alla Data del Prospetto Poste Vita e Poste Assicura abbiano predisposto specifici strumenti per la valutazione e la misurazione dei rischi, non risulta possibile escludere che eventuali ulteriori mutamenti di politica legislativa in tema di stabilità patrimoniale delle imprese di assicurazione ovvero l’emanazione di regolamenti e/o chiarimenti da parte delle competenti autorità aventi ad oggetto i coefficienti di solvibilità e/o altri elementi collegati a detta nuova normativa possano comportare da parte del Gruppo l’adozione di nuove misure di rafforzamento patrimoniale con possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7.3 del Prospetto. B.3.7

Rischi connessi all’adeguatezza patrimoniale di Poste Vita e Poste Assicura L’eventuale necessità delle compagnie assicurative del Gruppo di rafforzare i propri coefficienti patrimoniali potrebbe comportare effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale delle stesse e del Gruppo. La solidità del sistema assicurativo rappresenta un fattore di particolare rilevanza per il sistema economico. In tale contesto, al fine di garantire la solvibilità e l’affidabilità delle singole compagnie assicurative si rende necessario imporre il mantenimento di adeguate risorse patrimoniali, i cui limiti di adeguatezza sono fissati da specifiche normative. Poste Vita e Poste Assicura, essendo autorizzate all’esercizio dell’attività assicurativa, sono soggette alla normativa italiana applicabile al settore assicurativo volta, tra l’altro, a preservare la stabilità e la solidità patrimoniale. In particolare, sono tenute a rispettare i requisiti di adeguatezza patrimoniale previsti dalla normativa c.d. Solvency I e, a partire dalla sua entrata in vigore, prevista il 1 gennaio 2016, dalla normativa c.d. Solvency II. Tale nuova regolamentazione comporta una revisione della disciplina della vigilanza prudenziale, introducendo a livello di principi generali, tra le altre cose: (i) un approccio orientato agli effettivi rischi a cui la compagnia è esposta e delle loro interrelazioni; (ii) la possibilità di determinare il proprio requisito di capitale attraverso un modello interno approvato in via preventiva dall’autorità di vigilanza nazionale; (iii) ulteriori requisiti quantitativi, qualitativi (governance, internal control e risk management) e di informativa nei confronti dell’autorità di vigilanza nazionale e del pubblico; (iv) una rivisitazione dei processi di vigilanza in un’ottica di maggiore armonizzazione e convergenza a livello europeo; (v) un rafforzamento dei presidi di vigilanza a livello di gruppo. La tabella seguente riporta la posizione di solvibilità rettificata a livello di gruppo assicurativo, evidenziando il margine richiesto, gli elementi patrimoniali disponibili per la copertura dello stesso e il coefficiente di solvibilità, calcolato come rapporto tra i due valori: Posizione di solvibilità in milioni di Euro

2012

2013

2014

Elementi costitutivi

2.463

3.102

3.855

Margine richiesto

2.112

2.545

3.061

1,17

1,22

1,26

Coefficiente di solvibilità

Nel quadro delle misure transitorie definite da EIOPA e recepite da IVASS per la preparazione al nuovo regime Solvency II, Poste Vita ha calcolato i coefficienti di solvibilità secondo le metriche di Solvency II, ha effettuato analisi di stress e valutazioni prospettiche dei rischi, ha predisposto l’informativa definita per il bilancio Solvency II ed inviato le risultanze ad IVASS come richiesto dalle lettere al mercato pubblicate dall’Autorità(9). Dai risultati delle analisi svolte, in particolare nell’ambito dell’esercizio FLAOR (Forward Looking Assessment of Own Risks), effettuato sulla base della normativa oggi applicabile e degli orientamenti ancora in corso di recepimento, analisi di carattere preparatorio, non emergono carenze di capitale per Poste Vita, Poste Assicura e a livello di Gruppo assicurativo nello scenario centrale. Le analisi effettuate in tutti gli scenari di stress mostrano una solida posizione di solvibilità per Poste Vita. Per quanto riguarda Poste Assicura, in uno degli scenari di stress analizzati, che assume un forte deterioramento dell’andamento tecnico del business della Compagnia, scenario che si stima possa verificarsi con una probabilità del 10%, emerge un fabbisogno di solvibilità prospettico negli anni 2016-2017 rispettivamente di Euro 17,5 milioni ed Euro 20,5 milioni, non cumulabili; si ritiene l’entità di tale fabbisogno del tutto gestibile nell’ambito del Gruppo assicurativo senza apportare modifiche alle strategie definite. Nonostante Poste Vita e Poste Assicura abbiano, al 31 dicembre 2014, coefficienti patrimoniali superiori ai limiti minimi previsti dalla normativa prudenziale vigente, non è possibile escludere che in futuro esse si possano trovare, a fronte anche di fattori esterni ed eventi non prevedibili, nella necessità di ricorrere a ulteriori interventi di rafforzamento patrimoniale ai fini del raggiungimento dei livelli di adeguatezza patrimoniale fissati dalla normativa prudenziale pro tempore applicabile, nonché – eventualmente – su indicazione delle autorità di vigilanza. L’eventuale improvvisa necessità delle compagnie assicurative del Gruppo di rafforzare i propri coefficienti patrimoniali potrebbe comportare effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale delle stesse e del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.3.3 del Prospetto. B.4

Fattori di rischio comuni ai tre settori principali in cui opera il Gruppo B.4.1 Rischi connessi all’impatto della crisi economicofinanziaria e della crisi dell’Eurozona sull’andamento dell’Emittente e del Gruppo I risultati dell’Emittente e delle società appartenenti al Gruppo in tutti i settori in cui le stesse operano sono significativamente influenzati dalla situazione economica generale, dalla dinamica dei mercati finanziari e, in particolare, dall’andamento dell’economia italiana (determinato, tra l’altro, da fattori quali le prospettive di crescita dell’economia, i redditi (9) “Applicazione degli Orientamenti EIOPA in materia di sistema di governance, di valutazione prospettica dei rischi (sulla base dei principi ORSA), di trasmissione di informazioni alle Autorità Nazionali competenti e di procedura preliminare dei modelli interni” (Prot. 51-14-000579 - 15/04/2014), “Reporting Solvency II – Fase preparatoria. Istruzioni sulla trasmissione di informazioni all’IVASS “ (Prot. 51-14-001771 04/12/2014), “Pubblicazione linee guida EIOPA in materia di sistema di valutazione prospettica dei rischi e conseguenti chiarimenti per la preparazione a Solvency II” (Prot. 51-15-000403 - 24/03/2015)

delle famiglie e la spesa dei consumatori, i livelli di disoccupazione, l’inflazione, la solidità percepita dagli investitori e l’affidabilità creditizia) considerando che il Gruppo opera quasi esclusivamente in Italia. A partire dal 2007, l’andamento economico del Paese è stato significativamente condizionato dalla crisi internazionale e dalla situazione di instabilità politica. Con riferimento all’Eurozona nel suo complesso e, in particolare, all’Italia, si segnala che le tensioni sul debito sovrano e il deterioramento dello stato della finanza pubblica dei Paesi dell’Unione Europea (soprattutto con riferimento ai paesi periferici), hanno penalizzato i sistemi economici più esposti, impattando negativamente sull’attività economica internazionale e ostacolandone la ripresa. A partire dalla crisi finanziaria dell’agosto 2007 i mercati finanziari si sono trovati ad operare in condizioni di difficoltà e instabilità che hanno significativamente condizionato l’attività di molte istituzioni finanziarie, anche di primario standing, alcune delle quali sono state dichiarate insolventi o sono state incorporate da altri istituti, in quanto non in grado di proseguire la propria attività autonomamente, o hanno richiesto l’intervento delle rispettive autorità governative ovvero delle Banche Centrali, del Fondo Monetario Internazionale o di altri organismi internazionali. Un’eventuale crisi del debito sovrano in generale (e italiano in particolare) potrebbe avere effetti significativi sia sulla recuperabilità e valutazione dei titoli di debito detenuti dal Gruppo, sia sulle disponibilità economiche della clientela attuale o potenziale del Gruppo titolare di tali strumenti, che potrebbero condurre l’Emittente a subire perdite, incrementi dei costi di finanziamento, riduzione del valore delle attività detenute, con possibili effetti negativi sulla redditività, sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Inoltre si segnala che qualora la situazione congiunturale dovesse ulteriormente deteriorarsi e l’economia italiana, in particolare, dovesse continuare a ristagnare, potrebbero riacuirsi le incertezze connesse alla crisi economica e finanziaria con conseguenze negative sulla fiducia degli investitori nei confronti dell’Italia che potrebbero rallentare l’attività ordinaria dell’Emittente e rendere più difficile e costoso per esso procurarsi la liquidità necessaria allo svolgimento delle proprie attività, con possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Al 30 giugno 2015, all’Emittente risultano assegnati i seguenti rating: • Standard & Poor’s: BBB-; • Moody’s: Baa2; • Fitch Ratings: BBB+. Al 30 giugno 2015, a Poste Vita risultano assegnati i seguenti rating: • Standard & Poor’s: (non assegnato); • Moody’s: (non assegnato); • Fitch Ratings: BBB+. Al 30 giugno 2015, a Banca del Mezzogiorno risultano assegnati i seguenti rating: • Standard & Poor’s: BB; • Moody’s: Ba1; • Fitch Ratings: (non assegnato). Qualsiasi significativo deterioramento o declassamento di tali rating, anche a seguito di un declassamento del rating attribuito al debito sovrano italiano o all’Italia, potrebbe incidere negativamente sull’accesso da parte del Gruppo a fonti alternative di finanziamento comportando quindi un aumento dei relativi costi con conseguenti effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.2 del Prospetto. B.4.2

Rischi operativi e altri rischi legati a truffe e ad altri eventi esterni Il Gruppo è esposto a diversi tipi di rischi operativi, quali il rischio di azioni criminali e attentati commessi ai danni delle sue strutture operative o delle relative attività, le truffe, ivi comprese le truffe online (c.d. phishing), nonché le operazioni non autorizzate, ivi compresi gli errori derivanti dal malfunzionamento dei sistemi informatici o di telecomunicazione. Si segnala, in particolare, che Poste Italiane considerata l’attività di movimentazione di fondi, sia lato riscossioni che pagamenti, risulta esposta ai rischi connessi al compimento di atti delittuosi (furti e/o rapine) che, qualora si verificassero potrebbero comportare effetti negativi sull’immagine, sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. La tabella seguente riporta il numero di eventi legati a truffe (ad esclusione delle truffe online/clonazione carte), furti e rapine verificatesi negli esercizi 2012, 2013, 2014 e per il primo semestre 2015, suddivisi fra eventi esterni o interni ed il danno corrispondente causato. Esercizio

Tipologia N. eventi

Danno (in Euro)

2012

Interna

393 9.886.657,00

2012

Esterna

129 2.970.904,00

2012

Furti e rapine

Totale

749 6.744.000,00 1271 19.601.561,00

2013

Interna

331 5.406.454,00

2013

Esterna

148 2.678.287,00

2013

Furti e rapine

739 5.942.000,00

Totale

1218 14.026.741,00

2014

Interna

443 10.775.400,00

2014

Esterna

134 5.222.297,00

2014

Furti e rapine

Totale

627 5.789.000,00 1204 21.786.697,00

primo semestre 2015

Interna

primo semestre 2015

Esterna

71 2.020.393,00

primo semestre 2015

Furti e rapine

326 2.998.000,00

Totale

232

359.674,00

629 5.378.067,00

La tabella seguente riporta il numero dei disconoscimenti legati a truffe online e alla clonazione di carte di pagamento, verificatesi negli esercizi 2012, 2013, 2014 e per il primo semestre 2015, con l’indicazione della fondatezza degli stessi riscontrata dalle strutture dell’Emittente. Esercizio

Numero complessivo ricevuti nel periodo

Di cui Numero online complessivo evasi nel periodo

Fondati (su totale evasi)

2012

23.596

19.607

20.348

4%

2013

35.858

28.612

16.447

57%

2014

47.086

35.428

60.462

79%

2015 al 30/06

18.885

15.866

28.829

71%

Estrazione al 17 settembre 2015

Nonostante i sistemi e i processi del Gruppo siano concepiti e strutturati in modo da garantire un adeguato monitoraggio dei rischi operativi, eventuali guasti o anomalie di tali sistemi e le connesse ripercussioni che tali eventi avrebbero sui servizi offerti alla clientela potrebbero condurre, tra l’altro, a pubblicità negativa e danno reputazionale, contenzioso e richieste di risarcimento con conseguenti effetti negativi sull’immagine, sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.3 del Prospetto. B.4.3

Rischi connessi alla normativa in materia di salute e sicurezza La violazione di leggi e regolamenti in materia di salute e sicurezza nell’ambito delle attività del Gruppo, la mancata osservanza delle disposizioni delle autorità competenti in materia di salute e sicurezza e/o il verificarsi di incidenti o infortuni dei dipendenti sul luogo di lavoro anche in numero superiore rispetto al passato, potrebbero condurre,

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

33

tra l’altro, a pubblicità negativa e danno reputazionale, contenzioso e richieste di risarcimento, ammende, onerose procedure di compliance, consistenti esborsi previdenziali e, in extremis, chiusura temporanea di parte delle attività del Gruppo. Tali violazioni, omissioni e incidenti sono pertanto passibili di comportare effetti negativi sull’immagine, sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. La natura dell’attività svolta espone il Gruppo a taluni rischi derivanti dall’esecuzione delle attività operative da parte dei suoi dipendenti. Costituiscono attività a rischio (i) l’attività di accettazione, trasporto e smistamento sia di tipo tradizionale, sia di tipo automatizzato di tutti i prodotti postali, (ii) l’attività di recapito dei prodotti postali, con particolare riferimento all’utilizzo dei motoveicoli o autoveicoli aziendali, (iii) l’attività di sportelleria e di direzione di uffici postali, in quanto potenzialmente esposta ai rischi connessi a eventi criminosi e (iv) attività relative alla manutenzione e gestione dei luoghi di lavoro. La tabella seguente riporta il numero di eventi infortunistici che hanno coinvolto dipendenti dell’Emittente suddivisi per categoria di attività, per gli esercizi 2012, 2013, 2014 e per il semestre chiuso al 30 giugno 2015. Si precisa che, nel periodo temporale individuato, sono stati avviati sette procedimenti contenziosi relativamente alle fattispecie individuate. Tipologia di attività

2012

2013

2014

30 giugno 2015

Recapito con automezzo e motomezzo

3.763

3.802

3.565

1.543

Recapito a piedi, in bicicletta e lavorazioni interne

2.099

1.936

1.827

874

Accettazione, trasporto, smistamento e lavorazione corrispondenza

1.059

1.018

1.006

393

Sportelleria

1.125

1.109

987

431

Altre attività TOTALE

369

410

448

312

8.415

8.275

7.833

3.553

Si precisa inoltre, che alla Data del Prospetto sono in corso di definizione 71 prescrizioni pervenute dalle ASL territoriali e dalle autorità competenti. Tali prescrizioni consistono in rilievi relativi, a titolo esemplificativo, alla segnaletica di sicurezza sui luoghi di lavoro, alle postazioni di lavoro e alle condizioni di manutenzione dei locali di lavoro, e sono estinguibili con l’adempimento della prescrizione e il pagamento di un’ammenda entro i termini previsti. Nell’ambito di tali prescrizioni rientrano anche eventuali rilievi relativi alla documentazione predisposta ai sensi di legge dall’Emittente in tema di sicurezza sul lavoro (ad es. Documento di valutazione dei rischi – “DVR”). A tale fattispecie è riconducibile il verbale - notificato in data 25 settembre 2015 all’Amministratore Delegato dalla ASL TO 3 - contenente una prescrizione relativa ad alcuni punti del Documento di Valutazione dei Rischi dell’Ufficio sito in via De Amicis n. 4 - Collegno (To). La contestazione (e la contravvenzione relativa) possono essere estinti con l’adempimento della prescrizione e il pagamento di un’ammenda entro i termini previsti (90 giorni dalla notifica oltre proroga che potrebbe essere concessa su richiesta motivata). Sempre in tema di rilievi sul Documento di Valutazione Rischi, per altra posizione relativa a fatti dal 2011 al 2014, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino ha notificato al legale domiciliatario dell’allora Amministratore Delegato l’avviso della facoltà di chiedere l’ammissione all’oblazione. Tale posizione è diversa da quella precedentemente descritta anche se riferita al medesimo ufficio postale e seguita dalla stessa Procura della Repubblica. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.7 del Prospetto. B.4.4 Rischi connessi al trattamento dei dati personali La violazione della sicurezza dei sistemi informatici o di altri sistemi adottati dal Gruppo, le azioni di ripristino e le modifiche dei processi e delle attività che il Gruppo potrebbe essere tenuto ad adottare per garantire o ripristinare la conformità del trattamento dei dati nonché l’impiego di ingenti risorse per tutelarsi da o sanare le menzionate violazioni o criticità potrebbero comportare una riduzione dei ricavi e della redditività e avere un impatto negativo sull’immagine con possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Il Gruppo raccoglie, conserva ed elabora i dati personali e le informazioni riservate relative alle attività commerciali dei propri clienti, contatti commerciali, dipendenti e altri soggetti terzi. Il Gruppo è quindi tenuto a rispettare gli obblighi di riservatezza nonché le leggi in materia di protezione dei dati personali e privacy così come gli standard del settore, sia in Italia sia negli altri Paesi in cui opera. Tali obblighi, leggi e standard impongono al Gruppo il rispetto di determinati requisiti in ordine alla raccolta, all’uso, all’archiviazione, alla divulgazione e alla distruzione di tali informazioni riservate e dei dati personali. Qualora i dati personali non venissero trattati dal Gruppo in modo accurato e nel rispetto di tali obblighi, leggi e standard, il Gruppo potrebbe essere soggetto al rischio di sanzioni amministrative, civili e penali, oneri risarcitori e altri costi, e la reputazione e il marchio del Gruppo potrebbero conseguentemente risentirne negativamente. La tabella seguente riporta il numero di eventi verificatisi negli esercizi 2012, 2013, 2014 e per il semestre chiuso al 30 giugno 2015, riconducibili alle tipologie summenzionate e il connesso numero dei reclami attinenti al rispetto del Codice della Privacy (archiviati, risolti a favore del cliente e sfociati in ricorsi innanzi al Garante per la Protezione dei Dati Personali). Esercizio

Numero N. N. di N. di N. di di eventi reclami reclami reclami reclami attinenti archiviate risolti a che hanno al favore generato rispetto del ricorsi del cliente innanzi al Codice Garante della per la Privacy Protezione dei Dati Personali

2012

9

20

16

4

4

2013

5

9

5

4

4

2014

8

15

11

4

6

Primo semestre 2015

7

8

7

1

8

La violazione della sicurezza dei sistemi informatici o di altri sistemi adottati dal Gruppo, le azioni di ripristino e le modifiche dei processi e delle attività che il Gruppo potrebbe essere tenuto ad adottare per garantire o ripristinare la conformità del trattamento dei dati nonché l’ impiego di ingenti risorse per tutelarsi da o sanare le menzionate violazioni o criticità potrebbero comportare una riduzione dei ricavi e della redditività e avere un impatto negativo sull’immagine con possibili effetti negativi sull’attività, sulle prospettive e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 6, Paragrafo 6.1.3 del Prospetto. FATTORI DI RISCHIO RELATIVI ALL’OFFERTA Rischi connessi ai moltiplicatori price/earnings relativi alla Società calcolati sulla base dell’Intervallo di Valorizzazione Indicativa rispetto alle società comparabili Si segnala che la Società presenta multipli P/E significativamente superiori a quelli dei comparable. Il risultato consolidato dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2014, pari a Euro 212 milioni, è stato infatti influenzato negativamente da alcuni fattori non strettamente connessi alla gestione ordinaria e in particolare principalmente relativi a i) svalutazione della partecipazione in Alitalia-Compagnia Aerea Italiana per Euro 75 milioni (cfr. Sezione Prima, Capitolo 9, Paragrafi 9.2.1 e 9.2.3) e ii) oneri sostenuti per le politiche di riorganizzazione del personale dell’Emittente per Euro 408 milioni, ascrivibili per Euro 256 milioni, all’accantonamento al fondo ristrutturazione e per Euro 152 milioni a oneri per l’incentivazione all’uscita anticipata (cfr. Sezione Prima, Capitolo 9, Paragrafo 9.2.3); inoltre, l’esercizio 2014 non beneficia della deducibilità del costo del personale dall’imponibile IRAP, introdotta a partire dall’esercizio 2015, che sul primo semestre 2015 ha determinato un minore onere fiscale pari a Euro 70 milioni (cfr. Sezione Prima, Capitolo 9, Paragrafi 9.2.1 e 9.2.2). Tale situazione ha influenzato la determinazione dei multipli P/E sull’esercizio 2014, che sono risultati pari a 37,0 volte e 46,2 volte, sulla base rispettivamente del valore minimo e massimo dell’intervallo di valorizzazione dell’Emittente.

C. C.1

Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Seconda, Capitolo 5, Paragrafo 5.3.1. C.2 Rischi connessi a potenziali conflitti di interesse Il presente fattore di rischio evidenzia i rischi connessi ai potenziali conflitti di interesse dei Coordinatori dell’Offerta Globale, delle società appartenenti ai relativi gruppi bancari e dell’Emittente in relazione all’Offerta. Banca IMI, società appartenente al gruppo bancario Intesa Sanpaolo, ricopre il ruolo di Responsabile del Collocamento per l’Offerta Pubblica e di Coordinatore dell’Offerta Globale di Vendita e si trova in una situazione di conflitto di interessi in quanto una o più società del gruppo bancario Intesa Sanpaolo sono uno dei principali finanziatori e hanno erogato finanziamenti significativi a favore dell’Emittente e del suo Gruppo di appartenenza. Al 30 settembre 2015, l’esposizione complessiva del Gruppo Intesa Sanpaolo nei confronti del Gruppo Poste Italiane in termini di linee creditizie utilizzate risultava pari a Euro 244,4 milioni. UniCredit Corporate & Investment Banking, società appartenente al gruppo bancario UniCredit, ricopre il ruolo di Responsabile del Collocamento per l’Offerta Pubblica e di Coordinatore dell’Offerta Globale di Vendita e si trova in una situazione di conflitto di interessi in quanto una o più società del gruppo bancario UniCredit sono uno dei principali finanziatori e hanno erogato finanziamenti significativi a favore dell’Emittente e del suo Gruppo di appartenenza. Al 30 settembre 2015, l’esposizione complessiva del Gruppo UniCredit nei confronti del Gruppo Poste Italiane in termini di linee creditizie utilizzate risultava pari a Euro 118,5 milioni. Banca IMI, Citi, Mediobanca, BofA Merrill Lynch, e UniCredit Corporate & Investment Banking, garantiranno, insieme ad altri intermediari, il collocamento delle Azioni oggetto dell’Offerta Globale di Vendita e percepiranno commissioni in relazione ai rispettivi ruoli assunti nell’ambito dell’Offerta Globale di Vendita. Inoltre, i Coordinatori dell’Offerta Globale, i Joint Bookrunners e le società appartenenti ai relativi gruppi bancari nel normale esercizio delle proprie attività hanno prestato o potrebbero prestare in futuro in via continuativa servizi di lending, advisory, investment banking e di finanza aziendale a favore dell’Emittente, del suo Gruppo e/o dell’Azionista Venditore. Si precisa inoltre che la Società versa in una situazione di potenziale conflitto di interessi in relazione all’Offerta Globale di Vendita in quanto le Azioni oggetto dell’Offerta Pubblica (emesse dalla Società e poste in vendita dall’Azionista Venditore) saranno collocate anche dall’Emittente, per il tramite di BancoPosta, attraverso la rete degli uffici postali abilitati nonché tramite la piattaforma online del Gruppo. Per maggiori informazioni anche in merito ai presidi adottati dall’Emittente in relazione al collocamento, si rinvia alla Sezione II, Capitolo 5, Paragrafo 5.4.3 del Prospetto. Per ulteriori informazioni, si rinvia alla Sezione Seconda, Capitolo 3, Paragrafo 3.3 del Prospetto. Da ultimo, si segnala che l’Amministratore Delegato versa in una situazione di potenziale conflitto di interesse per quanto attiene alla eventuale approvazione del “Bonus IPO” descritto nella Sezione Prima, Capitolo 17, Paragrafo 17.6. C.3

Rischi connessi alla possibile mancanza di liquidità e volatilità delle azioni dell’Emittente Alla Data del Prospetto non esiste un mercato delle Azioni della Società. A seguito dell’Offerta le Azioni della Società saranno negoziate sul MTA e i possessori delle Azioni potranno liquidare il proprio investimento mediante vendita sul mercato. Tuttavia, anche a seguito dell’ammissione alle negoziazioni sul mercato regolamentato, non è possibile garantire che si formi o si mantenga un mercato liquido per le Azioni della Società, rischio tipico dei mercati mobiliari. A seguito della conclusione dell’Offerta, il prezzo di mercato delle Azioni potrebbe fluttuare notevolmente in relazione ad una serie di fattori – alcuni dei quali al di fuori del controllo della Società – e dunque non riflettere i reali risultati economico/finanziari dell’Emittente e del Gruppo. C.4

Dati legati all’Offerta Pubblica di Vendita e altre informazioni che saranno comunicate successivamente alla Data del Prospetto Il Prezzo Massimo delle Azioni, vincolante ai soli fini dell’Offerta Pubblica, è pari a Euro 7.50 per Azione. Il Prezzo di Offerta, determinato secondo i criteri di cui alla Sezione Seconda, Capitolo 5, Paragrafo 5.3 e che comunque non potrà essere superiore al Prezzo Massimo, sarà reso noto unitamente al ricavato derivante dall’Offerta Pubblica di Vendita calcolato sul Prezzo di Offerta e sul Prezzo Istituzionale – al netto delle commissioni riconosciute al Consorzio per l’Offerta Pubblica e al Consorzio per il Collocamento Istituzionale – mediante pubblicazione di un avviso integrativo su “IlSole24Ore” e/o su “Milano Finanza” e sul sito Internet della Società www.poste.it entro due giorni lavorativi dal termine del Periodo di Offerta e contestualmente trasmesso alla CONSOB. Tale avviso conterrà, inoltre, il controvalore del Lotto Minimo, del Lotto Minimo per i Dipendenti del Lotto Minimo di Adesione Intermedio e del Lotto Minimo di Adesione Maggiorato nonché i dati legati alla capitalizzazione e ai moltiplicatori di prezzo dell’Emittente calcolati sulla base del Prezzo di Offerta. Per ulteriori informazioni si rinvia alla Sezione Seconda, Capitolo 5, Paragrafo 5.1 del Prospetto. C.5

Rischi connessi alla circostanza che l’Offerta non genererà proventi in favore dell’Emittente A differenza di quanto sarebbe avvenuto se, ai fini della diffusione e quotazione sul MTA delle proprie Azioni, l’Emittente avesse deliberato un aumento a pagamento del proprio capitale sociale con conseguente offerta pubblica di sottoscrizione, l’Offerta Globale di Vendita non genererà proventi a favore dell’Emittente, posto che la stessa ha ad oggetto unicamente Azioni poste in vendita dall’Azionista Venditore. Per ulteriori informazioni si rinvia alla Sezione Seconda, Capitolo 5, Paragrafo 5.1 del Prospetto. C.6

Rischi connessi agli impegni temporanei all’inalienabilità delle azioni della Società Nell’ambito degli accordi che saranno stipulati per l’Offerta, l’Azionista Venditore e la Società assumeranno l’impegno di lock-up nei confronti dei Coordinatori dell’Offerta Globale per un periodo di 180 giorni dalla Data di Avvio delle Negoziazioni. Alla scadenza degli impegni di lockup e, fermo restando i limiti fissati dal D.P.C.M. in relazione alla percentuale minima, pari al 60% del capitale sociale della Società che deve essere mantenuta dall’Azionista Venditore, eventuali significative vendite di Azioni dell’Emittente da parte dell’Azionista Venditore o della Società, o la percezione che tali vendite potrebbero verificarsi, potrebbero determinare un effetto negativo sulle quotazioni delle azioni della Società. Per ulteriori informazioni si rinvia alla Sezione Seconda, Capitolo 7, Paragrafo 7.3 del Prospetto. C.7 Rischi connessi all’attività di stabilizzazione Nell’ambito dell’Offerta Globale di Vendita è previsto che Mediobanca possa svolgere, anche per conto dei membri del Consorzio per l’Offerta Pubblica e del Consorzio per il Collocamento Istituzionale, attività di stabilizzazione del prezzo delle azioni dell’Emittente sul MTA nei 30 giorni successivi alla data di inizio delle negoziazioni delle medesime. Tale attività potrebbe determinare un prezzo di mercato superiore al prezzo che verrebbe altrimenti a prevalere e generare utili o perdite che saranno, rispettivamente, distribuiti all’Azionista Venditore e ripartite tra i membri dei consorzi di collocamento. Non vi sono garanzie che l’attività di stabilizzazione sia effettivamente svolta o che, quand’anche intrapresa, non possa essere interrotta in ogni momento. Per ulteriori informazioni si rinvia alla Sezione Seconda Capitolo 6, Paragrafo 6.5 del Prospetto. Denominazione legale e commerciale dell’Emittente L’Emittente è denominato Poste Italiane S.p.A. Caratteristiche dell’Offerta Globale di Vendita Caratteristiche e ammontare totale dell’Offerta Globale L’Offerta Globale di Vendita non è subordinata ad alcuna condizione, fatto salvo il provvedimento di inizio delle negoziazioni di Borsa Italiana. Il D.P.C.M. del 16 maggio 2014 recante la “Definizione dei criteri di privatizzazione e delle modalità di dismissione della partecipazione detenuta dal Ministero dell’economia e delle finanze nel Capitale Poste Italiane S.p.A.”, adottato su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro dello Sviluppo Economico e pubblicato sul sito internet del Dipartimento del Tesoro del MEF all’indirizzo http://www. dt.tesoro.it/it/privatizzazioni/procedimenti_corso.html in data 16 maggio 2014, ha regolamentato l’alienazione di una quota di detta partecipazione che determini il mantenimento di una partecipazione dello Stato non inferiore al 60% dell’intero capitale sociale dell’Emittente.

L’Offerta Globale di Vendita, finalizzata all’ammissione alle negoziazioni delle Azioni sul Mercato Telematico Azionario, ha per oggetto massime n. 453.000.000 Azioni, poste in vendita da parte dell’Azionista Venditore, e si compone del Collocamento Istituzionale e dell’Offerta Pubblica. L’Offerta Globale di Vendita consiste in: (i) un’Offerta Pubblica di un minimo di 135.900.000 Azioni, pari al 30% dell’Offerta Globale di Vendita, rivolta al pubblico indistinto in Italia e ai Dipendenti. Non possono aderire all’Offerta Pubblica gli Investitori Istituzionali, i quali potranno aderire esclusivamente al Collocamento Istituzionale di cui al successivo punto; (ii) un contestuale Collocamento Istituzionale di massime n. 317.100.000 Azioni, pari al 70% dell’Offerta Globale, riservato ad Investitori Istituzionali in Italia ed all’estero ai sensi del Regulation S dello United States Securities Act del 1933, come successivamente modificato, e negli Stati Uniti d’America, limitatamente ai “Qualified Institutional Buyers” ai sensi della Rule 144A dello United States Securities Act del 1933, come successivamente modificato, con esclusione degli Altri Paesi nei quali l’offerta di strumenti finanziari non sia consentita in assenza di autorizzazioni da parte delle competenti autorità, fatte salve eventuali esenzioni previste dalle leggi applicabili. L’Offerta Pubblica comprende: (i) una tranche rivolta al pubblico indistinto in Italia; una quota non superiore al 30% delle Azioni effettivamente assegnate al pubblico indistinto sarà destinata al soddisfacimento delle adesioni pervenute dal pubblico indistinto per quantitativi pari al Lotto Minimo di Adesione Intermedio o suoi multipli; una quota non superiore al 20% delle Azioni effettivamente assegnate al pubblico indistinto sarà destinata al soddisfacimento delle adesioni pervenute dal pubblico indistinto per quantitativi pari al Lotto Minimo di Adesione Maggiorato o suoi multipli; e (ii) una tranche riservata ai Dipendenti di massime n. 14.860.700 Azioni (Offerta ai Dipendenti). Nell’ambito degli accordi che saranno stipulati per l’Offerta Globale è prevista la concessione da parte dell’Azionista Venditore ai Coordinatori dell’Offerta Globale di un’opzione di chiedere in prestito ulteriori massime n. 45.300.000 Azioni, corrispondenti ad una quota pari al 10% del numero di Azioni oggetto dell’Offerta Globale ai fini di una sovrallocazione (over allotment) nell’ambito del Collocamento Istituzionale (l’“Opzione di Sovrallocazione”). In caso di over allotment, i Coordinatori dell’Offerta Globale potranno esercitare tale opzione, in tutto o in parte, e collocare le Azioni così prese a prestito nell’ambito del Collocamento Istituzionale. È inoltre prevista la concessione, da parte dell’Azionista Venditore ai Coordinatori dell’Offerta Globale, anche in nome e per conto dei membri del Consorzio per il Collocamento Istituzionale, di un’opzione per l’acquisto, al Prezzo Istituzionale di massime n. 45.300.000 Azioni, corrispondenti ad una quota pari al 10% del numero di Azioni oggetto dell’Offerta Globale (l’“Opzione Greenshoe” ). Le Azioni eventualmente prese in prestito sulla base dell’Opzione di Sovrallocazione saranno restituite all’Azionista Venditore entro 30 (trenta) giorni dalla Data di Avvio delle Negoziazioni utilizzando (i) le Azioni rivenienti dall’esercizio dell’Opzione Greenshoe e/o (ii) le Azioni della Società eventualmente acquistate nell’ambito delle attività di stabilizzazione Le opzioni sopra menzionate potranno essere esercitate, in tutto o in parte, fino ai 30 giorni successivi alla Data di Avvio delle Negoziazioni. L’Offerta Pubblica avrà inizio alle ore 9:00 del 12 ottobre 2015 e terminerà alle ore 13:30 del 22 ottobre 2015, salvo proroga o chiusura anticipata. L’Offerta ai Dipendenti avrà inizio alle ore 9:00 del 12 ottobre 2015 e terminerà alle ore 16:00 del 21 ottobre 2015, salvo proroga o chiusura anticipata. Il Collocamento Istituzionale avrà inizio il 12 ottobre 2015 e terminerà il giorno 22 ottobre 2015, salvo proroga o chiusura anticipata. Non saranno ricevibili, né valide, le schede che perverranno ai Collocatori dal pubblico indistinto in Italia prima delle ore 9:00 del 12 ottobre 2015 e dopo le ore 13:30 del 22 ottobre 2015 salvo proroga o chiusura anticipata e dai Dipendenti prima delle ore 9:00 del 12 ottobre 2015 e dopo le ore 16:00 del 21 ottobre 2015 salvo proroga o chiusura anticipata. Il calendario dell’operazione è indicativo e potrebbe subire modifiche, che saranno comunicate al pubblico con apposito avviso da pubblicarsi con le stesse modalità di diffusione del Prospetto; resta comunque inteso che l’inizio dell’Offerta Pubblica avverrà entro e non oltre un mese dalla data di rilascio del provvedimento di approvazione del Prospetto da parte di CONSOB. L’Azionista Venditore si riserva la facoltà, sentiti i Coordinatori dell’Offerta Globale di Vendita posticipare o prorogare il Periodo di Offerta dandone tempestiva comunicazione alla CONSOB e al pubblico mediante avviso da pubblicarsi su “IlSole24Ore” e/o su “Milano Finanza” e sul sito internet dell’Emittente www.posteitaliane.it. Nell’ipotesi di posticipo del Periodo di Offerta, la pubblicazione del suddetto avviso avverrà prima dell’inizio del Periodo di Offerta; nell’ipotesi di proroga, la pubblicazione avverrà entro l’ultimo giorno del Periodo di Offerta. L’Azionista Venditore si riserva inoltre la facoltà, sentiti i Coordinatori dell’Offerta Globale di Vendita, di disporre la chiusura anticipata dell’Offerta Globale di Vendita qualora, prima della chiusura del Periodo di Offerta, l’ammontare delle Azioni oggetto dell’Offerta sia interamente collocato, dandone in ogni caso tempestiva comunicazione a CONSOB e al pubblico mediante avviso da pubblicarsi su almeno un “IlSole24Ore” e/o su “Milano Finanza” e sul sito internet dell’Emittente www.posteitaliane.it entro l’ultimo giorno del Periodo di Offerta. La chiusura anticipata avrà efficacia a partire dal giorno successivo a quello di pubblicazione del suddetto avviso e riguarderà anche le adesioni effettuate fuori sede ovvero per via telematica. Informazioni circa la revoca o sospensione dell’Offerta Pubblica Qualora tra la Data del Prospetto ed il giorno antecedente l’inizio dell’Offerta Pubblica dovessero verificarsi circostanze straordinarie, così come previste nella prassi internazionale quali, tra l’altro, gravi mutamenti nella situazione politica, finanziaria, economica, valutaria, normativa, fiscale o di mercato a livello nazionale e/o internazionale e/o altri eventi negativi in grado di pregiudicare la situazione finanziaria, patrimoniale, reddituale o manageriale dell’Emittente e/o delle sue controllate o comunque accadimenti legati al Gruppo che siano tali, da pregiudicare il buon esito e/o rendere sconsigliabile l’effettuazione dell’Offerta Globale, ovvero qualora non si dovesse addivenire alla stipula del, o venisse meno il Contratto di Collocamento e Garanzia per l’Offerta Pubblica, l’Azionista Venditore, sentiti i Coordinatori dell’Offerta Globale di Vendita e la Società, potrà decidere di non dare inizio all’Offerta Pubblica e la stessa dovrà ritenersi annullata. Di tale decisione sarà data tempestiva comunicazione alla CONSOB ed al pubblico mediante avviso pubblicato su “IlSole24Ore” e/o su “Milano Finanza” e sul sito internet dell’Emittente www.posteitaliane.it non oltre il giorno previsto per l’inizio del Periodo di Offerta. L’Azionista Venditore si riserva altresì la facoltà di ritirare, in tutto o in parte, sentiti i Coordinatori dell’Offerta Globale di Vendita e la Società, l’Offerta Pubblica e/o il Collocamento Istituzionale, previa tempestiva comunicazione alla CONSOB e al pubblico con avviso pubblicato su “IlSole24Ore” e/o su “Milano Finanza” e sul sito internet dell’Emittente www.posteitaliane.it entro la Data di Pagamento qualora (i) al termine del Periodo di Offerta le adesioni pervenute risultassero inferiori al quantitativo offerto nell’ambito della stessa, ovvero (ii) venisse meno, in tutto o in parte, l’impegno di collocamento e/o garanzia previsto nel Contratto di Collocamento e Garanzia. L’Offerta Globale di Vendita sarà comunque ritirata entro la Data di Pagamento, (i) qualora Borsa Italiana non deliberi l’inizio delle negoziazioni e/o revochi il provvedimento di ammissione a quotazione ai sensi dell’art. 2.4.3, comma 7, del Regolamento di Borsa, previa tempestiva comunicazione a CONSOB e al pubblico con avviso pubblicato su “IlSole24Ore” e/o su “Milano Finanza” e sul sito internet dell’Emittente www.posteitaliane.it; ovvero (ii) il Collocamento Istituzionale venisse meno, in tutto o in parte, per mancata assunzione, in tutto o in parte, o per cessazione di efficacia dell’impegno di collocamento e\o garanzia relativo alle Azioni oggetto del Collocamento Istituzionale Pubblicazione dei risultati dell’Offerta Pubblica L’Emittente comunicherà entro i cinque giorni lavorativi successivi alla chiusura dell’Offerta Pubblica i risultati della stessa ed i risultati riepilogativi dell’Offerta Globale di Vendita mediante apposito avviso da pubblicarsi su “IlSole24Ore” e/o su “Milano Finanza” e sul sito internet dell’Emittente www.posteitaliane.it. Copia di tale avviso verrà contestualmente trasmessa a CONSOB, ai sensi dell’art. 13, comma 2 del Regolamento Emittenti e a Borsa Italiana. Prezzo di Offerta La determinazione del Prezzo di Offerta e del Prezzo Istituzionale delle Azioni avverrà secondo il meccanismo dell’open price. L’Azionista Venditore, sentiti i Coordinatori dell’Offerta Globale, determinerà, al termine del Periodo di Offerta, tenendo conto, tra l’altro, delle condizioni del mercato mobiliare domestico ed internazionale, della quantità e qualità delle manifestazioni di interesse ricevute dagli Investitori Istituzionali e della quantità della domanda ricevuta nell’ambito dell’Offerta Pubblica:

il prezzo applicabile al Collocamento Istituzionale (il “Prezzo Istituzionale”); e (ii) il prezzo definitivo di collocamento delle Azioni oggetto dell’Offerta Pubblica (il “Prezzo di Offerta”). Il Prezzo di Offerta sarà il minore tra il Prezzo Istituzionale e il Prezzo Massimo. Il Prezzo di Offerta e il Prezzo Istituzionale saranno resi noti mediante pubblicazione di apposito avviso su “IlSole24Ore” e/o su “Milano Finanza” e sul sito internet dell’Emittente www.posteitaliane.it entro due giorni lavorativi dal termine del Periodo di Offerta e trasmesso contestualmente a CONSOB. L’avviso con cui verranno resi noti il Prezzo di Offerta e il Prezzo Istituzionale conterrà, inoltre, il controvalore del Lotto Minimo, del Lotto Minimo di Adesione Intermedio, del Lotto Minimo di Adesione Maggiorato e del Lotto Minimo per i Dipendenti ed i dati legati alla capitalizzazione della Società calcolati sulla base del Prezzo di Offerta e l’indicazione dei moltiplicatori di prezzo dell’Emittente calcolati sulla base del Prezzo di Offerta nonché il ricavato complessivo derivante dall’Offerta, riferito al Prezzo di Offerta e al Prezzo Istituzionale al netto delle commissioni riconosciute al Consorzio per l’Offerta Pubblica e al Consorzio per il Collocamento Istituzionale. (i)

Intervallo di Valorizzazione Indicativa e Prezzo Massimo L’Azionista Venditore, anche sulla base di analisi svolte dai Coordinatori dell’Offerta Globale, al fine esclusivo di consentire la raccolta di manifestazioni d’interesse da parte degli Investitori Istituzionali nell’ambito del Collocamento Istituzionale, ha individuato, sentiti i Coordinatori dell’Offerta Globale di Vendita, un intervallo di valorizzazione indicativa del capitale economico della Società compreso tra un minimo non vincolante ai fini della determinazione del Prezzo di Offerta, di Euro 7.837 milioni ed un massimo vincolante ai soli fini dell’Offerta Pubblica di Euro 9.796 milioni, pari ad un minimo non vincolante di Euro 6,00 per Azione ed un massimo vincolante ai soli fini dell’Offerta Pubblica di Euro 7,50 per Azione, quest’ultimo pari al Prezzo Massimo (l’”Intervallo di Valorizzazione Indicativa”). Il Prezzo Massimo delle Azioni, vincolante ai soli fini dell’Offerta Pubblica, è pari ad Euro 7,50 per Azione e coincide con il valore massimo dell’Intervallo di Valorizzazione Indicativa. Il controvalore del Lotto Minimo, del Lotto Minimo di Adesione Intermedio e del Lotto Minimo di Adesione Maggiorato, calcolati sulla base del Prezzo Massimo, ammonta rispettivamente ad Euro 3.750,00, Euro 15.000,00 ed Euro 37.500,00. Il controvalore del Lotto Minimo per i Dipendenti calcolato sulla base del Prezzo Massimo, ammonta ad Euro 375,00. La capitalizzazione dell’Emittente sulla base del Prezzo Massimo ammonterebbe a circa Euro 9.796 milioni; la capitalizzazione dell’Emittente sulla base del valore minimo dell’intervallo di valorizzazione ammonterebbe a circa Euro 7.837 milioni. La seguente tabella rappresenta, a fini meramente indicativi, i moltiplicatori price/earnings e price/book value relativi alla Società calcolati sulla base dell’Intervallo di Valorizzazione Indicativa.   

 

 

Valore minimo dell’intervallo di Valorizzazione indicativa

37,0 volte

0,9 volte

Valore massimo dell’intervallo di Valorizzazione indicativa

46,2 volte

1,2 volte

                                                                 La stima del ricavato complessivo derivante dall’Offerta Globale di Vendita, riferito al Prezzo Massimo, e al netto delle commissioni massime riconosciute al Consorzio per l’Offerta Pubblica e al Consorzio per il Collocamento Istituzionale, è pari a Euro 3.382.211.250. Periodo di validità dell’Offerta Pubblica e dell’Offerta ai Dipendenti e modalità di sottoscrizione L’Offerta Pubblica avrà inizio alle ore 9:00 del 12 ottobre 2015 e terminerà alle ore 13:30 del 22 ottobre 2015, salvo proroga o chiusura anticipata. L’Offerta ai Dipendenti avrà inizio alle ore 9:00 del 12 ottobre 2015 e terminerà alle ore 16:00 del 21 ottobre 2015, salvo proroga o chiusura anticipata. Il Collocamento Istituzionale avrà inizio il 12 ottobre 2015 e terminerà il giorno 22 ottobre 2015, salvo proroga o chiusura anticipata. Non saranno ricevibili, né valide, le schede che perverranno ai Collocatori dal pubblico indistinto in Italia prima delle ore 9:00 del 12 ottobre 2015 e dopo le ore 13:30 del 22 ottobre 2015 salvo proroga o chiusura anticipata e dai Dipendenti prima delle ore 9:00 del 12 ottobre 2015 e dopo le ore 16:00 del 21 ottobre 2015 salvo proroga o chiusura anticipata. Si rende noto che il calendario dell’operazione è indicativo e potrebbe subire modifiche al verificarsi di eventi e circostanze indipendenti dalla volontà della Società e/o dell’Azionista Venditore, ivi incluse particolari condizioni di volatilità dei mercati finanziari, che potrebbero pregiudicare il buon esito dell’Offerta Globale di Vendita. Eventuali modifiche del Periodo di Offerta saranno comunicate al pubblico con apposito avviso da pubblicarsi con le stesse modalità di diffusione del Prospetto. Resta comunque inteso che l’inizio dell’Offerta Pubblica avverrà entro e non oltre un mese dalla data di rilascio del provvedimento di approvazione del Prospetto da parte di CONSOB. L’Azionista Venditore si riserva la facoltà, sentiti i Coordinatori dell’Offerta Globale di Vendita, di posticipare o prorogare il Periodo di Offerta dandone tempestiva comunicazione alla CONSOB e al pubblico mediante avviso da pubblicarsi su “IlSole24Ore” e/o su “Milano Finanza” e sul sito internet dell’Emittente www.posteitaliane.it. Nell’ipotesi di posticipo del Periodo di Offerta, la pubblicazione del suddetto avviso avverrà prima dell’inizio del Periodo di Offerta; nell’ipotesi di proroga, la pubblicazione avverrà entro l’ultimo giorno del Periodo di Offerta. L’Azionista Venditore si riserva inoltre la facoltà, sentiti i Coordinatori dell’Offerta Globale di Vendita, di disporre la chiusura anticipata dell’Offerta Globale di Vendita qualora, prima della chiusura del Periodo di Offerta, l’ammontare delle Azioni oggetto dell’Offerta sia interamente collocato, dandone in ogni caso tempestiva comunicazione a CONSOB e al pubblico mediante avviso da pubblicarsi su “IlSole24Ore” e/o su “Milano Finanza” e sul sito internet dell’Emittente www. posteitaliane.it entro l’ultimo giorno del Periodo di Offerta. La chiusura anticipata avrà efficacia a partire dal giorno successivo a quello di pubblicazione del suddetto avviso e riguarderà anche le adesioni effettuate fuori sede ovvero per via telematica. Copia cartacea del Prospetto sarà gratuitamente a disposizione di chiunque ne faccia richiesta a partire dalla data di inizio dell’Offerta Pubblica presso i Collocatori e presso la sede legale della Società in Roma, Viale Europa n. 190. La Società pubblicherà il Prospetto anche sul proprio sito internet (www.posteitaliane.it) successivamente al deposito presso CONSOB ed alla sua pubblicazione ai sensi di legge. Il Prospetto sarà disponibile anche sul sito internet di Borsa Italiana. Le modalità di adesione nell’ambito dell’Offerta Pubblica sono di seguito descritte. (a) Adesioni da parte del pubblico indistinto Le domande di adesione all’Offerta Pubblica da parte del pubblico indistinto dovranno essere presentate mediante sottoscrizione dell’apposito modulo di adesione (che sarà disponibile presso i Collocatori e sul sito internet dell’Emittente www.posteitaliane.it), debitamente compilato e sottoscritto dal richiedente o dal suo mandatario speciale e presentato presso un Collocatore (Modulo A). Sul medesimo sito internet della Società sarà attiva un’apposita finestra attraverso la quale l’aderente potrà stampare il Prospetto ed il modulo di adesione (Modulo A) che dovrà essere presentato presso un Collocatore. Qualora l’aderente non intrattenga alcun rapporto di clientela con il Collocatore presso il quale viene presentata la richiesta di adesione, potrà essergli richiesta l’apertura di un conto deposito titoli e di un conto corrente ovvero il versamento di un deposito temporaneo infruttifero per un importo almeno pari al controvalore delle Azioni richieste calcolato sulla base del Prezzo Massimo. Tale versamento verrà restituito all’aderente, senza aggravio di commissioni o spese, qualora la richiesta di adesione presentata dallo stesso non venisse soddisfatta. Per i titolari di Libretti di Risparmio che aderiranno all’Offerta Pubblica presso gli uffici postali abilitati, il pagamento delle Azioni acquistate potrà avvenire anche tramite l’utilizzo di fondi depositati in uno o più Libretti di Risparmio nominativi ordinari intestati all’aderente.

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

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Le società fiduciarie che prestano servizi di gestione di portafogli di investimento, anche mediante intestazione fiduciaria, di cui all’art. 60, comma 4, del D.Lgs. 23 luglio 1996, n. 415, che potranno aderire esclusivamente all’Offerta Pubblica, dovranno compilare, per ciascun cliente, il relativo modulo di adesione indicando nell’apposito spazio il solo codice fiscale del cliente, lasciando in bianco il nome e il cognome (denominazione o ragione sociale) dello stesso ed inserendo nello spazio riservato all’intestazione delle Azioni la denominazione ed il codice fiscale della società fiduciaria. Le domande di adesione del pubblico indistinto all’Offerta Pubblica potranno pervenire anche tramite soggetti autorizzati all’attività di gestione individuale di portafogli di investimento ai sensi del TUF e relative disposizioni di attuazione, purché gli stessi sottoscrivano l’apposito modulo in nome e per conto dell’aderente, e tramite soggetti autorizzati, ai sensi del medesimo TUF e relative disposizioni di attuazione, all’attività di ricezione e trasmissione ordini, alle condizioni indicate nel Regolamento Intermediari. Peraltro, i clienti dei Collocatori che operano on line potranno aderire all’Offerta Pubblica per via telematica, mediante l’utilizzo di strumenti elettronici via internet, in sostituzione del tradizionale metodo cartaceo. Tale adesione potrà avvenire mediante accesso, attraverso l’utilizzo di una password individuale, ad un’area riservata ai collocamenti, situata all’interno dell’area riservata ai clienti del singolo Collocatore on line, ove, sempre con modalità telematiche e previo utilizzo della password individuale, gli stessi potranno fornire tutti i dati personali e finanziari richiesti per l’adesione in forma cartacea senza alcuna differenziazione. Una volta confermato l’inserimento di tali dati, il riepilogo degli stessi verrà visualizzato sullo schermo del cliente, il quale sarà tenuto a confermare nuovamente la loro correttezza. Solo al momento di questa seconda conferma tali dati assumeranno valore di domanda di adesione. Si precisa, peraltro, che tale modalità di adesione non modifica, né altera in alcun modo il rapporto tra i Collocatori online e ciascun Responsabile del Collocamento, rispetto ai rapporti tra ciascun Responsabile del Collocamento e gli altri Collocatori. I Collocatori che utilizzano il sistema di collocamento per via telematica garantiranno a ciascun Responsabile del Collocamento l’adeguatezza delle loro procedure informatiche ai fini dell’adesione online dei loro clienti. Inoltre, gli stessi Collocatori si impegneranno ad effettuare le comunicazioni previste dalle disposizioni applicabili alle banche che operano per via telematica e renderanno disponibile, per la consultazione e la stampa, il Prospetto presso il proprio sito internet. (b) Adesioni da parte dei Dipendenti Con le medesime modalità sopra indicate saranno raccolte le domande di adesione dei Dipendenti. Le domande di adesione all’Offerta Pubblica da parte dei Dipendenti a valere sulla quota ad essi destinata dovranno essere presentate mediante sottoscrizione dell’apposito modulo di adesione (Modulo B) che sarà disponibile presso i Collocatori e sul sito internet della Società (www.posteitaliane.it), debitamente compilato e sottoscritto dal richiedente o dal suo mandatario speciale e presentato presso un Collocatore. Limitatamente ai Dipendenti che intendano aderire all’Offerta Pubblica presso il Collocatore Poste Italiane, a valere sulla quota ad essi destinata, anche attraverso l’anticipazione del TFR (si veda il Paragrafo 5.2.3.4 (B), Capitolo V, Sezione Seconda del Prospetto Informativo), le relative domande di adesione dovranno essere presentate mediante sottoscrizione di un diverso modulo di adesione (Modulo C) che sarà disponibile presso gli sportelli degli uffici postali e sul sito internet della Società (www.posteitaliane.it), debitamente compilato e sottoscritto dal richiedente o dal suo mandatario speciale e presentato presso gli sportelli degli uffici postali. Sul medesimo sito internet della Società sarà attiva un’apposita finestra attraverso la quale l’aderente potrà stampare il Prospetto ed il modulo di adesione (Modulo B ovvero Modulo C, a seconda dei casi) che dovrà essere presentato presso un Collocatore. I Dipendenti dovranno dichiarare mediante autocertificazione, la propria appartenenza alla categoria di dipendente, compilando l’apposito spazio inserito nel modulo di adesione (Modulo B ovvero Modulo C, a seconda dei casi). I Dipendenti potranno inoltre aderire all’Offerta Pubblica destinata al pubblico indistinto alle medesime condizioni e modalità previste per la stessa, in tal caso dovranno compilare il Modulo A. *** I Collocatori autorizzati che intendono collocare fuori sede le Azioni ai sensi dell’art. 30 del TUF provvederanno alla raccolta delle domande di adesione all’Offerta Pubblica sia direttamente presso i propri sportelli o uffici, sia avvalendosi di promotori finanziari di cui all’art. 31 del TUF. Ai sensi dell’art. 30, comma 8, del TUF, alle offerte pubbliche di vendita o di sottoscrizione di azioni con diritto di voto negoziate in mercati regolamentati nonché, secondo l’orientamento CONSOB, di azioni ammesse a quotazione, ancorché non ancora negoziate, non si applica il disposto del comma 6 del medesimo articolo, in virtù del quale l’efficacia dei contratti conclusi fuori sede per il tramite di promotori finanziari è sospesa per la durata di sette giorni decorrenti dalla data di sottoscrizione degli stessi da parte dell’investitore. Ai sensi dell’art. 32, comma 1, del TUF, per tecniche di comunicazione a distanza si intendono le tecniche di contatto con la clientela, diverse dalla pubblicità, che non comportano la presenza fisica e simultanea del cliente e del soggetto offerente o di un suo incaricato. Alla promozione e al collocamento a distanza si applicano le disposizioni di cui agli artt. 79 e ss. del Regolamento adottato da CONSOB con delibera n. 16190 del 29 ottobre 2007 (il “Regolamento Intermediari”). Fatto salvo quanto previsto dall’art. 95-bis, comma 2, del TUF, le domande di adesione sono irrevocabili e non possono essere soggette ad alcuna condizione. Ciascun Responsabile del Collocamento, sulla base dei dati che ciascun Collocatore avrà fornito, si riserva di verificare la regolarità delle adesioni all’Offerta Pubblica, avuto riguardo alle modalità e condizioni stabilite per la stessa, ferme restando le eventuali comunicazioni previste dalla legge e dai regolamenti applicabili. Trattamento preferenziale A. Incentivi per il pubblico indistinto Attribuzione gratuita Agli assegnatari delle Azioni nell’ambito dell’Offerta Pubblica che manterranno senza soluzione di continuità la piena proprietà di tali Azioni per dodici mesi dalla Data di Pagamento (ossia a partire dal 27 ottobre 2015), e sempre che le stesse siano rimaste depositate presso un Collocatore ovvero presso altre istituzioni aderenti alla Monte Titoli S.p.A., spetterà l’attribuzione gratuita di n. 1 azione ordinaria della Società ogni n. 20 Azioni assegnate nell’ambito dell’Offerta Pubblica. Il calcolo di azioni gratuite da assegnare sarà effettuato mediante arrotondamento per difetto all’unità intera. Le azioni gratuite saranno messe a disposizione dall’Azionista Venditore secondo quanto previsto nel paragrafo seguente. L’attribuzione delle azioni gratuite dovrà essere richiesta dall’avente diritto a pena di decadenza entro e non oltre il 30 novembre 2016 al Collocatore ovvero presso altra istituzione aderente alla Monte Titoli S.p.A. ed avrà luogo entro 30 giorni di calendario dalla data di scadenza del termine di decadenza di cui sopra sulla base dell’attestazione del Collocatore o di altra istituzione aderente alla Monte Titoli S.p.A. attestante l’ininterrotta titolarità delle Azioni per il periodo di dodici mesi dalla Data di Pagamento. B. Incentivi per i Dipendenti del Gruppo Poste Italiane residenti in Italia Attribuzione gratuita Ai Dipendenti assegnatari delle Azioni nell’ambito della quota dell’Offerta Pubblica loro riservata che manterranno senza soluzione di continuità la piena proprietà di tali Azioni per dodici mesi dalla Data di Pagamento (ossia a partire dal 27 ottobre 2015), e sempre che le stesse siano rimaste depositate presso un Collocatore ovvero presso altre istituzioni aderenti alla Monte Titoli S.p.A., spetterà l’attribuzione gratuita di n. 1 azione ordinaria della Società ogni n. 10 Azioni assegnate nell’ambito dell’Offerta Pubblica a valere e sino a concorrenza dei primi due Lotti per i Dipendenti assegnati, nonché di n. 1 azione ordinaria della Società ogni n. 20 Azioni assegnate a valere su tutti gli ulteriori Lotti per i Dipendenti assegnati successivamente ai primi due. Il calcolo di azioni gratuite da assegnare sarà effettuato mediante arrotondamento per difetto all’unità intera. Le azioni gratuite verranno messe a disposizione dall’Azionista Venditore secondo quanto previsto nel paragrafo seguente. L’attribuzione delle azioni gratuite dovrà essere richiesta dall’avente diritto a pena di decadenza entro e non oltre il 30 novembre 2016 al Collocatore ovvero presso altra istituzione aderente alla Monte Titoli S.p.A. ed avrà luogo entro 30 giorni di calendario dalla data di scadenza del termine di decadenza di cui sopra sulla base dell’attestazione del Collocatore o di altra istituzione aderente alla Monte Titoli S.p.A. attestante l’ininterrotta titolarità delle Azioni per il periodo di dodici mesi dalla Data di Pagamento.

Anticipazione TFR I Dipendenti potranno aderire alla tranche dell’Offerta Pubblica loro destinata e utilizzare per il pagamento del Prezzo le proprie disponibilità liquide. Ai fini del pagamento del Prezzo, la Società potrà rendersi disponibile ad anticipare al Dipendente una quota del TFR accantonato presso il Gruppo o il Fondo Tesoreria Inps alla data del 30 settembre 2015 per un ammontare massimo equivalente al controvalore di due Lotti Minimi per i Dipendenti pari a complessive n. 100 Azioni. L’anticipazione del TFR è da intendersi quale deroga all’art. 2120 c.c. esclusivamente finalizzata a garantire la possibilità di adesione all’Offerta da parte dei Dipendenti. Pertanto, l’importo delle somme corrisposte a titolo di anticipazione TFR non potrà in ogni caso essere superiore al controvalore delle Azioni assegnate al Dipendente, così come comunicate dai Collocatori o dalla Società. Potranno ricorrere all’utilizzazione dell’Anticipazione TFR, i Dipendenti che, alla data di chiusura del Periodo di Adesione, non abbiano rassegnato le dimissioni, né abbiano ricevuto comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro e/o non stiano lavorando nel periodo di preavviso. Si precisa che i Dipendenti che intendano aderire all’Offerta Pubblica attraverso l’anticipazione del TFR potranno presentare la relativa domanda di adesione esclusivamente presso gli sportelli degli uffici postali mediante sottoscrizione di un diverso modulo di adesione (Modulo C). Ammontare della sottoscrizione Le domande di adesione all’Offerta Pubblica da parte del pubblico indistinto dovranno essere presentate esclusivamente presso i Collocatori per quantitativi minimi di n. 500 Azioni (il “Lotto Minimo”) o suoi multipli, ovvero per quantitativi minimi di n. 2.000 Azioni (il “Lotto Minimo di Adesione Intermedio”) o suoi multipli, ovvero per quantitativi minimi di n. 5.000 Azioni (il “Lotto Minimo di Adesione Maggiorato”) o suoi multipli, fatti salvi i criteri di riparto di cui al Paragrafo 5.2.3.3, Capitolo V, Sezione Seconda del Prospetto Informativo “Metodi di assegnazione”. L’adesione per quantitativi pari al Lotto Minimo o suoi multipli non esclude l’adesione per quantitativi pari al Lotto Minimo di Adesione Intermedio o suoi multipli ovvero al Lotto Minimo di Adesione Maggiorato o suoi multipli così come l’adesione per quantitativi pari al Lotto Minimo di Adesione Maggiorato o suoi multipli non esclude l’adesione per quantitativi pari al Lotto Minimo o suoi multipli ovvero al Lotto Minimo di Adesione Intermedio o suoi multipli, così come l’adesione per quantitativi pari al Lotto Minimo di Adesione Intermedio o suoi multipli non esclude l’adesione per quantitativi pari al Lotto Minimo o suoi multipli ovvero al Lotto Minimo di Adesione Maggiorato o suoi multipli, anche mediante l’utilizzo del medesimo modulo di adesione. Ferma restando la possibilità per i Dipendenti di aderire all’offerta destinata al pubblico indistinto, le domande di adesione all’Offerta Pubblica da parte dei Dipendenti dovranno essere presentate esclusivamente presso i Collocatori per quantitativi minimi di 50 Azioni (“Lotto Minimo per i Dipendenti”) o relativi multipli, fatti salvi i criteri di riparto di cui al Paragrafo 5.2.3.3, Capitolo V, Sezione Seconda del Prospetto Informativo “Metodi di assegnazione”. Si precisa che i Dipendenti che intendano aderire all’Offerta Pubblica attraverso l’anticipazione del TFR (si veda il Paragrafo 5.2.3.4(B), Capitolo V, Sezione Seconda del Prospetto Informativo), potranno presentare la relativa domanda di adesione esclusivamente presso gli sportelli degli uffici postali mediante sottoscrizione di un diverso modulo di adesione (Modulo C). A ciascun Dipendente saranno garantiti due Lotti Minimi per i Dipendenti, corrispondenti complessivamente a n. 100 Azioni. Qualora le adesioni pervenute ai Collocatori da parte del pubblico indistinto risultino superiori alla quota ad essi destinata nell’ambito dell’Offerta Pubblica, l’Azionista Venditore, sentiti i Responsabili del Collocamento, si riserva la facoltà di ridurre il quantitativo di azioni costituenti il Lotto Minimo da n. 500 Azioni a n. 250 Azioni, il Lotto Minimo di Adesione Intermedio da n. 2.000 Azioni a n. 1.000 Azioni, il Lotto Minimo di Adesione Maggiorato da n. 5.000 Azioni a n. 2.500 Azioni, dandone comunicazione nell’avviso relativo al Prezzo di Offerta, ferma restando l’eventuale applicazione dei criteri di riparto descritti alla Sezione Seconda, Capitolo V, Paragrafo 5.2.3.3 “Metodi di assegnazione” del Prospetto Informativo. Claw back Una quota minima di n. 135.900.000 Azioni, pari al 30 % dell’Offerta Globale di Vendita, sarà riservata alle adesioni pervenute nell’ambito dell’Offerta Pubblica. Nell’ambito dell’Off erta Pubblica massime n. 14.860.700 Azioni saranno riservate ai Dipendenti. La rimanente parte delle Azioni oggetto dell’Offerta Globale di Vendita sarà ripartita ad insindacabile giudizio dell’Azionista Venditore, sentiti i Coordinatori dell’Off erta Globale di Vendita, tra il Consorzio per l’Off erta Pubblica e il Consorzio per il Collocamento Istituzionale, tenuto conto della quantità delle accettazioni pervenute al Consorzio per l’Offerta Pubblica e della quantità e qualità delle accettazioni pervenute al Consorzio per il Collocamento Istituzionale. Nel caso di adesioni complessive all’Offerta Pubblica inferiori al predetto quantitativo minimo di Azioni destinate alla stessa, le Azioni dell’Offerta Pubblica che residueranno potranno confluire nel Collocamento Istituzionale, a condizione che la domanda generata nel Collocamento Istituzionale sia in grado di assorbire tali Azioni. Nel caso di adesioni complessive al Collocamento Istituzionale inferiori al predetto quantitativo massimo, le Azioni residue potranno confluire nell’Off erta Pubblica, a condizione che la domanda generata nell’Off erta Pubblica sia in grado di assorbire tali Azioni. Nell’ambito della quota complessivamente destinata all’Offerta Pubblica, si procederà ad assegnare le Azioni, rispettivamente, al pubblico indistinto e ai Dipendenti secondo i criteri di seguito indicati, con l’avvertenza che, nel caso in cui le adesioni complessivamente pervenute dal pubblico indistinto fossero inferiori al numero di Azioni ad esso destinato, le Azioni residue potranno confluire nella quota destinata ai Dipendenti, e viceversa, anche oltre il limite massimo, a condizione che la domanda generata nelle rispettive offerte sia in grado di assorbire tali Azioni. Delle Azioni effettivamente assegnate al pubblico indistinto, una quota non superiore al 30% sarà destinata al soddisfacimento delle adesioni pervenute dal pubblico indistinto per quantitativi pari al Lotto Minimo di Adesione Intermedio e suoi multipli e una quota non superiore al 20% sarà destinato al soddisfacimento delle adesioni pervenute dal pubblico indistinto per quantitativi pari al Lotto Minimo di Adesione Maggiorato o suoi multipli. Nel caso di accettazioni pervenute per quantitativi pari al Lotto Minimo di Adesione Maggiorato o suoi multipli inferiori al quantitativo loro riservato, le Azioni residue potranno confluire per il soddisfacimento delle adesioni pervenute dal pubblico indistinto per quantitativi pari al Lotto Minimo di Adesione Intermedio o suoi multipli (anche oltre il relativo limite massimo) o al Lotto Minimo o suoi multipli. Nel caso di accettazioni pervenute per quantitativi pari al Lotto Minimo di Adesione Intermedio o suoi multipli inferiori al quantitativo loro riservato, le Azioni residue potranno confluire per il soddisfacimento delle adesioni pervenute dal pubblico indistinto per quantitativi pari al Lotto Minimo di Adesione Maggiorato o suoi multipli (anche oltre il relativo limite massimo) o al Lotto Minimo o suoi multipli. Nel caso di accettazioni pervenute per quantitativi pari al Lotto Minimo o suoi multipli inferiori al quantitativo loro riservato, le Azioni residue potranno confluire per il soddisfacimento delle adesioni pervenute dal pubblico indistinto per quantitativi pari al Lotto Minimo di Adesione Maggiorato o suoi multipli o al Lotto Minimo di Adesione Intermedio o suoi multipli, anche oltre il rispettivo limite massimo. Comunicazione del Prezzo di Offerta Il Prezzo Istituzionale e il Prezzo di Offerta saranno resi noti mediante pubblicazione di apposito avviso su “IlSole24Ore” e/o su “Milano Finanza” e sul sito internet dell’Emittente www.posteitaliane.it entro due giorni lavorativi dal termine del Periodo di Offerta e trasmesso contestualmente a CONSOB. L’avviso con cui verranno resi noti il Prezzo Istituzionale e il Prezzo di Offerta conterrà, inoltre, il controvalore del Lotto Minimo, del Lotto Minimo di Adesione Intermedio, del Lotto Minimo di Adesione Maggiorato e del Lotto Minimo per i Dipendenti ed i dati legati alla capitalizzazione della Società calcolati sulla base del Prezzo di Offerta e l’indicazione dei moltiplicatori di prezzo dell’Emittente calcolati sulla base del Prezzo di Offerta nonché il ricavato complessivo derivante dall’Offerta, riferito al Prezzo di Offerta e al Prezzo Istituzionale al netto delle commissioni riconosciute al Consorzio per l’Offerta Pubblica e al Consorzio per il Collocamento Istituzionale. Informazioni circa la revoca o sospensione dell’Offerta Pubblica Qualora tra la Data del Prospetto ed il giorno antecedente l’inizio dell’Offerta Pubblica dovessero verificarsi circostanze straordinarie, così come previste nella prassi internazionale quali, tra l’altro, gravi mutamenti nella situazione politica, finanziaria, economica, valutaria, normativa, fiscale o di mercato a livello nazionale e/o internazionale e/o altri eventi negativi in grado di pregiudicare la situazione finanziaria, patrimoniale, reddituale o manageriale dell’Emittente e/o delle sue controllate o comunque accadimenti legati al Gruppo che siano tali, da pregiudicare il buon esito e/o rendere sconsigliabile l’effettuazione dell’Offerta Globale, ovvero qualora non si dovesse addivenire alla

stipula del, o venisse meno il Contratto di Collocamento e Garanzia per l’Offerta Pubblica di cui al Paragrafo 5.4.3 Capitolo V, , Sezione Seconda del Prospetto Informativo, l’Azionista Venditore, sentiti i Coordinatori dell’Offerta Globale di Vendita e la Società, potrà decidere di non dare inizio all’Offerta Pubblica e la stessa dovrà ritenersi annullata. Di tale decisione sarà data tempestiva comunicazione alla CONSOB ed al pubblico mediante avviso pubblicato su “IlSole24Ore” e/o su “Milano Finanza” e sul sito internet dell’Emittente www.posteitaliane.it non oltre il giorno previsto per l’inizio del Periodo di Offerta. L’Azionista Venditore, sentiti i Coordinatori dell’Offerta Globale di Vendita e la Società, si riserva altresì la facoltà di ritirare, in tutto o in parte, l’Offerta Pubblica e/o il Collocamento Istituzionale, previa tempestiva comunicazione alla CONSOB e al pubblico con avviso pubblicato su “IlSole24Ore” e/o su “Milano Finanza” e sul sito internet dell’Emittente www.posteitaliane.it entro la Data di Pagamento (come definita al Paragrafo 5.1.8, Capitolo V, Sezione Seconda del Prospetto Informativo) qualora (i) al termine del Periodo di Offerta le adesioni pervenute risultassero inferiori al quantitativo offerto nell’ambito della stessa, ovvero (ii) venisse meno, in tutto o in parte, l’impegno di collocamento e/o garanzia previsto nel Contratto di Collocamento e Garanzia. L’Offerta Globale di Vendita sarà comunque ritirata entro la Data di Pagamento, qualora (i) Borsa Italiana non deliberi l’inizio delle negoziazioni e/o revochi il provvedimento di ammissione a quotazione ai sensi dell’art. 2.4.3, comma 7, del Regolamento di Borsa, previa tempestiva comunicazione a CONSOB e al pubblico con avviso pubblicato su “IlSole24Ore” e/o su “Milano Finanza” e sul sito internet dell’Emittente www.posteitaliane.it; ovvero (ii) il Collocamento Istituzionale venisse meno, in tutto o in parte, per mancata assunzione, in tutto o in parte, o per cessazione di efficacia dell’impegno di collocamento e\o garanzia relativo alle Azioni oggetto del Collocamento Istituzionale. Pagamento e consegna delle Azioni Il pagamento delle Azioni assegnate dovrà essere effettuato entro la Data di Pagamento, vale a dire il 27 ottobre 2015, presso il Collocatore che ha ricevuto l’adesione, senza aggravio di commissioni o spese a carico dell’aderente. In caso di posticipo, proroga o chiusura anticipata dell’Offerta Pubblica, le eventuali variazioni della Data di Pagamento saranno comunicate con il medesimo avviso con il quale sarà reso pubblico detto avvenimento. Contestualmente al pagamento del relativo prezzo, le Azioni assegnate nell’ambito dell’Offerta Pubblica verranno messe a disposizione degli aventi diritto, in forma dematerializzata, mediante contabilizzazione sui conti di deposito intrattenuti dai Collocatori presso Monte Titoli. Pubblicazione dei risultati dell’Offerta Pubblica L’Emittente comunicherà entro i cinque giorni lavorativi successivi alla chiusura dell’Offerta Pubblica i risultati della stessa ed i risultati riepilogativi dell’Offerta Globale di Vendita mediante apposito avviso da pubblicarsi su “IlSole24Ore” e/o su “Milano Finanza” e sul sito internet dell’Emittente www.posteitaliane.it. Copia di tale avviso verrà contestualmente trasmessa a CONSOB, ai sensi dell’art. 13, comma 2 del Regolamento Emittenti e a Borsa Italiana. Collocamento e garanzia Le Azioni oggetto dell’Offerta Pubblica saranno collocate in Italia tra il pubblico tramite il Consorzio per l’Offerta Pubblica. Le azioni Poste Italiane oggetto dell’Offerta Pubblica verranno collocate anche per il tramite degli uffici postali. In particolare, la proposizione di azioni di Poste Italiane ai clienti del Gruppo riguarderà solamente la clientela retail del Gruppo tramite i canali uffici postali abilitati e la piattaforma TOL (Trading On Line) del Gruppo. Non sono previste specifiche offerte di altri servizi finanziari, assicurativi, di finanziamento etc. in abbinamento alla proposizione delle Azioni dell’Emittente. L’adesione all’Offerta Pubblica è soggetta al rispetto da parte di Poste Italiane, come per ogni intermediario collocatore, delle regole a tutela del cliente previste nella prestazione dei servizi di investimento (cd. “MiFID”). Pertanto, l’attività di collocamento sarà inquadrata nell’ambito del servizio di consulenza agli investimenti prestato da Poste Italiane: chiunque intenda acquisire le azioni di Poste Italiane presso gli uffici postali, dovrà, preventivamente, essere titolare di conto corrente postale ovvero libretto di risparmio postale, aver sottoscritto il contratto per la prestazione dei servizi di investimento e altresì aver compilato il questionario di profilazione, funzionale all’esecuzione del test di adeguatezza che verifica in modo vincolante la coerenza dell’operazione con il profilo del cliente. Nell’ambito delle attività di pianificazione nel comparto dei servizi di investimento sono state condotte preliminarmente specifiche elaborazioni basate sulla analisi dei bisogni della clientela, degli esiti della profilazione (in termini di esperienza, propensione al rischio e orizzonte temporale di investimento) e composizione dei relativi portafogli. Tenuto conto del livello di complessità, rischio e liquidità caratterizzanti le azioni, tali analisi hanno evidenziato, a livello complessivo, la presenza di un adeguato bacino di clientela retail per la quale il potenziale inserimento nel portafoglio di azioni di Poste Italiane risulta coerente con il proprio profilo. Il Consorzio per l’Offerta Pubblica garantirà l’integrale collocamento del quantitativo minimo di Azioni offerte nell’ambito dell’Offerta Pubblica. Il contratto di collocamento e garanzia, che sarà stipulato tra l’Azionista Venditore, l’Emittente e il Consorzio per l’Offerta Pubblica (il “Contratto di Collocamento e Garanzia”), prevedrà l’ipotesi che il Consorzio per l’Offerta Pubblica non sia tenuto all’adempimento degli obblighi di garanzia ovvero che detti obblighi possano essere revocati al verificarsi, tra l’altro, di circostanze straordinarie, come previste nella prassi internazionale, quali: (i) gravi mutamenti negativi nella situazione politica, finanziaria, economica, valutaria, normativa, fiscale, bancaria o di mercato a livello nazionale e/o internazionale ovvero altri eventi riguardanti l’attività, la gestione, la situazione economico-finanziaria, patrimoniale e reddituale della Società e/o del Gruppo di natura tale da rendere, secondo il giudizio dell’Azionista Venditore congiuntamente con i Coordinatori dell’Offerta Globale, inattuabile o sconsigliabile procedere al completamento dell’Offerta Globale di Vendita; (ii) un inadempimento sotto ogni aspetto di rilievo da parte dell’Emittente o dell’Azionista Venditore alle obbligazioni di cui al Contratto di Collocamento e Garanzia; (iii) il mancato perfezionamento dell’accordo di garanzia per l’Offerta Istituzionale; (iv) il fatto che le dichiarazioni e garanzie prestate dall’Emittente e/o dall’Azionista Venditore nel Contratto di Collocamento e Garanzia per l’Offerta Pubblica risultino non veritiere, incomplete o non corrette sotto ogni aspetto di rilievo; (v) il mancato ottenimento del provvedimento di ammissione alle negoziazioni sul mercato MTA delle Azioni della Società da parte di Borsa Italiana e/o la revoca del provvedimento stesso. Le Azioni oggetto del Collocamento Istituzionale saranno collocate per il tramite del Consorzio per il Collocamento Istituzionale coordinato e diretto da Banca IMI, Citigroup Global Markets Limited, Mediobanca, BofA Merrill Lynch e UniCredit Corporate & Investment Banking. La quota dell’Offerta Globale di Vendita non garantita dal Consorzio per l’Offerta Pubblica, ovvero l’ammontare inferiore che dovesse risultare a seguito della riduzione di cui al Paragrafo 5.1.2, Capitolo V, Sezione Seconda del Prospetto Informativo, sarà garantita dal Consorzio per il Collocamento Istituzionale. L’Azionista Venditore e l’Emittente, al fine di regolare gli impegni di collocamento e garanzia, sottoscriveranno un apposito contratto con i partecipanti al Consorzio per il Collocamento Istituzionale (il “Contratto Istituzionale”). Il Contratto Istituzionale avrà per oggetto un numero di Azioni, anche inferiore alla quantità inizialmente riservata, pari alle Azioni effettivamente assegnate nell’ambito dell’Offerta Globale e non garantite dal Consorzio per l’Offerta Pubblica. Il Contratto Istituzionale prevedrà fra l’altro che il relativo impegno di garanzia potrà essere revocato entro la Data di Pagamento, e che il Contratto Istituzionale stesso possa essere risolto, al verificarsi di talune circostanze, secondo la prassi di mercato, concernenti, tra gli altri, gravi mutamenti nella situazione politica, finanziaria, economica, valutaria, fiscale, normativa, bancaria o di mercato a livello nazionale o internazionale ovvero altri eventi riguardanti l’attività, la gestione, la situazione economico-finanziaria, patrimoniale e reddituale dell’Emittente e del Gruppo, tali da rendere pregiudizievole e/o sconsigliabile, secondo il giudizio dell’Azionista Venditore congiuntamente con i Coordinatori dell’Offerta Globale, l’effettuazione dell’Offerta Globale e/o il buon esito della stessa, ovvero la limitazione, sospensione o revoca della quotazione delle Azioni sull’MTA. L’ammontare complessivo della commissione che l’Azionista Venditore corrisponderà al Consorzio per l’Offerta Pubblica ed al Consorzio per il Collocamento Istituzionale sarà non superiore allo 0,45% del ricavato lordo dell’Offerta Globale di Vendita a seguito dell’eventuale esercizio dell’Opzione Greenshoe.

Collocatori Ad integrazione del Paragrafo 5.4.1, Capitolo 5, Sezione Seconda del Prospetto Informativo, si rende noto l’elenco dei soggetti incaricati del collocamento: GARANTI E COLLOCATORI Banca IMI S.p.A. - Gruppo INTESA SANPAOLO Collocatore anche per il tramite di INTESA SANPAOLO S.p.A., BANCA CR FIRENZE S.p.A., BANCA DELL’ADRIATICO S.p.A., BANCA PROSSIMA S.p.A., BANCO DI NAPOLI S.p.A., CASSA DEI RISPARMI DI FORLÌ E DELLA ROMAGNA S.p.A., CASSA DI RISPARMIO DEL FRIULI VENEZIA GIULIA S.p.A., CASSA DI RISPARMIO DEL VENETO S.p.A., CASSA DI RISPARMIO DELLA PROVINCIA DI VITERBO S.p.A., CASSA DI RISPARMIO DI CIVITAVECCHIA S.p.A., CASSA DI RISPARMIO DI PISTOIA E DELLA LUCCHESIA S.p.A., CASSA DI RISPARMIO DI RIETI S.p.A., CASSA DI RISPARMIO IN BOLOGNA S.p.A., CASSE DI RISPARMIO DELL’UMBRIA S.p.A., FIDEURAM - INTESA SANPAOLO PRIVATE BANKING S.p.A. (collocatore anche tramite SANPAOLO INVEST SIM S.p.A.), INTESA SANPAOLO PRIVATE BANKING S.p.A. raccolta delle adesioni anche per via telematica da parte di Banca Fideuram S.p.A. per il tramite del sito www.fideuram.it UniCredit Bank AG, Succursale di Milano Collocatore anche per il tramite di UniCredit S.p.A. e FinecoBank S.p.A. raccolta delle adesioni anche per via telematica per il tramite di FinecoBank S.p.A. MEDIOBANCA - Banca di Credito Finanziario S.p.A. Collocatore anche per il tramite di CheBanca! S.p.A. e Banca Esperia S.p.A. BANCA AKROS S.p.A. - Gruppo Bipiemme Banca Popolare di Milano Collocatore anche per il tramite di Banca Popolare di Milano S.c.ar.l. e Banca Popolare di Mantova S.p.A. raccolta delle adesioni anche per via telematica per il tramite di Banca Popolare di Milano S.c.ar.l. e Banca Popolare di Mantova S.p.A. BANCA ALETTI & C. S.p.A. - Gruppo Banco Popolare Collocatore anche per il tramite di Banco Popolare Società Cooperativa. BNP PARIBAS Collocatore per il tramite di Banca Nazionale del Lavoro S.p.A.. raccolta delle adesioni anche per via telematica da parte di Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. per il tramite del sito www.bnl.it EQUITA S.I.M. S.p.A. MPS Capital Services S.p.A. Collocatore anche per il tramite di BANCA MONTE DEI PASCHI DI SIENA S.p.A.. raccolta delle adesioni anche per via telematica da parte di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (tramite servizio “PasKey”) Gruppo Bancario Banca Popolare dell’Emilia Romagna Collocatore per il tramite di BANCA POPOLARE DELL’EMILIA ROMAGNA società cooperativa, BANCO DI SARDEGNA S.p.A. e BANCA DI SASSARI S.p.A. ICCREA BANCA S.p.A. UBI BANCA S.C.P.A. Collocatore per sé e anche per il tramite di Banca Popolare di Bergamo S.p.A., Banco di Brescia S.p.A., Banca Popolare Commercio e Industria S.p.A., Banca Regionale Europea S.p.A., Banca Popolare di Ancona S.p.A., Banca Carime S.p.A., Banca di Valle Camonica S.p.A., IWBank Private Investments S.p.A. ISTITUTO CENTRALE DELLE BANCHE POPOLARI ITALIANE S.p.A. Collocatore anche per il tramite di Banca di Credito Popolare, Banca di Piacenza Soc.Coop. per Azioni, Cassa Centrale Banca - Credito Cooperativo del Nord Est e Cassa Lombarda S.p.A. BANCA POPOLARE DI SONDRIO - società cooperativa per azioni COLLOCATORI SENZA GARANZIA POSTE ITALIANE S.p.A. - Società con socio unico - Patrimonio BancoPosta BANCA CARIGE S.p.A. - Cassa di Risparmio di Genova e Imperia Collocatore anche tramite le controllate Cassa di Risparmio di Savona S.p.A., Banca del Monte di Lucca S.p.A., Banca Carige Italia S.p.A., Cassa di Risparmio di Carrara S.p.A. e Banca Cesare Ponti S.p.A. BANCA CARIM - Cassa di Risparmio di Rimini S.p.A. BANCA GENERALI S.p.A. raccolta delle adesioni anche per via telematica per il tramite del sito www.bancagenerali.it BANCA LEONARDO S.p.A. BANCA MEDIOLANUM S.p.A. raccolta delle adesioni anche per via telematica per il tramite del sito www.bancamediolanum.it BANCA POPOLARE DI BARI S.C.p.A Collocatore anche per il tramite di Cassa di Risparmio di Orvieto BANCA POPOLARE DI PUGLIA E BASILICATA S.C.p.A. BANCA SELLA HOLDING S.p.A. Collocatore anche per il tramite di Banca Sella S.p.A. e Banca Patrimoni Sella & C. S.p.A. raccolta delle adesioni anche per via telematica da parte di Banca Sella S.p.A. e Banca Patrimoni Sella & C. S.p.A. per il tramite dei siti www.sella. it e www.bancapatrimoni.it BANCO DI DESIO E DELLA BRIANZA S.p.A. Collocatore anche per il tramite di Banca Popolare di Spoleto S.p.A. CARIPARMA S.p.A. - Gruppo Cariparma Credit Agricole BANCA POPOLARE FRIULADRIA S.p.A. - Gruppo Cariparma Credit Agricole CASSA DI RISPARMIO DELLA SPEZIA S.p.A. - Gruppo Cariparma Credit Agricole CASSA DI RISPARMIO DI CENTO S.p.A. CASSA DI RISPARMIO DI CESENA S.p.A. - Gruppo Bancario Collocatore anche tramite il marchio Banca di Romagna CASSA DI RISPARMIO DI FERMO S.p.A. CASSA DI RISPARMIO DI FERRARA S.p.A. in A.S. CREDITO VALTELLINESE S.C. Collocatore anche per il tramite di Credito Siciliano S.p.A. e Cassa di Risparmio di Fano S.p.A. DEUTSCHE BANK S.p.A. Collocatore anche per il tramite dei Promotori Finanziari di Finanza e Futuro Banca S.p.A. INVEST BANCA S.p.A. UNIPOL BANCA S.p.A. VENETO BANCA S.C.p.A. Collocatore anche per il tramite di BANCA APULIA S.p.A., BANCA IPIBI FINANCIAL ADVISORY S.p.A., BANCA INTERMOBILIARE DI INVESTIMENTI E GESTIONI S.p.A.

Luoghi in cui è disponibile il Prospetto Copia cartacea del Prospetto Informativo sarà gratuitamente a disposizione di chiunque ne faccia richiesta a partire dalla data di inizio dell’Offerta Pubblica, presso i Collocatori e presso la sede legale dell’Emittente in Roma, Viale Europa n. 190. La Società ha pubblicato il Prospetto Informativo anche sul proprio sito internet www.posteitaliane.it a seguito del deposito presso CONSOB e alla sua pubblicazione ai sensi di legge. Il Prospetto Informativo è disponibile anche sul sito internet di Borsa Italiana. Roma, 10 ottobre 2015

Finanza & Mercati 35

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

CAMBI E TASSI

MATERIE PRIME

Non ferrosi. L’offerta globale si riduce del 4% e il mercato passa in deficit

Zinco, Glencore taglia di un terzo la produzione e a Londra il prezzo vola pCome l’Opec di un tempo,

Glencore gioca un’altra volta la carta dei tagli di produzione nel tentativodisostenereiprezzidelle materieprime.Alcentrodellastrategia,giàadottataconcarbone,platino e rame, il gruppo svizzero stavolta ha messo lo zinco e l’effetto è stato dirompente: il prezzo del metallo, utilizzato principalmente per galvanizzare l’acciaio, è balzato di oltre il 12% al London Metal Exchange, fino a 1.875 dollari per tonnellata,ilmassimodaduemesi. Un rally così non si vedeva da almeno un quarto di secolo. Glencore, che dopo la fusione con Xstrata è diventata il primo produttore mondiale di concentrati di zinco, ha avuto la mano pesante: chiudendo o rallentando miniere in Australia, Sud America e Kazakhstan, la società ridurrà di un terzo la sua capacità estrattiva, togliendo di mezzo 500mila tonnellate di metallo, ovvero circa il 4% dell’offerta globale. Ci sarà un impatto anche sul piombo, che viene spesso estratto insieme allo zinco, con un calo di produzione previsto di 100mila tonnellate. «Il principale motivo della riduzione - ha spiegato la società - è che vogliamopreservareilvaloredelle riserve nel sottosuolo in un periodo di prezzi bassi per zinco e piombo, che non valorizzano correttamente la scarsità di tali risorse». Parole che ricordano quelle che finoaqualcheannofavenivanopronunciatedaisauditi,oggiconvertiti alla strategia opposta di massimizzare i volumi di petrolio per

spingere fuori mercato le produzioni più costose, come lo shale oil. Glencore è davvero l’Arabia Saudita dello zinco: controlla oltre un decimo della capacità produttiva mondiale e addirittura il 40% di quella europea, circostanza che aveva preoccupato l’Antitrust di Bruxelles, anche se poi per autorizzare il matrimonio con Xstrata - si era accontentata della rinuncia a un contratto di distribuzione con Nyrstar (si veda Il Sole 24 Ore del 22 novembre 2012). L’annuncio di ieri è arrivato del tutto inaspettato, anche se quasi non passa giorno senza che Glencore vari nuovi interventi per proteggersi da un lato dal crollo delle materie prime e dall’altro dall’attacco degli speculatori. Ma non è solo l’effetto sorpresa ad aver messo il turbo alle quotazioni dello zinco, che un paio di settimane fa era-

Zinco Lme 3 mesi, $/tonn 9/9

1850 1800 1750 1700 1650 1600

9/10

Commodity, è la migliore settimana da tre anni pGli investitori vogliono cre-

no ai minimi da 5 anni (1.617,50 $). Analoghi tagli di produzione operati dal gruppo svizzero - compresa la promessa di chiudere due miniere di rame in Africa - non andavano infatti a incidere così profondamentesugliequilibridimercato. Gli analisti già prevedevano che a breve si sarebbe sviluppato un deficit di offerta di zinco, legato alla chiusura di due importanti miniere (Century in Australia e Lisheen in Irlanda). Glencore accelera l’avverarsi di questo scenario, anche se resta l’incognita dei consumi cinesi, particolarmente importanti in quanto Pechino rappresenta oltre il 40% della domanda globale. La frenata delle estrazioni sarà immediata: già in questo trimestre è previsto un calo di produzione di 100mila tonnellate. E la riduzione dell’offerta sarà mantenuta finché i prezzi non avranno recuperato stabilmente un livello remunerativo: oltre 2mila $, suggeriscono gli analisti. Il rally dello zinco ha contagiato non solo il piombo (balzato del 7% al record trimestrale di 1821,50 $), ma anche gli altri metalli non ferrosi, tutti in rialzo di oltre il 3% al Lme. Inoltre, si è fatto sentire sui listini azionari. A Londra Glencore haguadagnatoil7%,quasiraddoppiando di valore rispetto al minimostoricodel28settembre,ehanno beneficiato di forti rialzi anche gli altri produttori di zinco: Vedanta, Nyrstar e Boliden sono salite di oltre il 10 per cento.

dere che per le materie prime il peggio sia passato. La settimana che si è appena conclusa è stata la migliore da oltre tre anni per il comparto, con i principali indici in rialzo di oltre il 4%. Poteva andare ancora meglio se il petrolio non si fosse afflosciato per effetto di prese di profitto: il barile sembravalanciatoversounrialzo settimanale superiore al 12%, il maggiore dal 2009, quando ci fu una rapida risalita dai minimi toccati nel profondo della crisi. Invece è finita con un rialzo intorno al 9%, comunque notevole, considerato che l’eccesso di offerta è ancora ben lontano dall’essere smaltito. Il Wti ha chiuso al record trimestrale di 49,63 $ (+0,4%), il Brent a 52,65 $ (-0,8%), dopo che Backer Hughes ha indicato una nuova riduzione del numero di trivelle in azione negli Usa. Quelle per il gas, per inciso, sono ormai 189, il numero più basso da quando iniziò il conteggio, 28 anni fa. A rubare la scena alle altre commodities ieri sono stati i metalli non ferrosi, in fortissimo rialzo grazie ai tagli di Glencore (si veda il servizio a fianco). Ma anche i prodotti agricoli sono andati bene, in particolare lo zucchero grezzo, ai massimi da 7 mesi. Le minute della Federal Reserve, allontando la prospettiva di rialzo dei tassi di interesse, hanno dato una mano all’oro, che ieri ha raggiunto un picco da tre settimane sfiorando 1.160 $/oncia. Il dollaro debole, le materie prime in ripresa e un ritorno della propensione al rischio hanno fatto recuperare terreno anche alle valute legate alle commodities e alle borse dei Paesi emergenti.

@SissiBellomo

S.Bel.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Da 26 anni non si vedeva un rialzo così forte: +12% Sissi Bellomo

Mercati. Balzo del 4%



RILEVAZIONI BANCA D'ITALIA 09.10 Africa Algeria dinaro Angola new kwanza Botswana pula Burundi franc. C. Avorio fran. cfa Capo Verde esc. Comore franc. Egitto sterl. com. Eritrea nakfa Etiopia bir Gambia dalasi Ghana cedi Gibuti franco Guinea franco Kenya scellino Lesotho loti Liberia $ Libia dinaro Madagascar ariary Malawi kwacha Marocco dirham Mauritania ougulya Mauritius rupia Mozambico metical Namibia $ Nigeria naira Rep. Congo franco Rwanda franco Sant'Elena sterlina Sao Tome dobra Seychelles rupia Sierra Leone leone Somalia scellino Sudan sterlina Swaziland lilageni Tanzania scellino Togo franco Tunisia dinaro Uganda scellino Zambia kwacha Zimbabwe $

¤ % in.an. 120,0790 154,5258 11,7141 1783,9359 655,9570 110,2650 491,9678 8,8877 17,1956 23,8036 45,1185 4,2621 201,9266 8512,2182 117,0667 15,0674 96,0089 1,5609 2665,0208 629,2661 10,9626 377,4797 40,2930 46,3456 15,0674 226,1777 1049,2110 834,0171 0,7407 24500,0000 14,9174 4739,2048 728,8155 6,9221 15,0674 2467,8462 655,9570 2,2195 4186,3258 6,8454 —

Euro Stati Uniti Giappone Gr. Bretagna Danimarca Canada Svizzera Norvegia Svezia Australia N. Zelanda Rep. Ceca

12,64 23,74 1,45 -6,29 — — — 2,33 -5,78 -2,96 -17,47 9,70 -6,42 -3,00 6,38 7,35 -4,15 7,36 -8,36 10,27 -0,16 -0,80 4,57 20,57 7,35 1,11 -6,25 -1,13 -4,90 — -12,48 -7,35 -15,16 -4,53 7,35 17,29 — -1,77 24,43 — —

09.10.15 Scadenze

Titoli di Stato e Obblig. (Mot) Media settimanale A tasso fisso:

Jpy

136,6500 120,2693 100,0000 184,4876 183,1794 92,9718 125,1488 148,7023 147,4380 88,1499 80,5529 504,0761

Gbp

Dkr

0,7407 0,6519 0,5420 1,0000 0,9929 0,5039 0,6784 0,8060 0,7992 0,4778 0,4366 2,7323

Cad

7,4599 6,5657 5,4591 10,0714 10,0000 5,0755 6,8320 8,1179 8,0488 4,8122 4,3975 27,5182

2,4996 2,7246 0,8056 1323,6730 34037,1434 311,9410 78,2767 0,3433 9246,3956 1712,8215 9,0709 17,5202 2266,0941 111,6771 0,4369 118,6528 4,1358 251,2115 159,4554 7,4030 36,6519 3,9767 4,1710 2993,1344 25238,0697 244,1580

-6,42 19,24 -6,42 -6,42 3,31 40,86 9,42 -3,47 -5,90 -6,42 -6,49 -6,30 -1,16 -6,42 -6,50 -2,86 -6,46 14,77 0,07 14,88 -4,59 14,93 -6,47 1,77 -2,83 -6,42

2,2000 2,3980 0,7090 1165,0000 29957,0000 274,5476 68,8935 0,3021 8138,0000 1507,5000 7,9835 15,4200 1994,4500 98,2900 0,3845 104,4295 3,6400 221,0980 140,3409 6,5156 32,2583 3,5000 3,6710 2634,3376 22212,7000 214,8900

139,8655 -0,16 19699,4356 36,35 1,9558 — 0,7407 -4,90 61,9191 0,81 22,6933 19,70 120,4180 -0,58 24,5556 27,85

123,0994 17338,0000 1,7214 1,5340 54,4967 19,9730 105,9831 21,6121

2,4236 2,4896 3,2744 119,3317 2,9853 9,1334 124,7970

0,40 7,22 3,97 — 0,94 -1,45 1,05

Chf

1,4698 1,2936 1,0756 1,9843 1,9703 1,0000 1,3461 1,5994 1,5858 0,9481 0,8664 5,4218

Nok

1,0919 0,9610 0,7990 1,4741 1,4637 0,7429 1,0000 1,1882 1,1781 0,7044 0,6437 4,0278

9,1895 8,0879 6,7248 12,4065 12,3185 6,2522 8,4161 10,0000 9,9150 5,9279 5,4171 33,8983

Sek

Aud

9,2683 8,1573 6,7825 12,5129 12,4242 6,3058 8,4882 10,0858 10,0000 5,9788 5,4635 34,1890

Base

Volatil.

Call¤

Put¤

1 mese 2 mesi 3 mesi 6 mesi 12 mesi

1,1352 1,1362 1,1362 1,1362 1,1362

9,4000 9,4550 9,4550 9,5500 9,6250

0,0128 0,0176 0,0217 0,0307 0,0434

0,0128 0,0176 0,0217 0,0307 0,0433

136,5700 9,2100 136,5700 9,3300 136,5700 9,2500 136,5700 9,6900 136,5700 10,1600

1,4800 2,0500 2,4300 3,5000 4,9300

1,5300 2,1400 2,6800 4,0200 6,1700

1,2900 1,7500 2,1200 2,9500 4,0600

1,3300 1,8300 2,3400 3,4200 5,1600

Opzioni ¤/Usd

Opzioni ¤/Jpy 1 mese 2 mesi 3 mesi 6 mesi 12 mesi

Opzioni Usd/Jpy 1 mese 2 mesi 3 mesi 6 mesi 12 mesi

Scad.

Indicizzati: Media mobile A tasso fisso: Indicizzati:

9,0500 9,0600 9,1600 9,3300 9,5800

Depo Ois Den. Lett. Den. Lett.

Fra Scad. Den. Lett.

Euro 1M 2M 3M 6M 12 M

Czk

1M 2M 3M 6M 12 M

1,6964 27,1090 1,4930 23,8594 1,2414 19,8383 2,2903 36,5992 2,2740 36,3396 1,1542 18,4440 1,5536 24,8274 1,8460 29,5000 1,8303 29,2492 1,0943 17,4874 1,0000 15,9803 6,2577 100,0000

120,2800 120,2800 120,2800 120,2800 120,2800

DEPO, OIS E FRA

0,4688 0,4564 0,3470 105,0270 2,6274 0,1244 109,8371

Nzd

1,5502 1,3644 1,1344 2,0929 2,0780 1,0547 1,4197 1,6869 1,6726 1,0000 0,9138 5,7184

Scadenza

0,02 -0,10 -0,10 -0,10 -0,10 — -0,10 -0,10 -0,10 — -0,10 -0,10 — 0,04 -0,10 -0,10 0,07 0,37 -0,10 -0,10

3x6 6x9 9x12 6x12 12x18

-0,07 -0,07 -0,07 0,02 NaN

-0,04 -0,04 -0,04 0,04 NaN

Usd 0,29 0,35 0,47 0,61 0,87

0,39 0,45 0,57 0,71 0,96

0,13 0,14 0,16 0,22 0,31

0,16 0,15 0,18 0,24 0,33

3x6 6x9 9x12 6x12 12x18

0,41 0,53 0,66 0,70 0,97

0,45 0,55 0,68 0,74 1,01

-0,12 -0,09 -0,09 -0,09 -0,04

0,07 0,06 0,21 -0,02 0,06

0,06 0,07 0,06 0,06 0,05

0,08 0,08 0,07 0,07 0,06

3x6 6x9 9x12 6x12 12x18

0,07 0,07 0,06 0,10 0,09

0,08 0,08 0,08 0,11 0,10

Jpy 1M 2M 3M 6M 12 M

TASSI BCE Libor Usd

Jpy

Gbp

Cibor Dkr

Nibor Nok

Stibor Skr

Pribor Czk

Wibor Pln

— -0,34500 -0,21250 -0,12500 -0,06750 0,13000 0,39500

— 0,96000 0,98000 1,02000 1,11000 1,14000 —

— -0,34000 -0,36000 -0,35300 -0,29500 -0,20000 —

— — — — — — —

1,70000 1,65000 1,67000 — 1,73000 1,81000 1,84000

Chf

Operazioni

Durata residua (anni) 3-5 5-7 Oltre 7

09.10.15 02.10.15 09.10.15 02.10.15

2,914 2,722 1,551 2,154

3,801 3,136 1,075 5,551

2,922 3,126 1,774 1,715

2,893 2,705 2,555 2,436

09.10.15 02.10.15 09.10.15 02.10.15

2,821 2,790 1,657 1,700

4,045 3,898 1,904 1,982

2,222 2,186 1,616 1,636

2,767 2,741 2,446 2,462

Indice WGBI European EGBI EGBI 1-3 Yrs EGBI 3-7 Yrs EGBI 7-10 Yrs Eurobig

Rendimenti odierni: fisso 3,037; indicizz. 1,514

¤ giorn. 555,63 -0,27 224,49 0,11 170,74 -0,01 212,65 0,01 247,17 0,10 221,96 0,09

mese 0,22 0,99 0,03 0,38 1,20 0,58

¤ Data oper. mld 10.09.14 10.09.14 06.10.15 30.09.15 10.09.14 01.10.15 30.09.15 27.08.15

71 73 12 16 33

MUTUI PUBBLICI (Tasso massimo da applicare su mutui a carico degli Enti locali) Scadenza T. fisso(*) T. variabile

Var%

Chiusura

Durata tasso

Operazioni su iniziativa controparti Tasso di rifin. marginale 0,30 Tasso di deposito -0,20 Operazioni di mercato aperto Pronti/termine settimanale 7gg 0,05 7gg 0,05 Main Refinancing Fix Rate 0,05 Pronti/termine mensile 77gg 0,05 1092gg 0,05 91gg 0,05

CITI FIXED INCOME INDICES

Media Settim.

in.an. 5,31 1,34 0,48 1,04 1,20 0,73

Rend. 1,06 0,78 -0,05 0,35 0,99 0,81

Prezzo Preced.

Merce

Dur. 7,28 7,12 1,89 4,47 7,52 6,34

fino a 10 anni fino a 15 anni fino a 20 anni fino a 25 anni oltre 25 anni

IRS 7yrs+0,90% IRS 10yrs+1,50% IRS 12yrs+1,70% IRS 15yrs+1,80% IRS 20yrs+2,30%

Euribor 6m+0,90 Euribor 6m+1,50 Euribor 6m+1,65 Euribor 6m+1,80 Euribor 6m+2,35

(*) Per IRS si intende il tasso lettera verso Euribor a 6 mesi fissato a Francoforte alle h.11,00 del giorno precedente alla stipula del contratto.

COMMODITIES Merce

Mercato Mese Data

Energia e Combustibili Brent Dated(Usd/bbl) Brent Crude Oil(Usd/bbl) Carbon Emiss(Euc/t)

ICE Spot 09.10 IPE Nov 09.10 IPE Dec 09.10 IPE Gen 09.10 ICE Giu 09.10 ICE Set 09.10 NYMEX Nov 09.10 NYMEX Dec 09.10 NYMEX Gen 09.10 IPE Ott 09.10 IPE Nov 09.10 IPE Dec 09.10 NYMEX Nov 09.10 NYMEX Nov 09.10 NWE Spot 09.10 NYMEX Nov 09.10 NYMEX Dec 09.10 CME Spot 09.10 NYMEX Nov 09.10 NYMEX Dec 09.10

52,27 53,05 53,38 53,95 8,17 8,19 1,56 1,53 1,51 480,75 486,25 491,50 1,41 1,60 446,50 2,50 2,71 49,41 49,43 50,00

09.10 220,00 220,00 09.10 220,00 220,00 09.10 235,00 235,00 09.10 275,00 275,00 09.10 220,00 220,00 09.10 235,00 235,00 09.10 275,00 275,00 09.10 1690,00 1680,00 09.10 1690,00 1680,00 09.10 1705,00 1690,00 09.10 1695,00 1680,00 09.10 1705,00 1690,00 09.10 1607,00 1552,00 09.10 1607,00 1552,00 09.10 1623,50 1568,00 09.10 1605,50 1542,00 09.10 1622,00 1559,00 09.10 10710,00 10070,00 09.10 10710,00 10070,00 09.10 10730,00 10135,00 09.10 10565,00 10140,00 09.10 10600,00 10175,00 09.10 1771,50 1667,50 09.10 1771,50 1667,50 09.10 1765,00 1675,00 09.10 1752,00 1656,50 09.10 1757,00 1665,00 09.10 5319,00 5160,00 09.10 5319,00 5160,00 09.10 5305,00 5149,00 09.10 5326,50 5142,00 09.10 5310,00 5130,00 09.10 16325,00 16000,00 09.10 16325,00 16000,00 09.10 16115,00 15860,00 09.10 15985,00 15725,00 09.10 16285,00 16100,00 09.10 16150,00 15950,00 09.10 16000,00 15800,00 09.10 1824,50 1662,50 09.10 1824,50 1662,50 09.10 1839,00 1686,00 09.10 1823,00 1653,50 09.10 1842,00 1674,00

ASSOM NWE NWE ASSOM NWE NWE NWE NWE NWE NWE NWE NWE PAR NWE NWE NWE NWE

Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot

09.10 6657,09 6459,25 07.10 6600,00 6600,00 06.07 6,50 6,50 09.10 6798,48 6686,59 07.10 0,45 0,45 07.10 0,47 0,47 04.08 13,85 13,85 24.04 2,15 2,15 06.07 230,00 230,00 06.07 1850,00 1850,00 06.07 1225,00 1225,00 07.10 300,00 300,00 09.10 14885,00 14431,00 25.03 2145,00 2145,00 24.04 950,00 950,00 24.04 19,80 19,80 24.04 8,15 8,15

Alluminio HG(Usd/t) Alluminio HG 1ª(Usd/t) Alluminio HG 2ª(Usd/t) Nickel(Usd/t) Nickel 1ª(Usd/t) Nickel 2ª(Usd/t) Piombo(Usd/t) Piombo 1ª(Usd/t) Piombo 2ª(Usd/t) Rame grado A(Usd/t) Rame grado A 1ª(Usd/t) Rame grado A 2ª(Usd/t) Stagno HG(Usd/t) Stagno HG 1ª(Usd/t) Stagno HG 2ª(Usd/t) Zinco SHG(Usd/t) Zinco SHG 1ª(Usd/t) Zinco SHG 2ª(Usd/t) Alpacca Cu64Ni18(Eur/t) Antimonio 99,65%(Usd/t) Bismuto 99,99%(Usd/lb) Bronzo Lega B6(Eur/t) Cadmio 99,95%(Usd/lb) Cadmio 99,99%(Usd/lb) Cobalto catodi(Usd/lb) Cromo Fe LoCarb(Usd/lb) Gallio ling 99,9%(Usd/kg) Germanio met(Usd/kg) Germanio bioss.(Usd/kg) Indio ling 99,97%(Usd/kg) Iridio(Eur/kg) Manganese 99,7%(Usd/t) Manganese Ferro(Usd/t) Molibdeno Ferro(Usd/kg) Molibdeno Ossido(Usd/lb)

52,22 52,65 52,91 53,53 8,39 8,41 1,54 1,52 1,50 481,75 486,50 491,25 1,42 1,59 442,80 2,50 2,72 49,62 49,63 50,14

Settl Spot 3m 15m Spot 3m 15m Settl Spot 3m Spot 3m Settl Spot 3m Spot 3m Settl Spot 3m Spot 3m Settl Spot 3m Spot 3m Settl Spot 3m Spot 3m Settl Spot 3m 15m Spot 3m 15m Settl Spot 3m Spot 3m

Alluminio Alloy 2ª(Usd/t)

Altri metalli

Prezzo Preced.

LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME LME

Alluminio Alloy(Usd/t) Alluminio Alloy 1ª(Usd/t)

www.ternienergia.com

64,4100 3,7502 473,5773 1,0500 0,3760 77,7830 1287,6111 1,3954 64,8000 4067,3609

Settim.

Acciaio Bill Md 2ª(Usd/t)

More information regarding the Agenda and: (i) Entitlement to attend and exercise the right to vote; (ii) right to vote by proxy; (iii) right to require the integration of the agenda and to submit further proposals for deliberation on matters already on the agenda; (iv) right to ask questions about the items on the agenda; and (v) documentation availability; are available in the full notice of the Noteholder’s Meeting published on the Company’s website www.ternienergia.com, section “Investor Relations”, to which reference is made. The Chief Executive Officer Stefano Neri

73,1826 3,36 4,2609 -6,50 538,0785 -6,60 1,1930 25,26 0,4272 -6,42 88,3771 -6,58 1462,9838 16,94 1,5855 -1,26 73,6258 -4,03 4621,3354 -6,59

RENDIMENTI MEDIOBANCA

Acciaio Bill Md(Usd/t) Acciaio Bill Md 1ª(Usd/t)

1. Approval required by the Company, pursuant to article 8(ii) of the Terms and Conditions of the Notes “Euro 25,000,000,00 notes due 2019” (hereinafter the “Notes”), to carry out a disinvestment transaction related to the transfer, up to the entire shareholding held by the Company in Free Energia S.p.A. and consisting of no. 3.315.925 shares of Free Energia S.p.A., in favor of the original shareholders of the same Free Energia S.p.A., in turn of no. 5.845.292 shares of the Company as consideration that TerniEnergia had received from such original shareholders of Free Energia S.p.A. as contribution of Free Energia S.p.A. itself pursuant to a reserved capital increase of the Company resolved on October 22, 2014, as extraordinary transaction whose value exceeds the 15% limit of the outstanding corporate capital of the Company.

1,7900 9,3957 1,7900 1,0000 2,0000 1,9955 1,0000 6,9100 0,8300 674,4615 2866,7397 534,0899 1,0000 45,1965 8,7500 1,5340 119,0138 7,6833 207,2100 52,5470 21,9017 27,6201 1,0000 5628,9000 3,2170 2,7000 3,3000 6,3465 29,1280 6,2921

O/N -0,18000 -0,18250 0,13200 0,01714 0,48250 -0,77400 1w -0,16929 -0,17164 0,15645 0,02143 0,48500 -0,80200 1m -0,12214 -0,12384 0,19685 0,04000 0,50725 -0,77700 2m -0,07571 -0,07676 0,25010 0,06571 0,53925 -0,75600 3m -0,04571 -0,04634 0,32060 0,08214 0,57438 -0,72400 6m 0,02057 0,02086 0,52825 0,12371 0,74813 -0,66600 12m 0,12643 0,12819 0,84475 0,23900 1,03938 -0,55400 I dati del Cibor e Stibor sono relativi alla giornata precedente (Fonte:Nasdaq OMX)

LME - London Metal Exchange

AGENDA

Usd

1,1362 1,0000 0,8315 1,5340 1,5231 0,7730 1,0406 1,2364 1,2259 0,7329 0,6698 4,1912

1,0000 0,8801 0,7318 1,3501 1,3405 0,6804 0,9158 1,0882 1,0789 0,6451 0,5895 3,6888

¤ 365

¤

WTI Cushing(Usd/bbl) WTI(Usd/bbl)

Noteholders, bearing the non-convertible bond named “Euro 25,000,000,00 notes due 2019” ISIN code: IT0004991573, issued by TerniEnergia S.p.A., are convened in Meeting in first call the day 9 November 2015 at 16.00 p.m. (CET) at the registered offices of the Company, in Strada dello Stabilimento 1, Fraz. Nera Montoro, Narni (TR) and, if needed, in second call, the day 16 October 2015, same place and time, to discuss and resolve upon the following:

2,0338 -6,42 10,6754 3,89 2,0338 -6,42 1,1362 -6,42 2,2724 -6,42 2,2673 -6,75 1,1362 -6,42 7,8511 -6,42 0,9431 -5,85 766,3231 3,94 3257,1897 12,62 606,8329 -7,46 1,1362 -6,42 51,3523 -4,31 9,9418 -6,42 0,7407 -4,90 135,2235 -2,58 8,7297 -5,37 235,4320 -6,42 59,7039 4,92 24,8847 -2,50 31,3820 -2,82 1,1362 -6,42 6395,5562 13,80 3,6552 0,62 3,0677 -6,42 4,1851 -1,99 7,2109 -6,87 33,0952 11,86 7,1491 -6,42

Corea Del Nord won Georgia lari Giordania dinaro Irak dinaro Iran rial Kazakistan tenge Kirghizistan som Kuwait dinaro Laos kip Libano sterlina Macao pataca Maldive rufiyaa Mongolia tugrik Nepal rupia Oman rial Pakistan rupia Qatar rial Siria sterlina Sri Lanka rupia Tagikistan somoni Taiwan $ Turkmenistan N.man. U.A.E. dirham Uzbekistan sum Vietnam dong Yemen rial Europa Albania lek Bielorussia rublo Bosnia Erz. marco Gibilterra pound Macedonia denar Moldavia leu Serbia dinaro Ucraina hryvnia Oceania Fiji $ I. Tonga pa anga Papua Guinea kina Polinesia Fr. franco Samoa tala Solomon $ Vanuatu vatu

TASSI INTERBANCARI

Gasoline Rbob(Usd/gal) Heating Oil(Usd/gal) Nafta(Usd/t) Natural Gas(Usc/mbtu)

EXTRACT OF THE NOTICE OF NOTEHOLDERS’ MEETING

OPZIONI

America Antille Oland. fiorino Argentina peso Aruba fiorino Bahamas $ Barbados $ Belize $ Bermuda $ Bolivia boliviano Cayman $ Cile peso Colombia peso Costarica colon Cuba peso Dominicana R. peso El Salvador colon Falkland pound Giamaica $ Guatemala quetzal Guyana $ Haiti gourde Honduras lempira Nicaragua cordoba Panama balboa Paraguay guar. Perù sol St.Kitts & Nevis $ Suriname $ Trinidad $ Uruguay peso Venezuela bolivar Asia Afghanistan afghni Arabia S. rial Armenia dram Azerbaidjian manat Bahrain dinaro Bangladesh taka Birmania kyat Brunei $ Buthan ngultrum Cambogia riel

105,6848 136,0023 0,0970 1570,0897 577,3253 97,0472 432,9940 7,8223 15,1343 20,9502 39,7100 3,7512 177,7210 7491,8308 103,0336 13,2612 84,5000 1,3738 2101,4200 553,8340 9,6485 332,2300 35,4630 40,7900 13,2612 199,0650 923,4386 734,0407 1,5340 21563,1051 13,1292 4171,1009 641,4500 6,0923 13,2612 2172,0174 577,3253 1,9534 3684,4973 5,2431 —

¤

(¤) (Usd) (Jpy) (Gbp) (Dkk) (Cad) (Chf) (Nok) (Sek) (Aud) (Nzd) (Czk)

Gas Oil(Usd/t)

Registered Office in Strada dello Stabilimento,1 Fraz. Nera Montoro, Narni (TR) Company share capital € 57.007.230, fully paid-in Tax Code – Register of Companies of Terni VAT No. 01339010553

$

CAMBI - CROSS RATES - RILEVAZIONI BCE

Etanolo Mais(Usd/gal)

TerniEnergia S.p.A.

Approfondimenti su www.ilsole24ore.com/indicienumeri

Merce

Mercato Mese Data

Ottone base barra(Eur/t) Ottone 63(Eur/t) Ottone 67(Eur/t) Rame(Usc/lb) Rame catodi(Eur/t) Rame coils(Gbp/q) Rame elettrol(Eur/qle) Rame filo 8mm(Gbp/q) Rame merchant(Usc/lb) Rame semilav.(Eur/t) Rodio sp. 99,99%(Usd/oz) Selenio 99,5%(Usd/lb) Silicio blocchi(Usd/t) Silicio Ferro(Usd/t) Titanio Ferro(Usd/kg) Titanio spugna(Usd/kg) Tungsteno Ferro(Usd/kg) Vanadio Ferro(Usd/kg) Vanadio Pentoss.(Usd/lb) Zinco elettrol.(Eur/t)

Metalli preziosi Argento Spot(Usc/oz) Argento(Usd/oz)

Oro Londra fixing(Usd/oz) Oro AM(Eur/gr) Oro PM(Eur/gr) Oro(Usd/oz) Palladio PM fix(Usd/oz) Palladio(Eur/gr) Palladio(Usd/oz) Platino PM fix(Usd/oz) Platino(Eur/gr) Platino(Usd/oz)

ASSOM ASSOM ASSOM COMEX COMEX COMEX PAR NWE FFT NWE COMEX ASSOM NWE NWE NWE NWE NWE NWE NWE NWE NWE PAR

Spot Spot Spot Ott Nov Dec Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot

09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 08.10 09.10 29.09 06.07 07.04 24.04 25.03 07.04 24.04 25.03 16.03 09.10

LBMA NYMEX NYMEX NYMEX LBMA ASORL ASORL NYMEX NYMEX NYMEX LBMA ASORL NYMEX NYMEX NYMEX LBMA ASORL NYMEX NYMEX NYMEX

Spot Ott Nov Dec Spot Spot Spot Ott Nov Dec Spot Spot Ott Nov Dec Spot Spot Ott Nov Dec

09.10 15,79 15,67 09.10 15,81 15,76 09.10 15,81 15,76 09.10 15,82 15,77 09.10 1151,55 1140,00 09.10 33,13 32,97 09.10 32,96 32,91 09.10 35,04 35,04 09.10 1155,80 1144,20 09.10 1155,90 1144,30 . NaN NaN 09.10 20,63 20,80 09.10 706,80 701,80 09.10 707,25 702,25 09.10 708,15 703,15 . NaN NaN 09.10 27,76 28,25 09.10 979,50 953,30 09.10 979,00 953,10 09.10 979,60 953,90

CBOT - Chicago Board of Trade Avena(Usc/bu)

Farina di soia(Usd/t) Frumento(Usc/bu) Granoturco(Usc/bu) Olio soia(Usc/lb) Riso grezzo(Usc/cwt) Semi di soia(Usc/bu)

CBOT Dec 09.10 CBOT Mar 09.10 CBOT Mag 09.10 CBOT Ott 09.10 CBOT Dec 09.10 CBOT Gen 09.10 CBOT Dec 09.10 CBOT Mar 09.10 CBOT Mag 09.10 CBOT Dec 09.10 CBOT Mar 09.10 CBOT Mag 09.10 CBOT Ott 09.10 CBOT Dec 09.10 CBOT Gen 09.10 CBOT Nov 09.10 CBOT Gen 09.10 CBOT Mar 09.10 CBOT Nov 09.10 CBOT Gen 09.10 CBOT Mar 09.10

Granoturco(Eur/t) Olio Cocco Filipp.(Usd/t) Olio colza canola(Cad/t) Olio colza crude(Eur/t) Olio girasole UE(Usd/t) Olio lino(Usd/t)

4030,00 4469,93 4598,58 2,35 2,34 2,34 4793,00 392,39 471,15 393,04 241,35 5659,95 750,00 16,00 2200,00 1280,00 5,60 9,70 33,75 20,70 4,20 1960,00

227,25 227,75 228,50 306,90 307,80 306,90 509,25 516,75 521,75 382,75 393,50 400,00 28,17 28,34 28,61 13,00 13,29 13,56 885,75 890,50 894,25

218,75 220,50 221,25 303,80 304,30 303,50 511,50 519,00 524,00 391,25 401,75 407,75 28,17 28,36 28,63 12,99 13,28 13,55 881,25 886,25 890,00

NWE P1 09.10 668,50 NWE P1 09.10 1650,00 NWE P1 09.10 1615,00 NWE P1 09.10 1645,00 NWE P1 09.10 1550,00 NWE P1 09.10 377,00 MATIF Dec 09.10 179,50 MATIF Mar 09.10 187,00 MATIF Mag 09.10 190,75 MATIF Nov 09.10 166,75 MATIF Gen 09.10 174,75 MATIF Mar 09.10 177,25 NWE P1 09.10 1085,00 ICE-CA Spot 08.10 480,10 NWE P1 09.10 700,00 NWE P2 09.10 687,00 NWE P1 09.10 850,00 NWE P2 09.10 825,00 NWE P1 09.10 910,00

674,50 1650,00 1615,00 1645,00 1550,00 378,00 179,00 186,50 190,50 165,50 173,75 176,25 1115,00 480,10 717,00 707,00 855,00 835,00 965,00

Altri cereali, olii e semi oleosi Copra Filippine(Usd/t) Far. pesce Cile(Usd/t) Far. pesce Danish(Usd/t) Far. pesce Islanda(Usd/t) Far. pesce Perù(Usd/t) Farina di soia HP(Usd/t) Frumento tenero(Eur/t)

4030,00 4587,32 4714,40 2,42 2,42 2,41 4887,00 389,19 480,66 389,84 241,35 5762,83 750,00 16,00 2200,00 1280,00 5,60 9,70 33,75 20,70 4,20 1960,00

Mercato Mese Data

Olio palma crude(Usd/t) Olio palmkernel(Usd/t) Olio ricino(Usd/t) Olio soia crude(Eur/t) Olio tung crude(Usc/lb) Semi di colza(Eur/t) Semi soia Usa 2(Usd/t)

Coloniali

Caffè arabica(Usc/lb) Caffè robusta(Usd/t) Cacao(Usd/t) Cacao(Gbp/t) Ico caffè Comp(Usc/lb) Icco cacao Index(Usd/t) Isa zucch Index(Usc/lb) Succo arancia(Usc/lb) Zucchero grezz 11(Usc/lb) Zucchero raffin(Usd/t)

ICE-US ICE-US ICE-US LIFFE LIFFE LIFFE ICE-US ICE-US ICE-US LIFFE LIFFE LIFFE ICO ICCO ISA ICE-US ICE-US ICE-US ICE-US ICE-US ICE-US LIFFE LIFFE LIFFE

Dec Mar Mag Nov Gen Mar Dec Mar Mag Dec Mar Mag Spot Spot Spot Nov Gen Mar Mar Mag Lug Dec Mar Mag

09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10

131,60 134,90 136,95 1623,00 1634,00 1646,00 NaN 3058,00 3051,00 2084,00 2077,00 2072,00 119,72 3128,52 13,78 115,90 116,70 118,05 14,34 14,06 13,83 392,00 393,40 393,40

128,45 131,70 133,70 1582,00 1596,00 1611,00 NaN 3067,00 3062,00 2093,00 2082,00 2079,00 117,62 3140,67 13,73 110,60 111,80 113,60 14,01 13,77 13,56 386,70 388,20 387,40

CME CME CME CME

Ott Dec Feb Apr

09.10 09.10 09.10 09.10

73,83 66,13 68,95 72,98

74,00 66,15 69,08 73,05

ICE-US ICE-US ICE-US ICE-US W-AUS W-AUS W-AUS W-AUS W-AUS W-AUS W-AUS W-AUS W-AUS W-AUS W-AUS W-AUS W-AUS W-AUS W-AUS W-AUS W-AUS W-AUS W-AUS W-AUS

Dec Mar Mag Lug Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot Spot

09.10 09.10 09.10 09.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10

61,61 61,53 62,10 62,48 1230,00 1438,00 1424,00 1386,00 1321,00 1278,00 1256,00 1250,00 1236,00 1183,00 1402,00 1395,00 1361,00 1317,00 1273,00 1251,00 1246,00 1223,00 1201,00 1227,00

61,72 61,60 62,15 NaN 1230,00 1438,00 1424,00 1386,00 1321,00 1278,00 1256,00 1250,00 1236,00 1183,00 1402,00 1395,00 1361,00 1317,00 1273,00 1251,00 1246,00 1223,00 1201,00 1227,00

SICOM SICOM SICOM TOCOM TOCOM TOCOM MRE MRE MRE MRE MRE SICOM SICOM SICOM CME CME CME

Nov Dec Gen Ott Nov Dec Spot Spot Spot Spot Spot Nov Dec Gen Nov Gen Mar

09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10

134,00 137,30 139,00 160,50 163,20 166,10 170,00 162,55 130,80 128,35 127,85 127,40 127,40 127,60 244,40 240,50 246,00

130,50 134,00 136,50 159,90 161,00 164,00 168,70 161,00 131,75 129,35 128,85 124,80 124,80 125,20 237,50 234,60 240,70

Bestiame

Suini macellati(Usc/lb)

Cotone e Lane autraliane Cotone(Usc/lb)

Northern Index(Auc/kgcl) 17,5 micron(Auc/kgcl) 18 micron(Auc/kgcl) 18,5 micron(Auc/kgcl) 19 micron(Auc/kgcl) 19,5 micron(Auc/kgcl) 20 micron(Auc/kgcl) 21 micron(Auc/kgcl) 22 micron(Auc/kgcl) Southern Index(Auc/kgcl) 17,5 micron(Auc/kgcl) 18 micron(Auc/kgcl) 18,5 micron(Auc/kgcl) 19 micron(Auc/kgcl) 19,5 micron(Auc/kgcl) 20 micron(Auc/kgcl) 21 micron(Auc/kgcl) 22 micron(Auc/kgcl) Eastern Index(Auc/kgcl) Western Index(Auc/kgcl)

Varie industria

Gomma Rss 3(Usc/kg) Gomma Rss 3(Usc/kg) Gomma Smr CV(Usc/kg) Gomma Smr L(Usc/kg) Gomma Smr 5(Usc/kg) Gomma Smr 10(Usc/kg) Gomma Smr 20(Usc/kg) Gomma Tsr 20(Usc/kg) Legname d'opera(Usd/bft)

Prezzo Preced.

NWE P1 09.10 575,00 575,00 NWE P2 09.10 582,50 585,00 NWE P1 09.10 865,00 875,00 NWE P1 09.10 1500,00 1500,00 NWE P1 09.10 640,00 655,00 NWE P2 09.10 640,00 645,00 NWE Spot 08.10 135,00 135,00 MATIF Nov 09.10 376,75 376,25 MATIF Feb 09.10 374,50 373,75 MATIF Mag 09.10 372,25 371,75 NWE P1 09.10 373,90 372,30

LEGENDA: Mercati: ASORL Associazione Orafa Lombarda. ASSOM Assomet. CBOT Chicago Board Of Trade. CME Chicago Mercantile Exchange. COMEX COmmodity Mercantile EXchange New York. CWB Canadian Wheat Board. FFT Francoforte. ICE Inter Continental Exchange, -US United States, -EU EUrope, -CA Canada. ICO International Coffe Organization. ICCO International CoCoa Organization. ISA International Sugar Agreement. IPE International Petroleum Exchange. LBMA London Bullion Market Association. LIFFE Euronext Londra. LME London Metal Exchange. MATIF Euronext Parigi. MRE Malaysian Rubber Exchange. NWE North West Europe (Rotterdam e Londra per i Metalli). NYMEX New York Mercantile EXchange. PAR Parigi. PVE Productschappen Vee, vlees en Eieren, Utrecht. SICOM SIngapore COMmodity exchange. TOCOM TOkyo COMmodity exchange. W-AUS Wool Australia. Sigle: bbl barile. bu bushel. cwt hundred weight. gal gallone. GBp Uk pence. gr grammo. kg chilo. kg cl kg clean - kilogram of clean yield. lb libbra. mbtu million british termal unit. oz oncia. ston short ton.

BORSE ESTERE FRANCOFORTE (¤) Airbus Group Allianz Basf Bayer Bmw Daimler Deutsche Telek SAP Se Siemens Volkswagen Pref.

HELSINKI

(¤) Fortum Kone Corp Neste Oil Nokia Nordea Bank Sampo Plc Stora Enso R Teliasonera Upm-Kymmene Oy Wartsila B

09.10 57,71 146,30 73,04 111,35 87,80 72,21 15,21 60,42 85,99 106,60

Prec. 57,10 145,20 71,77 112 86,20 70,55 15,26 59,47 84,99 103,50

Var % 1,07 0,76 1,77 -0,58 1,86 2,35 -0,36 1,60 1,18 3

09.10 14,43 37,48 21,51 6,14 10,54 43,94 7,78 4,78 14,83 38,24

Prec. 14,13 37,57 21,49 6,20 10,50 44,48 7,59 4,72 14,45 37,56

Var % 2,12 -0,24 0,09 -0,97 0,38 -1,21 2,50 1,27 2,63 1,81

Approfondimenti su www.ilsole24ore.com/indicienumeri LONDRA

(Pence GB) Bhp Billiton Bp Brit Am Tobacc Glaxosmithklin Hsbc Holdings Royal Dtch Shl Royal Dtch Shl Sabmiller Unilever Vodafone Group

09.10 Prec. 1188,50 1145 389,50 388,95 3682,50 3738,50 1305,50 1291,50 520 529,50 1800 1806 1834,75 1831,50 3652,25 3641 2772,50 2771 211,22 210

NEW YORK-NYSE (Usd) At&T Berkshre Cl B Exxon Mobil General Elec Co Johnson Johnson Jpmorgan Chase Pfizer Inc Procter & Gamble Wal-Mart Stores Wells Fargo & Co

09.10 33,14 133,03 79,26 28,07 95,37 61,93 33,24 74,48 66,69 52,14

Prec. 33,40 133,75 80,03 28,03 95,08 62,13 33,09 74,40 66,88 52,54

Var % 3,80 0,14 -1,50 1,08 -1,79 -0,33 0,18 0,31 0,05 0,58 Var % -0,78 -0,54 -0,96 0,14 0,31 -0,32 0,45 0,11 -0,28 -0,76

NEW YORK-Nasdaq 100 (Usd) Amazon Com Apple Inc Comcast Corp Comcast Corp A Facebook Gilead Sci Google Inc A Google Inc C Intel Corp Microsoft Cp

PARIGI

(¤) Air Liquide Airbus Group Axa Bnp Paribas Danone Engie L Oreal L.V.M.H. Sanofi Total

09.10 539,80 112,12 61,14 60,49 93,24 100,65 671,24 643,61 32,14 47,11

Prec. 533,16 109,50 61,60 60,98 92,47 100,81 667 639,16 32,52 47,45

Var % 1,25 2,39 -0,75 -0,80 0,83 -0,16 0,64 0,70 -1,17 -0,72

09.10 110,45 57,61 22,67 53,81 57,95 15,18 164 165,75 86,03 45,25

Prec. 109,40 57,09 22,73 53,45 57,82 15,05 162,05 162,35 86,10 45,34

Var % 0,96 0,91 -0,24 0,67 0,22 0,80 1,20 2,09 -0,08 -0,20

Nella sezione Indici e Numeri del nostro sito internet sono pubblicati i titoli sottostanti agli indici delle principali Borse estere

SEUL

(Krw) Amorepacific Cheil Industries Hynix Semicon Hyundai Mobis Hyundai Motor Kia Motors Korea Elec Pow Samsung Electr Samsung SDS Sk Telecom

SHANGHAI

(Cny) Agri Bank Of C Bank of China Bank Of Comm China Life China Petroleum China Petroleum & Chem Cn Ping An Insurance Icbc Merchants Bank Petrochina

Borse chiuse: Seul

08.10 382000 158500 37550 236500 162000 52500 48350 1270000 294000 259000

Prec. 379000 158000 37300 228500 160500 51500 48350 1251000 291500 256500

Var % 0,79 0,32 0,67 3,50 0,93 1,94 — 1,52 0,86 0,97

09.10 3,09 3,80 6,23 26,38 5,03 5,03 31,70 4,44 17,96 8,52

Prec. 3,08 3,78 6,18 25,90 4,89 4,89 30,70 4,38 17,73 8,44

Var % 0,32 0,53 0,81 1,85 2,86 2,86 3,26 1,37 1,30 0,95

TOKIO

(Jpy) Honda Motor Japan Tobacco Kddi Mitsub Ufj Fg Mizuho Financi Nissan Motor C Ntt Ntt Docomo Smfg Toyota Motor C

ZURIGO

(Chf) Abb Ltd Cs Group Ag Nestle Sa Novartis Richemont I Roche Holding Ag Swiss Re Swisscom Ubs Group Zurich Fin

09.10 Prec. 4005 3849 4113 3937 2724,50 2729,50 778,10 768,80 238,40 236,20 1222,50 1189 4356 4244 2181 2105 4864 4824 7500 7349 09.10 18,25 23,78 74,30 88,40 83,90 252,40 86,35 493,60 19,03 258,70

Prec. 17,98 23,58 74,30 88,85 82,50 253,90 86,60 491 19,10 257,40

Var % 4,05 4,47 -0,18 1,21 0,93 2,82 2,64 3,61 0,83 2,05 Var % 1,50 0,85 — -0,51 1,70 -0,59 -0,29 0,53 -0,37 0,51

36 Finanza & Mercati

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

SETTIMANA FINANZIARIA

Mercati finanziari. Tutte le Borse, i bond, le materie prime e le valute emergenti si sono mossi in forte e sincrono rialzo nelle ultime sei sedute

FOCUS

Non convince questa corsa dei listini

Il rimbalzo delle materie prime  Dal 2 ottobre, le commodity sono risalite del 6%, invertendo (in apparenza) un trend negativo che durava da oltre 2 anni

Tra le contrastanti analisi dei broker, risalta la spiegazione di BofA: «Sono colossali ricoperture» di Walter Riolfi

S

embrava una boutade quando, ad aprile, su queste pagine, s’era scritto che piuttosto di un rialzo dei tassi d’interesse della Fed era più probabile aspettarsi l’annuncio di un nuovo quantitative easing. Così ancora non è stato, ma i mercati hanno già accarezzato l’idea e due giorni fa un uomo della Fed (Narayana Kocherlakota, per la precisione, una nota “colomba”, non votante quest’anno) ha pubblicamente dichiarato che la banca centrale dovrebbe considerare l’ipotesi di portare i tassi sotto zero. In questo clima, quasi nessuno prevede una stretta monetaria in America per dicembre e i più se la immaginano in un avanzato 2016. E c’è qualche economista (delle banche d’affari, s’intende) che la esclude del tutto e per sempre: perché, nella «nuova normalità», i tassi, quanto meno a zero, sono la regola. Va da sè che una nuova ondata di Qe è attesa anche dalla Bce e, inutile dirlo, pure dal Giappone. In Gran Bretagna, il nuovo segretario laburista ha persino proposto un Qe per finanziare direttamente gli investimenti del Tesoro. A determinare questo clima sono state le prospettive di un brusco rallentamento economico in tutto il pianeta. Questa convinzione, in gestazione da tempo, pare aver preso corpo dopo che s’è visto crollare, venerdì 2 ottobre, il numero dei nuovi assunti negli Usa. E, con uno di quegli apparenti paradossi che spesso ci esibiscono i mercati, ha risollevato le sorti delle borse, i prezzi delle materie prime e i corsi delle valute emergenti. Ci si sarebbe aspettati un conseguente calo dei rendimenti dei titoli di Stato e, invece, eccoli in

rialzo di 10 centesimi per Treasury e Bund decennali e di 7 centesimi persino per il titolo americano a due anni che dovrebbe da vicino spiare le mosse della Fed. Qualcosa non quadra nel comportamento dei mercati e pure nel raziocinare di alcuni analisti. Partiamo dalle previsioni di Morgan Stanley. Il ragionamento della banca americana pare lineare: non ci sarà crisi in Cina e nemmeno nei Paesi emergenti; l’economia tornerà a crescere in Europa e negli Usa. Ne consegue che si deve comperare tutto: materie prime, valute emergenti, bond ad alto rendimento e naturalmente azioni, specie in Europa e anche nei mercati emergenti. Il ragionamento non farebbe una piega, se lastessaMorganStanleynonprevedesse un nuovo Qe della Fed (il 4°) o un taglio del tasso Fed sotto lozero:ragionpercuiancheiTreasury sarebbero da comperare. Continuiamo con Hsbc. La banca inglese sembrerebbe invece preoccupata per le conseguenze della crisi in Cina e tra gli emergenti e per questo s’aspetta un rendimento del Treasury de-

INDICI

+3,3% S&P 500

+4,3% Stoxx 600

+4%

Milano FtMib

+4%

cennale all’1,5% a fine 2016 (2,1% ieri). Ne consegue che caleranno anche i rendimenti dei Bund (al minimo storico dello 0,2%), perché la Bce incrementerà il proprio Qe. I titoli tedeschi finiranno per assomigliare a quelli giapponesi e quelli americani seguiranno l’esempio d’Eurozona. Per le borse, par di capire, non sarà una festa. Pessimista è in particolare SocGen, perché la Cina rappresenta un grosso rischio e perché gli utili societari, specie negli Usa, sono in calo. L’analisi della banca francese è condivisa da un operatore cinese (Hao Hong), noto per aver predetto a novembre la fase boom per la borsa di Shanghai e a giugno l’avvento dell’orso. Per lui, l’indice Sec dovrebbe perdere oltre il 20% per tornare attraente. Considerando che gran parte degli operatori internazionali si dichiara pessimista sull’economia e sulle borse (quanto meno nei sondaggi Reuters), che l’ottimismo veleggia quasi solo in Morgan Stanley e nelle previsioni dello strategist di Citibank, che s’aspetta un rialzo dei mercati del 20% entro fine anno (in netto contrasto con l’analisi del capo economista della stessa banca, più incline a stimare una recessione mondiale), ci si chiede perché mai S&P, Stoxx e Nikkey siano volati in questi giorni. La risposta è forse quella che ci arriva da Mike Hartnett di Bank of America: è solo il risultato delle massicce ricoperture iniziate la scorsa settimana e non di nuovo denaro sulle azioni, ha detto. Dev’esserci del vero, se si considera che a fine settembre lo short interest sul Nyse (ossia l’ammontare delle posizioni al ribasso) aveva toccato i livelli record dell’estate 2008, poco prima del collasso Lehman.

Tokyo N225

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CRB INDEX Indice sulle commodity 01/07 09/10

230

Indici DJ Stoxx

La classifica delle Borse 52 settimane Chiusura venerdì

Var. % settim.

Min

Max

Var. % a un anno

Generale

362,82

4,30

310,03

414,06

Alimentari distrib.

605,36

1,78

493,49

661,98

Assicurazioni

267,79

4,52

218,49

Auto

513,32

10,67

Banche

194,97

5,04

Beni di Consumo

754,06

Chimici

810,20

Commercio

220 210

52 settimane CL Borse

Indici

Chiusura venerdì

Var. % settim.

Min

Max

Var. % a un anno

11,07

Tokio

Nikkei 225

18438,67

4,03

14532,51

20868,03

19,12

16,98

Stoccolma

Sax All Share

496,99

4,76

405,51

564,90

17,91

307,84

15,41

Milano

Comit

1235,71

4,31

971,87

1323,72

17,03

419,20

689,88

18,68

Parigi

CAC 40

4701,39

5,44

3918,62

5268,91

13,52

178,42

226,45

2,11

Bruxelles

Total Return Idx 40080,02

3,72

33368,80

45012,77

13,00

4,21

560,98

816,00

28,80

Francoforte

Xetra Dax Idx

10096,60

5,69

8571,95

12374,73

12,12

3,61

691,67

998,00

11,78

Helsinki

Hex General

8088,15

4,65

7010,83

9374,42

10,25

346,55

4,42

265,32

382,07

24,89

Amsterdam

AEX Index

441,65

4,51

376,27

509,24

9,68

Costruzioni

375,22

4,52

290,36

415,43

24,22

New York

S.&P.'s 500

2014,89

3,26

1862,49

2130,82

4,50

Energia

291,25

11,22

245,88

344,15

-9,27

Johannesb.

Industrial 100% 45736,19

5,10

41041,03

48680,70

2,49

TREASURY 2 ANNI Rendimento in % 03/08

Industriali

423,86

5,42

361,81

492,73

12,02

Zurigo

Swiss Market Idx

8680,21

1,93

7899,59

9526,79

2,33

0,820

Media

305,16

3,13

230,51

339,19

26,55

Madrid

Ibex

10309,60

7,35

9291,40

11866,40

0,35

Risorse base

315,61

17,18

250,80

434,33

-18,68

Sydney

All Ordinaries

5309,22

4,32

4958,12

5954,85

0,30

Salute

751,85

-0,21

631,43

874,63

11,12

Londra

Ft Se 100

6416,16

4,67

5898,87

7103,98

-0,24

Servizi finanziari

427,11

2,05

313,32

481,96

29,47

Toronto

S&P TSX Comp.

13964,36

4,68

13004,58

15450,87

-3,43

Tecnologici

321,55

3,54

265,83

376,78

14,81

Hong Kong

Hang Seng

22458,80

4,43

20556,60

28442,75

-4,57

Telecomunicazioni

336,67

4,10

270,69

396,90

16,96

Singapore

Strait Time

2993,36

7,17

2787,94

3539,95

-8,16

Turismo/T.Libero

243,75

0,62

177,23

266,00

32,12

Atene

Athens General

676,93

5,61

568,38

1035,08

-33,96

Utilities

302,44

3,59

279,27

341,75

-2,43

Seul

Kospi 200





221,53

272,59



CL Indici

Stoxx

Confronto a un anno Base 09/10/2014=100

Base 31/12/1991 = 100

420

2014

2015

130

400

Nasdaq

09/10/2014

S&P 500

Stoxx 09/10/2015

120

200 190 180 Treasury: crescono i rendimenti  Se si pensa che la Fed non alzerà i tassi, perchè salgono i rendimenti? Ma da 6 sedute bond e azioni si muovono in senso opposto

09/10

0,755 0,690 0,625 0,560 Il dollaro perde quota  Il dollaro scende da 6 sedute perché la Fed non alzerà i tassi e perché continuano le vendite dai Paesi emergenti DOLLAR INDEX Andamento dell’indice 03/08 09/10

98

380

97 110

360 340

96 95

100

320

94

300

93

90

INFORMAZIONE PROMOZIONALE

UDINE e provincia - Le Aziende che innovano e sfidano la crisi

Il patto di stabilità impedisce agli Enti locali di sostenere la ripresa

"S

“Il patto di stabilità ono si è imbattuto fraancora gorosamente sultroppi i vincoli le nostre capacità alla spesa in d’investimento conto capitale - precisa Fontanicui devono sotni - decurtando di tostare le amoltre la metà il ministrazioni Pietro Fontanini, presidente della budget tanto da virtuose, paletti Provincia di Udine essere passati da imposti a tutti a causa di malsane gestioni che limi- pagamenti in conto capitale per tano l’azione incentivante degli Enti 50 milioni nel 2011 e nel 2012 a locali e si riflettono negativamente poco più di 21 milioni nel 2014”. sull’economia di tutti i territori, edi- Recentemente la Giunta regionale lizia in primis, che stenta a ripartire ha assegnato a Province e Comuin un momento di cauto ottimismo ni un’ulteriore apertura di spazi per gli altri settori”. Pietro Fontanini, ma si registra la richiesta da parte presidente della Provincia di Udine dei municipi di un superamento denuncia lo stallo provocato dal del patto. “Immettere liquidità nel patto di stabilità e le restrizioni agli circuito economico - conclude Foninvestimenti in particolare sulla tanini - consente di dare ossigeno e rete stradale (oltre 1300 km di cui sostegno alle aziende e a progetti buona parte in montagna) e sugli imprenditori innovativi, vero motore edifici scolastici (una settantina). per lo sviluppo”.

Ricerca e Sviluppo tecnologico la mission di ACM Macchine e impianti per la lavorazione del ferro tondo, barre per l’edilizia. Ricerca e Sviluppo in elettronica, prototipia, oleodinamica, meccatronica, fisica, chimica dei materiali

S

Industry 4.0, business process transformation per le imprese

I

Gli addetti della sede operativa di Tolmezzo

ti, in collaborazione con l’Università di Udine ed altri partners privati, ha promosso uno studio pilota riguardante la produzione di biogas con i rifiuti prodotti dal territorio. L’accordo poi con il Gruppo Mosaico ha consentito di mantenere la forza lavoro sul territorio. Entro il 2015 il presidente avv. Luches, l’ing. Scaunich e il prof. Goi organizzeranno un congresso sulle tecnologie innovative per l’abbattimento di inquinanti, costi gestionali dei sistemi di depurazione e relative modalità di controllo. www.carniacque.it

L

A

SOFTLINE®, sedie e tavoli contemporanei

CARNIACQUE, al servizio del territorio montano DEM Spa, impianti per la trasformazione dei metalli

u un territorio di 40 Comuni, 1256 km di acquedotto, 600 km di fognatura e 148 Impianti di depurazione, Carniacque Spa è il gestore del servizio idrico integrato dell’Alto Friuli. Da sempre attenta alle innovazioni tecnologiche degli impian-

A New York ricette d’eccellenza con prodotti Besser Vacuum

“Sembravano traversie ed erano in fatti opportunità”

T

Con l’Università di Udine è allo studio un reattore anaerobico ad alta velocità, di tipo UASB per la depurazione delle acque

BESSER VACUUM tra gli Chef stellati a N.Y. dove i vari Cracco, eader nella produBottura, Cedroni, zione di macchine Batali, Mantuano per cottura e conserterranno esclusivi vazione sottovuoto, seminari e cene Besser Vacuum con ospitati negli spazi il nuovo termo-cirdi Eataly a Mancolatore Vacook™ hattan, è presente e con le apposite sul mercato monbuste per cottura Campana per il sottovuoto e diale con sedi a Vac&Cook™ rende Termo-circolatore Vacook Hong Kong, Mespossibile cucinare sottovuoto a bassa temperatura, sico e dall’Estremo Oriente al a casa come al ristorante, mante- continente Americano, affermannendo le proprietà organolettiche do l’unicità dello stile Made in degli alimenti ed esaltandone sa- Italy, sinonimo di qualità e professionalità. Presente anche a Host pore e consistenza. L’azienda di Dignano, sponsor Milano, 23-27 ottobre. della manifestazione newyorkese www.besservacuum.com

Fabro, l’attuale presidente utto ha inizio nel 1967 che racconta: con MEP-Macchine Elet“Il nostro spirito è un cotroniche Piegatrici - quando, da un’idea del suo fondatostante ‘avviso ai naviganti’ re Remigio Del Fabro, viene lanciato sempre da Marcelpresentata al mondo la prima lo e da me per la continua staffatrice automatica per la tensione alla macchina perlavorazione del tondo in roto- ACM: innovazione, ricerca & sviluppo fetta, tutto per le due, le tre, lo da cemento armato. le quattro dimensioni dove L’avventura imprenditoriale di MEP prosegue la quarta è il tempo: essere sempre i primi, poi con la seconda generazione rappresen- ancora oggi fin dal 1967” tata da Giovanni, Marcello e Giorgio Del Michela Del Fabro, terza generazione e ammi-

EUROTECH: Internet of things & service economy n Germania è già inserita nell’agenda di governo da 4 anni. In Italia solo ora si inizia a parlare di Service economy ovvero della rivoluzione che consentirà alle imprese italiane di conquistare nuovi mercati nel mondo. L’Internet of Things e le tecnologie di interconnessione degli oggetti infatti permettono la mutazione dei modelli di business trasformando i prodotti in servizi. Diventa quindi fondamentale usare meglio la materia, fare prodotti duraturi per poterli dare in uso come servizi e non venderli come merce. Un servizio più economicamente ed ecologicamente sostenibile fidelizza il cliente e crea una customer experience innovativa. L’Internet of Things diventerà una piattaforma importante quanto oggi è un Erp o un Crm perché con il Crm l’azienda è in contatto con il prodotto tramite il cliente, mentre con l’Internet of Things il prodotto resta in contatto con l'azienda e permette di raccogliere informazioni sul suo utilizzo da parte dei clienti. I processi inoltre possono essere trasformati ed i prodotti possono essere venduti in maniera diversa cominciando a ragionare in una dimensione di sharing oltre che di prodotto. Il problema dell’investimento iniziale non esiste più: tutti possono provarci perché non è più necessaria la scala per ammortizzare i costi. www.eurotech.com

nistratore, sottolinea: “Bisogna rendere innovativo non soltanto il prodotto, ma tutto il modello di business. Abbiamo sempre valorizzato l’importanza del binomio risorse umane/innovazione - e conclude - La nostra è un’azienda storica con un’anima di irriducibile “start-up” che non si è lasciata fermare dal tempo, ma si è lasciata trascinare, favorita da un vento continuo e costante di novità che hanno lasciato il segno” ACM - Automatismi Costruzioni Meccaniche nasce nel 1988 e oggi si rivolge ad una realtà mercato, presidiata nell'oligopolio di una clientela per oltre 80 milioni di fatturato, 300 collaboratori e 9.000 macchine installate in 103 paesi del mondo. Indicativo il motto aziendale: “The history of innovation”. www.mepgroup.com

ttiva negli impianti per la trasformazione dei metalli, un segmento dato da molti per maturo, e abituata alle sfide poste da concorrenti e committenti DEM Spa ha colto le sue opportunità con ricette semplici: Focus sui dettagli - Clienti come risorsa - Sinergie di gruppo - Continuo aggiornamento tecnologico. Un mix che unito alla passione per il lavoro ha portato i risultati di cui ora, alla DEM, vanno fieri: commesse da brands internazionali,

fra questi, prestigiosi i tedeschi; sistemi tra i più performanti nell’industria, come quelli per gli americani dell’ Oil&Gas e la recente acquisizione di una azienda milanese, marchio storico della wire community. Risultato: dal 2008, inizio della crisi globale, ha registrato una crescita per esercizio del 25%. Alla DEM non si attende la ripartenza. Molto più semplicemente si inseguono le opportunità. www.demgroup.com

Negli edifici industriali la Bellezza dell’Italia con ASEMA

Innovazione tecnologica e alta qualità per vincere nei mercati

R

e-interprete dell’universo sedute, Softline è il marchio che dal 1979 è famoso nel mondo della sedia per l’attenzione rivolta da sempre ai materiali e alle sue trasformazioni e abbinamenti passando con disinvoltura dal legno ai materiali plastici, dalle fusioni alle estrusioni collaborando esclusivamente con chi fa suo il ‘Made in Italy’. Al Salone del Mobile di Milano e successivamente all’Orgatec di Colonia verrà lanciata una famiglia di

Dettaglio della sedia mod. Karm disegnata da Henrik Sørig Thomsen

nuovi modelli generati dal savoir-faire, dal gusto estetico e dalla grande esperienza di Gianpiero Billiani, nuovo proprietario di Softline, coadiuvato da Manuela Marzona e da un équipe storica. www.softline-allkit.com

BLUE SERVICE, trent’anni dedicati al pulito

Perché l’architettura deve rappresentare l’immagine dell’impresa

CIE, impiantistica elettrica d’avanguardia

Avanzate Tecnologie per pulizie industriali, civili e ospedaliere

S

Da 50 anni partner ideale nel settore pubblico militare e privato

D

a una base trentennale di esperienza a risolvere tutti i problemi di pulizia con tecniche e prodotti costantemente aggiornati, Blue Service ha come mission uno sviIl capannone dell' officina assistenza tecnica, luppo tecnologico d'ece la sede commerciale cellenza per affrontare ospedaliero. con serenità le sfide del futuro. È un punto di riferimento nazio- Qualità, professionalità, effinale nella vendita, assistenza e cienza e velocità hanno fatto noleggio di prodotti, macchi- di Blue Service una delle più nari e attrezzature per il set- affermate aziende del settore tore delle pulizie professionali in Italia. in ambito industriale, civile e www.blueservice.it

ocietà di ingegneria che si occupa di progettazione di edifici ecosostenibili ad alte prestazioni energetiche e ambientali, ASEMA Srl nasce nel 2009 dalla ventennale esperienza professionale dell’arch. Stefano Asquini. La società fa parte del gruppo servizi di Confindustria Udine. Le proposte residenziali sono visibili su Vista dell'edificio WaveBuild www.casaecosostenibile.com e www.bioville.it. Un settore di sviluppo è rappresentato dalla creazione di concept architettonici di edifici industriali (direzionali e di produzione) per creare o ricreare l’immagine aziendale, utilizzando il valore dalla Bellezza e del design tipicamente italiani, uniti alle nuove tecnologie. L’architettura diventa il simbolo del cliente, come narrazione dell’impresa e del suo prodotto. Di recente è stato ideato per un’azienda friulana un importante edificio direzionale, denominato WaveBuild (“sulla cresta dell’onda”). Sito web aziendale: www.asema-srl.com

P

resente sul mercato dal 1964, la CIE Costruzione Impianti Elettrici Srl, con sede in Martignacco è specializzata nella realizzazione di impianti elettrici nei settori civile, industriale, militare,

medicale e navale. Esperienza, affidabilità e personale altamente qualificato: un “know-how” che ha permesso interventi sulla portaerei Garibaldi, all’aeroporto di Aviano e in vari ospedali e centri commerciali della regione. CIE offre servizi integrati ad alto contenuto tecnologico in diagnosi energetica, progettazione, consulenza ai progettisti, realizzazione e successiva gestione di opere mirate alla riduzione dei consumi e all’ottimizzazione dello sfruttamento delle energie. www.cie-impianti.com

Risparmio gestito 37

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

FONDI COMUNI APERTI - SICAV ITALIANE - LUSSEMBURGHESI STORICI BOB BBI AIN AEU OFL OEM OIG

Allianz Multi20 # Allianz Multi50 # Allianz Multi90 # Allianz MultiEuropa # Allianz Obbligaz. Flessibile Allianz Reddito Euro Allianz Reddito Glob

08.10 7,463 0,09 08.10 6,538 0,02 08.10 5,500 -0,36 08.10 9,399 -0,53 08.10 17,052 0,04 08.10 40,595 0,06 08.10 18,620 -0,24

FLE OEB OEB FLE FLE FLE FLE OMI OMI OMI FLE FLE FLE FLE FLE BOB OFL OFL OFL OFL OFL OFL OFL OMI OFL OMI OMI OMI OMI OMI OMI OFL OFL OMI OMI OMI OMI OMI OMI OMI OMI OMI OMI OMI OMI OMI OMI OFL OBI OBI AIN AIN BOB OMI BOB

Alpi Fondi __________________________________

tel.0332-251411 AAE 8a+ Eiger FLE 8a+ Gran Paradiso FLE 8a+ Latemar

08.10 08.10 08.10

tel.800-893989 AAM AcomeA America A1 AAM AcomeA America A2 APA AcomeA Asia Pac. A2 APA AcomeA Asia Pacifico A1 OEB AcomeA Breve Term. A1 OEB AcomeA Breve Term. A2 FLE AcomeA Etf Attivo A1 FLE AcomeA Etf Attivo A2 OEM AcomeA Eurobb. A1 OEM AcomeA Eurobb. A2 AEU AcomeA Europa A1 AEU AcomeA Europa A2 AIN AcomeA Globale A1 AIN AcomeA Globale A2 AIT AcomeA Italia A1 AIT AcomeA Italia A2 MAE AcomeA Liquidita' A1 MAE AcomeA Liquidita' A2 AEM AcomeA Paesi Em. A1 AEM AcomeA Paesi Em. A2 FLE AcomeA Patr. Aggr. A2 FLE AcomeA Patr. Aggr.A1 FLE AcomeA Patr. Dinam.A1 FLE AcomeA Patr. Dinam.A2 FLE AcomeA Patr. Prud. A1 FLE AcomeA Patr. Prud. A2 OMI AcomeA Perform. A1 OMI AcomeA Perform. A2

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

6,776 0,50 5,328 -0,15 6,043 0,12

16,715 17,440 5,205 5,009 14,759 14,982 4,509 4,677 17,280 17,575 14,583 15,141 11,939 12,573 22,947 23,865 8,961 8,962 6,186 6,458 4,061 3,882 5,174 5,338 5,904 6,087 20,833 21,301

1,46 1,46 -0,57 -0,60 -0,14 -0,13 0,02 0,02 -0,17 -0,17 0,33 0,34 0,56 0,57 0,74 0,74 -0,01 — -0,42 -0,42 0,12 0,13 0,08 0,06 -0,19 -0,18 -0,20 -0,20

ADVAM SGR S.p.A. ________________________ tel.02-620808 FLE Alarico Re FLE Fondo Antelao # FLE Macro F.o. OFL Ritorni Reali

08.10 08.10 08.10 08.10

tel.06-68809919 FLE Agora 4 Invest MAE Agora Cash FLE Agora Dynamic AAE Agora Equity OEM Agora Income FLE Agora Selection # FLE Agora Valore Protetto FLE Agoraflex Q m FLE Agoraflex R

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

tel.800-337602 FLE Gestielle Absolute R FLE Gestielle Best Sel.Eq 20 # FLE Gestielle Best Sel.Eq.50 FLE Gestielle Best.Sel.Eq.20 E OEB Gestielle BT Cedola Cl.A OEB Gestielle BT Cedola Cl.B m FLE Gestielle Ced. Best Sel. FLE Gestielle Ced.Dual Brand FLE Gestielle Ced.Em.Mkts.Op FLE Gestielle Ced.EuroItalia OFL Gestielle Ced.Fissa II A OFL Gestielle Ced.Fissa II B m FLE Gestielle Ced.For.Opp Usd FLE Gestielle Ced.Ita.Opp OMI Gestielle Ced.Multi Tar OMI Gestielle Ced.Multi Tar2 FLE Gestielle Ced.MultiAss II FLE Gestielle Ced.MultiAsset OFL Gestielle Cedola Fissa OFL Gestielle Cedola O.B.E. OFL Gestielle Cedola Più OMI Gestielle Cedola Più Ita FLE Gestielle Dual Brand Eq30 OPE Gestielle Em Mkts Bo Cl.A OPE Gestielle Em Mkts Bo Cl.B OEM Gestielle MT Euro Cl.A OEM Gestielle MT Euro Cl.B FLE Gestielle Mult.A.R. Plus # FLE Gestielle Mult.Ab.Ret # FLE Gestielle Ob. America FLE Gestielle Ob. Brasile FLE Gestielle Ob. Cina FLE Gestielle Ob. East Europe FLE Gestielle Ob. Em. Mkt FLE Gestielle Ob. Europa FLE Gestielle Ob. India FLE Gestielle Ob. Internaz. FLE Gestielle Ob. Italia FLE Gestielle Ob. Piu' P FLE Gestielle Ob. Risp A FLE Gestielle Ob. Risp B OAS Gestielle Obbl. Corp. A OAS Gestielle Obbl. Corp. B OIG Gestielle Obbl. Intern. Cl.A OIG Gestielle Obbl. Intern. Cl.B FLE Volterra Absolute R FLE Volterra Dinamico

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 02.10 02.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

tel.0230370513 FLE Alkimis Cap Ucits Acc. FLE Alkimis Cap Ucits Coup.

02.10 02.10

tel.02-87047000 AIT Allianz Az. Ita. All Stars AEM Allianz Az. Paesi Emer AAM Allianz Azioni America AEU Allianz Azioni Europa APA Allianz Azioni Pacifico FLE Allianz Global Strategy 15 FLE Allianz Global Strategy 30 FLE Allianz Global Strategy 70 MAE Allianz Liquidita' A MAE Allianz Liquidita' B

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

4,813 5,392 4,485 6,539

5,140 5,860 5,123 4,286 5,471 3,984 6,723 7,141 6,842

15,636 5,785 5,289 5,773 6,094 6,207 4,931 4,990 4,898 5,832 5,289 5,482 5,037 4,984 5,299 5,066 5,109 5,004 5,491 5,124 5,525 5,544 5,122 12,951 13,911 16,938 17,626 5,851 5,521 10,350 3,741 10,699 13,739 14,797 8,126 5,914 20,979 14,021 5,642 8,295 8,524 9,742 10,115 7,359 7,832 6,015 5,951

0,21 -0,02 0,04 -0,09

-0,10 — -0,08 0,68 -0,02 0,18 -0,12 -0,28 -0,28

0,14 -0,02 0,08 -0,03 -0,02 -0,02 -0,02 -0,02 -0,41 0,02 — — -0,18 0,04 0,08 0,04 0,06 0,08 — — 0,02 — -0,06 -0,05 -0,05 0,01 0,02 -0,29 -0,32 0,32 -0,32 -0,81 0,05 0,09 0,20 -0,82 0,21 0,51 0,11 -0,02 -0,04 -0,01 -0,01 -0,30 -0,29 0,18 -0,03

Alkimis SGR SpA ___________________________ 6,169 -0,82 5,296 -0,86

Allianz Global Investors __________________ 5,754 10,764 22,911 25,826 6,766 5,885 5,864 34,851 5,705 5,928

0,45 -0,45 0,34 0,10 -0,94 — 0,02 0,10 — —

tel.015-4508235 FLE Alpi Soluzione Dinamica A FLE Alpi Soluzione Dinamica I OFL Alpi Soluzione Prudente A OFL Alpi Soluzione Prudente I

08.10 08.10 08.10 08.10

tel.800-388876 FLE Active Currency Flex m FLE Active Discovery Flex m FLE Active Global Flex m FLE Active Income Flex m FLE Active Opport. Flex m FLE Anima Alto Pot. Globale A FLE Anima Alto Pot. Globale F AAM Anima America A AAM Anima America F OEM Anima Cap. Piu Obbl. A # OEM Anima Cap. Più Obbl. F # OEM Anima Cap. Più Obbl. N # BOB Anima Capitale Più 15 A # BOB Anima Capitale Più 15 F # OMI Anima Capitale Più 15 N # BOB Anima Capitale Più 30 A # BOB Anima Capitale Più 30 F # BOB Anima Capitale Più 30 N # BAZ Anima Capitale Più 70 A # BAZ Anima Capitale Più 70 F # BAZ Anima Capitale Più 70 N # BOB Anima Ced. A. P. 2021 BOB Anima Ced. A. P. 2021 II BOB Anima Ced. A. P. 2021 III BOB Anima Ced. A. P. 2022 I AEM Anima Emergenti A AEM Anima Emergenti F AEU Anima Europa A AEU Anima Europa F FLE Anima Evoluzione 2017 I FLE Anima Evoluzione 2019 I FLE Anima Evoluzione 2019 II FLE Anima Evoluzione 2019 III FLE Anima Evoluzione 2019 IV FLE Anima Evoluzione 2020 I FLE Anima Evoluzione 2020 II FLE Anima Evoluzione 2020 III FLE Anima Evoluzione 2020 IV OAS Anima Fix Emergenti A # OAS Anima Fix Emergenti Y # OEB Anima Fix Euro A OEB Anima Fix Euro I OEB Anima Fix Euro Y m OEH Anima Fix High Yield A OEH Anima Fix High Yield Y OEC Anima Fix Imprese A OEC Anima Fix Imprese Y OEB Anima Fix Obbl. BT A OEB Anima Fix Obbl. BT Y OIG Anima Fix Obbl. Glob A OIG Anima Fix Obbl. Glob Y OEM Anima Fix Obbl. MLT A OEM Anima Fix Obbl. MLT Y FLE Anima Fondo Trading A FLE Anima Fondo Trading F OAS Anima Forza 1 A OAS Anima Forza 1 B OAS Anima Forza 1 Y OAS Anima Forza 2 A OAS Anima Forza 2 B OAS Anima Forza 2 Y BOB Anima Forza 3 A # BOB Anima Forza 3 B # BOB Anima Forza 3 Y # BBI Anima Forza 4 A # BBI Anima Forza 4 B # BBI Anima Forza 4 Y # BAZ Anima Forza 5 A # BAZ Anima Forza 5 B # BAZ Anima Forza 5 Y # AAM Anima Geo America A AAM Anima Geo America Y APA Anima Geo Asia A # APA Anima Geo Asia Y # AEU Anima Geo Euro Pmi A AEU Anima Geo Euro Pmi Y AEU Anima Geo Europa A AEU Anima Geo Europa Y AIN Anima Geo Globale A AIN Anima Geo Globale Y AIT Anima Geo Italia A AIT Anima Geo Italia Y AEM Anima Geo PaesiEm. A # AEM Anima Geo PaesiEm. Y # AEU Anima Iniziativa Europa A AEU Anima Iniziativa Europa F AIT Anima Iniziativa Ita PMI m AIT Anima Italia A AIT Anima Italia F MAE Anima Liquidita Euro A MAE Anima Liquidita Euro F MAE Anima Liquidita Euro I OEC Anima Obbl. Corporate A OEC Anima Obbl. Corporate AD OEC Anima Obbl. Corporate F OPE Anima Obbl. Emergente A OPE Anima Obbl. Emergente AD OPE Anima Obbl. Emergente F OEM Anima Obbl. Euro A OEM Anima Obbl. Euro F OEH Anima Obbl. High Yield A OEH Anima Obbl. High Yield AD OEH Anima Obbl. High Yield F BOB Anima Obiettivo Ced 2022 APA Anima Pacifico A APA Anima Pacifico F OIG Anima Pianeta A OIG Anima Pianeta F BOB Anima Pr Dinamico 2022 BOB Anima Pr Dinamico 22 II BOB Anima Pr Dinamico 22 III BBI Anima Prog Eur. 2021 Ced BOB Anima Prog Glob. 2022 Ced OFL Anima Rend.Ass.Obbligaz. A OFL Anima Rend.Ass.Obbligaz. Y ODB Anima Riserva Dollaro A ODB Anima Riserva Dollaro F ODB Anima Riserva Dollaro I OAS Anima Riserva Emerg. A OAS Anima Riserva Emerg. F OAS Anima Riserva Globale A OAS Anima Riserva Globale f OFL Anima Risparmio A OFL Anima Risparmio AD OFL Anima Risparmio F

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 02.10 02.10 02.10 02.10 08.10 08.10 08.10 08.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 02.10 08.10 08.10 08.10 08.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

PENSIONE APERTI m m

m

m

m

m

Alleanza Assicurazioni _______ AlMeglio Azionario AlMeglio Bilanciato X AlMeglio Obbligaz. X

05.10 20,784 05.10 17,504 05.10 14,013

Allianz _________________________ Insieme Linea Dinamica Linea Serena Linea Sicura X Linea Tranquilla L.A. Previdenza L.A. Previd. Bilanciata L.A. Previd. Garantita X L.A. Previd. Internaz. L.A. Previd. Protetta m Previras Linea 1 Obbligaz. X Linea 2 Obb. Mista m Linea 3 Bilanciata Linea 4 Az. Int.

SecondaPensione F.P.A. SP Difensiva SP Espansione SP Garantita m SP Progressiva SP Sicurezza SP Sviluppo

Arca Previdenza Linea Alta Crescita Linea Alta Crescita C Linea Alta Crescita R Linea Crescita Linea Crescita C Linea Crescita R Linea Garanzia m Linea Garanzia C m Linea Garanzia R m Linea Obiettivo TFR m Linea Obiettivo TFR C m Linea Obiettivo TFR R m Linea Rendita Linea Rendita C Linea Rendita R

08.10 08.10 08.10 08.10

14,141 15,233 13,078 15,341

07.10 07.10 07.10 07.10

16,974 17,645 17,689 19,383

08.10 08.10 08.10 08.10

14,235 18,100 18,419 16,983

30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09

30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09

15,400 11,491 12,169 15,916 16,028 14,441

22,864 23,155 23,833 20,497 20,692 21,289 14,392 14,470 14,810 12,428 12,544 12,900 21,178 21,380 21,996

Assimoco Vita _________________ F.P.A. Il Melograno Linea Dinamica Linea Equilibrata Linea Garantita Linea Prudente

30.09 30.09 30.09 30.09

10,709 11,785 12,414 13,000

Aviva __________________________ Aviva L.Inv. Azionaria L.Inv. Bilanciata L.Inv. Gar.Rend.Mn.Pres L.Inv. Gar.Rest.Capitale L.Inv. Obbligazionaria Aviva Ass. V. UBI Prev. Comparto Aggressivo Cl.C Comparto Aggressivo Cl.I Comparto Capital.Sicuro m Comparto Dinamico Cl.C Comparto Dinamico Cl.I Comparto Garantito Comparto Moderato Cl.C Comparto Moderato Cl.I Comparto Prudente Cl.C Comparto Prudente Cl.I

30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10

18,354 17,245 14,236 15,253 16,718 15,051 12,926 10,976 13,990 13,204 11,178 12,722 13,154 11,945 12,993

AXA Assicurazioni ____________ Comparto Conservativo Comparto Dinamico Comparto Equilibrato Comparto Garantito X Comparto Prudente

05.10 05.10 05.10 05.10 05.10

12,109 10,031 11,730 11,003 14,718

4,990 4,984 4,984 5,193 4,984 16,305 16,663 17,441 17,883 5,995 6,115 5,981 5,993 6,139 5,982 5,971 6,142 5,962 6,719 6,956 6,705 10,066 10,276 9,951 9,536 9,790 10,073 5,719 5,847 4,942 5,101 5,026 5,021 4,988 4,900 4,922 4,975 5,000 14,595 15,693 8,710 8,916 8,924 10,858 11,664 8,208 8,602 10,815 11,089 10,928 11,409 7,154 7,395 14,952 15,470 5,672 5,673 5,814 5,515 5,517 5,688 6,057 6,057 6,341 6,011 6,011 6,343 5,554 5,551 5,925 8,072 8,991 7,936 8,881 36,552 40,744 16,690 18,619 40,676 45,383 19,295 21,456 5,401 6,035 11,270 11,571 5,829 20,487 20,915 6,909 6,962 6,948 9,077 8,742 9,198 7,075 6,805 7,174 7,761 8,000 21,344 19,787 21,973 9,349 6,450 6,622 11,838 11,990 4,638 4,853 4,884 5,146 4,889 5,756 5,939 5,559 5,612 5,601 4,995 5,029 5,038 5,085 7,380 7,231 7,380

-0,35 -0,33 0,03 0,03

0,10 0,10 0,10 0,10 0,10 -0,05 -0,04 0,33 0,33 0,08 0,08 0,08 0,07 0,05 0,05 — — — 0,37 0,38 0,37 0,01 0,16 0,15 -0,01 -0,52 -0,50 0,21 0,21 0,14 0,10 0,08 0,10 0,06 0,04 — 0,02 — -0,03 -0,03 -0,01 -0,01 -0,01 0,01 0,02 0,01 0,01 -0,01 — -0,28 -0,27 0,08 0,09 0,56 0,57 0,12 0,12 0,12 0,13 0,13 0,12 0,30 0,28 0,28 0,30 0,30 0,30 0,40 0,42 0,41 0,31 0,31 -0,82 -0,82 -0,05 -0,04 0,16 0,17 0,71 0,71 0,52 0,52 -0,50 -0,49 0,03 0,03 0,62 0,55 0,55 — — 0,01 — — 0,01 0,08 0,07 0,10 0,04 0,05 — 0,01 0,01 0,14 -0,92 -0,87 -0,28 -0,27 0,24 0,25 0,27 0,43 0,35 -0,03 -0,02 -0,36 -0,36 -0,36 -0,79 -0,53 -0,22 -0,22 0,01 0,03 0,01

08.10 08.10 08.10 02.10 02.10 02.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

Axa MPS Previdenza in Azienda Linea Combinata 30.09 Linea Equilibrio 30.09 Linea Sicura m 30.09 Linea Sviluppo 30.09 Linea Tenuta 30.09 Axa MPS Previdenza per Te Linea Crescita 30.09 Linea Garantita m 30.09 Linea Mista 30.09 Linea Moneta 30.09 Linea Stabilità 30.09

19,400 19,871 13,498 22,651 15,240 21,164 13,327 19,459 16,348 18,695

30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09

10,841 10,898 12,410 12,463 11,466 10,686 10,674 12,039 12,076

BAP Vita e Previdenza ________ Bap Pensione 2007 Linea Equilibrio Linea Equilibrio A Linea Investimento Linea Investimento A Linea TFR X Linea TFR A X

Aureo comparto az. Aureo comparto bil. Aureo comparto gar. Aureo comparto obbl.

30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09

30.09 30.09 30.09 30.09

10,350 10,857 9,404 9,990 10,440 10,934

13,826 15,311 14,347 13,071

BIM Vita _______________________ Bim Vita Bil. Globale Bim Vita Bond Bim Vita Equilibrio Bim Vita Equity

tel.02-97386101 FLE Anthilia Yellow

08.10

tel.02-480971 OFL Arca 19 Red. Multiv. P OFL Arca 19 Red. Multiv. R OFL Arca 19 Red. Multiv.II P OFL Arca 19 Red. Multiv.II R OFL Arca 19 Red.Multiv.III P OFL Arca 19 Red.Multiv.III R FLE Arca 20 Red.Multiv.IV P FLE Arca 20 Red.Multiv.IV R FLE Arca 20 Red.Multiv.V P FLE Arca 20 Red.Multiv.V R FLE Arca 20 Red.Multiv.VI P FLE Arca 20 Red.Multiv.VI R FLE Arca 20 Red.Multival.VII P FLE Arca 20 Red.Multival.VII R AAM Arca Azioni America AEU Arca Azioni Europa APA Arca Azioni Far East AIN Arca Azioni Internaz. AIT Arca Azioni Italia AEM Arca Azioni Paesi Emerg. BBI Arca BB OEC Arca Bond Corporate FLE Arca Bond Flessibile OIG Arca Bond Globale OPE Arca Bond P.Em. Val. Loc OPE Arca Bond Paesi Em. OFL Arca Ced.18 Ob.Att.III P OFL Arca Ced.18 Ob.Att.III R OFL Arca Ced.18 Ob.Att.IV P OFL Arca Ced.18 Ob.Att.IV R OFL Arca Ced.18 Ob.Attiva II OFL Arca Ced.18 Obb.Attiva OFL Arca Ced.18 Paesi Em.VL P OFL Arca Ced.18 Paesi Em.VL R OFL Arca Ced.18 Paesi Em.VL2 P OFL Arca Ced.18 Paesi Em.VL2 R OFL Arca Ced.18 Paesi Em.VL3 P OFL Arca Ced.18 Paesi Em.VL3 R OFL Arca Ced.19 Ob.Att. VI P OFL Arca Ced.19 Ob.Att. VI R OFL Arca Ced.19 Ob.Att.V P OFL Arca Ced.19 Ob.Att.V R OFL Arca Ced.19 Ob.Att.VII P OFL Arca Ced.19 Ob.Att.VII R OFL Arca Ced.19 Ob.Att.VIII P OFL Arca Ced.19 Ob.Att.VIII R OFL Arca Ced.20 Ob.Att.IX P OFL Arca Ced.20 Ob.Att.IX R OFL Arca Ced.20 Ob.Att.X P OFL Arca Ced.20 Ob.Att.X R OFL Arca Ced.20 Ob.Att.XI P OFL Arca Ced.20 Ob.Att.XI R OFL Arca Ced.20 Ob.Att.XII P OFL Arca Ced.20 Ob.Att.XII R OFL Arca Ced.Bo.2015 Alto Pot.2 OFL Arca Ced.Bo.2016 Alto Pot.3 OFL Arca Ced.Bo.2017 Alto Pot.4 OFL Arca Ced.Bo.2017 Alto Pot.5 OFL Arca Ced.Bo.2017 Alto Pot.6 OFL Arca Ced.Bond Glob.Eu II OFL Arca Ced.Bond Glob.Eu III OFL Arca Ced.Bond Paesi Em. AIT Arca Eco. Reale Eq. It I m AIT Arca Eco. Reale Eq. It P FLE Arca Form II EStox (R)2015 BAZ Arca Multiasset Aggressive BBI Arca Multiasset Balanced OMI Arca Obbligaz. Europa OEM Arca RR Diversif. Bond FLE Arca Strat.Gl.Crescita FLE Arca Strat.Gl.Opportun. BOB Arca TE

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 02.10 02.10 02.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

30.09 30.09 30.09 30.09

16,628 15,159 14,992 15,657

Comp. Bilanciato B Comp. Bilanciato C Comp. Bilanciato D Comp. Bilanciato E Comp. Monetario A m Comp. Monetario B m Comp. Monetario C m Comp. Monetario D m Comp. Monetario E m Comp. Obbl. Garantito A X Comp. Obbl. Garantito B X Comp. Obbl. Garantito C X Comp. Obbl. Garantito D X Comp. Obbl. Garantito E X Comp. Obbligazionario A Comp. Obbligazionario B Comp. Obbligazionario C Comp. Obbligazionario D Comp. Obbligazionario E F.P.A. Azione di Previdenza Linea Dinamica Linea Equilibrata Linea Garantita m Linea Prudente

30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09

30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09

14,565 15,132 16,477 16,888 10,682 10,645 17,755 17,902

30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09

18,314 18,943 19,088 14,506 14,969 15,253 17,915 18,563 18,626

Creditras Vita _________________ Unicredit Linea Dinamica Linea Serena Linea Sicura X Linea Tranquilla m

08.10 08.10 08.10 08.10

13,869 17,551 13,277 17,790

Generali Italia ________________ F.P.A. Generali Global Comp. Azionario A Comp. Azionario B Comp. Azionario C Comp. Azionario D Comp. Azionario E Comp. Bilanciato A

30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09

15,675 15,666 15,632 15,679 15,844 16,956

15.09 15.09 15.09 15.09

F.P.A Giustiniano Giustiniano Azionaria 30.09 Giustiniano Bilanciata 30.09 Giustiniano Monetaria 30.09 Giustiniano Obbligaz. 30.09 Giustiniano TFR + m 30.09 F.P.A PrevidSystem Accumulazione Bilan. 30.09 Crescita Dinamica 30.09 Crescita Prudente 30.09 Rivalutazione Azionaria 30.09 TFR + X 30.09 F.P.A. Il Mio Domani Linea Breve Termine 30.09 Linea Breve Termine Cl. C 30.09 Linea Lungo Termine 30.09 Linea Lungo Termine Cl.C 30.09 Linea Medio Termine 30.09 Linea Medio Termine Cl.C 30.09 Linea TFR X 30.09 Linea TFR Cl.C m 30.09 F.P.A. Intesa Mia Previdenza Piano Previd.Accumulo 30.09 Piano Previd.Capital m

16,962 16,962 16,738 17,061 10,000 9,998 10,006 10,005 9,987 21,183 21,193 21,200 21,162 21,255 9,996 10,001 10,001 10,013 9,850

m



0,02 0,02 — — 0,02 0,02 0,04 0,04 — — 0,02 0,02 — — 0,50 0,06 -0,72 0,11 0,64 -0,55 0,13 0,02 0,02 -0,32 -0,47 -0,11 — — — 0,02 -0,02 — -0,27 -0,27 -0,38 -0,38 -0,32 -0,32 — — — — — -0,02 0,04 0,04 0,08 0,10 0,04 0,04 — — — — -0,02 -0,02 — — — -0,02 -0,02 — -1,73 -1,72 -0,73 0,10 0,10 -0,05 0,02 0,13 0,30 -0,11

m m m m

18,204 17,528 16,573 11,822 15,440 15,647 14,105 13,506 12,170 14,500 14,160 17,258 17,149 20,746

X

a V a

m

Na ona e Su

eV a

m m

Pen P an nve SGR m m m

tel.02-430281 OAS Aureo Cedola I - 2016 OAS Aureo Cedola II - 2017 OAS BCC Ced. Att. Dicembre 18 OAS BCC Ced. Att. Marzo 19 OAS BCC Ced. Dicembre 18 OAS BCC Ced. Marzo 19 FLE BCC Ced. Più Settembre 20 FLE BCC Ced. Piu' Dicembre19 OAS BCC Ced.Att. Dicembre19 OAS BCC Ced.Att. Settembre19 FLE BCC Ced.Più Settembre19 FLE BCC Ced.Piu' Marzo 20 OAS BCC Ced.Reale Dicembre19 OAS BCC Ced.Reale Marzo 20 OAS BCC Ced.Reale Settemb.19 OAS BCC Ced.Reale Settembre20 OAS BCC Cedola III - 2017 OAS BCC Cedola III Op - 2017 OAS BCC Cedola IV - 2018 OAS BCC Cedola IV Op - 2018 OAS BCC Cedola V - 2018 OAS BCC Cedola V Op - 2018 FLE BCC Crescita Bilanciato FLE BCC Investimento Azion. MAE BCC Monetario OFL BCC Risparmio Obbligaz. FLE BCC Selez. Crescita # FLE BCC Selez. Investimento # FLE BCC Selez. Opportunità # FLE BCC Selez. Risparmio #

08.10 5,685 -0,02 08.10 5,571 — 08.10 4,958 0,06 08.10 4,911 0,06 08.10 5,128 0,04 08.10 5,056 0,04 08.10 5,000 — 08.10 4,751 0,13 08.10 4,874 0,08 08.10 5,005 0,04 08.10 5,029 0,18 08.10 4,821 0,12 08.10 4,994 0,02 08.10 5,004 0,02 08.10 5,123 0,02 08.10 5,000 — 08.10 5,230 0,06 08.10 4,992 0,16 08.10 5,342 0,06 08.10 5,132 0,14 08.10 5,376 — 08.10 5,185 0,06 08.10 6,938 0,25 08.10 10,743 0,17 08.10 5,773 — 08.10 6,592 -0,03 08.10 4,953 0,22 08.10 4,572 0,24 08.10 5,181 0,23 08.10 5,703 0,02

tel.800-900900 FLE BNL Assetto Comfort FLE BNL Assetto Dinamico # AAM Bnl Azioni America AEM Bnl Azioni Emerg. AEU Bnl Azioni Europa Div AIT Bnl Azioni Italia OPE Bnl Obbl. Emergenti OAS Bnl Obbl. Globali

08.10 5,570 — 08.10 5,126 — 08.10 29,299 -0,01 08.10 9,447 -0,56 08.10 3,343 0,30 08.10 21,003 0,80 08.10 31,648 -0,46 08.10 8,677 -0,14

tel.02-7622.1 AIN Capital Italia

08.10 120,670 0,37

tel.059-221311 FLE Consult Alto Div A FLE Consult Alto Div A1 FLE Consult Alto Div C FLE Consult Alto Div C1 OFL Consult Alto Rend B OFL Consult Alto Rend B1 OFL Consult Alto Rend C FLE Consult Alto Rend C1 OFL Consult Alto Rend I m BBI Consult Bilanciato C OEB Consult Breve Termine C FLE Consult Flex I m FLE Consult Mercati Em A FLE Consult Mercati Em C FLE Consult Multi High Vol A # FLE Consult Multi High Vol C # FLE Consult Multi Low Vol A # FLE Consult Multi Low Vol C # FLE Consult Multi Low Vol I m FLE Consult Multi Med Vol A # FLE Consult Multi Med Vol C # FLE Consult Opport A # FLE Consult Opport C # OFL Consult Reddito B OFL Consult Reddito B1 OFL Consult Reddito C OFL Consult Reddito C1 OFL Consult Valore C OFL Consult Valore C1 AEU Consultinvest Azione A AEU Consultinvest Azione C AEU Consultinvest Azione I m BBI Consultinvest Bil A FLE Consultinvest Flex A # FLE Consultinvest Flex C # AIN Consultinvest Global A AIN Consultinvest Global C AIN Consultinvest Global I m FLE Consultinvest Plus A FLE Consultinvest Plus C FLE Consultinvest Plus I m OFL Consultinvest Reddito I m OFL Consultinvest Valore B OFL Consultinvest Valore B1 OFL Consultinvest Valore I m BAZ IGM FdF Bilanciato Az. Cl.A # BAZ IGM FdF Bilanciato Az. Cl.B # FLE IGM FdF Flessibile Cl.A # FLE IGM FdF Flessibile Cl.B #

08.10 5,386 0,19 08.10 5,115 0,20 08.10 4,088 0,17 08.10 3,386 0,21 08.10 5,701 -0,04 08.10 5,453 -0,04 08.10 7,442 -0,04 08.10 6,736 -0,03 08.10 5,734 -0,03 08.10 6,167 -0,10 08.10 5,621 -0,07 08.10 5,280 0,27 08.10 5,172 -0,14 08.10 4,536 -0,13 08.10 5,234 — 08.10 5,192 — 08.10 4,980 0,02 08.10 4,972 0,02 08.10 5,131 0,02 08.10 4,989 -0,02 08.10 4,970 — 08.10 5,369 0,17 08.10 5,371 0,15 08.10 5,393 0,11 08.10 5,235 0,11 08.10 8,542 0,11 08.10 7,801 0,12 08.10 6,306 0,03 08.10 5,800 0,03 08.10 5,088 0,32 08.10 10,391 0,32 08.10 5,189 0,31 08.10 5,282 -0,09 08.10 5,559 0,27 08.10 5,052 0,28 08.10 5,284 -0,21 08.10 5,155 -0,21 08.10 5,516 -0,20 08.10 5,161 -0,02 08.10 6,213 — 08.10 4,996 — 08.10 5,456 0,11 08.10 5,100 0,02 08.10 4,766 0,04 08.10 5,031 0,04 08.10 6,307 -0,17 08.10 6,610 -0,17 08.10 4,419 -0,07 08.10 4,614 -0,09

tel.02 85961.311 FLE Diversified Income Cl. A m FLE Diversified Income Cl. B FLE Diversified Income Cl. C m FLE Diversified Income Cl. D BOB San Patrignano Cl. C BOB San Patrignano CL. I m

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

4,899 4,897 4,898 4,898 4,944 4,951

— 0,02 0,02 0,02 0,08 0,10

tel.02-88102070 FLE Epsilon All. Tattica 06/20 FLE Epsilon All.Tattica 02/20 FLE Epsilon All.Tattica 04/20 FLE Epsilon All.Tattica 09/19 FLE Epsilon All.Tattica 11/19 FLE Epsilon DLongRun FLE Epsilon Fle Forex C 02/19 FLE Epsilon Fle Forex C 02/20 FLE Epsilon Fle Forex C 04/19 FLE Epsilon Fle Forex C 04/20 FLE Epsilon Fle Forex C 06/20

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10

4,868 4,752 4,767 5,250 5,087 7,300 5,073 4,893 5,109 4,884 5,004

0,27 0,32 0,32 0,31 0,32 0,21 0,89 0,85 0,75 0,85 0,46

28,110 7,135 9,250 9,434 6,936 32,607 15,119 14,681 21,600 8,272 10,139 7,571 7,169

-0,02 -0,38 0,21 -0,01 0,09 0,54 0,57 0,30 0,86 -0,95 -0,04 0,24 -0,03

BNP PARIBAS Inv.Partners SGR SpA _____

Capital Italia _______________________________ Consultinvest A. M. ________________________

Duemme SGR ______________________________

Epsilon _____________________________________

Epsilon Fle Forex C 07/19 Epsilon Fle Forex C 09/18 Epsilon Fle Forex C 09/19 Epsilon Fle Forex C 09/20 Epsilon Fle Forex C 11/19 Epsilon Fle Forex C 11/20 Epsilon Fle Forex C 12/18 Epsilon Fles Az Eu 09/20 Epsilon Fles Az Eu 11/20 Epsilon Italy Bo.Sh.Term A Epsilon Italy Bo.Sh.Term B Epsilon Italy Bo.Sh.Term I Epsilon QEquity Epsilon Qincome Epsilon QReturn Epsilon QValue

06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

5,052 5,134 5,014 4,998 4,977 4,998 5,055 5,005 4,999 6,595 6,654 6,685 6,245 9,521 8,266 8,115

0,58 0,90 0,78 0,02 0,77 — 1,06 0,08 — -0,02 -0,02 — 0,24 0,01 0,23 0,19

tel.011-5520306 BBI Fondersel OEM Fondersel Euro AEU Fondersel Europa OIG Fondersel Int. # APA Fondersel Oriente # AIT Fondersel P.M.I. OEB Fondersel Reddito OAS Fondersel Sh. Term Asset FLE Fondersel World All. # AIN Talento Global Equity #

08.10 56,913 08.10 10,213 08.10 18,641 08.10 17,052 08.10 8,166 08.10 26,537 08.10 16,150 08.10 100,649 08.10 117,884 08.10 173,218

0,04 0,08 0,22 -0,02 -0,07 0,52 0,02 — 0,08 -0,14

tel.02-67071422 AIN Etica Azionario E AIN Etica Azionario I E BBI Etica Bilanciato E BBI Etica Bilanciato I E OEB Etica Obb. Breve Ter. E OEB Etica Obb. Breve Ter. I E OMI Etica Obbligaz. Misto E OMI Etica Obbligaz. Misto I E BOB Etica Rendita Bil. I m E BOB Etica Rendita Bil. R E BOB Etica Rendita Bil. RD E

08.10 8,657 0,46 08.10 8,935 0,47 08.10 10,534 0,37 08.10 10,883 0,36 08.10 6,227 -0,02 08.10 6,296 -0,02 08.10 7,632 0,12 08.10 7,800 0,10 08.10 5,065 0,18 08.10 5,063 0,18 08.10 5,063 0,18

tel.02-88101 AAM Eurizon Az.America AAE Eurizon Az.Area Euro APA Eurizon Az.Asia Nuove Eco. AEN Eurizon Az.EnMatPrime AEU Eurizon Az.Europa AFI Eurizon Az.Finanza AAS Eurizon Az.Int. Etico E AIN Eurizon Az.Internazionali AIT Eurizon Az.Italia APA Eurizon Az.Pacifico AEM Eurizon Az.Paesi Emer AAM Eurizon Az.PMI Amer. AEU Eurizon Az.PMI Europa AIT Eurizon Az.PMI Italia AIF Eurizon Az.Tecn.Avanz ASA Eurizon Azioni Salute BBI Eurizon Bil.Euro Multi. # ODB Eurizon Br.Ter.Dollaro ODB Eurizon Br.Ter.Dollaro $ FLE Eurizon Ced. Doc 02/19 OFL Eurizon Ced. Doc 04/19 FLE Eurizon Ced.Att + 04/20 FLE Eurizon Ced.Att + 05/18 FLE Eurizon Ced.Att + 05/19 FLE Eurizon Ced.Att + 06/18 FLE Eurizon Ced.Att + 07/19 FLE Eurizon Ced.Att + 12/19 FLE Eurizon Ced.Att. + 10/19 FLE Eurizon Ced.Att. 04/20 FLE Eurizon Ced.Att. 05/18 FLE Eurizon Ced.Att. 05/19 FLE Eurizon Ced.Att. 06/18 FLE Eurizon Ced.Att. 07/19 FLE Eurizon Ced.Att. 10/19 FLE Eurizon Ced.Att. 12/19 FLE Eurizon Ced.Att.Top 04/21 FLE Eurizon Ced.Att.Top 04/22 FLE Eurizon Ced.Att.Top 05/20 FLE Eurizon Ced.Att.Top 05/21 FLE Eurizon Ced.Att.Top 05/22 FLE Eurizon Ced.Att.Top 06/20 FLE Eurizon Ced.Att.Top 06/22 FLE Eurizon Ced.Att.Top 07/20 FLE Eurizon Ced.Att.Top 07/21 FLE Eurizon Ced.Att.Top 10/20 FLE Eurizon Ced.Att.Top 10/21 FLE Eurizon Ced.Att.Top 10/22 FLE Eurizon Ced.Att.Top 11/22 FLE Eurizon Ced.Att.Top 12/20 FLE Eurizon Ced.Att.Top 12/21 OMI Eurizon DiversEtico E FLE Eurizon Ges.At.Cla 02/18 # FLE Eurizon Ges.At.Cla 04/18 # FLE Eurizon Ges.At.Cla 04/19 FLE Eurizon Ges.At.Cla 04/20 FLE Eurizon Ges.At.Cla 05/19 FLE Eurizon Ges.At.Cla 05/20 FLE Eurizon Ges.At.Cla 06/20 FLE Eurizon Ges.At.Cla 07/19 FLE Eurizon Ges.At.Cla 10/18 FLE Eurizon Ges.At.Cla 10/19 FLE Eurizon Ges.At.Cla 10/20 FLE Eurizon Ges.At.Cla 11/17 # FLE Eurizon Ges.At.Cla 11/20 FLE Eurizon Ges.At.Cla 12/18 FLE Eurizon Ges.At.Cla 12/19 FLE Eurizon Ges.At.Cla 6/18 # FLE Eurizon Ges.At.Cla 7/17 # FLE Eurizon Ges.At.Cla 7/18 # FLE Eurizon Ges.At.Cla 9/17 # FLE Eurizon Ges.At.Din 02/18 # FLE Eurizon Ges.At.Din 04/18 # FLE Eurizon Ges.At.Din 04/19 FLE Eurizon Ges.At.Din 04/20 FLE Eurizon Ges.At.Din 05/19 FLE Eurizon Ges.At.Din 05/20 FLE Eurizon Ges.At.Din 06/20 FLE Eurizon Ges.At.Din 07/19 FLE Eurizon Ges.At.Din 10/18 FLE Eurizon Ges.At.Din 10/20 FLE Eurizon Ges.At.Din 11/17 # FLE Eurizon Ges.At.Din 11/20 FLE Eurizon Ges.At.Din 12/18 FLE Eurizon Ges.At.Din 12/19 FLE Eurizon Ges.At.Din 6/18 # FLE Eurizon Ges.At.Din 7/18 # FLE Eurizon Ges.At.Din 9/17 # FLE Eurizon Ges.At.Din. 7/17 # FLE Eurizon Ges.At.Opp 02/18 # FLE Eurizon Ges.At.Opp 04/18 # FLE Eurizon Ges.At.Opp 04/19 FLE Eurizon Ges.At.Opp 05/19 FLE Eurizon Ges.At.Opp 10/18 FLE Eurizon Ges.At.Opp 11/17 # FLE Eurizon Ges.At.Opp 12/18 FLE Eurizon Ges.At.Opp 6/18 # FLE Eurizon Ges.At.Opp 7/18 # FLE Eurizon Ges.At.Opp 9/17 #

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

Ersel A. M. __________________________________

Etica _______________________________________

16,869 31,890 12,536 9,489 11,091 25,947 9,470 12,179 15,826 4,769 8,618 39,021 12,765 6,908 7,211 29,815 48,833 14,483 16,333 5,419 5,407 4,976 5,141 5,029 5,103 5,009 5,048 5,064 4,976 5,117 5,015 5,094 5,021 5,056 5,040 5,330 4,974 5,504 5,310 4,868 5,551 4,921 5,539 5,227 5,477 5,278 5,047 4,997 5,449 5,102 9,662 5,285 5,279 5,109 4,852 5,055 4,765 4,876 5,031 5,182 4,980 5,011 5,383 4,999 5,151 4,968 5,318 5,437 5,201 5,409 5,501 5,463 5,292 4,811 5,245 4,608 4,786 5,178 5,466 5,037 5,831 4,999 5,392 5,060 5,516 5,462 5,873 5,922 5,593 5,601 5,425 5,351 5,545 5,905 5,576 5,623 5,585 5,880

0,29 0,12 -0,70 1,16 0,18 -0,18 0,16 0,12 0,67 -0,77 -0,24 0,56 0,04 0,33 -0,06 -0,28 -0,02 -0,36 -0,01 0,07 0,07 0,08 0,06 0,08 0,06 0,08 0,08 0,08 0,08 0,06 0,08 0,08 0,08 0,08 0,08 0,45 0,44 0,46 0,45 0,43 0,45 0,45 0,44 0,46 0,44 0,44 0,44 0,02 0,46 0,45 0,07 0,06 0,06 0,10 0,08 0,10 0,11 0,10 0,10 0,10 0,10 0,10 0,07 -0,02 0,10 0,10 0,08 0,06 0,10 0,07 0,11 0,15 0,23 0,10 0,21 0,11 0,13 0,23 0,18 0,16 0,07 -0,02 0,22 0,24 0,16 0,22 0,09 0,02 0,30 0,29 0,28 0,28 0,29 0,32 0,29 0,29 0,29 0,29

FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE OAS OAS OPE OAS OEM OEB OEB OEC OEC OEH OIG OFL OFL FLE FLE FLE FLE FLE FLE OMI OMI OFL OFL OFL FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE OMI BBI BBI FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE MAE MAE AEU OEB OEM OEB OEB

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

5,949 5,331 5,166 5,717 5,649 4,994 5,106 4,855 5,062 5,043 5,166 4,996 5,150 4,978 4,889 4,802 4,925 5,151 5,040 5,002 5,059 6,815 6,043 13,495 5,972 18,122 16,241 14,879 6,679 8,378 9,546 10,426 4,989 4,989 8,875 5,910 6,075 6,421 5,680 6,014 6,748 6,368 4,979 4,979 4,979 4,806 4,819 5,065 5,004 4,835 4,842 5,057 5,003 7,822 8,202 32,825 5,265 5,457 5,583 5,393 5,675 6,383 6,453 6,183 6,268 5,340 5,500 4,709 4,868 4,840 5,020 7,972 8,133 8,349 6,202 6,881 7,710 8,163

0,30 0,06 0,21 0,05 0,28 — 0,10 0,08 0,10 0,10 0,10 0,08 0,10 0,08 0,16 0,17 0,16 0,16 0,14 0,02 0,18 0,06 0,05 -0,11 0,07 0,10 0,01 0,01 — -0,01 -0,03 -0,25 0,06 0,06 — 0,05 0,07 0,19 0,04 0,10 — — 0,02 0,02 0,04 0,08 0,10 0,10 — 0,06 0,06 0,06 — — 0,16 0,19 — -0,04 — 0,02 — 0,05 0,05 0,10 0,10 0,17 0,18 0,21 0,16 -0,04 -0,04 — — 0,19 0,02 0,04 0,01 0,01

tel.02-62041 FLE Euromob. Az. Internaz. AIT Euromob. Azioni Italiane OFL Euromob. Cedola 2018 OFL Euromob. Cedola 3 - 2017 OEB Euromob. Conservativo OFL Euromob. Crescita Attiva OFL Euromob. Emerg Mkt Bond OEC Euromob. Euro Aggregate OFL Euromob. F2 FLE Euromob. F3 BOB Euromob. Fle Alloc.Glob FLE Euromob. Flex Stars OEM Euromob. Reddito FLE Euromob. Rising Stars FLE Euromob. Science 4 Life FLE Euromob. Seven Stars

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

16,153 26,845 4,980 5,266 11,663 4,950 7,609 9,110 6,787 4,827 35,072 4,820 19,282 5,220 5,326 5,027

0,16 0,71 0,02 0,02 -0,01 0,04 -0,17 -0,01 0,06 -0,08 -0,09 0,25 0,04 -0,13 0,06 -0,04

Fideuram Asset Management (Ireland) __ tel.00352-262076651 OEH Foi Bnd Gl. High Yield T m OEH Foi Bond Gl.High Yield S ODM Foi Bond US Plus R ODM Foi Bond Us Plus S ODM Foi Bond Us Plus T m OEH Foi BondGlobHigh Yield R OAS Foi Core Bond R OAS Foi Core Bond T OFL Foi Credit Abs Return R OFL Foi Credit Abs Return S OFL Foi Credit Abs Return T FLE Foi Crescita Prot. 80 R APS Foi Eq Brazil R APS Foi Eq Brazil T APS Foi Eq China R APS Foi Eq China T APS Foi Eq India R APS Foi Eq India T OEC Foi Eu Corp Bnd S OAS Foi Eu Yield Pl S FLE Foi Flex Europe R FLE Foi Flex Europe T FLE Foi Flex Italy R FLE Foi Flex Italy T OFL Foi Global Bond R OFL Foi Global Bond S OFL Foi Global Bond T OPE Fondit Bnd Glb Em Mkt R OPE Fondit Bnd Glb Em Mkt S m OPE Fondit Bnd Glb Em Mkt T OIH Fondit Bond HY Short R OIH Fondit Bond HY Short S OIH Fondit Bond HY Short T ODM Fondit Bond US Plus RH ODM Fondit Bond US Plus TH OAS Fondit Core Bond S FLE Fondit Diver.Real Asset R FLE Fondit Diver.Real Asset S FLE Fondit Diver.Real Asset T OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. R OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. RH OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. S OPE Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. T

SPECULATIVI AUTORIZZATI

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

17,426 14,209 11,332 10,647 11,803 16,787 10,775 10,980 9,994 9,994 9,995 10,081 4,182 4,310 10,284 10,552 10,656 10,936 8,931 9,146 8,925 9,196 13,700 14,044 10,138 9,092 10,364 13,209 12,218 13,475 9,777 9,189 9,860 9,767 10,059 10,374 9,984 9,511 10,099 8,817 7,615 8,150 8,945

0,13 0,12 -0,52 -0,52 -0,52 0,12 0,42 0,42 -0,01 -0,01 — 0,13 -0,69 -0,69 -1,63 -1,62 -0,98 -1,01 0,03 -0,01 0,06 0,05 0,04 0,04 -0,05 -0,05 -0,05 -0,02 -0,02 -0,02 0,07 0,08 0,07 -0,18 -0,19 0,43 -0,23 -0,23 -0,23 -0,25 0,08 -0,24 -0,26

tel.800-546961 BBI Fideuram Bilanciato AIT Fideuram Italia MAE Fideuram Moneta OEM Fideuram Rendimento OEB Fideuram Risparmio FLE FMS - Absolute Return # BBI FMS - Balanced # I ASE FMS - Eq.Glob.Resources # APA FMS - Equity Asia # AEU FMS - Equity Europe # AEM FMS - Equity Gl Em Mkt # AEM FMS - Equity New World # AAM FMS - Equity Usa #

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

0,10 0,69 — 0,13 — -0,13 -0,09 0,52 0,01 -0,15 -0,28 -0,61 0,12

tel.0438-360407 FLE Finint Equity-I m

02.105946,385 -0,56

tel.0112309029 OEB Fondaco Euro Cash m OEB Fondaco Euro Cash B m OEM Fondaco Eurogov Beta m OEM Fondaco Eurogov Beta B m FLE Fondaco Glb Opp Instit. A m # FLE Fondaco Glb Opp. Classic B m FLE Fondaco Glb.Opp. Instit.B m FLE Fondaco Income Classic A m # FLE Fondaco Income Classic B FLE Fondaco Income Instit. A m # FLE Fondaco Income Instit. B m # FLE Fondaco Income Profes. B m OIG Fondaco World G ABNoE I OIG Fondaco World G ABNoE B m

08.10 124,650 08.10 123,286 08.10 159,252 08.10 140,247 08.10 111,309 08.10 106,007 08.10 105,906 07.10 106,519 07.10 102,332 07.10 106,055 07.10 102,070 07.10 102,133 08.10 119,234 08.10 109,111

tel.02-60765711 OMI Alleanza Obbligaz. AAM Alto America Az. AAE Alto Azionario BBI Alto Bilanciato OFL Alto Euro Flessibile Ob. OEB Alto Euro Governativo B/T AIN Alto Internaz. Azionario OIG Alto Internaz. Obbligaz. APA Alto Pacifico Azionario OEB GI Focus Euro Gov. BT OFL GI Focus Obbligazionario

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tel.00352-262076651 OEH Ifu Bond Gl. High Yield ODM Ifu Bond US Plus ASE Inter.Int.Sec.New Ec OPE Interf. Bond Glb Em Mkt OAY Interf. Bond Japan FLE Interf. Crescita Prot.80 m OPE Interf. Em.Mkt Loc.Cur H m OPE Interf. Em.Mkt Loc.Curr AEM Interf. Eq. Glb Em Mkt APA Interf. Eq. Japan H APA Interf. Eq. Pacif. ex Japan APA Interf. Eq. Pacif. ex Japan H AAM Interf. Eq. USA H AAM Interf. Eq.USA AEU Interf. Equity Europe AIT Interf. Equity Italy APA Interf. Equity Japan AAM Interf. Equity Usa Adv OEM Interf. Euro Bond Long T OEM Interf. Euro Bond Med. T OEC Interf. Euro Corporate Bd OEB Interf. Euro Currency MAE Interf. Euro Liquidity m OEM Interf. Euro Short Term 1-3 OEM Interf. Euro Short Term 3-5 OAS Interf. Inflation Linked FLE Interf. System Evolution ODM Interfund Bond Us Plus H m OAS Interfund Glob.Convert

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08.10 12,350



Fideuram Investimenti ____________________ 15,216 35,614 15,001 10,748 17,073 9,142 10,831 8,715 11,543 13,623 12,718 17,974 15,199

Fondaco Sgr _______________________________ -0,02 -0,02 0,11 0,11 0,15 0,15 0,15 0,28 0,28 0,28 0,28 0,28 -0,31 -0,31

Generali Investments Europe SGR ________

Interfund __________________________________

Ge e e — — — — — — — — — — — — — —

m

M M M M

M

An ma

FLE Interfund System 100

Investitori _________________________________ tel.02-72162500 AAM Investitori America AEU Investitori Europa APA Investitori Far East FLE Investitori Flessibile FLE Investitori Piazza Affari

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

tel.02-777181 FLE Kairos Selection

08.10 10,605 0,06

tel.800-107107 FLE Mediolanum Fle Obb Glo LA OFL Mediolanum Fle Obb Glob L FLE Mediolanum Fle Strateg L FLE Mediolanum Fle Strateg LA FLE Mediolanum Fle Svi Ita LA FLE Mediolanum Fle Val.Att LA FLE Mediolanum Flex Glob LA FLE Mediolanum Flex Italia LA FLE Mediolanum Flex Svi Ita L FLE Mediolanum Flex Val.Att L OEB Mediolanum Risp Dinam L OEB Mediolanum Risp Dinam LA

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

tel.02-7645121 BBI Nextam Part. Bilanciato OMI Nextam Part. Obbl. Misto

08.10 08.10

tel.800-551-552 OAS Pioneer CIM EuroFixIncome AIN Pioneer CIM GlobalEquity

08.10 20,216 0,03 08.10 52,354 0,05

tel.800-551-552 OEB Pion. Eur Gov BT (ex Mon.) A OEB Pion. Eur Gov BT (ex Mon.) B AAM Pioneer Az. Am. A AAM Pioneer Az. Am. B APA Pioneer Az. Area Pacif A APA Pioneer Az. Area Pacif B AIT Pioneer Az. Crescita A AIT Pioneer Az. Crescita B AEU Pioneer Az. Europa A AEU Pioneer Az. Europa B AEM Pioneer Az. Paesi Em. A AEM Pioneer Az. Paesi Em. B AEU Pioneer Az. Val Eu Dis A AEU Pioneer Az. Val Eu Dis B OEM Pioneer Eu Gov MT Dis A OEM Pioneer Eu Gov MT Dis B FLE Pioneer Innovaz.Att. B # MAE Pioneer Liquidita' Euro ODC Pioneer Ob Co Am Dis A ODC Pioneer Ob Co Am Dis B OEC Pioneer Ob Eu Co Et Dis A E OEC Pioneer Ob Eu Co Et Dis B E OPE Pioneer Ob Paesi Em Dis A OPE Pioneer Ob Paesi Em Dis B OMI Pioneer Ob. Piu' Dis A OMI Pioneer Ob. Piu' Dis B OBI Pioneer Ob.Sist.It Dis A OBI Pioneer Ob.Sist.It Dis B OEM Pioneer Obb. Euro Distr A OEM Pioneer Obb. Euro Distr B OIH Pioneer Obb. Glo HY Dis A OIH Pioneer Obb. Glo HY Dis B FLE Pioneer Target Controllo A FLE Pioneer Target Controllo B FLE Unicr. Evol. Eco Reale A # FLE Unicr. Evol. Eco Reale B # OMI Unicr. Evol. Reddito A # OMI Unicr. Evol. Reddito B # FLE Unicr. Evol. Trend A # FLE Unicr. Evol. Trend B # FLE UniCredit Sol. Pa. Em. A FLE UniCredit Sol. Pa. Em. B FLE UniCredit Soluzione 20A # FLE UniCredit Soluzione 20B # FLE UniCredit Soluzione 40A # FLE UniCredit Soluzione 40B # FLE UniCredit Soluzione 70A # FLE UniCredit Soluzione 70B # FLE UniCredit Soluzione BTA FLE UniCredit Soluzione BTB

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

13,970 5,097 13,114 8,172 4,095 6,067 15,920 8,368 19,986 7,184 10,241 4,952 9,624 7,286 5,658 5,629 4,971 5,221 5,775 5,737 5,142 5,556 10,791 5,400 9,273 5,544 6,228 6,191 7,418 5,719 5,693 5,647 5,409 5,411 5,695 5,636 5,332 5,297 5,541 5,484 5,094 4,995 5,548 5,438 5,924 5,794 6,395 6,242 5,120 5,009

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tel.800-102010 FLE Gestnord Asset Allocation AIN Gestnord Az Trend Set APA Gestnord Az. Pacifico A APA Gestnord Az. Pacifico C m AAM Gestnord Az.America A AAM Gestnord Az.America C m AEU Gestnord Az.Europa A AEU Gestnord Az.Europa C m AIT Gestnord Az.Italia A AIT Gestnord Az.Italia C m AEM Gestnord Az.Paesi Em A AEM Gestnord Az.Paesi Em C m BBI Gestnord Bil. Euro A BBI Gestnord Bil. Euro C m OMI Investimenti Sostenib.A E OMI Investimenti Sostenib.C m MAE Nordfondo Liquidità A MAE Nordfondo Liquidità C m OEC Nordfondo Ob.Euro Corp A OEC Nordfondo Ob.Euro Corp C m OEM Nordfondo Ob.Euro M.T. A OEM Nordfondo Ob.Euro M.T. C m OPE Nordfondo Ob.Paesi Em A OPE Nordfondo Ob.Paesi Em B OPE Nordfondo Ob.Paesi Em C m OEB Nordfondo Obbl. B.T A OEB Nordfondo Obbl. B.T B OEB Nordfondo Obbl. B.T C m OAS Nordfondo Obbl. Conv. A OAS Nordfondo Obbl. Conv. C m ODM Nordfondo Obbl. Dollari A ODM Nordfondo Obbl. Dollari C m FLE Star Coll 6 Dinamico A # FLE Star Coll 6 Dinamico C m # FLE Star Coll 6 Dinamico E # AIN Star Coll Az.Inter. A # AIN Star Coll Az.Inter. C m # AIN Star Coll Az.Inter. E # BBI Star Coll Bil.PaesiEm A # BBI Star Coll Bil.PaesiEm C m # BBI Star Coll Bil.PaesiEm E # FLE Star Coll Multi As.Gl A # FLE Star Coll Multi As.Gl C m # FLE Star Coll Multi As.Gl E # OAS Star Coll Ob Inter. A #

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

5,470 3,871 8,724 8,888 19,346 19,698 12,281 12,490 14,949 15,201 9,387 9,547 17,614 17,941 7,456 7,500 6,451 6,471 9,461 9,553 19,404 19,580 12,454 11,215 12,628 9,556 9,980 9,611 6,487 6,580 18,197 18,384 4,783 4,804 4,770 6,843 6,954 6,845 5,184 5,278 5,171 5,142 5,224 5,108 5,805

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m m m m m

Nex am Pa ne m

m

6,855 6,762 6,480 7,395 5,639

0,42 0,19 -0,60 -0,08 0,46

Mediolanum Gest. Fondi __________________ 9,286 9,039 6,689 6,825 10,537 9,861 18,132 22,985 10,485 9,637 5,262 5,336

-0,13 -0,12 -0,03 -0,03 0,15 0,02 0,07 0,66 0,15 0,02 0,02 0,02

Nextam Partners __________________________ 7,526 0,28 7,953 0,16

Pioneer Invest. Management Sgr _________

Sella Gestioni _____________________________

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

5,863 5,785 5,435 5,497 5,430

-0,26 -0,24 0,11 0,13 0,13

tel.055-263331 AIN Soprarno Esse Stock A AIN Soprarno Esse Stock B m FLE Soprarno Inflaz. 1,5% A FLE Soprarno Inflaz. 1,5% B m FLE Soprarno Oriz.Att.Ced A FLE Soprarno Oriz.Att.Ced B FLE Soprarno Orizzonte Attivo OEB Soprarno Pronti Termine A m OEB Soprarno Pronti Termine B OFL Soprarno Redd.& Cresc. A OFL Soprarno Redd.& Cresc. B m FLE Soprarno Relat. Value A FLE Soprarno Relat. Value B m FLE Soprarno Rit. Ass A FLE Soprarno Rit. Ass. B m FLE Soprarno Tar.4% Fle Cl.B FLE Soprarno Targ.4% Fle Cl.A

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

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tel.800-614614 FLE Symphonia Asia Fles. AIT Symphonia Az. Sm.Cap It. AAE Symphonia Azionario Euro AAM Symphonia Azionario Usa FLE Symphonia Fortissimo FLE Symphonia Mult Emer Fle # OFL Symphonia Obb. Alto Pot. OEB Symphonia Obb. Breve Ter. OEC Symphonia Obb. Corp. OFL Symphonia Obb. Din. Val. OEM Symphonia Obb. Euro OEB Symphonia Obb. Rendita FLE Symphonia Patrim. Attivo OMI Symphonia Patrim. Redd. AIT Symphonia Selez. Italia FLE Symphonia Tematico MAE Symphonia Tesoreria

08.10 8,483 -0,06 08.10 8,260 0,34 08.10 7,242 0,18 08.10 10,875 0,60 08.10 3,486 0,29 08.10 13,312 -0,16 08.10 5,431 0,04 08.10 7,108 — 08.10 6,598 0,05 08.10 6,400 -0,54 08.10 8,425 0,01 08.10 8,411 — 08.10 26,469 — 08.10 8,487 0,05 08.10 9,249 0,51 08.10 3,825 0,13 08.10 5,215 —

tel.02-430241 OFL UBI Pra. Active Duration AEU UBI Pra. Az. Europa AEM UBI Pra. Az. Merc. Emerg. AAE UBI Pra. Azionario Etico E AAE UBI Pra. Azioni Euro AIN UBI Pra. Azioni Globali AIT UBI Pra. Azioni Italia APA UBI Pra. Azioni Pacifico AAM UBI Pra. Azioni Usa BOB UBI Pra. B. Euro Ris. Cont. FLE UBI Pra. Capital Growth P OEB UBI Pra. Euro BT MAE UBI Pra. Euro Cash OEC UBI Pra. Euro Corp. FLE UBI Pra. Euro Eq Risk Cont OEM UBI Pra. Euro M/L Term. BBI UBI Pra. Europe Multifund FLE UBI Pra. Gl. Multif. 50 OEH UBI Pra. Gl.High Yld Euro H BOB UBI Pra. Glob. Multiasset FLE UBI Pra. Inflat. Shield P FLE UBI Pra. Mult.Vol.Target BOB UBI Pra. Multiasset IT OAS UBI Pra. Obb. Dollari OIH UBI Pra. Obb. Gl. Alto Ren. OIC UBI Pra. Obb. Glob. Corp. OIG UBI Pra. Obb. Globali OFL UBI Pra. Obb. Ob. Valore OEC UBI Pra. Obb.Eu.Corp.Etico E BAZ UBI Pra. Port. Aggressivo BBI UBI Pra. Port. Dinamico BOB UBI Pra. Port. Moderato OMI UBI Pra. Port. Prudente FLE UBI Pra. Protez. Mkt Euro P OFL UBI Pra. Tot Ret Pr FLE UBI Pra. Tot. Ret. Din. FLE UBI Pra. Tot.Ret. Moderato A FLE UBI Pra. Tot.Ret. Moderato B

08.10 6,017 0,17 08.10 7,840 0,31 08.10 11,114 -0,85 08.10 6,557 0,03 08.10 8,239 0,29 08.10 7,629 0,10 08.10 7,046 0,56 08.10 8,653 -0,97 08.10 7,286 0,90 08.10 6,403 0,08 08.10 5,472 — 08.10 7,169 — 08.10 7,530 — 08.10 9,398 0,06 08.10 4,676 0,11 08.10 8,226 0,09 08.10 5,382 -0,07 08.10 7,287 -0,10 08.10 5,068 0,10 08.10 5,264 0,08 08.10 4,798 0,04 08.10 5,237 0,06 08.10 5,447 0,22 08.10 7,039 -0,59 08.10 11,693 0,08 08.10 8,552 -0,14 08.10 6,952 -0,26 08.10 4,963 0,02 08.10 4,851 0,08 08.10 7,448 0,12 08.10 7,325 0,04 08.10 7,169 -0,03 08.10 6,906 -0,01 08.10 4,920 0,02 08.10 11,111 0,05 08.10 4,931 -0,06 08.10 4,939 0,08 08.10 5,005 0,08

tel.02-806071 OEB Zenit Mc Breve Ter Cl.I OEB Zenit Mc Breve Ter Cl.R FLE Zenit Mc Evoluzione Cl.I FLE Zenit Mc Evoluzione Cl.R AIN Zenit Mc Megatrend Cl.I AIN Zenit Mc Megatrend Cl.R OMI Zenit Mc Obbligaz. Cl.I OMI Zenit Mc Obbligaz. Cl.R FLE Zenit Mc Parsec Cl.I FLE Zenit Mc Parsec Cl.R AIT Zenit Mc Pianeta It Cl.I AIT Zenit Mc Pianeta It Cl.R

08.10 8,339 -0,02 08.10 8,132 -0,02 08.10 6,125 0,15 08.10 5,678 0,14 08.10 5,028 0,14 08.10 4,806 0,15 08.10 9,697 -0,08 08.10 9,370 -0,09 08.10 4,723 0,04 08.10 4,519 0,02 08.10 13,938 0,56 08.10 13,169 0,57

OAS OAS OAS OAS OAS

Star Coll Ob Inter. C m # Star Coll Ob Inter. E # Star Coll Ob M/L Ter A # Star Coll Ob M/L Ter C m # Star Coll Ob M/L Ter E #

Soprarno ___________________________________

Zenit _______________________________________

INDICI FIDEURAM Indici Generale Fondi Azionari Az. Italia Az. Area Euro Az. Europa Az. America Az. Pacifico Az. Paesi Emergenti Az. Internazionali Az. Settoriali Fondi Bilanciati Bilanciati Bil. Obbligazionari Fondi Obbligazionari Ob. Italia Ob. Euro Governativi BT Ob. Euro Governativi M/L Term Ob. Euro Corporate Inv. Grade Ob. Area Dollaro Ob. Dollaro Govern. M/L Term Ob. Internaz. Governativi Ob. Paesi Emergenti Ob. Altre Specializzazioni Ob. Misti Ob. Flessibili Fondi Mercato Monetario Monetario Area Euro Flessibili Indici Lussemburghesi

08.10 Provv. 125,82 123,90 137,38 118,23 140,38 147,48 146,43 253,41 129,74 108,82 141,63 118,27 132,59 153,70 — 141,08 168,99 137,30 — 123,60 151,18 299,46 157,03 155,23 132,31 131,09 131,17 115,71 893,83

07.10 Defin. 125,77 123,80 136,61 117,98 140,17 146,77 147,65 254,91 129,32 108,74 141,52 118,14 132,53 153,68 113,30 141,08 168,89 137,26 172,56 123,66 151,61 299,78 156,96 155,14 132,34 131,09 131,17 115,60 893,25

Var. % 0,04 0,08 0,56 0,21 0,15 0,48 -0,83 -0,59 0,32 0,07 0,08 0,11 0,05 0,01 — — 0,06 0,03 — -0,05 -0,28 -0,11 0,04 0,06 -0,02 — — 0,10 0,06

www ilsole24ore com/indicienumeri %

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M M

0,08 0,53 0,53 -0,37 -0,37 -0,48 -0,46 0,53 — — 0,31 — — — 0,22 0,20 0,20 -0,10 0,61 0,61 0,14 0,15 0,24 0,24 0,28 0,29 0,30 0,30 0,65 0,65 -0,92 -0,94 0,31 0,31 0,03 0,04 — — 0,67 0,67 0,23 0,23 -0,33 -0,34 -0,01 -0,01 0,04 0,04 0,04 -0,04 -0,04 -0,15 -0,16 0,12 0,11 0,12 0,23 0,23 -0,02 -0,01 -0,01 -0,08 -0,09 0,20 0,20 -0,13 -0,13

%

M

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X X

08.10 7,377 08.10 9,426 08.10 9,439 08.10 11,321 08.10 11,886 08.10 3,934 08.10 4,104 08.10 8,711 08.10 10,085 08.10 10,105 08.10 10,516 08.10 8,354 08.10 8,452 08.10 8,650 08.10 7,916 08.10 7,035 08.10 8,153 08.10 4,801 08.10 15,099 08.10 15,765 08.10 11,906 08.10 12,311 08.10 11,808 08.10 12,284 08.10 12,016 08.10 12,553 08.10 12,805 08.10 13,370 08.10 16,577 08.10 17,310 08.10 3,536 08.10 3,692 08.10 11,030 08.10 11,352 08.10 9,989 08.10 10,257 08.10 8,055 08.10 8,217 08.10 14,960 08.10 15,723 08.10 14,837 08.10 15,595 08.10 6,633 08.10 6,952 08.10 9,604 08.10 9,856 08.10 13,466 08.10 13,139 08.10 13,836 08.10 9,652 08.10 10,038 08.10 2,637 08.10 2,538 08.10 8,447 08.10 7,855 08.10 8,669 08.10 9,603 08.10 9,888 08.10 10,795 08.10 10,378 08.10 10,954 08.10 5,150 08.10 5,359 08.10 159,385 08.10 166,371 08.10 15,988 08.10 16,421

%

di DIRITTO ITALIANO

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X X

Fondit Em.Mkt.Loc.Cur. TH Fondit Eq Gl High Div R Fondit Eq Gl High Div T Fondit Eq Glb Em Mkt R Fondit Eq Glb Em Mkt T Fondit Eq Pacif ex Japan R Fondit Eq Pacif ex Japan T Fondit Eq.Gl.High Div. S Fondit Ethical R Fondit Ethical T m Fondit Eur Bd Lng Term S Fondit Eur Bond Defe. S Fondit Eur Bond Defen R Fondit Euro Bond Defen T Fondit Flexib Strategy R Fondit Flexib Strategy S Fondit Flexib Strategy T Fondit Global Income S Fondit. Eq. Usa Blue Ch R Fondit. Eq. Usa Blue Ch T Fonditalia Core 1 R Fonditalia Core 1 T Fonditalia Core 2 R Fonditalia Core 2 T Fonditalia Core 3 R Fonditalia Core 3 T Fonditalia Eq. Europe R Fonditalia Eq. Europe T Fonditalia Eq. Italy R Fonditalia Eq. Italy T Fonditalia Eq. Japan R Fonditalia Eq. Japan T Fonditalia Eu B. Long T R Fonditalia Eu B. Long T T Fonditalia Eu Corp Bnd R Fonditalia Eu Corp Bnd T Fonditalia Eu Currency R Fonditalia Eu Currency T Fonditalia Eu Cyclicals R Fonditalia Eu Cyclicals T Fonditalia Eu Defensive R Fonditalia Eu Defensive T Fonditalia Eu Financials R Fonditalia Eu Financials T Fonditalia Eu Yield Pl R Fonditalia Eu Yield Pl T Fonditalia Euro Bond R Fonditalia Euro Bond S Fonditalia Euro Bond T Fonditalia Fl Risk Par R Fonditalia Fl Risk Par T Fonditalia Flex Em. Mkts T Fonditalia Flex Em.Mkts R Fonditalia Flexib Bond R Fonditalia Flexib Bond S Fonditalia Flexib Bond T Fonditalia Flexib Growth R Fonditalia Flexib Growth T Fonditalia Glob Conv. R Fonditalia Glob Conv. S Fonditalia Glob Conv. T Fonditalia Glob Income R Fonditalia Glob Income T Fonditalia Global R Fonditalia Global T Fonditalia Inflat Linked R Fonditalia Inflat Linked T

ETFplus - Mercato Telematico

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Popo a e V a

OPE ASE FLE AEM AEM APA APA AAS OFL OFL OEM OEB OEB OEB FLE FLE FLE FLE AAM AAM BOB BOB BBI BBI BAZ BAZ AEU AEU AIT AIT APA APA OEM OEM OEC OEC OEB OEB ASE ASE ASE ASE AFI AFI OAS OAS OEM OEM OEM FLE FLE ASE ASE OFL OFL OFL FLE FLE OAS OAS OAS ASE ASE AIN AIN OAS OAS

Finanziaria Internazionale Inv. SGR ______

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P onee nve men M SGR X mm

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di DIRITTO ESTERO E ka o Cap a Man Sa M M M M M

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INDICI E CERTIFICATI m M

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P onee nve men Mgm m m m m m m m

Eurizon Ges.At.Opp. 7/17 # Eurizon Gest.At.Cla 12/17 # Eurizon Gest.At.Din 10/19 Eurizon Gest.At.Din 12/17 # Eurizon Gest.At.Opp 12/17 # Eurizon Guida Att + 11/20 Eurizon Guida Att. 04/19 Eurizon Guida Att. 04/20 Eurizon Guida Att. 05/19 Eurizon Guida Att. 07/19 Eurizon Guida Att. 10/18 Eurizon Guida Att. 10/19 Eurizon Guida Att. 12/18 Eurizon Guida Att. 12/19 Eurizon MAsset Red. 04/20 Eurizon MAsset Red. 05/20 Eurizon MAsset Red. 06/20 Eurizon MAsset Red. 10/19 Eurizon MAsset Red. 10/20 Eurizon MAsset Red. 11/20 Eurizon MAsset Red. 12/19 Eurizon Obbl. Cedola A Eurizon Obbl. Cedola D Eurizon Obbl. Emergenti Eurizon Obbl. Etico E Eurizon Obbl. Euro Eurizon Obbl. Euro BT A Eurizon Obbl. Euro BT D Eurizon Obbl. Euro Corp. Eurizon Obbl. Euro Corp. BT Eurizon Obbl. Euro HY Eurizon Obbl. Internaz. Eurizon Obbl.Strat.Fle A Eurizon Obbl.Strat.Fle D Eurizon Obiettivo Rend # Eurizon Profilo Fle Dif. # Eurizon Profilo Fle Equi # Eurizon Profilo Fle Svil # Eurizon Rend.Ass 2anni # Eurizon Rend.Ass 3anni # Eurizon Rendita A Eurizon Rendita D Eurizon Riserva 2 Anni A Eurizon Riserva 2 Anni B Eurizon Riserva 2 Anni C Eurizon Sol.Ced + 05/20 Eurizon Sol.Ced + 06/20 Eurizon Sol.Ced + 10/20 Eurizon Sol.Ced + 11/20 Eurizon Soluz.Ced 05/20 Eurizon Soluz.Ced 06/20 Eurizon Soluz.Ced 10/20 Eurizon Soluz.Ced 11/20 Eurizon Soluzione 10 Eurizon Soluzione 40 Eurizon Soluzione 60 Eurizon Stra Pro 1tri13 # G Eurizon Stra. Flessib 15 G Eurizon Stra.Pro 1tri12 # G Eurizon Stra.Pro 2tri12 # G Eurizon Stra.Pro IIITr11 # G Eurizon Team 1 Cl A # Eurizon Team 1 Cl G # Eurizon Team 2 Cl A # Eurizon Team 2 Cl G # Eurizon Team 3 Cl A # Eurizon Team 3 Cl G # Eurizon Team 4 Cl A # Eurizon Team 4 Cl G # Eurizon Team 5 Cl A # Eurizon Team 5 Cl G # Eurizon Tesor.Euro A Eurizon Tesor.Euro B Malatesta Azionario Eu Malatesta Breve Termine Malatesta Obblig. Euro Passadore Breve Termine Teodorico Breve Termine

M

m m m m

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08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

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12,570 15,570 13,970 15,870

15,348 16,327 14,743 13,417 16,888

tel.02-88981 FLE Azimut Dinamico ODM Azimut Reddito Usa FLE Azimut Scudo OBI Azimut Solidity FLE Azimut Str. Trend FLE Azimut Trend FLE Azimut Trend America FLE Azimut Trend Europa FLE Azimut Trend Italia FLE Azimut Trend Pacifico OAS Azimut Trend Tassi FLE Formula 1 Absolute FLE Formula Target 17 Eq.Opt.

FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE FLE OBI OBI OBI AAE OEM FLE AEU

8a+ nve men

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30.09 14,223 30.09 11,987 30.09 13,469

Crédit Agricole Vita ___________ Taro Taro Cl.A Taro Cl.B Ticino X Ticino Cl.A Ticino Cl.B Trebbia Trebbia Cl.A Trebbia Cl.B

4,966 4,969 4,949 4,951 4,939 4,940 4,793 4,794 4,841 4,842 5,006 5,006 5,000 5,000 30,465 13,646 7,489 18,373 26,924 9,767 42,278 8,858 4,921 15,427 5,313 16,871 5,269 5,280 5,164 5,171 5,320 5,261 4,387 4,389 4,686 4,693 4,935 4,942 5,038 5,039 5,084 5,086 5,040 5,041 4,931 4,932 4,980 4,982 4,996 4,997 4,999 4,999 5,000 5,000 5,426 5,810 5,569 5,445 5,175 5,263 5,129 4,941 4,826 4,801 5,696 4,782 4,800 11,106 11,102 6,045 6,314 21,201

m

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Credemprevidenza ___________ Comparto Azionario A Comparto Azionario B Comparto Bilanciato A Comparto Bilanciato B Comparto Flessibile A Comparto Flessibile B Comparto Obb. Gar. A X Comparto Obb. Gar. B X

6,670

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Cassa Centrale Raiffeisen ____ Raiffeisen F.P.A. Linea Activity Linea Dynamic Linea Safe

0,20 — — 0,17 0,18 0,16 0,26 -0,07 -0,05 -0,05 — 0,03 -0,16 -0,15 -0,16 -0,10 -0,04 -0,05 -0,04 — 0,02 0,02 0,03 -0,02 0,02 -0,06 -0,02 0,02 0,02 0,04 0,04 — 0,04 0,18 0,23 0,06 0,08 0,10 0,14 0,06 0,02 0,04 0,29 0,37 — 0,25 0,11 -0,03 0,17 0,17 0,69 0,69 0,01 0,01 0,01

Anthilia Capital Part Sgr __________________

Hdi Assicurazioni _____________ Comparto Crescita Comparto Crescita Cl.C Comparto Equilibrato Comparto Equilibrato Cl.C Comparto Garantito X Comparto Obbligaz. Comparto Obbligaz. Cl.C Comparto Protetto Comparto Protetto Cl.C

5,039 12,200 12,316 9,642 9,982 9,497 5,048 12,266 12,149 12,487 2,911 3,073 6,404 6,720 6,708 9,404 5,476 5,722 5,126 5,505 5,236 5,207 5,930 5,179 5,030 5,185 5,218 5,275 5,306 5,279 5,268 5,105 5,292 5,572 5,566 5,363 5,258 5,195 5,068 5,173 5,426 5,414 5,113 5,184 5,157 5,157 5,237 5,744 6,338 6,559 33,606 34,116 43,743 43,139 44,415

www.ilsole24ore.com/fondi24

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6,022 6,032 7,643 7,653

Anima Russell Multi-Asset Anima Salvadanaio A Anima Salvadanaio F Anima Sel. Dinam. 2020 II Anima Sel. Dinam. 2020 III Anima Sel. Dinamica 2020 Anima Selection Anima Sforzesco A Anima Sforzesco AD Anima Sforzesco F Anima Star Eu AltoPot A Anima Star Eu AltoPot Y Anima Star It AltoPot A Anima Star It AltoPot Y Anima Star It AltoPot YD Anima Target Cedola 2022 Anima Trag. 2016 Anima Trag. 2016 CED.3 Anima Trag. 2017 CED.4 Anima Trag. 2017 CED.4 II Anima Trag. 2017 CED.4 III Anima Trag. 2017 MultiCed Anima Trag. 2018 Anima Trag. 2018 Alto Pot. Anima Trag. 2018 Ced. Sem. Anima Trag. 2018 Eu. A. P. Anima Trag. 2018 Eu. A. P. II Anima Trag. 2018 Eu. A. P. III Anima Trag. 2018 IT. A. P. Anima Trag. 2018 IT. A. P. II Anima Trag. 2018 IT. A. P. III Anima Trag. 2018 MultiCed II Anima Trag. 2018 Target Ced. Anima Trag. 2019 Cre. Sost. Anima Trag. 2019 Cre. Sost. II Anima Trag. 2019 Flex Anima Trag. 2019 Flex II Anima Trag. 2019 Globale Anima Trag. 2019 Globale II Anima Trag. 2019 MultiAss Anima Trag. 2019 Plus Anima Trag. 2019 PLUS II Anima Trag. 2021 Globale Anima Trag. Ced. America Anima Trag. Ced. Europa Anima Trag. Cre. Italia Anima Trag. Dinamico Anima Trag. II 2016 Anima Tricolore AD Anima Tricolore F Anima Valore Globale A Anima Valore Globale F Anima Visconteo A Anima Visconteo AD Anima Visconteo F

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38 Risparmio gestito

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

FONDI ASSICURATIVI UNIT LINKED Alleanza Assicurazioni ___________ Alleata Azionaria P Alleata Bilanciata P Fix Garantita Alleanza 06-16 Garantita Alleanza 06-21 Garantita Alleanza 06-26 Garantita Alleanza 06-31 Mix Stock Top

02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10

10,141 11,970 6,498 11,204 12,102 12,000 12,092 6,926 5,431 5,828

Allianz ____________________________ AIV Global Private 10 AIV Global Private 30 AIV Global Private 50 AIV Rainbow 10 AIV Rainbow 4 AIV Rainbow 7 AZ Azionario AZ Best in Class AZ Best in Class A AZ Flex I01 AZ Obbligazionario AZ Orizzonte 10 AZ Orizzonte 10 cl.A AZ Orizzonte 10 cl.B AZ Orizzonte 10 cl.C AZ Orizzonte 20 AZ Orizzonte 20 cl.A AZ Orizzonte 20 cl.B AZ Orizzonte 20 cl.C AZ Orizzonte Azionario AZ Orizzonte Azionario cl.A AZ Orizzonte Azionario cl.B AZ Orizzonte Azionario cl.C AZ Orizzonte Azionario cl.D AZ Orizzonte Bilanciato AZ Orizzonte Bilanciato cl.A AZ Orizzonte Bilanciato cl.B AZ Orizzonte Bilanciato cl.C AZ Orizzonte Bilanciato cl.D AZ Orizzonte Flessibile AZ Orizzonte Flessibile cl.A AZ Orizzonte Flessibile cl.B AZ Orizzonte Flessibile cl.C AZ Orizzonte Flessibile cl.D AZ Orizzonte Monetario AZ Orizzonte Monetario cl.A AZ Orizzonte Monetario cl.B AZ Orizzonte Monetario cl.C AZ Orizzonte Obblig.B.T. AZ Orizzonte Obblig.B.T. cl.A AZ Rendimento Italia 2015 AZ Rendimento Italia 2018 AZ Rendimento Italia 2020 AZ Rendimento Italia 2030 AZ Selezione Reddito AZ Squadra Vincen.M.Stanley AZ Squadra Vincente AGI AZ Squadra Vincente BlackR. AZ Squadra Vincente Pictet AZ Squadra Vincente Pimco AZ Sviluppo AZ Sviluppo cl.A AZ Sviluppo cl.B AZB Monetario AZB Rendimento Italia 2015 AZB Rendimento Italia 2018 AZB Rendimento Italia 2020 AZB Rendimento Italia 2030 AZS Obbligaz.Protetto Exclusive 25 Exclusive 50 Formula Attiva Formula Attiva Cl.A Formula Equilibrata Formula Equilibrata Cl.A Formula Moderata Glob. Assic. GPA 14 Glob. Assic. GPA 15 Glob. Assic. GPA 7 Glob. Assic. GPA 8 Glob. Assic. GPA 9 Glob. Assic. GPA B Glob. Glob. Assic. GPA b10 Glob. Assic. GPA b30 Glob. Assic. GPA b50 Glob. Assic. GPA b70 Glob. Assic. GPA b90 Glob. Assic. GPA Gz Glob. Assic. GPA S Em. Glob. Assic. GPA S Glob. LA BilanciatoPiù LA Capitale Prudente LA GarantitoPiù LA InternazionalePiù LA ProtettoPiù LA Vita Avanzato LA Vita Bilanciato LA Vita Cash LA Vita Convertibile LA Vita Focus LA Vita Integro LA Vita Ponderato LA Vita Prudente LA Vita Scudo Linea Equilibrio Linea Risparmio Linea Sviluppo Ras Obblig.Protetto Ras Oriente RB Vita America RB Vita Bilanciato RB Vita Capital - Unit 30 RB Vita Capital - Unit 60 RB Vita Capital - Unit 90 RB Vita Europa RB Vita Forza 1 RB Vita Forza 2 RB Vita Forza 3 RB Vita Forza 4 RB Vita Forza 5 RB Vita Forza 6 RB Vita Globale RB Vita Obbl. Protetto RB Vita Oriente RB Vita Settoriale

07.10 5,791 07.10 5,934 07.10 6,003 07.10 5,358 07.10 5,251 07.10 5,350 07.10 18,53 07.10 9,253 07.10 9,506 07.10 10,791 07.10 11,385 07.10 10,121 07.10 10,172 07.10 10,228 07.10 10,322 07.10 11,057 07.10 11,369 07.10 11,431 07.10 11,516 07.10 12,262 07.10 12,477 07.10 12,490 07.10 12,661 07.10 12,821 07.10 11,864 07.10 11,982 07.10 12,026 07.10 12,137 07.10 12,299 07.10 11,444 07.10 11,618 07.10 11,099 07.10 11,258 07.10 11,309 07.10 9,881 07.10 9,917 07.10 9,942 07.10 10,045 07.10 9,979 07.10 10,151 07.10 10,871 07.10 12,471 07.10 13,524 07.10 17,900 07.10 10,130 07.10 12,518 07.10 11,657 07.10 11,948 07.10 11,132 07.10 10,328 07.10 11,349 07.10 11,854 07.10 12,005 07.10 9,829 07.10 10,839 07.10 12,246 07.10 13,192 07.10 17,089 07.10 6,506 07.10 1294,746 07.10 1226,409 07.10 5,994 07.10 10,750 07.10 5,998 07.10 10,586 07.10 5,804 07.10 3,217 07.10 5,584 07.10 5,522 07.10 5,197 07.10 6,036 07.10 5,007 07.10 5,668 07.10 5,731 07.10 5,837 07.10 5,843 07.10 4,942 07.10 5,106 07.10 9,776 07.10 5,564 07.10 15,618 07.10 14,477 07.10 13,714 07.10 15,286 07.10 15,928 07.10 10,689 07.10 12,534 07.10 12,038 07.10 9,343 07.10 11,600 07.10 13,357 07.10 11,117 07.10 10,836 07.10 12,481 07.10 6,301 07.10 6,472 07.10 4,881 07.10 6,337 07.10 6,505 07.10 4,683 07.10 6,456 07.10 12,482 07.10 11,851 07.10 10,596 07.10 6,801 07.10 7,543 07.10 7,731 07.10 7,131 07.10 5,773 07.10 6,632 07.10 5,358 07.10 6,027 07.10 6,426 07.10 7,433 07.10 6,422

Allianz Strategy 15 Allianz Strategy 15-IT Allianz Strategy 50 Allianz Strategy 50-IT T4L Asia Pacific ex Jap Eq. T4L Asian Equities T4L Commodities T4L Convertibles T4L Em. Market Bonds T4L Em. Market Equities T4L Em. Market Short Term T4L EMU Corporate Bonds T4L EMU Gov. Bonds T4L EUR Cash T4L European Equities T4L European High Yield B. T4L Fixed Inc. Medium Term T4L Fixed Inc. Short Term T4L Global Equities T4L High Yield Bonds T4L Japanese Equities T4L Multistrategy T4L US Equities T4L US High Yield Bonds T4L Volatility

07.10 148,640 07.10 1002,380 07.10 166,940 07.10 1253,630 07.10 10,000 07.10 10,000 07.10 10,000 07.10 10,000 07.10 9,586 07.10 9,395 07.10 10,000 07.10 9,647 07.10 10,000 07.10 9,764 07.10 10,000 07.10 10,000 07.10 9,725 07.10 9,819 07.10 10,365 07.10 9,398 07.10 10,000 07.10 9,698 07.10 10,000 07.10 10,000 07.10 10,000

Armonico Armonico 2007 Attivo Attivo 2007 Az. Specializzato Azion. Globale Azionario Bilan. Globale Bilanciato Euro Dinamico Equilibrato Euromoneta Monetario Obblig. Euro Obblig. Misto Obbligazionario Protetto Protetto 2007 Sicuro Trend Trend Dinamico Trend Equilibrato Trend Plus Trend Protetto

07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10

14,187 12,696 15,522 11,710 14,829 11,309 18,493 14,600 14,097 18,292 18,582 12,151 12,618 15,174 14,091 14,731 14,609 12,205 15,234 17,852 10,859 11,837 10,642 11,785

Aggr. classe Sprint Aggressive AV Total Return Bal. classe Moderate Balanced Capital Tutor Cons. classe Comfort Conservative Dyn. classe Fast Dynamic Flex. classe Active Flexible Gold Fund MultiAzionario MultiMonetario Pension Control Pension Medium Pension Power Percorso 18 Cl. A Percorso 40 Cl. A Percorso 61 Cl. A Percorso 83 Cl. A R.Est. classe D. Property Real Estate SinergiKa Azionario SinergiKa Oro

06.10 06.10 07.10 06.10 06.10 05.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 07.10 07.10 07.10 30.09 30.09 30.09 07.10 07.10 07.10 07.10 06.10 06.10 07.10 07.10

4,745 9,051 12,086 6,596 7,934 11,140 6,897 7,291 4,987 8,246 6,127 8,720 6,229 11,827 11,386 13,755 14,070 12,774 13,407 13,795 13,641 12,919 11,402 12,194 14,722 4,855

Em. Mkt Equities Euro Bonds Europ. Equities Force 25 Force 50 Force 90 Internat. Bonds Japan Equities Money Box UK Equities US Equities

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

16,655 14,302 9,937 12,083 10,764 8,328 12,749 4,822 11,442 8,765 7,340

Balance 2001 Balance 2001 - PIP Best World Best World - PIP Brick & Share Brick & Share - PIP Bull & Bear Bull & Bear - PIP Bull & Bear Equity Dynamic European Defensive Saving Units Note Trend 2001 Value 2001 Value 2001 - PIP World Bond

01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 07.10 07.10 02.10 01.10 01.10 01.10 01.10

9,670 6,190 7,250 7,270 6,570 9,550 4,990 6,460 4,990 3,900 9,440 10,980 9,530 9,590 7,930 5,680

Multichance Allegro Multichance Moderato Multichance Vivace

30.09 30.09 30.09

74,030 77,940 81,240

European Equity FP

02.10

5,106

Euroquota Aggress. Euroquota Equilibrata Euroquota Prudente Raiffplanet Aggress. Raiffplanet Equilibr. Raiffplanet Prudente

07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10

5,764 6,315 6,668 6,502 6,945 6,799

Aviva D Az. Pacifico Aviva D Bond Mix Aviva E Az. Am. Latina Aviva E Az. America Aviva E Az. Europa Aviva E Az. Internaz. Aviva E Az. Pac. e Giapp. Aviva E Az.Em. EU e Med. Aviva E Azionario Cina Aviva E Azionario India Aviva E Inflazione Più Aviva E Obblig. Euro 1-3 Aviva E Obblig. Euro Corp. Aviva E Obblig. Euro Oltre 3 Aviva E Obblig. Misto Aviva E Obblig. US Aviva E Strategia 20 Aviva E Strategia 30 Aviva E Strategia 40 Aviva E Strategia 50 Aviva E Strategia 70 Aviva F Inflazione Stars Aviva Life Active 1 Aviva Life Active 2 Aviva Life Active 3 Aviva Life Flessibile

07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10

4,890 6,190 5,630 11,180 9,920 9,550 9,350 7,870 10,180 12,100 6,510 5,140 5,790 6,400 6,130 6,490 5,570 5,690 6,220 6,760 7,410 4,760 5,500 5,700 5,560 5,190

Allianz Global Life Limited _______

Antonveneta Vita _________________

Arca Vita __________________________

Arca Vita International ___________

Area Life __________________________

Aspecta Assurance Intern. _______ Assicurazioni Generali SpA ______ Assimoco Vita ____________________

Aviva ______________________________

Aviva Obiettivo Inflaz.3/2018 Aviva Oppurtunità Az. Aviva Pip Azionario Aviva Pip Bilanciato Aviva Pip Flessibile Aviva Pip Obbligazionario Aviva Prev. Equity Pip Aviva UniAttiva 06/2017 Aviva UniAttiva 12/2017 CU A Bilanciato CU A Bilanciato Più CU A Cauto CU A Dinamico CU A Flessibile CU A Mix CU A Monetario CU A Prudente CU A Prudente Più CU A Total CU A1 CU A2 CU A3 CU A4 CU A6 CU Credit Alfa II CU Credit Beta IV CU Credit Delta VIII CU Credit Gamma VI CU Credit Garanzia CU Credit Omega X CU CRT B1 CU CRT B3 CU CRT B4 CU CRT B6 CU CRT D1 CU CRT D10 CU CRT D2 CU CRT D3 CU CRT D4 CU CRT D5 CU CRT D6 CU CRT D7 CU CRT D8 CU CRT D9 CU CRT Euro 10 CU CRT Euro 2 CU CRT Euro 5 CU CRT Euro 6 CU CRT Euro 8 CU CRT Fip 2 CU CRT Fip 5 CU CRT Fip 6 CU CRT Fip 8 CU CRT G2 CU CRT G5 CU CRT G6 CU CRT G8 CU D Az. America CU D Az. Europa CU D Az. Internazionale CU D Obbligaz. Internaz. CU D Prudente CU D Prudente Più CU Diamante CU Equity Growth CU Giada CU Mixed Growth CU Moderate Growth CU New Rubino CU New Smeraldo CU New Zaffiro CU Rubino CU Smeraldo CU Vita Balanced CU Vita Cronos 1 CU Vita Cronos 2 CU Vita Cronos 3 CU Vita EB Dollar Bond CU Vita EB Dutch Equity CU Vita EB Emu Bond CU Vita EB European Eq. CU Vita EB I. T. Fund CU Vita EB Japanese Eq. CU Vita EB NorthAm. Eq. CU Vita Eurofinancial Eq. CU Vita Europe Click CU Vita European Eq. CU Vita Global Bond CU Vita Global Equity CU Vita Japan Click CU Vita Liquidity Fund CU Vita Mosso CU Vita Prestige Equity CU Vita Protected 70 CU Vita Protected 80 CU Vita Protected 90 CU Vita Technology Eq. CU Vita Usa Click CU Zaffiro Equity Growth Plus F. Az. America Stars F. Az. Emergenti Stars F. Az. Europa Stars F. Crescita Stars F. Obbl. Euro BT Stars F. Obbl. Euro Stars F. Obbl. US Stars F. Reddito Stars F. Strategia Stars F.I.I. 102 F.I.I. 109 F.I.I. 110 F.I.I. 111 F.I.I. 115 F.I.I. 116 F.I.I. 117 F.I.I. 138 F.I.I. 148 F.I.I. 161 F.I.I. 162 F.I.I. 163 F.I.I. 164 F.I.I. 173 F.I.I. 195 Mixed Growth Plus Moderate Growth Plus RV CRT Azione RV CRT Bilancia RV CRT Euro Azione RV CRT Euro Bilancia RV CRT Euro Moneta RV CRT Moneta

06.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 06.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 06.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 06.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 06.10 06.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10

5,340 7,380 4,630 5,840 5,160 6,370 5,910 5,240 5,400 6,610 6,630 5,750 6,660 5,320 6,630 5,070 6,420 6,620 5,350 6,31 5,880 7,59 8,31 9,42 8,510 9,090 9,750 9,920 7,130 9,590 6,360 6,970 7,100 6,800 6,510 6,560 5,570 6,870 5,810 5,610 9,660 5,770 6,250 6,690 5,200 6,370 6,310 5,910 5,210 6,310 6,980 7,140 7,320 7,170 7,200 6,840 6,030 6,240 5,490 5,330 5,970 6,310 6,540 5,900 6,390 6,840 6,110 5,600 6,240 6,130 5,680 16,250 18,550 6,940 7,380 7,070 7,210 7,350 4,450 8,990 5,690 2,330 3,730 5,390 5,100 31,170 8,320 6,120 7,280 28,910 5,380 6,860 8,160 5,630 5,750 5,860 3,320 30,070 14,550 5,650 6,710 5,080 6,330 5,460 5,010 5,340 5,690 5,450 5,510 8,150 6,430 5,850 6,250 8,930 8,930 8,910 7,750 6,900 7,580 7,100 8,670 9,010 6,680 5,430 5,960 5,740 7,720 8,210 5,290 6,890 7,960 7,780

Aviva Assicurazioni Vita _________ E-Link Evoluz. 2005 E-Link Increm. 2005 E-Link Stabilità 2005 E-Link Sviluppo 2005

06.10 06.10 06.10 06.10

14,350 13,760 12,460 14,400

Armonia Av. New BDM Corallo Av. New BDM Stella Marina Av. New BDM Tritone Aviva BNI Balanced Trend Aviva BNI Bond Aviva BNI Flexi Dynamic Aviva BNI Flexi Equity Aviva BNI Flexi Moderate Aviva BNI Trend CU Azimut Accr.Int. CU Azimut Accr.Italia CU Azimut Conserv. CU Azimut Equilibrato CU BDM Conchiglia CU BDM Corallo CU BDM Giove CU BDM Marte CU BDM Mercurio CU BDM Stella Marina CU BDM Tritone CU BDM Urano CU Bond CU BPL Azionario CU BPL Bilanciato CU BPL Futuro Az. CU BPL Futuro Bil. CU BPL Futuro Obbl. CU BPL Gemini CU BPL Lyra CU BPL Obbl. CU BPL Orion CU BPL Pegasus CU BPL Taurus CU Cash CU Equity CU New Gemini CU New Lyra CU New Taurus CU Previd. Cronos 1 CU Previd. Cronos 2 CU Previd. Cronos 3 Ouverture

07.10 07.10 07.10 07.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10

24,960 5,620 5,900 6,250 3,820 4,580 5,180 4,040 4,370 3,440 5,850 6,100 6,610 6,520 6,210 5,560 7,380 8,420 7,860 6,260 6,200 8,210 11,500 4,950 5,290 5,810 5,870 5,730 6,930 6,860 5,350 5,480 6,310 6,270 8,370 13,040 5,890 5,480 5,830 5,710 5,620 5,550 19,340

Aviva BPU 1 Aviva BPU 10 Aviva BPU 11 Aviva BPU 2 Aviva BPU 3 Aviva BPU 4 Aviva BPU 5 Aviva BPU 6 Aviva BPU 7 Aviva BPU 8 Aviva BPU 9 Aviva Sol. Inv. Glb M.Manager Aviva Str.Gl.M.ManagerUbi Ed. Aviva Strategy UBI Edition Aviva UBI 1 Aviva UBI 2 Aviva UBI 3 Aviva UBI 4 Aviva UBI Aggressivo A Aviva UBI Aggressivo B Aviva UBI Dinamico A Aviva UBI Dinamico B Aviva UBI Moderato A Aviva UBI Moderato B

07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 19.12 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 08.05 08.05 08.05 08.05 08.05 08.05

5,890 5,900 6,080 6,440 6,580 6,430 6,030 6,080 5,810 6,160 6,130 10,000 5,290 5,780 6,230 6,240 6,450 6,350 4,960 4,950 4,940 4,940 4,890 4,890

AXA Azionazio Italia AXA Exclusive Azionaria AXA Exclusive Progressive AXA Exclusive Prudente AXA Investimento Assoluto AXA Investimento Europa AXA Investimento Internaz. DM Euro Small Cap DM Megatrend Easy Plan Az. High Dividend Easy Plan Obb. Dinamico Gestiplus Linea Dinamica Linea Equilibrata Linea Globale Linea Innovazione Linea Italia Linea Prudenziale Previdenza Assoluto FIP Previdenza Euro Small Cap Previdenza Europa FIP Previdenza Internaz. FIP Previdenza Megatrend

07.10 05.10 05.10 05.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 06.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10

19,695 13,337 12,614 11,069 11,682 13,575 12,972 11,016 9,254 9,386 8,006 15,298 10,616 10,153 10,808 11,945 14,564 8,456 11,705 10,849 12,143 13,290 9,136

AXA Excellence Azionaria AXA Excellence Progressive AXA Excellence Prudente AXA Global Ass. b30 AXA Global Ass. b50 AXA Global Ass. b70 Life Absolute Value Life Az. Innovazione Life Az. Internazionale Life Az. Nord America Life Az. Paesi Emerg. Life Azion. Giappone Life Azionario Asia Life Azionario Europa Life Azionario Italia Life Azionario Svizzera Life Monetario Euro Life Multif. Flessibile Life Obbligaz. Europa Life Profilo Dinamico Life Profilo Equilibrato Life Profilo Prudente

02.10 02.10 10.07 08.10 08.10 08.10 01.10 02.03 07.10 07.10 02.10 07.10 07.10 07.10 07.10 30.12 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10

9,318 9,117 9,228 11,559 11,782 12,296 8,739 13,038 7,251 10,076 13,415 7,625 12,510 11,186 14,227 10,000 9,604 7,488 15,384 10,126 10,173 9,030

Accumulator Best Mix Accumulator Best Perform. Accumulator Best Save

06.10 06.10 06.10

13,470 12,627 13,645

Aviva Life _________________________

Aviva Vita _________________________

AXA _______________________________

AXA Interlife _____________________

AXA Life Europe __________________

Alternative Strategies Alternative Strategies 2.0 AXA MPS Balanced AXA MPS Conservative AXA MPS Dynamic AXA MPS VP 01 Germania AXA MPS VP 02 U.K. AXA MPS VP 03 Svizzera AXA MPS VP 04 Sel. Ger. AXA MPS VP 05 Stati Uniti AXA MPS VP 06 Eurozone C.

08.10 08.10 06.10 06.10 06.10 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09

9,306 9,732 12,396 12,641 12,149 113,090 109,320 117,420 112,640 110,130 109,440

AXA MPS VP 07 UK CH SE AXA MPS VP 08 Nord America AXA MPS VP 09 Am. Latina AXA MPS VP10 P. Euro Core AXA MPS VP11 Opp Europa AXA MPS VP11 Salute AXA MPS VP11 U. Europee AXA MPS VP12 Imp Eurozona AXA MPS VP15 Resp. Soc. AXA MPS VP16 Progresso AXA MPS VP17 Ob.Europa AXA MPS VP18 Ba.Comunic. AXA MPS VP19 Targ.Europa AXA MPS VP20 Foc.Globale AXA MPS VP21 Italia Spagna AXA MPS VP22 Mix Europa AXA MPS VP23 Small Caps Eu AXA MPS VP24 Strat. Glob. AXA MPS VPB90 Eu Div. AXA MPS VPB90 Eu Oil&Gas AXA MPS VPB90 Eu Utility AXA MPS VPB90 Eu Utility 2 Az. Internazionale Azionario Top Ten Balanced 2.0 Balanced Plus A Balanced Plus B China Equity Commodiities B Commodities Defensive 2.0 Defensive A Defensive B DPI - Large Caps 2019 DPI Asia 2018 DPI Emerging Mkts 2018 DPI Health Care 2019 DPI Real Asset 2018 DPI U.S. High Div. 2019 Dynamic 2.0 Dynamic A Dynamic B Em. Mkt Debt Emerging Markets Eq. A Emerging Markets Eq. B Euro Credit Euro Govern.Bonds A Euro Govern.Bonds B European Equity A European Equity B Global Bond Global Real Estate Global Real Estate B Liquidity 2.0 Liquidity A Liquidity B Obbligazionario Top Ten Pacific Equity A Pacific Equity B Secure 2.0 Secure A Secure B Secure Plus Usa Equity A Usa Equity B World Bonds Opportunities

30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 30.09 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

120,040 106,120 113,020 104,960 105,620 116,140 115,160 102,250 103,800 99,010 103,170 98,830 102,250 97,660 101,300 97,900 99,640 96,280 90,260 89,510 93,840 93,510 16,214 17,191 10,473 15,724 15,360 10,716 8,227 11,287 10,313 14,172 13,954 119,330 114,400 112,560 134,880 112,710 121,320 10,571 16,749 17,168 9,993 24,139 15,497 9,866 12,683 12,580 21,772 21,037 9,746 23,118 11,299 9,893 9,815 9,604 14,338 16,447 15,741 10,117 15,386 12,235 9,915 10,743 23,711 14,960

Arianna 2003 Attivo Europa Base 75 Base 8 Base 85 Base Progressiva Conservativo Coupon 8% Dinamico Double Engine Aggressivo Double Engine Aggressivo B Double Engine Difensivo Double Engine Difensivo B Double Engine Equilibrato Double Engine Equilibrato B Equilibrato Flessibile Opera 13 Previdenza Aggessivo Previdenza Equilibrato Progr. Europa Quadrifoglio 7+7 Sereno Europa Suite II Target 48 Trend Globale

07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 07.10 07.10 07.10 30.09 30.09 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10

140,992 14,419 11,545 15,081 118,773 12,434 14,930 13,273 9,592 11,866 17,400 12,746 14,106 12,674 15,214 12,515 8,968 13,589 14,932 13,647 10,271 15,521 15,141 19,614 12,502 12,187

AXA MPS Vita _____________________

Alcyone Atlante AZ STYLE Blue 1 AZ STYLE Blue 2 AZ STYLE Blue 3 AZ STYLE Blue 4 AZ STYLE Blue 5 AZ STYLE Red 1 AZ STYLE Red 2 AZ STYLE Red 3 AZ STYLE Red 4 AZ STYLE Red 5 Elettra Maia Merope Navigator Bal. Flex. Navigator Equity Din. Navigator Low Vol. Private Selection Quasar Star B Equity Star Dynam. Balanced Star Dynam. Growth Star Dynamic Conserv. Star F Equity Star J Bond Star Money Market Star P Bond Star T Bond Star T Equity

09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10

5,546 5,507 5,682 5,823 6,126 6,380 6,531 5,546 5,578 6,000 6,181 6,339 5,473 6,811 5,554 5,319 5,059 5,219 5,185 4,879 6,038 4,911 4,441 5,054 6,798 5,233 5,343 5,268 5,505 6,178

Baloise Luxembourg _____________ BFI Euro Target Vol 5%

08.10

102,520

Bap Azionario Bap Conservativo Bap Dinamico Bap Flessibile Bap Moderato

02.10 02.10 02.10 02.10 02.10

133,625 109,500 124,680 120,194 128,160

BAP Vita e Previdenza ___________

Azionario Gl. Flessibile Equity America Equity America PIP Equity Asia Equity Asia PIP Equity Europa Equity Europa PIP Obbligazionario Gl. Flessibile World Global Bond World Global Bond PIP

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

4,657 10,119 9,025 7,100 6,508 6,689 6,044 4,922 6,286 5,915

Bim Vita Allegro Bim Vita Andante Bim Vita Moderato Bim Vita Plus

07.10 07.10 07.10 07.10

11,610 14,200 13,800 10,740

Azionario B Bilanciato B Fondo Fortune 33 Fondo Fortune 36 Fondo Fortune 7 MF 10036200 Obbligazionario B

06.10 194,994 06.10 238,076 06.10 1619,040 06.10 243,149 06.10 232,166 06.10 139,752 06.10 247,481

BIM Vita __________________________

Cardif Vita ________________________

Carige Vita Nuova ________________ Gestilink Aran. Dinamica Gestilink Blu Moderata Gestilink Verde Prudente Rosa dei Venti F.Levante Unitpiù Deciso Unitpiù Equilibrato Unitpiù Misurato

FONDI ASSICURATIVI INDEX LINKED

Approfondimenti su www.ilsole24ore.com/fondi24

02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10

5,757 7,022 8,123 5,147 5,914 5,645 5,276

Carismi Bil. Prudente Carismi Bilanciato Carismi Conservativo Carismi Flessibile Carismi Vivace Cattolica Azionario Cattolica Bilanciato Cattolica Obbligazionario Cp Flex Garantito 2020 Cp Flex Garantito 2025 Cp Flex Garantito 2030 Cp Flex Garantito 2035 Cp Unico Aggressivo Cp Unico Bilanciato Cp Unico Prudente Duomo Unit Moderate Ev Strategia Int.le P Formula L In seconda Formula Life Az. Fuoriclasse Balanced Ges. Obbligazionario Gestivita Azionario Gestivita Bilanciato Linea Azionaria Globale Linea Flessibile Linea Obbligaz. Globale Nuove Rotte Previdenza Azionario P Previdenza Bilanciato P Progetto Attivo Equity Protezione Valore R&P 1000059

02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 06.10 06.10 06.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 06.10 02.10 02.10 06.10 06.10 02.10 02.10 02.10 06.10 11.08 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 02.10 27.03

12,489 10,844 8,483 14,419 8,326 5,517 5,606 5,711 12,217 14,337 13,943 12,592 12,881 12,775 13,260 6,177 14,546 13,230 5,620 6,135 13,634 11,928 14,249 9,873 0,207 11,934 6,988 12,541 11,987 5,290 10,000 13,620

Duet Azionario Europa Duet Monetario ETF Bilanciato & Prudente ETF Conservativo ETF Dinamico ETF Vivace Flex Azionario Europa Flex Monetario Guida Life America Guida Life Brillante Guida Life Commodities Guida Life Dinamico Guida Life Europa Guida Life Flex Active Guida Life Flex Defensive Guida Life Forex Guida Life High Yield Guida Life Pacifico Guida Life Paesi Emergenti Guida Life Prudente Guida Life Tesoreria Guida Life Wealth Life Bilanciato & Prudente Life Conservativo Life Dinamico Life Protezione III/2018 Life Vivace New Life Aggressivo New Life Bilanciato New Life Dinamico New Life Monetario New Life Prudente Priv. Insurance Linea Azzurra Protezione I/2016 Protezione I/2017 Protezione I/2018 Protezione I/2019 Protezione I/2020 Protezione I/2021 Protezione II/2016 Protezione II/2017 Protezione II/2018 Protezione II/2019 Protezione II/2020 Protezione II/2021 Protezione III/2016 Protezione III/2017 Protezione III/2019 Protezione III/2020 Protezione IV/2017 Protezione IV/2018 Protezione IV/2019 Protezione IX/2018 Protezione V/2017 Protezione V/2018 Protezione VI/2017 Protezione VI/2018 Protezione VII/2017 Protezione VII/2018 Protezione VIII/2017 Protezione VIII/2018 Protezione X/2018

05.10 05.10 08.10 08.10 08.10 08.10 05.10 05.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 31.07 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

12,875 10,368 4,826 4,864 5,425 5,680 13,052 10,487 9,561 7,360 4,140 6,783 9,425 5,366 4,387 5,101 6,458 7,623 5,099 6,468 5,218 9,685 10,360 10,156 11,805 9,938 13,582 5,028 6,327 5,558 6,885 6,952 5,621 10,905 10,239 9,640 11,012 11,007 10,325 11,704 9,899 9,550 9,542 10,167 9,736 10,124 10,260 9,539 10,843 9,740 11,093 10,570 10,492 10,451 10,220 10,680 9,393 10,521 11,054 10,969 12,117 10,322

Cattolica Life Limited ____________

CNP UniCredit Vita _______________ Blue E.M. CNP A Bilanciato CNP A Bilanciato Più CNP A Cauto CNP A Dinamico CNP A Flessibile CNP A Monetario CNP A Prudente CNP A Prudente Più CNP D Az. America CNP D Az. Europa CNP D Az. Internazionale CNP D Az. Pacifico CNP D Bond Mix CNP D Prudente CNP D Prudente Più CNP E Az. America Latina CNP E Az. Internazionale CNP E Az.Em.Eu Mediterraneo CNP E Az.Pacifico e Giappone CNP E Azionario America CNP E Azionario Cina CNP E Azionario Europa CNP E Azionario India CNP E Inflazione più CNP E Obblig. Euro 1-3 CNP E Obblig. Euro Corp. CNP E Obblig. Euro Oltre 3 CNP E Obbligazionario Misto CNP E Obbligazionario US CNP E Strategia 20 CNP E Strategia 30 CNP E Strategia 40 CNP E Strategia 50 CNP E Strategia 70 CNP F Az. America Stars CNP F Az. Emergenti Stars CNP F Az. Europa Stars CNP F Crescita Stars CNP F Inflazione Stars CNP F Obbl. Euro BT Stars CNP F Obbl. Euro Stars CNP F Obbl. US Stars CNP F Reddito Stars CNP F Strategia Stars CNP Life Income 360 CNP Obiettivo Inflaz.03/2018 CNP Opportunità Az. CNP Previdenza Equity CNP Uniattiva (scad.06/2017) CNP Uniattiva- scad 12/2017 Equilibria 110 Bis Green G.E. L. Dinamica L. Dinamica Plus L. Protetta 01 Gennaio L. Protetta 02 Febbraio L. Protetta 03 Marzo L. Protetta 04 Aprile L. Protetta 05 Maggio L. Protetta 06 Giugno L. Protetta 07 Luglio L. Protetta 08 Agosto L. Protetta 09 Settembre L. Protetta 10 Ottobre L. Protetta 11 Novembre L. Protetta 12 Dicembre Profilo Artemide 15 Profilo Attivo Profilo Bilanciato Prog. Opportunity Progetto Azionario Progetto Medium Progetto Obbligazion. Progetto Smart Progetto Sprint Red I.E. Risparmio Attivo Risparmio Bilanciato Risparmio Obbligaz. Yellow E.B.

06.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 06.10 07.10 06.10 07.10 07.10 06.10 06.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10

13,722 6,623 6,643 5,798 6,707 5,228 4,834 6,443 6,667 7,287 5,292 5,590 5,461 6,144 6,403 6,658 3,359 7,663 3,870 6,844 9,358 6,967 7,781 7,173 5,592 5,064 5,794 6,238 5,809 6,336 5,278 5,336 5,747 5,993 6,378 6,752 5,003 6,386 5,371 4,761 4,985 5,380 5,645 5,473 5,498 5,414 5,307 7,620 5,962 5,236 5,390 12,673 9,260 6,986 5,106 5,440 5,479 5,513 5,503 5,458 5,350 5,426 5,292 5,293 5,517 5,612 5,483 11,724 6,562 9,510 11,335 13,543 12,328 13,591 11,695 10,737 12,879 5,792 8,062 11,592 14,375

Crescendo+Base Crescita Global View 2018 Global View 3 Global View 4 Global View 5 Risparmio Sicurezza Soluzione 97

05.10 05.10 04.08 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10

12,594 11,590 10,791 10,650 10,737 12,453 10,251 14,141 10,717

CA Vita Top Selection Do Fa 2006 Fa 2009 Flex EZ Flex FT Flex JP Flex PT Flex SC La 2007 Mi Mi 2006 MI 2009 PIP Progetto Previdenza 2025 PIP Progetto Previdenza 2030 PIP Progetto Previdenza 2035 PIP Progetto Previdenza 2040 PIP Progetto Previdenza 2045 Progetto Domani 2015 Protezione 90 Giugno 2022 Protezione 90 Marzo 2022 Protezione Agosto 2019 Protezione Agosto 2021 Protezione Aprile 2020 Protezione Dicembre 2019 Protezione Maggio 2021 Protezione Ottobre 2021 Protezione Settembre 2020 Re Re 2006 Re 2007 RE 2009 Si 2007 Sol 2006 Sol 2009

02.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 30.12 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10

9,900 10,800 9,480 9,310 12,240 12,990 13,270 12,280 11,860 10,640 9,820 9,301 11,850 11,320 11,610 11,560 11,560 11,560 9,460 10,050 9,700 12,180 10,180 11,430 11,560 10,290 10,050 10,810 10,830 11,260 8,990 9,420 8,460 11,510 13,150

2RV B1 2RV B3 2RV B4 2RV B6 2RV D1 2RV D10 2RV D2 2RV D3 2RV D4 2RV D5 2RV D6 2RV D7 2RV D8 2RV D9 2RV Dinamica 2RV Eurounit 1 2RV Eurounit 2 2RV Eurounit 3 2RV Eurounit 4 2RV Eurounit Plan 1 2RV Eurounit Plan 2 2RV Eurounit Plan 3 2RV Eurounit Plan 4 2RV Fip2 2RV Fip5 2RV Fip6 2RV Fip8 2RV Invest 1 2RV Invest 2 2RV Invest 3 2RV Invest 4 2RV Invest 5 2RV Plan 1 2RV Plan 2 2RV Plan 3 2RV Plan 4 2RV Serena 2RV Sicura 2RV Tranquilla 2RV VPP Riccardo 2RV VPP Sequoia 2RV VPP Vitiano CGV Futuroro Azione CGV Futuroro Bilancia CGV Futuroro Euro Azione CGV Futuroro Euro Bilancia CGV Futuroro Euro Moneta CGV Futuroro Moneta Creditras A Bilanc. Più Creditras A Bilanciato Creditras A Cash Creditras A Cauto Creditras A Dinamico Creditras A Flessibile Creditras A Mix Creditras A Monetario Creditras A Prudente Creditras A Prudente Più Creditras A Total Creditras A2 Creditras China Equity Creditras D Az. America Creditras D Az. Europa Creditras D Az. Intern. Creditras D Az. Pacifico Creditras D Bond Mix Creditras D Obbl. Intern. Creditras D Prudente Creditras D Prudente Più Creditras E Az. America Creditras E Az. CIna Creditras E Az. Em.EU e Med. Creditras E Az. Giappone Creditras E Az. India Creditras E Az.Am.Latina Creditras E Azion. Europa Creditras E Azion. Internaz. Creditras E Inflaz. Più Creditras E Obbl. Euro 1-3 Creditras E Obbl. Euro Corp. Creditras E Obbl. Euro Oltre 3 Creditras E Obbl. Misto Creditras E Obbl. US Creditras E Strategia 20 Creditras E Strategia 30 Creditras E Strategia 40 Creditras E Strategia 50 Creditras E Strategia 70 Creditras Em. Economy Eq. Creditras Em.Europe&Med.Eq Creditras Euro B. Enhanced Creditras Euro B. Over 3 Creditras Euro Bond 1-3 Creditras Euro Cash Creditras Europe Equity Creditras Income Creditras Income Clock Creditras India Equity Creditras Intern. Equity Creditras LatinAmerica Eq Creditras Life Active1 Creditras Life Active2 Creditras Life Active3 Creditras Life Az. America Creditras Life Az. Europa Creditras Life Az. Internaz. Creditras Life Az. Pacifico Creditras Life Bond Selec. Creditras Life Dinamico Creditras Life Flessibile Creditras Life Prudente Creditras M1 Creditras M10 Creditras M2 Creditras M3 Creditras M4 Creditras M5 Creditras M6 Creditras M7 Creditras M8 Creditras M9 Creditras North A. Equity Creditras Opportunità Az. Creditras Pacific Equity Creditras Smart08 Plus Creditras Total Return Creditras Us Bond CRV 2K CRV 4K CRV 5K CRV 6K CRV 8K CRV A1 CRV A3 CRV A4 CRV A6 CRV B1 CRV B3 CRV B4 CRV B6 CRV Balanced CRV Bond CRV D1 CRV D10 CRV D2 CRV D3 CRV D4

07.10 6,320 07.10 6,974 07.10 7,089 07.10 7,021 07.10 5,977 6,868 07.10 07.10 5,826 07.10 6,549 07.10 5,877 07.10 6,216 07.10 — 07.10 5,822 07.10 6,002 07.10 5,850 07.10 5,667 07.10 6,032 07.10 6,228 07.10 6,080 07.10 5,099 07.10 6,190 07.10 6,151 07.10 5,880 07.10 5,048 07.10 6,745 07.10 7,044 07.10 7,317 07.10 7,049 07.10 6,216 07.10 6,155 07.10 5,938 07.10 5,179 07.10 5,601 07.10 3,055 07.10 5,353 07.10 5,601 07.10 4,404 07.10 6,296 07.10 6,754 07.10 6,571 07.10 1253,008 07.10 1232,305 07.10 1182,564 07.10 7,691 07.10 8,259 07.10 5,952 07.10 6,664 07.10 7,171 07.10 8,167 07.10 6,624 07.10 6,595 07.10 4,922 07.10 5,829 07.10 6,652 07.10 5,353 07.10 6,640 07.10 4,776 07.10 6,430 07.10 6,662 07.10 5,466 07.10 6,127 07.10 9,112 07.10 6,506 07.10 5,711 07.10 5,660 07.10 5,042 07.10 6,205 07.10 6,021 07.10 6,349 07.10 6,555 07.10 11,441 07.10 10,055 07.10 7,598 07.10 9,520 07.10 11,836 07.10 5,796 07.10 10,075 07.10 9,673 07.10 6,462 07.10 5,115 07.10 5,817 07.10 6,388 07.10 6,199 07.10 6,447 07.10 5,607 07.10 5,729 07.10 6,337 07.10 6,745 07.10 7,412 07.10 4,188 07.10 5,424 07.10 6,281 07.10 7,196 07.10 5,539 07.10 4,913 07.10 5,222 07.10 5,651 07.10 8,014 07.10 11,358 07.10 5,644 07.10 4,666 07.10 5,662 07.10 5,657 07.10 5,816 07.10 6,592 07.10 5,555 07.10 5,548 07.10 4,797 07.10 6,091 07.10 6,385 07.10 5,253 07.10 6,311 07.10 4,618 07.10 10,674 07.10 6,430 07.10 6,782 07.10 5,826 07.10 8,200 07.10 7,732 07.10 6,867 07.10 10,208 07.10 6,824 07.10 7,085 07.10 7,451 07.10 5,223 28.09 — 07.10 5,288 07.10 7,914 07.10 7,218 07.10 7,334 07.10 6,868 07.10 6,416 07.10 5,392 07.10 6,278 07.10 7,565 07.10 8,322 07.10 9,436 07.10 6,597 07.10 6,956 07.10 7,029 07.10 6,776 07.10 6,411 07.10 4,798 07.10 6,666 07.10 6,494 07.10 5,664 07.10 6,936 07.10 5,920

Credemvita _______________________

Crédit Agricole Vita ______________

Creditras Vita _____________________

CRV D5 CRV D6 CRV D7 CRV D8 CRV D9 CRV Equilibrio CRV Equity CRV Euro 10 CRV Euro 2 CRV Euro 5 CRV Euro 6 CRV Euro 8 CRV Eurodue CRV Eurotre CRV F Az.America Stars CRV F Az.Emergenti Stars CRV F Az.Europa Stars CRV F Crescita Stars CRV F Inflazione Stars CRV F Obbl.Euro BT Stars CRV F Obbl.Euro Stars CRV F Obbl.US Stars CRV F Reddito Stars CRV F Strategia Stars CRV Fip2 CRV Fip5 CRV Fip6 CRV Fip8 CRV Five CRV Four CRV G2 CRV G5 CRV G6 CRV G8 CRV Income 360 CRV Large CRV Medium CRV Ob.Inflazione 03/2018 CRV One CRV Previdenza Equity CRV Sicurezza CRV Small CRV Sviluppo CRV Three CRV Two CRV Uniattiva(scad. 06/2017) CRV Uniattiva(scad. 12/2017) Exclusive Beta Exclusive Cisles Exclusive F40 Exclusive Fusine Exclusive Futuro Exclusive Giuliano Exclusive Granata Exclusive Michele Exclusive Risparmio Attivo Exclusive Romano

07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 06.10 07.10 06.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10

5,493 10,015 5,734 6,342 6,723 8,166 5,257 5,450 6,547 6,465 6,177 5,411 — 4,837 6,666 5,074 6,359 5,425 4,772 5,023 5,352 5,650 5,475 5,501 7,040 7,316 7,490 7,249 7,103 7,928 5,572 7,001 6,912 6,126 5,473 4,180 6,201 5,338 7,333 5,873 6,946 — 7,573 8,064 7,984 5,232 5,399 1916,336 977,188 977,190 1926,349 1214,386 1174,046 1185,796 1213,363 977,842 1752,915

Advam Alarico Re AGI Capital Plus AGI Fund Strat AGI Strategy Plus Agora Dynamic Alkimis Capital AllianzGl Special Capital Plus Ch F Flex Bond Ch F Megatrend Ch OT Equity Ch OT New Talent Ch OT USD Ch Q Gold Ch Q-Selection Ch Q-Stone Ch Tg Ret Bond Chal. Formula Pimco Authy Challenge Formula SRI China CSOP HY Bond Darta Ch Team Invesco Darta Challenge OpenTeam Darta Challenge Tesoreria Darta ChallengeFormula100 Darta ChallengeFormula15 Darta ChallengeFormula30 Darta ChallengeFormula70 Darta ChallengeTeam GAM Darta PIMCO Inc. Bond Darta PIMCO Inc. Bond Plus Darta PIMCO Inc. Eq. Focus Darta Target Diamond Darta Target Emerald Darta Target Gold Darta Target Platinum Darta Target Silver Darta Target Stone Darta Target Titanium Darta Team Blackrock Darta Team Carmignac Darta Team JPMorgan AM Darta Team Morgan Stanley Darta Team Pictet Darta Team Pimco Darta Team Schroders Darta Team Templeton Darta Total Return100 Darta Total Return50 OT Em Mkts Pimco Special Strat. Income Selezione Reddito T Ret Bond US HY Team Allianz Gl. Investors Team Kairos Team Pioneer TR Bond EM X Agi Eur Eq.Select X Agi Inc&Gr. X Agi Strat 50 X Bgf Eur Eq.Inc. X Bgf Fix Inc. Gl.Opp. X Bgf Glob.All. X Carm Gl.Eq. X Carm. Flex Bal. X Carm. Stab. X Inv. Eur Corp. Bond X Inv. Ibra X Inv. Paneur HI X Jpm Eur Eq.Plus X Jpm Glob.Inc. X Jpm Inc.Opp. X Kairos It. X Kairos Multi Strat. X Kairos Sel. X MS Dap X MS GBaR X MS Glob. Quality X Pict. Eur Sh.T. HY X Pict. Mago X Pict. Megatrend X Pimco Div. Inc. X Pimco Gmaf X Pimco Tot.Ret. X Pioneer Abs Ret. Bond X Pioneer Strat.Inc. X Pioneer Top Eur Pl. X Schr. Eur Divid.Max X Schr. Front.Mkts X Schr. MA Inc. X Templ. Africa X Templ. GF Strat. X Templ. Gl.Tr. XT AGI Agricultural XT AGI Big Japan XT AGI Conv XT AGI EM Def XT AGI Intellectual XT AGI Strat 15 XT Algebris Allocation XT Algebris Fin. Cred. XT Algebris Fin. Eq. XT Algebris Fin. Income XT BGF Gl Ma Inc XT BNY EM Debt XT BNY Gl Opp XT BNY SmallCap Eur XT BSF Fix Inc Str XT Carmignac Conserv XT Carmignac Gl Bond XT DNCA Eurose XT DNCA Evolutif XT DNCA Miuri XT Fidelity China Cons XT Fidelity Glb Div XT Fidelity GMAI XT GAM Abs. Return XT GAM EM Opp XT GAM Health Innov XT GAM L/S Equity XT GAM Luxury XT GS Gl. Equity Long Short XT GS Gl. Income Builder XT GS Strat. Inc. Bond XT GS Strategic Macro Bond XT INV America XT INV Fless XT INV PiazzAffari XT Invesco Gl Tgt Ret XT Invesco PanEur Eq Inc XT Janus Bal XT Janus Gl Flex Inc XT Janus Gl Life Sc XT JPM EM Strat Bond XT JPM Gl Bond Opp XT Kairos Bond Plus XT Kairos Key XT MS Frontier EM Mkts XT MS Gl Fixed Inc Opp XT Pictet Em Loc Debt XT Pictet High Div XT Pimco Cap Sec XT Pimco Div Inc&Build XT Pimco Gl B XT Pimco Income XT Pimco Strat. Income XT Pioneer Eur Eq Inc XT Pioneer Multi Asset Inc XT Schroder Alpha Abs XT Schroder Italian Eq XT Templeton Gl Inc XT Templeton Str Inc

07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 05.10 05.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10

8,776 9,901 9,825 9,522 9,393 9,875 11,362 10,076 11,262 12,501 11,565 10,600 9,576 10,896 11,557 11,228 10,505 11,502 8,641 11,193 12,350 9,925 8,176 11,192 11,001 9,851 12,133 10,000 10,000 10,000 7,037 5,882 6,980 6,671 6,501 6,952 5,699 13,430 12,270 13,033 15,340 12,976 12,574 12,849 12,538 5,487 5,357 9,645 10,782 10,281 9,651 12,964 11,749 11,158 9,407 12,275 9,910 11,493 12,034 10,050 9,793 10,928 10,671 9,989 10,234 10,048 10,522 11,885 10,350 9,591 11,051 9,888 9,502 8,967 11,103 10,442 9,936 10,642 9,849 10,029 10,698 10,079 9,470 11,919 11,372 10,400 10,190 9,484 9,080 11,365 9,347 8,858 12,046 10,601 9,146 9,029 9,904 9,950 9,980 9,740 9,478 9,620 9,579 9,938 12,150 10,072 9,922 10,519 10,308 10,575 10,519 10,906 10,527 11,252 9,423 8,902 12,910 10,126 11,294 10,000 10,000 10,000 10,000 11,176 10,205 11,790 10,204 11,594 9,797 9,404 11,463 9,420 9,883 11,060 10,810 9,400 9,612 7,836 10,243 10,150 9,303 10,031 10,106 9,963 10,747 11,432 10,474 11,990 9,319 9,356

Fondo Attivo Fondo Azionario Fondo Bilanciato Fondo Dinamico Fondo Dinamico Cl. A Fondo Prima Base Fondo Seconda Base Fondo Terza Base

01.10 01.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10

14,07 13,66 13,51 12,910 12,200 13,94 17,56 21,22

Ifis G.Dynamic Allocation Ifis G.Selective Allocation

01.10 01.10

113,239 100,635

Life Dinamico Life Obbligazionario

07.10 07.10

4,432 4,085

Az. Globale(Augusta) Az.Globale(Toro,L.Italico) Bilanciato Globale Cash Dynamic Euro Blue Chips European Equity P Fondo Ina Valore Attivo Fondo Valore Azione Fondo Valute Estere Global Bond Global Equity Il Meglio Azionario Il Meglio Bilanciato Il Meglio Obbligaz. INA F. Blunit Forza5 INA F. Blunit Forza6 INA F. Blunit Forza7 Italian Equity Nuovo Fondo Ina Target 2010 - 2025 Target 2011 - 2021

07.10 07.10 07.10 02.10 02.10 02.10 02.10 07.10 06.10 07.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 06.10 06.10 06.10 02.10 07.10 02.10 02.10

12,089 14,924 14,886 6,549 3,373 7,026 4,818 4,800 13,362 1,186 7,962 6,783 5,346 6,213 6,350 11,760 13,154 11,988 10,148 9,759 7,461 6,700

Darta Saving Life A. ______________

Ergo Previdenza __________________

Euresa-Life _______________________ Fata Vita di Genertellife __________ Generali Italia ____________________

Genertellife ______________________ Adria Equilibrio Aptus I Aptus II Aptus III BG 2011-2015 BG 2011-2016 BG 2011-2017 BG 2011-2020 BG 2011-2021 BG 2011-2022 BG 2011-2025 BG 2011-2026 BG 2011-2027 BG 2011-2030 BG 2011-2031 BG 2011-2032 BG A 2018 BG A 2023 BG A 2028 BG A 2033 BG Azionario I BG Azionario II BG Bilanciato I BG Bilanciato II BG Dinamico Espansione Espansione Duemila GT Bond 2023 GT Bond 2028

01.10 02.10 02.10 02.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 02.10 02.10 02.10 02.10 01.10 02.10 02.10 02.10 02.10

6,771 5,258 5,088 4,437 10,506 10,917 11,439 12,734 12,786 13,381 14,135 14,427 14,526 14,859 14,561 14,494 12,928 16,365 17,035 16,789 2,776 3,172 4,461 5,500 9,161 3,485 3,340 13,854 15,276

GT Bond 2033 GT Bond 2038 LVA Az. Previdenza P LVA Din Previdenza P LVA Din. Azionario LVA In Azione LVA Ob. Obbligazion. Stg Model Portfolio Sviluppo Sviluppo Duemila Tirreno Unit Equilibrio Tirreno Unit Protezione Tirreno Unit Sviluppo Valore

02.10 02.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 01.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10

15,968 17,254 6,237 9,614 4,396 4,292 3,621 10,480 4,647 4,293 6,917 5,610 6,392 6,397

Groupama Bilanciato I Groupama Bilanciato N Groupama Dinamico I Groupama Dinamico N Groupama Prudente I Groupama Prudente N ValorePiù Azionario Cl.A ValorePiù Azionario Cl.B ValorePiù Azionario Prev. ValorePiù Bilanciato Cl.A ValorePìù Bilanciato Cl.B ValorePiù Obbligazionario

07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10

71,320 13,770 71,620 11,900 74,030 18,730 13,380 14,617 9,546 14,949 13,010 13,338

Groupama Assicurazioni _________

ING Life Luxembourg ____________ ING ClearFuture Euro Sh.T ING Global Bonds ING Pioneer Corp. Bonds ING Pioneer Eur. Equities ING Pioneer Euro Bonds ING Pioneer Glb Equities ING Pioneer Jap. Equities ING Pioneer US Equities

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

99,250 168,540 135,420 125,600 137,790 159,750 128,490 205,210

Mutiasset Flex 15 Obbligaz. Blue Obbligaz. Plus Obbligazionario Obbligazionario Flex ProtezAttiva 2010 val. corr. ProtezAttiva 2010 val. prot. ProtezAttiva set05 val.corr ProtezAttiva set05 val.prot ProtezAttiva val.corrente ProtezAttiva val.protetto SPV P.Protetta 2010 val.corr. SPV P.Protetta 2010 val.prot. Total Return Unit Linea 1 Unit Linea 2 Unit Linea 3 Unit Linea 4

09.10 06.10 06.10 06.10 09.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10

9,409 148,184 255,955 229,443 9,672 11,042 9,640 9,955 9,617 12,327 11,744 11,104 9,576 9,239 14,448 14,829 13,801 10,118

EV Strategia 15 P EV Strategia 30 P EV Strategia 40 P EV Strategia 55 P EV Strategia 70 P

28.09 28.09 28.09 28.09 28.09

11,822 11,384 10,806 10,626 10,016

Azionario Internazionale Bilanciato Euro Conservativo Dinamico Equilibrato Obbligazionario Euro Specializzato Valore Aggiunto

07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10

12,798 14,053 14,103 10,993 12,910 14,466 10,274 151,629

Global Equity Global Equity Plus Global Equity Previ P

05.10 05.10 05.10

15,353 13,129 11,995

Intesa Sanpaolo Vita L.Fideuram

G oupama A

M M

Accumulazione Anni 40 Anni 50 Anni 60 Anni 70 Anni 80 Azionario Azionario Blue Azionario Flex Azionario Green Azionario Plus Bilanciato Bilanciato Plus Crescita Dinamica Eurounit Azionario Eurounit Dinamico Eurounit Equilibrato Eurounit Prudente Fondo Antonietta Fondo BIA11 Fondo Brunello Fondo Ponti Fondo Tito Fourten Fund GpA Accordo GpA Accordo 2 GpA Acuto GpA Acuto 2 GpA Armonia GpA Armonia 2 GpA Motivo GpA Motivo 2 GpA Private Bond GpA Private Global Guar. GpA Private Global High GpA Private Global Low GpA Private Global Medium Intesa Vita Az Cina Intesa Vita AzAmerGrowth Intesa Vita AzAmerValue Intesa Vita AzEuropa Gr. Intesa Vita AzEuropa Value Intesa Vita Monet Dollaro Intesa Vita Monet Euro Intesa Vita Obblig Euro ISV CapAttivoBase ISV CapAttivoBaseReddito ISV CapAttivoPlus ISV CapAttivoStandard ISV CapAttivoStandardRedd. ISV Prosp. Az. America ISV Prosp. Az. Europa ISV Prosp. Az. Giappone ISV Prosp. Az. Internazionale ISV Prosp. Az. Italia ISV Prosp. Az. Pacif. ex Giapp. ISV Prosp. Az. PaesiEmergenti ISV Prosp. Dinamica ISV Prosp. Mon. Euro ISV Prosp. Obblig. Corporate ISV Prosp. Obblig. Dollaro ISV Prosp. Obblig. Euro ISV Prosp. Protetta val.corr. ISV Prosp. Protetta val.prot. ISV Prosp.Conservat.Reddito ISV Prosp.Conservativa ISV Prosp.Moderata ISV Prosp.ModerataReddito IV Prosp. Protetta2010 v.corr. IV Prosp. Protetta2010 v.prot. Lungo Termine LV Cap, Att. Base Reddito LV Cap. Att. Base LV Cap. Att. Plus LV Cap. Att. Standard LV Cap. Att. Standard Redd. LV Prosp. Prot.2010 Val.Corr. LV Prosp. Prot.2010 Val.Prot. LV Prosp. Protetta Val.Corr. LV Prosp. Protetta Val.Prot. LV Prospettiva Conservativa LV Prospettiva Dinamica LV Prospettiva Moderata Medio Termine Multiasset Flex 10

07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10

02.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 09.10 06.10 06.10 06.10 06.10 02.10 02.10 07.10 07.10 07.10 07.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 23.09 23.09 23.09 23.09 23.09 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 05.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 05.10 09.10

9,446 9,645 9,260 1,029 1,101 1,027 2,056 1,763 0,985 1,483 1,008 10,280 10,399 0,635 0,916 1,065 1,155 0,867 1,068 0,883 1,260 0,994 9,081 9,594 10,299 10,883 10,670 1,432 1,407 1,162 14,152 12,507 12,268 10,720 11,881 11,478 9,507 12,089 13,773 12,966 17,927 12,608 9,458 10,150 9,562 11,089 1,556 1,415 1,300 0,925 1,193 1,025 2,053 0,910 0,972 0,954 1,019 10,167 10,117 10,148 1,094 1,416 1,407 11,306 11,532 11,667 12,508 1,103 1,081 1,288 1,209 1,351 1,407 1,121 1,202 1,175 0,832 1,158 0,955 1,492 1,216 0,989 1,028 1,061 0,830 1,262 0,629 1,373 1,604 1,176 1,167 1,618 1,987 1,844 1,586 1,717 0,684 0,774 1,283 2,422 1,659 1,784 10,038 10,315 10,535 10,104 10,660 10,846 10,452 10,683 10,908 10,464 11,730 10,351 10,503 1,368 1,483 1,508 1,485 1,345 10,491 1,150 1,345 11,283 1,026 1,042 10,864 16,892 13,093 12,902 14,127 11,656 10,364 10,352 10,101 11,753 15,289 13,602 1,262 1,437 1,284 1,746

6,494 145,151 169,354 158,769 174,214 145,347 159,779 81,441 9,474 83,248 198,009 200,961 235,791 6,981 6,033 4,626 6,373 6,563 7,097 121,570 119,274 126,599 118,401 129,362 127,497 759,200 719,350 607,550 508,240 691,350 601,750 751,450 695,520 813,790 694,400 502,760 798,850 695,360 31,299 17,856 19,742 19,383 16,481 10,671 34,476 14,378 10,741 9,705 11,891 11,477 10,119 16,475 12,993 12,292 13,615 9,200 11,481 10,261 13,717 9,966 12,610 14,932 13,251 10,185 9,494 10,614 12,222 13,032 10,997 11,063 9,547 11,946 96,069 106,684 116,648 113,922 99,862 107,751 93,186 102,680 95,928 122,687 145,004 133,980 10,792 9,488

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M

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Av va — —

m

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Intesa Sanpaolo Vita L.Noricum _

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Intesa Sanpaolo Vita L.Sanpaolo

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M

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m Alpha Mix7-Classe Deluxe Alpha Mix7-Classe Exclusive Alpha Mix7-Superior Az. America Az. America MM Az. America SPIF Az. Econ. Em. MM Az. Econ. Em. SPIF Az. Euro Az. Europa MM Az. Europa SPIF Az. Flessibile Az. Flessibile 7 anni Az. Giappone Az. Internazionale Az. Italia Az. Italia MM Az. Italia SPIF Az. Pacifico MM Az. Pacifico SPIF Az. Settoriale MM Az. Settoriale SPIF Base Target 04/2022 Base Target High Divid. Cap. Attivo Base 2 Cap. Attivo Plus 2 Cap. Attivo Standard 2 Dinamico Dinamico MM Dinamico SPIF EL Base 24 EL Base Piu' EL Base Piu' Bonus EL Capitale Attivo Base EL Capitale Attivo Plus EL Capitale Attivo Standard EL Prosp. Az. Italia EL Prosp. Conservativa EL Prosp. Dinamica EL Prosp. Moderata EL Prosp. Ob. High Yield EL Prosp. Obblig. Corpor. EL Prosp. Prot. Val. Prot. EL Prosp. Protetta EL Prosp. Prot.V.Prot.2010 EL Prosp. Protetto 2010 Equilibrato Equilibrato MM Equilibrato SPIF Extra Extra MM Extra SPIF Far East Forziere Dinamico Forziere Equibrato Forziere Prudente Forziere Quota 90 Inv. con Me Att.Forte Inv. con Me iFlex Inv. con Me Obbl.Fless. Invest Dinamico Invest Equilibrato Invest Prudente Invest. Private 0-15 Invest. Private 0-30 Invest. Private 0-40 Invest. Private 20-60 ISPL Power ISPL Power 2 Linea Conservativa Linea Dinamica Linea Equilibrata Linea Moderata Linea Molto Dinamica Liquidita SPIF Monet. Monet. America SPIF Monet. Euro SPIF Multinvest Az. America Multinvest Az. Econ. Em. Multinvest Az. Europa Multinvest Az. Italia Multinvest Az. Pacifico Multinvest Az. Settoriale Multinvest Obb. America Multinvest Obb. Euro Multinvest Obb. Giappone Multinvest Obb. Merc. Em. Obb. America Obb. America MM Obb. America SPIF Obb. Corpor. MM Obb. Corpor. SPIF Obb. Euro Obb. Euro MM Obb. Euro SPIF Obb. Giappone MM Obb. Giappone SPIF Obb. Internazionale Obb. M. Emerg. Obb. Merc. Em. MM Obb. Merc. Em. SPIF Obb. Mercati Emergenti Optima 12 - Classe Deluxe Optima 12 - Classe Exclusive Optima 12 - Superior Optima 5 - Classe Deluxe Optima 5 - Classe Exclusive Optima 5 - Classe Superior Optima 8 - Classe Deluxe Optima 8 - Classe Exclusive Optima 8 - Superior Private Style Equity Private Style Flexible Private Style Income Profilo 15 Profilo 30 Profilo 50 Profilo 70 Profilo 90 Profilo Base Profilo Monetario Profilo Obbligazionario Profilo Plus Profilo Protetto10-01/2017 Profilo Protetto10-09/2016 Profilo Standard Prosp. Az. America Prosp. Az. Europa Prosp. Az. Giappone Prosp. Az. Globale Prosp. Az. Pac.exGiap Prosp. Az. Paesi Emer. Prosp. Monetario Euro Prosp. Obbl. Corp. Cl.A Prosp. Obbl. H.Y. Cl.A Prosp. Obblig. Dollaro Prosp. Obbligaz. Euro Protetto Prudente Prudente SPIF Small Caps

05.10 05.10 05.10 05.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10

12,518 11,425 16,883 16,38 12,959 10,000 9,574 11,283 9,474 15,330 9,719 12,301 11,913 10,190 12,762 10,009

Itas Vita __________________________ Formula Bilanciata Previ Bilanciato Previ Dinamico

06.10 06.10 06.10

9,871 13,411 15,742

Adb Dyn.Asset Allocation Alba Prof. Balanced Alba Prof. Dynamic Alba Prof. Prudent Asfalia Custodia-Crescita Bgb Flex Alpha Bgb Multistrategy Bgb My Fund ELF Absolute Ret. Bond C Marigian Fund Neul Az. Europa Neul Az. Giappone Neul Az. Globale Neul Az. Tattico-Eur. Neul Az.Nord-America Neul Azionario UK Growth Neul Obblig. Europa Neul Obblig. Globale Neul Prof. Bilanciato Neul Prof. Dinamico Neul Prof. Prudente Ser Uk Equity Growth F. A Ser. American A Ser. Euro Bond Ser. Europe Tactical A Ser. Global Balanced Ser. Global Bond Ser. Global Equity Ser. Japan A Ser. Prof.Conservative Ser.Cash Fund

11.09 08.10 08.10 08.10 11.09 11.09 11.09 11.09 11.09 17.04 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

1258,480 8,037 6,759 10,427 1058,420 1034,400 969,990 1182,710 1069,920 730,980 4,806 2,833 3,361 3,853 3,800 5,735 9,261 6,984 5,472 4,246 5,879 5,842 3,673 11,045 3,944 9,512 10,808 8,573 2,964 8,531 5,835

Alto Potenz. 03/2011 Bilanciato Diapason II Dinamico Moderato Obiettivo Performance Smart Brand Top Brand 06/14 Val. Aprile 2013 Val. Gennaio 2013 Val. Marzo 2012 Val. Rend. 01/2011 Val. Rend. 04/2011 Val. Rend. 05/2010 Val. Rend. 05/2011 Val. Rend. 06/2010 Val. Rend. 08/2011 Val. Rend. 08/2012 Val. Rend. 12/2010 Val. Rend. Plus Val. Rendimento

05.10 08.10 31.08 08.10 08.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10

10,650 17,189 8,060 16,137 16,492 9,870 9,640 10,460 10,860 10,950 11,650 10,310 10,410 10,330 10,270 10,310 10,290 10,680 10,330 10,580 10,360

Euro UL Bond A Euro UL Equity A Euro UL PP Bond A Euro UL PP Bond B Euro UL PP Equity A Euro UL PP Equity B Eurolife Perf. Plus ric.A Eurolife Perf. Plus ric.un.B Eurolife Perf. Plus un. A Eurolife Perf. ric.A Eurolife Perf. un.A Eurolife Perf. un.ric.B MultiManager UL A un.A MultiManager UL E un.A Myr Capital Increase

07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 07.10 06.10

5,440 6,280 1,600 6,670 1,850 7,690 1,760 6,480 5,380 1,473 4,508 5,431 9,542 7,208 13,465

Direz. Futuro Prima Direz. Futuro Seconda Direz. Futuro Terza FLP Bond Plus Serie II A FLP Bond Plus Serie II B FLP Dynamic serie II A FLP Dynamic serie II B Linea Alpha Accumulo Linea Lybra Ob.2025 Linea Maxima Ob.2025 Lombarda Vita 450097 LV Aggressivo Cl. A LV Aggressivo Cl. B LV Dinamico Cl. A LV Dinamico Cl. B LV Moderato Cl. A LV Moderato Cl. B LV Strategy Ubi Edition MultiBalanced A MultiBalanced B MultiBond MultiFlex A MultiFlex B Previnext Balanced P Previnext Dynamic P S.I. Globale Multimanager Terza 2002 A Terza 2002 B Unit Private 450.103

02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 05.04 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 02.10 25.09

11,960 6,215 7,830 12,222 12,518 11,110 11,530 10,040 11,279 8,260 10,788 9,763 8,966 9,377 9,406 9,785 9,729 11,351 14,158 14,650 10,683 13,905 14,337 12,921 13,764 9,611 10,908 11,366 10,781

Alternative Fund 1 Alternative Fund 2 Alternative Fund 3 Mediolanum Più 2012 Fund Mediolanum Più 2012 P Fund Mediolanum Più 2012/1 Fund Mediolanum Più 2013 P Fund Premium Plan I Premium Plan II Premium Plan III Premium Plan IV Synergy 3Years 2011/11 Fund Synergy 3Years 2012 Fund Synergy 4Years 2011 Fund Synergy 4Years 2011/1 Fund Synergy 4Years 2011/10 Fund Synergy 4Years 2011/2 Fund Synergy 4Years 2011/3 Fund Synergy 4Years 2011/4 Fund Synergy 4Years 2011/5 Fund Synergy 4Years 2011/6 Fund Synergy 4Years 2011/7 Fund Synergy 4Years 2011/8 Fund Synergy 4Years 2011/9 Fund Synergy 4Years 2013 Fund Synergy Double 2010 Fund Synergy Double 2010/1 Fund Synergy Double 2010/2 Fund Synergy Double 2010/3 Fund Synergy Lock-In 2012 Fund Synergy Lock-In 2012/1 Fund Synergy Memory 2010 Fund Synergy Memory 2010/1 Fund Synergy Power 2009 Fund Trio Fund 1 Trio Fund 2 Trio Fund 3

05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 30.03 09.10 09.10 09.10 09.10 05.02 07.05 21.05 21.05 05.10 06.08 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10 05.10

5,538 5,762 5,897 5,199 5,240 5,129 5,433 7,690 7,191 6,771 6,192 5,392 5,391 5,092 5,102 5,241 5,106 5,138 5,099 5,091 5,087 5,251 5,658 5,650 5,265 5,386 5,610 5,523 5,323 5,763 5,725 5,221 5,205 5,889 4,507 4,054 2,426

Az. Dinamismo Az. Dinamismo bis Az. Fedeltà (m) Az. Intraprendenza Az. Intraprendenza bis Az. Protezione Balanced Balanced bis Country Country bis Dynamic Dynamic bis E.Bond B.Term. * E.Bond Opport. *

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

5,015 5,709 3,092 4,545 5,542 6,271 6,145 6,153 5,106 5,957 5,721 6,224 6,979 7,82

— M

P

P Azionaria Indici Conservativa Dinamica Protetta Dinamica Protetta 2 Investire Emergenti Investire Italia Investire Mondo Italiana Linea Equilibrio P Italiana Linea Futuro P Italiana Linea Prudente P Italiana Unit 80+ L. Bilanciata Aggressiva L. Bilanciata Vivace L. Garantita L. Obbligazionaria L. Trasformazioni

M M

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Lombarda Vita ____________________

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Lawrence Life ____________________

Mediolanum Vita _________________

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La Mondiale Europartner _________

Mediolanum International Life __

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e So e d Ge one de ond ono u e o u e n o m d SGRpA CATEGOR E ASSOGEST O Em g n N AZ ONAR A T a a AAE A a Eu o AEU Eu opa AAM Am a APA Pa o AEM Pa APS Pa A N n na ona AEN En g a Ma p m A D ndu a ABC B n d Con umo ASA Sa u A F nan a A n o ma a ATE S d T omun a on APU S d Pubb a U à ASE A S o AAS A Sp a a on B ANC AT BAZ A ona BB B an a BOB Obb ga o na ESS B EF b OBB GAZ ONAR Obb g on OB a a OEB Eu o Go na B T m n OEM Eu o Go na M d o ungo T m n OEC Eu o Co po a n m n G ad OEH Eu o H gh Y d ODB Do a o Go na B T m n ODM Do a o Go na M d o ungo T m n ODC Do a o Co po a n m n G ad ODH Do a o H gh Y d O G n na ona Go na O C n na ona Co po a n m n G ad O H n na ona H gh Y d OAY Y n OPE Pa Em g n OAS A Sp a a on OM M O F b MONETAR MAE A a Eu o MAD A a Do a o MAY A a Y n MAV A Va u OND HEDGE TA Qu he I nd ao E E o P Cap a P o o G Cap a Ga an o p o n a o onna Eu o p o n a a u a nd a a n a d on d OND TA AN ondo 1 Ogn Saba o u P US n a ab a FOND COMUN A CONFRONTO à p naa a p o man d a quo a d g u m 12 m a n od a d omm on d g on a o a a u quo p n ¤ # Fondo d ond m Fondo a o 1 Fondo ga an o a o mu a Fondo qu d à d nam o ex x Quo a ondo do a Va o pa mon a a OND CH US Tu ond hanno a o pa mon a a 31 12 2014 30 06 2015 # Va o pa mon a a 31 08 2015 P e o n nd a o P e o d R e men o a op ondo n M a o T ma o d Bo a a ana S mb ono po a g amb g o na mm mmob a Mob Mob a Q Quo a N Non Quo a D OND PENS ONE V de e quo e g g o na a mana q qu nd na m m n da a d u ma a d a quo a m on ga an a d ap a X on ga an a d nd m n o Su h a d a Comm on V g an a Co p p a h a o un a o d a quo a ogg o a a n a a andam n o d m a P an o u a o omp d a g a a u a o n un o on mpo a d u amp a 3 Va % p o a g o no ND C E CERT CAT 2 Va % p o a u mo a o d anno p p d n ¤ TAR E Fond Comun S a d d o a ano ¤ 2030 + a a ga Fond u mbu gh o 2030 + a a ga A u a d Rad o o So 24O a a a d Fond P n on d Fond Sp u a d D o a ano d ¤ 1150 + a a ga a a a d ond h u d ¤ 1150 + a a ga a a a d g nd C a d ¤ 2030 + a a ga P n o ma on +39 0230223661 So àd G on d Fond ono u o u n o ma d SGRpA a ng agg o na o da m n od h o n OND ASS CURAT V ndex nked V n nd a o a ga an a n a o d a ng a bu o da p ù ag n n nd a o p ù ba o N a od omb na on d o obb ga ona d um n d a a ng o non p am n o a ngo ompon n d n nd a oa m n ga an d a o a ompon n obb ga ona a n p n a d p ù o obb ga ona n nd a o a ng p ù ba o d m n ga an n o ma on d d ag o ono d pon b u n n d ompagn S g MOO Mood S&P S anda d Poo F T F h 1 mp a a um n g a m n h o d on opa nd non d p n non w ao ndex nked on em en e h B nk Re o u on Co p g Ang o h B nk Y ndex e Un on o o n e ehm n B o he X ndex e Un n u ehm n B o he è gen e d o o Z ndex e Un on o o n e e b n he nde Un nked P P ano nd dua P n on o P A e en o e un o de quo può e n modo on de e o e u o de ge one de ond pen one de e e e e u o n un o on e mpo e d u en e mp e da a a nd m n o annuo a o a à o a b ad un o on mpo a d m d o p odo o g à d pon b n on d a d a da a d n o g on ono p b n a do um n a n o m d o m p n on h omp m n a p n u n n d o à h g ono u a pa a non ono n a am n app na d qu h a à po b on gu n u u o Med o num V o pond n p o d a qu o magg o d 2% a nd a on ono a o onda a du o OND ESTER quo ono p n¤ a od d ma ad on d Na p n Y n p qua non ono p d ma o onn R NAV d Em app n ano a o d quo h p ond h hanno du a o o pondono a R a o d Em on m n p ond on un o o p o o pondono a NAV N A Va u o quando d am n nd a o a d u a Fund non po a a n a d nom na on d ngo ompa Abb a on A =A ona o Eq = Equ Obb =Obb ga ona o Bd=Bond B =B an a o Ba =Ba an d G b=G oba M =Ma Opp =Oppo un d = nd S =S o M =M d 1 P ù omm on d o o on 2 P ù omm on d o o on a o 3 P ù omm on d o o on a o a a o d ondo 5 P ù o m no omm on m on a o 6 Fondo non au o a o a a nd a n a a 7 O a aa ad op a o qua a TAR E D PUBB CAZ ONE ond A u è d ¤ 1150 + g P n o ma on +39 0230223661 ond E e è d ¤ 2030 + g P n o ma on +39 0230223527

Risparmio gestito 39

Il Sole 24 Ore Sabato 10 Ottobre 2015 - N. 279

FONDI COMUNI E SICAV ESTERI ARMONIZZATI UE Cat. Fondo

Data

www.animasgr.it Tel. 800.388.876 Anima Funds FLE Am.Lat.Ced.Plus2017Silver 05.10 FLE An. Ced.BRIC2018 Silver 05.10 FLE Anima Att.Ced.Plus2018 I 05.10 OEC Anima ShortT.Corp. Bd I(7) 08.10 APA Asia Pacific Eq. I(7) 08.10 APA Asia Pacific Eq. Prest. 08.10 APA Asia Pacific Eq. Silver 08.10 OAS Bd 2015 Multic. Din. Silver 08.10 MAE Bd 2015 Multic. Silver 08.10 OAS Bd 2016 Multic. 2 Silver 08.10 OAS Bd 2016 Multic. Silver 08.10 OAS Bd 2017 Crescita Imprese 08.10 08.10 ODMBond Dollar I(7) ODMBond Dollar Prest. 08.10 ODMBond Dollar Silver 08.10 FLE Ced.P.Scandin.2017Silver 05.10 FLE Cedola Italia 2017 Silver 05.10 --- Credit Opportunities I(7) 08.10 FLE Crescita Europa Silver 07.10 AEM Emerging Mkts Eq. I(7) 08.10 AEM Emerging Mkts Eq.Prest. 08.10 AEM Emerging Mkts Eq.Silver 08.10 FLE Euro Equity I 08.10 --- Euro Government Bomd I(7) 08.10 AEU Europe Eq. I(7) 08.10 AEU Europe Eq. Prestige 08.10 AEU Europe Eq. Silver 08.10 FLE Flex 50 I(7) 02.10 OFL Flexible Income I 08.10 OIG Global Bond I(7) 08.10 OIG Global Bond Prest. 08.10 OIG Global Bond Silver 08.10 OAS Global Currencies I(7) 08.10 OAS Global Currencies Prest. 08.10 AIN Global Equity I(7) 08.10 AIN Global Equity Prest. 08.10 AIN Global Equity Silver 08.10 FLE High Potential Europe A 08.10 --- HybridBondFD I 08.10 OEB Life Short Term Silver 08.10 MAE Liquidity A 08.10 MAE Liquidity I(7) 08.10 MAE Liquidity Prestige 08.10 MAE Liquidity Silver 08.10 OEM Medium Term Bd I(7) 08.10 OEM Medium Term Bd Prest. 08.10 OEM Medium Term Bd Silver 08.10 FLE Pro 100 Cedola BRIC/2 07.10 FLE Pro 100 En. Pulita Silver 07.10 FLE Protetto 100 BRIC Silver 07.10 FLE Secure World Eq.2Silver 29.07 OEB Short Term Bd I(7) 08.10 OEB Short Term Bd Prest. 08.10 OEB Short Term Bd Silver 08.10 --- SmartVolatilityEurope I 08.10 --- SmartVolatilityGlobal I 08.10 --- SmartVolatilityItaly I 08.10 --- St High Pot Glob Classic A 08.10 --- St High Pot Glob Silver 08.10 --- St High Pot Ita Silver 08.10 --- St High Pot Ita Classic A 08.10 --- St High Pot Ita Prestige 08.10 --- Star Bond Classic A 08.10 OFL Star Bond Classic B 08.10 OFL Star Bond I 08.10 08.10 OFL Star Bond I Dist(7) OFL Star Bond Prestige 08.10 OFL Star Bond Silver 08.10 --- Star High Poten Eur.cl B 08.10 08.10 --- Star High Potent. Glb I(7) --- Star High Potent. Italy I(7) 08.10 AEU Star High Potent.Eur.I(7) 08.10 AEU Star High Potent.Eur.Prest. 08.10 AEU Star High Potent.Eur.Silver 08.10 --- Star High Potential Cl B 08.10 FLE Star Mkt Neutral Eur.I(7) 08.10 FLE Star Mkt Neutral Eur.Prest. 08.10 FLE Star Mkt Neutral Eur.Silver 08.10 --- Tesoreria Imp. Prestige 02.10 OFL Traguardo III 2016 08.10 OFL Traguardo2017Gl.Bd Silver 08.10 08.10 AAM U.S. Equity I(7) AAM U.S. Equity Prest. 08.10 AAM U.S. Equity Silver 08.10 --- Var Rate Bond I 08.10

Gruppo Azimut Cl. AZ Fund (ACC) FLE Active Selection 08.10 FLE Active Strategy 08.10 OIG Aggregate Bond Euro 08.10 OIH Alpha Manager Credit 08.10 FLE Alpha Manager Equity 08.10 FLE Alpha Manager Thematic 08.10 FLE American Trend 08.10 FLE Arbitrage 08.10 FLE Asia Absolute 08.10 BOB Asset Plus 08.10 BBI Asset Power 08.10 BBI Asset Timing 08.10 FLE Bd Target 2018 Eq. Opt. 08.10 OFL Bd Target Giugno 2016 08.10 OFL Bd Target Settembre 2016 08.10 OFL Best Bond 08.10 OFL Best Cedola 08.10 FLE Best Equity 08.10 OFL Bond Target 2015 08.10 FLE Bond Target 2016 Eq.Opt. 08.10 FLE Bond Target 2017 Eq.Opt. 08.10 OFL Bond Target Dic.2016 08.10 FLE Carry Strategies 08.10 MAE Cash 12 mesi 08.10 MAE Cash Overnight 08.10 FLE Cat Bond Fund 30.09 OMI Cgm Opport. Corp. Bond 08.10 FLE Cgm Opport. European 08.10 FLE Cgm Opport. Global 08.10 OMI Cgm Opport. Gov. Bond 08.10 OMI Cgm Opportunistic Corporate Bond FLE Cgm Opportunistic European FLE Cgm Opportunistic Global FLE Cgm Opportunistic Government Bond BOB Conservative 08.10 AEU Core Brands 08.10 FLE Corporate Premium 08.10 FLE Dividend Premium 08.10 FLE Em Mkts Local Ccy Bd 08.10 FLE Em Mkts Local Ccy Bd 08.10 OPE Em Mkts Local Ccy Bd 08.10 OPE Em Mkts Local Ccy Bd 08.10 AEM Em. Market Asia 08.10 AEU Em. Market Europe 08.10 AEM Em. Market Latin America 08.10 BBI European Dynamic 08.10 FLE European Trend 08.10 FLE Formula 1 - Absolute 08.10 FLE Formula 1 - Alpha Plus 30.09 FLE Formula 1 - Conservative 08.10 FLE Formula Com. Trading 08.10 FLE Formula Macro Dyn.Trading 08.10 FLE Formula Target 2015 08.10 AEM Gl. Emerg. Mkt Eq 08.10 AIN Gl. Growth Sel. 08.10 OFL Global Currencies&Rates 08.10 FLE Global Macro 08.10 OPE Global Sukuk 08.10 OAS Hybrid Bonds 08.10 OEM Income 08.10 FLE Institutional Target 08.10 OFL Int. Bd Target Giugno 2016 08.10 FLE Italian Trend 08.10 AEM Lira Plus 08.10 AIN Long Term Value 08.10 FLE Macro Volatility 08.10 FLE Market Neutral 08.10 AEU Opportunities 08.10 FLE Pacific Trend 08.10 OEM Patriot 08.10 FLE QBond 08.10 FLE QInternational 08.10 FLE QProtection 08.10 FLE QTrend 08.10 OAS Real Plus 08.10 OAS Renminbi Opp. Hedge 08.10 OAS Renminbi Opp.Fix.Inc.Hdg 08.10 OAS Renminbi Opp.NoHdg 08.10 OAS RenminbiOp.Fix.Inc.NoHdg 08.10 MAE Reserve Short Term Euro 08.10 OIH Short Term Glb High Yield 08.10 OBI Solidity 08.10 FLE Strategic Trend 08.10 BOB Top Rating 08.10 FLE Trend 08.10 OIG US Income 08.10 Cl. AZ Fund (DIS) FLE Active Selection 08.10 FLE Arbitrage 08.10 OFL Bd Target Giugno 2016 08.10 OFL Bd Target Settembre 2016 08.10 OFL Best Cedola 08.10 OFL Bond Target 2015 08.10 FLE Bond Target 2016 Eq.Opt. 08.10 FLE Bond Target 2017 Eq.Opt. 08.10 FLE Bond Target 2018 Eq. Opt. 08.10 OFL Bond Target Dic.2016 08.10 FLE Carry Strategies 08.10 FLE Cat Bond Fund 30.09 AEU Core Brands 08.10 FLE Corporate Premium 08.10 FLE Dividend Premium 08.10 BBI European Dynamic 08.10 FLE Formula 1 - Alpha Plus 30.09 FLE Formula 1 Absolute 08.10 FLE Formula Target 2015 08.10 OFL Global Currencies&Rates 08.10 OPE Global Sukuk 08.10 OAS Hybrid Bonds 08.10 OEM Income 08.10 FLE Institutional Target 08.10 OFL Int. Bd Target Giugno 2016 08.10 FLE Italian Trend 08.10 AEM Lira Plus 08.10 OEM Patriot 08.10 OAS Real Plus 08.10 OIH Short Term Glb High Yield 08.10 OBI Solidity 08.10 BOB Top Rating 08.10 Cl.D AZ Fund (DIS) FLE Bond Target 2018 Eq.Opt. 08.10 Cl. Azimut (ACC) FLE Cat Bond Fund 30.09 FLE Formula 1 - Alpha Plus 30.09 Cl. Azimut (DIS) FLE Cat Bond Fund 30.09 FLE Formula 1 - Alpha Plus 30.09 Az Multi Asset OEM BTPortfolio 08.10 OEM BTPortfolio dis 08.10 OAS CGM Valor Bd Strateg.F.(7) 08.10 BBI CGM Valor Flex. Strat.F.(7) 08.10 FLE Flex 08.10 FLE G.T.A.A. 08.10 OAS Renminbi Opportunities 08.10 FLE World Trading(7) 08.10 Az Multi Asset FLE Sust. Abs. Return A Euro 08.10 FLE Sust. Abs. Return A Euro Ret 08.10 FLE Sust. Abs. Return A Euro Ret Dis 08.10 FLE World Trading 08.10

Nav Risc.

5,135 5,220 109,100 5,596 11,172 12,859 7,988 5,062 5,093 5,210 5,399 5,411 7,024 6,947 7,056 5,482 5,5159 4,871 5,998 5,088 4,990 4,837 7,206 4,989 11,154 8,345 7,251 5,289 4,946 6,416 7,385 6,414 4,700 4,606 9,814 7,067 7,818 5,979 4,822 5,008 6,463 5,725 5,100 5,521 6,987 9,217 6,868 5,032 5,073 5,064 6,236 5,673 6,256 5,753 4,975 4,786 5,034 5,088 5,154 5,136 5,076 5,236 5,075 4,945 5,478 4,986 5,501 5,450 4,981 5,223 5,222 7,511 8,517 6,201 4,909 5,467 5,309 5,243 5,194 5,258 5,52 12,699 9,944 7,683 5,134

Cl. A 5,573 5,184 6,998 5,356 5,708 4,129 3,826 4,944 4,310 5,758 5,889 4,924 4,726 5,675 5,905 5,348 5,423 5,392 5,986 5,449 5,153 5,627 4,934 5,426 5,311 5,328 6,133 7,078 6,963 5,705 — — — — 6,629 6,028 5,448 6,250 4,808 4,788 4,789 4,738 7,624 2,784 3,781 5,479 3,601 5,774 5,643 5,033 2,878 6,248 6,131 4,507 6,738 4,346 4,569 6,041 5,257 6,325 5,869 4,545 4,116 4,570 8,355 4,631 4,564 5,849 4,655 7,692 5,358 5,194 5,247 5,205 3,880 5,196 5,247 5,871 5,956 6,307 5,126 6,437 6,319 5,161 7,094 6,349 Cl. A 5,568 4,944 5,002 5,313 4,737 5,243 4,972 4,924 4,650 5,142 4,899 5,255 5,901 5,006 5,240 5,350 5,523 5,593 5,384 3,918 5,660 4,930 5,693 5,665 4,080 4,038 4,055 6,641 3,880 4,865 5,762 5,115 Cl. D 4,915 Cl. A 5,328 5,643 Cl. A 5,255 5,523 Cl. A 5,619 5,185 4,993 4,957 5,380 4,920 5,409 5,561 Cl. A Ret 5,121 4,999 4,909 5,480

Emis.

— — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — —

Cl. B 5,573 5,184 6,998 5,356 5,708 4,129 3,826 4,944 4,310 5,758 5,889 4,924 4,726 5,675 5,905 5,348 5,423 5,392 5,986 5,449 5,153 5,627 4,934 5,426 5,311 5,328 6,133 6,548 6,501 5,658 — — — — 6,629 6,028 5,448 6,250 4,909 4,783 4,789 4,739 7,624 2,784 3,781 5,479 3,601 5,774 5,643 5,033 2,878 6,248 6,131 4,506 6,738 4,346 4,569 6,041 5,257 6,325 — 4,545 4,116 4,570 8,356 4,631 4,564 5,849 4,655 7,692 5,358 5,194 5,247 5,205 3,880 5,196 5,247 5,871 5,956 6,307 5,126 6,437 6,319 5,161 7,094 6,349 Cl. B 5,568 4,944 5,002 5,313 4,737 5,243 4,972 4,924 4,650 5,142 4,899 5,255 5,901 5,006 5,240 5,350 5,523 5,593 5,384 3,918 5,660 4,930 5,693 — 4,080 4,038 4,054 6,641 3,880 4,865 5,762 5,115 — Cl. B 5,328 5,643 Cl. B 5,255 5,523 Cl. B 5,622 5,465 — — — — 5,474 — Cl. B Ret — — — 5,429

BG Selection Sicav ________________________________________ OPE Aberdeen EM Bd&CurrOpp AEM Aberdeen Lat Am Eq AEM Africa&Middle East Eq AIN Alliancebernstein Eq. 3D FLE Anima - Club AIT Anima - Italy Equities FLE ARC FLE ARC 10 FLE Black Rock - GL MA FLE BlackR- Multi A.Infl F FLE Deutsche E.Mkts Concept AEM Eastern Europe Eq FLE Edmond de R. - S. Alpha FLE Eurizon - Concerto BBI Franklin T. - Multi Alpha F. BAZ Global Dynamic FLE Global Real Assets FLE Global Risk Managed AEM Greater China Eq BAZ HSBC - Em. Mkts Solution AEM India&So.East Asia Eq APA Invesco - Asia Gl. Opps AEU Invesco - Europe Eq. FLE Invesco - Real Ass Ret

09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10

Cl.A 91,47 74,09 83,33 104,20 117,15 75,66 110,72 122,01 129,79 105,43 87,78 43,86 109,83 111,42 120,58 117,53 102,11 123,56 91,23 91,68 122,03 159,08 106,63 96,12

— — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — —

FLE JPM - Best Ideas FLE JPM Global MultiAsset Inc.F FLE Kairos - Blend FLE Kairos Real Return FLE Lemanik - Glocal Investor FLE Leonardo - Navigator MAE Liquidity FLE Morgan Stanley - Act.All. FLE Morgan Stanley Real A.Port AAM Morgan Stanley-N.Am.Eq. AEM Next 11 Equities AEU Oddo AM Expertise Eu --- Pictet - Dynamic Advisory ASE Pictet World Opportun. FLE Schroder Multi Asset FLE Short Strategies AIN Smaller Companies FLE Swiss&Global Flex.Strat. AIN T-Cube FLE Threadneedle-Glob. Themes FLE UBS - Top Em Mark Fund AIN Vontobel - Gl. Elite

09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10

117,37 93,45 114,57 94,60 89,13 120,31 107,21 133,12 109,08 138,91 95,45 124,71 101,19 174,36 105,22 44,57 121,93 116,27 109,75 92,03 93,67 135,92

Approfondimenti su www.ilsole24ore.com/fondi24 — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — —

BG Sicav ___________________________________________________ FLE Amundi Absolute Forex 09.10 OAS Amundi Glob Inc Bond 09.10 OFL BlackRock Glb Opp Bd 09.10 FLE Controlfida Global Macro 09.10 AEU Controlfida Low Vol Eur Eq 09.10 FLE EurizonMult.OptimalDiv.Appr. 09.10 OEM Euro Debt 09.10 OFL Euro Income Bond 09.10 AEU European Equities 09.10 FLE Flexible Global Eq 09.10 AEU Gen Inv Eur Eq Recovery F 09.10 OIG Global Supranational OAS HSBC Euro Credit Opportun 09.10 OAS Invesco Fin. Credit Bond 09.10 AAS MS Gl Real Est&Infr Eq 09.10 APA Pictet Japanese Eq 09.10 OAS Schroder Conv Bond Opp 09.10 AEU Schroder High Div Eu 09.10 FLE Short Equities 09.10 AAE Small Mid Cap Eu Eq 09.10 OIG Swiss&Glb Strat Glob.Debt 09.10 AIN Tenax Gl F Eq Long Short 09.10 AIN Thread Gl Eq Long Short 09.10 OIH UBS Dyn Cred High Yield 09.10 OFL UBS Glob Inc Alpha 09.10 AAM US Equities 09.10 OPE VONT New Front Debt 09.10 OFL Vontobel Glb Active Bd 09.10 FLE Vontobel Pure Strategy 09.10

www.bnpparibas-ip.it - tel. 800009944 OEC Bond Euro Corp 08.10 OAS Bond Europe Plus 08.10 ODH Bond USA High Yield $ 08.10 OAS Bond USD $ 08.10 OAS Bond World Plus 08.10 OAS Conv Bd Best Sel Eur 08.10 OMI Convertible Bond World 08.10 BBI Diversified World Balanced 07.10 BAZ Diversified World Growth 07.10 BOB Diversified World Stability 07.10 AAE Equity Euro 08.10 AEU Equity Europe 08.10 AAM Equity USA Core 08.10 AEM Equity World Emerging $ 08.10 BOB Sustainable Active All 08.10 Fondi comuni di diritto francese OFL BNPP ABC3 08.10 ASE BNPP Aqua 08.10 FLE BNPP Rend. 1 Anno 08.10 FLE BNPP Rend. Cedola C 08.10 OFL BNPP Seicedole 08.10 OFL Euro Flexi Bond Inc 08.10 OFL FQ Bond Opp. 07.10 FLE FQ Patrimoine 07.10

Cl. D 101,01 102,34 100,16 94,42 98,78 96,25 129,84 107,36 88,32 111,63 102,88 — 104,43 111,44 119,24 82,83 100,14 106,97 54,66 103,97 92,46 98,13 97,94 90,64 90,77 168,52 100,75 106,71 93,55

105,83 440,64 96,71 103,48 1670,16 81,16 111,32 189,28 195,16 185,15 322,73 559,08 201,51 91,46 407,19 101,34 272,65 101,16 96,50 99,60 100,03 1368,19 104,69

— — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — —

— — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — —

BPVN Strategic Inv. Fund _________________________________ AEU Europ. Flex. Dyn. A EUR AEU Europ. Flex. Dyn. B EUR(7) FLE VIS in EUR

09.10 09.10 06.10

11,44 11,87 12,86

— — —

CoRe Series _______________________________________________ AEU CoRe All Europe E FLE CoRe Alternative E BOB CoRe Bal. Cons. E BOB CoRe Bal. Opport. E MAE CoRe Cash E BBI CoRe Champ. Em. Mark. E BBI CoRe Champions E OMI CoRe Coupon E OMI CoRe Coupon E Dis AIN CoRe Dividend E AIN CoRe Dividend E Dis OPE CoRe Em. Mark. Bond E OPE CoRe Em. Mark. Bond E Dis AEM CoRe Em. Mark. Equity E OIG CoRe Global Curr. E OFL CoRe Global Opp. E OMI CoRe Income Opport. E Dis BBI CoRe Multi Ass. Inc. E BBI CoRe Multi Ass. Inc. E Dis AAM CoRe US Strategy E

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10

7,419 4,871 5,194 5,788 5,042 5,393 6,297 5,130 5,078 6,029 6,277 5,352 4,269 5,411 5,088 4,840 4,985 5,011 5,011 7,681

— — — — — — — — — — — — — — — — — — — —

Credit Suisse ______________________________________________ www.credit-suisse.com CS Invest (Lux) AIN IndexBlink B(7) AIN Londinium Global Bds B AIN Londinium Global Eq B

08.10 08.10 08.10

124,93 24,47 14,00

— — —

Duemme Sicav ____________________________________________ FLE Alkimis AIN Alpha C AIN Alpha I(6,7) OEM Bond Euro C OEM Bond Euro I(6,7) OPE C-Quadrat Asian Bd Op.(6) OPE C-Quadrat Asian Bd Op.I(6) BOB C-Quadrat Effic. Cl. I(6,7) BOB C-Quadrat Efficient Cl. C OEC C-Quadrat Eu I. Plus Cl. C OEC C-Quadrat Eu I.Pl. Cl. I(6,7) OMI C-Quadrat Gl. C. Pl. Cl. I(6) OMI C-Quadrat Gl. C. Plus Cl. C OMI Corporate Bd Euro C OMI Corporate Bd Euro I(6,7) AAE Euro Equities C AAE Euro Equities I(6,7) MAE Money Market C MAY Money Market I(6,7) AIN Private Eq.Strat C AIN Private Equity Str.I(6,7) AAS Russell Global Equity C AAS Russell Global Equity I(6,7) FLE Strategic Portfolio I(6,7) FLE Syst. Diversific. C FLE Syst. Diversific. I(6,7) FLE Total Return C FLE Total Return I(6,7)

09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10 09.10

118,28 110,790 111,64 158,35 118,64 99,43 100,21 127,16 120,04 130,01 137,96 109,87 107,04 147,73 128,62 113,00 161,51 110,01 103,95 145,67 195,55 135,83 173,55 145,94 119,24 119,43 107,61 108,45

— — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — —

Ersel Gestion Internationale _____________________________ FLE Globersel Active Strategies OEC Globersel Corp. Bond AIN Globersel Equity A AIN Globersel Equity B AEN Globersel Pact Nat Res A AEN Globersel Pact Nat Res B AAM Globersel US Eq. Sel. Cl.A AAM Globersel US Eq. Sel. Cl.B BBI Leadersel Balanced AAS Leadersel Commodities AEN Leadersel Diver.Strategies AEM Leadersel Em. Market Mult. OPE Leadersel Em.Bond Opp. FLE Leadersel Flex Mult. OMI Leadersel Total Ret FLE Systematica Global Trend

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 02.10 08.10 02.10 08.10 08.10

103,70 284,69 609,23 135,09 85,94 83,20 130,170 144,00 112,88 45,32 100,69 134,37 110,38 94,67 117,91 103,37

— — — — — — — — — — — — — — — —

Help desk c/o Eurizon Capital Sgr; Gruppo Intesa Sanpaolo; tel. 02 88101 Eurizon Focus Capitale Protetto Cl. R FLE Protezione 03/2017 08.10 124,53 — FLE Protezione 06/2016 08.10 120,65 — FLE Protezione 09/2016 08.10 118,72 — FLE Protezione 12/2016 08.10 121,58 — Eurizon Focus Formula Fund Cl. R FLE Formula Azioni 2015-3 02.10 124,63 — FLE Formula Azioni 2015-4 02.10 125,05 — FLE Formula Azioni 2015-5 06.10 121,74 — Eurizon Focus Riserva Doc Cl. RD OFL Obbligaz.Corp.06/2015 08.10 103,51 — Eurizon Manager Selection Fund Cl. R OMI MS 10 08.10 144,57 — BOB MS 20 08.10 143,74 — BBI MS 40 08.10 139,89 — BAZ MS 70 08.10 148,30 — Eurizon MM Collection Fund APA Daiwa Eq. Japan Cl.I 08.10 179,37 — OPE G. Rmb FixInc Cl.I 08.10 122,41 — OPE G. Rmb FixInc Cl.IS 08.10 124,06 — OPE G. Rmb FixInc Cl.R 08.10 120,61 — OPE G. Rmb FixInc Cl.RD 08.10 114,11 — OPE G. Rmb FixInc Cl.RU 08.10 107,42 — Eurizon MM Stars Fund Cl. R Cl. I FLE Private Style Equity 08.10 123,82 — FLE Private Style Flexible 08.10 108,30 — FLE Private Style Total Return 06.10 106,24 110,36 Cl.R1 Cl.R2 FLE Private Style Flexible 08.10 109,62 109,07 Cl.RD1 Cl.RD2 FLE Private Style Income 08.10 99,15 99,90 Cl.RD FLE Private Style Income 08.10 98,40 — Eurizon Opportunità Cl. RD Cl. I OFL Obbligazioni Flessibili 08.10 104,34 109,23 Eurizon Opportunità Cl. R FLE Flessibile 15 08.10 99,81 — FLE Sparkasse Prime Fund cl R 08.10 96,44 — Epsilon Fund Cl. R Cl. I OFL Em. Bond Total Return 08.10 130,09 135,23 FLE Enhanced C.Risk Contr. 08.10 — 101,29 OEM Euro Bond 08.10 163,02 168,63 MAE Euro Cash 08.10 110,57 111,65 AAE Euro Q-Equity 08.10 104,50 111,14 AEU European Q-Equity 08.10 117,71 124,91 FLE Q-Flexible 08.10 134,16 143,06 Cl. RA MAE Euro Cash 08.10 100,19 — Eurizon Strategia Flessibile Cl. RD OFL Obbligazioni 03/2016 08.10 107,63 — OFL Obbligazioni 06/2016 08.10 106,45 — OFL Obbligazioni 12/2015 08.10 108,60 — Investment Solutions by Epsilon Cl. R Cl. RD OFL Cedola x 4 02/2012 08.10 — 106,22 OFL Cedola x 4 03/2012 08.10 — 108,58 OFL Cedola x 4 06/2011 08.10 — 105,11 OFL Cedola x 4 07/2011 08.10 — 103,55 OFL Cedola x 4 09/2011 08.10 — 108,09 OFL Cedola x 4 11/2011 08.10 — 106,94 OFL Cedola x 4 12/2011 08.10 — 104,74 OFL Cedola X 4 Ind.05/2012 08.10 — 104,34 OFL Cedola X 4 Ind.07/2012 08.10 — 103,43 OFL Cedola X 4 Ind.09/2012 08.10 — 105,17 OFL Cedola x 4 Ind.10/2012 08.10 — 104,88 FLE Equity Coupon 02/2014 08.10 — 103,11 FLE Equity Coupon 04/2014 08.10 — 100,39 OFL Flexible Eq.Coupon 2017-1 06.10 — 134,22 OFL Forex Coupon 2016 06.10 — 94,66 OFL Forex Coupon 2017 06.10 — 90,91 OFL Forex Coupon 2017-2 06.10 — 93,67 OFL Forex Coupon 2017-3 06.10 — 92,62 OFL Forex Coupon 2017-4 06.10 — 93,51 OFL Forex Coupon 2017-5 06.10 — 89,93 OFL Forex Coupon 2017-6 06.10 — 89,88 OFL Forex Coupon 2017-7 06.10 — 92,54 OFL Forex Coupon 2018-1 06.10 — 93,58 98,30 98,31 FLE Glb Dyn. Multitrender 06/2015 08.10 FLE Global Coupon 06/2014 08.10 — 97,68 FLE Global Coupon 10/2013 08.10 — 109,38 FLE Global Coupon 11/2014 08.10 — 99,96 — 96,23 FLE Global Div. Allocation 02/2015 08.10 FLE Global Inc. Multitrender 09/2015 08.10 99,94 99,97 FLE Soluzione Attiva Pr12 2017 08.10 134,04 — FLE Soluzione Attiva Pr5 2017 08.10 119,10 — FLE Soluzione Attiva Pr6 2017 08.10 122,83 — FLE Soluzione Attiva Pr7 2017 08.10 126,41 — FLE Soluzione Attiva Pr9 2017 08.10 123,18 — FLE Soluzione Fless. Pr2 2014 08.10 103,83 — 102,89 — FLE Soluzione Fless. Pr4 2014 08.10 FLE Valore Cedola Globale 02/2015 06.10 — 95,710 — 98,35 FLE Valore Cedola Globale 04/2015 06.10 FLE Valore Cedola Globale 07/2015 06.10 100,11 — FLE Valore Cedola Globale 09/2015 06.10 — 99,98 FLE Valore Cedola X5 02/2013 06.10 — 102,20 FLE Valore Cedola X5 02/2014 06.10 — 101,91 FLE Valore Cedola X5 04/2013 06.10 — 102,48 FLE Valore Cedola x5 04/2014 06.10 — 99,97 FLE Valore Cedola X5 06/2013 06.10 — 103,28 FLE Valore Cedola X5 07/2013 06.10 — 104,93 FLE Valore Cedola X5 10/2013 06.10 — 106,23

FLE Valore Cedola X5 11/2014 FLE Valore Cedola X5 12/2012 FLE Valore Cedola X5 12/2013

06.10 06.10 06.10

FLE Global Inc. Multitrender 09/2015 08.10 Rossini Lux Fund AAE Az. Euro 08.10 APA Az. Giapp. 08.10 AIN Az. Internat. 08.10 AAM Az. N. America 08.10 BBI Bilanciato 08.10 MAE Euro Monetario 08.10 OIG Obb. Dollari 08.10 OEB Obb.Euro B-T 08.10 OEM Obb.Euro L-T 08.10 OEM Obb.Euro M-T 08.10 OEB Obbligaz. TV 08.10 Soluzioni Eurizon OFL Cedola DOC 05/2017 08.10 OFL Cedola DOC 07/2017 08.10 OFL Cedola DOC 09/2017 08.10 OBI Cedola DOC It. 07/2015 08.10 OBI Cedola DOC It. 09/2015 08.10 OBI Cedola DOC It. 11/2017 08.10 FLE Strategia I 02/2020 06.10 FLE Strategia I 08/2019 06.10 FLE Strategia I 10/2019 06.10 FLE Strategia I 12/2019 06.10

— — — Cl. RD1 100,00 Cl. R 129,18 117,98 160,65 174,82 144,77 117,84 158,06 123,84 162,32 139,08 124,02 Cl. RD 108,180 107,980 108,300 102,350 105,850 111,990 — — — —

97,84 103,69 104,74 — Cl. I 139,72 127,52 173,69 189,00 — 120,60 166,45 128,02 169,69 143,81 127,08 Cl. R — — — — — — 117,600 126,450 124,870 122,280

Eurizon EasyFund _________________________________________ CL. A MAE Cash EUR 08.10 116,37 — Limited Tracking Error CL. R CL. Z OAS Bond EUR Float.Rate LTE 08.10 131,24 137,26 OEM Bond EUR Long T. LTE 08.10 228,10 246,69 OEM Bond EUR Medium T. LTE 08.10 339,92 369,28 OEB Bond EUR Short T. LTE 08.10 143,70 154,89 OAS Bond GBP LTE 08.10 174,30 190,77 OAS Bond International LTE 08.10 151,56 160,71 OAY Bond JPY LTE 08.10 100,72 110,03 ODMBond USD LTE 08.10 174,42 191,04 MAE Cash EUR 08.10 113,24 119,51 ABC Eq. Cons.Discretionary LTE 08.10 270,23 303,48 ABC Eq. Consumer Staples LTE 08.10 235,55 264,80 AEM Eq.Em.MktsN.Frontiers LTE 08.10 106,81 125,72 ATE Eq.Telecommunication LTE 08.10 76,89 86,43 APS Equity China LTE 08.10 106,43 115,72 AEM Equity Em. Mkts Asia LTE 08.10 170,51 190,61 AEM Equity Em. Mkts EMEA LTE 08.10 140,38 157,00 AEM Equity Em. Mkts LTE 08.10 190,75 206,05 AEN Equity En. & Materials LTE 08.10 137,06 154,20 AAE Equity Euro LTE 08.10 103,08 115,93 AEU Equity Europe LTE 08.10 116,83 131,13 AFI Equity Financial LTE 08.10 68,87 77,55 AIF Equity High Tech LTE 08.10 97,52 109,58 AID Equity Industrials LTE 08.10 215,97 242,52 AIT Equity Italy LTE 08.10 85,76 96,71 APA Equity Japan LTE 08.10 76,59 85,56 AEM Equity LatinAmerica LTE 08.10 234,90 264,09 AAM Equity N.America LTE 08.10 110,92 124,77 APA Equity Oceania LTE 08.10 215,89 244,80 ASA Equity Pharma LTE 08.10 145,91 163,89 APU Equity Utilities LTE 08.10 129,22 145,15 MAD Treasury USD 08.10 111,20 117,72 Active Market cop.rischio cambio CL. RH CL. ZH OPE Bond Emerging Mkts 08.10 319,90 346,23 Active Market CL. R CL. Z OPE Bd Em.Mkts Local Curr 08.10 83,96 — OFL Bond Corporate EUR 08.10 — 122,24 OPE Bond Emerging Mkts 08.10 309,50 335,73 OFL Bond Flexible 08.10 100,22 101,22 OAS Bond High Yield 08.10 202,14 219,87 OAS Bond Inflation Linked 08.10 133,83 143,03 OMI BondCorp.Eur ST 08.10 68,10 73,79 AEM Equity Eastern Europe 08.10 — 105,87 AEU Equity Europe 08.10 146,34 155,41 AIT Equity Italy 08.10 99,52 106,51 AEU Equity Small Cap Europe 08.10 608,13 671,37 CL. Z CL. Zu OPE Bd Em.Mkts LocalCurr 08.10 88,40 74,34 CL.RD CL.ZD OFL Bond Flexible 08.10 99,26 100,44 Active Strategy CL. R CL. Z FLE Absolute Attivo 08.10 119,96 129,09 OFL Absolute Prudente 08.10 118,96 125,59 FLE Azioni Strategia Flessibile 08.10 142,49 152,50 FLE Dynamic Asset All. 08.10 94,66 582,61 FLE Equity Absolute Return 08.10 100,70 — FLE Flexible Beta Tot.Return 08.10 106,44 736,05 FLE Focus Az.StratFlessRL 08.10 145,11 — FLE GT Asset Allocation 08.10 — 103,77 FLE Multiasset 08.10 103,08 103,93 FLE Trend 08.10 — 106,80 Cl.RD FLE Multiasset 08.10 103,70 — Linea LTE cop. rischio cambio CL. RH CL. ZH OAS Bond GBP 08.10 170,88 187,65 OAS Bond International 08.10 157,48 166,95 OAY Bond JPY 08.10 156,98 209,50 ODMBond USD 08.10 210,85 230,73 ABC Equity Cons.Discretionary 08.10 243,10 275,35 ABC Equity Consumer Staples 08.10 221,88 250,70 AEN Equity Energy & Materials 08.10 119,47 135,24 AEU Equity Europe 08.10 108,91 124,67 AFI Equity Financial RH 08.10 62,19 70,07 AIF Equity High Tech 08.10 90,39 101,93 AID Equity Industrials 08.10 203,28 227,81 APA Equity Japan 08.10 103,98 116,60 AAM Equity North America 08.10 135,07 151,37 APA Equity Oceania 08.10 165,00 188,69 ASA Equity Pharma 08.10 139,60 157,21 ATE Equity Telecommunication 08.10 74,82 84,20 APU Equity Utilities 08.10 122,36 137,90 Le Classi I, Z e ZH sono riservate a investitori istituzionali..

Eurizon Investment Sicav ________________________________ FLE Flexible Beta 1 I1 FLE Flexible Beta 2 I1 FLE Flexible Beta 4 I FLE Flexible Duration 1 I1 FLE Flexible Duration 2 I1 FLE Flexible Duration 5 I FLE Flexible Eq.Strategy I1 OEB Ins Unit Euro Sht Trm I1 OEB Ins Unit Euro Sht TrmTwoI MAE Ins Unit Euro ShTmThreeI OEM Ins Unit Europe Bds I OEB Ins Unit Europe S/Trm I OFL Ins Unit Tot Ret ID

08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 25.09 25.09 08.10 08.10 08.10

AEU FLE OFL OFL OFL OFL FLE FLE FLE FLE FLE OFL OFL OFL OFL OFL OFL OFL OFL OFL OIC OFL OFL OFL OFL OFL OFL OFL OFL OBI OEC FLE OFL OFL

21.05 08.10 08.10 03.10 08.10 03.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 08.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 06.10 08.10 08.10 08.10 08.10

Europe Equities I Flexible Beta 3 Flexible Bond Flexible Bond 2 Flexible Bond Plus Flexible Bond Plus 2 Flexible Duration 3 Flexible Duration 4 Flexible Plus Flexible Plus 2 Flexible Plus 3 Ins. Unit Bond Strategy 1 Ins. Unit Bond Strategy 2 Ins. Unit Bond Strategy 3 Ins. Unit Bond Strategy 4 Ins. Unit Bond Strategy 5 Ins. Unit Bond Strategy 6 Ins. Unit Bond Strategy 7 Ins. Unit Bond Strategy 8 Ins. Unit Bond Strategy 9 Ins. Unit Corp Bond 2022 Ins. Unit High Yield 2018-1 Ins. Unit High Yield 2020-1 Ins. Unit High Yield 2020-2 Ins. Unit High Yield 2022-1 Ins. Unit Inv.Grade 2018-1 Ins. Unit Inv.Grade 2020-1 Ins. Unit Inv.Grade 2020-2 Ins. Unit Inv.Grade 2022-1 Ins. Unit Italian Bond 2022 PB Bond Corporate EUR PB Flexible Macro PIP Flexible 1 PIP Flexible 2

Eurofundlux OFL Alto Rendimento 2017 A 09.10 OFL Alto Rendimento 2017 B 09.10 OFL Alto Rendimento 2019 A 09.10 OFL Alto Rendimento 2019 B 09.10 OFL Alto Rendimento 2019 Plus B 09.10 OFL Alto Rendimento 2019 Plus D 09.10 OFL Cedola 2017 B 09.10 OFL Cedola 2017 D 09.10 AIN Dynamic Multimanager A 09.10 AIN Dynamic Multimanager B 09.10 OPE Emerging Mkt Bond B 09.10 FLE Equity Returns Absolute A 09.10 FLE Equity Returns Absolute B 09.10 FLE Equity Returns Absolute P 09.10 MAE Euro Cash A 09.10 MAE Euro Cash B 09.10 AAE Euro Equity B 09.10 AAE Euro Equity D 09.10 OEM Euro Govern. Bond B 09.10 OEC Europe Corp. Bond B 09.10 FLE Flex High Vol B 09.10 OFL Global Bond D 09.10 AAM IPAC Balanced A 09.10 OFL Multi Income F4 A 09.10 OFL Multi Income F4 B 09.10 OFL Multi Income F4 D 09.10 OFL Multi Income I4 A 09.10 OFL Multi Income I4 B 09.10 OFL Multi Income I4 D 09.10 OFL Obiettivo 2017 A 09.10 APA Pacific Eq. A 09.10 APA Pacific Eq. B 09.10 OFL QBond Absolute return A 09.10 OFL QBond Absolute return B 09.10 FLE TR Flex 5 A 09.10 FLE TR Flex 5 B 09.10 FLE TR Flex Aggressive A 09.10 FLE TR Flex Aggressive B 09.10 FLE TR Flex Aggressive P 09.10

641,03 566,97 492,06 566,23 576,36 512,69 536,85 658,91 538,25 592,97 560,55 554,77 525,91 Cl.A — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — — —

11,015 11,129 9,561 9,870 10,747 10,338 8,612 8,023 11,354 12,490 11,122 12,611 10,427 9,946 11,957 12,322 12,559 9,583 11,116 10,625 9,795 10,669 9,010 9,549 10,631 9,321 10,944 10,760 10,216 11,375 20,219 22,438 11,916 12,587 12,239 13,530 9,734 9,953 9,764

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