Manuale Di Tamburello

March 21, 2018 | Author: Giorgio | Category: Rhythm, Thumb, Hand, Rhythm And Meter, Musical Forms
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Manuale di Tamburtello...

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Il Tamburello

Il Tamburello

− Indice − •

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liuteria −−

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impostazione −−

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tecniche base −−

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ritmi principali −−

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L' autore −−

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Le conclusioni −−











Questo manuale è stato scritto con un intento puramente didattico, ma senza la pretesa di rappresentare un testo ufficiale sulla tecnica dei tamburi a cornice: primo perchè esistono diversi tipi di tamburi a cornice e secondo perchè anche nel singolo tamburello coesistono diverse impostazioni legate al regionalismo (per la verità la tecnica varia da un tamburellista all' altro quindi....). Il manuale è diviso in varie parti, ciascuna dedicata ad un' aspetto dello strumento: la liuteria, dove si parla un pò di questi strumenti in generale, di come sono fatti e dove possono essere acquistati, l' impostazione dove si suggeriscono le posizioni corrette del corpo, delle mani e del tamburo, le tecniche di base dedicate ai singoli colpi e alle secuenze più usate, la sezione dei ritmi principali dove i colpi singoli e le secuenze, assemblati, formano dei patterns da utilizzare dal vivo.

ecco qui un primo file di esempio 1

Il Tamburello

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Il Tamburello

Liuteria Il tamburello fa parte dei tamburi a cornice: percussioni in cui l' altezza della cornice è inferiore al diametro della pelle. Nel caso del tamburello la cornice può essere di legno o di alluminio, la pelle naturale o sintetica e il diametro della pelle ha due possibili formati: 25 cm. e 30 cm. Diametro: Un tamburello da 25 ha il vantaggio di essere leggero, ma quello di 30 offre bassi migliori e più profondi. Cornice: La cornice di alluminio è sicuramente da preferire, intanto è molto più leggera, poi essendo un metallo, conferisce una "spinta" al suono che quella in legno non può avere, d' altra parte quest' ultima ha indiscutibilmente un suono più "caldo". Esistono solo tamburelli in alluminio da 25, probabilmente perchè con un diametro maggiore, non reggerebbero la tensione della pelle. La pelle: Anche se molti percussionisti non saranno d' accordo, il tamburello funziona molto meglio con la pelle sintetica, intanto perchè è più sottile, poi perchè si può trovare leggermente sabbiata il che facilita il trillo (di cui parleremo più avanti). Conclusioni: Premesso che oggi costruiscono continuamente strumenti migliori e che quindi non bisogna mai accontentarsi, io ho risolto così il problema: ho 2 tamburelli uno in alluminio da 25 e uno in legno da 30. Il tamburello in alluminio da 25 è in realtà fatto con pezzi di più tamburelli. E' piuttosto difficile trovare in negozio un tamburello in alluminio, comunque, se non lo trovate (come è successo a me) lo fate ordinare alla Remo, è un' importatore di percussioni (il principale in Italia) e quindi lo potete fare in qualsiasi negozio di strumenti (prezzo 60.000). Il problema del tamburello della Remo è duplice: ha una supporto per la mano in plastica che in realtà dà solo fastidio, per fortuna è smontabile, ma in questo modo la cornice rimane aperta, niente paura: basta prendere 2 fascettine e 4 viti con bullone dal ferramenta e tutto va a posto. Il secondo problema è la pelle: non solo è liscia, ma è anche trattata in modo da essere ancora più scivolosa, insomma è quasi inutile, non resta che comprare un tamburello nuovo (anche senza sonagli) in legno da 25, con la pelle di tipo sintetico un pò sabbiata (attenzione ce ne sono diverse in commercio, simili ma non tutte ottime). la pelle deve essere sottile (quelle trasparenti sono troppo spesse) e deve avere qualche granellino di sabbiatura (non troppi se no la pelle è di nuovo troppo spessa). Per valutarle, basta provare ad eseguire un trillo. In teoria si dovrebbero trovare in commercio i ricambi delle pelli, ma ancora non ne ho visto uno... Dimenticavo, gia che ci siete, quando prendete il tamburello in alluminio potete prenderlo a 2 file di sonagli, tanto è leggero lo stesso. Il tamburello in legno da 30, invece, pesa un pò quindi: sonagli a fila singola. E' più difficile da trovare, prezzo sulle 100.000. cercatelo con la cornice non troppo spessa (quella chiara dei tamburelli da poco prezzo è la migliore) e attenzione alle meccaniche, che siano quelle classiche da tamburello e non con le viti a farfalla che pesano di più e danno anche molta noia quando si suona. Per la pelle valgono i criteri del tamburello precedente. 3

Il Tamburello

Altri tamburelli. Nei tamburi a cornice il tamburello riveste un ruolo a parte perchè, pur essendo uno strumento tradizionale, ha una tecnica evoluta e quindi con esigenze sonore più simili a quelle di una batteria, da qui l' uso di cornici in alluminio e pelli sintetiche. Ad ogni modo, una volta acquistati i 2 tamburelli principali, potete cercarne altri più "tipici" e legati come aspetto e suoni ad un particolare regionalismo (tamburelli siciliani, pugliesi etc...) a questo scopo vi consiglio di visitare un negozio abbastanza nuovo ad Arezzo: il Narada, specializzato in percussioni arabe e simili (il tamburello deriva appunto da questi strumenti).L' indirizzo web è http://www.teta.it/narada/ .

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Il Tamburello

Impostazione Il tamburello si tiene con la mano sinistra (sx) con la pelle che guarda alla nostra destra (dx), la pelle va inclinata un pò in avanti (cioè a dx) fino a formare un angolo di 30°. La mano sx regge il tamburello con il pollice e l' indice, toccando il meno possibile la pelle e permettendo così l' articolazione del medio (me) e dell' anulare (a).

le due dita mobili della sx (me e a) hanno tre possibili funzioni: accorciare e allungare il diametro della pelle (funzione passiva), percuotere la pelle con la base dell' articolazione della prima falange (in molti tocchi si sfrutta la parte ossea del dito come una bacchetta) (in questo caso il dito o meglio l' articolazione, colpisce la pelle e rimbalza tornando indietro), far oscillare il tamburello lungo l' asse longitudinale (in questo caso le due dita rimangono sempre a contatto con la pelle) (lo scopo di questo movimento è di far risuonare i sonagli. − percussione della pelle con (me e a) contemporaneamente audio − oscillazione del tamburello sull' asse longitudinale audio La mano dx, ovviamente, ha una miriade di tocchi ecco i principali: Il Pollice (P) tocca la pelle rimbalzando (il tocco si fa con la parte ossea del dito cioè con la parte laterale dell' articolazione della prima falange) nei 3/4 superiori (in questo caso il pollice segue lo stesso percorso sia all' andata che al ritorno) o nei 3/4 inferiori della pelle (in questo caso il pollice continua in basso descrivendo così un arco), la pelle va lasciata libera di suonare. Le altre dita hanno svariati tocchi: indice medio e anulare (i, me, a) possono toccare (sempre con la parte ossea) il tamburello lateralmente, tutti insieme o in secuenza (triàn), con un tocco rimbalzato, sulla pelle abbastanza vicino, ma non troppo alla cornice.Esiste un tocco di anulare (a) sempre dato con la parte ossea, proprio sul bordo del tamburello (sulla pelle vicino alla cornice), nei 3/4 inferiori e con tocco rimbalzato, il suono deve risultare molto acuto. Ancora: con (me e a) sulla pelle (a metà tra cornice e centro pelle) nei 3/4 inferiori, con tocco rimbalzato, questo colpo possiamo chiamarlo slap, è possibile darlo appoggiando la parte laterale esterna del pollice sulla pelle, in modo da avere un perno su cui far ruotare la mano. Il trillo; atteggiamento della mano dx: mettete la mano tesa con la punta in alto e il palmo aperto verso sx, portate un pò (30°) la punta della mano in avanti, piegate il dito medio cercando di mantenerlo disteso e appoggiate il polpastrello sulla pelle del tamburello nei 3/4 superiori, molto vicino al bordo e vicino a voi, questo è il punto di partenza, se la posizione è corretta, il palmo della mano risulta parallelo e faccia a faccia con la pelle e il dito è invece perpendicolare e teso.Questa tecnica serve a far vibrare il tamburello mettendo così in azione i sonagli.Non è un movimento difficile, ma va capito bene, intanto è meglio avere le unghie corte, poi la vibrazione è determinata dall' attrito del polpastrello sulla pelle: potete inumidirlo con la saliva per aiutarvi, inoltre l' attrito è esaltato da una coppia di forze create da una parte dalla mano dx (e questo e ovvio) e d' all' altra dalla mano sx (e questo è molto importante) la cosa non è evidente perchè il tamburello si trova tra le 2 mani che spingendo l' una contro l' altra fanno aumentare di molto la forza del trillo.Quando si tenta un trillo è bene attaccare la pelle col polpastrello in modo netto e con un moto costante (non veloce se no il trillo non dura niente) senza mai staccare il dito dalla pelle e mantenendo una pressione costante tra le 2 mani.Con qualche tentativo tutto diventa semplice, un pò più difficile è fare un trillo molto lungo, in questo caso si segue il bordo superiore della pelle fino a che si può, poi si scende diritti in basso e si risale lungo il bordo anteriore della pelle. La terzina è la secuenza più tipica del tamburello: mettete la mano come per prendere un oggetto (una mela per esempio), unite indice medio e anulare, il mignolo non serve potete lasciarlo staccato.Se la posizione è 5

Il Tamburello corretta, le dita della mano descrivono un arco e il pollice è iperesteso indietro (come quando si fa l' autostop).A questo punto piegate un pò la prima articolazione del pollice e accostate la superficie laterale del pollice e la prima parte della mano alla pelle.Se la posizione è corretta, la punta del pollice rimane staccata dalla pelle. adesso piegate il polso, in questo modo l' avambraccio ha un angolo di 45° e la mano è orizzontale diretta in avanti. La terzina di fa ruotando la mano sull' asse longitudinale, è molto importante ruotare la mano fino al massimo in modo da separare bene i 3 tocchi. come nel trillo il segreto sta nella coppia di forze tra le due mani (non dovete cercare di colpire la pelle con il pollice o comunque dirigendo la mano verso la pelle), la mano va solo ruotata, è un movimento quasi magico, se seguite le istruzioni attentamente la terzina è semplicissima, ma il movimento deve essere eseguito correttamente. Una volta che il movimento è corretto potete usare la punta del pollice in questo modo: se l' articolazione della prima falange del pollice è piegata si sentono di più i sonagli, se il pollice è diritto si sente di più la pelle. Quando si usa la terzina di pelle, spesso si utilizzano medio e anulare della mano sinistra per allungare e accorciare il diametro della pelle ottenendo così timbriche più o meno acute.

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Tecniche di base Nelle Tecniche di base analizzeremo delle combinazioni di colpi utili alla formazione dei ritmi. Primo esercizio. Prendete il tamburello in mano e, tenendolo fermo con pollice e indice, usate medio e anulare per agitarlo mettendo in moto i sonagli. questo movimento crea un riempitivo nei ritmi, ecco degli esempi dimostrativi. movimento riempitivo ottenuto con (me, a) della mano sx rumba senza movimento riempitivo rumba con movimento riempitivo Secondo esercizio. sempre con la sola mano sx e usando (me, a) percuotete la pelle, una volta appreso il movimento, alternate colpi di mano dx a colpi di mano sx; si tratta di secuenze di ottavi battere (mano dx) − levare (mano sx) utili nei ritmi di 3/4 e nelle moresche solo mano sx alternanza dx − sx es: 3/4 (il primo quarto è un trillo il secondo e il terzo sono alternanze). terzina coi sonagli. la terzina con i sonagli viene usata al posto di quella classica per cambiare suono nelle diverse parti di un brano o per "alleggerire" una cadenza (per esempio due colpi da un quarto sostituiti con 2 terzine) come spesso accade di fare quando si accompagna un brano antico o anche nel valzer stesso (nel secondo e terzo quarto). il primo colpo della terzina si fà con la mano dx (tocco (i, me, a) ), questo colpo serve anche ad imprimere una spinta al tamburo che avvia il movimento di rotazione sul proprio asse longitudinale. il secondo e terzo colpo della terzina sono appunto generati da questo movimento di rotazione indietro e poi in avanti del tamburo sul proprio asse.In realtà il movimento deve essere più ampio: la mano dx dà l' avvio, ma il movimento è dato da (me, a) della mano sx (senza staccarle mai dalla pelle) mentre la mano sx asseconda il movimento e lo amplia spostandosi indietro e poi in avanti di qualche centimetro: questo serve a separare maggiormente i colpi due e tre della terzina "pulendola". Si capisce che quindi il movimento è complesso, va ricercata la giusta coordinazione, una volta trovata la terzina diventa semplice da eseguire terzina coi sonagli. 3/4 con terzina a sonagli

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Ritmi Molti sono i tipi di Tarantella che si usa suonare nella nostra penisola, inoltre lo stile musicale è caratterizzato non solo dalle variazioni ritmiche, ma da specifiche parti strumentali (come per esempio, nella Tarantella del Gargano che ha un giro di basso tipico) o da particolari strumenti o da particolari canti etc... Non ha quindi molto senso dare dei patterns ritmici e pretendere così di aver esaurito l' argomento; In questa sezione potete trovare dei ritmi di base sufficienti ad avere un' impostazione ed un' applicazione pratica dei tocchi, unendo questo ad un ascolto attento dei dischi sarà facile suonare il tamburello. La Montemaranese è un tipo di Tarantella suonata a Montemarano (AV) molto interessante perchè si incastra perfettamente con il ritmo della rumba che può essere eseguito da un altro percussionista. La parte del Tamburello è agganciata agli accenti della chitarra battente (o della fisarmonica) ed è caratterizzata dai due colpi in levare che potete ascoltare nell' esempio audio. La Tarantella Napoletana è la più conosciuta delle Tarantelle Italiane, la figurazione base è la terzina, di queste (in un respiro ritmico inteso della durata di due battute) sono accentate particolarmente: nella prima battuta la prima terzina e la terza (corrispondenti al primo e terzo quarto) e nella seconda battuta le prime tre (corrispondenti ai quarti uno−due e tre). La Pizzica è una forma ritmica ossessiva, sempre della famiglia delle Tarantelle, in cui si accentuano tutte le terzine; ha anche altre caratteristiche secuenze di terzine accentate legate al canto. La Moresca è una forma ritmica molto complessa che nello svolgersi del brano passa a 7/8 o 3/8 etc.. Il problema è che, anche se le varie Moresche si somigliano, sono tutte diverse come secuenze ritmiche; ad ogni modo il ritmo base è in 11/4 (6/4 + 5/4) (3/4 + 3/4 + 3/4 + 2/4) con una caratteristica cadenza finale di 2 colpi da 1/4. Questa cadenza viene risolta nella prima battuta dell' esempio con due terzine per non appesantire lo svolgimento ritmico, nella seconda battuta, invece, la cadenza è marcata con due colpi da 1/4. La Rumba non è un ritmo riconosciuto della Tradizione Italiana, ma sulla base di una ricostruzione ritmica basata sulla Musica Araba, oggi viene largamente usata. Non è raro vedere l' uso di percussioni Arabe nei gruppi attuali di musica popolare, d' altra parte l' influenza delle forme ritmiche Mediorientali nella nostra Musica Tradizionale è evidente.

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Il Tamburello

L ' Autore − Presentazione − Mi è parso opportuno inserire due righe di presentazione nel tentativo di collocare questo manuale in un contesto di studio più organico della musica etnica. In effetti io non sono principalmente un percussionista (suono diversi strumenti a corde italiani, mediorientali e latino−americani) e mi interesso da più di 20 anni di musica etnica. Ho partecipato per diversi anni, in qualità di insegnante, ai corsi speciali di musica etnica tenuti presso il conservatorio "Boccherini" di Lucca. insegno chitarra jazz e musica etnica a Pisa, comunque per i gruppi e i concerti potete consultare il mio curriculum più o meno aggiornato qui. ho una pagina didattica in rete, un pò confusionaria, ma comunque con molte informazioni. per finire ho anche una mailing list sulla musica etnica. dimenticavo... per scrivermi ecco la mia e−mail potete inviarmi commenti (mi raccomando siate buoni :−) ) e domande, se volete inserire informazioni in questo manuale, col tempo ne preparerò versioni aggiornate, sono disponibile per collaborazioni e correzioni, grazie per aver letto anche questa parte del manuale :−) e ciao.

Pino Marcogliese Questo manuale è stato scritto con esclusivo intento didattico, lo potete utilizzare liberamente, come potete utilizzare a vostro piacere i files allegati, vi prego però, nel caso vogliate diffonderlo, di non modificarlo in alcuna parte senza prima avermi consultato, grazie.

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Il Tamburello

Le conclusioni A questa prima versione del manuale sul Tamburello, spero, ne seguiranno altre, il mio primo obbiettivo è quello di stimolare e facilitare lo studio di questo strumento così versatile e così poco conosciuto dagli Italiani stessi. Per ora non mi resta che salutarvi ed augurarvi buon divertimento :−)

P. M.

Manuale del tamburello versione 1.0

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