linguaggio astrale-125

July 7, 2017 | Author: Il Sannita | Category: Astrology, Perspective (Graphical), Lion, Knowledge
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LINGUAGGIO ASTRALE Pubblicazione Trimestrale del Centro Italiano di Astrologia Torino

ANNO XXXI n. 125 Inverno 2001

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SOMMARIO 101 102 103 110 150 160 161 208 210 212 216 218 223 225 227 230 233 236 239 242

pag. Lettera di Arroyo a Grazia Mirti .................................................................................................. 4 Fulvio Mocco: Vent’anni con Federico Capone .................................................................... 6 Fulvio Mocco: Vingt ans avec Federico Capone ................................................................... 9 Fiocco Rosa ......................................................................................................................................... 12 Bando aperto di Concorso per l’accesso all’Albo Professionale .................................... 13 Due conversazioni con Stephen Arroyo .................................................................................. 16 In breve ................................................................................................................................................. 22 Dante Valente - Claudio Cannistrà: Sui recenti avvenimenti mondiali .................... 23 Adriana Cavadini: Una nazione uraniana. Gli Stati Uniti e le sue guerre ................. 26 Christiane Nastri: L’orientamento dei grandi monumenti sec. i punti cardinali ...... 32 Clara Negri: I poteri della mente ............................................................................................... 48 Dante Valente: La cultura astrologica dell’Ariosto ............................................................. 56 Giuseppe Bezza: L’orrore del mutamento .............................................................................. 60 Mario Costantino: Matrimonio e figli secondo l’astrologia classica (II parte) ........ 68 Pasquale Foglia: La terra nel tema natale .............................................................................. 83 Alberto Crescitelli: Effetti speciali sinergici dei coni d’ombra e delle angolarità ... 92 Letizia Gariglio: Terra tra mito, Astrologia e letteratura del 900 (II parte) ............... 103 James Brockbank: I signori del tempo in Astrologia Ellenistica .................................... 114 Pamela Rowe: La carta nodale. Anime gemelle e legami familiari .............................. 122 Graham Bates: Cicli del mercato azionario negli Stati Uniti ......................................... 135

CASA TERZA 310 Le Delegazioni si presentano ....................................................................................................... 320 Il viaggio-studio a Cipro ................................................................................................................

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CASA QVINTA 510 Giuliarosa Bigazzi: Tombola astrologica ................................................................................. 160 332 Lidia Callegari: Una gita della Delegazione Friuli-Venezia Giulia ................................ 161 520 “Linguaccia” astrale ......................................................................................................................... 164 ANGOLO DEI NEOFITI (il terzo asse) 605 S. Bertone: Per chi vuole entrare nel mondo del personal .............................................. 167 610 M. Pesatori: La posta di Marco ................................................................................................... 172 620 Quiz proposti al recente esame per l’Albo .............................................................................. 175 623 Angelo Angelini: Astrologia stellare ......................................................................................... 180 CASA NONA 900 Claudio Cannistrà: Notizie dall’estero ..................................................................................... 185 920 Claudio Cannistrà: Recensioni, novità editoriali ................................................................. 191 980 Elenco Delegati e corrispondenti CIDA ................................................................................... 199 CASA OTTAVA Quote associative..........................................................................................................................................

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Argomento

D. Valente

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IL GATTOPARDO

Dopo lunga resistenza, il Consiglio ha ceduto alla richiesta di Grazia Mirti di essere dispensata da un lavoro svolto - senza compensi - da 17 anni per 72 numeri della Rivista, che ha procurato al CIDA una fama internazionale e spese delle sue fatiche e dei suoi oneri . Basterà per tutti riportare il testo della lettera inviata a Grazia da Stephen Arroyo, ! (vedi avanti) Pertanto per la gestione della Rivista abbiamo reclutato un ampio Comitato, con suddivisione di compiti e una Segreteria, coordinate dal Presidente che si accolla la responsabilità formale e che ha potuto verificare con soddisfazione come i necessari “contrasti di collaudo” abbiano dato buoni risultati... Inoltre possiamo contare su Grazia che veglia ancora su di noi e che si occupa della selezione degli articoli stranieri da tradurre, con l’appoggio di una ottima équipe di traduttori, che ringraziamo vivamente ( A. Bagnis e Angela Castello) A questo punto dovremmo appellarci all’indulgenza dei lettori, ma al contrario preferiamo che le critiche arrivino al più presto e tutte insieme, per rimediare più rapidamente. A parte le imperfezioni tecniche, dovute all’urgenza, che saranno migliorate in seguito, chiediamo solo che le proposte tengano conto della maggioranza dei Soci e non siano a beneficio di una ristretta minoranza, sia pure élitaria ! Gli Autori degli articoli possono collaborare attivamente con l’invio di lavori - controllati accuratamente per i refusi - via email o con dischetto, consultando le raccomandazioni riportate nell’ultima pagina della Rivista. Segnaliamo anche altre variazioni nelle cariche: dopo 12 anni di Presidenza dell’Albo svolta con diligente presenza, Vittorio Ruata ha chiesto e ottenuto di essere dispensato dall’onere, per cui è subentrato Stefano Vanni, il nostro Capricorno DOC Vorremmo infine far notare – ci sia concesso - che il CIDA non è una Associazione ad personam, come spesso succede all’estero e che - soprattutto - l’uscita e i ricambi sono fisiologici. I Presidenti che mi hanno preceduto non hanno mai cessato di vegliare sull’Associazione e di intervenire con saggi consigli: così è stato per il severo quanto amato Federico Capone e per la carissima Serena Foglia che mi propose 12 anni fa come Vicepresidente e che ha voluto istituire un generoso Premio annuale per le voci emergenti e meritevoli. Rileggendo i primi numeri della Rivista, in cui figuravano nomi prestigiosi come Lisa Morpurgo, Tommaso Palamidessi, André L’Eclair, Maria Maitan, Francesco Waldner, Angelo Brunini, Enrico Castiglioni,il giovane Ciro Discepolo, Gisa Frandino, e specialmente il grande Mario Zoli possiamo solo essere felici della strada percorsa e ringraziare tutti coloro che hanno contribuito a percorrerla. Questi “pezzi da novanta” oggi forse non nascono più, ma in compenso è cresciuto il livello medio di preparazione dei lettori – in fondo è un lato positivo della globalizzazione! - :si stanno affacciando forze nuove e “arabe fenici” che fanno ben sperare sulla continuità. Parafrasando il Principe di Salina, se le persone lasciano il loro segno personale, indelebile, lo spirito dell’Associazione non muta, condizione indispensabile per affrontare i mutamenti richiesti dalle nuove situazioni sociali che sembrano profilarsi all’orizzonte.

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LETTERA DI STEPHEN ARROYO A GRAZIA MIRTI L.A. 125-101

Dear Gratia: I just today received your latest journal and the index for 30 years! Just last week, I told someone that your organization was the most professional and impressive I have seen in any country. No organization in the USA comes close to the excellence of what you are producing in Italia. And so, I wish you continued success and best wishes in your high-level work and once again thank you for inviting me to my first trip to venice. Please forward this to Claudio (Cannistrà ndr) or convey my best wishes to him. I love Bologna, where I think he lives. With all best astrological greetings, Stephen Arroyo

Cara Grazia, proprio oggi ho ricevuto l’ultimo numero della tua Rivista con l’indice di 30 anni! Dicevo giusto a qualcuno, la settimana scorsa, che sono stato colpito dalla professionalità della vostra organizzazione, mai vista in altri paesi, neppure negli Stati Uniti. Pertanto vi auguro di continuare con questo lavoro ad alto livello. Vi ringrazio ancora per il vostro invito a Venezia, che ho visitato per la prima volta . Amo anche Bologna dove mi pare abiti Claudio, al quale ti prego trasmettere queste note e i miei auguri. Con i migliori saluti astrologici Stephen Arroyo

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PROSSIMAMENTE

Per mancanza di spazio siamo stati costretti a rimandare al prossimo numero lavori corposi e preziosi, come quelli di:

Isa Zanni: Fabrizio D’André (parte seconda): un’analisi accurata con dovizia di riferimenti astrologici sulla vita dell’artista. Daniele Duretto: Astrologia quantistica: il famoso detto ermetico aggiornato “Così in alto - così nel mondo subatomico”, in cui le analogie sembrano ancor più nitide. Charles Ridoux: L’abbandono del potere (Carlo V, Napoleone, De Gaulle), una interessante valutazione dell’importanza dei quintili e derivati come indici di potere intenso e spesso distruttivo. Julianne Evans: Studi sul tema degli Stati Uniti Mariano Aladren: Il significatore: un elemento dimenticato dalla tradizione. Questo valido e geniale studioso spagnolo ha rivitalizzato tecniche antiche e le ha applicate nel mondo presente: in particolare ha recuperato i Reggenti, i Significatori, il criterio corretto di quantificazione. Inoltre sgombra il campo da tanti equivoci sull’Astrologia classica. Adriana Cavadini: Islam: dalla Luna a Plutone. Un filo astrologico lega una evoluzione politica e ideologica.

Ci scusiamo con gli Autori, sperando che l’impazienza dei lettori privilegi la loro lettura nel prossimo numero.

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FULVIO MOCCO

VENT’ANNI CON FEDERICO CAPONE

L.A. 125-102

Ho frequentato Federico Capone per oltre vent’anni, senza mai poter diventare un suo vero amico. Anche lui faceva parte della schiatta dei saturnini, persone che non puoi mai toccare nell’intimo; puoi solo limitarti a fare la ronda alle loro mura inviolabili. Non che Federico mancasse d’ospitalità, ma quando mi telefonava perché “dovevamo parlare”, sembrava sempre dovermi fare confidenze terribili, ma queste rivelazioni non arrivavano mai. Lui ed io abbiamo giocato un gioco sottile e complesso: lui giocava a fare l’editore e io a fare lo scrittore. C’erano sempre progetti di far qualcosa insieme, ma sapevamo entrambi che questo era solo un modo di definire meglio i confini delle nostre relazioni, niente di più. Pensando a lui mi viene in mente la frase scespiriana “Si può essere Signore dello spazio infinito anche dentro un guscio di noce”. Federico aveva una grande casa con due giardini, ma aveva scelto di vivere in una piccola stanza che era ufficio, camera da letto, biblioteca. Tutto l’universo in una stanza. Una sorta di “antro dell’orso”, ma di cui io sapevo riconoscere quella mescolanza di malinconia ed esaltazione che un Capricorno prova quando lavora da solo, una sensazione forse vicina all’orrore sacro che i Latini e i Celti avvertivano in selve e caverne. La casa editrice era la proiezione del suo carattere: un amalgama di modestia e testardaggine. Non avrebbe mai potuto dividere con me o con altri quel lavoro che ultimamente era diventato faticoso, perché voleva restare libero di decidere da solo. Quella casa editrice, di cui era facchino e direttore, era la sua creatura, mentre io ero il “collaboratore non pagato”, come mi chiamava con un’ironia che rivolgeva più che altro a se stesso. Spesso mi accoglieva con un “Oh, è arrivato il maestro”. All’inizio questo gioco m’irritava, poi mi sono reso conto - con sgomento - che si proiettava davvero in me come un se stesso più giovane, per la sua inguaribile modestia, mentre io avrei voluto poter contare su di lui per suggerimenti più sostanziali, e non essere solo “quello che sa dare la pennellata decisiva alle mie cose”. Mi diceva: “E’ una fortuna che lei abbia avuto un genitore del nord e uno del sud, così è uscita una foglia rossa su un muro d’edera verde”. Ho impiegato qualche anno per capire cosa intendesse. Federico aveva un tenace rifiuto dell’irrazionale. Mi sospettava di misticismo, accusando di questo la mia componente Acquario. D’altra parte sapeva arrivare al-

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l’essenziale in modo brutalmente lapidario e franco: “Quello non ce la fa”, “Quello invece è preparato”, “L è pazzo, ma è un pazzo onesto”. Sembravano giudizi superficiali, ma due volte su tre ci azzeccava. Era in grado di trovare sempre qualcosa di speciale nelle sue ricerche. Cominciava con un’idea apparentemente commerciale e terra-terra, poi finiva per andare più in là di altri dagli obiettivi più elevati. Lui ci arrivava solo apparentemente per caso, in un modo crepuscolare di cui forse non si rendeva nemmeno conto. Come tutti i Capricorno, amava i dizionari, gli archivi, le ricerche in biblioteca, e in questo senso ci ritrovavamo ad occhi chiusi. Continuava a dire che faceva l’editore per soldi, ma spesso non guadagnava una lira. Era come se si vergognasse ad ammettere che si può fare qualcosa solo per idealismo. Bastava però vedere come toccava i libri, gli appunti, le lettere (“Pezzi di carta e pupazzi”), o i Cahiers Astrologiques dei tempi di Volguine (“Oro puro”), per capire che il momento più bello per lui era ancora e sempre quando si sedeva al suo tavolo di lavoro, nonostante la malinconica situazione dell’editoria. Un proverbio dice dei preti: “Fa quel che dico e non quel che faccio”. Con Federico valeva il contrario, perché era la sua passione, ancora forte alla sua età, ad annullare lo scetticismo che spesso rovesciava sull’astrologia, “l’amante che lo aveva deluso” e che per anni l’aveva costretto al “dolce mentire”. A volte faceva battute dissacranti: “Mi ha telefonato X perché è preoccupato per i miei transiti del prossimo anno, ma questa è superstizione!”. In passato aveva avuto la ventura di conoscere Timothy Leary, il profeta del LSD negli anni 70, esule nell’Italia meridionale, e mi aveva detto di lui: “Quello sì che era uno onesto”. “Come fa a dirlo, se lo conosceva appena”, avevo ribattuto io. Lui: “Non aveva manco una lira. Vuol dire che non aveva truffato nessuno”. Rozzo quanto sottile. Ci teneva a sentirsi più serio di tanti altri astrologi, e a ricordare d’essere stato il primo a pubblicare sui Nodi, sulla luna Nera, la latitudine, l’eliocentrismo. Non era un perfezionista, ma era cosciente dei propri limiti. Da qualche anno si era ritrovato con meno salute ed energia, però meditava ancora di scrivere un aspro testamento spirituale, dove avrebbe inchiodato l’astrologia alla sua croce, salvando solo il salvabile. “Io ho perso la faccia più volte per verificare l’astrologia”, ripeteva, “Gli altri non hanno avuto questo coraggio”. Mi aveva passato degli appunti di quest’ultimo scritto, per un parere, ma erano così frammentari e lontani dalle mie idee che non sapevo cosa suggerire. Continuava a credere che l’astrologia potesse diventare una scienza esatta, qualcosa di spiegabile razionalmente, e si rifiutava tenacemente di pensare al sovrannaturale o a ciò che può esserci oltre la vita. Questo testamento spirituale non è arrivato, e forse qualcuno tirerà un sospiro di sollievo. Federico diceva sempre cose scomode, e così sarà più facile canonizzarlo come decano dell’astrologia e fondatore del CIDA, stemperando certi veleni che aveva accumulato con gli anni. Non voglio dire con questo che fosse un moralista, anzi, spesso m’irritava la tendenza quasi freudiana a spiegare tutto in termini concreti e materiali. Che pretendere, del resto, da una Ve-

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nere Capricorno quadrata a Saturno? Dopo il “dolce” suicidio dell’astrologo Sandro Bellenghi (morto da buontempone com’era vissuto, lasciando vicino al proprio corpo i pasticcini per festeggiare la sua partenza), Federico aveva commentato: “Non aveva trovato l’anima gemella, e purtroppo la sua natura non si voleva acquietare”. Io avevo ribattuto che mi sembrava un modo semplicistico di liquidare la cosa. Lui ci aveva pensato un attimo e quasi mi era parso di vedere i suoi ingranaggi cerebrali chiedersi: “Forma o sostanza?” e alla fine rispondersi “Sostanza”. Così aveva concluso: “Per me questa è la verità”. Comunque, serviva di più all’astrologia il suo freddo scetticismo piuttosto che le tiepide certezze dei mass media. Il suo oroscopo non è troppo attendibile, come per tutte le nascite in casa che siano denunciate giorni dopo. A me Federico aveva detto che pensava ad un ascendente all’inizio dello Scorpione (“Anche perché molti astrologi ce l’hanno”) o in subordine in Sagittario. Nel secondo caso però svanirebbe la congiunzione Luna - Plutone in Cancro, mentre invece lui ne parlava spesso con ironia, visto che sua madre era diventata centenaria: “Altro che morte precoce per colpa di Plutone!”. E’ noto il suo rifiuto di usare l’ultimo astro scoperto nell’oroscopo, ma respingere un Plutone congiunto alla propria Luna non significa anche rifiutare il luminare stesso, in tutte le sue sfaccettature umide? Forse il suo interesse per la Luna Nera è spiegabile così. La conclusione il 16 agosto. Il desiderio di morire nel paese natale e la corsa delle figlie per portarvelo. Angosciosi soffocamenti per un principio di silicosi ereditato dalle miniere di carbone sarde del Sulcis, e peggiorato dal suo maledetto vizio del fumo. Un’emorragia interna. La richiesta che la sua C. editrice gli sopravvivesse. Sentirò la mancanza delle nostre antiche cene da mistici barboni: bicchieri di rosato e piatti di carta improvvisati sopra ritagli di libri sempre solo progettati, e che forse finiremo insieme un giorno, nell’eternità. Vedo ancora Federico che brontola contro le “Macchine che fanno i capricci”: a volte quasi m’aspettavo un calcio contro l’odiato computer, la fotocopiatrice o il videoregistratore. Era una specie di gioco dell’oca astrologico fra due Brontolo, che specchiandosi l’uno nell’altro e riconoscendosi, forse giustificavano a vicenda qualche cinismo da Capricorno, sentendosi diversi per il proprio sguardo gelido e spassionato. Qualcuno deve pur restare impassibile e vegliare su un mondo troppo fluido.

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FULVIO MOCCO

VINGT ANS AVEC FEDERICO CAPONE L.A. 125-103

Capone, premier President du C.I.D.A. fut le premier à introduire l’Astrologie française en Italie, il y a déjà plus de trente ans. C’est la raison pour laquelle nous désirons que sa mémoire soit également partagée par nos amis français. J’ai fréquenté Federico CAPONE pendant plus de vingt sans réellement jamais devenir son veritable ami. Lui aussi faisait partie de la lignée des saturniens, personnes que l’on ne peut jamais toucher dans l’intime profond; on peut seulement se limiter a faire la ronde autour de leurs murs inviolables. Federico n’était pas inhospitalier, mais lorsqu’il me téléphonait parce que nous “devions parler”, il semblait toujours devoir me faire des confidences terribles, mais ces révélations n’arrivaient jamais. Lui et moi avons joué un jeu subtil e complexe: il jouait à faire l’éditeur et moi, l’écrivain. Il y avait toujours en projet des choses à faire ensemble, mais nous savions tous les deux que ceci était seulement un moyen de mieux définir les confins de notre relation, rien de plus. En pensant à lui je me rappelle la phrase Shakespearienne “ On peu ètre Seigneur de l’espace infini meme à l’intérieur d’une coque de noix”. Federico possédait une grande maison avec deux jardins, mais il avait choisi de vivre dans une petite pièce qui faisait lieu de bureau, chambre à coucher e bibliothèque. Tout l’univers dans une pièce. Une sorte “d’ antre de l’ours”, mais duquel je savais reconnaitre ce mélange de mélancolie et d’exaltation qu’un Capricorne éprouve quant il travaille tout seul, une sensation peut ètre voisine à l’horreur sacré que les Latins et les Celtes percevaient dans les forèts et les cavernes. La maison d’édition était la projection de son caractère: un amalgame de modestie et d’obstination: Il n’aurait jamais pu diviser, avec moi-meme ou quelqu’un d’autre, ce travail qui dernièrement était devenu fatiguant, parce qu’il voulait rester libre de décider tout seul. Cette maison d’édition, de laquelle il était aussi bien porteur que directeur, était sa créature, alors que j’étais son “collaborateur impayé” c’est ainsi qu’il m’appelait ironisant avant tout avec lui-mème. Souvent il m’accueillait avec un “Oh, le Maestro est arrivé”. Au début ce jeu m’irritait, et puis je me suis rendu compte – avec effarement – qu’il se projetait réellement en moi comme un autre lui en plus jeune afin de combler son incurable modestie, alors que j’aurais voulu pouvoir compter sur lui pour avoir des suggestions plus substantielles et ne pas ètre seulement “celui qui sait donner le coup de pinceau décisif à mes affaires”. Il me disait: “Vous ètes chanceux d’avoir un de vos parents du Nord et l’autre du Sud, ainsi

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une feuille rouge est née sur un mur de lierre vert”. J’ai mis plusieurs années à comprendre ce qu’il entendait. Federico refusait tenacement l’irrationnel. Il me suspectait de mysticisme, accusant ainsi ma composante Verseau. D’autre part, il savait arriver à l’essentiel de façon brutale, lapidaire et franche:” Celui-çi n’y arrivera pas”, “Celui-là est bien préparé”, “X est fou, mais c’est fou honnète”. Cela avait tout l’air de jugements superficiels, mais deux fois sur trois il avait deviné juste. Il était en mesure de trouver toujours quelque chose de spécial dans ses recherches. Il commençait par une idée apparemment commerciale et terre à terre, puis il finissait par aller au-delà des objectifs plus élevés. Il y arrivait seulement apparemment par hazard, de façon crépusculaire sans mème sans rendre compte. Comme tous les Capricorne, il aimait les dictionnaires, les archives, les recherches dans les bibliothèques et dans ce sens nous nous comprenions les yeux fermés. Il continuait à dire qu’il faisait l’éditeur pour l’argent, mais bien souvent il ne gagnait pas un sou. C’était comme s’il avait honte d’admettre que l’on peut faire quelque chose par idéalisme. Il suffisait pourtant de voir sa façon de toucher les livres, les notes, les lettres (“Morceaux de papier et pantins”), ou bien les Cahiers Astrologiques du temps de Volguine (“Or pur”), pour comprendre que les plus beaux moments pour lui c’était encore et toujours lorsqu’il s’asseyait à son bureau, nonobstant la situazione mélancolique de l’industrie du livre. Un proverbe dit au sujet des prètres: “Fais ce que je dis mais pas ce que je fais”. Avec Federico c’était le contraire, parce que sa passion, encore très forte pour son àge, annulait le scepticisme qu’il renversait souvent sur l’astrologie “ la maitresse qui l’avait déçu” et qui pendant des années l’avait contraint au “doux mensonge”. Parfois il faisait des traits d’esprit désacralisants: “X m’a téléphoné parce qu’il est préoccupé pour mes transits de l’année prochaine, çà c’est de la pure superstition! ”Dans le temps il avait eu la chance de connaitre Timothy Leaty, le prophète du LSD des années 70, expatrié en Italie méridionale et de lui il m’avait dit: “Celuiçi, oui qu’il était honnète”. “ Comment pouvez-vous le dire si vous le connaissiez à peine?”, avais-je répliqué. Et lui: “Il n’avait mème pas un sou. Cela veut dire qu’il n’a jamais escroqué personne”. Réponse aussi fruste que subtile. Il tenait à ètre plus sérieux que tant d’autres astrologues et à rappeler d’avoir été le premier à pubblier des travaux sur le Noeud, la Lune Noire, la latitude e l’heliocentrisme. Ce n’était pas un perfectionniste mais il était conscient de ses propres limites. Depuis quelques années il avait une santé et une énergie moindres, mais il méditait encore d’écrire un aspre testament spirituel où il aurait cloué l’astrologie sur sa croix, sauvant seulement ce qui peut ètre sauvé. “Moi j’ai perdu la face plusieurs fois pour vérifier l’astrologie” répétait-il, “ Les autres n’ont pas eu ce courage”. Il m’avait donné des notes de ce dernier ouvrage, pour un avis, mais elles étaient tellement fragmentaires et loin de mes idées que je ne sus que suggérer. Il continuait à croire que l’astrologie puisse devenir une science exacte, quelque chose d’explicable rationellement et il se refusait de penser au surnaturel ou à ce qu’il

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peut y avoir outre la vie. Ce testament spirituel n’est jamais arrivé et cela fera peutetre pousser un soupir de soulagement à quelqu’un. Federico disait toujours des choses incommodes et ainsi sa canonisation come décan de l’astrologie et fondateur du CIDA, en sera facilitée, tempérant certains venins qu’il avait accumulé au passage des ans. Je ne veux pas dire par là qu’il fut un moraliste, au contraire, souvent sa tendence quasi freudienne à expliquer tout en termes concrets et matériels m’irritait. Que pouvons-nous prétendre, du reste d’une Vénus Capricorne carrée à Saturne? Après le “doux” suicide de l’astrologue Sandro Bellenghi (mort comme il avait vécu en joyeux drille, laissant près de son corps des petits gateaux pour fèter son départ), Federico avait commenté: “Il n’avait pas trouvé l’ame soeur et malheureusement sa nature ne voulait pas se calmer”. J’avais répondu que cela me semblait une façon très simplifiée de liquider la chose. Il y avait pensé un instant et il m’avait presque semblé de voir ses engrenages cérébraux se demander: “Forme ou substance?” et à la fin répondre “Substance”. Il avait ainsi conclu: “Pour moi c’est çà la vérité”. De toute façon plus son froid scepticisme que les tièdes certitudes des mass media servait l’astrologie. Son horoscope n’est pas très digne de foi come pour toutes les naissances à domicile dénoncées plusieurs jours après. Federico m’avait dit qu’il pensait avoir un Ascendant au début du Scorpion (“parceque beaucoup d’astrologues l’ont aussi) ou en second lieu en Sagittaire. Dans le deuxième cas il n’y aurait pas la conjonction Lune-Pluton en Cancer, alors qu’il en parlait souvent avec ironie, vu que sa mère était devenue centenaire: “ Et on parle de mort precoce à cause de Pluton!”. Son refus d’utiliser dans l’horoscope le dernier astre découvert est bien connu, mais repousser un Pluton conjoint à sa propre Lune ne signifiait pas aussi refuser le luminaire lui meme, dans toutes ses humides facettes? Peut-etre que ceci explique son intérèt pour la Lune Noire. .Je sentirai l’absence de nos vieux diners de clochard mystiques: quelques verres de “rosato” et des assiettes en carton improvisées sur des coupures de livres à peine projetés et que peut-ètre un jour nous finirons dans l’éternité. Je vois encore Federico qui grinche contre les “Machines qui font des caprices”: parfois c’est comme si je m’attendais à voir arriver un coup de pied contre l’odieux ordinateur, la photocopieuse ou le magnétoscope. C’était une espèce de jeu de l’oie astrologique entre deux grincheux, qui, se reflétant l’un dans l’autre et se reconnaissant, giustifiaient peut-ètre quelque petit egoisme Capricornien, se sentant supérieurs de par leur propre regard gelé et impartial. Quelqu’un devra pourtant rester impassible et veiller sur un monde trop fluide. La conclusion arrive le 16 aout. Le désir de mourir dans son pays natal et la course de ses filles pour l’y emmener. Angoissants suffoquements pour un début de silicose héritage de la minière de charbon sarde du Sulcis et empiré par son maudit vice de la fumée. Une émorragie interne. Un dernier désir pas facile à realiser: que la maison d’édition lui survive.

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FIOCCO ROSA

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E’ nato … un nuovo mensile divulgativo edito da Rusconi-Hachette. Il fiocco è considerato rosa perchè è eminentemente rivolto al pubblico femminile, pur sapendo quanto volentieri sia sfogliato da mariti o compagni… Si chiama GenteAstri ed è uscito a metà novembre con 250.000 copie iniziali al prezzo di Lire 2.500 Segnaliamo volentieri la notizia perché vi collaborano molti Soci CIDA, con la regia e la supervisione di Grazia Mirti, per cui siamo certi sulla qualità dei contenuti. Ma vorremmo anche spendere due parole sulla utilità sociale di questi periodici: anni fa si basavano su asserzioni del tutto arbitrarie, a volte i riferimenti astronomici erano completamente inventati e lo scopo era solo di tranquillizzare il lettore. Col tempo le cose sono cambiate, anche per la crescente competenza del pubblico, per cui si è gradualmente inserita una vera e propria cultura astrologica. Sono proliferati numerosi mensili, molti dei quali durati “l’espace d’un matin” nonostante il loro valore, per mancanza di sostegni pubblicitari: forse qualcuno ricorda il primo valido del genere, “l’Astrologo”, durato pochi numeri già nel lontano 1978. In seguito abbiamo assistito a veri salti di qualità in Sirio, in Astra, ma specialmente in Astrodonna creata dal nulla da una figura eminente del CIDA, la nostra amata Adriana Cavadini (unico Direttore specialista del campo). Una rivista che, benché in largo attivo, dovette cessare le pubblicazioni per problemi del gruppo societario di cui faceva parte la Società editoriale. La pubblicità, a volte compagna di viaggio indesiderata, è una crudele necessità per coprire spese di gestione, tanto è vero che oggi possono circolare quotidiani “gratuiti”! Molti Soci CIDA sono sfociati nell’Associazione grazie a queste Riviste nelle quali, come del resto in Linguaggio Astrale, ognuno attinge solo alla parte di suo interesse. Vediamo quindi volentieri sorgere queste nuove creature che fanno parte di una “catena di montaggio” culturale, di un iter formativo che ci permetterà forse in futuro di imporre all’opinione pubblica una idea meno fatalistica dell’Astrologia e una distinzione dalle altre “arti mantiche”. (D.V.)

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BANDO APERTO DI CONCORSO per l’accesso all’ALBO PROFESSIONALE NAZIONALE PRIVATO DEGLI ASTROLOGI promosso dal CIDA e istituito a Torino con atto notarile del 15/12/1989 L.A. 125-150

Sono già stati espletati 6 concorsi per l’accesso all’Albo. Il Bando Aperto consente l’iscrizione continua senza data di scadenza. Quando si superano i 15 iscritti si procede con la convocazione per l’esame scritto (con preavviso di almeno un mese). ● ● ●







A partire dal 1/1/2002 si indice il Bando Aperto di Concorso per titoli ed esami per l’accesso all’Albo Professionale Nazionale Privato degli Astrologi. Tutte le prove si tengono in Lingua Italiana. I Candidati sono tenuti a prendere visione del Codice Etico riportato in calce al presente Bando. L’esame si compone di una prova scritta e di un colloquio orale. La prova scritta consiste in una serie di Test (quesiti a risposta multipla) ad argomento astrologico, di carattere tecnico ed interpretativo. A scelta del Candidato si richiede l’applicazione di una tecnica previsionale: Rivoluzione Solare, Rivoluzione Lunare, Tema Progresso, Tema di Luna Nuova, Armonica, Transiti. La scelta va operata all’atto della domanda di iscrizione. Il candidato deve munirsi di Effemeridi giornaliere per il XX secolo, di una Tavola delle Case a scelta, di tabelle per l’interpolazione anche logaritmiche. Le notizie relative ai fusi orari e alle ore estive fanno parte integrante del tema di esame. E’ consentito l’uso di calcolatrici; sono vietati i sistemi computerizzati. Il possesso di materiale non esplicitamente consentito comporta l’esclusione dalla prova. Gli elaborati vengono svolti esclusivamente sui fogli e sui grafici consegnati e controfirmati dalla Commissione. Il Candidato che avrà superato lo scritto dovrà dimostrare, nel corso del colloquio, di possedere adeguate conoscenze, tali da consentirgli di esercitare la pratica astrologica con competenza e nel rispetto della deontologia professionale. I Candidati saranno convocati per lo svolgimento delle prove con modalità, che saranno a suo tempo comunicate dalla Commissione Esaminatrice. La prova scritta si terrà a Bologna. Il tempo a disposizione è di 5 ore. La data e la sede dello scritto verranno comunicate ai Candidati mediante lettera raccomandata. Data e luogo delle prove orali saranno comunicati nel corso della prova scritta. I Candidati ammessi saranno informati almeno 30 giorni prima della prova orale, tramite raccomandata A.R.

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Le domande di iscrizione vanno inviate tramite raccomandata A.R. alla Segreteria Generale CIDA (c/o Claudio Cannistrà, via Vizzani, 74, 40138 Bologna - Tel: 051342445). Le domande compilate su carta semplice devono contenere: a) generalità del Candidato; b) titolo di studio conseguito; c) professione svolta; d) eventuale appartenenza ad altri Albi Professionali o ad Associazioni Astrologiche; e) curriculum astrologico (corsi seguiti, pubblicazioni, partecipazioni a Congressi e Convegni, etc.); f) sintesi interpretativa del proprio tema natale con grafico redatto a mano. Devono avere in allegato: a) ricevuta del versamento della tassa di esame di € 250 sul c/c postale n. 11905411, intestato al CIDA, indicando nella causale del versamento il Bando di Concorso. Coloro che hanno partecipato ad uno dei concorsi già espletati con esito negativo possono usufruire di una riduzione della tassa di esame a € 150; b) certificato di godimento dei diritti politici o autocertificazione; c) due fotografie a colori formato tessera; d) fotocopia di un documento di riconoscimento valido. Chi è munito di titoli culturali, bibliografici ed è autore di serie pubblicazioni in campo astrologico di particolare rilevanza può richiedere l’esenzione dalla prova scritta. Essa sarà decisa dalla Commissione Esaminatrice con giudizio insindacabile. Il Candidato non può richiedere lo spostamento della data della prova scritta per nessun motivo. L’assenza del candidato alla suddetta prova ha valore di rinuncia. Il Candidato che intenda ritirarsi deve darne comunicazione scritta almeno 60 giorni prima della data di inizio delle prove, in tal caso la quota di iscrizione sarà restituita detratte le spese di segreteria. Dopo tale data nulla sarà dovuto. I documenti allegati alla domanda di esame non vengono restituiti. I risultati finali dell’esame saranno comunicati all’interessato a mezzo raccomandata A.R. entro 30 giorni dal termine degli esami anche in caso di esito negativo. I Candidati che desiderano conoscere il giudizio dell’esame devono farne richiesta scritta alla Segreteria entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione stessa. I Candidati idonei saranno inseriti nell’Albo Professionale Nazionale degli Astrologi e saranno informati delle formalità relative per mantenere nel tempo tale inserimento. La tassa di esame si intende comprensiva dei Seminari propedeutici all’esame, dell’abbonamento alle due riviste del CIDA, Linguaggio Astrale e Sestile, per un anno e della quota di iscrizione all’Albo per l’anno di svolgimento dell’esame. Anche coloro che non avranno superato la prova e che non saranno in-

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seriti nell’Albo avranno diritto all’abbonamento alle due riviste del CIDA per un anno. Facendone richiesta all’atto della domanda i Candidati che lo desiderano possono sottoporsi ad un test di autovalutazione circa i loro requisiti astrologico-culturali, allo scopo di verificare se sono sufficientemente preparati per affrontare l’esame. A cura della Commissione Esaminatrice saranno organizzati due Seminari propedeutici di Tecnica e di Counselling, mirati al sostenimento dell’esame, riservati ai candidati iscritti, con modalità che saranno a suo tempo comunicate.

CODICE ETICO L’Astrologo è tenuto ad operare nei limiti della sua competenza astrologica senza sconfinare in altre pratiche professionali. Nel caso indirizzerà il consultante agli specialisti opportuni. Egli deve onorare la sua professione e combattere decisamente ogni abuso dell’arte astrologica che possa nuocere alla sua immagine e all’immagine della disciplina esercitata. E’ tenuto ad osservare il segreto professionale. Deve impegnarsi a non fare un uso deterministico o intimidatorio della sua professione, e a non condizionare la facoltà decisionale del consultante. Deve avere per obiettivo l’approfondimento e l’aggiornamento costante della propria preparazione culturale, teorica e pratica. Deve rispettare la professionalità propria ed altrui ed è tenuto a collaborare con gli altri iscritti secondo le sue possibilità. Deve astenersi da forme pubblicitarie deteriori. Il mancato rispetto di queste norme comporta il deferimento ai probiviri con proposta di esplusione dall’Albo.

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DUE CONVERSAZIONI CON STEPHEN ARROYO TRADUZIONE DI ANGELA CASTELLO

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Intervista effettuata in Inghilterra da Dona Spano (leggermente rivedute da Stephen per Linguaggio Astrale) Dona: Il suo lavoro è focalizzato sul cambiamento e l’espansione. Qual è per lei il significato del ruolo evolutivo in astrologia? Sthephen: Quello di promuovere certi tipi d’astrologia. Ho rapporti con il mondo degli affari e dell’editoria, possiedo una certa conoscenza astrologica, collegamenti internazionali, ecc., più una Luna in Acquario, perciò mi risulta relativamente facile promuovere visioni e concetti nuovi usando percorsi diversi. Non è che io sia contrario a tutti gli altri approcci all’astrologia. Voglio solo portare avanti quelli migliori per l’astrologia moderna, quelli relativi a ciò che è davvero essenziale e che è spesso ignorato. Dona: Che tipo di astrologia vorrebbe promuovere? Stephen: Un’astrologia psicologica intelligente; un linguaggio semplice e chiaro desunto dall’esperienza e che qualsiasi persona intelligente sia in grado di comprendere. Dona: Lei ha parlato di domande da mettere sul tappeto, che aspettano di essere formulate da parte di astrologi seri. Mi piacerebbe conoscere tali domande. Stephen: Io le immagino come formule chiave, ognuna delle quali provoca una quantità di domande. Una formula chiave è certamente la professionalità. I dati dell’astrologia sono qui. L’astrologia ha una grande tradizione. Ci sono persone intelligenti attive in questo settore; c’è disponibilità di libri eccellenti. Tutto è stato già detto, e adesso gli astrologi si muovono in cerchio attorno al loro mondo. Sarebbe molto meglio se essi imparassero a rendere il pubblico partecipe delle loro conoscenze. Molti validi astrologi che eserciterebbero la professione se questa fosse in grado di fornire un’esistenza decente, sono stati costretti ad abbandonare il loro campo, fuori della consulenza astrologica. Così, una gran parte dell’astrologia resta emarginata da una cultura che fa molta fatica ad integrarla nell’attuale società, ma questo lavoro deve essere compiuto. L’astrologia ha fatto molti progressi negli ultimi 15 anni, specialmente per essere diventata più accettabile al pubblico. Ma l’applicazione intelligente costituisce il prossimo passo. Un altro grande problema è

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l’asse-interpretazione contro comprensione. Usare il tema per comprendere è più importante che convincere il cliente della bravura dell’astrologo nel proporre una brillante interpretazione. Dona: Come si può rendere l’astrologia più credibile, e integrarla nella nostra società? Stephen: Gli astrologi sprecano una quantità di tempo per le sciocche aspettative di gran parte del pubblico. Questo aspetto non può essere cambiato in modo rapido. Un astrologo deve educare i suoi clienti in anticipo, dicendo loro ciò che ci si può e ciò che non ci si può aspettare dall’astrologia, sia per telefono sia con volantini informativi. La credibilità dell’astrologia è aumentata negli ultimi anni. Quella degli astrologi ha bisogno di essere dimostrata da ciascuno di essi col proprio lavoro. Per confermare la credibilità dell’astrologia, non dovremmo tentare di convincere gli scettici. Alcuni astrologi potrebbero provare gusto nella predicazione - ma se siete dei bravi consulenti, fate consulenza. Dona: Che significa essere un buon consulente astrologico? Stephen: Tutti gli astrologi dovrebbero chiedersi, “Qual è l’atteggiamento mentale del cliente quando lascia il mio studio?”. Se si ritrova con una leggera eccitazione che per un po’ lo distrae o con una certa ansietà per il futuro, allora l’astrologo non è molto bravo. Se il cliente va via con una rinnovata fiducia in se stesso e con una maggiore capacità di autoaccettazione, allora l’astrologo può aver operato in modo positivo. Al cliente non deve piacere ciò che risulta dal suo tema; ma può aver bisogno di accettarlo. Uno dei punti di maggior forza dell’astrologia consiste nell’incoraggiare a riconoscere le fazioni in lotta all’interno di ogni singola persona, così che si possa stabilire una specie di Convenzione di Ginevra psicologica nel gestire tali lotte. La guerra non finisce, ma l’astrologia la rende chiara. Dona: Nella sua conferenza di oggi, lei ha parlato del modo in cui alcuni clienti si seppelliscono in una buca, e del loro desiderio che l’astrologo scenda con loro, ed ha parlato inoltre della sfida ai consulenti astrologici perché usino il livello di consapevolezza dei clienti per portarli fuori dalle loro buche. Come si fa? Stephen: Basta stabilire un rapporto comunicativo con la persona. Lanciatele una corda in qualsiasi maniera. Qualche volta è giusto scendere per alcuni minuti nella buca per stare con il cliente, e mostrargli come venirne fuori. Ma in genere, l’astrologo ha il vantaggio di una prospettiva più ampia se ne resta fuori. La chiara esposizione di una visione allargata può indurre il cliente ad aiutarsi da solo. La cosa essenziale è stabilire un vero rapporto con la persona. Le parole sono in grado di fare questo se usate con semplicità, adeguandosi al livello del cliente. Non tutti gli astrologi sono in grado di farlo. Se volete fare consulenza dovete possedere questa capacità. E’ un ruolo molto impegnativo. Avete bisogno di vedere l’altro. Qualcuno con una forte energia Leone può dare una buona “lettura”, ma potrebbe non essere molto bravo come consulente (cioè, il tipo auto-centrato, non-ricettivo del Leone). [Ma il Leone può diventare un istruttore stimolante!] Dona: C’è un futuro per il consulente astrologico?

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Stephen: Chi tenta di guadagnarsi da vivere esercitando la consulenza astrologica deve lottare. Deve dedicarsi molto alla professione. E’ un lavoro estenuante anche fisicamente; non si possono ricevere troppi clienti, e spesso è anche necessario insegnare per avere un supporto finanziario per cui si finisce col lavorare per molte lunghe ore. Coloro che esercitano hanno bisogno di organizzarsi e professionalizzarsi. Abbiamo bisogno di codici etici, di una comprensione a livello internazionale circa gli scopi e gli obiettivi della pratica astrologica, ed è necessario che ciò sia ampiamente pubblicizzato in modo che gli interessati ci pensino due volte prima di andare da un astrologo non qualificato. Ma la vera professionalità incomincia a livello individuale. Dona: Quale significato dà alla validità, all’importanza ed alla responsabilità etica della previsione in astrologia? Se, come astrologi, siamo in possesso di strumenti precisi che ci permettono di essere consapevoli e in grado di comprendere gli sviluppi del futuro, dobbiamo poi assumerci la responsabilità di comunicarlo? La psicoastrologia del profondo può essere integrata con la previsione? Stephen: Nella vita individuale la previsione diventa un problema delicato. Se la previsione è dedotta dal cliente, se l’immagine globale vi si adatta, se l’intero oroscopo indica qualcosa che il cliente sta richiedendo, allora l’astrologo può decidere di avallare ciò che questi, alla fine, potrebbe percepire come una previsione. Ma si tratta di qualcosa proveniente dall’interno; quindi non sarebbe una sovrastruttura aliena imposta dall’esterno alla vita di una persona. Si tratta di arte. Ogni caso è unico. Non si possono stabilire regole. Dona: Mentre l’astrologia sembra diventare sempre più complessa, lei predica la semplicità. Cosa vuole raggiungere con questo concetto rivoluzionario e purificatore? Stephen: La semplicità è un fattore significativo. E’ prematuro per l’astrologia diversificarsi in modo eccessivo e disperato finché tradizioni e principi fondamentali non sono interamente compresi e tradotti in linguaggio moderno. Gli astrologi non riescono nemmeno a mettersi d’accordo sul significato delle case e su ciò che si intende per Mediocielo! Nell’accrescere la complessità, dissipiamo l’energia che dovrebbe essere indirizzata verso problemi e definizioni essenziali. Altrimenti l’astrologia si ritrova a costruire un nuovo sistema sulla sabbia invece che sulla roccia. Dane Rudhyar ha detto, “L’oroscopo è una griglia connessa con il cosmo”. In astrologia noi traduciamo i pianeti in simboli dell’ordine cosmico, usando la parola come mezzo. C’è bisogno di attenzione, disciplina e semplicità in modo che le più grandi verità non vadano perse, attraverso la simbologia astrologica, nella loro traduzione dal cosmo in lingua inglese. Dona: Lei ha parlato di astrologia come di “uno studio astratto che ha bisogno di essere portato sulla terra”. Può spiegarsi meglio? Stephen: L’astrologia è fondamentalmente una dimensione geometrica, matematica. La sua domanda fa sorgere ancora una volta il problema del linguaggio: può l’astrologo parlare in modo tale da trasferire questo potere e questa prospettiva

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cosmica sulla terra? Noi abbiamo adesso tanti di quei teorici che discutono sull’astrologia. E’ sorprendente scoprire quanto sia minima la presenza dell’elemento umano di esperienza in tutta la letteratura astrologica. Quella psicologica ha riferimenti costanti alla gente reale, agli studi sui casi, ad interviste, ecc; è necessario rivolgersi alle persone nella loro interezza per trovare per scoprire come queste astrazioni si manifestano nella vita. E tuttavia, quando è pubblicato un libro di astrologia focalizzato su storie di casi individuali e su esperienze personali che rivelano e convalidano i principi astrologici, il libro non si vende mai bene ed invariabilmente non circola più dopo la prima edizione. Evidentemente, gli astrologi non sono per niente interessati alla realtà. Questo è uno dei prossimi passi dell’astrologia - rendersi conto dell’esperienza e dell’unicità dell’individuo. ESTRATTO DI UN’INTERVISTA A CHICAGO Domanda: Lei ha scritto molto sulla consulenza astrologica e molti astrologi usano i transiti come base per previsioni di vario genere. Come si può adattare la previsione con la consulenza? Stephen: Generalmente è possibile soltanto in modo strutturale. In altre parole, il transito può offrire uno schema ma non inserisce i dettagli. E’ la persona che deve fornirli. Un punto messo in evidenza sul mio libro è che il cliente debba, per così dire, dedurre una previsione che sia specifica. Ossia, i clienti devono fornire all’astrologo sufficienti informazioni sulla loro vita, sulle scelte fatte e su ciò che si sta preparando per loro, come pure su quello ch’è stato il loro passato. Allora l’astrologo può dire, “ Bene, questo è il messaggio del cosmo” e “ Cosa pensa che le stia dicendo in questo caso?”. Talvolta è così terribilmente chiaro che non ci sono dubbi sulla risposta. Eppure, è soltanto l’interessato che ricava la risposta dal cosmo; l’astrologo è solo l’intermediario. Gli astrologi non sono i grandi saggi che sanno tutto. Essi costituiscono uno stimolo durante il processo della scoperta, aiutando chi non conosce il linguaggio cosmico, o ha bisogno di una prospettiva obiettiva, ad interpretarlo correttamente. Quando la maggor parte delle persone va dagli astrologi cosa chiede? Esse chiedono, “Cosa dice il cosmo?”. Questo è un punto molto importante sul quale gli astrologi dovrebbero avere la volontà di riflettere. Quando la gente va da loro, non ha bisogno di ricevere previsioni sensazionali. Qualcuno finge di volerle, ma la maggior parte desidera soltanto aiuto e guida. Essi vogliono sapere soltanto, “Cosa vuole da me l’universo? Io desidero un po’ d’ordine nella mia vita”. Voi, gli astrologi, proclamate di conoscere il linguaggio cosmico, ed essi vogliono che sia interpretato. “Mi dia l’interpretazione. Di che si tratta?”. Sfortunatamente, spesso ciò che sentono risulta più astruso di quanto possano mai immaginare, con un sacco di gergo del tutto incomprensibile. “ I vostri quadrati, trigoni, sestili, il vostro Chirone, i vostri asteroidi”. Se questo è ciò che odono, non sono aiutati per niente. Hanno invece bi-

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sogno di sentire un linguaggio chiaro che dica, “Ebbene, questi sono i messaggi fondamentali che il modello cosmico sembra le stia comunicando”. Un buon astrologo deve essere un po’ colui che nutre, un po’ colui che cura ed avere una certa pazienza nell’andare fino in fondo nell’assolvere queste funzioni. Se si limita a fare previsioni non sarà mai un buon consulente. La maggior parte delle sue previsioni risulteranno sbagliate se si arrischierà ad essere troppo dettagliato. Le informazioni precise, esatte, stupefacenti che io sono riuscito a dare sono sempre state dedotte dalla profonda conoscenza che avevo della situazione di una determinata persona. Allora, mi capitava di ricevere delle conferme alcuni mesi dopo, quando mi dicevano, “Lei è stato davvero molto preciso nelle sue previsioni”. Da cosa dipendeva? Non dal fatto che inserivo molte piccole variabili nell’equazione astrologica per venir fuori con qualche brillante conclusione. Era solo che conoscevo la loro vita, o perché mi davano un sacco di feedback su ciò che era significativo per loro. Non penso che le previsioni, in se stesse, possano mai, inaspettatamente, accordarsi con la consulenza. Ma senza alcun dubbio, bisogna considerare l’aspetto ciclico come una delle più grandi risorse dell’astrologia da segnalare al grande pubblico. Non si tratta di vere “previsioni”. Lo sono e non lo sono; bisogna stare attenti a questa parola. Secondo la mia esperienza il 90% delle previsioni astrologiche si è sempre dimostrato errato. Molte persone sono venute da me o mi hanno scritto a causa di erronee ed allarmanti previsioni di “astrologi”. Questo mi rende particolarmente conservatore su tale problema, perché ne constato, come Rudhyar prima di me, gli effetti psicologici negativi. Egli si preoccupò molto di mettere in guardia gli astrologi sul cattivo uso della fiducia che la gente riponeva in loro, sugli errori dell’ego, sulle previsioni. L’approccio di vecchio stampo, da indovino, non apporta benefici a nessuno e può generare, di fatto, una gran quantità di karma negativo insieme ad una cattiva reputazione per l’astrologia. Certamente, si possono prevedere determinati cicli con molta accuratezza, certi modelli strutturali, ma non si può avere conoscenza di ciò che sta per accadere. Non potete nemmeno sapere con certezza se sarà un periodo difficile o facile, o qualsiasi altra cosa del genere, per il richiedente. Un Capricorno può rallegrarsi per un transito di Saturno. Ma siete in grado di sapere che l’universo sta per contrastarvi con un’energia estranea, oppure che il vostro campo energetico sta per essere trasformato da nuove sintonie. E’ questo che deve essere definito e su cui bisogna lavorare con impegno per conoscere quali sono le priorità da osservare. Se l’universo vi colpisce con l’energia di Nettuno, “Sognerete maggiormente ad occhi aperti. Avrete probabilmente meno ambizioni e vi lascerete andare ancora più facilmente. Diventerete più sensibili a tutto”. Non si tratta di più o meno, stiamo parlando di fatti. Non si tratta di previsioni terribili o eccessivamente ottimistiche. Potete parlare con un linguaggio che si riferisce alle vere energie che la gente può comprendere. E la gente può confermare, “Sì, negli ultimi tempi avevo voglia di bere di più” oppure “Ultimamente, mi sono realmente avvicinato alla musica”. Forse hanno Nettuno di transito. “Tutte queste cose, che prima erano significative per me,

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improvvisamente non hanno più alcun senso e mi sento deluso”. Benissimo. In questo caso, potete parlare più a lungo di Nettuno. Cosa significa? “Ok, Nettuno dissolve tutto questo, ecc. Vi rende sensibile ad ogni sottile influsso”. Adesso essi possono incominciare a sintonizzarsi con una dimensione di vita che non hanno mai conosciuto o che hanno dimenticato per decenni. Il problema complessivo di comunicazione in qualsiasi tipo di consulenza è un problema di rapporto tra due persone. Bisogna essere capaci di produrre tale contatto, di ascoltare come pure di parlare. Bisogna elaborare le capacità di ascolto e di comunicazione in un linguaggio semplice. Pertanto, ciò esclude dal settore parecchi astrologi. Molti, infatti, non sono bravi ascoltatori né sono bravi a parlare in modo chiaro. L’astrologia è un’arte che richiede impegno. Non ci sono dubbi.

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IN BREVE L.A. 125-161

Claude Weiss, astrologo svizzero, segnala come in passato le congiunzioni SaturnoPlutone abbiano segnato l’inizio di una lunga tendenza al rialzo della borsa di NewYork (1915,1947,1982), mentre con l’opposizione iniziava una recessione (1929) o un ristagno (1965, 2001) . Dobbiamo rammentare che l’opposizione si ripeterà nel maggio 2002, mentre per la prossima congiunzione bisognerà aspettare il 2020!. Speriamo che possano emergere nuovo fattori planetari a soverchiare questa tendenza... (da Astrologie Heute agosto 2001). * * * Fra la lingua italiana e la lingua inglese sono suddivisi i nomi dei pianeti relativi ai giorni della settimana: Lunaedies (lunedi), martedi, mercuridies=mercoledi, giovedi, vener-di, satur(n)day, Sunday. ●





* * * Non perdete il Congresso mediterraneo della FAES dal 5 al 7 luglio 2002 a Montpellier, accoppiabile ad una splendida occasione turistica. * * * Un testo da consigliare per chi vuole iniziare lo studio elementare dell’Astrologia con poca spesa: – TAMIOZZO VILLA, Piccolo manuale di Astrologia, Ed. Newton Compton, L.1500. – Astrologia, ed. Xenia, L. 10.000. * * * Il termine - un po’ bislacco per l’italiano - di quinconce deriva dal latino quinque e once: l’oncia è la dodicesima parte della libbra, per cui significa letteralmente cinque dodicesimi. Quinconce è anche la figura geometrica del “gioco dei quattro cantoni” e simbolo di sofferenza per l’uomo detenuto fra quattro mura, eternato in un famoso allucinante racconto di Allan Poe.

* * * – Dati natali del Premio Nobel Paul Nurse comunicato (e garantito personalmente) da Franca Bernardi delegata di Trento: 25 gennaio 1949, ore 17, Norwich (Inghilterra).

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DANTE VALENTE - CLAUDIO CANNISTRÀ

SUI RECENTI AVVENIMENTI MONDIALI L.A. 125-208

All’incertezza sul decorso ed esito di questa guerra anomala, fa riscontro anche astrologicamente l’incertezza su alcuni temi natali dei protagonisti. Per comodità del lettore riportiamo le relative date circolanti nell’ambiente. STATI UNITI 1-2 giugno 1776, ore 12? Dichiarazione d’indipendenza a Filadelfia (lettera di John Adams, futuro presidente, alla moglie). 4 luglio 1776. Firma della dichiarazione (adottata dalla maggioranza). L’ora è discussa; tra le varie testimonianze contrastanti la più attendibile afferma che un vero accordo fu raggiunto nelle prime ore del mattino verso le 2:15, secondo le informazioni raccolte dalle astrologhe Maggie Meister e Barbara May (Nick Campion – The book of world horoscopes, pag. 406). Di fatto la stragrande maggioranza degli astrologi ha adottato un orario fra le 2:13 e le 2:17, anche perchè è risultato il tema più “funzionale” nella storia degli USA. Questo tema ha forti valenze simboliche, in quanto caratterizzato fra l’altro da un eloquente Urano all’Ascendente in Gemelli e da una Luna in Acquario svettante al Medio cielo. Una minoranza usa carte differenti con orari compresi fra le 10 del mattino e le 17, in occasione delle varie operazioni di ratifica ufficiale. Fra queste va ricordata la carta pubblicata nel 1787 da un famoso astrologo inglese dell’epoca, Ebenezer Sibly, che vede l’Ascendente in Sagittario. Purtroppo questa carta contiene alcuni errori di calcolo, in quanto la posizione delle cuspidi delle case è stata riportata per il G.M.T. e quella dei pianeti per il Local Mean Time; ciò ha creato notevole confusione e dibattiti a non finire fra gli astrologi. In sintesi, riportiamo di seguito le ore principali: – ore 2:17: Raggiungimento dell’accordo fra i delegati. Tema “funzionale e simbolico” adottato dalla maggioranza degli astrologi. – ore 10:30: Votazione. Fonte: biblioteca del Congresso, manoscritti del dibattito. – ore 14:00: La decisione viene annunciata all’assemblea congressuale dal Segretario Thomson. Fonte: Harper’s Magazine. Astrologi Herbert Allen e Marc Penfield. – ore 16:50: secondo Ebenezer Sibly. – ore 17:10: secondo Ebenezer Sibly.

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17 ottobre 1781, ore 10:00. Sconfitta degli inglesi a Yorktown. La resa fu formalizzata fra il generale inglese Cornwallis e George Washington il 19 ottobre alle 11:00. Tuttavia, bisogna tener conto che l’indipendenza viene comunque festeggiata il 4 luglio. Charles Harvey aveva rilevato che per le azioni militari USA sono stimolati i gradi da 20 a 22 dei segni mobili e il grado 6 dei fissi. AFGHANISTAN Nascita del regno: la nascita del regno afgano, secondo Mark Penfield, avvenne il 14 agosto 1747, ore 12:01 a Kandahar. La vera e propria incoronazione del re Ahmad Shah Durrani avvenne nell’ottobre dello stesso anno. L’indipendenza dell’intero paese dagli inglesi si verificò il 19 agosto 1919. Questa data è festa nazionale. Abolizione della monarchia: 17 luglio 1973, prime ore del giorno. Il generale Daoud si impossessa del potere, depone l’attuale re in esilio, Mohammed Zahir Shah e proclama la repubblica. L’annuncio viene dato da Radio Delhi alle ore 6:35 G.M.T., ma l’evento è di qualche ora anteriore. Regime Talebano: s’instaura il 27 settembre 1996, quando gli studenti islamici impongono la legge islamica nella capitale Kabul e in tutto il paese. OSAMA BEN LADEN Di questo ambiguo personaggio non è sicuro neppure il luogo di nascita (Gedda? 39E12; 21N30). Circolano tre date: – 10 marzo 1957 (la più gettonata). – 30 marzo 1957 (da un vecchio agente FBI). – 27 giugno1957 Da una ricerca dell’astrologo Raul V. Martinez per il 10 marzo 1957, l’ora sarebbe compresa fra le 10:28 e le 10:52, con un Ascendente ai primi gradi dei Gemelli in perfetta simbiosi con il tema degli USA. La Luna si situa fra i 29° 50’ in Gemelli e 0° 04’ in Cancro. Ora confermata anche dall’argentino Jorge Mario Spinelli. GEORGE W. BUSH 6 giugno 1946 ore 7:26 New Haven (CT); 41N18; 72W55. DICK CHENEY, Vicepresidente degli Stati Uniti. 30 gennaio 1941, alle ore 19:30 a Lincoln (Nebraska, USA). Dato comunicato dallo stato civile da Stephen Przybylowski, tramite Lois Rodden.

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TONY BLAIR, Primo ministro inglese 6 maggio 1953, ore 6:10 Edimburgo (Scozia). Fonte: The Astrological Journal. SADDAM HUSSEIN 28 aprile 1937, a Tikrit (Iraq); 43E42; 34N36; ore 20:47 (??). WORLD TRADE CENTER (Tween Towers) Inaugurazione: 4 aprile 1973, alle ore 10:00. Fonte: Luis Kaplun, astrologo americano da testimonianza diretta. La prima pietra era stata posta il 5 agosto 1966. Precedente attentato, attribuito a Ben Laden: 26 febbraio 1993, alle ore 12:18. Primo impatto: 11 settembre 2001, ore 8:46. L’aereo, volo n. 11 dell’American Airlines, era partito da Boston alle ore 7:59. Il Sole in Vergine quadrava l’opposizione Saturno/Plutone. Secondo impatto: 11 settembre 2001, ore 9:02. L’aereo dell’United Airlines era decollato da Boston alle ore 7:58. ATTACCO AL PENTAGONO 11 settembre 2001, ore 9:43. L’aereo dell’American Airlines era decollato dall’aeroporto di Washington.

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ADRIANA CAVADINI

UNA NAZIONE URANIANA GLI STATI UNITI E LE SUE GUERRE

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Le nazioni e i loro popoli come le persone hanno un loro carattere specifico, uno stile unico sia in pace, sia nelle guerre, con la differenza che le persone cambiano con più facilità, si adattano a nuove situazioni, mentre le nazioni mantengono spesso inalterate le loro caratteristiche di base. Nel caso degli Stati Uniti si tratta di un popolo uraniano – acquariano, perché di questi simboli è intrisa la loro storia e il loro stile di vita, uno stile evidente anche nelle guerre che ha combattuto e che sta combattendo. GLI STATI UNITI E URANO L’America diventa indipendente dagli Inglesi e si formano i primi “Stati Uniti” il 4 luglio 1776 a Filadelfia con la dichiarazione d’indipendenza redatta da Thomas Jefferson alle ore 2,13 a.m. ora locale di Filadelfia. Il 4 luglio fu decretato festa nazionale. In realtà la nascita degli USA è stata sancita dal trattato di Parigi nel 1783 dalle 13 colonie inglesi insorte per prime. Ma di questa data non conosciamo l’ora. Per consuetudine, prendiamo come data valida quella del 4 luglio 1776, anche perché è quella che l’America ha scelto come festa nazionale. Gli Stati Uniti d’America nascono nel pieno delle guerre di indipendenza per affrancarsi dallo stato di colonie e questa nascita si riflette nell’oroscopo della nazione fortemente segnato dagli influssi di Urano (1) e del segno dell’Acquario con tutto ciò che simbolicamente ne consegue. Ecco una breve analisi del tema: il Sole a 12°43’ del Cancro in seconda casa e l’Ascendente in Gemelli a 7° 06’ congiunto a Urano a 8°58’. Il Medio Cielo al centro dell’Acquario è congiunto alla Luna e in trigono con l’Ascendente, con Urano e Marte in Gemelli. (tema di nascita n. 1) Il tema mostra una forte caratterizzazione uraniana e acquariana e anche se Urano fu scoperto dopo, nel 1781, la sua presenza sull’Ascendente dell’oroscopo è illuminante per quanto riguarda la personalità e il destino di questo popolo così fermamente deciso a conquistarsi l’indipendenza. L’America segnata indelebilmente dalla simbologia di Urano sull’Ascendente, nasce ufficialmente durante la più cruenta rivoluzione che si protrarrà per anni, si-

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no al 1865 e oltre, con le guerre esterne – per l’indipendenza - e interne – di secessione per l’unificazione di Nord e Sud e poi per l’abolizione dello schiavismo. Il Medio Cielo acquariano congiunto alla Luna (la Luna nell’oroscopo delle nazioni governa il popolo) bella e fortissima, è in trigono oltre che con Urano sull’Ascendente con Marte e con Saturno e di certo l’adrenalina scorre abbondante nelle vene dell’America e lo dimostra l’impeto con cui si butta nella mischia a dar battaglia, salvo poi, a causa del l’influsso della mutevole e fredda Luna in Acquario, il segno della diplomazia, trovare un accordo che gli consenta di rimandare le truppe a casa come fece in Vietnam. La Luna uraniana posta al Medio Cielo ha effetto anche sui diritti della donna; che l’America sia una nazione dove trionfa il matriarcato non è un segreto. E non era forse nel destino di questa nazione mettere per prima la bandiera sulla superficie lunare? Ma nell’insieme questa configurazione suggerisce soprattutto l’anelito a una supremazia assoluta sui popoli e la difesa delle loro libertà (la Luna è in trigono a Marte), di una grande spinta evolutiva scientifica e tecnica (Medio Cielo e Luna in trigono a Saturno) che impregna tutta la cultura americana; dalle sue costruzioni che svettano in cielo, i famosi grattacieli, alle conquiste spaziali, la rivoluzione informatica, biotecnologica, e quella delle telecomunicazioni. Il Sole in Cancro in seconda casa, quella del denaro, spinse questa nazione a imporsi

FIGURA 2

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nel mondo, sin dal 1890, attraverso un imperialismo di tipo economico con il quale hanno dominato il mondo, sino a oggi. Mentre la quadratura tra il Sole e Saturno in quinta casa parla dell’animo puritano e conformista di questo popolo. Nettuno, in quinta, trigono a Plutone in nona, mette l’accento sulla disponibilità della nazione verso i paesi lontani, mentre la quadratura con Marte in prima casa (qui Marte è identificativo delle difese della nazione) potrebbe giustificare il desiderio di neutralità e il fatto che la difesa militare non è mai in attacco per conquistare altre terre, bensì strettamente difensiva. L’analisi del tema potrebbe continuare, ma ci fermiamo qui e parliamo, invece, delle guerre che questa nazione nonostante la sua volontà di rimanere neutrale ha voluto e dovuto affrontare per la sua qualifica di leader del mondo occidentale. LE GUERRE La guerra al Giappone (oroscopo n. 2) fu dichiarata l’8 dicembre 1941 dopo che senza dichiarazione il 7 dicembre 1941 alle 07,55 aerei giapponesi bombardarono la flotta americana a Pearl Harbour nelle Hawaii, affondando sei corazzate. L’America si trova così definitivamente coinvolta anche nella guerra europea militarmente e finanziariamente. Ecco i transiti planetari: Plutone è a 5° del Leone (non fa aspetti), Nettuno è a 29° della Vergine, ma negli anni precedenti è stato in quadrato con Marte e prima ancora con l’Ascendente e Urano, ma l’8 dicembre entrava in aspetto di trigono con Plutone, anche Urano a 27° del Toro è in trigono con Plutone . Saturno a 22° del Toro (è in trigono con Nettuno). E’ Plutone (simbolo di morte e disintegrazione, ma anche delle ricchezze del sottosuolo, il petrolio) il pianeta più stimolato e sappiamo com’è finita; con le bombe atomiche sul Giappone nell’agosto del 1945. Durante la guerra di Corea (oroscopo n. 3) in appoggio alla Corea del Sud, dal 1950 al 1953, ecco i transiti dei pianeti lenti nel 1950:

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Plutone a 16° del Leone si oppone al Medio Cielo e alla Luna, Nettuno a 16° della Bilancia entra in trigono con i pianeti dei Gemelli e con l’Acquario sostenendoli, ma forma una quadratura con i pianeti del Cancro legati all’economia della nazione. Urano sta entrando in Cancro e alla fine della guerra nel 1953 si congiungerà al Sole, in seconda casa, in quadrato a Saturno, e nonostante la dissonanza con Saturno questa congiunzione favorirà il risveglio economico diminuendo la disoccupazione grazie al rifiorire delle industrie dell’acciaio. La guerra si chiude con un armistizio e viene creata una commissione internazionale di controllo. Ma l’America non gode di popolarità a causa della sua fobia per il comunismo; vengono giustiziati proprio in quell’anno i coniugi Rosenberg accusati di spionaggio atomico. La guerra del Vietnam (oroscopo n. 4) fu certamente la più subdola e la più lunga per gli americani, il loro coinvolgimento in Indocina si protrasse dal 1962 al 31 marzo 1968, quando il presidente Johnson ordinò la cessazione dei combattimenti sul Nord Vietnam. Fu una guerra che attraversò la presidenza di Kennedy, Johnson e Nixon. Fu una guerra sporca che mieté molte vittime tra i civili vietnamiti e tra le truppe USA combattuta contro il volere dei popoli di tutto il mondo. E i transiti planetari sull’oroscopo degli USA lo confermano. Nel 1962/63 Plutone transita lentamente verso il centro della Vergine e Urano vi sta entrando formando quadrature con l’Ascendente, Urano, e Marte in Gemelli. Intanto Nettuno è in Scorpione al quadrato del Medio Cielo e poi della Luna. I transiti sono molto negativi e riflettono la sofferenza della nazione. Plutone e Urano transitando in quarta casa colpiscono la prima; una vera lunga malattia che colpisce il cuore dell’America, le famiglie. Nettuno transita in sesta e attacca il Medio Cielo; anche la mitica supremazia e il prestigio americano subiscono un netto calo di immagine. La guerra del golfo (oroscopo n. 5), scattò il 16 gennaio 1991 alle 2,38 di notte, ora di Baghdad. Gli Stati Uniti, sotto l’egida del-

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l’ONU assalirono l’Iraq di Saddam Hussein. La guerra fu definita dagli americani “tempesta nel deserto” e fu una guerra soprattutto televisiva. Questa è la prima guerra che gli USA hanno combattuto contro un paese arabo e su un territorio di fede islamica. Plutone è a 19-20° dello Scorpione, nettamente quadrato alla Luna. Tre pianeti transitano in Capricorno: Nettuno, Urano, Saturno tutti in opposizione ai pianeti in seconda casa, in Cancro. Plutone questa volta gioca in casa sua, in Scorpione, e non dimentichiamo che governa il petrolio che sgorga dal sottosuolo. Un’immagine questa che tutti ricordiamo quando i pozzi bombardati presero fuoco e inquinarono il mare e la terra. La guerra all’Afganistan o guerra al terrorismo è nata dopo l’attacco alle torri gemelle e al Pentagono che provocò migliaia di morti. E’ stata a lungo preparata dagli americani e chiamata in modo molto significativo “libertà duratura”. La data dell’inizio dell’attacco è stata il 7/10/2001, h.16,27 GMT a Kabul, ma la vera data ufficiale potrebbe essere quella del crollo delle due torri, anzi, quella del momento dell’impatto del primo aereo sulla prima torre: 11 settembre 2001, h 8,45 ora locale di New York. Questa è la seconda guerra che l’America combatte su territorio islamico e lo fa in un momento astralmente ostile, ma meno di quanto lo fu quello delle altre guerre. Plutone, che abbiamo visto sempre in prima linea nei momenti delle guerre americane, in settembre era in Sagittario a 12°, in opposizione a Urano e lo è stato anche all’Ascendente, c’era dunque da aspettarsi un attacco. Ma come mai proprio in casa? E’ strano perché Plutone forma un trigono con la cuspide della quarta casa (la famiglia, la città, la patria) e a parte il fatto che l’attacco ha rinvigorito il patriottismo americano, non ha però protetto gli americani in casa loro. Evidentemente l’opposizione di Urano, il pianeta simbolo degli USA che sta transitando in Acquario intorno alla Luna, in opposizione alla quarta è stato più potente. E’ molto interessante il transito di Nettuno che si dirige verso la metà dell’Acquario, sostiene l’Ascendente, ma si oppone al nodo lunare e alla quarta e forma quin-

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conce col Sole; Nettuno nell’oroscopo dell’America è in quinta, la casa dell’amore e dei figli, e forse ancora una volta come ai tempi del Vietnam metterà dei dubbi negli animi dei cittadini e ne sorgeranno proteste e ribellioni. Intanto lo stile uraniano – acquariano delle strategie militari è già evidente; puntare sulle alleanze e le fratellanze per formare una larga coalizione di cui fanno parte l’Europa, la Russia, e molti stati arabi di religione musulmana come l’Iraq, la Siria, l’Iran, la Turchia, il Pakistan e all’interno dell’Afganistan stesso, l’alleanza del Nord. Ma non dimentichiamo che l’Acquario e Urano governano la rapidità e le soluzioni fulminee; è il Capricorno che ama i tempi lunghi e il lento logorio dell’avversario. L’America parla di una guerra lunga, si parla di dieci anni, ma riuscirà a tenere a freno l’impeto e l’istinto della sua anima uraniana che esige soluzioni rapide? NOTE 1 Urano, scoperto dall’astronomo Herschel, il 13 marzo 1781, è stato assunto dagli astrologi a simbolo di un mondo in trasformazione. Così, in parte per la sua derivazione mitologica (Uranos per i greci era la volta celeste), in parte per i tempi storici in cui è stato scoperto, alla vigilia delle più grandi rivoluzioni per la libertà, quella Americana e quella Francese, rappresenta in ogni oroscopo i capovolgimenti radicali e improvvisi, le rivoluzioni, la lotta per la libertà e per l’indipendenza. E’ anche simbolo dell’astronomia, della tecnica, dell’elettricità, della velocità e della pressione, delle esplorazioni e per derivazione della ricerca pura in fisica nucleare e in astrofisica.

Il segno dell’Acquario che corrisponde all’undicesima casa è un segno d’aria e governa tutti i flussi di energia: radiante, elettromagnetica, atomica, e tutti i tipi di trasmissione e di comunicazione : informatica spaziale, interplanetaria e biologicamente quella nervosa. E’ anche simbolo della nuova era, della fratellanza universale, dell’uguaglianza dei diritti e dei doveri in opposizione al segno del Leone simbolo del potere individuale.

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CHRISTIANE NASTRI

L’ORIENTAMENTO DEI GRANDI MONUMENTI SECONDO I PUNTI CARDINALI

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C.: Christiane è una grande amica e socia del CIDA, già adorabile ospite dei nostri Congressi internazionali. In questo lavoro ci mostra un excursus sull’importanza attribuita in ogni epoca all’orientamento di città, templi, chiese . Affascinanti i dettagli sulla fondazione di Roma e sulle sue analogie con la fondazione di Washington e di Brasilia! Importanza del segno della Vergine. “Questo tempio è come il cielo in tutti i suoi aspetti”. Iscrizione voluta da Ramses II per un tempio

Introduzione: orientare un edificio L’uomo ha sempre visto nell’ordine dei ritmi celesti un modello della sua maniera di costruire. Al momento d’immortalare in una costruzione il suo rapporto con il Cosmo, egli intende partecipare ad un’opera di più ampio respiro. Mircea Eliade ci ha insegnato che in materia di luoghi sacri, il posto non è mai scelto dall’uomo, ma semplicemente scoperto da parte sua. Per dirlo con altre parole, lo spazio sacro gli si rivela sotto una forma o un’altra. L’orientazione è uno dei procedimenti per scoprire i luoghi adatti. Orientarsi nel tempo e nello spazio per mezzo degli astri risponde ad un istinto nomade sempre presente al fondo di noi. Geobiologia sacra, costruzione verticale Questo riconoscimento d’un luogo sacro da parte dell’uomo è prima di tutto l’accettazione di energia canalizzata in lui: l’energia tellurica e l’energia cosmica. La geobiologia sacra permette di scoprire il sapere dei costruttori di cattedrali e di chiese.

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La costruzione alla verticale pone la connessione tra il centro della terra e la divinità. Si può identificare il tempio con la montagna sacra, la foresta, l’albero, presi come ombelico della terra, legame con le potenze superiori. Già nel 1935 il Dottor Ernst Hartmann mette in rilievo certi fenomeni tellurici e ne studia gli effetti nocivi o benefici sulla salute dell’uomo. Secondo lui, l’individuo si orienta secondo il campo magnetico del luogo, disponendo la testa verso il nord a causa della presenza di ferro nel sangue. Hartmann, attraverso i suoi lavori di ricerca sul geomagnetismo, ha scoperto – o piuttosto riscoperto – l’esistenza d’una rete gigantesca presente su tutti i continenti e costituita dagli incroci di radiazioni telluriche, cui è stato dato il nome di rete globale o rete H. Questa rete è formata da un insieme di grandi cerchi, sensibilmente orientati da nord a sud (incrociantisi nelle zone polari), e da un altro sistema di linee con orientazione est-ovest (le quali fanno il giro del mondo come i paralleli). Le linee nord-sud distano tra loro di 2 m circa. Le linee est-ovest, hanno una distanza di 2,50 m. Gli incroci di queste linee sono utilizzati dai costruttori di cattedrali. Un’altra rete, a 45° dalla precedente, è la rete sacra, conosciuta sotto il nome di “grande rete globale”, studiata del belga Walter Kunnen. Si tratterebbe piuttosto d’una rete solare. Il più intenso tra questi cerchi, quello che si potrebbe chiamare il numero uno, passa dalla piramide di Cheope. E’ conosciuto sotto il nome di Maximus Maximi Maximorum. Una diagonale sacra1 collegherebbe Delo, Atene, Delfi (santuario dedicato al culto d’Apollo), il San Michele di Lecce, il Monte Sant’Angelo, la Sagra di San Michele, il Mont St-Michel di Normandia, Saint Michael Mount in Cornovaglia, Skelig Michael in Irlanda. Abbiamo anche i sistemi a scacchiera studiati da Steve Cozzi,2 Sefarial, il sistema geodetico Johndro, che si base su Londra e la Grande Piramide e il sistema del conte Henri de Boulainviller,3 che ha tentato di costruire uno zodiaco del globo terrestre (0° Ariete nel Medio Oriente). Hans Andersen e altri 4 hanno anche proposto vari sistemi. Vorrei illustrare con un esempio astrologico di fondazione quello che Jacques Bovin e Paul Trilloux hanno dimostrato brillantemente nelle loro opere.5 La chiesa è prima di tutto un motore magnetico, una centrale energetica. Ognuna di esse ha un ritmo differente, un’armonia che vibra differentemente poiché ciascuna è stata costruita utilizzando un’unità di misura (un gomito) differente, determinata dalla posizione di questo edificio sul suo meridiano. L’esempio di Chartres, di cui si parla nel libro sulle “Vergini Nere”, è significativo poiché ci si rende conto che l’impianto della cattedrale è stato fatto secondo la posizione dei pianeti.6 Nel transetto sud di Chartres, c’è un chiodo piantato nel pavimento: si tratta d’una meridiana. Ecco in che cosa consiste questa meridiana: nel bordo della leggendaria vetrata d’Apollinare, è stato realizzato un buco circolare che permette ad un raggio luminoso di venire ad iscriversi sul chiodo proprio il 21 giugno a mezzogiorno. Era il mezzo migliore di rimettere all’ora giusta gli orologi della cattedrale. Nella cattedrale di Milano, perfettamente orientata sull’asse est-ovest, il meridiano è parallelo alla facciata. E’ realizzato al suolo da una striscia d’ottone ornata

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con i segni dello zodiaco e costituisce un vero calendario astronomico. A mezzogiorno, la luce che penetra per mezzo di un buco dalla volta della navata sud, cade sulla meridiana e la percorre tutta da un giorno all’altro, come un calendario. Ho anche visto questo tipo di calendario nella biblioteca dell’abbazia di Monte Cassino, tra Roma e Napoli. Voi ne conoscete certamente altre poiché sovente il meridiano del luogo determina l’orientazione della cattedrale o viceversa. Alcuni principi di geomanzia e di geobiologia ci ricordano che l’attività è favorita nella direzione dell’asse est-ovest e il riposo nella direzione nord-sud. L’est incita al buon umore, il sud provoca il nervoso, l’ovest riunisce. Quanto al nord, esso calma i nervi e i mali di testa, e al tempo stesso favorisce l’appetito e il sonno. L’orientazione per mezzo degli astri: orientazione orizzontale Scegliere un Oriente Dopo aver stabilito la verticale, occorre ancorare il monumento nel tempo, cioè orizzontalmente. Si sceglie un oriente (del latino ‘oriens’, che si alza), un’ora e una data in sintonia con il principio, la divinità o il santo del giorno. Gli Egiziani fissano

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un oriente lunare, solare o in relazione con Sirio. Gli Assiri preferiscono Venere. L’asse principale di Stonehenge è orientato nella direzione nord-est, precisamente nella direzione della levata del Sole il giorno più lungo dell’anno. Stonehenge indica con precisione il levare della Luna e del Sole tanto il giorno del solstizio che agli equinozi poiché l’impiego di questo calendario gigante permetteva alle popolazioni tutt’intorno di conoscere il tempo della semina, della raccolta, della riproduzione e della pesca. Scegliere un Asse Dall’età neolitica è apparsa la necessità di scegliere un asse polare e un asse cardinale. I megaliti delle isole Orcadi al nord della Scozia, più antichi delle piramidi d’Egitto, rappresentano delle vestigia orientate secondo l’asse polare e l’asse dei solstizi. Situato presso gli anelli di Brodgar e le Pietre Alzate di Stenness, questo cerchio di megaliti era chiamato tradizionalmente “il Tempio del Sole” e il “Tempio della Luna”. Il tumulo di Maeshowe, che risalirebbe approssimativamente al 2700 avanti Cristo, non lascia penetrare la luce del Sole al fondo della camera tombale che il giorno del solstizio d’inverno.7 Orientazione delle città Secondo Plutarco, i Romani avrebbero appreso dai loro maestri Etruschi il segreto della fondazione della città. È effettivamente lo scacchiere etrusco, simbolo dell’ordine cosmico che ispira le grandi strutture della Roma antica. Lo si ritrova nella divisione dei terreni fino alla lottizzazione dell’urbanesimo moderno. Plutarco non descrive in altro modo la fondazione di Roma: “Dopo aver costruito un altare, Romolo accese un fuoco. Poi, tenendo un aratro di rame tirato da un toro nero e da una vacca bianca, coppia simbolizzante la fecondità, tracciò un solco che interruppe in quattro punti, corrispondenti alle quattro direzioni dello spazio cosmico. Queste aperture sull’infinito furono chiamate Porte. Tra il cerchio esterno e il cerchio entro il quale doveva essere edificata la città si conserva uno spazio neutro, il Pomœrium, cintura magica che doveva tenere fuori gli spiriti malefici, una specie di no man’s land sacra, dove non si poteva costruire. Volendo farsi beffe del fratello, Remo attraversò con un salto il solco appena tracciato e fu punito con la morte”. Se all’origine l’una delle quattro porte indicava il levare del Sole al solstizio, più tardi si abbandonerà il sistema solstiziale per passare al sistema equinoziale. I punti dell’orizzonte dai quali sorge il Sole ai solstizi, oscilla e la loro determinazione non si può fare con facilità senza punti di riferimento come delle pietre alzate, uno ziggurat, degli osservatori, ecc. Al contrario, i punti equinoziali potevano essere definiti più facilmente. Bastava determinare le due direzioni del sorgere e del tramontare d’una determinata stella: la direzione intermedia rappresenta precisamente l’asse nord-sud. In occasione della consultazione degli auguri, lo spazio sacro veniva limitato del gran sacerdote con un aratro. L’urbs romana era circondata da un muro, al con-

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trario delle città elleniche (dibattito tra Aristotele e Platone a questo soggetto8), spesso quadrato, per ragioni religiose o militari. Nelle città orientate secondo i punti cardinali, il “decumanus” andava dall’ovest all’est e il Sole spariva al tramonto dal lato della “porta pretoria”, il giorno preciso dell’equinozio.9 L’asse nord-sud, era chiamato “cardo”, (“cardine”, etimologia di “cardinale”). Il sistema egiziano si basava sul Sole e Sirio. Il solstizio d’estate formava il punto di partenza dei calendari. Nelle città egiziane dedicate al culto solare, il percorso degli astri ordina lo svolgimento delle processioni e determina conseguentemente il tracciato delle grandi vie di traffico. Orientati secondo i punti cardinali, i grandi viali di Tell el-Amarna, larghi 60 metri, dividono lo spazio a scacchiera e non offrono protezione alcuna agli eccessi climatici che soltanto la religione e la cosmologia possono a priori giustificare. Tradizionalmente la nascita del Faraone dava il segnale dell’inizio della costruzione della sua tomba, e i lavori si concludevano all’istante del suo decesso. Da questo derivano le differenze delle dimensioni e della ricchezza decorativa che si osservano nelle tombe: Tutankhamon, morto all’età di diciott’anni riposa in un monumento relativamente modesto. I templi egizi erano spesso orientati sul sorgere eliaco (in congiunzione con il Sole) di Sirio, stella del Cane Maggiore consacrata ad Iside, la quale annunziava la piena del Nilo. Sembra probabile che il sorgere eliaco della Spica (stella della costellazione della Vergine) – allorché la dea Iside fondeva la sua luce con quelle del divino Râ – abbia potuto svolgere un ruolo nell’orientazione del tempio egizio di Dendera, nonché in quella dei templi greci di Temi e Nemesi, templi situati sotto il segno della Vergine. Jean Richer descrive i sistemi cosmologici d’una ruota zodiacale centrata su Delfi.10 Nel mondo greco l’orientazione dei templi dedicati a Zeus o ad Apollo è astrologicamente determinata in base alle posizioni angolari della divinità-pianeta. Nella sua “Géographie sacrée du Monde grec”11 Jean Richer, spiega in che modo, a partire dall’orientazione “anormale” dei templi d’Apollo e dall’esame delle più antiche monete delle città greche, sia riuscito a ricostituire le tre grandi ruote zodiacali centrate rispettivamente su Delfi, Delo e Sardi. Infatti, le monete mostravano su una delle due facce la divinità che determinava l’orientazione o il segno astrologico della città d’origine. Nella sua prefazione, Richer descrive in che modo una tradizione d’origine tanto babilonese che egiziana sia potuta giungere in Grecia. La sua teoria degli allineamenti mostra che tra i templi d’Apollo, d’Atena, di Gaia e di Dioniso c’è un legame spaziale. Osservando una mappa dei diversi santuari Jean Richer costaterà che la linea che collega Delfi ad Atene si prolunga fino a Delo. Nell’Apocalisse di san Giovanni, del primo secolo, la Gerusalemme celeste è descritta come una città quadrata, separata in quattro parti da quattro mari, attorno ai quali ruotano gli astri e i venti cardinali. Delle sue dodici porte, dai nomi delle dodici tribù d’Israele e custodite da dodici angeli, tre sono rivolte all’Oriente, tre all’Occidente, tre al Settentrione e tre al Mezzogiorno.

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Funzione del Tempo: ora, data, anno Ci sono incontestabilmente dei monumenti di cui ciascuno di noi può risentire la forza o il magnetismo tellurico. Noi intratteniamo con questi siti un dialogo che varia secondo l’ora, la data, l’anno. Il tema astrale può applicarsi all’architettura se si tiene conto dell’ora di nascita d’una costruzione, cioè dell’ora della sua fondazione, della posa della prima pietra, del rituale della posa della pietra angolare e della cerimonia della sua inaugurazione. (Ci sono così quattro varianti possibili.) Qui si trova tutta la difficoltà per i ricercatori sin dal tempo in cui Al Burini, già nel 1029, consigliava di diffidare del dominio dei segni, …poiché non si conosce con precisione l’epoca di costruzione. Poiché anche se il tema d’inaugurazione è esatto, la storia dei suoi primi passi e delle condizioni iniziali è spesso dimenticata. L’idea di porre una pietra di fondazione viene anche dall’enigmatica cultura degli etruschi “che preferivano fondare le loro acropoli su le colline”.12 Questo è posto ancora meglio in evidenza nelle chiese votive. Nel libro “Il Mistero delle Cattedrali” Fulcanelli ci spiega ammirabilmente il senso esoterico di quest’orientazione. “Tutte le chiese hanno l’abside orientata verso il sud-est, la facciata verso il nord-ovest, mentre il transetto, che forma i bracci della croce, è orientato da nordest a sud-ovest. Si tratta di un’orientazione invariabile, la quale fa sì che i fedeli e i profani, entrando nel tempio dall’Occidente avanzino verso il santuario con la faccia rivolta al lato da cui sorge il Sole, cioè verso l’Oriente, la Palestina, culla del cristianesimo. Lasciano le tenebre e vanno verso la luce. A causa di questa disposizione, uno dei tre rosoni che ornano il transetto della facciata non è mai illuminato dal Sole: si tratta del rosone settentrionale che si apre nella facciata del transetto sinistro. La seconda s’illumina al Sole del mezzogiorno: si tratta del rosone meridionale aperto all’estremità del transetto destro. L’ultimo rosone è volto al tramonto del sole: si tratta della grande ruota sulla facciata che sorpassa in superficie e in splendore le altre laterali. In questa maniera si sviluppano sulle facciate delle cattedrali gotiche i colori dell’alchimia, secondo un processo che va dalle tenebre, rappresentate dall’assenza di luce e dal colore nero, alla perfezione della luce rubiconda, passando per il colore bianco, considerato come “intermedio tra il nero e il rosso”. Nel Medioevo, il rosone centrale si chiamava la ‘Rota’ o ruota. Ora, nell’alchimia la ruota è il geroglifico del tempo necessario alla cottura della materia filosofale, e in generale, d’ogni cottura.13 Per quanto concerne i costruttori di chiese, essi determinano in primo luogo la direzione del sorgere del giorno nella festa del santo patrono, e da questa orientazione principale derivano le orientazioni secondarie. Si può anche fare il lavoro inverso, per esempio prendere l’orientazione solare d’un edificio e attribuirgli il santo del giorno corrispondente per “cristianizzare” il monumento. La pietra di dedica rende testimonianza tanto della qualità del monumento quanto di una protezione spirituale che si invoca. In maniera criptica essa esprime

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“il tema di nascita (géniture)” del tempio, la sua funzione occulta. Generalmente situata all’oriente, essa serve spesso anche di pietra d’altare. Nelle abbazie e chiese votive si cercano le migliori condizioni di luce e in particolare si studia l’illuminazione per la festa votiva. La perfetta armonia della luce sulla tribuna dell’Abbazia cistercense (costruita nel 1031-1140) di Conques il giorno della festa di santa Fede (il 6 ottobre) la rende vibrante d’energia. A mezzogiorno i raggi del Sole cadono sul bassorilievo dell’Annunciazione; il celebre timpano raffigurante il Giudizio Finale corrisponde d’altra parte al frontone dei tempi greci.14 A San Juan Ortega (presso Burgos) è il 24 giugno, giorno della festa del santo patrono che il raggio del Sole inonda il prezioso capitello della natività nel transetto sinistro. Le chiese romaniche sono così accuratamente classificate dagli addetti alla geobiologia; quelle dedicate alla santa Vergine sono inondate d’una luce particolare al 25 marzo. A San Millán della Cogolla15 (Rioja, Spagna) nel monastero dei benedettini di Iuso il 21 marzo alle 5 del pomeriggio, durante l’ultimo ufficio dei vesperi, il Sole penetra attraverso un orifizio praticato nella vetrata per cadere sulla grata dove si trova la badessa. Bisogna figurarsi la cerimonia accompagnata dai canti gregoriani. L’asse della chiesa abbaziale del Mont-Saint-Michel è orientato a 26° rispetto al parallelo. Questa direzione indica il levare del Sole all’occasione di due feste: l’8 maggio, festa tradizionale di san Michele di primavera, e il 6 agosto, festa della Trasfigurazione. Il Sole tramonta sullo stesso asse l’11 novembre, festa di san Martino, evangelizzatore dei Galli, e il 2 febbraio, giorno della Purificazione (Candelora). Va segnalato che la piccola chiesa ai piedi del Mont-Saint-Michel, è orientata verso il Sol levante il 29 settembre, festa attuale dell’Arcangelo.16 Passiamo ora agli esempi presi dal rituale pagano, massonico, laico, poiché oggi anche il ricevimento offerto agli amici da chi trasloca e s’istalla in una nuova casa è l’equivalente privato di questa inaugurazione o dedica: gli Inglesi la chiamano “house warming”; i Francesi “pendre la cremaillère”. La scelta d’un tema d’elezione per la cerimonia d’inaugurazione d’una nuova abitazione, d’un negozio, d’una esposizione, fa parte della pratica corrente dell’astrologia. Esempio d’utilizzazione L’idea di vedere le città e i paesi governati da esseri spirituali è molto antica. Il “Tetrabiblo” di Tolomeo dà la lista dei domini planetari sui principali paesi del mondo antico. Questa lista sopravvive nei trattati del medioevo con piccole varianti. La “Chorographia”17 di Tolomeo, o il dominio dei luoghi da parte dei pianeti si basava su una complicata proiezione cosmologica. Questa proiezione è stata completamente superata dai cartografi. La “Chorographia” dice anche che le città metropolitane sono nate sotto l’influenza di posizioni angolari del Sole, della Luna e in particolare dell’Ascendente. Da questo testo possiamo dedurre che i luminari e l’Ascendente sono in relazione con l’importanza della fondazione della città. Incontriamo ancora oggi questa stessa idea dell’importanza dei pianeti al momento del loro sor-

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gere. Le città si orientano dunque secondo i pianeti: ricorderemo nel seguito qualche esempio. Anche in terra d’Islam si ricorreva agli astrologhi: ed eccone un esempio. Fondazione del Cairo Estratto da Prisse d’Avenne: “Il nuovo conquistatore dell’Egitto, Djuhar, pretese trasmettere ai secoli futuri il ricordo della sua conquista con la fondazione d’una città degna di rivalizzare con Baghdad. Siamo nell’anno 348 dell’egira, 970 dell’era cristiana. L’istante preciso della posa della prima pietra doveva corrispondere all’ora dell’ascensione della pianeta Marte, il cui nome arabo El-Kaher significa: il vincitore. (El Kahirah: la vittoriosa = Il Cairo.) La fondazione della nuova città fu inaugurata con solennità; i materiali e gli operai… erano pronti all’impiego, mentre gli astronomi osservavano con loro strumenti il passaggio del pianeta Marte sul meridiano. L’istante favorevole fu appena annunziato che subito i materiali furono posti in opera tra grida di gioia. Stando ad alcuni storici, il caso aveva anche presieduto all’inizio della nuova città: un cordone fornito di campanelle era stato posto attorno al terreno per avvertire i lavoratori (distanti tra loro) del momento propizio “secondo gli astronomi”… allorché degli uccelli di preda si precipitarono sulle corde e attivarono il segnale convenuto. Ingannati, gli operai si misero al lavoro e accadde che quest’istante, indicato dal caso, fu precisamente quello dell’Ascensione del pianeta Marte. Fondazione di Roma Il mito c’insegna che Roma fu fondata il 21 aprile dell’anno 753 prima di Cristo da parte di Romolo, figlio di Marte e di Rea Silvia, sacerdotessa della dea Venere. Questa data, calcolata secondo il calendario venusiano e lunare in voga all’epoca, fu scelta perché il Nodo ascendente di Venere si trovava a quest’istante tra l’Ariete e il Toro, congiunti alla nuova Luna. Ciò corrispondeva alle calende d’aprile, inizio del mese lunare dedicato a Venere.18 Infatti fu tenuto conto del ciclo della Fenice di 251 anni siderali. In quel giorno il Sole si trovava approssimativamente al 12° della costellazione del Toro presso la stella Aldebaran, non lontano dal nodo ascendente di Venere. La nuova Luna occultava i Pleiadi e Venere si trovava in congiunzione superiore col Sole. Questo fu un momento molto importante poiché qualche mese prima la lunazione di gennaio aveva presentato un’opposizione tra Marte a Regolo, la stella reale dei latini che sin dall’antichità reggeva il destino dei popoli.19 La tradizione, secondo Tarrutius, e alcuni autori moderni situano l’ora della fondazione tra la seconda e la terza ora, ma suppongono una luna in Bilancia.20 Ken Gillman, si è basata su questa ora per la redazione del tema a 7:29.11 AM LAT con una Luna in Acquario. Questo studio è stato pubblicato in “Considerations” XV/2.21 Il mio esempio è stato calcolato dal cortesissimo André Vander Linden, astrolo-

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go belga per mezzo del suo programma Zodiac 4.3.©, un vero e proprio bijou, tema nel quale la Luna appare nel segno della Bilancia, come nella tradizione. Uno stellium di pianeti, di cui tre in Ariete in casa 11 presso la Parte di Fortuna. Questo segno predispone alla potenza militare, all’attività legislativa del Senato e alla buona applicazione delle leggi da esso emanate. Quest’ora corrisponde al levare di Polluce, la stella associata al fondatore di Roma, congiunta al Nodo lunare, così come al Nodo Ascendente di Venere.22 La coppia di gemelli Castore-Polluce ricostruisce d’altra parte la coppia Romolo-Remo. La Luna è congiunta con la stella Spica a 16° della Vergine. Gli astrologhi romani hanno associato la loro città alla stella Regolo, il piccolo re, un’associazione ragionevole per una città destinata ad espandere il suo dominio attraverso i secoli. L’entrata di Regolo nel segno zodiacale del Leone si situa nel 293 prima di Cristo, ed essa continua ad essere la stella guida della città eterna. Tra gli allineamenti secondo gli assi cardinali troviamo l’antico tempio di Giove, inaugurato il 13 settembre 509 prima di Cristo. È alle idi di settembre che i nuovi consoli magistrati giuravano fedeltà alla legge in presenza dei sacerdoti e dei senatori. Virgilio nell’Eneide ricorda l’invocazione a Giove: “Audacibus annue coeptis”, “Che Giove sia d’accordo con le nostre imprese audaci”, invocazione di cui si riparlerà in seguito.23 Il Campidoglio, vertice della città, situato all’ovest del Palatino, fa da con-

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trappunto alla “Roma quadrata”, origine del potere di Roma. Notiamo nel tema proposto da Gillman che il nodo lunare, in latino Caput draconis, si trova all’Ascendente e che la parola caput (testa) entra nell’etimologia di Capitolium, nome latino del Campidoglio. Le nuove città dell’impero romano prendevano in considerazione l’oroscopo di fondazione. Quando l’imperatore Costantino decide di fondare Costantinopoli, attualmente Istanbul, consulta gli astrologi per la posa della pietra di fondazione dei muri esterni, “all’ora del Cancro” , il 26 novembre dell’anno 326.24 Chi dice Roma e pensa a Roma contemporanea, non può non rivolgere la mente al Vaticano con la Basilica San Pietro. Il Vaticano è situato in una zona suburbana, “extra muros”, sul preesistente Circo di Caligola. Gli scavi sotto la basilica hanno messo in luce delle tombe e una fila di mausolei del II secolo, la cui orientazione è, in effetti, lungo l’asse est-ovest. Il lato nord del Circo corrisponde alla navata sinistra della chiesa. L’orientazione della basilica è completamente invertita: la facciata è rivolta verso l’est e il colonnato del Bernini sembra aprire le sue braccia per accogliere i pellegrini che arrivano per la via della Conciliazione, dal fiume, che qui è orientato a 8° a sud-est. La facciata (terminata dall’architetto Maderna del Canton Ticino) indica la data del 1612, ma la chiesa non fu consacrata che il 18 novembre 1626, giorno del tredicesimo centenario della dedica della basilica precedente da parte di Costantino. Il tema di dedica è molto bene adatto per l’edificio: cinque pianeti e MC in Scorpione, Marte e Nettuno nella nona casa della religione. L’Ascendente in Capricorno, unito con Venere al trigono di Plutone in Toro. Washington DC, città delle stelle Il Sole che tramonta il 10 agosto percorre la Pennsylvania Avenue, l’asse che collega il Campidoglio alla Casa Bianca, creando un decoro teatrale degno di competere con l’Egitto, la Grecia e Roma. La mitologia e la storia si danno così appuntamento nella città federale, sotto un cielo proprio “ben stellato”. L’eccellente libro di David Ovason 25 vi convincerà che ancora recentemente l’arte di costruire non ha contraddetto le vecchie lezioni relative all’allineamento, le quali risalgono alla fondazione della città nel 1791. David ricerca da 20 anni il senso di questi arcani e spiega a meraviglia il simbolismo dei 20 zodiaci sparsi nella città. È il 3 aprile 1791 che, togliendosi dal “fondo delle nebbie” attorno al fiume Potomac, l’astronomo, astrologo e geometra Benjamin Bannekker sale su di una piccola collina per contemplare il levare del Sole. Egli attende al tempo stesso che si renda visibile un’eclisse. Quest’eclisse, aveva di notevole cinque pianeti in Ariete, significanti l’istinto pionieristico, l’entusiasmo, ma anche la passione bellicosa del conquistatore. Bannekker sapeva che questo fenomeno doveva coincidere con un evento importante. Ora, George Washington, che sogna di fondare una sede per il suo nuovo governo federale, aveva ottenuto l’accordo del Congresso per la nomina

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degli esperti al fine di tracciare la nuova città. L’antico quartier generale situato nella vicina città di Georgetown e che riprendeva il nome del re George tanto detestato ne poteva più convenire. Una corrispondenza era in corso con l’architetto francese Charles L’Enfant e due altri iniziati, Thomas Jefferson e Benjamin Franklin. Essi s’incontravano nelle logge di Georgetown ed erano entrambi massoni. Quando venne il momento per delimitare un grande lotto di 10 miglia quadrate a partire da Jones Point, Ellicot, un iniziato, assistito dai suoi geometri e in presenza di George Washington e Pierre Charles L’Enfant pose il primo piolo il 15 aprile 1791, attorno alle 3:30 p.m. A questo momento preciso Giove, il pianeta favorevole si levava all’orizzonte, al 23e grado della Vergine. La collina designata da parte de L’Enfant era già conosciuta dagli indiani Algonchini per le loro osservazioni. Successivamente furono piantati gli altri paletti di miglio in miglio. La cerimonia ufficiale della fondazione della nuova capitale avvenne il 21 aprile 1791 alle 3:30 p.m. con una processione in grande pompa. Non abbiamo forse riconosciuto l’importanza della data della fondazione di Roma in vista d’uno sviluppo imperiale (o imperialista)? Non abbiamo visto questa data ritornare nella fondazione d’altre città nonché di cattedrali e abbazie romaniche o gotiche? L’orientamento del Campidoglio di Washington Il 18 settembre 1793 assistiamo alla posa della pietra d’angolo della sede d’un potere che si estenderà con il tempo. L’asse della costruzione, desiderato da Ellicott e da L’Enfant orienta la città verso il Sole in un senso preciso. Se vi metteste sul terrazzo occidentale del Campidoglio il 21 marzo, il Sole si troverebbe esattamente di fronte ad ovest della facciata. Quest’asse passa un po’ al nord dell’obelisco sulla Constitution Avenue chiamato “The Monument”. Anticamente, al momento della cerimonia, delle spighe di frumento venivano sparse per terra e si sacrificava un bue, gradevole a Giove. Tradotto in termini americani moderni, questo significa un barbecue gigantesco composto da un bue arrostito di appena ..500 chili, olio, vino e fiaccolate. Tutto ciò va anche messo in relazione con la scoperta del pianeta Urano, avvenuta il 13 Marzo 1781 e dovuta a Herschel. All’epoca questo pianeta si chiamava ancora “Georgium Sidus” ed era il simbolo della Tirannia. Se l’eclissi del 1791 aveva interessato i fondatori, questi dovevano certamente tener conto di questa nuovo pianeta. Si tratta d’una constatazione stupefacente se si pensa che Urano, a 26°57° del Leone, si trova ad occultare Regolo, la stella reale, il che significa che il nuovo stato porrà in ombra la corona britannica. Questa congiunzione sarà sempre attiva fino al momento della rivoluzione francese, con il significato di liquidazione della monarchia. Da più di due secoli, i miglioramenti urbani, i nuovi assi della città, e i nuovi monumenti ricevono la loro orientazione da tre stelle di predilezione – Spica, Regolo, Sirio – e dal segno della Vergine.

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Il segno della Vergine è consacrato a Iside o a Cerere o alla Vergine Maria, così come il Leone è consacrato a Osiride o a Cristo. Cerere tiene una spiga (Spica) o un fascio di frumento o un fiore pentalfico.26 Essa porta fertilità alla terra, soprattutto in fatti di cereali (etimologia di Cerere). Iside piange il suo sposo defunto, le cui 14 parti del corpo sono sparse; essa vuole riunirle, di unificarle e renderle vive. Sul sigillo americano si ritroverà: l’“ex pluribus unum”, il simbolo della piramide troncata, “l’opera compiuta”. Il grano figura nelle cerimonie iniziatiche delle pietre d’angolo. Curiosamente in inglese “corn” significa “grano”. Nel monumento a George Washington – l’obelisco costruito come terzo vertice d’un triangolo incorporante la costellazione della Vergine – si conteranno 22 pietre d’angolo, ciascuna offerta da una loggia massonica della zona. Sullo stemma o sigillo le spighe si trasformano spesso in frecce, più guerriere, e le ali dei bassorilievi nei templi faraonici si mutano in piume di aquile… Sempre sul sigillo o stemma e sul biglietto del dollaro, noi ritroviamo l’invocazione dei romani a Giove, ma sotto una forma più assertiva: “Annuit coeptis”, vale a dire: “È favorevole”. Si noti la sfumatura della traduzione: “God Bless America” è la forma invocatrice mentre l’espressione corrispondente latina indica un desiderio: “che Egli sia favorevole!”.

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Il 10 agosto il Sole si trova a 17° del Leone. Presso l’eclittica si trova la stella Regolo, all’angolo acuto d’un triangolo che incorpora la costellazione della Vergine, triangolo che chiude le stelle Spica e Arcturus (quest’ultima nella costellazione di Bootes). Washington fu dunque pianificata per rivelare la costellazione della Vergine al tramonto del Sole, del punto di vista del Campidoglio. Ciò corrisponde esattamente all’idea dell’architetto l’Enfant. Ogni anno questo triangolo formato nel cielo è riflesso nel triangolo federale della pianta della città. L’ispirazione dell’astrologia francese ed inglese è anche molto presente nella decorazione dei circoli iniziatici americani. In molte opere d’arte cittadine, soprattutto in pitture e statue, in armillari e zodiaci, è regolarmente il segno della Vergine ad essere evidenziato.27 Il sabato 13 ottobre 1792 ebbe luogo la posa della pietra d’angolo della Residenza presidenziale in presenza di Washington e James Hoban, architetto, che già aveva costruito il Campidoglio della Carolina del Sud. Questa Residenza non fu chiamata Casa Bianca che dopo l’incendio del 1814 quando fu imbiancata per cancellare ogni traccia dell’incidente. G. Washington posa la prima pietra nell’angolo sudorientale. Nel tema di questa posa il Nodo Lunare a 22°48 si trova presso la Luna a 23°56 in Vergine. È il medesimo grado di Giove al momento della fondazione della città, 23° Vergine. Risulta dunque dal tema della fondazione che l’astrologo aveva la ferma intenzione di privilegiare questo segno. Si ritrova spesso anche il numero 13, rappresentante i 13 stati dell’Unione e i 13 viali che s’irradiano a partire dal Campidoglio. Ci saranno egualmente 13 stelle a cinque punte sulla bandiera americana. Il Tema di Brasilia La pietra di fondazione di Brasilia è messa in opera a Planaltina, al limite del distretto Federale della capitale degli Stati Uniti del Brasile verso le ore 5 di sera del 7 settembre 1922, nel centenario dell’indipendenza del Brasile. Troviamo il Sole a 14° Vergine, l’Asc. a 0° Pesci, una Luna in Ariete e quattro pianeti in Bilancia. I due dominatori dell’Asc. in sestile, Giove e Nettuno, sono al trigono di Venere. Si ritrova l’insistenza dei proprietari di miniere (casa ottava). Però solo 33 anni più tardi Kubitchek prometterà di trasferire la capitale verso l’altopiano (MC in Sagittario). Nel 1956 propone, infatti, il Decreto d’Anapolis e il nome di Brasilia (il 18 aprile 1956 NOVOCAP)e bisognerà attendere il 1957 ed il concorso d’urbanesimo vinto da Lucio Costa perché vengano iniziati i lavori. Brasilia è inaugurata il 20 aprile 1960 alle ore 17. Si trova a 15°47 di latitudine sud e a 47°55 di longitudine ovest.28 “Qui dove 43 mesi fa non c’era che la solitudine e il grido notturno dei giaguari”, sull’altopiano di Goias, il presidente Juscelino Kubitschek riceve dalle mani dal sindaco le chiavi della nuova capitale del Brasile. Il Brasile cambia di capitale il giorno stesso in cui il Sole cambia di segno zodiacale ed entra nel segno del Toro. La scelta di Brasilia in una concavità dell’altopiano di Goias risale ai congiurati di Minas Gerais (le miniere rimandano a Saturno)

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che speravano sottrarre il Brasile alla tutela portoghese, e pensavano liberare il paese dalle agitazioni dei portuali. Prendendo esempio dalla fondazione di Roma, le festività dell’inaugurazione e l’installazione dei tre poteri hanno inizio il giorno successivo, il 21 aprile 1960 alle 9h30 del mattino. Secondo l’astrologo Yves Christian, Brasilia, infatti, è destinata a diventare la testa del mondo, e a prendere la fiaccola della cultura, così come Parigi è stata l’erede d’Atene e di Roma “Così deciderà la disposizione simbolica della precessione degli equinozi concretizzata dallo spostamento dei poli”.29 Che Parigi abbia a cedere la sua eredità a Brasilia non è un fatto dovuto al caso o al capriccio dei costruttori. Il turista che s’incammina in quest’unica prospettiva che va dal Louvre ai ChampsElysées passando per l’obelisco della Concorde segue un asse cosmico la cui inclinazione rispetto all’asse est-ovest s’apparenta all’inclinazione del piano equatoriale ri-

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spetto all’eclittica (23°). È lungo quest’asse che si prolunga quella che si è convenuto di chiamare “la via trionfale di Parigi”.30 L’asse del polo di Brasilia è orientato secondo un angolo di 67° rispetto all’asse est-ovest (67+23=90). Coincidenza? Simbolismo incosciente ? Si tratta infatti, d’una semplice inversione. Questo c’inclina a ritrovare il filo spirituale della storia che si prolunga fino al Brasile. L’asse storico di Parigi È possibile vedere nella situazione geografica eccezionale di quest’asse rettilineo “unico nel suo genere” le ragioni della riuscita del nuovo quartiere della Défense? L’asse è nato nel 1640 quando Lenôtre (il paesaggista di Versailles) fece piantare dei filari d’olmi che partivano dal Louvre. Da allora, a poco a poco ogni secolo ha prolungato quest’asse sviluppando un urbanesimo e dei monumenti prestigiosi. L’arco del Carrousel, il giardino delle Tuileries, l’obelisco di piazza della Concorde, la Rotonda dei Champs-elysées e l’arco dell’Étoile punteggiano il percorso fino alla Rotonda della Défense creata nel 1883. Questa fu sostituita nel 1958 dall’attuale quartiere d’affari. L’asse è stato rispettato dagli urbanisti della Défense: infatti le torri sono distribuite dai due lati del gran lastricato che è anche ornato da filari di platani.31 Nel 1982 ha luogo un terzo concorso internazionale d’architettura nel quadro dei “Grandi Progetti”. Lo vincerà l’architetto Danese Otto von Spreckelsen, nato a Copenhagen il 4 maggio 1929 e morto il 16 marzo 1987 a Hoersholm. La sua “Arche de la Défense” è diventato il monumento francese del ventesimo secolo, simbolo della Fratellanza. Dal giorno della sua inaugurazione il 14 luglio 1989 in occasione d’un ‘summit’ di capi di stato, essa accoglie milioni di visitatori. Il ciclo iniziatico (che abbiamo seguito a partire dalla fondazione di Washington) rintraccia l’obelisco di Piazza della Concorde si conclude con la piramide del Louvre di Ming Pei e il Cubo dell’Arche de la Défense. NOTE e BIBLIOGRAFIA 1

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Atlantis, maggio giugno 1977, citato da JEAN RICHER e verificato da suo fratello LUCIEN RICHER in Géographie sacrée du Monde Grec, deuxième édition revue et augmentée, chez Guy Trédaniel Editeur, 1983. STEVE COZZI, Planets in Locality - Exploring Local Space Astrology, cap. 4: “The Geomantic Circle” e cap. 7: “The Grids”, Llewellyn Publications, St.Paul, Minnesota 55164-0383, U.S.A. Quest’opera appartiene a R.C. Davison. Vedere tra l’altro Mundane Astrology, di MICHAEL BAIGENT, NICHOLAS CAMPION, CHARLES HARVEY, ecc., Aquarian Press; Arcana Mundi, di GIUSEPPE BEZZI, Antologia del pensiero astrologico antico, Milano, Bib. Universale Rizzoli 1995. JACQUES BONVIN et PAUL TRILLOUX, Eglise Romane, Lieu d’énergie, ed. Dervy-Livres. Vedere anche BLANCHE MERZ, Hauts Lieux Cosmo-telluriques et l’Âme du lieu, ed. Dervy-Livres; PAUL TRILLOUX, L’art d’Orcival, au-delà des apparences, les secrets d’une basilique, ed. Dervy-Livres.

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JACQUES BONVIN, Op. cit. Sito http://www.orkney.co.uk. LEWIS MUMFORD, The city in History, a Pelican Book 1975, p. 219. Si tratta della porta decumana situata nel quartiere custodito dal decimo manipolo. Questa era la posizione più impegnativa per la difesa perché esposta agli assalti dall’est. La porta all’ovest, chiamata pretoriana, indicava l’accampamento della guardia pretoriana. Penrose e Dinsmoor hanno consacrato degli articoli alla datazione dei templi secondo indicatori astronomici. Vedere in particolare: On the examination of the orientation of a number of Greek Temples. Géographie Sacrée du Monde Grec, opera già citata. Varrone. FULCANELLI, Le mystère des Cathédrales et l’interprétation ésotérique des symboles hermétiques du grand oeuvre, Société Nouvelle des Editions Pauvert, pp. 64-65. Sul confronto esoterico tra Apollo e san Michele si può leggere René Guenon, Jean Richer, ecc. Monasteri di Suso e Yuso, Patrimonio dell’Umanità tanto per i manoscritti (Codex Aemilanensis 60) e sue costruzioni e la venerazione del santo taumaturgo Millàn, Rioja - Spagna. JEAN FABRE, Maison entre ciel et terre (con i testi e i disegni di Jean Phaure), Ed. Arista, p.149. La parola viene da Bouché-Leclerq in L’Astrologie Grecque, 1899. SERGIO GHIVARELLO, I Calendari Venusiani, pubblicato in “Linguaggio Astrale”, n° 115, rivista del CIDA, anno XI, n° 2. Secondo Nicholas Campion la data di fondazione di Roma è il 21 aprile 752 a mezzogiorno, ma questa data è inaccettabile. André Vander Linden, astrologo-ingegnere-informatico belga ha calcolato il tema con una Luna in Bilancia. È l’autore del piccolo gioiello chiamato “Zodiac 4.3.©”. Naturalmente per l’anno occorre leggere: –753 av. C. Vedere anche la rivista del CIDA italiano “Linguaggio Astrale”, Anno XII, n° 4, pp. 23-29. Il nodo Ascendente planetario avanza sulla longitudine zodiacale eliocentrica all’incirca d’un grado ogni secolo. Il nodo di Venere si trova nel 1993 a 16°42’ dei Gemelli. “Che (Giove o la fortuna) sia favorevole alle nostre imprese audaci”, “Eneide”, libro 9, verso 625. Per l’ora delle città, consultare gli astrologhi arabi, Knappich, Cardano, Junctinus, Gauricus e gli astrologhi del Rinascimento. DAVID OVASON, The Secret Zodiacs of Washington DC, Was the City of Stars Planned by Masons?, London, ed. C-Century. Vedere anche: www.randomhouse.co.uk. Ha cinque petali, come il fiore di tabacco. D. OVASON, Op. cit., cap. 11. Fonte: YVES CHRISTIAEN, La Mutation du Monde, Naissance d’une capitale, p. 159, ma io ho corretto a 47°w55’ il dato 45°w55’. Vedere nota 2, pp. 52 e 53. Idem, nota 3, pp. 166 e 167. JENS JENKENS, Paris, La Défense, sito internet.

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CLARA NEGRI

I POTERI DELLA MENTE L.A. 125-216

Nettuno e Plutone risultano assai frequentemente in successione zodiacale ( con o senza un pianeta interposto) in quasi la meta’ dei geni , scienziati e uomini famosi, esaminati dal 1300 ai giorni nostri. Negli stimmatizzati 13 su 15. Rispetto ai “normali” la differenza e’ ampiamente significativa. Tempo addietro, rileggendo sul numero 120 di Linguaggio astrale il testo della conferenza di Maria Vacca tenuta a Napoli nell’autunno del 1999, ho osservato incuriosita i grafici dei 15 stigmatizzati, escludendo beninteso l’oroscopo di S. Francesco di cui non si sa con sicurezza neppure l’anno di nascita, e accettando col beneficio del dubbio i dati precisi di tutti gli altri, in particolare quelli di epoche lontane. Così, dopo aver preso a caso i grafici di due stigmatizzate, Filomena Carnevale e Santina Campana, osservandoli nel tentativo di spiegarmi subito il fenomeno, invero rivoltante, del sanguinamento del viso e delle stimmate, mi è subito balzata agli occhi una singolarità: entrambe avevano Plutone e Nettuno l’uno accanto all’altro, quindi in successione lungo la fascia zodiacale. Sulle prime ho pensato a una combinazione planetaria puramente casuale, poi, per esserne più sicura, sono andata a verificare i grafici di tutti e quindici notando con sommo stupore che in 13 di essi c’è tale successione (fanno eccezione Giorgio Buongiovanni e Debora Marasco), sebbene 4 abbiano un pianeta nel mezzo: Teresa Musco presenta nell’ordine Plutone Luna e Nettuno, Carlo da Sezze Plutone Urano e Nettuno, Padre Pio Nettuno Mercurio e Plutone e Natuzza Evolo Plutone Venere e Nettuno. Era un caso? Nel tentativo di darmi una risposta soddisfacente ed esaustiva ho dovuto utilizzare tutti gli strumenti dell’astrologia da me conosciuti, anche quelli meno popolari, privilegiando però i famosi encadrements – da me tradotti come allineamenti proposti da Volguine. Questo autore per circa venti anni studiò ed analizzò unicamente quelli di Luna e Sole, sebbene anche inquadrati con L’Ascendente e il Medio Cielo, ma la morte lo colse prima di completare il resto. Già da tempo mi ero quindi chiesta se un pianeta affiancato a un altro, indipendentemente dalla distanza che lo separa, possa davvero avere un qualche significato nascosto. E le ricerche effettuate in questi anni mi hanno dimostrato che ef-

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fettivamente gli allineamenti hanno un grande significato, per ragioni non difficili da capire. Per usare una metafora potrei dire che i pianeti sono simili a dieci commensali seduti attorno a una grande tavola rotonda. Con chi sarà più facile conversare e scambiare qualcosa? Ovviamente con chi è alla nostra destra o alla nostra sinistra. Ecco perché, dopo l’iniziale grande meraviglia nel trovare una percentuale così alta di Plutone Nettuno o Nettuno Plutone in successione nel gruppo degli stigmatizzati, ho voluto andare a fondo, formando e verificando attentamente anche altri gruppi-campione per stabilire in che misura c’era lo stesso riscontro. Sapevo difatti che l’importanza di un allineamento o successione di pianeti, non è un’idea balzana scaturita dal mio cervello troppo stimolato da Urano, ma ha anche una lunga e antichissima tradizione alle spalle. Volguine, nel suo libro sugli allineamenti di Sole e Luna, fa rilevare che l’osservazione dell’ordine dei pianeti disposti nella fascia zodiacale risale addirittura ai babilonesi e agli egizi; difatti i nostri predecessori, che non avevano a loro disposizione le effemeridi di oggi, osservavano i fenomeni celesti notte dopo notte e attribuivano grande importanza ai pianeti che sorgevano all’orizzonte subito prima del Sole o che tramontavano subito dopo di lui, forse proprio a causa di un’effettiva influenza dovuta alla loro successione. L’astrologia indù che, essendo molto più tradizionalista, nella stragrande maggioranza tuttora non considera l’influenza dei pianeti transaturnini di recente scoperti, si basa anch’essa sugli “encadrements”, e dal loro studio ne trae eccellenti risultati. Noi occidentali invece trascuriamo tale configurazione, precludendoci forse la chiara lettura di quegli oroscopi che sembrano non quadrare, che dall’osservazione corrente ci nascondono alcuni fatti di somma importanza costringendoci a concludere che anche l’astrologia ha i suoi limiti interpretativi e facendoci dimenticare che è giustamente il contrario: siamo noi astrologi i limitati e non sappiamo vedere. La mia ricerca è quindi partita dal presupposto che, indipendentemente dalla distanza in gradi fra due astri, un pianeta mescola le sue qualità con quelle di un altro che lo segue o lo precede e non soltanto con gli aspetti tradizionali. Ora, da quanto già esposto, è chiaro che la mia attenzione è stata calamitata soprattutto dall’accostamento Plutone-Nettuno o viceversa e ben poco, in sei mesi, ho potuto fare per verificare l’interpretazione a tre a tre, ossia nel loro significato quando al centro si frappone un altro corpo celeste. Ma l’interesse risvegliato è stato tale che dedicherò il mio futuro alla soluzione completa di questa configurazione che, badate bene, se applicata ai dieci corpi celesti che si muovono nello zodiaco, non è più limitata alle 1440 combinazioni dovute a segni, pianeti e aspetti, bensì a milioni di combinazioni possibili. Il che dà luogo a un ulteriore allargamento di campo e ci tuffa in “una specie di quarta dimensione” 1 che potrebbe darci parecchie spiegazioni sugli orientamenti di vita degli individui.

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E inoltre, per ovviare alla possibile obiezione che potrebbe esserci qualche altro pianeta ancora sconosciuto fra Plutone e Nettuno, anch’io, come fece Volguine a suo tempo, ho verificato temi di nascita che vanno dal 1300 ai giorni nostri di modo che, ove mai davvero esistesse qualche altro corpo celeste da scoprire, il diverso periodo della sua rivoluzione attorno al Sole non interferirebbe assolutamente nell’interpretazione della ricerca da me effettuata. Ritorniamo ora al tema di questo mio lavoro nato, come dicevo, dall’osservazione dei cieli dei 15 stigmatizzati. Allo scopo di veder chiaro in questa straordinaria ripetizione di allineamenti, ho affiancato per prima cosa un gruppo di oroscopi a confronto che, con fenomeni fisici di tipo paranormale o miracolistico non avevano niente a che fare: geni e inventori. Ho quindi ripreso ed arricchito il gruppo dei 63 geni che portai ad esempio in una mia relazione sui potenziali della mente nel corso d’un Congresso nazionale di astrologia tenutosi a Napoli nel 1988. Tale gruppo, che iniziava con Dante per arrivare ai giorni nostri, si è ora arricchito di altri 55 personaggi, fra cui una trentina di premi Nobel per fisica, chimica, biologia, medicina e così via, toccando i centodiciotto grafici, cifra a mio vedere più che sufficiente per arrivare a conclusioni attendibili. A questo secondo gruppo, proprio per restare con i piedi per terra e non farmi travolgere da facili entusiasmi, ho affiancato 167 oroscopi di comuni mortali composto di ignari parenti, amici e clienti, nonché 50 oroscopi di criminali, 50 di importanti uomini politici e, in ultimo, una campionatura di 40 mistici e spiritualisti di fama mondiale, ovviamente non stigmatizzati. Per procedere più speditamente in questa prima capillare ricerca d’una plausibile spiegazione, mi sono avvalsa della validissima collaborazione d’una mia ex allieva, Maria Carmela Raiola. E’ lei che mi ha sollevato dalla fatica di verificare personalmente, e con grande dispendio di tempo, Gradi, Stelle Fisse, Nodi lunari, aspetti tradizionali e posizioni di Mercurio in rapporto con altri elementi celesti degli stigmatizzati e di numerosi altri oroscopi appartenenti ai cinque gruppi-campione testé citati, allo scopo di far luce su un certo tipo di personalità. Benché io abbia sempre ironizzato sul numero davvero abnorme di astrologi moderni che, come Colombo, ogni tanto scoprono una nuova America, ossia un nuovo metodo di investigazione astrale, ora sono dell’opinione di essere venuta a capo del fenomeno delle stimmate nonché di un certo potenziale della mente può “anche” dar luogo a questa fenomenologia, avendo riscontrato singolarità analogiche che non posso assolutamente attribuire al caso. Tuttavia, per arrivare alle attuali conclusioni, ho dovuto fare un doveroso passo indietro e analizzare a fondo il mito e gli archetipi di Nettuno e Plutone, fondamentali per la visione d’insieme. Orbene, noi sappiamo che Nettuno rappresenta una vera e propria finestra sui mondi invisibili, superiori e inferiori, di cui solo alcuni ne proclamano l’esistenza. Esso esprime altri piani della realtà e della mente per cui, dalla sua scoperta, è entrato di diritto nel mondo del paranormale e degli stati alterati di coscienza, inclusi quelli

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provocati da droghe, anestetici o follia. Nettuno nel mito è il dio degli oceani, liquido in cui convergono tutte le acque, piovane fluviali e marine, composte di miliardi e miliardi di gocce che, evidentemente, non hanno alcun problema a fondersi e confondersi nell’infinito. Nel mito Nettuno risponde nel modo più totale al simbolo di fusione. Sta di fatto che la sua scoperta, avvenuta il 23 settembre del 1846, coincise con lo sviluppo della chimica, con le onde hertziane, lo spiritismo, con l’uso dell’anestesia durante gli interventi chirurgici, e poi con i raggi X, la radioattività, l’esplorazione dell’atomo e del nucleo e, in ultimo, col mondo della psiche che ha avuto vita con Freud e Yung. Questo pianeta da molti è definito l’ottava superiore di Venere, quindi non simboleggia più l’amore personale basato sull’io e il tu, bensì l’amore come totalità, l’amore incondizionato e indifferenziato che si espande verso tutte le creature e che è pronto anche al sacrificio e al dono totale di sé. Ecco perché il nettuniano è spesso un ispirato, un inguaribile idealista, un chiaroveggente dalle tendenze religiose e mistiche molto accentuate. Prestando attenzione ai sussurri dell’invisibile, costui è il favorito per gli stati di veggenza o di esplorazione dell’inconscio cosmico, per l’estasi dei santi o il samadhi dello yogi e, come governatore del segno dei Pesci, è anche, non dimentichiamo, fondamentalmente masochista… Ma non solo. Nei suoi aspetti negativi questo dio, chiamato dai greci Poseidone, mostra “un carattere cupo e litigioso” che, nei momenti peggiori, gli fa usare il suo tridente per risvegliare tutti i mostri del mare e portare rovina agli uomini. Quando fa il cattivo, “si scatena con violenza aggressiva” e distrugge ogni cosa senza pietà. Ecco perché sul piano inferiore il nettuniano poco evoluto impersona spesso l’allucinato, il maghetto, il criminale, il perverso, il drogato e così via. Così, Nettuno porta con sé “l’archetipo della dissoluzione o dell’integrazione universale”. Lo psicologo e astrologo Roberto Sicuteri ha notato che, se Nettuno si presenta fortemente negativo nell’oroscopo, esso fa vivere le pressioni dell’inconscio, gli incubi, le nevrosi, le proiezioni, le regressioni o identificazioni; in tal caso investe il campo della psicopatologia e mette a nudo le ombre nascoste nelle pieghe della coscienza, dove l’IO può identificarsi con qualsiasi cosa, in un “delirio autoesaltante o distruttivo”.2 Ciò spiega perché Nettuno ha una presenza tanto forte sia in quasi tutti i cieli di creativi, geni, santi, mistici e stigmatizzati sia in quelli di suicidi, pazzi, deviati, criminali. Plutone è invece il dio dell’Ade, del mondo invisibile e sotterraneo. Ad esso qualcuno ha forse troppo frettolosamente attribuito “i poteri di Satana” ed esso viene visto come il “pianeta degli abissi” o, assieme a Saturno, come Il Guardiano della Soglia, quindi guardiano di quel che c’è oltre il tranquillizzante visibile. Questo dio possiede pure connotazioni di Giustiziere sebbene la sua componente punitiva e distruttiva abbia in sé l’obiettivo di ricostruire, di rigenerare una situazione o un essere. Ma ciò è ancora da verificare sul piano statistico.

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Essendo il pianeta più esterno fino ad oggi scoperto, e quello che a periodi esce dal nostro sistema solare per la sua orbita fortemente ellittica, secondo alcuni allorché entra nel nostro sistema solare si proietta nel mondo del subconscio e allorché ne esce si proietta in quello del superconscio. Plutone, come Nettuno, governa quindi l’invisibile e possiede a sua volta l’invisibilità grazie a un casco fatto con pelle di cane. Per i latini esso era “il ricco”, ma qui dobbiamo intendere una ricchezza non soltanto collegata al denaro bensì una ricchezza particolare che, per essere portata alla luce nella sua forma più bella e preziosa, ci obbliga a tuffarci e confonderci col mondo della materia. Non dimentichiamo però che quest’ultima è ancora in massima parte sconosciuta e che, grazie alla nuova fisica delle particelle, si rivela soltanto energia purissima. Plutone governa il regno dei morti, quindi il mondo delle ombre, rinnovando l’analogia col mondo dell’atomo e delle particelle sub-atomiche di cui è il Signore, assieme al fratello Nettuno. Questo mondo pericolosissimo appartiene di diritto ai segreti ultimi della natura, un tempo detenuti da attenti e potentissimi guardiani, ben consapevoli dei pericoli mortali contenuti in tali segreti, se andavano nelle mani di ignoranti che potevano spingere la civiltà alla sua fine. Certamente non è un caso che la scoperta di Plutone abbia coinciso con lo scoppio della prima bomba atomica; e i morti di Hiroschima, in buona parte dissolti dallo scoppio, non si videro morire né furono tutti visibili ai soccorritori che arrivarono alcuni giorni dopo l’esplosione, ma restarono come macchie, come ombre tragiche impresse nel suolo distrutto. Ciò è in stretta analogia con l’invisibilità e la pericolosità plutoniana dianzi detta. Si narra che lo scienziato Oppenheimer, presente allo scoppio della prima atomica, esclamò: “Abbiamo fatto il lavoro del diavolo!” Un’altra inspiegabile stranezza! Tra i principali artefici dello scoppio della bomba atomica, facenti parte del Manhattan Projet nel laboratorio americano di Los Alamos, troviamo: Oppenheimer Toro del 1904, Einstein Pesci del 1879, Niels Bohr Bilancia del 1885, Klaus Fuchs Capricorno del 1911, Enrico Fermi Bilancia del 1901, Bruno Pontecorvo Leone del 1913, Artur Compton Vergine del 1892, E.O. Lawrence Leone del 1901, Emilio Segré Acquario del 1905, Leo Szilard Acquario del 1898, tutti con Nettuno e Plutone in rapida successione se non strettamente affiancati o congiunti. E guarda un po’, Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, Ariete del 1934, presenta anch’egli Plutone e Nettuno congiunti. E’ ancora un caso? Oggi per me non è più un caso che a Plutone venga attribuita la vita e la morte, quindi la distruzione per la ricostruzione. Oggi so che questo pianeta procura coinvolgimenti intensi e totali, anzi li inflaziona, e spinge alle estreme conseguenze i pensieri e gli atti degli uomini che lo hanno in esaltazione. Plutone infonde la sua enorme potenza istintuale e, nel contempo, una eccezionale tenacia, esaltando l’individualismo. Le sue forze sotterranee si fanno strada lungo le viscere della terra per venire alla luce ed erompere con intensa passionalità.

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Ma perché tanta complicazione, sfuggita per settant’anni ai tanti bravi studiosi di astrologia che mi hanno preceduta? Forse perché avremmo dovuto prestare maggiore attenzione al mito che ci presenta Plutone e Nettuno come gli dèi delle profondità marine e terrestri, quindi di tutto ciò che non è visibile, al contrario di Urano, il cielo, che tutti possono vedere. Ho esagerato in aggettivi particolari, le qualità e i difetti di questa strana coppia, suggestionata da quanto ho trovato? Ecco una frase del premio Nobel per la fisica Isidor Rabi, che ha Plutone a 9° di distanza da Nettuno: “E’ troppo difficile, e la vita è troppo breve, passare il tempo a fare qualcosa che qualcun altro ha detto che è importante. Occorre che uno senta la cosa dentro di sé…”. Ed un’altra dello scrittore Henri Miller , riportata nel libro di Gary Zamov “La danza dei maestri Wu Li: “Obbedisco a tutti i miei istinti e al mio intuito. Non so nulla in anticipo. Spesso scrivo cose che neppure io capisco, ben saldo nella convinzione che in seguito mi diventeranno chiare e sensate. Ho fiducia nell’uomo che scrive, che sono io…”. Andando subito a controllare il suo cielo di nascita vi ho trovato, come avevo già intuito, Plutone e Nettuno in progressione come in tutti gli altri. Tra gli scienziati anche l’Ariete Werner von Braun aveva tale configurazione ed eccovi un commento su di lui estratto da un altro libro di fisica divulgativa: “Von Braun, nel corso di tutta la sua vita, svolse un’attiva propaganda, anche editoriale, a favore delle imprese spaziali in nome delle quali giustificò tutte le scelte della sua vita, incluse quelle più moralmente criticabili”. Avvicinandomi alla conclusione di questo impegnativo lavoro ora posso decisamente affermare che la successione di Plutone e Nettuno prevale nelle polarità estreme, dato che tale duetto sembra disdegnare la normalità. Gli dei degli abissi, marini e terrestri, fanno emergere il meglio o il peggio di quel che abbiamo nel cuore, anche se fra di loro si interpone un altro corpo celeste. Ma nella combinazione a tre troviamo un’altra piccola stranezza: molto spesso il pianeta che s’interpone fra i due è un lento, da Urano a Saturno, Giove o Marte. Da Venere in poi la combinazione misteriosamente decresce. La cosa più sorprendente, è che nei circa 450 casi da me esaminati, per il momento ho trovato soltanto quattro oroscopi in cui i due big celesti ospitano il Sole al centro, esattamente quello di Martin Borman, il crudele factotum di Hitler, dello scrittore Jean Anouil e degli astronauti John Glenn e Neil Armstrong! Per contro, nei 118 geni vi sono ben 53 allineamenti puri e 36 misti così suddivisi: Plutone e Nettuno con la Luna al centro 6 volte; Mercurio 1 volta, Venere 4 volte, Marte 3 volte; Giove 12 volte; Saturno 2 volte; Urano 8 volte. Nel gruppo di 50 efferati criminali e serial killer Nettuno Plutone risultano affiancati ben 25 volte, e separati da un solo pianeta 15 volte, mentre il No è di soli 10 casi su 50, il che supera di gran lunga il calcolo delle probabilità. E, nel loro allineamento a 3, vi è Mercurio 1 volta; Marte 5 volte; Giove 3 volte; Saturno 4 volte e Urano 2 volte.

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Nei 50 uomini politici vi sono 37 congiunzioni pure, 9 intervallate da un altro pianeta e soltanto 4 che non corrispondono alla serie: Lincoln, Napoleone, Al Gore e Robespierre. E ancora, se la mia piccola statistica sulla “strana coppia” ha notato, come detto al principio, nel gruppo dei 15 stigmatizzati, 13 allineamenti di Plutone-Nettuno su 15, di cui 5 spurii, in quello dei 40 spiritualisti ha dovuto annotare 26 allineamenti puri e 8 con un pianeta al centro mentre soltanto 6 non hanno alcun aspetto, esattamente: S. Giovanni Bosco, Bernadette, Erasmo da Rotterdam, Martin Lutero, Ramakrishna e Swendeborg. Gli altri, da Schweitzer a Gandhi, da Kipling a E. Jonas, da Raoul Follereau a Alice Bailey o da Aurobindo a Martin Luter King, tutti presentano l’accoppiata vincente, eccetto quegli 8 con un pianeta al centro, che sono nell’ordine: la Luna 2 volte; Venere 1 volta; Marte 4 volte; Saturno 1 volta. Il gruppo di 167 esseri normali presenta invece 74 persone che non hanno quest’allineamento – quindi meno della metà - mentre, fra quelli che lo hanno, vi sono 11 miei amici esoteristi e spiritualisti i quali mi obbligano a una nuova sottrazione che porta gli esseri normali a 156, con 77 NO e 80 SI, il che rientra più o meno nella media statistica, rinforzando però la mia tesi. Posso quindi concludere, per chi ama il mistero come me, che questa ricerca resta tuttora intrigante e da approfondire in moltissime sue sfaccettature perché, pur avendo senza dubbio messo a fuoco le troppo strane cose dovute al micidiale tandem, non sono riuscita ancora a spiegarmene tutte le ragioni. Ad esempio, ho trovato davvero sorprendente che tutti gli uomini politici del Terzo Reich di cui avevo i grafici, da Hitler a Himmler, da Guering a Rudolf Hess, presentino la stretta congiunzione Plutone-Nettuno, vissuta ovviamente come efferata crudeltà. E poi c’è anche da mettere a fuoco la canalizzazione del settore in cui sarà mobilitata tanta forza. Infatti ora ho un nuovo obiettivo: è possibile stabilire dall’oroscopo se tale formidabile energia verrà diretta nella carriera politica o sportiva, nella creatività, nella trascendenza, negli studi superiori? E ancora, quale può essere la differenza di significato tra un Saturno che si frappone tra i due o, mettiamo, Venere o Marte? Per intravedere altre risposte mi occorre altro tempo e anche l’eventuale collaborazione di colleghi di buona volontà che volessero darmi una mano. In queste cinque campionature non ho neanche trascurato l’analisi di Gradi zodiacali e Stelle fisse, altri elementi a mio vedere ingiustamente abbandonati. Ed essi mi hanno confermato che quasi tutti gli stigmatizzati presentano vari gradi di spiritualità mentre i politici del nazismo e i criminali hanno nel loro cielo numerose stelle fisse e gradi zodiacali indicanti crudeltà, ferocia e belligeranza. Per concludere, sulla scorta di questi gruppi-campione, per me oggi Nettuno e Plutone affiancati, o anche divisi da un solo pianeta, mi parlano di una ferma determinazione in nome d’un ideale, giusto o sbagliato che sia, benché non posso giurare che lo raggiungerà.

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Ma ciò non deve sorprendere più di tanto perché non vanno dimenticate le sagge parole di André Barbault: “Fino ad oggi, non vi è alcun elemento qualitativo o quantitativo che permetta di determinare la soglia tra la potenzialità dell’essere e l’attuazione di tale potenzialità”. Un tale equilibrio di giudizio è alla base di ogni interpretazione e diagnosi, non soltanto astrologica; anche il medico, davanti a un malato grave, può solo fare una ragionevole ipotesi di evoluzione letale ma non può garantirla; e persino un evento banale come un’estrazione di un dente alcune volte può causare la morte del paziente. Vi siete mai chiesti perché? In ultimo si potrebbe avanzare un’altra obiezione: come mai fra i “normali” vi è una percentuale di individui che presentano questa configurazione senza essere diventati famosi nel bene o nel male come gli altri? A questa possibile domanda rispondo in due modi: il primo con le parole del Cristo “Non tutti i semi si mutano in alberi, non tutti i fiori producono frutti”, e il secondo, con quelle della scienza che, giusto alcuni mesi fa, è riuscita a ottenere la mappa completa del genoma umano. Nonostante questo grande successo essa ha dovuto convenire che tale scoperta segna la sconfitta del determinismo biologico. Nel senso che, se temiamo che la conoscenza del genoma venga sfruttata per clonarci e avere delle copie perfette, possiamo sfatare subito questo timore: il fisico Craig Venter, Presidente della Celera, società privata di studi genetici, ha categoricamente affermato: “Clonate finché vi pare, clonate pure, non sarete mai capaci di riprodurre la stessa persona”. Insomma noi non siamo soltanto il risultato dei geni e delle posizioni planetarie ma dell’ambiente e di quella piccola parte di libero arbitrio che può avversarle o assecondarle. Personaggi testati : 128 geni, 44 mistici, 49 criminali e 50 politici. BIBLIOGRAFIA ■ A. BARBAULT, J. CARTERET, Uranus-Neptune, Edit. Traditionnelles, 1981. ■ HADÈS, Pluton ou les grands mystères, Bussière, 1971. ■ Roberto Sicuteri, Astrologia e mito, Astrolabio, 1978. ■ A. VOLGUINE, Les significations des encadrements dans l’horoscope, Dervy, 1974. NOTE 1 A. VOLGUINE, Les significations des encadrements dans l’horoscope, Dervy-Livres, 1974. 2 ROBERTO SICUTERI, Astrologia e mito, Astrolabio, 1978.

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DANTE VALENTE

LA CULTURA ASTROLOGICA DELL’ARIOSTO L.A. 125-218

Nell’Orlando Furioso i riferimenti astrologici dell’Ariosto rivelano una conoscenza approfondita delle materia e una netta distinzione rispetto ad altre forme divinatorie * * * La grandezza dell’Ariosto non è stata ancora apprezzata appieno. Non solo fu probabilmente - l’ultimo grandissimo poeta della nostra letteratura, ma fu uno dei pochissimi poeti-musicisti, capaci cioè di limare ogni consonante, ogni vocale di un verso in modo che risultasse di una purezza assoluta, mozartiana. Basti pensare all’apertura festosa , da “Allegro con brio” dell’apertura … Le donne i cavallier, l’arme gli amori / le cortesie le audaci imprese io canto confrontata con l’inizio quasi annoiato della Gerusalemme liberata Canto l’armi pietose e il Capitano/ che il gran Sepolcro liberò di Cristo l’ammucchiata di erre impure nel secondo verso aggroviglia la frase e rallenta il ritmo.. E’ un’arte che a mio avviso trova paragoni solo in Dante (Bach) e nel bistrattato D’Annunzio (Debussy). Il verso acquista quindi le virtù della magia della parola, capace di incantare ! Come non bastasse, all’Ariosto dobbiamo anche il merito di aver approfondito l’astrologia, anche se alla corte Estense dell’epoca fosse quasi obbligatorio intendersene, vista la potente influenza ficiniana nella letteratura e in pittura (Schifanoia). Le citazioni astrologiche dell’Ariosto sono sempre corrette, e si intuisce che il Poeta conosce bene le differenze fra stelle fisse ed erranti, cosa sia il “polo” del cielo, “prendere il punto“ eccetera, come si può notare più avanti. Ma è ancor più consolante notare come l’Ariosto distingua sempre la nobiltà e la validità della nostra disciplina rispetto alle altre forme mantiche, per le quali non nasconde un certo disprezzo.

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Si può dire che in questo campo, almeno rispetto alla corte Estense, ci sia stato un regresso negli ultimi secoli! Eccovi alcuni frammenti indicativi : … A proposito della LUNA: … nel cerchio della luna a menar t’aggio che dei pianeti a noi piu’ prossima erra… (34,67) … O Santa dea che dagli antiqui nostri debitamente sei detta triforme ch’in cielo in terra e ne lo inferno mostri (Cinzia-cielo, Diana-terra, Ecate-inferi) l’alta bellezza tua sotto più forme (18,184) Quando Medoro prega la luna di illuminare il campo dei caduti per trovare il corpo del suo Re: … la Luna a quel pregar la nube aperse (o fosse caso o pur la tanta fede) bella come fu allor ch’ella s’offerse e nuda in braccio a Endimion si diede … ALTRI PIANETI … parte dormendo fin che ‘l giorno arrivi parte mirando ora Saturno e Giove Venere e Marte e gli altri erranti divi… … dopo una lunga aspettazion pur nacque in Oriente il disiato albore… (23,6) … vedeasi Jove e Mercurio facondo Venere e Marte che l’aveano sparto a man piene e spargean d’eterei fiori di dolce ambrosia e di celesti odori (46,92) (si noti Mercurio “facondo”, comunicativo, attributo specifico) e a proposito della formazione culturale del Cardinale Ippolito Di filosofi altrove e di poeti si vede in mezzo un’onorata squadra

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... quel gli dipinge il corso dei pianeti questi la terra, quello il ciel gli squadra questi meste elegie, quel versi lieti… (46,92) e a proposito di un giudice che si rivolge all’astrologo sospettando il tradimento della moglie: … Colui da prieghi vinto tolle il punto il ciel figura come par che stia … (43,87) (sottile allusione ai dubbi di Copernico che studiò a Ferrara…) … per tutti i segni il Sol prima si volse (passò un anno) ch’al giudice licenzia fosse data al fin tornò, ma pien di gran sospetto per quel che già l’astrologo avea detto... il sito figurò colui del polo e a tutti i pianeti il luogo diede poi rispose che quel ch’avea temuto come predetto fu, gli era avvenuto … E’ questo, quel che l’osservate stelle le sacre fibre e gli accoppiati punti responsi, augùri, sogni e tutte quelle sorti, ove ho troppo i miei studi consunti… … Non con spirti constretti tali incanti ne’ con osservazion di stelle fanno, ma con simulazion, menzogne e frodi legano i cor d’indissolubil nodi … (8,1) O città bene aventurosa (disse) [allude a Ferrara] di cui già Malagigi mio cugino contemplando le stelle erranti e fisse e costringendo alcun spirto indovino nei secoli futuri mi predisse … Non strettamente astrologiche, ma cariche dell’incanto del passaggio del Sole all’Ascendente o al discendente sono le geniali e sfolgoranti descrizioni di albe e tramonti: … passò il Bondeno, e già il color cilestro si vedea in Oriente venir manco

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che votando di fior tutto il canestro l’Aurora vi facea vermiglio e bianco … (43,54) Poscia che il Sole incoronato del mare usci’ di luminosi rai … (31,36) … E lo facea; se non tosto ch’al Sole la vaga Aurora fe’ l’usata scorta… (30,43) … passa la notte; e Febo il capo biondo traeva dal mare, e dava luce al mondo … (25,44) … già avea attuffato le dorate ruote il Sol ne la marina d’occidente … (25,18) … e v’arrivai che non era la luce del sole ascosa ancor ne la marina (25,52) … e posò fin ch’un nembo rosso e bianco di fiori sparse le contrade liete del lucido Oriente d’ogni intorno et indi uscì de l’aureo albergo il giorno … (25,93) … ma poi che’sol, lasciando il mondo fosco alla nutrice antiqua fe’ ritorno (Teti) et orsi e capre e serpi senza tosco (le costellazioni, non velenose) e l’altre fere ebbeno il cielo adorno che state erano ascose al maggior lampo (il Sole) mosse Rinaldo al taciturno campo… (31,50)

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GIUSEPPE BEZZA

L’ORRORE DEL MUTAMENTO CONSIDERAZIONI SUI SEGNI SOLIDI Testo letto al Congresso “La Croix des Signes Fixes” tenutosi a Parigi il 27 marzo 2000 al Palais des Congrès e pubblicato sul n. 1 di Phos.

L.A. 125-223

Quando ci indigniamo per l’ostilità del mondo accademico, dimentichiamo che non è il caso di Giuseppe Bezza, un vero “Sophos” moderno, richiesto e ambito da Riviste qualificate, da Radio Tre, da l’Ecole des hautes études di Parigi ecc.. Gli siamo tutti grati per aver rinnovato le emozioni “visive” suscitate dai pianeti e le analisi temporali degli antichi, alla base di ogni deduzione. E’ il Presidente dell’associazione “ Cieloeterra”, che aduna i cultori dell’Astrologia classica I segni dello zodiaco hanno diverse denominazioni in accordo alle diverse nature che gli astrologi hanno riconosciuto in loro. Queste nature o sono per sé o sono in rapporto ad altro: le prime dipendono unicamente dal moto dello zodiaco, le seconde dalle relazioni che con i segni hanno i due luminari e i cinque astri erranti. La prima divisione dei segni per sé è quella che Tolemeo ricorda in quadr. I, 11 e costituisce la loro prima denominazione qualitativa: i segni sono distinti in mobili, solidi, bicorporei. Ad essa seguirà la divisione per genere, maschile e femminile. Questa prima divisione dei segni è in primo luogo una distinzione qualitativa del tempo, di cui lo zodiaco vuole essere misura; ma in secondo luogo può essere assunta come una differenziazione qualitativa delle diverse parti dello zodiaco. D’altro canto, circa tre secoli prima dell’evidenza di una letteratura astrologica erudita e matematicamente fondata, abbiamo testimonianza dell’uso dei segni zodiacali come misura temporale nei parapegmata di Metone ed Euctemone. Diviso l’anno in quattro parti secondo i solstizi e gli equinozi, ciascuna di esse deve avere un proprio, distintivo temperamento. Questo temperamento, poiché è generato nel tempo, deve avere un’insorgenza e una dissoluzione e, tra questi due estremi, vi ha da essere necessariamente un medio che costituisca l’espressione che meglio conviene alla semplicità del temperamento medesimo. Bisogna notare che delle due divisioni primarie, quella che dipende da qualco-

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sa che è altro da sé costituisce la parte più tecnica dell’arte astrologica e può non essere accolta da tutti gli uomini di scienza, non da tutti i filosofi. Per questo motivo, Keplero, ad esempio, e Placido Titi la rifiutarono a loro tempo. Al contrario, la divisione che si fonda su distinzioni qualitative del tempo non abbisogna di argomentazioni inerenti alla tecnica astrologica. Per questo motivo fu generalmente accettata anche al di fuori dell’ambito astrologico. Una compilazione medica di ispirazione pitagorica dice che la parte mediana di ogni stagione esprime il temperamento più puro (την ειλικρινηστατην... κρασιν)1 e negli scholia agli Aratea di Germanico, che non è un testo astrologico, possiamo leggere la definizione del to poion, delle nature effettrici di questi diversi temperamenti dei segni: i segni tropici presiedono alle terre straniere e presentano di volta in volta impulsi e propositi affatto diversi; i segni biformi significano la ripetizione di ogni cosa generata e talora ritardi e rinvii; i solidi portano a compimento con energia e con ardore e conducono all’esito ogni cosa, sia prospera od avversa, secondo che sono osservati da stelle giovevoli o contrarie.2 Sappiamo che i segni dello zodiaco hanno ricevuto un gran numero di denominazioni: nella letteratura di lingua greca se ne contano diverse centinaia. Ogni denominazione rivela un particolare comportamento o modo d’essere; e può riferirsi al segno matematico e immateriale (δωδεκατηµοριον), al segno materiale composto di stelle e di figure (ειδωλον, ζωδιον), al segno in quanto espressione di una natura elementare (στοιχειον) e, infine, alla natura che il segno assume per il suo rapporto con i pianeti. Di tutte queste denominazioni, quelle che rilevano dal tempo, le sole che qui ci interessano, appartengono al primo tipo e il loro comportamento è descritto nel capitolo del quadr. ove Tolemeo tratta dell’animo umano. Per comprendere questo capitolo è necessario riandare alla teoria greca dell’anima o, meglio, a quanto Tolemeo recepisce di questa teoria. Nel Manuale di armonia, Tolemeo propone due distinzioni tripartite dell’anima, la prima delle quali è aristotelica e può essere definita, secondo Alessandro d’Afrodisia, nel modo seguente: – nutritiva o sensitiva – vegetativa o appetitiva – razionale o intellettiva La prima comprende le facoltà proprie della pianta, la seconda quelle che sono proprie dell’animale, la terza concerne quelle sole che sono dell’essere umano. Ora, le facoltà dell’anima devono essere pari in numero agli accordi consonanti, quali sono codificati dalle leggi dell’armonia, in modo che le facoltà delle funzioni inferiori, essendo parziali, corrispondano alle specie degli accordi parziali, ovvero di quarta e di quinta. Vi è quindi un intimo rapporto, secondo il matematico alessandrino, tra gli intervalli consonanti e le parti dell’anima: l’ottava si accorda alla funeione razionale dell’animo, giacché in entrambe vi è il semplice, l’uguale, l’indiviso; la quinta alla facoltà sensitiva, la quarta alla facoltà vegetativa. Queste analogie sono poste da Tolemeo nel modo che segue: Tre sono le parti principali dell’animo: l’intellettiva, la sensitiva, la vegetativa e

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tre sono i primi intervalli omofoni e consonanti: l’ottava omofona e la quinta e la quarta consonanti. Ora, l’ottava si accorda alla facoltà intellettiva, poiché in entrambe vi è soprattutto il semplice, l’uguale e l’indiviso, la quinta alla facoltà sensitiva, la quarta alla facoltà vegetativa. Invero, la quinta è più prossima all’ottava che non la quarta, in quanto più consonante, poiché il suo eccesso la rende più vicina all’uguaglianza ed inoltre la facoltà sensitiva è più vicina all’intellettiva che non la vegetativa, in quanto partecipa in qualche modo della sensazione. Infatti, dove vi è essere non sempre vi è sensazione, ove vi è sensazione non sempre vi è intelletto. Al contrario, ove vi è sensazione vi è anche essere, ove vi è intelletto vi è anche sensazione ed essere. Allo stesso modo, dove vi è la quarta non vi è la quinta, né laddove è la quinta vi è l’ottava; al contrario, dove vi è la quinta, sempre vi è anche la quarta e dove vi è l’ottava sempre vi è anche la quinta e la quarta, perché le une sono proprie di commistioni e modulazioni imperfette, le altre delle perfette.3 Ove vi è essere non sempre vi è sensazione, ove vi è sensazione non sempre vi è intelletto, ovvero: la perfezione dell’essere richiede la specificità della causa agente, mentre l’universalità della causa agente porta alla generazione di esseri semplici e indifferenziati. L’essere è quindi la condizione primaria del vivere, la più semplice e l’operazione dei cieli che deve rispondere ad essa deve essere universale ed indifferenziata. Secondo una concezione diffusa nel Medioevo, si stimava che, per il tramite del moto della sfera più esterna, il primo mobile, il corpo ricevesse l’anima vegetativa e per il concorso del moto dell’ottava sfera accogliesse in sé le funzioni dell’anima sensitiva. Queste opinioni sono condannate da s. Tommaso 4 e tuttavia saranno riprese in modo positivo fino al XVII secolo.5 Si tratta tuttavia di una concezione che non è estranea alla tripartizione tolemaica dell’animo in questo: il cerchio che, nel suo moto, genera distinzioni qualitative parziali, non può che generare le funzioni inferiori dell’animo. E questo cerchio è il primo mobile, che trascina lo zodiaco nella sua rotazione annua e diurna. Sempre nel Manuale di armonia, Tolemeo dice che questo cerchio si muove secondo un ritmo ternario, in accordo all’anima vegetativa e secondo un ritmo quaternario, in accordo all’anima sensitiva. In effetti, da null’altro le dodici parti dello zodiaco hanno ricevuto le loro qualità, se non per il tramite degli intervalli di quarta e di quinta: tramite l’intervallo di quarta i segni sono distinti in mobili, solidi e bicorporei, tramite l’intervallo di quinta in segni elementati: ignei, terrei, aerei e acquei. Pertanto, e questa è la prima conclusione, le funzioni dell’anima vegetativa possiedono tre facoltà, uguali in numero alla prima distinzione qualitativa dei segni: la facoltà del crescere, dell’esercitare forza e vigore, di declinare e decrescere. Per contro, le funzioni dell’anima sensitiva possiedono quattro facoltà, uguali in numero alla seconda distinzione qualitativa dei segni: la vista, l’odorato, il gusto (essendo il tatto riconosciuto da Tolemeo comune a tutti i sensi). Queste ultime facoltà giungono al loro compimento, per usare un’espressione medievale, nell’ elementatio naturæ, poiché la vista risponde al fuoco, l’udito all’aria e all’odorato, al gusto, al tatto l’acqua e la terra.6

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Crescita, vigore, declino sono pertanto qualità dei segni dello zodiaco in ciascuna delle quattro parti dell’anno: il crescere è proprio del segno tropico, che dà inizio al tempo nuovo, il vigore del solido, che questo tempo conferma, il declinare del bicorporeo, che è così definito poiché già partecipa del tempo futuro. Il loro significato proprio è concisamente definito da Leopoldo: “I segni tropici significano la rapidità, i solidi la stabilità, i bicorporei l’alterazione”.7 In effetti Tolemeo mostra la diversa natura di questi segni (come pure di quelli distinti per genere) in virtù del moto del Sole: “Questi segni presero nome dall’evento che in essi si produce”,8 e Ibn Ridwan insiste su questo punto: Noi possiamo sapere le virtù dei segni solo grazie al mutamento che il Sole opera in essi. Da questa premessa, ne trae una conclusione: “I segni non hanno per sé alcun effetto naturale, ma il loro effetto consiste nel mutamento che la virtù del Sole opera in essi e inoltre dalla virtù delle altre stelle quando li attraversano. I segni, pertanto, ci appaiono come materia, le stelle come forma”.9 Al modo medesimo di Tolemeo, Alcabizio nel suo Introductorium e AbuMa’sar descrivono la natura di questi segni: il Sole nei tropici manifesta il mutamento del tempo (intiqal az-zaman) e i segni tropici sono così chiamati (munqalabah) poiché in essi vi è il mutare, il trasformare (qalaba); i segni solidi manifestano la forza del tempo (quwwa az-zaman).10 A questa separazione tra influsso indifferenziato e universale e influsso specifico conviene la distinzione primaria, nell’astronomia medievale, tra orbis totalis e orbis partialis: la prima è ogni orbita concentrica che ha per centro il centro della Terra (centrum mundi), la seconda ogni orbita eccentrica il cui centro è un punto geometrico che non coincide con il centro della Terra. Orbes partiales sono tutte le sfere planetarie, gli eccentrici e gli epicicli, mentre l’orbis totalis per eccellenza è il primum mobile.11 Nel medioevo molti ritennero che in virtù del moto della sfera più esterna, il primum mobile, il corpo assumesse l’anima vegetativa, mentre con il concorso del moto dell’ottava sfera giungessero al corpo le facoltà dell’anima sensitiva. Questa opinione è rifiutata da s. Tommaso 12 e nondimeno viene ricordata positivamente fino al XVII secolo.13 Questa concezione non è tuttavia estranea alla tripartizione tolemaica dell’anima in questo: i moti più semplici devono convenire con le parti più basse dell’anima. Dice inoltre Tolemeo che questi moti presentano un ritmo ternario nell’anima vegetativa, un ritmo quaternario nell’anima sensitiva. Vi sono pertanto tre facoltà per l’anima vegetativa: il crescere, il vigore e il declinare e quattro per l’anima sensitiva: vista, udito, olfatto, gusto (il tatto a tutti i sensi essendo comune). Queste ultime facoltà si realizzano nell’elementatio naturae, poiché all’udito risponde l’aria, alla vista il fuoco, all’olfatto, il gusto e al tatto l’acqua e la terra.14 Quanto alle prime, si esprimono nel moto più semplice, che tutti gli altri moti comprende ed abbraccia: un moto che deve essere percepibile ai sensi, definibile per misura e per qualità, come è dei periodi naturali del tempo: l’anno e il giorno. Sono inoltre qualità delle case della figura astronomica in ciascuno dei quattro quadranti e del ciclo sinodico lunare, come si può evincere dal capitolo del quadr.

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che tratta dei segni maschili e femminili.15 Questo significa, ed è qui una prima conclusione, che le facoltà dell’anima vegetativa abitano nei periodi naturali del tempo e si muovono in essi non secondo un modo continuo, ma diastematico, secondo gli intervalli propri dell’accordo di quarta. Ne consegue che il corpo stesso, qualora lo volessimo dividere in tre parti, potrà adattarsi a questa tripartizione dei segni. Ai segni tropici il limite esterno delle membra: la cute e l’epidermide e le parti carnose, onde Tolemeo 16 dichiara che le malattie della pelle nascono massimamente quando la Luna si muove nei segni solstiziali ed equinoziali; ai solidi le parti più solide e dure, quali sono le ossa ed essi sono invero concausa delle gibbosità, claudicazioni, lussazioni e fratture; ai bicorporei, infine, le parti più minute, quali le vene e i nervi e lo scorrere stesso degli umori, che sono sottili e assumono varii stati; e vediamo ai bicorporei essere riferite affezioni quali la chiragra e la podagra. Questa tripartizione dei segni è elencata da Serapione di Alessandria nell’equazione: bicorporea = nervosa, tropica = carnosa, ossea = solida.17 Nel giudizio che Tolemeo dà di questa triplice natura dei segni in connessione ai moti dell’anima, egli esprime virtù che son proprie dell’animo umano, non dell’animale o della pianta. In altre parole, egli moralizza le facoltà dell’anima vegetativa ed esse risultano essere virtù, che nel Manuale di armonia aveva descritto nella triade: temperanza, continenza, pudore. In generale, i segni tropici rendono gli animi acconci a trattare le pubbliche faccende, desiderosi degli uffici civili ed inoltre ambiziosi, dediti al culto, ingegnosi, solerti, indagatori, atti alla ricerca, abili al congetturare e divinatori ed astronomi. I segni bicorporei rendono gli animi multiformi, mutevoli, difficili a conoscere, instabili, che mutano volentieri proposito, doppi, sensuali, versatili, amanti della musica, tardi, di pronta percezione, inclini al rimpianto e al malcontento. I segni solidi rendono gli animi giusti, alieni dall’adulazione, costanti, coerenti, atti a intendere bene e prontamente, tolleranti, laboriosi, rigidi, moderati, memori delle ingiurie subite, solleciti nel compiere, contenziosi, ambiziosi, sediziosi, avidi, duri, inflessibili. Tutte le analoghe definizioni delle qualità effettrici di questi segni, delle quali la letteratura astrologica è ricchissima, non seguono di norma un’esposizione secondo la loro successione temporale, ma danno prima gli estremi, quindi il medio. Questa qualità media è bene espressa dal segno solido e, nei giudizi che sono riferiti alle iniziative, la loro facoltà propria, che è del mantenere e dell’esprimere con forza, è assai più evidente. Citiamo ad esempio dalla compilazione sui segni tropici, solidi, bicorporei ascritta ad Orfeo, e che dovrebbe verisimilmente essere posta sotto la paternità di Teofilo di Edessa: Quattro sono i segni solidi: Toro, Leone, Scorpione, Acquario. Nei segni solidi i possedimenti e gli acquisti sono sicuri. In segno solido devi prender moglie e la sua dote. Nei segni solidi devi dare alla luce il risultato dei tuoi lavori, si compiono infatti i propositi. Certa nei segni solidi è la separazione dalle donne, chi fugge non farà ritorno, né il ladro verrà trovato a tempo e la partenza dal proprio paese è cosa sicura. Chi diviene ostile nei segni solidi, si riconcilierà tardi. Nei segni solidi la sen-

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tenza è certa e i giusti non si ribellano. Perniciosa è la malattia nei segni solidi: o porta la morte o allunga il morbo, se non termina entro sette giorni. Infausti sono i ceppi nel segno solido, poiché chi si è adirato non muta sentimento. Se qualcuno vorrà offrire denaro nei segni solidi, non lo darà. Nei segni solidi si dia inizio a intrattenimenti virtuosi, alla musica. È conveniente nei segni solidi scrivere contratti, poiché le scritture saranno oneste. Chi serve come soldato nei segni solidi, rimarrà assolutamente nella propria milizia e non passerà sotto un altro generale. Nei segni solidi si deve dare inizio a celebrazioni, danze e ad ogni cosa opportuna e vantaggiosa, allo stesso modo che nei tropici si deve cominciare quanto è incommodo e ordinario, giacché ciò che nasce nei solidi permane stabile e nei tropici è soggetto a mutamento. Queste cose significano i predetti segni quando sorgono e quando contengono la Luna.18 Il segno solido è detto in greco stereon, che esprime l’idea di solidità, compattezza e durezza ed ha pertanto l’accezione morale di robusto, vigoroso, energico ed altresì di rigido e crudele. Nell’astrologia indiana il termine fu tradotto con l’equivalente sthira, che ha come significati metaforici “ciò che è privo di dubbio e quindi certo, fedele”.19 Più raramente troviamo il termine dhruva, la cui accezione prima è “ciò che è fisso, immobile” ed è anche il nome della stella polare e del polo celeste medesimo. Nell’astrologia di lingua latina viene reso con solidum, onde lo possiamo considerare termine tecnico del lessico astrologico. Soltanto a partire dal medioevo troviamo l’aggettivo fixum, che è un calco dall’arabo thâbit, che proviene non già dall’accezione prima del termine arabo, ma dalla denominazione delle stelle fisse in arabo: al-kawâkib al-thâbitât. In arabo, il termine thâbit ha una grande ricchezza di accezioni, che convengono al significato medesimo che la letteratura astrologica ha assegnato ai segni solidi. Esso significa ciò che è stabilito, fermo, costante e significa l’uomo che ha sangue freddo, che si muove di un passo fermo. Thâbit è aggettivo verbale di thabata, che significa il perseverare in una cosa, consolidare, resistere a qualcuno e lottare contro qualcuno. Ed altresì: stabilirsi, fissarsi da qualche parte, l’agire con lentezza, ma altresì l’effettuare, il compiere una cosa. Ed ancora: l’essere legato, attaccato a qualcosa, l’avere pazienza, longanimità, il trovare che qualcosa è buona e vera. D’altro canto, thabt è la fermezza di cuore e athbât sono gli uomini sicuri, sui quali si può contare. Possiamo infine notare che la caratteristica dei segni solidi di rifuggire dall’adulazione trova un perfetto riscontro nel termine istithbât, che viene pur sempre da thabata e denota la figura retorica che consiste in ciò che sembra esser detto a mo’ di rimprovero e che contiene in realtà un elogio. Si deve osservare che l’accezione di “certo” e di “vero” che troviamo espresse nell’accezione stessa del segno solido, è sovente affermata nei testi astrologici. Degli undici modi che certificano il prodursi degli eventi, il nono, scrive Demofilo, è l’essere i pianeti in segno solido, giacché allora i benefici consolidano (stereousi) il bene, i malefici il male.20 Di nuovo, sovente leggiamo che la Luna e l’oroscopo in segni solidi fanno le cose certe, nei bicorporei le probabili, nei tropici le mutevoli e volubili.21 Da quanto detto, appare che i giudizi connessi ai segni solidi, come pure ai

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tropici e ai bicorporei, rilevano da una stretta analogia col significato primo di questa tripartizione dei segni. Non è sempre così per l’insieme della letteratura apotelesmatica relativa ai segni dello zodiaco. Si mantiene stretta analogia col significato primo quando si dice che i segni maschili convengono agli uomini, i femminili alle donne. L’analogia passa attraverso una metafora quando viene detto che i segni afoni convengono alla riservatezza, gli impudichi al perdersi d’animo,22 i mutilati a quanto avviene per rapina o alle azioni condivise, quelli che hanno abbondante seme o scarso o nullo ai clienti degli avvocati, ai discepoli, quelli che hanno corna ai comandanti militari e ai pugili.23 Si passa infine al contrasto quando si dice che i segni afoni convengono ai suonatori di tromba e di flauto.24 Vi è poi da notare che questa tripartizione dei segni è iscritta in un decorso temporale, esprime qualcosa rispetto al tempo degli eventi: l’opinione comune vuole che i segni tropici significhino i giorni, i bicorporei i mesi, i solidi gli anni.25 Infine, poiché la formulazione del giudizio astrologico non dipende da un solo criterio, ma da molti, non solo la mobilità o la solidità del segno danno la natura dell’evento. Dice ad esempio Sahl ibn Bisr che di tutti i segni tropici i più mobili sono l’Ariete e il Cancro, tra quelli solidi il Leone è il più solido, lo Scorpione il meno solido.26 Occorre poi notare in quali parti dei segni si trovano gli astri significanti l’evento. Scrive infatti Giuliano di Laodicea: «Occorre rivolgere l’attenzione anche ai confini ovvero ai loro signori e combinarli nel giudizio complessivo. Portiamo ad esempio un solo caso: sia la considerazione riguardo a segni tropici, diciamo pertanto che vi è un mutamento; ma nei confini di Saturno con lentezza, in quelli di Giove o di Mercurio dopo poco tempo, in quelli di Marte inaspettatamente e all’improvviso, in quelli di Venere non senza scoramento; e se i signori sono in segni o confini solidi o stazionano, ciò conviene alla lentezza, se in tropici o se non stazionano alla rapidità».27 Si deve quindi considerare la disposizione degli astri nel suo complesso. In questo modo, da una natura semplice e indivisibile, il cui effetto pertanto permane, si giunge alla determinazione di un evento mediante la commistione di tutti i fattori concorrenti. I limiti di questa relazione non consentono di proseguire con riflessioni ulteriori. Ma, poiché i segni tropici, solidi e biformi rilevano dalla ciclicità del tempo e ne dimostrano la scansione, qualcuno potrebbe chiedersi: Se l’uomo necessita, nell’anima e nel corpo, continuità e stabilità, stati connessi alla semplicità e all’integrità dell’essere, non possono i segni solidi significxare qualcosa di più nell’essere umano e nel suo destino? Bisognerebbe forse porsi prima un’altra domanda: perché AbuMa’sar, nel Kitâb al-mudh“al al-saghir, dà alla sorte di Venere una denominazione particolare, sahm al-t–abât, sorte della permanenza, la pars stabilitatis o pars durationis del Medioevo latino?

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NOTE 1 Cfr. A. DELATTE, Etudes sur la littérature pythagoricienne, Paris 1915, pag. 185. 2 I.TH. BUHLE, Arati Solensis Phaenomena et Diosemeia… Scholia vetera quae supersunt ad Germanici Caesari prognostica, Lipsiae 1801, II, pag. 110. 3 Die Harmonielehre des Klaudios Ptolemaios, a cura di I. DÜRING, Göteborgs Högskolas Årsskrift n. 35, 1930, III, 5. 4 Summa Theologiæ, I, 76, 7, c. 5 Cfr. ANDREA ARGOLI, De Diebus Criticis et Aegrorum decubitu libri duo, Patavii 1639, pag. 4. 6 Cfr. CL. PTOLEMÆUS, De iudicandi facultate et animi principatu, ed. Fr. Lammert, Lipsiæ 1961, pagg. 19ss. 7 Compilatio Leopoldi ducatus Austrie filii de astrorum scientia…, IV, 1. 8 Quadr. II, 11. 9 Liber quadripartiti Ptholemei…, Venetiis 1493, cc. 19rb. 10 ABUMAS’AR AL-BALHI, Liber Introductorii maioris ad scientiam judiciorum astrorum (II, 7), éd. R. Lemay, Napoli 1995, II, pag. 128,335. 11 Cfr. P. D’AILLY, XIV Quaestiones… Quaestio XIII, Venetiis 1531 cc. 163v. 12 Summa Theologiae, I, 76, 7, c. 13 Cfr. ANDREA ARGOLI, De Diebus Criticis et de Aegrorum decubitu libri duo, Patavii 1639, pag. 4. 14 Cfr. PTOLEMAEUS, De iudicandi facultate et animi principatu, ed. Fr. Lammert, Lipsiae 1961, pagg. 19ss. 15 Cfr. il commento di ALI IBN RIDWAN (Liber quadripartiti Ptholemei…, op. cit., cc. 19vb) e JOHN OF ESHENDEN, Summa astrologiae iudicialis de accidentibus mundi…, Venetiis 1489, cc. 41ra. 16 Quadr. III, 12. 17 Catalogus Codicum Astrologorum Graecorum (CCAG) V/3 pag. 97,10. 18 Orfeo intorno ai dodici tropi: dei segni che sorgono all’oroscopo, in: Catalogus Codicum Astrologorum Græcorum (Codices rossici) XII, Bruxelles 1936, pagg. 158-161, che dà la trascrizione del ms. Cod. Bibl. Publ. Græc. 575, Mosca. Questi pronostici furono pubblicati da O. KERN, Orphicorum Fragmenta, Berolini 1922, pag. 293, che li ritenne una parte del poema perduto “sulle iniziative (peri katarcwn). Il ms. russo ci riporta una stesura più ampia di quella accolta da Kern. 19 Cfr. VARÂHAMIHIRA, Brihajâtaka I, 11; Laghujâtaka I, 8. 20 CCAG V/4, pag. 227,10. 21 Cfr. Hephaestio III, 11; ed. D. Pingree pag. 267,5. 22 GIULIANO DI LAODICEA, CCAG V/1, pagg. 187-188. 23 Cfr. Marcianus gr. 324 fo. 144r, Parisinus gr. 2501 fo. 196r, Laurentianus 28,13 fo. 214r. 24 GIULIANO DI LAODICEA, ibid. 25 Cfr. ad esempio Parisinus gr. 2425 fo. 50r, cap. 63; Parisinus gr. 2506 fo. 41r, cap. 62; Marcianus gr. 334 fo. 80, cap. 97; Marcianus gr. 335 fo. 184, cap. 259. 26 Introductorium de principiis iudiciorum Zahelis Ysmaelitae, in: Liber quadripartiti Ptholemei…, cit., cc. 138vb. 27 CCAG V/1, pag. 191,11.

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Argomento

MARIO COSTANTINO

MATRIMONIO E FIGLI SECONDO L’ASTROLOGIA CLASSICA PARTE SECONDA

L.A. 125-225

Introduzione Riprendiamo la trattazione sulle unioni, uno degli argomenti più interessanti della dottrina classica, riepilogando brevemente il modo d’indagine descritto nella prima parte. Il metodo esposto si riferisce in larga parte a quanto indicato da Tolemeo e Doroteo. Tolemeo1 nell’argomento del matrimonio trae dei giudizi osservando principalmente la Luna in tema maschile, sia rispetto alla sua rivoluzione sinodica sia rispetto all’orizzonte, ed il Sole in tema femminile, osservando in particolare i pianeti mattutini rispetto al Sole.2 Doroteo3 e gli astrologi arabi, per l’uomo e per la donna, osservano prima…Michelangelo la Creazione, dettaglio riamente la condizione di Venere e traggono i giudizi principalmente dai signori della triplicità di Venere. In questo rispettando il principio della fazione, dell’hairesis, dove il primo signore della triplicità,4 che risponde al tempo della nascita, diurna o notturna, governa la prima parte della vita, il secondo signore ne governa la seconda parte.5 Nella pratica, la maggiore efficacia di interpretazione per rispondere ai principali quesiti: la presenza o meno e quando (il presto o il tardi) il matrimonio si realizza, della felicità o meno dell’unione e della sua durata; si ottiene integrando il metodo di Tolemeo con quello di Doroteo e degli arabi. Per questo motivo, osserveremo, sia per l’uomo che per la donna, i luminari, Venere e i signori della triplicità di Venere. Secondariamente, le sorti6 dei luminari (Tyche e Daimon) e la sorte delle Nozze e dei Figli. Anche per questo secondo esempio, maggiormente complesso rispetto al precedente, riferiremo l’indagine all’epoca del matrimonio e della nascita dei figli. E’ il caso di una donna che si è sposata e che ha avuto due bambini. Una prima bimba nata prematura, di circa sei mesi, con una situazione di pericolo per la vita della figlia e della madre; un secondo figlio che nasce dopo otto mesi di gestazione.

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2° ESEMPIO R.C. è nata a Bari il 5.2.1964 alle ore 1,45 di fuso. Laureata in lettere, ha insegnato per vari anni in istituti scolastici privati. Attualmente ha ripreso, dopo le recenti maternità, l’insegnamento in una scuola materna. Nel tema individuale osserviamo una figura di quadrato tra Luna e Sole in cui il Sole tiene sotto di sé Marte e Saturno. Allo stesso tempo, Venere realizza un preciso trigono con la Luna (figura nel mondo) in cui Venere è in casa angolare, visibile, vespertina in nascita notturna, nel segno della sua esaltazione.7 Giove testimonia 8 il Sole, Marte e Saturno. La sorte di fortuna è al fondocielo unita a Venere ed in trigono alla Luna. Mercurio è mattutino,9 visibile, in levata eliaca,10 è il signore del mediocielo e testimonia il culmine dalla seconda casa. Nel tema di nascita Venere e Giove sono forti e compensano aspetti non favorevoli indicati da Marte e da Saturno. Nel tema individuale vi sono diverse delle condizioni richieste nello schema teorico contenuto nel precedente articolo.11 Vi è la figura tra i luminari (anche se è un quadrato); Venere è angolare ed efficacissima ed è al tempo stesso trigonocratore di se stessa (per il segno dei Pesci); inoltre, la Luna è con la sorte delle Nozze e si applica al trigono di Tyche e di Venere. Dal complesso della figura diciamo che vi è una forte natura affettiva ed un istinto materno che ricercano una saturazione e quindi ipotizziamo che vi sarà il matrimonio e dei figli. Trattandosi di nascita notturna la Luna è il luminare del tempo e qui si trova nella dodicesima Casa, in segno solido (fisso) e d’acqua, lo Scorpione. Rispetto al Sole, Mercurio è mattutino e nella fase di levata eliaca (arcus visionis –13,08), è il signore ed è configurato al culmine (per la Vergine), è in esagono a Luna (nel mondo) e Venere e rappresenta delle caratteristiche mercuriali del coniuge. Venere è vespertina, quindi nella propria hairesis, visibile, posta in casa quarta (è in quadrante vespertino rispetto al Sole e ritarda l’epoca del matrimonio), in segno di esaltazione, è unita a tyche, testimonia la Luna calante e Mercurio. I signori della triplicità di Venere sono Marte e Venere stessa. Negli eventi, la circostanza che Marte, primo trigonocratore di Venere per nascita notturna, sia combusto, conferma una prima fase di vita in cui la persona può vivere situazioni confuse o che non giungono ad un compimento, alcune esperienze che non sono pienamente gratificanti e dove si devono comprendere meglio alcune istanze personali ed elaborare la forte sensibilità personale. La Luna nella sua corsa nel segno in cui è alla nascita, si applica al trigono della sorte di fortuna, all’unione della sorte delle Nozze, al quadrato del Sole, di Marte e Saturno, infine all’esagono di Mercurio ed al trigono di Venere. L’esame potrebbe essere maggiormente articolato ma, diciamo solo che dopo alcune esperienze non soddisfacenti la persona giunge alla realizzazione affettiva, al matrimonio ed alla procreazione di figli.

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Argomento

Sole Luna Saturno Giove Marte Venere Mercurio

Latitudini

declinazioni

distanza oraria

– +4.55 –1.20 –1.16 –1.08 –0.94 –0.28

–16.27 –10.43 –14.50 + 5.01 –16.49 – 3.64 –21.92

1.41 4.20 0.88 2.27 1.24 0.75 2.63

Argomento

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Dei tempi futuri Per l’epoca del matrimonio nel moto delle direzioni primarie12 ci si devono aspettare degli aspetti della Luna e di Venere, eventualmente di Giove, della sorte delle Nozze e figure – nel moto orario diurno – al mediocielo ed al discendente. A questo scopo proponiamo la figura di direzione (arco di direzione 33,07) calcolata per il 30/7/1998, data del matrimonio di R.C., in cui vengono mostrati i soli elementi attinenti l’evento del matrimonio. Nel cerchio interno indichiamo le direzioni nel moto

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Argomento

diurno, nel cerchio esterno le direzioni nel moto zodiacale, da osservare entrambe.13 Venere diretta (DH 1,38) e Tyche diretta (DH 1,50) giungono all’unione del Sole di nascita (DH 1,41); nel contempo, il Sole diretto (23°06’ Pesci) giunge al grado zodiacale di Venere di nascita (22°59’ Pesci); Giove diretto (16°05’ Toro) è ancora nel quadrato del Sole di nascita (15°14’ Acquario); Giove diretto (DH 0,05) si oppone al mediocielo di nascita; Mercurio diretto (DH 4,43) giunge all’equidistanza della sorte delle Nozze di nascita (DH 4,37); Daimon diretto (DH 2,85) è giunto all’equidistanza della sorte dei Figli di nascita (DH 2,85).

Oroscopo Mediocielo Sole Luna Saturno Giove Marte Venere Mercurio Fortuna Daimon

Confini 14

Declinazioni

Distanza oraria

Saturno Giove Marte Giove Giove Giove Marte Saturno Saturno Marte Mercurio

–23.30 –06.58 –02.74 –21.36 +00.96 +16.66 –01.47 +10.54 –11.79 +08.76 –04.24

3.31 1.74 2.81 0.05 3.13 1.39 4.43 1.50 2.85

Per l’esame dei figli15 le Case del tema di nascita da osservare sono la decima e l’undicesima, secondariamente la quarta e la quinta Casa. In questa natività Venere è nel quarto luogo, Giove è nel quinto luogo. Il primo pianeta significatore dei figli qui è Venere per la chiara condizione vespertina, l’angolarità, l’accrescimento del moto, la visibilità, l’essere in segno umido. Osserveremo anche Giove per il fatto di essere vespertino e nel quinto luogo. Proseguiamo quindi l’indagine per la nascita dei due figli. La prima figlia nasce il 23/11/1998 dopo sei mesi dal concepimento e quindi in condizione prematura, tanto da far temere alla nascita un rischio di vita sia per la madre che per la piccola. Per questa circostanza, ci soffermiamo sull’esame dei luoghi vitali che per nascita notturna sono la Luna, il grado del plenilunio precedente e la sorte di fortuna tolemaica – che non muta tra il giorno e la notte, qui indicata come Daimon -. I luoghi vitali sono testimoniati sia dai malefici che dai benefici, dove i benefici, per la condizione di forza, proteggono efficacemente il bene della vita: Marte e Saturno si oppongono per segno al grado del plenilunio precedente; Venere testimonia fortemente la Luna e si oppone per segno a Daimon; Giove testimonia favorevolmente il grado del plenilunio. La Luna si applica ad entrambi i

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malefici i quali sono sotto i raggi del Sole. Marte risulta debole nella sua azione e testimonia la Luna essendone il signore, per cui indica un qualche danno ma la robustezza del corpo e delle caratteristiche del “temperamento”. Saturno è in un proprio segno e qui attribuisce qualcosa della sua natura al Sole (il padre, il partner). La forza dei benefici ed il complesso dei diritti e delle condizioni di Marte e Saturno in questo caso indicano robustezza e capacità di superare le avversità che riguardano anche il fisico. Data la condizione di rischio del primo parto osserveremo nei moti primi la sorte dei Figli 16 ed anche la sorte di Eros 17 che ha un particolare riferimento all’amore, ai desideri, alla vitalità fisica ed agli istinti. Nei moti di direzione (arco di direzione 33,37) per questa data Venere ed il Sole sono ancora uniti per corpo, sia nello zodiaco che nel moto diurno, come all’epoca del matrimonio a precisare che tali aspetti sono indicativi di entrambi gli eventi (matrimonio e prima gravidanza); Giove diretto è ancora opposto al mediocielo nonché quadrato al grado ascendente (corpo fisico); la sorte della Madre diretta (DH 0,40) giunge a Tyche di nascita (DH 0,39) ed all’equidistanza di Daimon (DH 0,39); la sorte dei Figli diretta (DH 0,25) forma un esagono con la Luna di nascita (DH 4,20); infine, Saturno diretto (DH 2,83) giunge sul luogo della sorte dei Figli di nascita (DH 2,85) mentre la sorte di Eros diretta (DH 2,85) si oppone alla sorte dei Figli di nascita (DH 2,85). Tra i principali aspetti di questo stesso periodo non vi sono figure dei malefici dal carattere nocivo ai luoghi vitali mentre Giove protegge il grado ascendente (corpo fisico) ed il mediocielo. In un certo senso, Giove inteso come medici e terapie, per la condizione di forza in natività e in rivoluzione, protegge sia la madre che il figlio pertanto il pericolo viene scongiurato.

Oroscopo Mediocielo Sole Luna Saturno Giove Marte Venere Mercurio Fortuna Dai mon

Confini

Declinazioni

Distanza oraria

Saturno Giove Marte Giove Giove Giove Marte Saturno Saturno Marte Mercurio

–23.31 –06.70 –02.60 –21.40 +01.09 +16.73 –01.34 +10.65 –11.66 +08.88 –04.37

3.32 1.72 2.83 0.07 3.14 1.40 4.44 1.52 2.87

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Argomento

Allo scopo di illustrare in modo completo la tecnica delle previsioni si propone anche la rivoluzione solare integrata dagli spazi di profezione18 (o perfezione) del periodo. Si tratta della figura stilata a Bari (lat. 41°07’; long. 16°53’) per il 4.02.1998 alle ore 6,36 T.U.

Argomento

Sole Luna Saturno Giove Marte Venere Mercurio

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latitudini

declinazioni

DH

– –4.88 –2.37 –0.87 –0.95 +7.21 –1.71

–16.26 +12.86 +03.99 –12.30 –09.53 –15.01 –21.24

5.39 1.67 3.80 5.81 5.50 3.05 4.72

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Argomento

Nell’ambito previsionale, il ciclo delle profezioni indica i pianeti della rivoluzione che hanno particolari diritti nel periodo e ci aiuta a capire se gli eventi indicati in direzione si realizzeranno proprio in quest’anno ed il modo, la qualità con cui questo avviene. In ogni rivoluzione annua si osservano sempre gli spazi di profezione dell’ascendente (oroscopo) - da cui traiamo i signori dell’Anno - e della Luna. Anche per l’argomento dei figli, oltre allo spazio di profezione dei Figli, osserveremo tali profezioni che sono fondamentali in un giudizio molto articolato che qui limitiamo ai dati essenziali. Venere domina la profezione dell’ascendente per tutto il periodo poiché transita il segno della Bilancia per cui i principali fatti dell’anno sono della natura di Venere (gioie, vita affettiva, figli). Si tratta già di una conferma dell’aspetto di Venere in direzione. Venere e Mercurio dominano la profezione della Luna - per la Bilancia e la Vergine -. Marte e Mercurio dominano lo spazio di profezione dei Figli – per la divisione del Sole nei confini di Marte19 ed il segno della Vergine –. In questa genitura la figura di trigono nel mondo tra Luna e Venere, per forza ed efficacia, risulta fondamentale per gli argomenti del matrimonio e dei figli. Nella rivoluzione di quest’anno se ne rievocano i significati poiché tra Luna e Venere vi è un preciso trigono zodiacale. Inoltre i benefici hanno diritti e testimonianze per i principali avvenimenti dell’anno. Venere domina e testimonia la profezione dell’anno e della Luna; Venere testimonia lo spazio di profezione dei Figli. Giove sorge nella rivoluzione e sovrasta Marte, opponendosi entrambi allo spazio di profezione dei Figli; Giove domina anche la profezione del Mediocielo. Entrambi i malefici testimoniano lo spazio dell’Anno, lo spazio della Luna e lo spazio dei Figli. Nella prima Casa Giove è unito a Marte essendo sovreminente 20 e si realizza una ricezione (Marte in segno di Giove) in cui il benefico prevale e il danno significato da Marte, amplificato dalla presenza del nodo lunare, viene risolto. Venere è di moto retrogrado, al suo ventre settentrionale,21 in quadrato sovreminente a Saturno, in segno di Saturno; si crea anche in questa figura una commistione di natura ed una forma di ricezione dove il danno grave, che pure è indicato, viene sciolto ed infine la difficoltà si supera. Riepilogando, nella direzione si sono perfezionati degli aspetti di Venere, del Sole, di Giove, di Daimon. Il solo aspetto nocivo è dato da Saturno che giunge alla sorte dei Figli di nascita mentre la sorte di Eros vi si oppone. Nella rivoluzione Venere, signora dell’Anno, realizza un trigono con la Luna (come in natività). Venere ha vicinanza di declinazione con il Sole. Giove sorge e sovrasta Marte. Infine, nella rivoluzione si ritrova una figura stretta tra Saturno, la sorte dei Figli e la sorte di Eros, confermando la situazione di rischio che riguarderà i “figli” e la “vitalità fisica” anche della madre. La Luna di rivoluzione, nella sua corsa nel segno del Toro, si separa dal trigono di Venere, dal quadrato di Sole e Mercurio, dall’esagono di Marte; si applica contemporaneamente al quadrato di Giove ed all’unione della sorte di Fortuna e della

Argomento

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sorte delle Nozze. I diritti e le testimonianze efficaci dei benefici nella figura dell’anno chiariscono la circostanza che, attraverso delle difficoltà e dei pericoli anche gravi, gli eventi principali dell’anno, indicati da Venere, comunque si realizzeranno con buon esito. Il secondo figlio nasce il 24/10/1999, dopo otto mesi dal concepimento. Nei moti di direzione (arco di direzione 34,21) si mantengono gran parte degli aspetti visti per il matrimonio e la nascita della prima figlia. Questo conferma che la figura di direzione di Venere (che in natività forma un trigono con la Luna in condizione di

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Argomento

Oroscopo Mediocielo Sole Luna Saturno Giove Marte Venere Mercurio Fortuna Daimon

Confini

Declinazioni

Distanza oraria

Saturno Giove Marte Giove Giove Giove Marte Saturno Saturno Marte Mercurio

–23.34 –07.05 –02.20 –21.52 +01.53 +16.95 –00.94 +10.95 –11.30 +09.20 –04.74

3.37 1.66 2.87 0.13 3.19 1.46 4.49 1.57 2.93

grande forza) prende su di sé i principali significati delle disposizioni affettive, dei legami e dei figli. Si mantengono anche gli aspetti di Giove al grado ascendente ed al mediocielo, nonché la figura che Saturno e la sorte di Eros formano con la sorte dei Figli di nascita, per la difficoltà presente anche in questa gestazione. Infine, si precisa l’esagono tra la sorte dei Figli diretta e la Luna di nascita. Conclusioni Nell’esempio esposto in questa seconda parte, può risultare meglio evidente la complessità e ricchezza degli elementi da osservare. Di come sia necessario comprendere le qualità generali e le specifiche caratteristiche del soggetto prima di congetturare il tempo ed il modo di un singolo evento. Nondimeno, le esemplificazioni illustrate vogliono fornire un’idea di un metodo che, con la sufficiente esperienza, consente di muoversi nell’ambito previsionale con possibilità di dettagli interpretativi. Certo, anche per l’argomento delle unioni e dei figli, come visto in questa circostanza, non si può prescindere da considerazioni preliminari, che vengono sempre svolte, sulla salute fisica e sulla vita. In definitiva anche attraverso i metodi dell’astrologia antica ci si propone di interpretare una realtà estremamente complessa che vede tra i suoi artefici gli esseri umani che si muovono nel mondo e fanno esperienza della vita. NOTE 1 CLAUDIO TOLEMEO, Tetrabiblos, IV libro, 5° capitolo “il matrimonio”. 2 Si pone il Sole all’oroscopo e la sua ascensione obliqua sarà l’ascensione obliqua dell’asse orizzontale; ad essa sottrarremo 90° per ottenere l’ascensione retta dell’asse verticale. Quindi, sistemeremo i pianeti nei quattro quadranti così determinati secondo le loro ascensioni oblique o discensioni oblique. 3 Doroteo di Sidone fu un astrologo del I secolo d.C. il cui poema astrologico “Carmen Astrologi-

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cum” ebbe grande importanza nell’astrologia di lingua greca, araba e nel medioevo latino. Signori della triplicità/trigonocratori: nel giorno / nella notte Triplicità di fuoco Ariete, Leone, Sagittario Sole Giove Triplicità di terra Toro, Vergine, Capricorno Venere Luna Triplicità di aria Gemelli, Bilancia, Acquario Saturno Mercurio Triplicità di acqua Cancro, Scorpione, Pesci Venere Marte Più precisamente Doroteo di Sidone – astrologo del I secolo d.C. il cui poema astrologico “Carmen Astrologicum” ebbe grande importanza nell’astrologia di lingua greca, araba e nel medioevo latino - e gli arabi assumevano tre signori del Trigono o trigonocratori e suddividevano i tempi della vita e del matrimonio in tre parti. Nell’esperienza fatta finora, con l’intento di cogliere dati essenziali e certi, è pienamente efficace l’osservazione di due soli trigonocratori. Per questa e per le altre sorti indicate nell’articolo ci riferiamo al sistema di calcolo successivo a quello adottato da Placido Titi e da Adriano Negusanzio. Qualche anno dopo la morte di Placido, nella ristampa della Coelestis Philosophia del 1675, Francesco Brunacci e Francesco Maria Onorati propongono un metodo di calcolo che mantiene la stessa struttura del calcolo del Placido ma viene svolto interamente sull’equatore operando con l’ascensione obliqua dell’oroscopo e con le ascensioni miste (am) dei luminari, ovvero con le aoch nell’emisfero ascendente e con le doch in quello discendente, in modo da ottenere l’ascensione mista della sorte. Sulle argomentazioni teoriche e le modalità del calcolo, si segnala, per l’estremo interesse ed il carattere di assoluta novità, l’articolo appena pubblicato all’interno del sito www.cieloeterra.it dell’associazione Cielo e Terra “La sorte oraria, il vero oroscopo lunare”, di Marco Fumagalli, che amplia con recenti importanti riflessioni quanto già indicato nell’altro suo articolo “il calcolo delle sorti secondo Placido Titi” (pubblicato su Linguaggio Astrale n. 103 di giugno 1996). Si tratta di una figura efficacissima in cui la Luna, di fase calante, è testimoniata molto favorevolmente da un pianeta della sua fazione; il notturno Venere qui è vespertino, è posto in un angolo ed è in proprie dignità. Con il termine “testimoniare”, “testimonianza”, comprendiamo vari tipi di configurazioni dei pianeti e dei luminari; oltre agli aspetti planetari (nel mondo, nello zodiaco, per declinazione) ci si riferisce alle fasi dei pianeti rispetto al Sole ed alla Luna; alle figure caratterizzate da commistioni di natura dove l’aspetto planetario è largo o non è presente ma vi sono scambi di dignità e domini; alla doriforia e così via. Il Sole essendo al sorgere, al grado levante, mattutini sono gli astri nel I e III quadrante, vespertini nel II e IV. Vedasi il commento a Tolemeo di ´Al_ ibn Ridw_n, pag. 868 di “Arcana Mundi”, Giuseppe Bezza, 1995. Nel ciclo luminoso del pianeta rispetto al Sole è il momento (determinato per un dato orizzonte locale) in cui il pianeta esce dai raggi del Sole ed appare visibile (levata eliaca mattutina) e quando il pianeta è ancora visibile e sta per entrare sotto i raggi del Sole (levata eliaca vespertina). In queste due fasi si realizza la massima operosità del pianeta in quanto aumenta di moto e di luce. NEL TEMA INDIVIDUALE la prima considerazione deve essere ricercata nel tema individuale al fine di comprendere se l’individuo ha una propensione ai legami ed in che misura. Il Sole e la Luna ben configurati (unione, trigono, sestile) nel tema individuale dispongono ad un matrimonio, ad una convivenza, che perdura. Allo stesso modo il legame c’é anche se i luminari sono mal configurati. Invece, Sole e Luna non configurati (incongiunti, ovvero in segni che non si osservano) od in segni non propri (segni in cui sono peregrini) sono uno dei segni che il matrimonio potrebbe non esserci. Il Sole e la Luna nei loro aspetti con Venere dispongono a legami duraturi. Infine, anche le buone configurazioni che Venere forma nel tema dispongono alle unioni stabili. Diverso l’esame nell’uomo e nella donna I significatori che devono essere presi in considerazione variano a seconda se l’esame riguarda l’uomo o la donna, nel modo che segue:

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Argomento NELL’UOMO: A) si osserva la Luna nel ciclo sinodico (le sue fasi rispetto al Sole) e nella rivoluzione diurna (la sua posizione nelle Case e nei quadranti del tema natale). In particolare, i pianeti a cui la Luna si applica danno delle indicazioni sui matrimoni e sulle caratteristiche della moglie; B) si osserva Venere ed i suoi trigonocratori (signori della triplicità) che possono indicare il tardi o il presto del realizzarsi di legami duraturi, se in questi legami vi sarà armonia e felicità, e anche la misura di tutto ciò, intendendo l’abbondanza o la penuria delle cose significate da Venere: se l’affetto è corrisposto, se vi è agiatezza, serenità, presenza di figli, e così via. Inoltre, occorre osservare le testimonianze eventuali di Venere o dei suoi trigonocratori al mediocielo, che confortano il pronostico di un possibile felice esito delle unioni. NELLA DONNA: A) si osserva il Sole nella sua rivoluzione diurna (la sua posizione nella Case e nei quadranti del tema natale). I pianeti che sono in levata eliaca e mattutini al Sole esprimono le caratteristiche (il “volto”) del coniuge e il numero dei matrimoni. In mancanza di pianeti in levata eliaca, si osserva il pianeta che ha maggior testimonianza al Sole; B) si osservano Venere ed i suoi trigonocratori, traendo indicazioni, come per le natività maschili, circa il realizzarsi o meno di legami duraturi e se in questi vi sarà armonia e felicità. Sia per l’uomo che per la donna se Venere e la Luna sono forti nel tema indicano il matrimonio, soprattutto se Saturno è debole. Se i signori della triplicità di Venere sono mal messi (infortunati), se Venere stessa è mal messa, se la Luna è testimoniata da Saturno, tutte queste sono indicazioni contrarie al realizzarsi del matrimonio. La “felicità” del matrimonio, intesa come buona condizione sociale ed economica sta primariamente in una Venere ben messa e nei suoi trigonocratori ben messi. Inoltre, la condizione del coniuge e il suo essere, la sua natura, si osserva dal significatore del coniuge, sia esso marito o moglie, e dalle testimonianze che riceve Venere. Se sono figure discordi, anche rispetto ai luminari, vi è la convivenza fuori del matrimonio che però può recare discredito e avviene con il biasimo da parte dell’ambiente. Quando le figure avvengono per “commutatio”12 e vi partecipano i luminari, allora, le relazioni avverranno all’interno della parentela: come nel caso di rapporti tra cognati, cugini, figliastri, finanche rapporti incestuosi. Moto primo o direzione di un punto della sfera locale è il suo spostamento nel senso del moto diurno verso un secondo punto, rimanendo invariate le sue coordinate celesti dell’istante iniziale. L’arco che il primo punto percorre in gradi equatoriali è l’arco di direzione. Quando il primo punto giunge per direzione al circolo orario del secondo punto, si dice che tra i due punti avviene un incontro di direzione. L’osservazione di questo moto costituisce il primo fondamento dell’arte della previsione astrologica (spiegazione contenuta nel glossario del sito www.cieloeterra.it). Nei moti di direzione si ritengono compiuti quegli aspetti che abbiano uno scarto non superiore ad un grado di longitudine zodiacale o a una distanza oraria (DH) di 0,07. Per il modo del calcolo dei moti di direzione, data la difficoltà di reperire testi di contemporanei sull’argomento, si indica l’eccellente opera di recente pubblicazione: “I moti del cielo”, di Marco Fumagalli, recensita nel sito www.cieloeterra.it, la cui vendita è curata dalla cooperativa Colibrì di Milano a cui può essere richiesta tramite la seguente casella di posta elettronica: [email protected] È la prima delle due dignità minori e consiste nella divisione di ciascun segno zodiacale in cinque settori di ampiezza variabile, ognuno dei quali viene assegnato ad uno dei cinque pianeti, esclusi i due luminari. I sistemi di divisione dei segni in confini riportati nell’astrologia classica sono tre: un sistema caldeo, uno egizio (a cui ci si riferisce nell’articolo) ed uno tolemaico. Il criterio di attribuzione dei confini sembra essere in relazione, come dice lo stesso Tolemeo, con i tempi ascensionali dei segni, ma sicuramente è stato successivamente corretto in base all’esperienza. Il confine ha molta forza ma il suo effetto è limitato nel tempo e riguarda i mutamenti brevi. È detto anche “termine” (spiegazione contenuta nel glossario del sito www.cieloeterra.it).

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DEI FIGLI nell’argomento dei figli l’indagine parte dall’osservazione: A) dei luoghi significatori dei figli, che sono il X e l’XI luogo (o Casa), e quelli che si oppongono a loro, ovvero il V ed il IV luogo, nonché gli astri che sono presenti in tali luoghi o che testimoniano. Il Mediocielo è il luogo procreativo per eccellenza - la decima Casa rappresenta eventi manifesti, fatti noti e pubblici come è anche il matrimonio e il giungere di figli quali nuovi componenti della struttura familiare di base costituita dalla coppia -, dopo di esso l’XI luogo – che è il luogo “succedente” al decimo in cui ne vengono confermati e consolidati i significati -, mentre la V Casa è il luogo dei figli. Se in queste Case vi sono astri che significano figli, il soggetto avrà figli, diversamente potrebbe non averne. Significano figli gli astri che sono produttori dell’umido, e quindi la Luna, Venere, Giove e Mercurio vespertino. Non significano figli Saturno, Marte, il Sole e Mercurio mattutino. B) dei Segni delle cuspidi dei luoghi predetti e, a seconda della loro natura, cioè rispetto agli elementi che li costituiscono – il secco e l’umido – si giudica sulla presenza o meno della prole. I Segni, pertanto, si distinguono in sterili e fecondi; fecondi sono i Segni d’acqua: Cancro, Scorpione e Pesci; il Capricorno è un Segno di media fertilità; l’Ariete, il Toro, la Bilancia, il Sagittario e l’Acquario sono Segni di scarsa progenie; il Leone dà un solo figlio; possono indicare assenza di figli i Gemelli e la Vergine, anche se in date condizioni predispongono a parti gemellari. Secondo il calcolo di Brunacci/Onorati la sorte dei Figli si determina sottraendo dall’ascensione obliqua dell’oroscopo (ascendente) la discensione obliqua di Giove e sommando l’ascensione obliqua di Saturno: AOHOR – DOCH Giove + AOCH Saturno = AOCH Figli. La sorte si trova nel luogo in cui sarebbe Saturno se sorgesse Giove. Tra Saturno e Giove vi è una distanza di 3,15 ore per cui la sorte dei Figli dista 3,15 ore dall’oroscopo e quindi si trova in undicesima Casa a 2,85 ore. Secondo il calcolo di Brunacci/Onorati la sorte di Eros, in nascita notturna, si determina sottraendo dall’ascensione obliqua dell’oroscopo (ascendente) la discensione obliqua di Venere e sommando la discensione obliqua di Daimon: AOHOR – DOCH Venere + DOCH Daimon = DOCH Eros. La sorte si trova nel luogo in cui sarebbe Daimon se sorgesse Venere. Tra Daimon e Venere vi è una distanza di 10,86 ore per cui la sorte di Eros dista 10,86 ore dall’oroscopo quindi si trova in sesta Casa a 4,86 ore. Profezione o perfezione di un punto della sfera locale è il suo spostamento, nel senso del moto diurno, attraverso i circoli orari delle 12 case, in modo tale che in 1 anno percorra lo spazio di una casa, e dopo 12 anni ritorni al punto iniziale. Il segno nel quale cade la profezione prende il nome di “segno di profezione” e, nel caso che il punto “proferito” sia l’oroscopo (l’ascendente), è detto segno dell’anno (spiegazione contenuta nel glossario del sito www.cieloeterra.it). Per il calcolo si veda l’articolo di Giuseppe Bezza “La profezione. Come si calcola, come si interpreta.”, pubblicato su Linguaggio Astrale 104, settembre 1996. Quando la profezione (o perfezione) giunge al segno del Cancro o del Leone, si prende come signore dello spazio di profezione, rispettivamente, il divisore della Luna o del Sole di questo periodo. In una coppia di pianeti è sovreminente, per il moto orario diurno, quello tra i due che è sorto prima, che risulta destro, più orientale. Tale condizione è massimamente operativa nella figura di quadrato ma si osserva nei vari aspetti ed anche nella congiunzione tra pianeti. Tale efficacia è integra sempreché il pianeta “destro” sia sopra l’orizzonte o, quantomeno, non si sia ancora separato dal cardine dell’ascendente o del discendente. Questo è il caso della rivoluzione di R.C. dove Giove sorge all’ascendente (DH 5,81). I ventri sono i due punti nei quali un pianeta raggiunge la massima distanza in latitudine rispetto all’eclittica. I ventri dei pianeti non hanno valori fissi ma mutano di volta in volta. I valori massimi per Mercurio sono 3°52’ australe e 4°44’ boreale (spiegazione contenuta nel glossario del sito “cieloeterra.it”).

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Quando l’astrologia faceva parte dell’iter della conoscenza… Lapide sulla parete esterna della chiesa abbaziale di S.Salvatore Via IV novembre – Bologna Foto e segnalazione di Giuliarosa Bigazzi

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PASQUALE FOGLIA

LA TERRA NEL TEMA NATALE

L.A. 125-227

ESTRATTO Partendo da un’utilissima precisazione astronomica, da come le coordinate del luogo di nascita sono rappresentate sul tema natale personale, l’Autore arriva a confermare una sua opinione. X e Y anzichè i due pianeti transplutoniani dei quali molti astrologi (compresa Lisa Morpurgo) si sono occupati, possono rappresentare i due emisferi della terra, uno illuminato e uno in ombra al momento della nascita. La posizione dell’ascendente rappresenta il pianeta X, mentre quella del discendente è il pianeta Y . (M. P.) In memoria di Lisa Morpurgo Premessa In ogni istante sulla Terra c’è sempre un emisfero oscuro e uno illuminato, proprio ciò che ci ritroviamo nel tema natale, per cui non è esatto raffigurare la Terra con un semplice puntino al centro del grafico (o con un cerchietto) come viene riportato nei testi di astrologia (figura 1). Tale rappresentazione ha ingenerato una visione a dir poco vaga del tema natale. Intendo dimostrare che l’ipotesi di Lisa Morpurgo sull’esistenza dei due pianeti X e Y, domiciliati rispettivamente in Toro e Gemelli, trova ampia conferma nelle mie ricerche, anche se non si tratta di pianeti extraplutoniani ma proprio dei due emisferi della Terra. Precisamente, Y è la Terra nelle sue ore diurne, mentre X è la Terra nelle ore notturne. 1. Il puntino al centro del tema natale Osserviamo il grafico della figura 2. Si tratta di un comune tema natale calcolato per il 21 marzo 2001 alle ore 14,00 per un luogo in provincia di Avellino. Il motivo per cui ho scelto la data del 21 marzo si può dedurre dalla figura 3 in cui vediamo indicati (approssimativamente) i punti dove sorge e tramonta il sole nel giorno del solstizio d’estate (posizioni A-A’-A’’), nei giorni degli equinozi (posizioni B-B’-B’’) e nel giorno del solstizio d’inverno (posizioni C-C’-C’’). Nel giorno degli equinozi il So-

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Argomento FIGURA 1: la Terra e lo Zodiaco.

le è a zero gradi di declinazione, per cui l’est del luogo coincide esattamente con l’est geografico; invece il 21 giugno il Sole è a 23°27’ di declinazione nord (per cui sorge a nord-est), e infine il 21 dicembre è a 23°27’ di declinazione sud (per cui sorge a sudovest). Appare evidente che al solstizio d’estate il Sole a mezzogiorno è altissimo sull’orizzonte, per cui abbiamo il dì più lungo dell’anno, mentre la posizione più bassa rispetto alla linea dell’orizzonte si ha al solstizio d’inverno e ciò comporta la notte più lunga dell’anno. Osservando il cerchio zodiacale della figura 2 notiamo che su di esso sono rappresentati tutti i pianeti del sistema solare tranne la Terra. Sorge perciò spontanea la domanda: come mai la Terra non c’è nonostante sia anch’essa un pianeta? In base alla tradizione la Terra corrisponde ad un cerchietto o a un puntino al centro del tema natale. Ma se fosse limitata veramente a quel puntino al centro del grafico, tutti i luoghi della Terra si troverebbero “in qualunque momento” ad uguale distanza da tutti i pianeti, il che è quanto meno un assurdo dal punto di vista astronomico. Né basta dire che il tema natale rappresenta una visione geocentrica perché occorre essere più precisi sulla esatta disposizione o posizione della Terra nel grafico. Comunque una cosa è certa: la Terra è un pianeta e nel tema natale non può scomparire nel nulla: a maggior ragione non può scomparire nel nulla il luogo di nascita le cui coordinate geografiche sono indispensabili per erigere il tema natale! Noi sappiamo che quando per un luogo qualsiasi della Terra è mezzogiorno, contemporaneamente per quello di longitudine opposta è mezzanotte; analogamente se il Sole sta sorgendo in un certo luogo, in quello di longitudine opposta sta tramontando. E sappiamo anche che, per qualunque luogo della Terra, il Sole sorge ad oriente e tramonta ad occidente. È evidente allora che per rappresentare un luogo qualsiasi della Terra sull’eclittica o sul cerchio zodiacale è necessario indicare al-

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FIGURA 2: Montoro Inferiore, 21 marzo 2001, ore 14.00.

meno la longitudine di un punto, per esempio il punto orientale dove sorge il sole all’alba, perché per costruzione abbiamo anche il punto opposto avente longitudine uguale ma di segno contrario: avendo il diametro è facile costruire l’intero cerchio. A questo punto, riferendoci al tema natale, possiamo porci almeno tre domande: a) C’è ancora il luogo di nascita? b) Quali sono le longitudini (zodiacali e/o eclitticali) che rappresentano il luogo di nascita, cioè un determinato luogo della Terra? c) Perché i quattro angoli sono così importanti?

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FIGURA 3: Punti dove sorge e tramonta il Sole (località di coordinate 14E46, 40N49).

2. Dov’è finito il luogo di nascita? Osserviamo ora la figura 4 che indica lo stesso tema di nascita della figura 2. In questo grafico vediamo rappresentati la sfera celeste, l’eclittica ed il luogo di nascita con i suoi quattro punti cardinali. In questa figura manca volutamente il cerchio zodiacale potendo bastare l’eclittica sulla quale ho indicato la longitudine degli angoli e dei pianeti in gradi eclitticali anziché in gradi zodiacali. La sostanza del discorso astrologico non cambia perché il Medio Cielo a 31° indica anche 1° Toro, il Fondo Cielo a 211° indica anche 1° Scorpione, l’Ascendente a 131°56’ indica anche 11°56’ Leone e il Discendente a 311°56’ indica anche 11°56’ Acquario; così dicasi per la longitudine dei pianeti. Grazie alla figura 4 appare evidente che il luogo di nascita non è scomparso nel nulla, ma al contrario sono nettamente visibili i suoi quattro punti cardinali; inoltre, vediamo che il centro del tema natale è anche il centro del luogo di nascita dov’è situato il nativo. Il luogo di nascita è in stretta relazione con l’eclittica e quindi anche con il cerchio zodiacale: infatti l’eclittica intercetta in ogni istante il punto

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FIGURA 4: Eclittica per il giorno 21.03.2001 alle ore 14,00 per un luogo di coordinate 14E46, 40N49).

orientale e quello occidentale del luogo stesso, proprio perché ogni città della Terra vede nascere il Sole ad est e tramontare ad ovest. È noto che il punto orientale nel tema natale corrisponde all’ascendente, mentre il punto occidentale corrisponde al discendente del luogo, per una data ora (di nascita). Dalla figura 4 risulta evidente che il luogo di nascita, che è uno degli infiniti luoghi del nostro pianeta, nel grafico del tema natale si estende dal puntino al centro fino a tutto l’orizzonte visibile, quindi occupa l’intero grafico. Pertanto il luogo di nascita non è scomparso nel nulla; non solo, ma è anche rappresentato sull’eclittica dalla longitudine dell’ascendente e del discendente, nonché del medio cielo e del fondo cielo, anzi ogni grado del cerchio zodiacale corrisponde nel tema natale ad una determinata ora di nascita. Ora siamo in grado di rispondere anche alla terza domanda: i quattro angoli del tema natale sono importanti perché danno la posizione celeste del luogo natale nell’istante della nascita. Insomma l’asse ascendente-discendente e l’asse medio cielo fondo cielo rappresentano la trasformazione delle coordinate geografiche del

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luogo in coordinate celesti (zodiacali o eclitticali). Due punti o angoli (AS e MC, oppure DS e FC) ci consentono di posizionare il luogo di nascita rispetto ai segni zodiacali e ai pianeti nell’istante della nascita. 3. Un esperimento semplice Facciamo ora un esperimento molto semplice. Con una torcia elettrica illuminiamo il mappamondo sopra la nostra scrivania. È facile constatare che la luce della torcia, che simbolizza il Sole, illumina soltanto metà mappamondo, la parte anteriore. Il circolo massimo che separa la parte illuminata da quella oscura si chiama circolo di illuminazione. Il luogo su cui è diretto il fascio centrale di luce della torcia costituisce in un tema natale il medio cielo-mezzogiorno, mentre dal lato opposto della torcia, completamente all’oscuro, c’è il fondo cielo-mezzanotte. A est del mappamondo abbiamo i punti di passaggio dall’oscurità alla luce (levata del sole e ascendente nel tema natale), mentre ad ovest abbiamo i punti di passaggio dalla luce all’oscurità (tramonto del Sole e discendente nel tema natale). I due punti centrali o medi, situati a 180° tra loro, del circolo d’illuminazione costituiscono in un tema natale l’ascendente e il discendente, mentre l’asse ascendente-discendente è la sezione centrale del circolo stesso. A mano a mano che la Terra ruota intorno al proprio asse cambia il circolo d’illuminazione e quindi anche il grado zodiacale dei due punti centrali. Nel grafico del tema natale la parte notturna è situata al di sotto dell’orizzonte, mentre nel nostro esperimento col mappamondo è situata dietro, invece la parte diurna che nel tema natale è sopra l’asse ascendente-discendente, sul mappamondo è davanti perché la torcia-sole è proprio lì. È appena il caso di far presente che questo esperimento non cambia nulla relativamente al calcolo del tema natale, ma serve a farci vedere la stretta corrispondenza tra i due emisferi del tema natale e i due emisferi disegnati in ogni istante, su ogni luogo della Terra, dal circolo di illuminazione: si tratta sempre di un emisfero diurno e uno notturno. 4. La Terra e i suoi due emisferi (X e Y) È importante tener presente che la rappresentazione della figura 4 ci dà la situazione dell’istante di nascita, anche se l’istante non può essere scisso dall’ora, dal giorno, dal mese e dall’anno di cui è parte. Il tema natale ha infatti la particolarità che l’eclittica, vale a dire la traiettoria annuale dovuta al movimento di rivoluzione della Terra, coincide anche con la traiettoria giornaliera dovuta al movimento di rotazione della Terra stessa intorno al proprio asse, in base alla nota equazione 24h = 360° = 1 giorno = 1 anno. È noto che il grado dell’ascendente cambia ogni quattro minuti circa e che anzi nelle 24 ore, attraverso il punto orientale del luogo, ascendono tutti i segni zodiacali, pianeti compresi. Occorre però ricordarci che si tratta di un movimento apparente, perché in realtà i segni zodiacali –formati da stelle fissenon si muovono per niente, se si esclude nel breve periodo la precessione degli

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equinozi: chi si muove realmente intorno al proprio asse (oltre che intorno al Sole) è la Terra e per essa i suoi infiniti luoghi di nascita. Il luogo natale nella domificazione è rappresentato sull’eclittica, che in fondo è un cerchio, mediante un altro cerchio perfettamente coincidente o sovrapposto in cui spiccano i quattro angoli che nel loro insieme rappresentano l’istante di nascita riferito ad un intero anno e a un intero giorno. La sua posizione rispetto all’eclittica, per qualunque ora di nascita, è data sempre dall’asse ascendente-discendente al cui centro è situato il nativo, asse che separa l’emisfero diurno da quello notturno. La posizione del Sole rispetto agli angoli ci indica con precisione l’ora di nascita per la quale è stato eretto l’oroscopo, perché ascendente e discendente indicano sempre, rispettivamente, la posizione del nativo alla levata e al tramonto del Sole, mentre medio cielo e fondo cielo indicano sempre il passaggio del Sole sul meridiano del luogo (che avviene con precisione cronometrica rispettivamente alle ore 12,00 e alle ore 24,00 “locali”). Quando indichiamo la longitudine dell’ascendente e/o del discendente in un tema natale, noi pensiamo automaticamente all’emisfero illumina-

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to e a quello oscuro, a prescindere dall’asse medio cielo-fondo cielo. Ciò è vero per tutti i luoghi di nascita della Terra, perciò possiamo ritenere che l’emisfero diurno e quello notturno del luogo di nascita in un tema natale simbolizzino per estensione i due emisferi della Terra stessa. Per tracciare i due emisferi basta indicare la longitudine dell’ascendente e del discendente e pertanto l’emisfero diurno si può indicare con il simbolo Y, coincidente perciò con la longitudine dell’ascendente, mentre l’emisfero notturno si può indicare col simbolo X coincidente con la longitudine del discendente. Più semplicemente, Y è la Terra nelle sue ore diurne, mentre X è la Terra nelle ore notturne. Insomma, nel tema natale oltre ai 10 pianeti noti sono ben presenti anche i due emisferi (diurno e notturno) della Terra i cui punti più rappresentativi sono l’ascendente-Y (levata del Sole) e il discendente-X (tramonto): il medio cielo-mezzogiorno è la metà del dì che succede alla levata, mentre il fondo cielo-mezzanotte è la metà della notte che succede al tramonto. Può sembrare che il mio discorso sia ridondante perché in fondo per indicare i due emisferi ci sono già l’ascendente e il discendente. Ma io ho voluto dimostrare che X e Y, i pianeti ipotizzati da Lisa Morpurgo, sono effettivamente presenti nel tema natale anche se non si tratta di pianeti extraplutoniani1. E proprio perché rappresentano l’emisfero diurno e notturno del nostro pianeta, mi sembra significativo che, come indicato dalla Morpurgo, X sia in domicilio primario in Toro e Y in domicilio primario in Gemelli1, mentre le loro esaltazioni cadano proprio in Toro (Y) e in Gemelli (X): infatti, considerato che lo zodiaco tropico prende a base del discorso astrologico le quattro stagioni, non è da sottovalutare che tali segni corrispondano al periodo dell’anno in cui si verifica il massimo rigoglio vegetativo! La Terra, sia di giorno (Y) che di notte (X), durante questi due mesi (segni) primaverili, è letteralmente esaltata, cioè lussureggiante: ciò è vero tanto per l’emisfero boreale che per quello australe, anche se ovviamente in tempi diversi (Tav.3-Def). Y corrisponde alla spontaneità, all’intelligenza, all’intuizione, alla versatilità e alla parola, caratteristiche umane molto pronunciate nei Gemelli, nel Toro e nella Vergine. Ma l’intelligenza del segno dei Gemelli non è dovuta, secondo me, a Mercurio in domicilio base, ma a Y in domicilio primario! Mercurio, il cui metallo omonimo fa pensare alla precisione dei termometri e degli orologi svizzeri, è più forte in Vergine (domicilio primario) dove è appunto precisione, minuziosità, meticolosità, conservazione e rispetto della tradizione: il forte del nativo Vergine è la critica minuziosa delle idee del prossimo, la correzione infallibile di bozze e cioè l’individuazione di errori e refusi sfuggiti ad altri nativi, come pure, per esempio, la conoscenza e catalogazione di trucchi per velocizzare le operazioni nel campo della videoscrittura e del foglio elettronico. Ma non deve sfuggire che c’è un altro segno molto intuitivo e intelligente che non ha niente a che fare con Mercurio ed è il segno del Toro in cui troviamo Y in esaltazione. Ricordo che la prima caratteristica degli esseri umani è l’intelligenza! Quanto a X, in domicilio primario in Toro e in domicilio base in Bilancia, corrisponde al territorio e al suo geloso possesso e rappresenta anche la natura, la pace e il piacere dei sensi.

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In conclusione, ritengo che X e Y siano rispettivamente l’emisfero notturno e diurno del luogo di nascita che, forse non è neanche il caso di ribadirlo, è un luogo della Terra. La Terra dunque, attraverso le dodici cuspidi di ogni tema natale, occupa l’intero grafico, altro che puntino al centro! BIBLIOGRAFIA ■ L. MORPURGO, Introduzione all’astrologia, Longanesi, 1982. NOTE 1. Per la verità Lisa Morpurgo riteneva che Y fosse più forte in Vergine, mentre io ritengo che lo sia di più nel vivace Gemelli che è un eterno bambino.

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ALBERTO CRESCITELLI

EFFETTI SPECIALI SINERGICI DEI CONI D’OMBRA E DELLE ANGOLARITÀ INTRODUZIONE DI MARY OLMEDA

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In qualità di owner della Mailing List riservata Convivio Astrologico, ho potuto leggere in varie occasioni le accurate previsioni fatte in tema di Astrologia Mondiale da Alberto Crescitelli, membro stimatissimo della nostra piccola comunità virtuale. In questo periodo, reso ulteriormente problematico dagli eventi dolorosi dell’11 settembre 2001, ritengo utile per tutti noi appassionati di Astrologia constatare l’utilità della nostra materia nel settore socio-politico-economico, che investe il nostro futuro e quello dei nostri figli. La mia personale considerazione per le ricerche svolte da Alberto, mi ha indotto a chiederne la pubblicazione nella nostra rivista, punto di riferimento per numerosi studiosi italiani e stranieri. Il presente articolo fa parte di una serie di studi di astrologia mondiale compiuti lo scorso anno, a partire dall’elezione del presidente Bush fino all’estate. Utilizzando l’astrogeografia ed esaminando le principali configurazioni celesti dell’anno, compresi i temi delle eclissi - considerati di importanza cruciale - l’articolo in oggetto analizza la situazione americana ed internazionale esprimendo valutazioni non politiche ma esclusivamente astrologiche, ed ugualmente giungendo a previsioni tristemente esplicite ed allarmanti in merito al rischio di un peggioramento della crisi in Medio Oriente, di attentati terroristici di provenienza islamica, di un momento pericoloso e delicatissimo per la stessa figura del presidente Bush e del suo Paese. …“Avete visto nel tema di Bush la congiunzione Urano/Nodo in trigono con Giove/Luna? Quel bel trigono tra i pianeti più potenti del sistema solare, poiché racchiude in sé e nei due quadranti orientali tutti gli altri ‘dialogando’ indirettamente con gli altri astri e il M.C., può tranquillamente essere innalzato al rango di codominante. Nel 2002, tra maggio e luglio, ci passerà sopra Saturno (ovvero Saturno si

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congiungerà a Urano), che nel contempo sarà a sua volta mal guardato da Plutone in orbita d’opposizione. Ma la cosa si farà serissima - per chi ha capito chi è e cosa è in grado di fare Plutone - ancora nella primavera/estate 2002: anche Plutone si unirà alla ‘danza’ dei pianeti esterni... dal 4 gennaio 2002 fino al 12 giugno 2002 sarà opposto all’Urano natale di George Bush. Il tutto sarà infine condito da un’eclisse esiziale! Ma avremo tempo e modo di discuterne più approfonditamente”... Così terminai il 7 marzo scorso il mio ultimo articolo previsionale. Ma a quanto pare il tempo stringe più di quanto pensassi! Ancora grave la crisi diplomatica tra Cina e Stati Uniti PECHINO (CNN 2 aprile 2001) - Il governo di Pechino attribuisce a Washington la piena responsabilità della collisione tra un aereo cinese e l’aereo spia americano che poi è atterrato in emergenza all’isola di Hainan. D’altro canto, le autorità cinesi hanno finalmente acconsentito a una visita da parte di tre rappresentanti diplomatici americani all’equipaggio dell’aereo Usa, ma l’incontro difficilmente avverrà prima delle 19 (le 13 ora italiana). L’incidente ha ulteriormente caricato di problemi il difficile rapporto tra Pechino e la nuova amministrazione americana di George

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Bush, già danneggiato nei giorni precedenti dal problema dell’arresto di alcuni scienziati cinesi di nazionalità americana e dalle discussioni apertesi in America circa la necessità di rinnovare gli armamenti di Taiwan. Che la presidenza Bush sarebbe diventata un pericolo mondiale era purtroppo da temere, considerando la ritmica di oscuramento dei Luminari. Infatti l’ultima eclisse lunare ha intercettato con Plutone all’Ascendente proprio Taiwan... e naturalmente tutta la baia cinese meridionale. Chi segue le nostre ricerche sa quanta importanza diamo alla posizione angolare di Plutone in un “imprinting” d’oscuramento. E appunto nell’articolo previsionale per il 2001, senza timore d’esagerare scrissi: “Ora, poniamo il caso che proprio nell’arco del 2001 la Cina decida finalmente di ‘inglobare’ la ricca isola felice di Taiwan; pensate che la linea planetaria Plutone/Disc che attraversa tutti gli Stati Uniti, andando a formare poi un paran-retto con Venere al MC di Washington, se ne stia zitta zitta”?… “Da ieri, sul piano politico, sappiamo che gli Stati Uniti non faranno marcia indietro dai punti da cui partivano: il Congresso ha inviato al Presidente una lettera firmata da un’ottantina di parlamentari nella quale si chiede di autorizzare la vendita a Taiwan dei cacciatorpedinieri dell’ultima generazione Aegis. Separatamente l’amministrazione ha confermato che alla fine del mese inizieranno gli incontri con Taiwan per negoziare la vendita di nuove armi. L’America prende atto del vantaggio tattico di Pechino, che detiene soldati e un aereo americani e l’appoggio di un’opinione pubblica interna (e europea), ma non cede.” Tratto da ‘Il Sole 24 ore’ on line, 4 aprile 2001

Ma ciò che sta accadendo, a mio avviso, è solo l’inizio di un periodo rischiosissimo... Le dinamiche sinergiche dell’astroritmo di eclissi, come avete avuto modo di osservare in altre nostre ricerche, permettono un’osservazione accurata degli eventi all’interno dei “contenitori” spaziotemporali.

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Ma è indispensabile, per comprendere adeguatamente la situazione astrale del prossimo futuro, tenere a mente i due grafici sopra, che sono le rilocazioni per Bagdad (valida comunque per tutto il Medioriente) e Taiwan (ma anche Pechino) dell’eclisse con Grande Croce del 11 agosto ‘99. Naturalmente, sia all’Ascendente che al Medio Cielo fu perfettamente intercettato Plutone, e a tutto ciò vanno a sommarsi anche le intercettazioni angolari e i coni d’ombra delle prossime eclissi di Sole: l’astroritmo coinvolge per ben tre “imprinting”, nell’arco di due anni, l’Oceano Pacifico e i due grandi Continenti che vi affacciano. La prima eclisse (cioè la prossima del 21 giugno) angolarmente, le successive (del 14 dicembre 2001 e del 10 giugno 2002) grazie ai coni d’ombra, e specialmente ai punti di primo e ultimo contatto penumberale (v. grafici sotto). A questo riguardo, nelle ricerche in merito agli eventi che “interfacciano” le eclissi, Sandra Zagatti ed io abbiamo avuto modo di esprimere tempo fa il sospetto che le zone intercettate dal primo ed ultimo contatto d’ombra potessero appunto generare dei punti sensibili nelle sfere locali captate. Questo perché sia la ritmica d’oscuramento delle eclissi di tutto il periodo dell’ultima guerra mondiale, sia l’eclisse del 1990 precedente l’invasione del Kuwait e l’eclisse dell’agosto 1999 (quest’ultima “vide” il conflitto in Serbia), ci avevano appunto insospettito... in quanto anche allora, i punti di primo contatto offrivano scenari inquietanti nei luoghi coinvolti. Gravi eventi devastatori li abbiamo inoltre annotati anche in relazione al cono d’ombra della prossima eclisse totale, il 5 e 19 marzo: alluvione catastrofica in Mo-

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zambico e affondamento della piattaforma petrolifera più grande del mondo al largo del Golfo di Rio de Janeiro... Evidentemente, è un momento difficile per l’intero sistema globale: come andranno le cose per il prossimo futuro? L’Arte di Urania cosa può dirci? Per ottenere una visione conforme il più possibile alla realtà, dobbiamo innanzitutto considerare gli effetti sinergici tra i coni d’ombra e le angolarità degli “imprinting” delle eclissi... e poi, per una conferma previsionale decisiva, sia l’ingresso del Sole in Ariete che l’inizio dell’Anno Civile (RSC). Ma soprattutto non bisogna farsi ingannare dalle distanze temporali tra le eclissi: l’esperienza ci ha insegnato che quando avviene una stretta convergenza di fattori celesti affini che intercettano determinate sfere locali, o zone geografiche, i rischi e le probabilità di eventi sciagurati diventano altissimi. Cominciamo con uno sguardo all’Astroplanisfero dell’eclisse lunare parziale (5.7.2001, 14.55 GMT) che seguirà, dopo solo due settimane, quella solare totale del Solstizio.

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Le influenze angolari maggiori, le più pericolose, investono tutto il Medio Oriente. La tormentata congiunzione Marte/Plutone coinvolgerà Tel Aviv (Israele), l’Egitto, la Siria e la Russia occidentale; mentre la Luna eclissata sarà all’Ascendente del Golfo Persico. Quelle secondarie - ma non meno importanti - intercettano invece la Cina centrale, il Vietnam e l’Indonesia con Plutone e Marte al Medio Cielo; mentre la Luna alla culminazione del fenomeno sarà al Medio Cielo di Tokyo. Washington a sua volta è dominata da Saturno al Medio Cielo, mentre la congiunzione Marte/Plutone giace precisa al Fondo Cielo.

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Purtroppo, come possiamo evincere dai grafici, un evento che la tradizione astrologica considera molto delicato convergerà sugli Stati Uniti nella persona del suo più alto rappresentante, George Bush Junior. L’uomo attualmente più potente del mondo compirà infatti il suo 56° genetliaco il 5 luglio prossimo, alle 18.22 GMT: 3 ore e 27 minuti dopo la culminazione del fenomeno, che avverrà alle 14.55 GMT. Di per sé, questa eclisse lunare parziale non appare - grazie al cielo - molto pericolosa, essendo l’intensità d’oscuramento pari a una magnitudo 0,49; ma se vogliamo considerarne la collocazione all’interno della ritmica d’oscuramento dei Luminari del 2001 e 2002, allora non credo sia da sottovalutare. La forza della tensione collettiva, assieme forse a quella della cattiva coscienza ecologica di Bush e di quanti egli rappresenta, abbinate al principio del Tempo in qualità di trasformatore sovrano, potrebbero sferrare un attacco pesantissimo all’iper-individualismo americano, tanto da rendere gli Stati Uniti un gigante accecato dall’ira e dalla paura di perdere... il potere. La conclusione che possiamo trarre, vista la forte dominanza lunare che agirà in sinergia con l’eclisse del 21 giugno, è che le problematiche internazionali verteranno quasi certamente sia sulle controversie arabo-israeliane - che potranno sfociare in una vera e propria guerra - che su probabilissime azioni terroristiche da parte dei nemici dichiarati degli USA: Bin Laden, Saddam Hussein etc... Purtroppo non sono da escludere eventi che coinvolgano la famiglia di Bush o la sua salute. Continuando il nostro “viaggio” nel cono di luce del futuro, è facile capire (osservando la successiva eclisse solare anulare del 14.12.2001) che la contingenza astrale avversa - ribadisco ancora: molto, molto pericolosa - si protrarrà a lungo...

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La grave recessione economica giapponese (il Giappone vedrà all’Ascendente le linee planetarie Plutone/Venere) potrebbe essere il filo conduttore dell’inasprimento delle tensioni politico-economiche tra Oriente ed Occidente, mentre Marte intercettato all’Ascendente di Belgrado e di Atene potrà innescare i presupposti per un ampliamento dei conflitti della zona balcanica e mediorientale. Il Golfo Persico e l’Iraq saranno ancora fonte di serie preoccupazioni per la presidenza Bush, che sarà manipolata - in modo subliminale - e allo stesso tempo colpita dal “pesante” stellium planetario al Discendente: Plutone/Venere/Sole/Luna/Mercurio. Sarà difficile dormire sonni tranquilli… prepariamoci dunque ad uno stress da politica internazionale con risvolti e colpi di scena anche inquietanti. Per concludere, lasciamoci ispirare dai due punti-origine utilizzati per la misurazione convenzionale, collettiva del Tempo. La composizione dell’aspectorium del grafico del 1 gennaio, già a partire dalla disposizione antitetica dei pianeti sull’asse del Medio Cielo (ricorda rivoluzioni solari collettive simili che hanno fatto storia...) ci fa pensare a ciò che di peggio può rilasciare la presenza di Giove retrogrado al punto angolare sensibile in opposizione a Venere e al Sole: crisi istituzionali, espansione dei conflitti, individualismo ipertrofi-

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co, sottovalutazione delle problematiche o sopravvalutazione delle proprie forze e intenti, tonfi economici con pesanti ripercussioni sulle borse internazionali... La quadratura tra Marte/Plutone (come se non bastasse la congiunzione che ci accompagnerà per tutta l’estate 2001) diventa nel contesto del tema assai significativa: ciò che porteranno Plutone e Marte questa estate, di sicuro sarà il pesante bagaglio che la comunità internazionale si trascinerà anche per il 2002. L’ingresso del Sole in Ariete possiede invece due tonalità astrali dominanti: il Grande Trigono Luna/Saturno-Nettuno-Ascendente e la Croce a T tra Plutone, Mercurio e la congiunzione Luna/Saturno. Queste configurazioni, benché indichino stati di alterazione della coscienza collettiva (con molta probabilità relegati sempre al mondo islamico) sono soprattutto indicatori delle simbiosi tra Natura ed ecosistemi, e in questo caso, poiché Luna e Mercurio sono coinvolti nella Croce a T con Saturno e Plutone, con molte probabilità le tensioni sociali saranno accompagnate da preoccupazioni notevoli per i problemi alimentari che già conosciamo, ma anche per problematiche inerenti ad eventi dovuti direttamente o indirettamente ai cambiamenti climatici causati dall’effetto serra... Infine, le progressioni (sempre dei punti-origine usati per la misurazione convenzionale del Tempo) indicano per il 2002, come periodo fortemente a rischio, quello che va proprio dall’equinozio primaverile fino a luglio, momento critico che ospiterà un’eclisse molto difficile. Pompei, 6 aprile 2001

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NOTE Il presente articolo è stato pubblicato il 6 aprile 2001 sul sito Internet Expérior alla pagina http://www.astroenergeutica.it/osservatorioastrale/Previsioni/effettispeciali.html Per maggiori approfondimenti ecco le pagine Internet consultabili: http://www.astroenergeutica.it/osservatorioastrale/Previsioni/2001cambiodirotta.html http://www.astroenergeutica.it/osservatorioastrale/Previsioni/risonanzeangolari.html http://www.astroenergeutica.it/osservatorioastrale/commenti/44_comparazionistoriche.html http://www.astroenergeutica.it/osservatorioastrale/commenti/49_dal_oriente_al_medioriente.html NOTE SULL’AUTORE Alberto Crescitelli, 44 anni, di Pompei, si è formato come musicista; a 18 anni ha incontrato il suo Maestro Spirituale A.C. Bhaktivedanta Swami e ha dedicato dieci anni allo studio dei Veda. Tornato in Italia, nel 1985 ha fondato un laboratorio d’arte e nel 1995 l’associazione culturale “Era di Satya”, dedicandosi nel contempo a ricerche astrologiche applicate alle discipline evolutive. E’ titolare con Sandra Zagatti dello studio associato Astroenergeutica, e insieme svolgono ricerche su diversi campi di applicazione dell’astrologia individuale e mondiale, collaborando a riviste del settore e curando la redazione del sito Expérior. Nel 1999 hanno pubblicato il libro “Geometrie Astrali: dalla Grande Croce alle Eclissi, una riflessione sugli eventi celesti più misteriosi”, e nel 2000 “Il terremoto nell’astrologia”, che affronta il delicato argomento della previsione degli eventi sismici.

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LETIZIA GARIGLIO

TERRA TRA MITO, ASTROLOGIA E LETTERATURA DEL ’900 SECONDA PARTE

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…ovvero quanto possa essere intensa la spiritualità dei valori di terra, e segnatamente del Toro… Terra e fatalismo meridionale del mondo mediterraneo Nella letteratura del ‘900 il teatro di Federico Garcia Lorca è in larga misura teatro “di terra”. Le più importanti opere scritte per la scena, in particolare i tre grandi drammi (Nozze di sangue, Yerma, e La casa di Bernarda Alba) si imperniano su temi e su valori espressi dal mondo contadino e sulla frattura degli stessi. Materia dei drammi è la crisi di un mondo che si fonda sull’istituzione della famiglia nella cultura mediterranea. Tre forme diverse di crisi sono indicate nelle sue opere, tre fratture insanabili in grado di scatenare le tragedie della perdita e della rovina, tre forme essenziali della negazione del valore della famiglia, della continuità attraverso la discendenza, dell’organizzazione della vita sociale in forma regolata: in Nozze di sangue 23 la rottura è scatenata dall’adulterio, supposto o realizzato, non importa; in La casa di Bernarda Alba 24 è l’assenza ossessiva del maschio in una famiglia di sole donne represse senza misura; in Yerma 25 è la sterilità. In ogni caso la legge su cui si basa la costruzione dell’istituzione primaria della società (il matrimonio e la famiglia) va in frantumi. In Nozze di sangue la sposa fugge subito dopo le nozze con l’uomo che non può fare a meno di amare, sgomenta essa stessa della sua ribellione. Nel Quadro Ultimo dell’Atto Terzo dice alla suocera: “…Te ne saresti andata anche tu! Io ero una donna arsa, piena di piaghe dentro e fuori, e tuo figlio era un poco d’acqua da cui io speravo figli terra e salute: ma l’altro era un fiume cupo, pieno di rami, che faceva arrivare sino a me il rumore dei suoi giunchi e il suo cantare fra i denti. …Yerma, che ha per un poco accarezzato la possibilità di tradire il marito per concepire finalmente un figlio dice nel Quadro Secondo dell’Atto Terzo alla Vecchia, che gli propone il proprio figlio come compagno d’adulterio: “Io sono come una campagna arida che potrebbero arare mille paia di buoi, e tu m’offri soltanto un bicchiere d’acqua di pozzo. Il mio è un dolore che la carne ormai non contiene più…”. E Adele, innamorata di Pepe, come del resto più di una fra

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le sue sorelle, bloccata drammaticamente (in La casa di Bernarda Alba) prima di un incontro amoroso agognato, affronta la madre così: “Basta ormai con le grida da carcerieri!” – Adele strappa un bastone a sua madre e lo spezza in due - “Ecco che cosa ne faccio io al bastone del comando. Non faccia un passo di più. Su di me comanda solo Pepe e nessun altro”. Sono sempre le donne a sentire con la forza dei leoni la voce dominante della natura e dell’istinto (amore per il maschio, desiderio di maternità) e si ribellano alla costrizione di un mondo chiuso, repressivo, che non tiene conto della sete individuale di vita e amore. Il mondo di Garcia Lorca, popolato di boscaioli, contadini, possidenti terrieri, braccianti...disegna l’ambiente del mondo mediterraneo andaluso, così vicino nel profondo al mondo meridionale del nostro Giovanni Verga: 26 simile il bruciante senso della fatalità, simile il contorno dei paesaggi e dei gesti, con il riferimento costante alla terra dei padri. Ma l’intera corrente letteraria italiana del verismo proietta nei romanzi l’analisi delle profonde cause delle questioni sociali e dell’incalzare delle lotte politiche e sociali, legate, sempre, sebbene in modo più esplicito o implicitamente consequenziale, a problematiche “di terra”: con Verga il siciliano Capuana, la sarda Deledda, i napoletani Di Giacomo e Serao, il romano Pascarella, i toscani Fucini e Pratesi.. E nella memoria incalza il senso del destino che incombe nei personaggi di Verga, sulla pesantezza delle loro esistenze, sull’austera fatica della quotidianità. Nei romanzi verghiani le forze dell’uomo lottano giorno per giorno contro l’ostilità della sorte, ma non c’è scampo alla necessità di campare lavorando senza riposo. Non a caso si parla per i suoi personaggi di “psicologia del vinto”: non tanto perché la sconfitta sia inevitabile, quanto perché ogni suo personaggio si piega alla forza – negativa - della natura e a quel senso di fatalismo che rende impossibile sottrarsi agli eventi. Tutti i sentimenti, tutte le pene degli uomini e delle donne di Verga sono riportati ad un unico grande motivo: quello in assoluto più taurino, quello economico. Il sentimento ultimo è il dolore: causato dalla perdita, di beni e cose, oppure causato dalla paura di perdere. E’ il possesso il nodo centrale delle sue opere, inteso nella sua materialità di terra, prodotti della terra e cose. Sensualità e desiderio non si animano che per “la roba”, per la terra, per il denaro, segni tangibili di quanto costruito. Terra e reminiscenze pagane nelle Langhe come in Lucania La luna e i falò,27 ultimo romanzo di Cesare Pavese, l’opera più matura scritta appena prima della morte, in cui realismo e lirismo trovano il punto più alto di equilibrio, svolge il tema del ritorno: ritorno al paese, alle radici della terra. Le origini non sono solo da ricercarsi nell’infanzia, nel passato, nella memoria. Sono simbolicamente da ricercarsi anche nel substrato dei miti e dei riti collegati alla terra. Sono gli antichi riti della cultura contadina, di cui parla il titolo stesso del romanzo, annodati e segnati da antiche credenze – i falò – ma anche dell’immanente

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incidenza degli eventi naturali e ciclici – le stagioni, le lune – che fissano e immobilizzano il mondo arcaico della campagna. La luna e i falò – ripetersi di vita e morte. “La luna...bisognava crederci per forza. Prova a tagliare a luna piena un pino, te lo mangiano i vermi. Una tina la devi lavare quando la luna è giovane. Perfino gli innesti, se non si fanno ai primi giorni della luna, non attaccano”.28 Il fuoco brucia, uccide, ma ha capacità fecondatrici, di rinnovamento, e la cenere ridiventa terra: “Si vede che fa bene alle campagne… le ingrassa”.29 I riti collegati alla sacralità della terra non possono che evidenziare la profonda immutabilità della terra, come della vita dei contadini, nelle pagine di Pavese prive di umanità e di pietà. E le vite dei singoli individui sfociano tutte in tragedia: la follia di Valino che incendia tutto e si uccide, il dramma di Silvia e Irene, e per ultimo di Santa, che conclude il romanzo con un ulteriore falò, quello del suo corpo, perché fucilata e bruciata come spia. Si direbbe che tutte le morti non siano che morti rituali: alla terra si è necessariamente legati da una condizione di cupo fatalismo. Brucia il corpo di Santa, e l’ultimo bagliore di un rito sacro consente di restituire alla terra, purificate, le forze paniche delle passioni umane. Il cuore vero di La luna e i falò è il senso di immutabilità della terra, che consente il realizzarsi del ritorno alle origini. Il protagonista, Anguilla, torna dall’America alla terra d’origine, il paese dove è stato bambino. Qui la terra è le Langhe, l’acre mondo rurale dove le storie delle generazioni si depositano e si sedimentano, concimando l’humus con la loro energia, di fatica e di dolore. La terra non è mai dolce; non è la madre buona cui si desidera tornare (del resto il protagonista neanche conosce la propria madre naturale, essendo stato abbandonato). Non rappresenta un mondo consolante e accogliente. E’, al contrario, un mondo chiuso e opprimente (“Che cos’è questa valle per una famiglia che venga dal mare, che non sappia niente della luna e dei falò?”).30 E’ una terra crudele, ferina, che pretende sangue, morte, crudeltà rituale. Eppure i figli di questa terra, come Anguilla, come Pavese stesso, non possono fare a meno di riannodare i fili del passato. Il ritorno è una sorta di discesa nelle profondità della terra, là dove forse risiedono tutti i mostri, anche quelli dell’uomo Pavese, che non riuscì mai a risolvere se stesso nel suo rapporto con le donne, con le “madri”. Si rende necessario affrontare l’inconscio: tornare al paese, alla terra d’origine, ai falò, ai fuochi fatui dei fantasmi interiori, inguaribilmente segnati dalle ossessioni. Terra significa soprattutto immutabilità, fissità, forza di inerzia. Tutto sembra rimanere uguale: “Stessi rumori, stesso vino, stesse facce di una volta. I ragazzotti che correvano in mezzo alle gambe alla gente erano quelli; i fazzolettoni, le coppie di buoi, il profumo, il sudore, le calze delle donne sulle gambe scure, erano quelli. E le allegrie, le tragedie, le promesse in riva a Belbo”.31 E ancora, fino nei particolari: “Arrivai sotto il fico, davanti all’aia, e rividi il sentiero tra i due rialti erbosi. … il salto dal prato alla strada era come una volta – erba morta sotto il mucchio delle fascine, un cesto rotto, delle mele marce e schiacciate”. ”Seguitai a salire, e vidi il portico, il tronco del fico, un rastrello appoggiato all’uscio – la stessa corda col nodo

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pendeva dal foro dell’uscio. La stessa macchia di verderame intorno alla spalliera sul muro. La stessa pianta di rosmarino sull’angolo della casa. E l’odore, l’odore della casa della riva, di mele marce, d’erba secca e di rosmarino”.32 “Entrai nell’aia ... dissi ch’io su quell’aia c’ero stato bambino. Chiesi se il pozzo era sempre là dietro.33 “Era strano come tutto fosse cambiato eppure uguale...la gente era passata, cresciuta, morta; ...eppure a guardarsi intorno, il grosso fianco di Gaminella, le stradette lontane sulle colline del Salto, le aie, i pozzi, le voci, le zappe, tutto era sempre uguale, tutto aveva quell’odore, quel gusto, quel colore d’allora”.34 Fortissimo è il legame pagano con la terra, sebbene sentito solamente (ahinoi) con sentimento negativo anche in Carlo Levi, che scriveva in Cristo si è fermato a Eboli: 35 “Questa fraternità passiva, questo patire insieme, questa rassegnata, solidale, secolare pazienza è il profondo sentimento comune dei contadini, legame non religioso, ma naturale… l’uomo non sa distinguere dal suo sole, dalla sua bestia, dalla sua malaria: dove non possono esistere la felicità … né la speranza… ma la cupa passività di una natura dolorosa”. E ancora, sul senso della natura in quanto espressione divina: “Tutto, per i contadini, ha doppio senso. La donnavacca, l’uomo-lupo, il Barone-leone, la capra-diavolo… tutto partecipa alla divinità, perché tutto è realmente e non simbolicamente, divino, il cielo come gli animali, Cristo come la capra”. Terra e cibo in letteratura E che dire del valore del cibo, che esprime in letteratura via via significati ideologici, valori sociali, idee morali, e così via? La concretezza e la materialità della cultura contadina si esprimono nei gesti quotidiani legati al cibo. Non dimentichiamo che è il cibo a consentire tangibilmente di prosperare, è il cibo a dare misura della capacità del contadino di produrre e dunque della sua ricchezza. Cibo è metafora di un potere non soltanto orale. E’ metafora di sicurezza sociale e di stabilità dell’esistenza stessa. E in letteratura il cibo è spesso l’elemento fondamentale di molti momenti, sociali: si adopera per suggellare concretamente patti, accordi, alleanze, il cibo anzi può dare il colore e l’intonazione di un’intera scena o di un episodio. L’odore, il sapore e il tessuto del cibo stesso sono metafore per esprimere la natura di un rapporto o di un avvenimento. Per non parlare del modo con il quale il cibo viene assunto. La stessa attività del nutrirsi e del nutrire, offrendo o rifiutando cibo, può spiegare per analogia il carattere di un personaggio, può funzionare persino da foreshadowing, da ombra fugace che lasci presentire lo svolgimento di un avvenimento, può spiegare situazioni di rapporti sociali, posizioni vicendevoli dei personaggi, impostazioni psicologiche. Persino la collocazione dei personaggi nello spazio rispetto al cibo (senza affrontare l’interpretazione in chiave sociale del sistema schematico d’assegnazione dei posti a tavola), disegna una situazione. Se, per esempio, un personaggio volta le spalle mentre mangia, o a chi mangia, o viene allontanato da un luogo in cui altri mangiano, allora è probabile che si voglia evidenziare l’esclusione da un gruppo o da

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una comunità, o si voglia rilevare la negazione di un rito d’ospitalità. L’assunzione di cibo insieme con altri o l’esclusione dalla mensa suggeriscono interpretazioni d’aggregazione e disgregazione. Quando prevale l’elemento terra in un pezzo di letteratura è molto probabile che il cibo si accoppi ai passaggi fondamentali della storia e sottolinei un fulcro della vicenda. Cibi belli grassi e abbondanti accompagnano i tempi felici, cibi poveri sottolineano il freddo della povertà e del dolore. Cibo e società Il cibo e il suo uso sono potenti indicatori delle differenze sociali: ad esempio evidenziano lo stato di subordinazione dei giovani agli anziani e delle donne agli uomini. Se osserviamo la cosa dal punto di vista sociologico la stessa socializzazione dei pasti impone l’accettazione di norme regolative dell’istintività: i popoli primitivi mangiavano quando sentivano fame, in maniera anarchica, non si ponevano un problema di regolarità. Al contrario, la riunione attorno ad una tavola secondo orari stabiliti fa perdere naturalezza all’assunzione del cibo. Lo strutturalismo ha volto lo sguardo alle regole, spesso implicite, che direzionano le regole sociali relative al cibo. Così considerano fondamentale l’opposizione fra il crudo e il cotto, perché cuocere il cibo significa trasformare la natura in cultura. Secondo Claude Levi-Strauss 36 la trasformazione del cibo è un vero e proprio linguaggio, un sistema di comunicazione (come il linguaggio verbale o il sistema di parentela). “Leggere” le pratiche alimentari dunque consente di interpretare cultura e società, penetrandone la struttura, e permette di giungere a scoprire forme universali costanti nelle diverse società. Anche il gusto è legato alla differenziazione sociale: dipende da educazione, abiti culturali, conoscenze, disponibilità di denaro e di beni. Analizzare i gusti lascia individuare posizioni sociali, pensieri, credenze dei soggetti. Nel passato, e fino al Medioevo, l’assunzione di cibo secondo quantità pantagrueliche era considerata un obiettivo del tutto positivo. Grasso era bello, si potrebbe dire parafrarasando uno slogan nostro contemporaneo. Oggi invece l’abbondanza di ciccia è considerata negativamente: si preferiscono i magri che sanno autocontrollarsi, comprimere i propri bisogni di istintualità – chi sa controllarsi in campo alimentare si suppone per somiglianza che sappia in generale razionalizzare qualunque impulso o appetito. Se l’uomo medievale era apprezzabile per la sua capacità di affrontare la vita con la forza degli istinti naturali (l’appetito, la forza fisica, il potere per mezzo del corpo), oggi è giudicato bene ed è considerato superiore l’uomo che nega la propria fisicità (pochi bisogni corporei, forza d’astensione dagli impulsi naturali). L’obeso non è solo considerato brutto, ma sotto sotto anche “cattivo”. Qualcuno certamente ricorderà uno splendido film di Buñuel, Il fascino discreto della borghesia, in cui i protagonisti vivevano in una società dominata da regole che controllavano l’assunzione di cibo: lì era considerata un’operazione sconveniente, sordida e piuttosto sporca, di cui vergognarsi. E infatti, non potendola eliminare, i protagonisti la compivano di nascosto in luoghi appositi, segreti e asettici, tanto

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simili alle nostre toilettes. Nello stesso film, per contro, assolvere alle proprie funzioni escretorie era tutt’altro che disdicevole, anzi, un’azione socializzante, da compiersi insieme con gli altri, tutti seduti insieme con politeness sui propri cessi, immersi in amabile conversazione. Il film induceva un’interessante riflessione anche sul senso che attribuiamo alle pratiche alimentari e sull’azione di mangiare come azione comunicativa. Mansfield: la critica sociale attraverso il cibo Vi è un’autrice (molto in alto sulla vetta delle mie personali preferenze fra gli scrittori del ‘900), Katherine Mansfield,37 che ha saputo ironizzare e giocare con l’immagine del cibo, centrando sul rapporto fra cibo e personaggi la propria dissacratrice attenzione. L’autrice ha veicolato nei suoi racconti attraverso il cibo, fermando in modo indelebile e tagliente i suoi giudizi, la sua personale antipatia per quelle persone e quei gruppi umani che considerava rozzi. In un racconto, intitolato In una pensione tedesca, In a german pension del 1911, come ogni altro suo racconto completamente privo di intreccio, rivolge al cibo quotidiano il suo attentissimo occhio satirico. Il racconto è narrato in prima persona e l’Io narrante, personaggio di giovane signora inglese, in cui è trasparente vedere la stessa autrice, si trova a tavola con un gruppo di tedeschi. A tavola i tedeschi parlano di cibo, di montagne di cibo già ingurgitate in precedenza, e intanto mangiano a quattro palmenti, senza risparmio di macchie di zuppa e di parole di critica verso gli inglesi, a loro parere esagerati consumatori di ogni sorta di alimenti. Criticano: “Zuppa, pane fresco, carne di maiale, tè, caffè, frutta al forno, miele, uova, pesce freddo, rognone, pesce bollito e fegato...”La narratrice inappetente intanto fa piccoli assaggi. Vorrebbe dire che non è vero che gli inglesi mangiano tanto, ma arriva il vitello con crauti e patate. E sono rutti. E intanto parlano di toeletta. E giù crauti. E mentre mangiano le signore si puliscono i denti con le forcine dei capelli. La narratrice rifiuta il piatto. Arriva la sferzata: “…lei è vegetariana?”. “Ma certo. Ormai non mangio carne da tre anni”. “Im-pos-si-bi-le! Ha figli?”. “No”. “Ecco cosa succede a comportarsi così”. …La cena continua con bollito e salsa di ribes. Intanto herr Hoffmann si asciuga il sudore con il tovagliolo e già che c’è dà anche una nettatina alle orecchie. Arrivano le albicocche al forno. Abbuffandosi chiedono all’inglese qual è la pietanza preferita di suo marito ma lei non lo sa. Stupore e orrore generale, espresso con bocche assatanate piene di ciliegie. Sentenziano: una donna non può aspettarsi la fedeltà del marito se non sa una cosa così. E la cena finalmente termina: “Mi chiusi la porta alla spalle”. E via, i tedeschi liquidati per sempre. Dopo aver letto il racconto diventa impossibile stare ancora a tavola con un tedesco con naturalezza senza temere che si metta le dita nel naso. Nel bellissimo racconto Garden Party 38 veniamo introdotti nel mondo ideale di Laura e di Laurie, sorella e fratello. Tutto è perfetto: il tempo, tiepido e senza nuvole, le rose sbocciate a centinaia. Anche il montaggio della pagoda per il party all’aperto ha note ideali, con quel bel toc-toc che fanno gli operai con i loro martelli di

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legno. E le bandierine per i sandwich. E le sfogliatelle alla panna. Solo un piccolo neo: è morto un giovane uomo nella povera casa appena sotto la loro proprietà. Rinunciare alla festa? O almeno alla banda musicale? Ma non esageriamo! Il party si fa, così ben riuscito. E in un moto di grandiosa generosità si decide che i residui del party saranno portati alla vedova, con un cestino. E in quel paniere con le tartine avanzate la Mansfield ripone tutta la stupidità e l’insensibilità dei ricchi, affinché ci rimanga impressa per sempre. Il suo tagliente e indelebile giudizio, ancora una volta, passa attraverso il cibo e l’uso che se ne fa. Andrea Camilleri e gli archetipi della sicilianità Il milione e mezzo di appassionati lettori di Andrea Camilleri 39 gustano senza parsimonia i sapori espressivi che dalle sue storie sembrano avvertire del non lontano legame con una civiltà più arcaica, o meglio ancora avvisano di un persistente legame fra luoghi e personaggi e valori di terra. Certo l’autore non ha staccato dalla propria memoria né dal cuore (e tantomeno dallo stomaco) il cordone che lo lega alla sua gente. Che dire di Montalbano che non riesce neppure a pensare, né a tranquillizzarsi, né a lavorare, e che persino antepone a una bella donna un piatto di “purpeddi” o una ricetta qualunque, per carità, di quelle di cui dispone la cucina siciliana, purché sia un’opera d’arte. Da “camillerista” convinta nata in Piemonte ho come gli altri suoi appassionati lettori la pretesa di capire “tutto”, quando leggo la lingua siculo-fantasiosa dei suoi romanzi. Me li pappo in un sol boccone. Camilleri mi tiene legata attraverso i suoi libri ad una Sicilia che mi sarebbe quasi estranea, se l’universale oralità di Montalbano non mi rendesse digeribilissimi i modi di ragionare e vivere dei conterranei dell’autore. Credo davvero che i suoi libri si lasciano incorporare con tanta facilità – e tanto piacere - grazie agli archetipi universali legati alla terra che ci affidano la chiave della narrazione di questo cantastorie. Isabel Allende: eros e cibo Chissà se la garbata scrittrice cilena Isabel Allende era cosciente di riunire, nel suo libro Afrodita,40 almeno quattro elementi considerati dall’astrologia squisitamente taurini: cibo, eros, vista e parola (anche Tolemeo definiva il segno del Toro come un segno ricco di vocalità). Nel libro di Allende si trovano esplicite associazioni: “Il cibo, come l’erotismo, entra dagli occhi”. “I grandi amatori sanno che per una donna il migliore afrodisiaco sono le parole”. E ancora “Gli afrodisiaci sono un ponte gettato tra gola e lussuria”. “…Sesso e cibo sono fra le poche cose che uomini e donne condividono”. Nel suo libro ci ha proposto, con la naturalezza dello stesso vivere, il connubio eterno e intramontabile fra amore e cibo, fra piacere della gola e piacere erotico, fra appetito sessuale e appetito alimentare. Stuzzicando la nostra curiosità abbina arte sensuale del cibo e virtù amatorie: abbinamento vecchio come il mondo? Sì, ma non è che se ne parli poi tanto. Forse perché non piace alle religioni dedite, anziché al piacere del corpo e dei sensi, alla filosofia della sofferenza e del sacrificio (la reli-

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gione cattolica, quella puritana, quella calvinista...). Che però non si vergognano poi di indulgere in modo segreto, con scarsa parsimonia e abbondante ipocrisia, verso la debolezza della carne. Anche per questo in Occidente si è sempre finto di ignorare la congiunzione naturale del piacere della buona cucina con quello dell’erotismo. Non così in altre culture. Cadenzare il tempo con il cibo: effetto di straniamento Il cibo (i pranzi, le cene) sono beni e occasioni di consumo rapidi; ingestione, digestione e assimilazione sono processi piuttosto veloci. Proprio per questa ragione l’autore israeliano Meir Shalev ottiene un notevole effetto di straniamento narrativo, quando nel suo romanzo Per amore di una donna 41 cadenza una storia di molti anni attraverso un numero preciso di cene. Per amore di una donna è un romanzo lento, che esige una lenta lettura. Il protagonista, Zayde, ricerca le ragioni del suo essere nel tempo antecedente la propria nascita, nella storia e nella memoria di sua madre, Yehudit, figura centrale del romanzo. Zayde saltabecca avanti e indietro, tra il presente, il suo passato e il passato della madre, il momento della morte della donna (lui ha dodici anni), e la sua maturità (a trent’anni) Tre uomini hanno amato la donna e lei, in una notte incubosa in cui è tormentata dal ricordo di una figlia strappatale, si dà a tutti e tre. Meglio, deliberatamente sceglie di dare al figlio tre padri: Moshe Rabinovic, il fattore dai capelli biondi, Globermann, il mercante dagli enormi piedi, e Yaakov Scheinfeld, il poeta allevatore di canarini. E da tutti e tre il figlio erediterà precise caratteristiche. Fugaci occasioni di piacere del palato- le cene - servono allo scrittore per fermare il tempo: una prima volta quando il protagonista dodicenne è da poco rimasto orfano; la seconda cena con un salto nel passato riporta all’arrivo della madre nel villaggio; con una proiezione in avanti alla terza cena il protagonista ha già trent’anni. La quarta avviene dopo che l’ospite che l’ha invitato (Yaakov Scheinfeld) è già morto. Avanti e indietro nel vissuto del protagonista (Zayde) la narrazione accosta molte tessere di un puzzle che si riuniscono nel mosaico di una storia polifonica, procedendo per accostamento, induzione, suggestione. Ma quest’insistenza nel suddividere il tempo per mezzo di cene credo possa essere letta come un segnale, un suggerimento interpretativo. Lo scarto straniante obbliga a ripensare al senso più profondo di questa vicenda. Pur nella sua stranezza non è che una storia rurale, e in fondo è proprio all’emblema della ruralità – la vacca – che si deve la triplice paternità del protagonista. Il susseguirsi degli episodi così dilatati nel tempo (le storiche cene) priva la storia del senso di transitorietà, e la immerge in quello dell’intemporale, dell’eterno, di ciò che appartiene all’ineluttabile, al fato. E così il sentimento più acuto che il libro regala è quello della nostalgia. Cibo: il “tema” di terra che c’interessa di più? Camilleri mi suggerisce un dubbio: non è che al lettore contemporaneo interessino le storie “di terra” solo quando sono legate al cibo? Ora che pare definitivamente

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tramontata la letteratura realista che proponeva problematiche sociali connessa ai grandi temi di terra del disagio e della fame. Non ci sarebbe dunque di che stupirci se fra mucche pazze, pomodori e soia transgenica, velleità bio-vegetariane e buoni propositi individuali e collettivi, a dispetto di tutto, il cibo rimanesse il tema di terra che nonostante tutto c’intriga di più. Si giustificherebbero alcune tendenze della nostra attuale società che legge più volentieri di ogni altra, su qualunque periodico, le pagine dedicate all’enogastronomia, possibilmente doc, s’intende. Che si muove solo se c’è da andare a qualche festa paesana condita con piatti tipici e assaggi culinari, che muove capitali solo quando si è pregustato l’ultimo business del protezionismo alimentare che mette tutti d’accordo. La terra e il realismo magico letterario Quanto al realismo, fortunatamente c’è ancora quello magico a fornirci storie di terra. Ma il realismo magico abita nella letteratura di quei paesi dove ancora esiste un mondo contadino, alimentato da grandi spazi, da grandi terre e da problemi ancora altrettanto grandi di rapporti di classe e di lavoro, paesi dove ancora si ambisce a raggiungere i livelli d’industrializzazione occidentale – e ad affrontare le successive problematiche di un mondo post-agricolo. Garcia Marquez: realismo magico e storie universali di terra E’ il grande colombiano Gabriel Garcia Marquez a dare una definizione della corrente letteraria del novecento, poi denominata “realismo magico”. Spiegò che la realtà doveva essere considerata nella potenzialità di tutte le sue estensioni, fino ad includere gli elementi – presenti in seno alla Natura – del misterioso e del magico. “E’ qualcosa”, disse “che la letteratura europea si è sempre preclusa”. E nel dare vita alle sue immense doti di stile e d’immaginazione seppe, in tutti i suoi capolavori, intrecciare mito, meraviglioso ed elementi terreni, con tratti sublimi. I suoi romanzi partono sempre da una condizione di “reale”, le storie sono ben ancorate ad un fondo di realismo di terra: famiglia e paese. Ma in fretta famiglia e paese diventano i simboli dell’intera umanità. Anche nel capolavoro Cent’anni di solitudine 42 la storia è legata ad una terra, un luogo. La saga familiare copre un intero secolo; la famiglia Buendìa e il villaggio di Macondo vi sono seguiti con le modalità con cui si accompagnano i personaggi nelle storie di terra: attenzione alla genealogia, a cause e conseguenze, a matrimoni e figli, ad accoppiamenti istituzionali e non, alla riproduzione, ecc. Ma famiglia e villaggio, simboli dell’umanità intera, sono mescolati con i sogni e i miti dalla forza universale, frammisti alla sapienza del popolo caraibico, capace di incorporare gli aspetti magici e misteriosi della natura. Macondo, villaggio in fondo al mondo, ha paradossalmente aperto la strada del realismo magico a tutta la letteratura sudamericana. Negli autori del realismo magico l’elemento del meraviglioso s’intreccia strutturalmente alle problematiche della terra: con il lavoro delle piantagioni, il sottosvi-

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luppo economico, l’oppressione del latifondismo, la persistenza di antichi sistemi agrari, i sistemi dittatoriali per mantenere ben divise le classi sociali, le difficoltà dei diseredati, l’assoggettamento d’intere nazioni all’imperialismo, il ritardo nello sviluppo tecnologico disegnano negli scrittori americani ben oltre “cento anni” d’arretratezza. Il crudo verismo si mescola al simbolismo: ecco l’incanto di questa letteratura. Per molti lettori la “scoperta” dei sudamericani – Garcia Marquez, Amado, Asturias, è stata folgorante e si sono trovati immediatamente avviluppati da questo impasto, così terrigno, in cui la via di purificazione (la fresca acqua consolatrice del magico e del fiabesco) era irrimediabilmente amalgamata con la pesante fangosità degli scenari tragici delle realtà sociali, politiche e umane, che sembrano in quegli autori emergere direttamente dalle “tenebre” del medioevo. E io credo che la mescolanza di realismo e mito, l’intreccio barocco di fatalismo e religiosità equatoriale siano in questa letteratura necessari a rendere sopportabili realtà altrimenti strazianti. Jorge Amado: terra, ritorno alla “Grande Madre” Anche se la critica lo definisce come tale, a Jorge Amado non piace riconoscersi come esponente del realismo magico. Dice di limitarsi a parlare della realtà brasiliana: e nella realtà del Brasile c’è tanto di magico. Certo non possiamo negare che si sia tanto occupato delle grandi differenze di stato sociale, che il possesso delle terre (o meno) determina. E se i suoi romanzi sono così legati alle problematiche di terra, e al dissestamento del suo paese, tuttavia i suoi protagonisti (e le sue protagoniste!) superano con la forza della loro irruente creatività la tragedia sociale che sempre fa loro da sfondo. Sono eroi. Ed eroine. Come Teresa Batista,43 venduta a tredici anni a un crudele violentatore, poi capace progressivamente di rinascere e assumere poteri quasi divini. Come Dona Flor,44 che guarda caso conduce la scuola di cucina “Sapore arte”, ennesima “irregolare” che si bea della fattiva cooperazione in amore di due mariti (e che fa se uno è un fantasma!). Ma la protagonista ultima è sempre lei, la terra! Da cui si fugge a causa della siccità, che domina con le sue leggi, contrastata o assecondata dalle forze della natura (la pioggia, i venti, le acque). Come in Messe di sangue 45 a lei, alla terra, “Grande Madre”, meta ultima e irraggiungibile volgono lo sguardo fazendeiros e braccianti, bennati e diseredati, signore e puttane, affinché dispensi vita e morte. E allora? Siamo partiti per questo “giro” attorno alla terra sospinti dalle “fredde” sferzate di Barbault. Spronati da questo autore abbiamo rifiutato i caldi abbracci di una terra, madre tenera e accogliente, per cercare terre di fredda intellettualità e solida azione di pensiero. Ma molte cose sembrano averci risospinti indietro Non so francamente dare una soluzione definitiva ai dubbi iniziali. Ma sembra che siamo ora riapprodati a sponde più calde e materne, più accoglienti e antiche.

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Ho ricevuto in questo excursus molti segnali di duplicità, di contraddizione, di contrapposizione, a seconda che abbia condiviso un’ottica matriarcale o patriarcale nel guardare all’archetipo terra. Ho certamente compreso che, anche se, come dice Barbault, la terra è un elemento di raffreddamento e di consolidamento, al suo interno vive con certezza una forza violenta tanto potente quanto quella del fuoco irruente e pericoloso di un vulcano. Il tentativo di predominio patriarcale dura da alcuni millenni, ma il drago cova sotto la cenere. Il grembo materno pulsa con una forza in grado di generare titani. Il drago è più vivo che mai. NOTE 23 FEDERICO GARCIA LORCA, Tutto il teatro, Milano, Arnoldo Mondadori editore, 1965. 24 Op. cit. 25 Op. cit. 26 GIOVANNI VERGA, Tutte le novelle, 2 volumi. Mondadori, Milano 1955;I romanzi brevi e tutto il teatro, Newton Compton editore, Roma 1996; I Malavoglia, Mondadori 1968; Mastro Don Gesualdo, Mondadori 1966. 27 CESARE PAVESE, La luna e i falò, Einaudi Editore, Torino 2000, edizione tascabile (prima edizione 1950). 28 Op. cit., pag. 51. 29 Op. cit., pag. 49. 30 Op. cit., cap. X 31 Op. cit., cap. II. 32 Op. cit., cap. V. 33 Op. cit., cap. VI. 34 Op. cit., cap. VI. 35 CARLO LEVI, Cristo si è fermato a Eboli, Torino, Einaudi, 1945. 36 CLAUDE LÉVI-STRAUSS, Il crudo e il cotto, Milano, Il Saggiatore, 1966. 37 KATHERINE MANSFIELD, Tutti i racconti, Roma, Newton & Compton editori, 1996. 38 Op. cit., pag. 243. 39 Le opere di Camilleri sono edite da Sellerio, Mondadori e Rizzoli. 40 ISABEL ALLENDE, Afrodita, Milano, Feltrinelli Editore, 1998. 41 MEIR SHALEV, Per amore di una donna, Milano, Frassinelli, 1999. 42 GABRIEL GARCIA MARQUEZ, Cent’anni di solitudine, Milano, Feltrinelli editore, 1973. 43 JORGE AMADO, Teresa Batista stanca di guerra, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1975 44 JORGE AMADO, Dona Flor e i suoi due mariti, Milano, Garzanti editore, 1977. 45 JORGE AMADO, Messe di sangue, Milano, Garzanti editore, 1987.

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JAMES BROCKBANK

I SIGNORI DEL TEMPO IN ASTROLOGIA ELLENISTICA TRADUZIONE DI ANGELA CASTELLO

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Sette modi differenti usati dagli antichi per definire gli anni della vita dominati da un pianeta. I Signori del Tempo fu uno dei metodi, praticato pressappoco dal 200 A.C. fino al 600 D.C., che gli astrologi ellenistici usavano nelle previsioni. La teoria è semplice: quando un pianeta diventava Signore del Tempo permetteva che avvenisse soltanto ciò che era di sua pertinenza; se in un oroscopo vi era la promessa di qualcosa allora era facile che quel qualcosa si sarebbe realizzato quando i relativi pianeti sarebbero diventati Signori del Tempo. In pratica, il discorso era molto più complicato. In questo articolo, darò prima un’idea dei diversi sistemi usati per definire i Signori del Tempo, poi esporrò come potrebbero essere utilizzati in teoria e, infine, dimostrerò come possono funzionare in pratica. Il tema scelto come esempio è quello di Evelyn Waugh. L’ora della nascita e tutti i dettagli della sua vita sono presi dalla sua biografia scritta da Selina Hasting. Tutte le informazioni sulle procedure relative ai Signori del Tempo sono tratte dalle opere di astrologi ellenisti tradotti da Robert Schmidt e pubblicate dal Project Hindsight, nonché dalle sue cassette sull’astrologia ellenista. In larga misura, i metodi sono quelli di Robert Schmidt mentre le applicazioni sono mie. Per ora, non esiste un modo universalmente accettato di usare le tecniche ellenistiche dato che così pochi astrologi le impiegano. Il primo problema da affrontare è che c’erano almeno dodici diversi sistemi per definire i Signori del tempo, così che parecchi differenti Signori del Tempo sarebbero stati attivi in qualsiasi momento. Ogni astrologo aveva il suo sistema preferito e alcuni sistemi sarebbero stati più popolari di altri. I sette che presenterò tra poco sono quelli che ritengo più interessanti. I primi quattro metodi che intendo prendere in considerazione presentano un Signore del Tempo Generale, il quale governa un determinato periodo che viene in seguito diviso in sezioni più piccole governate da un Signore del Tempo Specifico. (Queste parti potevano anche essere divise in sezioni ancora più piccole ma non voglio perdermi nei dettagli.) I quattro sistemi usano i periodi planetari minori per dividere il tempo. I periodi planetari minori sono: Sole 19 anni; Luna 25 anni; Mercu-

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rio 20 anni; Venere 8 anni; Marte 15 anni; Giove 12 anni; Saturno 30 anni. I periodi non sono completamente arbitrari in quanto hanno un fondamento astronomico, sebbene la precisione astronomica si diversifichi: Sole: 19 anni è il ciclo metonico quando un’eclissi avviene sullo stesso grado. Luna: nei 25 anni egiziani (365 giorni) vi sono esattamente 309 cicli di lunazione; ogni 25 anni egiziani le fasi lunari avvengono negli stessi giorni dell’anno. Mercurio: ogni 20 anni egiziani ci sono 63 sinodi Mercurio-Sole. Venere: ogni 8 anni c’è il suo ciclo di ritorno con il Sole. Marte: occorrono 15 anni per il suo ciclo di ritorno con il Sole. Saturno: il suo ciclo di ritorno con il Sole è di 30 anni. Giove: il suo ciclo di ritorno con il Sole è di 12 anni. C’è ben poco negli scritti degli astrologi ellenisti che indichi l’importanza della precisione astronomica. E’ probabile che questi periodi fossero la testimonianza di un’antica eredità e venissero trasmessi per tradizione, nello stesso modo in cui chi pratica l’astrologia oraria accetta una regola di Lilly, senza alcun tentativo di cambiare i periodi alla luce di un qualche progresso nelle conoscenze astronomiche. I SISTEMI 1. Il metodo Zodiacale In questo sistema si incomincia dalla Parte di Fortuna (ASC + arco dal Sole alla Luna, il contrario in una carta natale notturna), e dalla Parte di Spirito (ASC+ arco dalla Luna al Sole, il contrario in un tema notturno). Se interessati a ciò che si riferisce al corpo, procedete dalla Parte di Fortuna; se interessati a ciò che concerne l’azione o la reputazione procedete dalla Parte di Spirito. Se fortuna o spirito, o i loro governatori per domicilio, sono mal collocati prendete il più favorevole sia per l’azione sia per il corpo. Se sono entrambi nello stesso segno fate derivare l’azione dal segno seguente. Per i bambini, iniziate il rilascio dalla fortuna finché non sono abbastanza cresciuti per lo spirito. Il rilascio avviene dal segno in cui sono collocati fortuna o spirito. Ad ogni segno viene dato il periodo minore del suo governatore in anni, eccetto per il Capricorno che riceve 27 anni. Continuate secondo l’ordine dei segni. Ogni periodo generale viene diviso in periodi particolari assegnando a ciascun segno i suoi periodi minori in mesi, incominciando dal governatore generale. Una volta terminato il giro dello zodiaco, si continua dal pianeta opposto. Viene usato l’anno di 360 giorni. Ciò significa che gli otto anni di Venere sono di 360 giorni, i quali devono essere convertiti in anni di 365 giorni e 1/4 Nel tema di Evelyn Waugh, la Parte di Fortuna si trova in Toro ed è ben collocata, essendo posizionata in una casa forte. Il primo periodo del Signore del Tempo Generale appartiene a Venere, che governa per 8 anni mentre il secondo, Mercurio, governa per 19 anni, e così via lungo il cerchio zodiacale. Il primo Signore del Tem-

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po Specifico nel periodo generale retto da Venere è Venere, che governa per 8 mesi, poi Mercurio che governa per 15 mesi, ecc. Comunque, come già detto, questi sono anni di 360 giorni e mesi di 30 giorni per cui bisogna convertirli in anni reali. 2. Decennali Il secondo metodo parte dal Sole o dalla Luna. Il totale dei periodi minori = 129 anni:12=10 anni e 9 mesi. In una carta diurna si incominci dal Sole e in una notturna dalla Luna, a meno che non siano mal collocati, nel cui caso si incominci dal più favorevole. Se entrambi fossero posizionati male Vettio Valente incomincerebbe dal primo pianeta dopo l’Ascendente, mentre Efestione incomincerebbe dal pianeta angolare più potente. Si proceda attorno al tema di pianeta in pianeta in ordine zodiacale assegnando a ciascuno 10 anni e 9 mesi. I periodi particolari sono determinati assegnando ad ogni pianeta il corrispettivo dei suoi anni minori in mesi, incominciando con il reggente generale e da questi lungo il tema in ordine zodiacale. Viene usato l’anno di 360 giorni. Il tema di Evelyn Waugh è notturno. La Luna è congiunta a Saturno, che la danneggia, ma è angolare per cui comincerei in ogni caso da essa. La Luna governerà i primi 10 anni e 9 mesi, Giove i seguenti 10 anni e 9 mesi, ecc. Il primo Signore del Tempo Specifico nel periodo generale della Luna è la Luna, che governerà per 25 mesi, quindi Giove che governerà per 12 mesi, Venere per 8 mesi, ecc. Di nuovo, questi sono anni di 360 giorni e mesi di 30 giorni, che devono essere trasformati. 3. Quarti Si inizi dal primo pianeta in ordine zodiacale dopo la lunazione pre-natale, come indicato dalla Luna. Si dia ad ogni pianeta un quarto dei suoi anni minori. Dopo averlo completato, si inizi di nuovo il ciclo con il quarto pianeta a partire da quello iniziale. Il Signore del Tempo Specifico è determinato assegnando ad ogni pianeta una parte del periodo del Signore del Tempo Generale nella stessa proporzione dei suoi anni minori rispetto a 129 anni. In questo sistema viene usato un anno normale di 365 anni e 1/4. Nel tema di Waugh, il primo pianeta dopo la lunazione è il Sole. Esso governa per un tempo pari a un quarto del suo periodo minore, 4 anni e 9 mesi; Marte governa 3 anni e 9 mesi, seguito da Saturno per 7 anni e 3 mesi, ecc. I Signori del Tempo Specifico sono più difficili da calcolare ma, nel periodo generale del Sole, il Sole sarà il Reggente Specifico per 256 giorni, i quali sono proporzionali a 4 anni e 9 mesi come 19 anni a 129 anni, e Marte governerà per 202 giorni, che si rapportano a 4 anni e 9 mesi così come 15 a 129 anni. 4. Esaltazioni, o metodo di Babilio Il primo Signore del Tempo Generale deve essere il Sole o la Luna o Saturno o Marte. Usando il sistema delle case a segno intero, si scelga quello che si trova nella

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10a casa, o mancando questo, quello che può trovarsi nella 1a, 4a, 7a casa, nello stesso ordine. Se ce n’è più di uno con tali requisiti si scelga quello che è maggiormente dignificato in quel determinato luogo; se non se ne trova alcuno si guardi ai segni succedenti; se ancora nessuno risponde ai requisiti, si prenda il primo di questi pianeti dopo l’Ascendente. Dopo che è stato scelto il primo pianeta gli altri diverranno Signori del Tempo in ordine zodiacale. Un pianeta distribuirà i tempi per il suo periodo minore in anni, meno il suo periodo minore in giorni moltiplicato per il numero di gradi che lo distanziano dal suo punto di esaltazione. Con questo metodo un pianeta sarebbe in grado di distribuire i tempi solo per il 50% del suo periodo minore. A differenza del sistema decennale, il totale complessivo dei tempi distribuiti dai sette pianeti quando sono Signori del Tempo Generale non ammonterà a 129 anni. Con il presente sistema viene usato l’anno di 365 giorni e 1/4 Il primo Signore del Tempo Specifico nel periodo generale sarà il Signore del Tempo Generale di quel periodo e gli altri seguiranno in ordine zodiacale. Si determina il Signore del Tempo Specifico calcolando prima quale è la proporzione del periodo generale del pianeta rispetto al tempo complessivo di tutti i periodi generali sommati assieme. La stessa proporzione viene quindi applicata al periodo generale che viene ripartito. I gradi di esaltazione dei pianeti sono: 19 Ariete per il Sole; 3 Toro per la Luna; 15 Cancro per Giove; 15 Vergine per Mercurio; 20 Bilancia per Saturno; 28 Capricorno per Marte; 29 Pesci per Venere. Nella carta di Waugh il primo pianeta è il Sole. Esso governa per 19 anni (6840

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giorni) meno 19 giorni x 154 (distanza del Sole dal suo grado di esaltazione) = 2926 giorni. Pertanto il Sole governerà per 3914 giorni. Questi sistemi potrebbero sembrare arbitrari ma non lo sono. La maggior parte della gente ha familiarità con gli afeta usati da Tolomeo: l’Ascendente, il Sole, la Luna, la Parte di Fortuna, il Mediocielo e la lunazione pre-natale. Insieme alla Parte di Spirito questi erano considerati i punti più importanti di una carta natale. I diversi sistemi dei Signori del Tempo usano tali afeta per stabilire l’ordine secondo cui i pianeti lasciano partire i tempi. Doroteo e Tolomeo preferirono l’uso delle direzioni per determinare i Signori del Tempo. 5. Direzioni mediante i confini (termini) (il sistema preferito da Doroteo) Doroteo faceva progredire il Distributore Generale per ascensione obliqua attraverso i confini, facendo diventare principale Signore del Tempo ogni reggente dei termini. I Signori Ausiliari del Tempo vengono stabiliti quando il Distributore Generale, per direzione, incontra un pianeta o un aspetto esatto al pianeta. Il pianeta contattato diventa il Signore ausiliare del Tempo. Distributori Generali potrebbero essere il Sole, la Luna, la Parte di Fortuna, la sigizia pre-natale o l’Ascendente. In una carta diurna i pianeti dovrebbero essere considerati secondo l’ordine appena dato mentre in una carta notturna si dovrebbero invertire il Sole e la Luna. Un Distributore Generale deve cadere nella 1a, 10a, o 11a delle case a segno intero, che sia libera da malefici e aspettata da uno dei suoi reggenti. Sarebbe necessario considerare innanzitutto il Signore del termine, quindi il Signore del domicilio, in seguito il Signore del grado di esaltazione e alla fine il Signore del trigono. L’aspetto dovrebbe essere per segno intero, se si eccettua il Signore del termine che dovrebbe essere in aspetto di partile. Il Signore in aspetto al Distributore Generale diventava il primo Signore del Tempo, mentre gli altri erano determinati man mano che il Distributore Generale veniva diretto attraverso i termini. 6. Metodo tolemaico Tolomeo dirigeva gli afeta principali (Sole, Luna, Ascendente, MC, e Parte di Fortuna, che non era invertita per una carta notturna) e quando questi incontravano un altro pianeta, o si mettevano in aspetto esatto ad un pianeta, il pianeta diventava il Signore Generale del Tempo. I Signori Ausiliari del Tempo derivavano dai reggenti dei termini quando l’afeta li attraversava. L’afeta che Tolomeo sceglieva per le direzioni dipendeva dall’argomento cui era interessato. Come si vede, Tolomeo e Doroteo usavano metodi inversi. In entrambi i casi un grado corrispondeva ad un anno di vita. Prima di Tolomeo, tutti gli astrologi ellenisti effettuavano le direzioni per ascensione obliqua mentre Tolomeo dirigeva in ascensione obliqua soltanto un afeta sull’Ascendente; invece, dirigeva l’afeta sul MC per ascensione retta e gli afeta tra gli angoli per semi-archi proporzionali.

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7. Profezioni Il metodo preferito da Vettio Valente era quello delle profezioni. Per avere un’idea generale dei tempi, egli faceva avanzare l’Ascendente, il Sole, e la Luna. Per argomenti specifici faceva avanzare tutti i pianeti, e le parti di Fortuna, Spirito, Eros e Necessità, come pure gli angoli. L’afeta di profezione definiva l’argomento, mentre sarebbe diventato Signore del Tempo qualsiasi pianeta presente nel segno che riceveva la profezione; se non c’era, si ricorreva al transito dell’inizio di anno su tale segno; se non era possibile, al reggente di domicilio. Per superare il problema di ripetere il ciclo di 12 anni Valente paragonava, anche, la profezione alla Rivoluzione Solare. I miei sistemi preferiti sono i quattro che si avvalgono dei periodi planetari minori e le profezioni, e saranno i soli sistemi che prenderò ulteriormente in considerazione; ma sarebbe possibile stabilire i Signori del Tempo derivati dai sistemi che usano le direzioni esattamente nella stessa maniera. TEORIA E’ bene ripetere che non esiste una teoria fissa sul come usare i Signori del Tempo. Una teoria funzionale dipende dalla pratica e dall’uso, e ciò sta appena per cominciare. Le procedure che io elenco più avanti non sono prese da qualche accettata fonte astrologica ellenistica, ma rappresentano semplicemente il mio tentativo di usarle per vedere se funzionano. Non vi è dubbio che più si lavorerà sulle tecniche qui esposte più ciò che sottoscrivo sarà soggetto a modifiche. Dovrebbe, inoltre, essere chiaro che non sarebbe neanche possibile esercitare dei tentativi in tal senso senza tutto il lavoro di Robert Schmidt e del suo gruppo nell’ambito del Progetto Hindsight. Prima di riflettere sui Signori del Tempo in una carta natale, bisogna innanzitutto analizzare la carta perché questi non produrranno se non ciò che è previsto dalla carta natale stessa. Non si possono, infatti, interpretare i Signori del Tempo separati dal tema natale perché le due cose sono strettamente connesse: se un pianeta malefico promette qualcosa di male in un tema è probabile che, quando diventerà Signore del Tempo, resterà malefico e produrrà esattamente gli eventi promessi. Quando si interpretano i Signori del Tempo si dovrebbe cercare di tenere a mente tre punti: primo, cosa si lascerà accadere; secondo, se l’evento ipotizzato accadrà effettivamente o rimarrà incompiuto; e terzo, se il risultato sarà malefico o benefico. Per determinare quest’ultimo punto bisogna fare attenzione a ciò che segue: 1 Per stabilire quale tipo di eventi essi hanno in serbo si consideri: a) il pianeta b) la posizione del pianeta nella casa (per segno intero) c) il segno in cui si trova il pianeta.

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Bisogna osservare entrambi i pianeti e i signori del domicilio di entrambi i pianeti. 2. Per determinare la forza di questi eventi, la probabilità che siano portati a termine o se rimarranno incompiuti, si rifletta: a) se il pianeta che rilascia il tempo lo sta facendo da una posizione angolare verso un altro pianeta o un altro angolo, o se i pianeti interessati sono succedenti o cadenti (per posizione dinamica della casa) Bisogna considerare entrambi i pianeti e i reggenti domiciliari di entrambi i pianeti. 3 Per indicare se gli eventi saranno benefici o deleteri si analizzi quanto segue: a)Se i due pianeti sono della setta o fazione ( In una carta diurna, guardare il Sole, Saturno, Giove, Mercurio; chi sorge davanti al Sole è nella setta e gli altri fuori della setta; in una carrta notturna, se la Luna, Marte, Venere e Mercurio sorgono dopo il Sole sono nella setta e gli altri fuori). b)Se sono aspettati da malefici o benefici. Di nuovo, bisogna considerare entrambi i pianeti e i loro reggenti di domicilio. Transiti Una volta determinati i Signori del Tempo bisogna esaminare i transiti. Per gli astrologi ellenisti un transito avviene quando un pianeta fa il suo ingresso nel segno che contiene il pianeta transitato o è in aspetto al pianeta transitato. Perciò, se Saturno si trova al 1° del Toro è congiunto per transito ad un altro pianeta a 30° del Toro e sestile per transito ad un altro pianeta che si trovi a 30° del Cancro. Un pianeta sarà attivato per transito quando si verificano le seguenti condizioni: 1 Il pianeta transitante è un Signore del Tempo 2 Il pianeta transitante transita su un Signore del Tempo 3 Il pianeta transitante transita un luogo propizio ( sono considerati tali la 1a casa, la 10a, la 11a, la 5a, la casa che contiene la Parte di Fortuna, di Spirito, Eros e Necessità). Un pianeta attivato è in grado di produrre qualsiasi cosa abbia promesso nella carta natale. Pertanto, se un Signore del Tempo sta transitando un luogo favorevole, esso stesso o l’altro Signore del Tempo, verrà rafforzato e sarà molto probabilmente in grado di realizzare ciò che aveva promesso nella carta natale. Tuttavia, un pianeta può essere attivato anche se non è Signore del Tempo; così, sebbene un Signore del Tempo permetta che si avveri soltanto qualcosa attinente alla sua natura, sembra che un evento accada ugualmente se il pianeta che lo promette transita un luogo propizio; la qual cosa, naturalmente, rende più difficile l’interpretazione dei Signori del Tempo Fine della Prima Parte

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James Brockbank studia astrologia dal 1992, e si è diplomato alla White Eagle Sccool of Astrology. E’ anche un QHP ( Consulente qualificato di Astrologia Oraria), ed ha terminato il Corso di Astrologia Medioevale per corrispondenza di Robert Zoller. E’ attualmente molto interessato all’Astrologia Ellenistica. [email protected] (da Astrological Journal, vol.43, n°3, Maggio/Giugno 2001)

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PAMELA ROWE

LA CARTA NODALE ANIME GEMELLE E LEGAMI FAMILIARI TRADUZIONE DI ANGELA CASTELLO

L.A. 125-239

Esposta con chiarezza dalla Direttrice dell’Accademia Australiana di Astrologia, la carta nodale è utile per valutare le connessioni karmiche col partner e con i membri della famiglia. Si fa slittare il tema in modo che il Nodo Lunare Ascendente coincida con 0° Ariete. Viene estesa anche alle sinastrie e al confronto Tema Nodale/Tema Natale. Come da tradizione anglosassone, la precedenza tocca alla famiglia reale inglese. Quante volte, in qualità di astrologi, abbiamo fatto consulenze a clienti che rivivevano rapporti disastrosi simili a quelli sperimentati nei loro anni formativi - accontentandoci delle analogie piuttosto che dare inizio ad una esperienza riprogrammata? I legami astrologici positivi e negativi condivisi con parenti vengono proiettati in modo ripetitivo nei rapporti che si instaurano da adulti. Lo stesso tema di familiarità può applicarsi ai rapporti felici e produttivi. Il destino è dunque più forte del libero arbitrio? Quando non si trovano connessioni astrologiche nella carta natale, progressa o direzionale di due persone, noi spingiamo le indagini più lontano. La carta nodale fornisce informazioni basilari sugli obiettivi di un’anima. Rapportata a genitori e figli e tra fratelli e sorelle, essa ha costituito per me una fonte inesauribile di attrazione durata lunghi anni. Anche i membri del Gruppo di Ricerche dell’Accademia Australiana di Astrologia & Cosmobiologia hanno fatto degli studi sulla Carta Nodale considerandola un tema-chiave. Abbiamo concluso che essa può essere classificata come karmica, spirituale e inconscia, con eventuali legami con la reincarnazione. Essa individua coloro che attiriamo strettamente a noi durante questa vita per risolvere problemi inconsci che, a loro volta, si intrecciano con il nostro stato di benessere fisico ed emotivo. Ed esprime meno libero arbitrio della carta natale di base. Mediante la nostra Carta Nodale, possiamo scoprire come gli altri siano acutamente, anche se inconsciamente, consapevoli dei nostri scopi e come agiscano di conseguenza - aprendo le porte della vita e qualche volta sbattendocele sul viso. Essa scopre da dove veniamo ( fate la prova con i temi dei genitori e dei nonni) e

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dove andiamo ( paragonatele con i temi dei figli e con quelli delle anime gemelle). Si troveranno correlazioni mettendo a confronto carte natali e nodali, più nodali e nodali. Le carte nodali sono inoltre molto sensibili ai transiti, perciò confrontatele con i transiti degli eventi importanti. Il tema nodale sottolinea l’importanza del punto 0-gradi Ariete. La distanza tra il Nodo Lunare Nord o Testa del Drago e il grado 0 di Ariete rappresenta la correzione di incremento usata per convertire la carta natale nella corrispettiva nodale. Il Nodo Lunare Nord natale (nodo ascendente) diventa il grado 0 Ariete della carta nodale, o ‘equinozio nodale’ e gli altri pianeti e punti importanti vengono corretti nello stesso modo. L’astrologa inglese Pamela Crane è famosa per le sue opere sull’astrologia nodale. Per i suoi calcoli, Pamela usa i Nodi Lunari Veri piuttosto che quelli Medi La differenza che ne risulta è minima, ma sufficiente per indurmi a continuare entrambe le ricerche. In alcuni casi, il Nodo Lunare Nord Medio produce aspetti più esatti e più rilevanti. Possiamo ipotizzare, tra l’altro, che il Tema Nodale sia stato trascurato perché la collocazione delle case e gli aspetti planetari natali restano inalterati - tuttavia, i gradi zodiacali possono risultare sorprendentemente diversi.

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FIGURA 1

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I Nodi Lunari Nord nei temi di parenti e anime gemelle sono potenzialmente variabili come la loro distanza dal grado 0 di Ariete. Dopo aver effettuato le correzioni per la Carta Nodale potrete essere sorpresi di fronte ai nuovi legami zodiacali che non esistevano nei temi natali - nuovi indizi circa la curva di apprendimento della vita attraverso queste importanti persone. Nel caso di coloro nati con il Nodo Lunare Nord a 0 gradi Ariete, la carta natale è anche quella nodale - suggerendo una persona in diretto contatto con gli obiettivi della propria anima. Sarei molto interessata al viaggio spirituale di qualsiasi lettore che abbia tale Nodo a 0 Ariete. I software Solar Fire e Winstar Plus forniscono i calcoli già pronti per la carta nodale. Per quelli sprovvisti di questa risorsa, il metodo più semplice ed accurato consiste nel trasformare tutte le cuspidi e i pianeti natali nella loro posizione zodiacale assoluta ( 0-Ariete= 0°, 0-Toro=30°, ecc) ed aggiungere l’incremento (distanza tra i nodi lunari natali e il grado 0 Ariete) ad ogni posizione. Se il risultato è oltre i 360°, dedurre 360°. ESEMPIO DI CALCOLO NODALE Per un tema natale con il Nodo Natale Nord a 19°38’ di Scorpione. 1. Distanza tra 19°38’ Scorpione (229°38’) e 0° di Ariete ( anche uguale a 360°): 360°00’ meno 229°38’=130°22’ (incremento) 2. Ascendente natale = 14°14’ Pesci =344°14’. Più incremento: 130°22’ = 474°36’. Meno 360°00’ = ASCENDENTE NODALE 114°36’ (24°36’ Cancro) 3. Giove natale = 15°07’ Ariete = 15°07’ Ariete Più incremento 130°22’ = GIOVE NODALE 145°29’ (25°29’ Leone) ecc. Si consideri, come esempio, la famiglia Richardson, composta da 2 adulti e 2 bambini, entrambi nati con parto naturale. Ognuno dei 4 ha un incremento diverso di correzione tra i rispettivi Nodi Lunari Nord e il grado 0 Ariete, che cambia in maniera sensazionale il confronto con i gradi zodiacali sulle carte natali. In questa famiglia, la zona da 22° a 28° dei segni Cardinali si contrae e si allarga a fisarmonica assumendo una grande significatività attraverso la posizione dell’Ascendente e del Mediocielo nodali, così da creare un nuovo punto sensibile di famiglia per i pianeti di transito. Inoltre, il 5° e il 6° dei segni fissi, significativi in 3 delle 4 carte, includono la 4a persona ( la seconda figlia) attraverso la sua carta nodale. Si origina immediatamente una nuova sequenza di connessioni tra i nonni ed ognuno dei due figli, più un nuovo legame nodale con il padre mediante il suo Ascendente nodale. Per questa analisi è stato usato il Nodo Lunare Medio. Ci sono ancora molti altri legami nodali in questo albero di famiglia. Questi ultimi coinvolgono soprattutto i punti personali dell’Ascendente Natale e Nodale, il Mediocielo, il Sole e la Luna.

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L’ASCENDENTE NODALE L’Ascendente natale descrive come gli altri ci percepiscono in senso fisico, il messaggio silenzioso che proiettiamo attraverso la nostra immagine corporea. L’ASCENDENTE NODALE rappresenta la nostra identità intuitiva, determinati fattori ereditari e le qualità individuali che trasmettiamo con la riproduzione e l’insegnamento spirituale. Per ulteriori informazioni, si osservi il decanato dell’Ascendente nodale (es.: 28°26’ Bilancia sull’Ascendente nodale è situato nel 3° decano, inserendo un’influenza mercuriana di tipo geminiano nell’energia bilancina). IL MEDIOCIELO NODALE Il Mediocielo natale descrive l’espressione del nostro ego, la carriera, lo status sociale,le figure parentali e i maestri. Il Mediocielo nodale riguarda maggiormente il superconscio, la ricerca del divino dell’anima, la vocazione distinta dall’occupazione. Gli astrologi che hanno ormai familiarità con i significati delle case, degli aspetti e soprattutto con l’interpretazione del proprio tema, paragoneranno l’esperienza di interpretare la loro carta nodale con quelle di imbattersi in un vecchio amico. Questo è probabilmente dovuto all’emergere nella carta nodale di gradi astrologici significatori di vecchi amici, nemici ed anime gemelle. LA FAMIGLIA REALE BRITANNICA La combinazione di carte natali e nodali riguardanti i membri della famosa famiglia reale britannica è di fatto una miniera d’oro per le informazioni. Le carte usate sono quelle della regina Elisabetta, del principe Filippo, del principe Carlo, della principessa Diana, dei principi William ed Henry. Semplici sinastrie scoprirebbero molti più legami di quelli che ho tempo di citare, Ancora una volta, i gradi personali del Sole, della Luna, dell’Ascendente e del Mediocielo forniscono informazioni basilari sulla storia ereditaria e karmica. Ho usato il software Solar Fire e la raccolta Clifford di dati per i temi e per il calcolo - eccetto che per il principe Filippo - la cui fonte viene dall’astrologa Deborah Houlding. Inoltre, sono stati usati i Nodi Lunari Veri. CONFRONTO NODALE/NODALE 1. LUNA di William (21°38’ Pesci) congiunta alla LUNA di Henry (21°43’ Pesci) congiunta alla LUNA di Carlo (25°28’ Pesci) congiunta all’Urano di Diana (25°10’) congiunta al PLUTONE di Elisabetta (22°36’ Pesci) opposta alla LUNA di Diana (26°52’ Vergine) 2. AS di William (14.10 Vergine) congiunto al MC di Henry (17.30 Vergine).

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CONFRONTI NODALE/NATALE 1. Il SOLE nodale di Filippo ( 23.40 Scorpione) è congiunto al MC natale di Elisabetta (25.33 Scorpione), congiunto al SOLE natale di Carlo (22.25 Scorpione) congiunto all’IC nodale di Diana (24.53 Scorpione). 2. Il MC nodale di William (19.08 Cancro) è congiunto all’AS nodale di Diana (20.14 Cancro) congiunto al SOLE nodale di Henry (23.19 Cancro). Tutti sono in opposizione all’AS natale di Elisabetta (21.23 Capricorno) 3. L’AS natale di Charles (5.25 di Leone) è congiunto al MC nodale di Elisabetta (5.26 Leone) in opposizione al MERCURIO nodale di Diana (5.02 Aquario), quadrato alla Venere natale di Filippo (5.43 Toro) 4. Il MC natale di Carlo (13.18 Ariete) è congiunto al MC nodale di Filippo (11.13 Ariete) 5. L’AS nodale di Carlo (0.26 Cancro) è congiunto al SOLE natale di William (0.06 Cancro) con una congiunzione leggermente più larga alla sua Luna natale (4.58 Cancro). Queste sono quadrate all’AS nodale di Elisabetta (1.16 Bilancia). 6. La LUNA nodale di Diana (26.52 Vergine) è congiunta al Sole natale di Henry (22.57 Vergine) Come abbiamo precisato sopra, la LUNA nodale di Carlo è in opposizione a 25.28 Pesci. 7. Il Giove nodale di Elisabetta (2.24 Scorpione) è congiunto al Giove natale di William (0.29 Scorpione) e al MC (2.28 Scorpione) ed anche al Giove nodale di Henry (3.56 Scorpione). 8. Il MC natale di Elisabetta (25.33 Scorpione) e il Saturno natale (24.27 Scorpione) sono congiunti al Giove nodale di Carlo (24.55 Scorpione) 9. Il SOLE nodale di Elisabetta (10.06 Capricorno) è opposto al Sole natale di Diana (9.40 Cancro). 10. Il SOLE nodale di Filippo (23.40 Scorpione) e il Marte nodale (28.55 Scorpione) sono quadrati all’Urano natale di Diana (23.20 Leone) e al Nodo Lunare Nord (28.10 Leone). 11. L’AS nodale di Filippo (18.57 Gemelli) si oppone all’AS natale di Diana (18.24 Sagittario). Il suo Mercurio nodale (17.51 Sagittario) e, con una congiunzione più larga, il suo Plutone nodale (12.15 Sagittario) sono congiunti all’AS natale di lei. E la lista dei contatti prosegue con orbite di influenza sorprendentemente strette (Vedi Fig.1 per la Tabella delle connessioni). L’interpretazione di questi legami è abbastanza semplice e il lettore avrà le sue idee sui messaggi trasmessi. Il valido potenziale emotivo (Lune nod.) tra Carlo e i suoi figli fu sconvolto e spinto a nuove espressioni a causa del comportamento eccentrico di Diana (Urano nod.) e della pesante ossessione di Elisabetta per il dovere e il formalismo (Plutone nod.). L’atteggiamento ‘Noi’ e Loro’ è descritto dall’opposizione tra l’AS natale di Elisabetta e l’AS, il MC nodali e il Sole di Diana e dei suoi figli — rinforzata dall’opposizione del Sole nodale di Elisabetta al Sole natale di Diana.

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Il diritto al trono è indicato dagli Ascendenti nodali di Elisabetta e Carlo in aspetto con il Sole natale di William. Un altro convincente fattore è dato dalla forte presenza dei legami tra il Giove natale e quello nodale. I rapporti tesi tra Filippo e Diana possono essere rilevati dal Sole e dal Marte nodali di Filippo, congiunti, in quadrato all’Urano e al Nodo Lunare nord natali di Diana. Il suo AS nodale si oppone all’AS natale di lei; inoltre i suoi Mercurio e Plutone nodale congiunti all’AS natale di lei suggeriscono dinamiche segrete più potenti di quanto non sia stato reso pubblico. Ogni carta può essere redatta con facilità in triplice cerchio e triplice quadrante per rendersi maggiormente conto del come i singoli si relazionano al resto del gruppo. I miei esempi servono da introduzione. Fattori come le stelle fisse, gradi critici e gradi di eclissi possono essere applicati convenientemente alla carte nodali. Per i cosmobiologi i modelli della struttura planetaria e gli alberi midpoint della carta nodale rimangono gli stessi ( con l’eccezione del coinvolgimento dei nodi lunari). Tuttavia, i modelli della carta nodale cadono in settori diversi del quadrante di 90-gradi, riuscendo a fornire ulteriori strutture temporali sensibili, specialmente se confrontate con progressioni, direzioni e transiti. E’ anche interessante la comparazione singola tra modelli strutturali natali e nodali. Anche volendosi attenere all’essenziale, mentre si confrontano i gradi tra carte nodale/nodale e nodale/natale di individui diversi, non si possono trascurare i notevoli legami che si sono formati per i rispettivi percorsi di vita. Poiché il nostro sviluppo spirituale ci chiede di affrontare la sfida del rapporto piuttosto che evitarlo, la carta nodale fornisce informazioni illuminanti su chi abbiamo la tendenza ad attrarre per fare quei progressi cui spiritualmente aneliamo. Pamela Rowe, (LPMAFA, FMFAA) dirige l’Accademia Australiana di Astrologia e Cosmobiologia, con particolare interesse verso la salute e l’astrolologia. Insegnante e consulente di astrologia dal 1977, autrice di 2 libri, “Lo Zodiaco della Salute” e “Guida Pratica all’Astrologia” più molti articoli sull’astrologia (incluso uno pubblicato su un giornale medico australiano). Ha tenuto conferenze in Australia, Nuova Zelanda e negli USA. (da The Faa Journal, marzo 2001, Vol.31 N°1)

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Esprimete il vostro parere! Con un e-mail a [email protected] riportate il numero di riferimento dell’articolo (es. 125-442) Basta un vostro giudizio sintetico (gradevole, incomprensibile, prolisso, chiaro, utile, ecc. o semplicemente un SI o un NO). A fine anno nell’ambito del premio Serena Foglia contiamo di assegnare un premio agli articoli più apprezzati

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GRAHAM BATES

CICLI DEL MERCATO AZIONARIO NEGLI STATI UNITI TRADUZIONE DI ANGELA CASTELLO

L.A. 125-242

Il mercato azionario USA sembra fiorire col Sole nella seconda metà dello Zodiaco, e nella prima metà di ogni segno, ad eccezione dell’Ariete. L’astrologia finanziaria ha dietro di sé una lunga storia ricca di una gran quantità di tecniche differenziate, su ognuna delle quali è necessario riflettere prima di poter fare previsioni astrologiche di mercato. La più semplice ed antica consisteva nel prendere come indicatori gli aspetti tra i pianeti esterni. Questi erano interpretati sul piano simbolico tradizionale, per esempio Giove trigono Urano si sarebbe potuto definire positivo per i mercati mentre Saturno quadrato a Plutone si sarebbe rivelato negativo. Il problema più serio con questo tipo d’approccio era dato dal presupposto che tutti i mercati fossero influenzati nella stessa maniera, ma era evidente che, in pratica, ogni singolo mercato si muoveva in tempi differenti e spesso in direzioni diverse. Un ovvio miglioramento a quest’approccio era di osservare i transiti sulla carta natale di un mercato, se era possibile trovarla, e combinarla con i pianeti transitanti osservando dove questi si collocavano nel tema natale e quali pianeti natali erano in grado di attivare. Sebbene non sia l’approccio che intendo seguire in quest’articolo, se qualcuno desidera provarci, applicandolo al mercato azionario US, deve prendere in considerazione due temi. Il primo, spesso indicato come carta dell’istituzione del Mercato Azionario di New York, si riferisce al momento in cui un gruppo di commercianti concluse a New York un accordo per regolare le proprie attività, il 17 maggio 1792. Sono proposti vari orari ma siccome non vi è alcuna certezza per nessuno di essi è meglio usare le ore 12.00 LMT. L’altro tema è relativo alla riorganizzazione del Mercato Azionario di New York in un solo mercato, l’11 maggio 1869 a New York 40N45, 73W57; l’ora 10,25 EST è data come inizio dell’operatività del nuovo mercato. Le mie preferenze vanno al tema del 1869 perché sembra molto più reattivo ai transiti di quello del 1792. Il terzo approccio si attiene a interi cicli piuttosto che ad aspetti isolati. Così, invece di guardare la congiunzione, il sestile, il quadrato, il trigono e l’opposizione

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tra due pianeti come singoli eventi, è preso in esame tutto il ciclo come una continua evoluzione che va dalla congiunzione, attraverso il quadrato, fino all’opposizione e, di nuovo, alla congiunzione. Questo approccio ciclico, naturalmente, può essere applicato ad ogni pianeta osservando il suo progredire intorno allo zodiaco e, come vedrete, io mi limiterò al più semplice e naturale di questi cicli: quello annuale del Sole attraverso i segni. Ricordate che non dovete mai tentare di decidere di investire basandovi soltanto su un singolo o anche su un gruppo di fattori. Il ciclo annuale presentato in questa sede è interessante da analizzare da un punto di vista astrologico, ma non cercate di usarlo da solo per decidere i tempi di investimento! I mercati finanziari forniscono un settore particolarmente interessante per l’analisi astrologica perché i fatti non sono mai in discussione: in un determinato giorno un mercato va al rialzo o al ribasso e per una precisa quantità di denaro. A differenza dell’astrologia personale dove gli esatti dettagli della personalità possono essere opinabili, o dove la natura di un evento o una fase dell’evoluzione personale possono essere interpretati in una quantità di modi diversi, i fatti dell’astrologia finanziaria sono chiari e precisi. Questo ci permette di formulare analisi statistiche degli eventi astrologici relativi ai mercati ottenendo risultati ben definiti.. Sebbene in questo articolo io mi concentri sull’approccio statistico, ricordo che ci sono due approcci all’analisi astrologica: quello matematico o statistico, e quello simbolico. Entrambi sono importanti nell’analisi dei mercati ma affidarsi totalmente all’uno o all’altro conduce ad una visione parziale del quadro. Io desidero qui esaminare il mercato azionario US nel suo processo annuale. Il motivo che mi spinge a sceglierlo è determinato dal fatto che c’è una lunga storia di dati giornalieri relativa all’indice Dow Jones. Per questa ricerca userò i dati che vanno dal gennaio 1945 al dicembre 1999. Uno degli effetti ciclici più conosciuti circa il mercato azionario è quello annuale quando il mercato sale in gennaio e febbraio, il cosiddetto ‘Rialzo del Nuovo Anno’. Quello che si conosce meno è lo schema che si evidenzia durante il resto dell’anno ed un insieme di strani dettagli che suggeriscono un effetto di tipo astrologico piuttosto che stagionale. Prima di incominciare a riflettere sul ciclo fondamentale dell’anno, sarà utile ricordare alcuni principi da tenere a mente quando si lavora con i mercati finanziari. Innanzi tutto, noi ci occupiamo di medie su lunghi periodi, in questo caso dell’Indice US Dow Jones dal 1945 al 1999. Ciò significa che non dovremmo aspettarci dei risultati esattamente pertinenti ogni anno; ogni anno è diverso ma dopo un discreto numero di anni si riesce a vedere uno schema. Per esempio, sebbene, come vedremo, il mercato sia più forte quando il Sole si trova in Capricorno di quanto non lo sia in Vergine, ci sono delle eccezioni. Nel 1995 il Dow Jones risultò forte mentre il Sole si trovava in Vergine, con un rialzo del 6%, mentre alla fine del 1995 e fino al 1996 con il Sole in Capricorno il Dow Jones si abbassò del 4%. Prendendo in considerazione la media su un lungo periodo noi ci basiamo sulle oscillazioni causate dai molti altri fattori in gioco ma ci concentriamo sul ciclo solare, tuttavia queste altre

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oscillazioni sono molto importanti e richiedono tutta la nostra attenzione prima di fare previsioni su un determinato anno. Un altro elemento da tenere presente è la tendenza di crescita nei mercati azionari. Nel 1947 l’indice Dow Jones terminò l’anno a 177, nel 1967 a 905 e nel 1997 a 7900. Certo non possiamo lavorare direttamente sulle variazioni mensili dell’effettivo valore indicizzato per un periodo così lungo. Se il mercato mostrasse un ciclo del 10% il suo volume sarebbe appena sotto i 18 punti nel 1947 e i 790 punti nel 1997. Non possiamo fare la media delle cifre eccessivamente diverse che si riferiscono alla stessa grandezza reale del ciclo; i dati del 1997 sommergerebbero quelli del 1947. La soluzione consiste nel lavorare con le variazioni di percentuale piuttosto che con quelle dei valori dell’indice. Nella presente ricerca, useremo ‘mesi astrologici’ piuttosto che limitarci ad esaminare i movimenti di mercato di mese in mese; calcoleremo, cioè, le variazioni di percentuale del mercato da quando il Sole entra in un segno fino a quando ne esce. Potremo allora fare una media di queste variazioni di percentuale per tutti gli anni cosicché il reale volume di movimenti in termini di punti di mercato non avrà alcuna importanza. La variazione media del mercato rispetto alla permanenza del Sole in ciascun segno durante il periodo dal 1945 al 1999 viene mostrato dalla Fig.1 insieme ad una linea che indica la variazione media ‘per mese’ durante l’intero periodo. Questa media di crescita dello 0,74% è desunta dalla tendenza di crescita a lungo termine.

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Possiamo vedere che per metà anno, con il Sole dal Toro alla Bilancia, i profitti di mercato sono minori della media e che con il Sole dallo Scorpione all’Ariete sono più alti. Si noti che non sono sei segni a caso a trovarsi sopra o sei segni a caso a trovarsi sotto la media, ma sei segni consecutivi sopra e sei segni consecutivi sotto la media. Inoltre, possiamo scorgere due tendenze. Dal Toro al Leone, sebbene al di sotto della media, la crescita ‘mensile’ diventa ogni mese sempre più accentuata man mano che ci si sposta di segno. Una tendenza simile si verifica dalla Vergine al Capricorno, dove ogni mese il cambiamento diventa progressivamente più positivo. Sebbene il Sole in Capricorno denoti il periodo più forte dell’anno, l’intero periodo che va dallo Scorpione alla fine dell’Ariete ha una crescita al di sopra della media. Un modo più semplice di rendersi conto di ciò che accade durante l’anno è riflettere su ciò che queste variazioni segno-dopo-segno potrebbero significare come cicli; e lo vediamo nella Fig.2. Primo, è stata eliminata l’indicazione globale della tendenza in modo che il grafico ne mostri le deviazioni. Secondo, per rendere più facile l’osservazione del ciclo sulla base di un anno calendariale i cambiamenti sono stati convertiti da mesi astrologici (Sole nei segni) in mesi del calendario. Per esempio, gennaio avrebbe 20 giorni di Capricorno e 11 di Acquario. Sebbene lo schema annuale mostrato dalla Fig.2 sia approssimativo, dato che si basa soltanto sui mesi, possiamo vedere che il mercato ha un picco in salita alla fine di aprile e si abbassa notevolmente alla fine di ottobre. Come indicazione molto generalizzata, se volessimo acquistare sul mercato US dovremmo farlo in novem-

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bre, mentre se volessimo vendere dovremmo farlo in aprile. Chiaramente, ci sono molti altri fattori che influenzano il mercato, non soltanto il ciclo annuale, e non dovremmo prendere decisioni basandoci su un solo fattore. Questa semplice analisi dimostra che il modello annuale dei mercati US è giusto qualcosa di più della ‘Crescita del Nuovo Anno’. Possiamo approfondire ulteriormente l’analisi ed attardarci su un quesito più astrologico. C’è qualche differenza fra ciò che avviene quando il Sole si trova nella prima metà di un segno e quando invece transita nell’altra metà? Nella Fig.3 i profitti per ogni segno sono divisi in due parti, con il Sole nei primi 15 gradi ed il Sole nei secondi 15 gradi. Sebbene sembri piuttosto casuale al primo sguardo, c’è qui uno schema ben definito. Se per il momento ignoriamo l’Ariete ed osserviamo gli altri undici segni possiamo vedere che il mercato è sempre più forte con il Sole nella prima metà di un segno piuttosto che nella seconda metà. In molti casi il mercato sale in modo molto accentuato durante la prima metà del segno ma effettivamente cade nella seconda metà. Per esempio, con il Sole nel segno più forte, il Capricorno, tutto il rialzo avviene nella prima metà mentre la seconda metà scivola molto leggermente in basso. Segue un altro rialzo prima-metà in Acquario ed una leggera caduta seconda- metà. Così il nostro ‘Rialzo del Nuovo Anno’ incomincia verso il 21 dicembre con il mercato che sale fin quasi il 5 gennaio. In se-

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guito, si appiattisce fino al 20 gennaio quando assistiamo ad un nuovo rialzo che va avanti fino al 4 febbraio circa. Non tanto semplice, come pensa la maggior parte della gente! Possiamo anche notare che i due segni più deboli, la Vergine e la Bilancia, che sono gli unici segni legati ad un complessivo profitto negativo, hanno il massimo della caduta nella seconda metà del segno. Il motivo per cui risulta più debole la seconda metà di un segno rispetto alla prima non è molto chiaro. Una possibile spiegazione potrebbe essere che, trovandosi in un grado multiplo di 30 da zero Ariete e perciò in aspetto a questo, l’inizio di un segno ha un’esplosione di energia che poi si indebolisce man mano che attraversa il segno, lasciando la seconda parte più debole della prima. Perché tale effetto venga rovesciato in Ariete rimane una domanda aperta. Sarebbe interessante vedere se la differenza tra il Sole nella prima e il Sole nella seconda parte di un segno si verifica in altri mercati come nelle Borsa UK o in quella tedesca. E infine, c’è un effetto che può essere legato a questa differenza tra prima e seconda metà. Si è spesso notato che il mercato delle materie prime cambia direzione quando un pianeta, in particolare un pianeta esterno, si colloca a 15° di un segno ‘appropriato’. Così, per esempio, il prezzo dell’olio spesso cambia con la presenza di un pianeta a 15° dei Pesci e quello dell’oro con un pianeta a 15° del Leone. E’ un effetto che merita ulteriori indagini. Graham Bates si occupa di attività finanziarie, soprattutto nel campo della gestione patrimoniale, per conto di alcune banche commerciali leader di Londra. Negli ultimi dieci anni è stato consulente freelance di strategie di ripartizioni patrimoniali per numerose banche. Studia astrologia finanziaria dai primi anni ‘80 ed è coautore di Money and the Markets, an Astrological Guide. Graham è stato Tesoriere e Presidente dell’Associazione Astrologica ed è laureato in Matematica presso l’Università di Cambridge. da Astrological Journal, vol. 43, n.3, maggio/giugno 2001

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CASA TERZA

– Viaggi studio – Dalle Delegazioni – Dal sito cida.net

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Il sito cida.net permette al Socio di ribaltare una posizione finora passiva in un intervento attivo. Chi comunicherà il proprio indirizzo di posta elettronica potrà essere aggiornato in tempo reale sulle principali novità dell’Associazione, le foto degli incontri, gli annunci preliminari, il ricevimento regolare della quota associativa.

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LE DELEGAZIONI SI PRESENTANO L.A. 125-310

Tutte le Delegazioni organizzano diligentemente conferenze e Seminari, regolarmente riportati sulla nostra rivista. Ognuna, però, presenta caratteristiche locali e iniziative particolari, che vale la pena di riportare perchè possono essere di utilità alle altre. Il 4 novembre u. s. sono stati convocati a Bologna i Delegati e Corrispondenti di tutta Italia, che in un clima particolarmente disteso – diremmo festoso – hanno potuto confrontare le loro esperienze e le loro difficoltà con vantaggi reciproci. In particolare, abbiamo festeggiato le “forze nuove” fra i Corrispondenti in cui riponiamo le nostre speranze per il futuro del CIDA (vedi foto a colori n. 1). Mancavano in pochi, tutti giustificati, tra i quali Lamberto Gherpelli in “licenza matrimoniale”: gli giungano gli affettuosi auguri del CIDA per sviluppare una promettente sinastria. Iniziamo la carrellata con le tre Delegazioni che si distinguono per caratteristiche speciali: FRIULI VENEZIA GIULIA Istituita nel 1996, è l’unica Delegazione ad avere una propria sede stabile, con Computer e Scanner, autofinanziata disciplinatamente dai soci. Basterebbe definirla “austroungarica”, sotto la conduzione di Frau Lidia Callegari. Anche le gite sociali fanno parte integrante dell’attività, (vedi articolo a pag. 161) . E’ una riprova che la spesso invocata “ostilità dell’ambiente” può essere ridotta o superata con l’efficienza dei delegati... Frequenza incontri: settimanale e corsi a tre livelli. FORLIMPOPOLI Impregnata del carisma di Attilio Mattioli, con l’efficiente collaborazione di Rino Maneo, è fra le Delegazioni più ambite dai Relatori per l’atmosfera calda, quasi festosa, ma insieme attenta ed esigente dell’uditorio. Tra l’altro i soci si radunano il martedì successivo per commentare i contenuti delle conferenze (fortunatamente i commenti rimangono... segreti). Nel 1996 a Forlimpopoli si è tenuto il IV Convegno “Voci Nuove”

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ABRUZZI Al giungere dell’estate, quando le altre Delegazioni chiudono i battenti, Ortona inaugura la “stagione balneare”. L’attività si suddivide fra l’ hortus conclusus della magica villa di Bia Gatren - posta su un alto sperone in vista mare, stimolante la meditazione di invitati e relatori – e lo splendido e austero palazzo Farnese rinascimentale per le conferenze, aperte ai turisti e alla cittadinanza. Tra i relatori, oltre ai maggiori esponenti del CIDA, ha lasciato un segno indelebile Mario Zoli (al cui nome è stata recentemente dedicata un’ala della Biblioteca Comunale). Attualmente sono ospiti fissi Erik Van Slooten per i Seminari di astrologia oraria, abbinati ai Seminari di omeopatia della consorte Sonia. EMILIA-ROMAGNA Gestita fin dalla nascita da Giuliarosa Bigazzi, utilizza vari metodi per stimolare la discussione; ogni quindici giorni 10–25 soci analizzano il tema di una persona sotto diverse angolature (psicologiche, karmiche, mediche, etc.), eventualmente transiti e direzioni. Alla fine si dona il tema all’interessato corredato da tutte le firme dei consulenti. Nell’ultimo quarto d’ora si analizza un avvenimento recente. Interessanti le osservazioni sui cambiamenti delle attribuzioni astrologiche nel tempo (es. Il concetto di madre/padre dopo il ’68!). Specialità della Casa: la “Tombola astrologica natalizia” (vedi a pag. 160). Ha organizzato il VI Congresso Nazionale CIDA del 1989. Giuliarosa è particolarmente preziosa per la nostra Rivista, in qualità di attenta e accurata correttrice di bozze! TRENTINO-ALTOADIGE Come avviene per la Giunta della Regione autonoma, i soci si incontrano alternativamente a Trento e a Bolzano in perfetta e durevole armonia. La Delegata Franca Bernardi sta sperimentando l’utilità di analizzare lo stesso tema da parte di due gruppi distinti, con il confronto finale delle conclusioni. Utile per verificare la riproducibilità dei giudizi tecnici e umani. Ha organizzato nel maggio 1991 un Convegno Nazionale sull’Astrologia Mondiale. CAMPANIA Nata ai primordi del CIDA, la delegazione è stata diretta da Ciro Discepolo fino al 1989, quando, diventato Vicepresidente del CIDA, lascia la conduzione a Clara Negri. Nel 1978 ha organizzato un Convegno Nazionale e in seguito un Congresso internazionale dello TSERA ( mista scienziati-astrologi) con la presenza di personaggi famosi, come Michel e Francoise Gauquelin, H. Eysenck, Lisa Morpurgo.

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Clara Negri, autrice di numerosi testi astrologici, rimarchevoli per la chiarezza del linguaggio, organizza regolari incontri mensili anche con relatori di materie affini, per valutare l’assonanza con l’astrologia. La delegazione sta organizzando un Convegno Regionale per l’inizio 2003 LIGURIA Da oltre un decennio diretta da Tiziana Bertone, dopo recenti difficoltà organizzative è in via di rilancio. Ha organizzato nel 1990 un Convegno sui metodi previsionali. LAZIO A Vittoria Toesca dell’era “paleocidica”, è subentrato Vittorio Ruata, che ha organizzato con efficienza il convegno Voci Nuove del 1988, presente Francesco Waldner. Vittorio è stato anche Presidente dell’Albo per 12 anni. La Delegazione può vantare nomi di valore dell’astrologia italiana, quali Massimo Fornicoli, Giancarlo Ufficiale, Rosanna Zerilli (socio onorario del Cida), Paolo Crimaldi. Inoltre puo’ vantare Mary Olmeda fondatrice di una vitale mailing-list “filtrata”, che catalizza il metabolismo culturale anche al di fuori dei confini regionali. Un compatto Consiglio di Delegazione sta già lavorando attivamente per un Convegno Regionale nell’autunno 2002. PIEMONTE Nella storia italiana il Piemonte ha una lunga tradizione di “apripista”: nello Statuto albertino, nelle auto, nel cinema, nei telefoni e inevitabilmente nell’Astrologia, con Federico Capone e Sergio Ghivarello. La Delegazione piemontese è stata condotta successivamente da Italo Geronzi, Rosanna Airone, Enrico Castiglioni (amato e benemerito Socio fondatore nonché Socio onorario ). Attualmente presenta grande vitalità sotto la gestione di Maria Grazia Dassetto Granaglia (che ha disegnato la figura ispirata a Cipro riprodotta a pag.... ), e che lavora in costante accordo con Grazia Mirti, impeccabile organizzatrice dell’annuale Convegno Astrologico Torinese ad apertura internazionale dedicato ad un pianeta. Il Piemonte figura tra le più folte Delegazioni del CIDA e conta il maggior numero di Corrispondenti regionali. TOSCANA Sorta nel 1982 con l’indimenticata Tina Sicuteri, la Delegazione è passata in seguito sotto le vitali conduzioni di Maria Vittoria Boni e di Maristella Focardi.

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Dal 1999 è gestita in modo encomiabile da Renzo Baldini, capace di perseverare e produrre con efficienza nel tessuto più litigioso di Italia. Oggi può vantare oltre 120 iscritti. Per molti Seminari sono stati invitati relatori stranieri di prestigio (Jeffrey Green, Alan Oken, Noel Tyl, Erik Van Slooten). Nel maggio 2000 ha organizzato un Convegno “regionale”, in realtà a dimensione nazionale, nella stupenda cornice medioevale di Palagio di Parte Guelfa (c’erano perfino... dei Ghibellini). SICILIA Dopo una splendida stagione condotta da Armando Profita, degna della Palermo araba e culminata con un impeccabile e folto congresso a Palermo (1982), il testimone è passato a Catania, dove Maria Liuzzo Calì (che ha recentemente rinunciato all’incarico) è sempre stata ben coadiuvata da Liliana Cosentino. Gli incontri e i corsi sono regolari, e nuovi modelli organizzativi sono in via di sviluppo. Inoltre è un punto di riferimento per l’organizzazione cooperativa di un Convegno regionale. VENETO La Delegazione (1980) coincide con il Gruppo Astrologico Sirio ed è diretta con la ben nota efficienza da Arturo Zorzan e Nadia Paggiaro con sede a Mestre. Possiede una biblioteca con 160 volumi. I soci si ritrovano due volte al mese. Tra i seminari organizzati meritano di essere ricordati quello di Charles Harvey – Presidente dell’Astrological Association inglese – nel 1987, i coniugi Huber nel 1989, il maestro tibetano Jogy nel 1986, Erik Van Slooten e lo spagnolo Ernesto Cordero nel 2000. Nel 1985 ha organizzato il V° Congresso nazionale CIDA nel fastoso Ateneo Veneto e nel 1994 il Primo Congresso Internazionale presso la splendida cornice rinascimentale della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista. Un evento e un successo storico per l’Associazione Sempre a Venezia nel 1997 si è svolto il Secondo Congresso Internazionale presso il palazzo del Cinema. Da 11 anni Arturo e Nadia ci permettono di rinnovare la magia di studiare e vedere insieme ogni angolo del Mediterraneo e di risvegliare il piacere, che sembrava scomparso, dello spirito di gruppo. LOMBARDIA La Delegazione, che conta un’alta densità di iscritti si è sviluppata rapidamente già dai tempi dell’amabile Helene Saltarini, che ci ospitava in casa propria con grande disponibilità. Successivamente con Adriana Cavadini (in seguito abile e competente Direttore di Astrodonna) si passava su strutture esterne, continuando, poi, con l’ef-

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ficienza di Grazia Bordoni, organizzatrice del VI Congresso Nazionale nel 1987 e con Rita Bilucaglia, acuta e geniale interprete di simboli astrologici. In seguito, con Antonio Capitani si inaugurava la mentalità manageriale, sfociata in due affollati convegni regionali. Attualmente è guidata da Andrea Rognoni, che stimola l’approfondimento di nuove vie di indagine astrologica e nuovi agganci con altre discipline. * * * Anche fra i Corrispondenti si segnalano “Forze nuove” particolarmente attive nel seminare consensi ed adesioni: fra esse in particolare segnaliamo i Corrispondenti di Siena (Rinaldi), di Sassari (Mendo), di Verona (Pretto), di Voghera (Regno), di Biella (Bortolin) che stanno “costruendo” con tenacia e buona volontà. (D. V.)

All’arrivo della Rivista conservate il foglio col vostro indirizzo in cui troverete segnalata sinteticamente la situazione associativa. La scritta scad128 significa che il vostro abbonamento scade col n. 128 di Linguaggio Astrale. Il foglio vale come attestato aggiornato d’iscrizione e vi permette di controllare se è regolarmente pervenuta la quota associativa in Segreteria.

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C.I.D.A. DELEGAZIONE EMILIA ROMAGNA Programma del SEMINARIO di GRAZIA MIRTI domenica 3 marzo 2002 – ore 10-13 /15 - 18

Astrologia Karmica: il Tema di Concepimento e la Luna Nuova Prenatale Il lungo cammino dell’anima viene segnalato non solo dal Tema di Nascita, ma anche da altri precisi indicatori astrali, che saranno analizzati con particolare cura. Teoria e pratica sono entrambe fondamentali in un’indagine che avrà come punto di riferimento costante l’analisi dei Temi dei partecipanti. Con particolare riferimento ai Pianeti Retrogradi e ai Segni Intercettati. Costo del Seminario: per i Soci in regola con l’iscrizione CIDA L.150.000 – non soci L. 170.000 Sede: Fameja Bulgneisa – Via Barberie 11 - Bologna Informazioni e iscrizioni presso: delegata: Giuliarosa Bigazzi Vincenzi – Via Ferrara 72 – 40139 Bologna – tel 051 462053- e-mail: [email protected] collaboratrice di delegazione: Anna Colacicco – Via Cracovia 9 – 40139 Bologna – tel 347 5600067 – e-mail: [email protected] Iscrizione entro il 20 febbraio – acconto di L. 50.000 all’atto dell’iscrizione saldo all’inizio del seminario Importante: all’atto dell’iscrizione, è opportuno trasmettere i dati di nascita, per l’analisi durante il seminario

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C.I.D.A. – Delegazione Lombardia Programma del SEMINARIO di ADRIANA RAMPINO CAVADINI “ASTROLOGIA E PSICOSOMATICA: la potenza del simbolo sulla salute Sabato 9 marzo 2002 h. 10.30 –13.00 / 14.30-18.00 Sala Anemone dell Hotel IBIS via Zarotto 8 – Milano (MM 3 linea Gialla - Repubblica) 1° parte: L’oroscopo come metafora del corpo; non c’è nulla nel nostro oroscopo che non sia già in noi. 2° parte: I 12 segni zodiacali e le somatizzazioni più frequenti. 3° parte: Il nostro pianeta-simbolo. Il disagio psicologico, la mancanza di libertà, i traumi dell’esistenza, trovano vie analogiche-simboliche di espressione nel nostro corpo affinché la mente metta in atto adeguate difese di sopravvivenza. Ognuno di noi è dominato da un pianeta-simbolo, nel destino e nella malattia. Il pianeta si esprime preferenzialmente attraverso l’organo che ha il suo stesso linguaggio espressivo. 4° parte: Esempi e oroscopi. A disposizione del pubblico. Costo del Seminario: per Soci in regola con iscrizione Cida L.150.000 – Non Soci L.170.000. Informazioni ed iscrizioni: Delegato della Lombardia Andrea Rognoni - Via Berchet 20052 Monza e-mail: [email protected] - tel 039329577 - Fax 039365793 - Cell. 3333836198 Vicedelegato: Loredana Pennati - Via Forze Armate 14 - 20147 Milano e-mail: [email protected] - Tel. e fax 0240090888 - Cell. 3355457856 Modalità di iscrizione: Versamento 50 %, da inviare tramite vaglia a Loredana Pennati. Saldo all’inizio del Seminario.

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Programma del SEMINARIO di Arturo Zorzan

IL TRENINO DELLA VITA Per ogni pianeta un percorso e una meta. Nuova interpretazione del piano natale.

Sabato 9 Marzo 2002 - ore 10.00/13.00 - 14.30/18.00 Presso Hotel SIRIO - Via Circonvallazione, 109 - Mestre (VE)

Mattina: Introduzione al nuovo metodo interpretativo che stimola analisi e riflessione. Esempio dettagliato su un personaggio famoso del Treno “matrice”, quello della Luna. Pomeriggio: Esempi su tutti gli altri pianeti, valutando anche i temi dei presenti, presi a sorteggio. E’ consigliabile, per chi desidera partecipare, portare il Tema personale. Costo del Seminario: per Soci in regola con iscrizioni CIDA L. 150.000.Iscrizioni presso segreteria entro fine febbraio. Versamento quota all’inizio del Seminario. Tel. 041.5346047. Posti limitati.

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IL VIAGGIO A CIPRO

Ringraziamo per questa composizione Maria Grazia Dassetto Granaglia che, trattenuta da debiti karmici, ha partecipato con la sua arte. Visto il risultato, possiamo augurarci che non li estingua rapidamente?

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IL VIAGGIO-STUDIO A CIPRO (25 settembre–2 ottobre 2001) L.A. 125-320

Arturo ci aveva avvisato: l’undicesimo viaggio sarà uraniano! Ed in effetti le sorprese sono iniziate addirittura 15 giorni prima, quando si sono cumulate e ipotizzate le più imprevedibili sciagure, confortati dalla varie amiche che si sono scatenate nei vari: – Ma non sai che ci sono i campi di addestramento islamico c’è una base inglese è l’isola dei serpenti e i coltellini? è a due passi da Israele è lì che vive Suo fratello e pure riciclano… manda subito un e-mail appena arrivi (e così via su questi toni) Ciononostante tutti i partecipanti hanno resistito indomiti. Qualcuno dirà: anche per fattori pecuniari… può darsi, però ha contato molto sentirsi parte di un gruppo solido e affiatato, al punto di affrontare tranquilli anche rischi incogniti. E siamo stati premiati. Alla fine la grande sorpresa è stata ...che non è accaduto il minimo inconveniente, anzi, forse è stato il viaggio più riposante di questi ultimi anni! QUALCHE NOTA SULL’ISOLA E’ assai grande, addirittura la terza isola del Mediterraneo, ed è agevole da percorrere per il lungo. C’è un ampio massiccio centrale “Troodos” denso di acque e di foreste, dove fino a pochi anni fa prosperavano le famose miniere del prezioso Cuprum (rame) che rese ricca l’isola nei secoli. Clima dolcissimo, il tepore del mare è particolarmente confortevole e il sole è garantito per 340 giorni (ci hanno detto). A noi è toccato il privilegio di uno dei restanti… Le case sembrano tutte nuove di zecca, e sul tetto campeggiano serbatoi di acqua piovana e pannelli solari. SUGLI ABITANTI Difficili da definire, tenuto conto che Cipro da almeno 7000 anni ha subito continue invasioni… Sono ben visibili i segni della dominazione secolare di Venezia. In

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compenso quella turca è durata “solo” 300 anni. L’ultima, quella inglese, ha lasciato tracce sensibili ed evidenti; fra l’altro non pare sia stata così oppressiva, visto che si circola ancora a sinistra e si vive principalmente di turismo britannico. Si potrebbe definire una razza anglo-levantina che parla un dialetto greco. Sulla parte turca, visitabile a fatica, abbiamo avuto solo informazioni di parte… e non le riportiamo. Il reddito è elevato, non c’è praticamente disoccupazione, non c’è delinquenza rilevante, la sterlina cipriota (3500 lire) è ancora più forte di quella inglese. Insomma una Svizzera del Levante. Non sembrano più così ansiosi di ricongiungersi alla madrepatria greca (enosis) La loro bandiera è patetica: due ramoscelli di olivo incrociati… non ha portato fortuna! Per la ricchezza e produttività e per essere il domicilio, - stavolta in senso letterale - di Venere dobbiamo assegnarle di diritto il segno del Toro. Speriamo che sia d’accordo anche la famosa “Tradizione” (termine oscuro invocato in caso di difficoltà, come “le norme CEE”!). DIARIO DEL GRUPPO Circa due ore di autostrada tranquilla per passare dall’aeroporto di Larnaca al sontuoso albergo di Pafos (sull’estremità occidentale dell’isola) nei cui pressi a Kuklia si trovava una rocca con un famoso tempio di Venere, dove si praticava la “prostituzione sacra” frequentata ovviamente da fiumane di “pellegrini”. Era situato presso il presunto luogo in cui Venere nacque dalla spuma marina, abbondante fra i numerosi scogli affioranti. Le sacerdotesse ritrovavano la verginità immergendosi nelle stesse acque! La simpatica e preparata guida (Lydia) riferiva che per chi riesce a girare 10 volte di corsa attorno alla rocca sacra nelle notti di luna piena, c’è il premio della giovinezza e la bellezza, ma solo per parti scoperte del corpo… Sarà un caso, ma una sera c’era la luna piena e la hall dell’albergo era affollata di nostri Soci che aspettavano un taxi per “fare shopping”. Alle 23,30? Mah! ESCURSIONI Bellissima l’escursione nel massiccio montuoso Troodos, ricoperto di Pini di Aleppo, Cedri del Libano e culminante nel monte Olimpo, con paesini lindi e ordinati, dove abbiamo visitato tre antiche chiesette ortodosse.Gli interni erano decorati con belle pitture bizantine iconeggianti con splendidi viraggi rinascimentali del periodo veneziano, sfolgoranti di colori e luminosità. Superata la montagna si arriva a un ruscello che nutre una polla d’acqua una volta assai limpida, detta il bagno di Afrodite e più oltre si trova la Fontana Amorosa (in italiano).

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Vale la pena di ricordare l’incantevole (e precisa!) descrizione che ne fa l’Ariosto (che non si mosse mai dall’Italia) e riportata da una guida francese (Orlando Furioso, XVIII,138). Dal mar sei miglia o sette, a poco a poco si va salendo inverso il colle ameno. Mirti e cedri e naranci e lauri il loco, e mille altri soavi arbori han pieno. Serpillo e persa e rose e gigli e croco spargon da l’odorifero terreno tanta suavità, ch’in mar sentire lo fa ogni vento che da terra spire. Da limpida fontana tutta quella piaggia rigando va un ruscel fecondo. Ben si può dir che sia di Vener bella il luogo dilettevole e giocondo… I Nostri che l’hanno visitata avevano qualche riserva sulla bellezza attuale della fonte. Ahimé. Anche Venere non è più quella di una volta! La visita alla capitale Nicosia crudelmente divisa in due parti (greca e turca), anzi in tre con la fascia intermedia neutrale dell’ONU, è stata interessante per le vestigia franche, veneziane e il museo, specie la sezione del paleolitico. Nella stessa Pafos abbiamo visitato gli splendidi pavimenti a mosaico di una estesa villa romana (casa di Dioniso, di Orfeo ecc.) che rappresentavano scene mitologiche arricchite da figure realistiche di animali feroci, leoni, tigri, serpenti, a volte con raffinate sfumature di colore ! GLI STUDI Quest’anno Grazia Mirti ha proposto lo studio - e la verifica sul campo per tutti i partecipanti - della Trutina Hermetis, che indaga il momento “virtuale” di concepimento. Semplificando un po’ le cose, si cerca in un periodo prossimo ai 270 giorni precedenti la nascita, il momento con un ASC o DISC sulla posizione della luna natale e viceversa. Spesso vi sono due soluzioni. Questo tema descriverebbe bene la situazione dei genitori al momento del concepimento, lo svolgimento della gravidanza e in parte del destino del nativo. Le concordanze sono state superiori ad ogni aspettativa, specialmente nel caso di due soluzioni in cui solo una di queste calzava alla perfezione (quindi si poteva escludere il famigerato senno di poi). Apprezzatissimo il dono personalizzato delle cartoline di Peynet sui segni

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Arturo, che ogni anno scopre nuovi punti di prospettiva per lo zodiaco, ha proposto il suo “trenino” che si puo’ costruire per ogni pianeta natale. Per l’occasione si è scelta la Luna per lo studio del sentimento. Si dispongono in dodici vetture i 10 pianeti + nodo + punto di fortuna, seguendo la loro successione nel tema, abbinati alla successione dei dodici segni. Nell’ultima vettura il pianeta in esame nel suo segno effettivo; due vetture “comandano” (XII e X). Arturo è sempre bravo nel trasformare in pratica i suoi sistemi. SOTTO L’OMBRELLONE A parte i pettegolezzi di routine, un po’ sottotono rispetto al passato, si è avuto più tempo per sottoporre il proprio tema agli amici, implorando una visione ottimista sui propri quadrati (“sono un fattore di crescita”, “poi sarai contenta”) le solite bugie pietose e acrobatiche, ma sempre apprezzate “ma non vedi il semisestile di Plutone col nodo discendente? “ Più difficile dare consigli sui rapporti con le figlie… (vedrai quando si sposa…). Come terapia universale, una bella abluzione in acque tiepide, quasi amniotiche, atte a levare gli affanni… FUORI ALBERGO Splendide le gite in battello sulla selvaggia e inabitata costa occidentale, ricca di rocce multiformi, di anfratti di canyon, bagni purificatori. Particolarmente toccante la visita ad un tempietto, poco distante dall’albergo, in cui con un pennarello chiunque poteva scrivere su di un sasso levigato una dedica alle persone care scomparse; un antico rito pagano probabilmente. C’era un alto cumulo dedicato alle vittime delle Torri, fra cui una ai “bimbi ancora non nati” (foto a colori n. 4 ) I SASSOLINI Come da tradizione ormai “sacra”, a tutti gli n partecipanti disposti in ampio cerchio magico, Arturo e Nadia porgevano un sacchetto contenente n+1 sassolini. Ognuno pescava la propria frase sovraimpressa, letta pubblicamente e, come dice Arturo, trasmessa direttamente dallo spirito di Ippocrate (sia pure per suo tramite…). Effettivamente i responsi sembravano calzare alla perfezione e carichi di consigli preziosi per ciascuno. Ne rammentiamo alcuni: Volare! toccata a una socia che il giorno stesso aveva sperimentato il paracadute acquatico Regina di Cipro (con il diritto ad un corona autentica) per Daniela Boccaletto,

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giustappunto di Treviso (nei cui pressi, ad Asolo, si ritirò Caterina Cornaro, già Regina di Cipro ) Il sassolino residuo vale per il gruppo: è uscito: “Datti delle regole!” OSTILITA’ MUSICALE E’ tradizione che l’ultima sera i Soci attornino al pianoforte il loro Presidente e cantino sguaiatamente e ignobilmente. Forse avvertita in tempo dalla CIA la Direzione non ha dato la relativa autorizzazione e solo dopo lunghe discussioni ha concesso – a fatica - la sola esecuzione musicale. Ma il gruppo si è avvicinato furtivamente e ha cantato pianissimo, sottovoce. Ma all’attacco del “Va pensiero” un insolito rigurgito di patriottismo è affiorato e il coro è esploso fragorosamente, tanto che i barbari presenti sono scoppiati in un lungo applauso e l’indomani perfino il Direttore si è scusato e complimentato. Ah, les Italiens! Quest’anno ci siamo riposati e incredibilmente rilassati. Ci siamo resi conto che la mancanza della stampa italiana può essere un buon rimedio per lo spirito Penso che pochi fossero ansiosi di ritornare a casa. E’ stata una parentesi di utile serenità. (D. Valente) ELENCO PARTECIPANTI Partenza da TORINO 1. MIRTI GRAZIA 2. MELLINO ROATTA GIOVANNA 3. CAPELLO MARCO 4. GIUBLENA ANTONIO 5. NASO GIUBLENA ELDA 6. GRIBAUDI PIERO 7. MONFERINI GRIBAUDI MARIA LUISA 8. GIUBERGIA ULLA 10. TOMATIS QUARTI JOSIANE

5. JAMA GENEVIEVE 6. GIOJELLI ANNA 7. COLOMBO GIOVANNA 9. NIGRO MARIO 10. ALLEGRANZA MARIA VITTORIA 11. CARABELLA ANTONIO 12. DELL’ORTO MARIA LUISA 13. ZENNARO ALBERTO 14. CORRADINI CRISTINA 15. BIANCHINI PAOLO

Partenza da MILANO 1. VALENTE DANTE 2. LORENZ GERDA 3. BORTOLIN MARIA GRAZIA 4. GIAMMARINO FRANCESCO

Partenza da VENEZIA 1. ZORZAN ARTURO 2. RIGHETTO P AGGIARO NADIA 3. BOCCALETTO DANIELA 4. ESCI ROSSELLA

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5. BERNARDI EMMA 6. MARESIO GIORGIO 7. LUNARDELLI BRUNO 8. PAGGIARO GIANCARLO 9. CANNISTRÀ CLAUDIO 11. PLATZER CLAUDIA 12. RIVALETTO MIRCA 13. CARBONICH ELISABETTA 14. PAGGIARO RENATO 15. SZABO SIGRID Partenza da BOLOGNA 1. TRONI PATRIZIA 2. LORENZATO SUSANNA 3. BACILLIERI EDDA 4. MAGNANI ALFREDO Partenza da VERONA 1. MASCIS BENEDIKTER GIANNA 2. LINDEGG PASQUALI ISABELLA

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3. SILVESTRI LUPOLI DANIELA 4. PLATZER MlRELLA Partenza da NAPOLI 1. DI ZENZO IRIS Partenza da ROMA 1. LA ROSA MARIA GRAZIA 2. SIESTO VINCENZO 3. SIESTO V ANDA 4. FORTUNATI VITTORIA 5. MATARAZZI MARIA LUISA 6. INVERNICI MlRELLA 7. LUCCIARINI CARLA 8. VALENTE FELICIA 9. VAILATI LUIGINO 10. IPPOLITI DOMENICO 11. PULIATTI MARIA PACE 12. AUDISIO FRANCA

UNA QUESTIONE… VITALE Perchè secondo voi, con tutte le isole bellissime a disposizione, i Greci hanno scelto la più lontana per la dimora della più bella del reame (da notare che il tempio a Pafos risale almeno al 1200 A.C.!) Qualche risposta è già pervenuta…

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GIA’ GOETHE APPREZZAVA LE FAMOSE OTTOBRATE ROMANE Ancor più saranno apprezzate da chi potrà partecipare al Convegno organizzato dal CIDA-LAZIO per Sabato 19 e domenica 20 ottobre 2002 nella prestigiosa Sala dei Dioscuri (un tempo Teatrino Reale , con capienza limitata) dedicato ai pianeti “moderni” o trans-saturniani Un convegno ad estensione nazionale, con relatori provenienti da varie città italiane, da Torino a Palermo: Bianca Pescatori, Grazia Mirti, Cristina Caretta, Renzo Baldini, M.Teresa Mazzoni, Clara Negri, M.Vittoria Boni, Lucio Canonica, Lidia Fassio, Sandra Zagatti, Paolo Crimaldi, Alberto Crescitelli, Adriana Cavadini, Armando Profita. Inoltre Mary Olmeda e Giuseppe Sferrazza presenteranno alcuni studi della Mailing list “CONVIVIO ASTROLOGICO” La Domenica è dedicata all’incontro – in forma di tavola rotonda – fra Relatori e partecipanti Altri dettagli sul prossimo numero di Linguaggio Astrale

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CASA QVINTA Ossia

…una pausa ludica

– La tombola astrologica di Giuliarosa – “Linguaccia” astrale – Le foto di Cipro

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Casa Quinta

GIULIAROSA BIGAZZI

TOMBOLA ASTROLOGICA L.A. 125-510

Non so se il gioco del lotto, nato probabilmente a Genova nel 1500 sia antenato della Tombola, ma sicuramente la Tombola, per la semplicità delle sue regole, è il gioco di società più conosciuto in assoluto e facilmente può avere anche una funzione didattica, come la Tombola Astrologica. Nella stessa casella, oltre al numero, sono inseriti gli elementi astrologici: Pianeti, Asteroidi e Punti sensibili (Vertex, Rahu e Ketu, Lilith, Luna Nera), Segni, Case, Aspetti, Parti varie (Fortuna: quadrifoglio, Morte: croce, Viaggi per aria: aereo, Viaggi per mare: nave, Amore: cuoricino etc.), Fasi di Luna, Solstizi ed Equinozi, Triplicità di segni e Quadruplicità d’elementi, Tecniche varie (metodo Jonas: stilizzazione di donna incinta, Addey), Stelle fisse (rispettando rigorosamente la costellazione)… cercando, se possibile, un collegamento fra la tradizione del numero e l’argomento. Chi estrae, deve scandire l’argomento sorteggiato poi, dopo qualche secondo, dire anche il numero di riferimento, per aiutare i neofiti in astrologia. Negli ultimi due anni, a conclusione dell’anno astrologico, la pizza con tombola finale ha avuto veramente successo e sta diventando una consuetudine… come la tombola di Natale. PS: nell’intestazione delle cartelle sono riportati 13 glifi; nessuna paura, il tredicesimo segno non è il glifo d’Ofiuco ma la mia sigla (ogni artista deve firmare la propria opera!!!).

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LIDIA CALLEGARI

UNA GITA DELLA DELEGAZIONE FRIULI-VENEZIA GIULIA

L.A. 125-332

Durante i mesi di luglio e agosto, causa il caldo cocente, sono sospese le riunioni settimanali presso la sede della nostra Delegazione. Come fare per ritrovarsi e tenersi aggiornati sulle ultime novità librarie, sui siti astrologici via internet, discutere di particolari temi natali e via di seguito? Ogni occasione è presa al volo: onomastici, compleanni, visioni di foto vacanziere, voglia di gelato, gite. Soprattutto le gite attirano gruppi allegri e spensierati di soci. L’ultima in ordine di tempo, il 29 luglio scorso, ha avuto come meta Borjana (vicino a Caporetto in Slovenia) dove la nostra socia Magda possiede una casetta ereditata dai nonni. Il punto di ritrovo – e relativa partenza - era Duino alle ore 9. Avete mai fatto caso che c’è sempre qualcuno che arriva in ritardo di modo che la carovana, di automobili in questo caso, parta esattamente al momento indicato dalle Stelle? Quando l’angolo nord (Fondo Cielo) si è posizionato su Marte in Sagittario il Cielo, giustamente, ha dato il consenso alla partenza. Lungo il tragitto doveva aggregarsi un’altra socia che abita più lontano, infatti la Luna entrando in Sagittario segnava il completamento del gruppo di quattordici persone e di lì a poco si superava il confine di Stato. Il corteo d’auto proseguiva speditamente sino ad una biforcazione dove una stradina, non asfaltata, della larghezza di un’automobile (e niente più) ci promuoveva nel vivo di un “Camel Trophy”; si procedeva a passo d’uomo, dati i dislivelli da superare, e nonostante tutto imperturbabili – noi coraggiosi abitanti dell’estremo lembo nord-orientale d’Italia – siamo arrivati ad un prato dove sistemate le auto potevamo distogliere l’attenzione dal tormentato e lunghissimo viottolo (chilometri e chilometri, lo giuro!) e osservare le bellezze del posto. Che meraviglia, ci trovavamo in una piccola valle circondata da boschi, con poche case straripanti di fiori, e si udiva il mormorio del fiume poco lontano. Dopo aver sistemato vino, bibite, angurie al fresco in cantina, indossati i costumi da bagno si correva, oltre il prato, nel fiume Natisone a rinfrescarci nelle sue basse acque. Chissà chi si divertiva di più, il cagnolino Dodo, i figli gemelli della socia Elena o noi adulti in piena vacanza? Solo l’ora che porta un certo languorino allo stomaco ci faceva ritornare davanti alla casa a sistemare tavolini e sedie sotto

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l’ombroso albero. Compito dell’elemento maschile del gruppo era “la grigliata di carne” a noi competeva il resto. Alle due tutto era pronto per il lungo pasto che in allegra compagnia si è protratto per quasi tutto il pomeriggio. E’ incredibile quante buone specialità sappia sempre farci gustare la nostra Licia (il Toro ci prende per la gola!), non mancava la macedonia di frutta con uvetta e pinoli (specialità di Grazia, anzi del marito), per finire vari dolci, caffè e chi poteva ancora permetterselo l’anguria. Prima di ripartire, doverosamente con la luce del giorno, una piccola passeggiata ci faceva scorgere un piccolo laghetto artificiale pieno di guizzanti trote e una sorgente dove attingere freschissima acqua. Al momento del commiato, constatata unanimamente la validità della formula gita/picnic/argomenti astrologici/incetta di prodotti biologici ci davamo appuntamento per l’11 agosto 2001, altra gita. Note astrologiche: Il governatore dell’ascendente, in Cancro 11ª casa, è parlante del gruppo di amici – a casa di un’amica -. Anche il Sole illumina il divertimento tra amici, si trova in Leone 11ª. Notare il benefico trigono tra luminari con la Luna in 3ª Sagittario, e il viaggio un po’ “periglioso” per la 3ª in Scorpione con i due governatori Marte e Plutone in opposizione a Saturno/fatica ma quest’ultimo posizionato al Medio Cielo come raggiungimento dell’obiettivo viaggio e gaie relazioni (Gemelli). Inoltre Saturno governa la 5ª, quindi, hobby/divertimenti realizzati (Xª). Giove in Cancro congiunto al Nodo rappresenta la buona convivialità a tavola ricordando il passato e facendo progetti per il futuro. Urano 6ª Acquario trigono Venere indica la novità nel quotidiano che porta gli amici astrologi al breve viaggio e il coronamento gioioso della giornata. La casa 9ª in Toro con Venere in Xª, senza cattivi aspetti, indica la permanenza all’estero molto positiva.

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Casa Argomento Quinta

“LINGUACCIA” ASTRALE L.A. 125-520

Parlar male degli altri (segni) è facilissimo, anzi è il passatempo preferito quando finisce un grande amore… Ma farlo bene è più difficile, in quanto l’effetto è tanto più incisivo quanto più breve è la frase, e la maldicenza diventa più appuntita. Parlar male ci fa sentire – in modo perverso – più buoni . Come fa lo Scorpione che è forse il miglior capo che esista, ma se non ne ha le doti distrugge per emergere… Siamo certi che i lettori ci aiuteranno volentieri in questa ricerca, e attendiamo missive in merito. E’ bene ricordare che la frase è tanto più efficace quanto più è breve, scultorea; vale la pena di levigare ripetutamente – come nella ricerca del risparmio coi telegrammi...- fino a cogliere l’essenziale. E’ un’arte più inglese che italiana, ma siamo così imprevedibili che potremmo,magari per puntiglio, superare i maestri! Nel prossimo numero riporteremo esempi presi da un libro esemplare in merito, scritto da Mirka Martini, che con salaci definizioni in realtà riesce a dare sinteticamente nozioni di astrologia assai pertinenti e utilissime per gli studenti. * * * Inauguriamo con tre definizioni: L’AQUARIO mette i genitori in ricovero per dedicarsi al terzo mondo… La donna della VERGINE è quella i cui mariti dicono: mia moglie è attenta, precisa, economa, fedele, efficiente, ecc. ecc. insomma INSOPPORTABILE! L’uomo del Cancro non si sposa, cambia mamma!

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Un altro modo di ordinare i segni può essere la modifica di un detto. Ad esempio: Le varianti di Cogito ergo sum (in pratica quando un segno si sente vivo o realizzato). Ariete: ago (agisco) ergo sum Toro: produco Gemelli: recito Cancro: ricordo Leone: impero Vergine: cogito (o analizzo) Bilancia: regolo? Scorpione: domino Sagittario: evado Capricorno: controllo? Aquario: contesto Pesci: idealizzo ? Ci sono evidentemente verbi più calzanti, più definitivi (ossia che meglio definiscono) e sarà compito vostro provvedere in merito. Un email vi attende e promette addirittura un abbonamento per la migliore proposta. Effetto delle sacre abluzioni a Cipro…

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DA CASA TERZA A CASA NONA sul terzo asse zodiacale…

PER I NEOFITI

– Per entrare nel mondo dei Personal Computer – Alcuni quiz del recente Concorso per l’Albo – La posta di Marco – Concorso voci nuove

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PER CHI VUOLE ENTRARE NEL MONDO DEL PERSONAL L.A. 125-605

Ringraziamo di queste note Stefano Bertone, iscritto all’Albo CIDA, informatico bene… informato, che ha scritto per anni su PC Professional della Mondadori e gestisce un proprio sito in cui vengono severamente collaudati i programmi circolanti (www.newonline.it) Già in passato aveva collaborato al nostro Computer Club. Ariete con intensi valori di terra, è un fidatissimo consigliere per investimenti oculati! (D.V.) * * * Dopo qualche assenza, torna su Linguaggio Astrale, la rubrica del Computer Club, che speriamo vi aiuti risolvere i vostri quotidiani problemi con il PC. Già, ma se qualcuno non ha ancora acquistato il computer, e pensa di farlo proprio nel prossimo periodo natalizio, che cose gli conviene acquistare? Ram, CD, masterizzatori, Internet: vi aiutiamo a capire qualche cosa ed a orientarvi verso un acquisto sicuro e sereno. Gli esperti ci scuseranno per le semplificazioni tecniche, ma vogliamo essere leggibili da tutti, anche dai neofiti. IL BUDGET La prima cosa da fare è stabilire il proprio budget e determinare se si desidera un PC (personal computer) da casa, ovvero fisso, oppure portatile chiamato anche notebook. Nell’ipotesi di utilizzare il computer solo a casa è necessario ipotizzare una spesa di almeno 1.200.000 / L. 1.500.000, monitor compreso. Per non acquistare un prodotto già obsoleto, suggeriamo di orientarsi per un processore Pentium con una frequenza di almeno 700 MHz o superiore. Il nuovo processore Pentium 4 è caro e non offre al momento prestazioni tali da compensare l’aggravio di costo. La RAM La memoria RAM (quella “volatile” che serve per immagazzinare testi e immagini temporaneamente e che si perde una volta spento il PC), dovrebbe essere di almeno

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128 MB (Megabytes) o superiore. Avendo un budget limitato è preferibile spendere per la memoria piuttosto che acquistare un processore più veloce: le prestazioni migliorano notevolmente con un leggero dispendio economico. L’HARD DISK e CD Ugualmente importante è il disco fisso, sul quale si registrano stabilmente i dati, il sistema operativo (esempio il notissimo Windows) e i programmi che si usano quotidianamente, le dimensioni attuali sono intorno ai 20/40 GB (Giga bytes,ossia miliardi di bytes). Sempre più diffuso, ormai praticamente offerto di serie e comunque indispensabile, è il lettore di CD, una versione estesa dei vecchi Disketti – floppy disk, con il quale si possono leggere tutti i CD (compact disk), contenenti dati oppure audio, cioè musica. Servono di regola per “caricare” un nuovo programma sul PC. Per poter scrivere sui CD è invece necessario acquistare il cosiddetto masterizzatore. A meno che non siate degli “smanettoni” del computer, o semplicemente utenti evoluti, vi potrete accontentare del solo lettore CD, magari integrandolo con la funzione di lettura DVD, utile per visualizzare film. Potrete così risparmiare circa L. 200.000. Il lettore floppy che serve per gestire i dischetti è necessario e comunque sempre offerto insieme alla macchina. Da non dimenticare la scheda audio ed un paio di casse acustiche. Se ne trovano di tanti tipi, anche eleganti e dal design originale. L’elemento su cui non conviene risparmiare troppo è il Video o Monitor. Una buona qualità dell’immagine, nitida e precisa, non affatica la vista e permette di lavorare in tutta sicurezza, anche dal punto di vista delle emissioni magnetiche. I migliori monitor si possono fregiare del certificato TCO, che attesta la ridotta emissione elettrica e magnetica. Per le dimensioni, un monitor da 15 pollici è appropriato alla maggior parte delle attività svolte su computer. Per chi volesse collegarsi a Internet ed usare la posta elettronica deve ricordarsi di acquistare anche un modem. Spesso viene già fornito insieme al computer per cui basta semplicemente collegarlo alla linea telefonica per accedere alla rete Internet. Attenzione perché se la vostra linea telefonica è di tipo digitale ISDN, dovrete acquistare un apposito adattatore. Nel caso in cui sottoscriveste il pubblicizzato e costoso (circa L. 90.000 al mese) accesso ADSL, insieme al servizio verrà proposto il relativo adattatore da collegare al computer. Nei primi due casi (accesso con modem o linea ISDN) è necessario sottoscrivere anche un abbonamento, che può essere apparentemente gratuito (non tutti lo sanno ma la Telecom paga una “provvigione” ai provider per ogni minuto di collegamento) oppure a pagamento. Tutto ciò per chi intende acquistare un computer fisso. Per un computer portatile, è necessario ipotizzare una spesa di almeno L. 1.700.000, per avere un prodotto di qualità dignitosa. Scegliendo marche note è possibile portarsi a casa un computer completo di tutto, anche di modem per il collegamento ad Internet. La configurazione minima è simile a quella indicata per i PC da casa, con la differenza che il microprocessore è il più economico Celeron

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della Intel o l’equivalente proposto dalla concorrente AMD. Sia per i portatili che per i PC da casa, di norma incluso nel prezzo, viene proposto e venduto con il solo sistema operativo, il noto e diffuso Windows. Disponibile anche nell’ultima versione XP, pubblicizzata in modo martellante in queste ultime settimane. Sinceramente non ci sentiamo di invitarvi a spendere quasi mezzo milione solo per l’acquisto di Windows XP. Se il PC che volete acquistare ha installato Windows 98 o ME–millennium, acquistatelo senza pensieri. Tutti i programmi funzionano perfettamente. LA STAMPANTE Ultimo accessorio che consigliamo di acquistare è la stampante. Se ne trovano di tutti i tipi, da meno di L. 100.000 in poi. Per chi stampa poco e solo testo, una buona proposta può essere quella di comprare una stampante a getto di inchiostro: sono relativamente economiche e silenziose. Quasi tutte sono a colori e permettono di stampare anche qualche foto con discreta qualità. E’ preferibile scegliere, spendendo poco di più, i modelli in quadricromia, che in parole povere hanno quattro serbatoi di inchiostro separati, tre per i colori fondamentali ed uno per il nero. Anche le stampanti laser, che funzionano in modo simile alle fotocopiatrici, sono scese molto di prezzo, con poco più di mezzo milione è possibile portarsi a casa un buon prodotto di marche note. Novità, si fa per dire, dell’ultima ora sono gli scanner e le fotocamere digitali. I primi sono delle specie di fotocopiatrici che permettono di salvare sul disco fisso del computer immagini, foto e testo. I prezzi partono dalle L 90.000. Le seconde sono vere e proprie macchine fotografiche che registrano le foto su memoria (al posto della pellicola) e che possono essere trasferire su PC in modo veloce ed immediato. Alcune funzionano come webcam, ovvero, come videocamere digitale. Esse consentono di fare videoconferenze su Internet o semplicemente parlare e vedere con gli amici di tutto il mondo, al costo di una sola telefonata urbana. Con meno di L. 100.000 si può acquistare una webcam dignitosa. Per una fotocamera valida il prezzo diventa un più impegnativo: circa L. 400.000. I modelli ibridi, fotocamera con funzione webcam, hanno prezzi e qualità intermedi. INTERNET A proposito di Internet e tariffe di collegamento, conviene spendere un paio di parole in più. Fino a qualche mese fa erano diffusi i cosiddetti abbonamenti flat, in cui si pagava un canone fisso tutto compreso e si potevano fare tutte le chiamate ad Internet tramite il numero verde. Purtroppo a causa di contrasti con la Telecom, i principali fornitori di quel servizio, chiamati in termine tecnico provider, hanno sospeso tale offerta. L’unica tariffa flat rimasta è quella della lombarda NGI, che offre un servizio tecnicamente valido ad un prezzo ragionevole, con la possibilità di ac-

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quistare pacchetti di accesso ad Internet con la formula ricaricabile, a partire da sole L. 50.000. La chiamata è fatta ad un numero verde senza scatto alla risposta. Ultimo consiglio, con valenze molto “terra”in senso astrologico: se possibile acquistate i prodotti nei grandi centri commerciali dove i prezzi sono concorrenziali (seppur a scapito dell’assortimento) e viene concesso al consumatore il servizio “soddisfatti o rimborsati entro 8 giorni”. E’ un servizio importantissimo perché vi permette di ottenere la restituzione insindacabile del denaro nel caso non siate soddisfatti del prodotto o non funzioni correttamente. Ovviamente il prodotto va restituito integro e nel suo imballo originale. Siti consigliati: ●

www.cida.net Il sito ufficiale della nostra associazione



www.newonline.it News, recensioni dal mondo dell’informatica



http://f4.ngi.it/guida.asp Pagina web informativa NGI servizio di accesso flat ad internet



www.centrometeolombardo.com Un sito ricco dedicato alle previsioni meteo, molto precise.

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QUINTO CONVEGNO VOCI NUOVE Per tanti Soci oggi famosi questi convegni sono stati la porta di ingresso nella nostra Associazione, fra cui il nostro Segretario Claudio Cannistrà, Giuliarosa Bigazzi, Antonio Capitani, Maria Grazia Granaglia, Mario Costantino, Paolo Crimaldi, Tiziana Bertone ecc. E’ giunto pertanto il momento di proporre una nuova tornata, per cui attendiamo lavori dei Soci in accordo con le regole più sotto riportate. La data è prevista fra un anno circa e sarà comunicata tempestivamente nei prossimi numeri. Il concorso è riservato a chi non si è cimentato con pubblicazioni rilevanti (testi, articoli impegnativi), privilegiando chi si è accostato da poco tempo allo studio della nostra disciplina. I lavori devono essere contenuti al massimo in 5 cartelle di 30 righe per 60 battute, illustrazioni a parte. Devono essere inediti e riportare eventuali fonti di consultazione. Vanno spediti non oltre il 31 luglio 2002, preferenzialmente via email o per dischetto (vedi ultima pagina). In caso di copia cartacea o di illustrazioni non comprese nell’email, inviare in duplice copia al Presidente (e-mail: [email protected] Dante Valente - Via Monzambano, 13 - 20159 Milano) e al Segretario (e-mail: [email protected] Claudio Cannistrà - Via Vizzani, 74 40138 Bologna). Saranno selezionati da una Commissione i 12 lavori ritenuti più significativi. In occasione del Convegno, che si terrà a Bologna, i candidati selezionati presenteranno i loro lavori, in seguito pubblicati su Linguaggio Astrale. Nota. Si prega di evitare lavori consistenti in semplici giustificazioni astrologiche sulla vita di personaggi famosi, salvo casi con particolarità meritevoli di una approfondita discussione.

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LA POSTA DI MARCO

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Marco Pesatori è ben noto ai nostri Soci, oltre che per gli articoli su Linguaggio Astrale, anche per vari testi specialistici e didattici (Astrologia del Novecento, Sotto il segno del pallone, La Voce della Luna, ecc.) Tiene corsi d’Astrologia, dirige la Rivista Minima Astrologica e collabora con Riviste divulgative con risposte ai quesiti dei lettori infelici o perplessi… Gli abbiamo chiesto di spiegare la dinamica utilizzata da un astrologo – ai fini previsionali – per scegliere in un tema i pianeti piu’ incisivi e discutere le relative possibilità interpretative. * * * 1. Si discute molto di pianeti isolati. C’è qualcuno che non li vede poi così male, mentre altri li leggono come una vera jattura. Tu cosa ne pensi? Antonio di Urbino Un pianeta è isolato quando non fa aspetti (maggiori) con altri punti del tema. Se è vero che l’analisi di un tema natale richiede una visione di complessità, affinchè che le varie configurazioni simboliche formino un’unica visione o un unico discorso – e, in effetti, non si è mai vista, né dentro né fuori, una persona “a pezzi” – è anche vero che il pianeta isolato sembra far fatica a inserirsi nel contesto generale, a volte fungendo come freno, altre volte come resistenza, altre volte ancora segnalando effettivi problemi oggettivi nella vita del soggetto. Ritengo che quasi sempre (ma secondo la mia esperienza potrei anche dire sempre) il pianeta isolato rappresenta una zona di fragilità, che la casa (il campo dell’azione), il segno (le modalità dell’azione) e il pianeta (la direzione e l’agire stesso) ci descriveranno con precisione. Se è vero che i transiti positivi agiscono rafforzandolo, ma non in una maniera tale da trasformarne le scarse potenzialità di partenza, è anche vero che transiti contrari specie dei pianeti lenti, riescono a farlo diventare un punto condizionante di tutto il resto del tema. Pensa al piano affettivo di una Venere isolata che, bombardata da un passaggio di Urano Nettuno o Plutone, addirittura soffoca, sparisce, subisce, ma senza dare al soggetto la possibilità di una comprensione cosciente di ciò che è successo; nello stesso senso puoi pensare ad un Saturno isolato in Cancro – che mai

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placa la sua antica e oceanica necessità di affetto. Ma questa non viene in genere riconosciuto, spesso tende ad essere rimossa ed ecco che facilmente il pianeta affettivo isolato diventa affezione, cioè malattia. E’ dunque importante, nel contesto analitico-astrologico di studio, nel tete-a-tete con la persona che ci sta di fronte, far sì che quel pianeta non prenda strade sotterranee, sfuggendo all’analisi; strade che poi in ogni caso potrebbero pericolosamente agire “da dentro”. Un isolamento del Sole può creare tensioni fragilità e assurdi arroccamenti su se stesso sotto il profilo della sicurezza di personalità, sensazione che può anche non essere visibile a prima vista; oltre, naturalmente, conflittualità di vario genere con la figura paterna, a volte proprio mancante. Una Luna amplifica le difficoltà di relazione col femminile, sul piano progettuale di coppia, per un uomo e lede la sicurezza nel potere della propria femminilità in una donna. Mercurio – la sua ricchezza simbolica c’impedisce qui di descriverne tutte le possibili variazioni – genera isolato una specie di “sordità” cocciuta, che spesso come un buco nero, si fissa su fattori inutili, nel contesto della vita globale del soggetto. E via discorrendo. Ma, come diceva mister Freud “wo Es war, Ich soll werden”, dove c’è l’incoscienza, lì, proprio lì, io devo arrivare a capire. In questo senso il pianeta isolato è una piccola luce intermittente che non dobbiamo mai evitare di osservare, di leggere e di capire, che ci indica una strada dove, malgrado tutte, le scoperte possono rivelarsi straordinarie. 2. Quando in genere si parla di transiti, si pone una grande attenzione sul punto ricevente e meno alla natura del pianeta transitante. E’ giusto? Laura di Pisa Sia i pianeti riceventi che quelli di transito hanno la loro fondamentale importanza, che non va assolutamente trascurata, anche se acquista tonalità differenti. Il pianeta ricevente ci dice con precisione che cosa è in gioco; la natura del pianeta esprime la cosa in questione (figli, amori, femminilità, denaro etc.); la casa ci delinea il territorio in cui la cosa si manifesta, il campo, il settore (nella famiglia, nell’ambiente del lavoro, nell’ambito della psiche etc.) e infine il segno esprime le modalità della cosa. Il pianeta insomma ci dice “cosa” si manifesta; il segno “come” si manifesta e la casa “dove” si manifesta. Ma in tutto ciò è chiaro che il pianeta transitante agisce con la sua specifica natura, con la sua forza, con la sua potenzialità e anche – ciò non va trascurato - in relazione alla natura del tema della persona. Un plutonico (Scorpione, Plutone sull’ascendente, Plutone congiunto al Sole…) sarà sensibile ai transiti di Plutone in modo particolare; un nettuniano a quelli di Nettuno, un uraniano a quelli di Urano e così via. Ancora: non va trascurata la natura del pianeta che transita, “nel” tema di nascita del soggetto. Mi spiego meglio: se uno ha un bellissimo Saturno nel tema personale, il Saturno di transito agirà di solito in maniera più sensibile rispetto ad un altro con Saturno isolato o defilato. Certo nei transiti non bisogna farsi offuscare dalla spettacolarità dell’apparenza, perché an-

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che un transitino che sembra non far niente in realtà la sua bella azione la fa. Come diceva LaoTze, “una distinzione sottile come un capello e cielo e terra sono separati”, quindi non bisogna essere grossolani nell’analisi. I pianeti lenti che camminano in un settore, anche senza fare aspetti, creano uno scenario di azione progressiva e di progressiva coscienza di quel settore stesso, che poi culminerà in avvenimenti specifici nel momento in cui si forma un aspetto con un pianeta nel tema. I transiti dei pianeti, lenti soprattutto, sulle cuspidi delle case, è come se generassero un nuovo scenario; viene giù il sipario del teatro e si riapre su un’altra scena. Attenzione a questi sottili e profondi cambiamenti. La natura del pianeta transitante è infine chiarissima secondo la sua natura. Plutone rappresenta nella sua linea più essenziale il “desiderio del corpo”, l’es psicanalitico, l’istinto, l’impulso, ma anche – per la sua natura arietina – il coraggio, l’audacia, l’ambizione. Plutone fa emergere inoltre la potenzialità nascosta del pianeta ricevente e spesso lo fa “esplodere” con una carica enorme di energia. Nettuno si lega invece all’idea, al progetto, ai modelli e agli ideali dell’Io. E’ certamente più mentale ed etereo, ma attenzione, perché per molti nettuniani diventa anche un pianeta dei fatti, concreto. Urano rappresenta l’azione effettiva, concreta, reale, dinamica, trasformatrice (e tutto ciò al negativo può tradursi come blocco dell’azione, immobilismo). Urano è rapido, elettrico, rivoluzionario. Saturno agisce secondo le sue simbologia di razionalità, di rigidità, di super-io, di crisi, rinuncia, mancanza. Giove è espansivo, immediato, gaudente, a tratti più superficiale, in qualche caso piacevolmente fortunato. Marte è immediato, rapido, scatenante, nervoso, attivo, energetico, irrazionale, sessuale e molto altro ancora. Come ho già avuto modo di scrivere, possiamo paragonare l’analisi dei transiti alla costruzione di un edificio e dal punto di vista dei pianeti transitanti Plutone rappresenta le fondamenta; Nettuno il progetto e l’idea della casa; Urano l’effettiva costruzione; Saturno lo sguardo critico e la visione a distanza di ciò che va eventualmente abbattuto; Giove sono i fiori sul balcone, la vernice di un bellissimo colore e la presentazione finale. L’importante è non verniciare una zona, quando le fondamenta le abbiamo messe da tutt’altra. Sia noi che analizziamo che la povera persona analizzata, si vivrebbe quei passaggi inseriti in un contesto di profonda confusione. I soci possono collaborare con quesiti che non siano di carattere solo personale, quali i temi di interesse generale, tecnico o anche legati al costume e all’attualità.

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QUIZ PROPOSTI AL RECENTE ESAME PER L’ALBO L.A. 125-620

PARTE PRIMA Le domande che seguono possono prevedere più di una risposta corretta! Se la vostra nascita fosse avvenuta 20 gradi più a sud in latitudine terrestre di quanti gradi sarebbe variato il MC? ❏ 20 gradi circa ❏ 20/4=5 gradi ❏ nessuna variazione Due pianeti sono in antiscia quando ❏ Sono equidistanti dal MC ❏ Sono equidistanti dal FC ❏ Sono equidistanti d 0° Cancro ❏ Sono equidistanti da 0° Capricorno ❏ Hanno lo stesso arco diurno ❏ Sono equidistanti dal punto vernale Con un tempo siderale pari a h 3.00, quale fra questi segni potrebbe trovarsi all’ASC a Bologna ❏ Toro ❏ Leone ❏ Aquario ❏ Sagittario ❏ Pesci Secondo la teoria delle case derivate indicate (segnalando il percorso utilizzato, es. V+XII+IV=VII): ❏ Gli studi scolastici dei figli ❏ La dote della nuora ❏ Il vizio del gioco nel marito della sorella ❏ L’eredità del figlio del fratello ❏ La carriera della moglie

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Per inaugurare un Ricovero per anziani a quale tipo di Astrologia si dovrebbe ricorrere? ❏ A.oraria ❏ A.medica ❏ A.finanziaria ❏ A.elettiva ❏ A.mondiale ❏ A.karmica Nella domificazione aequalis rispetto al Placidus ❏ cambia l’ASC ❏ cambia il MC ❏ cambiano le cuspidi ❏ cambia l’ora siderale Fate un esempio di due pianeti in mutua ricezione ........................................................................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................................................................... ...........................................................................................................................................................................................................................

In che segno si trova il Sole per un soggetto nato in Spagna il 19 agosto 1601 ❏ Ariete ❏ Gemelli ❏ Cancro ❏ Leone ❏ Vergine Dove è nata la “nostra” Astrologia? ❏ in Persia ❏ in Cina ❏ in India ❏ in Caldea ❏ a Babilonia ❏ in Grecia, a Cos ❏ in Egitto ❏ in Arabia Lo spazio locale ❏ divide la citta’ natale in 12 quartieri ❏ è la proiezione sull’orizzonte delle posiz. planetarie ❏ non dipende dalle case ❏ non dipende dai segni

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Due persone nascono NELLO STESSO ISTANTE in due paesi posti esattamente agli antipodi (es. Italia e N.Zelanda). Che cosa differenzia i due temi? ❏ la posizione del Sole ❏ La posizione della luna ❏ i pianeti nei segni ❏ i pianeti nelle case ❏ i segni sono invertiti ❏ i pianeti sopra l’orizzonte si trovano sotto ❏ L’ASC ❏ Il MC ❏ le case sono invertite Quali fra le seguenti voci non riguardano corpi celesti : ❏ Caronte ❏ Giunone ❏ Sole nero ❏ Luna nera ❏ Bacco ❏ Punto vernale ❏ Afeta ❏ Parti arabe ❏ Midpoint ❏ Vertex ❏ Nodo discendente ❏ Coda del drago ❏ Ecate Contrassegnate le seguenti asserzioni solo se VERE : ❏ Il Sole spunta sempre al punto EST dell’orizzonte ❏ Nell’emisfero australe i segni diventano quelli opposti ❏ Il vertex si trova sempre fra l’undicesima e la seconda casa ❏ L’Ascendente varia con la latitudine terrestre ❏ L’ASC e il MC dipendono dal sistema di domificazione ❏ La latitudine del Sole può arrivare a 3 gradi ❏ La longitudine della luna non supera i 23 gradi ❏ La latitudine dei pianeti è lo scostamente dall’equatore ❏ Parallelo di declinazione equivale a stesso arco diurno ❏ Due pianeti sono controantisci quando hanno archi diurni complementari

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Che cos’è l’ayanamsa ........................................................................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................................................................... ...........................................................................................................................................................................................................................

Che cos’è il ciclo di Saros (brevemente !) o di Metone ........................................................................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................................................................... ...........................................................................................................................................................................................................................

Perchè si parla di calendario “Giuliano” ........................................................................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................................................................... ...........................................................................................................................................................................................................................

Disegnate le figure geometriche dei seguenti aspetti compositi: A: quadrato a T B: Aquilone C: Yod D: Punto di Talete

Indicate 5 personaggi famosi del segno del Capricorno 1 2 3 4 5

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Nominate tre personaggi storici che si sono occupati anche di astrologia ........................................................................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................................................................... ...........................................................................................................................................................................................................................

Quale fra i pianeti classici NON è parente stretto di Giove nella mitologia (Sole=Apollo, Luna= Diana) ........................................................................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................................................................... ...........................................................................................................................................................................................................................

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Che differenza c’è fra sinastria e tema integrato ........................................................................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................................................................... ...........................................................................................................................................................................................................................

Attribuite un segno zodiacale alla Toscana e giustificate le scelte (contano i criteri, non il segno!) Tra le risposte sembra giustificata la Bilancia per l’arte, la moda e il gusto della bellezza, PECULIARE ossia quasi esclusiva della Toscana. Chi specifica mare, colline, cucina non pensa che sono valori comuni a molte altre Regioni ........................................................................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................................................................... ...........................................................................................................................................................................................................................

Spiegare il principio dell’astrologia oraria ........................................................................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................................................................... ...........................................................................................................................................................................................................................

Trascrivete a fianco la posizione natale della vostra Luna (L) ........................................................................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................................................................... ...........................................................................................................................................................................................................................

Indicate una posizione zodiacale in quinconce con (L) ........................................................................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................................................................... ...........................................................................................................................................................................................................................

Indicate una posizione zodiacale in sesquiquadrato con (L) ........................................................................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................................................................... ...........................................................................................................................................................................................................................

Indicate un punto in antiscia con (L) ........................................................................................................................................................................................................................... ........................................................................................................................................................................................................................... ...........................................................................................................................................................................................................................

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ANGELO ANGELINI

ASTROLOGIA STELLARE L.A. 125-623

Ripresentiamo ai Soci una serie di articoli comparsi sui primi numeri della Rivista, evidentemente sempre attuali. Iniziamo con un articolo del 1982 di Angelo Angelini riproposto da Clara Negri, che ringraziamo per la trascrizione. Nel suo articolo “Ai confini dell’infinito”, apparso sul n° 31 di questa rivista, Ghivarello inizia con questa frase: “E’ noto che le stelle godettero, prima presso i popoli Egizi e Caldei, poi presso gli Arabi, di un’attenzione e, soprattutto, di una considerazione superiore a quella tributata ai pianeti”. Non so se Ghivarello si sia reso conto della grande importanza della sua frase. E per due motivi: il primo per una corretta e completa storia dell’astrologia, finora mai scritta; e secondo per il concorso di elementi indispensabili per una normale pratica astrologica. Sembra ormai accertato, storicamente, che gli Antichi, prima di fare un’astrologia planetaria, facessero una vera e propria astrologia stellare basata unicamente sulle stelle fisse, toccate nel loro cammino dal percorso del Sole e della Luna, e da tutti i connessi che si allacciano a dette stelle, e cioè il grado, il decano e…la precessione degli equinozi! Da tutto ciò risalta la preminenza attribuita allo Zodiaco, ed in special modo alla suddivisione per 36, ovvero i 36 decani, settori di 10° entro cui si possono suddividere i 360 gradi dello Zodiaco, ove in essi sono contenute determinate stelle fisse, ed il singolo grado che generalmente ospita una stella. E mentre lo zodiaco rappresenta il quadrante di questo gigantesco orologio cosmico, il Sole e la Luna sono rispettivamente le lancette delle ore e dei minuti che cadenzano il tempo degli avvenimenti toccando, di volta in volta, e progressivamente, settori, gradi e stelle del cielo. Per la precessione degli equinozi, inoltre, questi settori non sono mai identici tra loro ma variano nel tempo, stabilendo dei cicli e dei ritmi in rapporto allo spostamento delle stelle di prima grandezza e al levar eliaco di esse. Questa era l’astrologia dei nostri padri. Riandando alla storia del vecchio Egitto, dobbiamo arrivare fino al 1300 a.C., sotto la XIX Dinastia, per vedere menzionati per la prima volta, almeno storicamente, i pianeti. E questo lo osserviamo nella tomba di Seti I. Prima non se ne fa menzione alcuna. Da questo momento compaiono:

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Hur-up-seta “la stella del Sud del cielo” Hur-ka-pet “la stella dell’Ovest” Hur-xuti “la stella dell’Est del cielo” Sebgu Pe-nutar “La stella errante di Osiride”

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cioè Giove cioè Saturno cioè Marte cioè Mercurio cioè Venere

Ma, come si vede chiaramente da queste denominazioni, esse non hanno a che fare con una loro posizione ben determinata nel cielo, poiché tutti percorrono l’eclittica e sono, di volta in volta, stelle del Sud se si trovano al meridiano, stelle dell’Est se sorgono e stelle dell’Ovest se tramontano. Queste denominazioni risentono, in modo abbastanza palese, del gioco zodiacale, o per meglio dire decanale, da cui sta sorgendo la nuova astrologia planetaria. Marte, padrone del 1° decano del settore 1° che noi oggi chiamiamo Ariete, primo decano dell’Est sarà la stella dell’Est; Saturno padrone del 2° decano della Bilancia (come sopra) (il primo decano appartiene alla Luna) in VII casa, al tramonto, nella proiezione decanale sarà la stella dell’Ovest, e Giove, padrone del 1° decano di ciò che chiamiamo Capricorno, e decano che si trova esattamente sulla punta della X casa, sarà la stella del Medio Cielo ovvero del Sud. Quindi, non una collocazione celeste dà il senso a queste definizioni ma una precisa e fin troppo trasparente collocazione zodiacale-decanale, ovvero stellare. Fino alla XVIII Dinastia, nel vecchio Egitto, non si parla di pianeti. La tomba di Ramses IV è una magnifica rappresentazione dei 36 decani, di cui il primo è quello del Cancro, ed è consacrato a Venere. Il 29° decano, per esempio, che all’epoca, per la precessione degli equinozi conteneva il gruppo delle Pleiadi, era chiamato nella tomba di Ramses IV l’Ammasso delle otto stelle” ed in Seti I come Kod, “Quelle che sono assieme”. Nella sua figurazione astronomica, inoltre, il decano viene chiamato xetmu, cioè “ammasso di stelle di…”. Il decano contenente la costellazione del Sagittario era denominato “il grembo di Nut”, cioè il Grembo del Cielo”. E cos’è il grembo del cielo se non il centro galattico da cui nascono i mondi stellari? Certo, se avessimo il coraggio di guardare con occhi un po’ più spassionati il passato, ci renderemmo conto delle autolimitazioni che stiamo portando alle nostre conoscenze. D’accordo che dovremmo poi ribaltare tutte le nostre cognizioni sugli antichi! Ve lo immaginate, nella nostra epoca di illuminismo, avanzare l’idea dell’antico egizio che conosce il Centro Galattico? E d’altra parte, che cos’è lo stadio, misura di lunghezza egizia, di m. 158,24, se non la decima parte della lunghezza di un minuto primo di lunghezza di parallelo, presso il 30° parallelo, su cui sorge la Grande Piramide, e considerato allora il centro del pianeta? E cos’è il piede egizio, di metri 0,315 se non la 40milionesima parte del diametro terrestre che, calcolato in piedi, è di 126 milioni? E non ricordano nulla questi due numeri: 126 e 40, a meno di zeri, continuamente ricorrenti nei testi religiosi antichi di qualsiasi popolo, nella Bibbia ebraica, nell’Apocalisse? Provate a chiederlo a un discepolo di Hermes!

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Evidentemente occorrono altri occhi per rileggere i vecchi testi, dimenticandoci di quella fantastica quanto balorda rappresentazione del mondo concepito dagli Egizi, raffigurata al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano, che contraddice tra l’altro la cognizione che ne risulta dalla più palese prova storica egizia, e cioè la misurazione della distanza tra File ed Alessandria, compiuta da Eratostene nel III sec. a.C., e che ha sfruttato le conoscenze geodetiche di una terra ben rotonda, e la conoscenza di un diametro terrestre molto poco lontano da quello che noi conosciamo attualmente. Altro che terra piatta o quadra! Ma dai 36 decani che sono nel Ramesseum, tenendo conto delle stelle in essi contenuti, raffrontate con quelle che vi sono nei decani iscritti nel Tempio di Dendera dell’epoca greco-romana, ci accorgiamo anche che gli egizi conoscevano la precessione equinoziale. Ed infatti gli stessi decani non hanno il medesimo significato, e così pure la loro rappresentazione astronomica. (esiste già uno spostamento di più di 15° e stupisce che nessun egittologo se ne sia accorto. Ah, già, dimenticavo che per noi moderni la precessione degli equinozi è stata trovata da Ipparco! Altro falso storico poiché Timocharis, quasi due secoli prima, ne aveva già parlato). Oltre ai 36 decani, gli Egizi prendevano anche in considerazione il significato di ogni singolo grado o Monomero. Sappiamo da Diodoro il Siculo che Cambise, nel IIII sec. a.C., nella conquista dell’Egitto, distrusse il famoso cerchio di Osimandias, dove era segnato il sorgere delle stelle, il senso di ogni grado, quindi con tutti i suoi Monomeri, cerchio tutto in oro e, a quanto pare, di più di 30 m. di diametro e 50 cm. di spessore! Da dove gli egizi avevano preso il significato di ogni grado? Ovvero, perché ogni grado aveva un preciso senso e non un altro? Poiché evidentemente una stella contenuta in esso gli aveva impresso il suo suggello in un momento ben preciso, in un momento che aveva il significato di un inizio, che probabilmente significava una nuova era! Una specie, quindi, di tema natale di un’era che, con le sue posizioni stellari, fissa un cachet, un momento astrologico stellare ben preciso. Sui Monomoirai, o Monomeri, nell’antichità greca circolava un’opera che, purtroppo, come tutto il meglio delle opere antiche, non è arrivata fino a noi. Di essa ne parlano Proco, Rhetorius, Firmicus, Gregorio di Nissa e l’Asclepio. Che i Monomeri prendessero il loro significato da una data ben precisa, in un dato sorgere eliaco di Sirio, in un dato anno, ce ne parla Antioco di Atene che scrisse, nella prima metà del I sec. a.C., (vedi Cumont-Bidez-Melanges pp. 135 e s.). Un autore anonimo scrisse nel 379 della nostra era “I nostri antichi Egizi hanno fatto menzione di queste cose e hanno scritto su di esse; il primo di essi fu Hermes ed ha trattato nel suo Apotelesmata kosmika” del levare eliaco (epistolé) del Cane…”. Lo stesso anonimo parla di un libro di Hermes dove i decani sono in relazione con le malattie. Nell’epoca ellenica e imperiale è esistito un “Liber Hermetis Trismegisti” ove l’autore inizia, senza preamboli, la teoria dei decani che non può venire per prima in un libro di astrologia poiché questa dottrina presuppone un’Astrologia stellare e non planetaria.

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Per non dilungarmi con citazioni sui trattati persi per strada sull’argomento, ricorderò per ultimo un opuscolo ermetico “De XV stellis” riferito a Enoch (che non è altro che l’Hermes egizio o il Cadmo greco) che mette in relazione quindici piante, quindici pietre, quindici talismani con 15 stelle fisse. Anche questo libro è andato perso ed è riportato a brani qua e là. Una domanda si pone. Che significato intrinseco ha avuto, nel passato, questa astrologia stellare che ha preceduto l’astrologia planetaria? Ovvero, perché un’influenza sulle cose terrene da parte delle stelle, così lontane, e non dei pianeti? Oppure: perché due soli canali: Sole e Luna, attraverso cui si riversano le influenze cosmiche? La risposta ci viene dalla scienza di Hermes, ed infatti la troviamo sparsa un po’ ovunque, in Egitto e presso le scuole derivate dalla sua sapienza antica; il neo-platonismo, lo gnosticismo, lo stesso ebraismo, il gruppo alchemico di derivazione egizia. Ricordiamoci che su questi ritmi stellari (e non planetari) ed in ossequio ai postulati dell’astrologia stellare (stelle-decani-gradi-monomeri-Sole e Luna) sono nate le piramidi, il tempio di Amon-Ra, i templi caldei, le basiliche proto-cristiane, le cattedrali gotiche, le costruzioni del XII e XIII secolo della nostra era, che parlano solo ed esclusivamente con il linguaggio delle stelle e dello Zodiaco e non dei pianeti. L’orientamento delle più antiche città è fatto rifacendosi agli orientamenti stellari, ed i punti più significativi portano la rappresentazione monomerica del grado su cui essi cadono. Un esempio ne è Milano, ove il protocristianesimo ha adottato gli stessi concetti, mantenendo nelle sue chiese e basiliche più antiche la rappresentazione del Monomero su cui esse sorgono. Come a S. Eustorgio e a S. Ambrogio, grazie ai restauri del dopoguerra che hanno riportato alla luce le vecchie figurazioni. Storia dell’arte molto affascinante e di cui si sono scritte solo pochissime righe! Un’altra domanda si affaccia. E’ fattibile sul piano pratico, un’astrologia caratterologica e previsionale di sicuro risultato? Essa esiste, e probabilmente è quella dei nostri avi, di cui cercherò, per quanto mi sarà possibile, di parlare in seguito.

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CASA NONA

Notizie dall’Estero Novità editoriali

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CLAUDIO CANNISTRÀ

NOTIZIE DALL’ESTERO L.A. 125-900

HOMO MATHEMATICUS CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA STORIA DEGLI ASTROLOGI GRECI E ROMANI Benalmádena Costa, Malaga (8-10 ottobre 2001) Come annunciato sul numero 123, si è svolto, ai primi di ottobre, a Benalmádena nei pressi di Malaga un Congresso Internazionale totalmente dedicato all’astrologia greca e romana. A parte l’interesse dovuto alla specificità dell’argomento, che riguarda le origini del nostro patrimonio culturale, l’altro elemento di curiosità era dovuto al fatto che la manifestazione, oltre ad avere il patrocinio del ministero dell’Educazione e della Cultura spagnolo, era organizzata e finanziata da un istituto universitario, appunto la facoltà di lettere e filosofia dell’università di Malaga. Gran parte del merito va all’entusiamo dell’organizzatore, il professor Aurelio Pérez Jiménez, fondatore fra l’altro di MHNH, sigla sotto cui si cela una pregevole rivista internazionale di ricerca sulla magia e l’astrologia antica. Non è la prima volta che all’estero si verificano manifestazioni di questo tipo, aperte anche al grande pubblico, mentre in Italia incontri del genere sono abbastanza rari o limitati strettamente agli addetti ai lavori. Anche se gli interventi avevano tutti un’impronta storica, fa comunque piacere sapere che il mondo accademico sta sempre di più accorgendosi del ruolo centrale che la nostra disciplina aveva nel passato, rivalutando quanto nell’antichità vasti settori della società ruotassero intorno all’astrologia. Il Congresso era articolato in cinque sessioni, ognuna dedicata ad un grande astrologo o a un personaggio in relazione con la nostra disciplina; rispettivamente Manilio, Tolomeo, Firmico Materno, Sesto Empirico e Retorio. Ogni sessione era caratterizzata da una relazione di base e da una serie di comunicazioni brevi sull’argomento o sul personaggio in questione. In questo modo era possibile spaziare su tutto il panorama dei principali protagonisti del mondo astrologico greco e latino. Vi partecipavano studiosi provenienti da tutta Europa, come il tedesco Hübner e la francese Aujac, mancando all’appello fra i grandi nomi forse solo David Pingree. E naturalmente era presente il nostro Giuseppe Bezza, personaggio che ha ormai

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assunto la dimensione internazionale che gli compete e che finalmente sta ottenendo in tutto il mondo i riconoscimenti, che merita, dopo un lavoro di ricerca assiduo e oscuro, portato avanti per molti anni in silenzio e senza protagonismi di alcun genere. Non a caso, egli era stato inserito fra i pochissimi che presentavano una vera e propria relazione e non solo una breve comunicazione. Vediamo adesso una rapida sintesi dei cinque interventi principali. WOLFGANG HÜBNER (Università di Münster): MANILIO Poco si conosce sulla personalità di quest’autore, un poeta “didattico” che affronta il cosmo; esiste in ogni caso una stretta dipendenza fra il poeta cantore e il poema cantato. Tuttavia, le indicazioni più significative sulle intenzioni poetiche di Manilio non ci sono fornite dalla prefazione ai cinque libri della sua opera, quanto dal cuore della sua dottrina astrologica. ESTEBAN CALDERON DORDA (Università di Murcia): TOLOMEO Il periodo compreso dall’ascesa al trono dell’imperatore Adriano fino all’epoca bizantina è caratterizzato dalla composizione di grandi manuali e commentari; sotto questo aspetto Tolomeo rappresenta il punto culminante degli studi astronomici e astrologici dell’antichità. Il suo Tetrabiblos ha segnato il cammino agli astrologi di tutti i tempi ed è stato oggetto di importanti commenti, come quelli di Porfirio o di Proclo. Rispetto ad altri manuali, che sono un elenco interminabile di casistiche, l’opera di Tolomeo pone la materia trattata in maniera strutturata, dando vita ad un sistema di corrispondenze geometriche ben precise, così come di deduzioni logiche. In questo contesto, la parte più antica dell’astrologia, l’Astrometeorologia, vi gioca un ruolo centrale JOSE MARTINEZ GAZQUEZ (Università di Barcellona): FIRMICO MATERNO Questo autore compose la sua opera intorno al IV secolo ed essa si presenta come un manuale minuzioso ed efficiente per insegnare l’arte della costruzione dell’oroscopo. Gli uomini possono conoscere le influenze esercitate dagli astri sulla loro vita e in questo modo seguire i suggerimenti dati dai pianeti per il governo delle cose del mondo. L’opera di Firmico Materno, Matheseos libri VIII, ha pertanto una doppia veste didattica: da una parte è un manuale per apprendere l’astrologia e dall’altra rappresenta la presentazione di un insegnamento necessario per il buon governo degli uomini in questa vita. GERMAINE AUJAC (Università di Tolosa): SESTO EMPIRICO Sesto Empirico è stato un avversario dell’astrologia; tuttavia i suoi rapporti con questa disciplina sono stati molto stretti e sono testimoniati dal fatto che il suo breve trattato “Contro gli astrologi” presenta alcune originali prese di posizione. Nel suo attacco contro questa disciplina, egli ci fornisce numerose informazioni sul sistema di “credenze” attribuite ai Caldei, citando le fonti che erano state utilizzate dagli astro-

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logi contemporanei di Tolomeo; informazioni cui hanno attinto in seguito molti astrologi di lingua greca e che sono state, a suo tempo, sistematizzate nel Tetrabiblos. GIUSEPPE BEZZA - L’ASTROLOGIA GRECA DOPO TOLOMEO: RETORIO. Retorio è stato il più rappresentativo astrologo della tarda antichità. La sua vita termina nella prima metà del VII secolo, alcuni anni prima della conquista dell’Egitto da parte degli Arabi. I suoi scritti ci mostrano una profonda conoscenza di tutta l’arte astrologica. Nonostante la struttura antologica e compilativa dei lavori, che ci sono pervenuti, è difficile inserire Retorio in una tradizione ben definita. D’altra parte la sua biobliografia di autori astrologici, conservata in un manoscritto greco (Parisinus graecus 2425), se realmente autografa, mostra evidente il suo profondo legame con Petosiride e con la tradizione ermetica. Tutto ciò lo rende un personaggio chiave per comprendere la storia dell’astrologia della tarda antichità e la trasmissione di questa disciplina alla cultura islamica. Numerosissime sono state anche le comunicazioni brevi, che non è possibile citare in maniera completa per mancanza di spazio. Questi interventi hanno riguardato personaggi, che, in maniera diretta o indiretta, hanno avuto a che fare con l’astrologia, come Tertulliano, Cicerone, Sant’Agostino, Augusto, Filone di Alessandria, Platone. Fra tutte queste comunicazioni mi sembra giusto segnalare in maniera più estesa quelle di José Francisco Martin del Pozo e di Dora Liuzzi. Lo spagnolo ha analizzato alcuni oroscopi riportati nell’Antologia di Vettio Valente, in particolare quelli dove questo astrologo tenta di spiegare l’azione dei pianeti sulla durata della vita di alcuni personaggi, deceduti per morte violenta. Il lavoro di Dora Liuzzi, conosciuta al grande pubblico per le traduzioni di Manilio, ha, invece, riguardato i libri di contenuto più strettamente astrologico degli Astronomica, in relazione con le recenti scoperte dell’astronomia moderna. Le opinioni degli antichi su alcune importanti tematiche come l’influsso nefasto delle comete, l’origine dell’alone della Via Lattea e le speciali caratteristiche della costellazione di Orione sono state messe a confronto con i risultati di alcune ricerche astronomiche. Gli Atti del congresso formeranno un volume, che verrà pubblicato in Spagna nel corso del 2002 e che, viste le preziose informazioni sulla storia dell’astrologia e sui vari protagonisti di questa disciplina che vi saranno contenute, si annuncia come un’importante punto di riferimento per meglio comprendere il mondo astrologico greco e romano. Per questi motivi non mancheremo di darne notizia ai nostri lettori. La gioia per un evento del genere che va nella direzione di dare una maggiore dignità alla nostra disciplina è, però, offuscata da un piccolo neo. Una punta di rammarico, che nasce dal fatto che, a parte il nostro Giuseppe Bezza e pochi altri studiosi spagnoli, quasi tutti questi cattedratici risultano poco o nulla interessati alla stesura di un tema natale e tanto meno alla sua interpretazione, perdendo così una vasta fetta di possibilità per una corretta interpretazione del significato dei testi astrologici antichi. Speriamo che il tempo li aiuti a ricredersi!

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“GRACENTRO” DA VALENCIA: PREMIO MONDIALE DI INVESTIGAZIONE ASTROLOGICA Riceviamo dall’Associazione Astrologica “Gracentro”, che ha sede a Valencia e che fa parte della nostra FAES (Federazione Astrologica dell’Europa del Sud) il Bando di Concorso per la seconda edizione del Premio Mondiale di Investigazione Astrologica. La premiazione si terrà in occasione delle Giornate Astrologiche, a fine aprile 2002. 2° EDIZIONE DEL PREMIO MONDIALE DI INVESTIGAZIONE ASTROLOGICA ANNO 2002 - SECONDO DEL TERZO MILLENNIO DELL’ERA CRISTIANA IN CONTEMPORANEA CON LA VII EDIZIONE DELLE GIORNATE MONDIALI DI ASTROLOGIA E CABALA 25 - 26 - 27 - 28 APRILE DELL’ANNO 2002 INVITIAMO TUTTI COLORO CHE FANNO RICERCA CON DESIDERIO DI PERFEZIONAMENTO A PRESENTARE I LORO LAVORI INVITIAMO TUTTI COLORO CHE DESIDERANO PARTECIPARE AL MIGLIORAMENTO DELLA CULTURA ASTROLOGICA A PRESENTARE LE LORO RICERCHE Seconda Edizione dei Premi Mondiali di Investigazione Astrologica “Gracentro” 2002. DOCUMENTAZIONE NECESSARIA 1) Opere originali pubblicate o inedite (in qualsiasi lingua), purchè inviate in spagnolo. 2) I lavori originali vanno inviati in cinque copie cartacee e in esemplari separati, in formato a4, numerati e scritti a doppio spazio su una sola facciata, correttamente impaginati, oltre che in un dischetto contenente la ricerca presentata, in formato Word o TXT, con eventuali grafici o figure incluse o a parte.

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3) Su ogni copia del lavoro deve figurare il nome dell’autore, in modo da permetterne l’identificazione, solamente sul frontespizio del lavoro presentato. 4) Sulla prima pagina, dovranno essere riportati il motto, il nome, il cognome e la nazionalità dell’autore, il numero di passaporto o di carta di identità, l’indirizzo o altro recapito postale, il telefono e l’e-mail. LUOGO DI PRESENTAZIONE II Edizione del premio Mondiale di Investigazione Astrologica c/o Gracentro S.A. Plaza de la Santa Cruz, 9 - 46003 Valencia (Spagna). TERMINE DI PRESENTAZIONE Il termine ultimo per la presentazione dei lavori scadrà irrevocabilmente il 16 febbraio 2002. PREMI ● Gran Premio Mondiale di Investigazione Astrologica “Gracentro”. Alla miglior opera di ricerca. ● Gran Premio Mondiale di Investigazione Astrologica “Gracentro”. Alla miglior opera inedita. ● Gran Premio Mondiale di Investigazione Astrologica “Gracentro”. Premio Speciale “Mercé Tamarit” Alla figura astrologica di maggior rilievo in campo internazionale, come riconoscimento del suo impegno e dei suoi contributi in favore della ricerca e della crescita della cultura astrologica. REGOLAMENTO 1) Possono concorrere Astrologi o Astrologhe, di qualsiasi nazionalità con un lavoro a tema libero. Verranno tenute in considerazione soprattutto la novità della ricerca presentata, la creatività e l’importanza che nel mondo astrologico rivestirà il lavoro per l’avanzamento delle conoscenze. 2) Per poter concorrere ai premi, i lavori presentati dovranno possedere requisiti di originalità (in relazione a questioni concettuali, tecniche, storiche o di qualsiasi altro genere) e basi metodologiche (chiarezza dei presupposti, documentazione bibliografica delle fonti, etc.). 3) Il termine ultimo di presentazione dei lavori scadrà il 16 febbraio 2002. 4) Il Premio potrà essere frazionato in via eccezionale tra due opere (ex-aequo) così come essere dichiarato non aggiudicato o andato deserto, se la Giuria considererà che nessuno dei lavori presentati possegga i requisiti per meritarlo. In questo caso la Giuria potrà concedere fino a due menzioni speciali a titolo di riconoscimento. 5) La Giuria sarà composta da: – Presidente: Il Presidente di Gracentro.

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– Componenti: Ricercatori Internazionali di riconosciuta fama. – Segretario: un Membro di Gracentro, ente organizzatore del premio, con diritto di parola, ma senza diritto di voto. 6) Le designazioni della Giuria saranno rese pubbliche una volta scaduto il termine di presentazione delle opere. 7) Il Premio si assegnerà in una riunione pubblica organizzata a tal fine da Gracentro nella notte fra il 27 e il 28 aprile, sempre se le circostanze lo permetteranno e non capiteranno eventi che obblighino a scegliere un’altra data. 8) Gracentro si riserva il diritto di pubblicare una prima edizione dell’opera vincitrice con una tiratura massima di 1000 esemplari; con l’aggiudicazione del premio è implicita da parte dell’Autore la cessione dei diritti per questa prima edizione. 9) Se per qualsiasi motivo trascorrerà più di un anno dalla data dell’assegnazione del premio senza che l’opera venga stampata, l’Autore avrà piena libertà di pubblicarla a suo piacimento, purchè sulla copertina dell’opera venga indicato che è ”vincitrice del Gran Premio Mondiale Di Investigazione Astrologica”, e al suo interno siano riportate le caratteristiche del Premio e che è stato organizzato da Gracentro - Valencia (Spagna). 10) Su proposta della Giuria e previo accordo con gli autori, potranno anche essere pubblicate quelle opere presentate che Gracentro ritenga meritevoli. 11) Le opere non premiate dovranno essere ritirate dal suo autore o da persona legalmente autorizzata, entro il termine massimo di due mesi dalla data di aggiudicazione del premio, presso la sede di Gracentro - Plaza de la Santa Cruz, 9 46003 Valencia (Spagna), previa la presentazione di un documento di identità. 12) Il fatto di partecipare a questa competizione implica l’attenersi alle regole suesposte e la loro totale accettazione. Tutti le norme e le situazioni che dovessero verificarsi non previste nel presente regolamento saranno risolte dalla Giuria quando si riunirà; la sue decisioni saranno inappellabili. Saber y saberlo demostrar, es valer dos veces. Baltasar Graciàn

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CLAUDIO CANNISTRÀ

RECENSIONI L.A. 125-920

In questo numero desidero proporre ai lettori due volumi fra loro totalmente differenti, ma che ritengo interessanti perchè affrontano discipline, come la grafologia e la filosofia, in stretta relazione con l’astrologia.

DANILA PRINZIO - ASTROLOGIA E GRAFOLOGIA L’Autore Libri Firenze, pp. 240, 2001 - L. 31.000. Come abbiamo detto altre volte, sono numerose le materie che possono avere connessioni con l’astrologia, ma sono certamente pochi i volumi che trattano di queste relazioni e che indagano su quanto la struttura zodiacale possa essere ritrovata nelle più svariate forme di sapere. Naturalmente sono soprattutto le discipline che studiano l’uomo e le sue caratteristiche quelle che possono avere molti risvolti in comune con l’astrologia. Ne consegue che la preparazione di base di un astrologo dovrebbe essere la più ampia possibile, spaziando in vari campi del sapere. Fra queste discipline, la “scienza” grafologica, perchè è giusto parlare di scienza, è sicuramente la meno presente nel “bagaglio” di conoscenze di un astrologo professionista. A discolpa dei nostri colleghi, c’è da dire, che a differenza di altre materie, la grafologia non è facile da apprendere in poco tempo, ma richiede uno studio continuo ed approfondito, che non tutti possono permettersi. E’ per questi motivi che merita di essere citato e presentato un volume come quello di Danila Prinzio,

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studiosa torinese e nostra socia di vecchia data, che affronta proprio le relazioni e le comunanze che esistono fra astrologia e grafologia. Il suo sottotitolo “Studio complementare e interdisciplinare con l’ausilio della psicologia archetipica e dei miti” illustra già a sufficienza quali sono gli spazi nei quali si muove l’opera. Ad un primo sguardo, il volume può sembrare abbastanza elementare, sia per la veste grafica, che è quella tipica del piccolo manuale senza grandi pretese, sia perchè i vari capitoli affrontano il significato dei segni e dei pianeti secondo lo schema classico, che viene normalmente proposto da questo tipo di opere. Tuttavia, non appena si passa alla sua lettura, ci si rende conto come la prima impressione fosse totalmente errata. E’ sufficiente leggerne alcune pagine quà e là, come in genere fanno coloro che suppongono con presunzione di conoscere già l’argomento, per capire che si ha a che fare con un piccolo trattato, secondo l’accezione più comune del termine, dove sono condensate moltissime informazioni. L’autrice si è veramente sforzata, e con successo, di illustrare le connessioni esistenti fra astrologia e grafologia, creando, così, un’opera realmente utile per chi, astrologo, non conosca la grafologia e voglia rendersi conto dei punti di contatto che questa disciplina possiede con la nostra. I riferimenti mitologici, astronomici e simbolici sono di grande aiuto e permettono di entrare nella materia, anche allo studioso meno esperto, in questo caso al grafologo, che desidera avvicinarsi alla nostra disciplina, disponendo di una sintesi dell’argomento. Tuttavia, l’elemento che colpisce maggiormente nella lettura del volume è il rendersi conto di come i riferirimenti grafologici siano perfettamente integrati nel tessuto delle conoscenze astrologiche proposte, formando con esse un tutto unico, che rende il libro realmente di piacevole lettura, oltre naturalmente a fornire un gran numero di informazioni sulle tipologie grafologiche di fondo. E sono proprie le parti legate alle connessioni con la grafologia, quelle che possono risultare di maggiore aiuto agli astrologi esperti. Tanto per fare un esempio, capire come può essere la scrittura di un tipo “lunare” e come si differenzia da quella di un tipo “uraniano”, è un’informazione, che ci può essere molto utile, quando, interpretando un tema natale, ci troviamo di fronte ad una dominante mista e non sappiamo quale pianeta prevalga o quando nella pratica astrologica dobbiamo confrontarci direttamente con i nostri consultanti. Questa parte, che affronta il significato dei pianeti a tutti i livelli (mitologico, psicologico, simbologico, grafologico), occupa circa 70 pagine del volume, ed è certamente la più utile, anche perchè, come detto prima, la Prinzio, in virtù della suoi studi in Psicologia della Scrittura, tratta le nozioni grafologiche in maniera magistrale, integrandole alla perfezione con gli altri riferimenti. Molto interessante è anche il capitolo che affronta la simbologia legata alle varie lettere dell’alfabeto e alle loro correlazioni astrologiche. Il volume termina con una serie di esempi pratici, che mettono a confronto il tema natale e la scrittura personale e contiene anche un breve glossario di termini grafologici, sempre utile per i profani in questo campo.

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In sintesi si tratta di un volume che, oltre ad essere molto ben fatto, una volta tanto, colma un vuoto editoriale, in relazione ad un argomento poco investigato dagli astrologi. L’auspicio è che abbia il successo che merita.

SESTO EMPIRICO - CONTRO GLI ASTROLOGI (a cura di Emidio Spinelli) - Bibliopolis, Napoli, 2000, pp. 232. L. 70.000. Le polemiche anti-astrologiche sono iniziate probabilmente con la stessa nascita della nostra disciplina. Tutti ricordiamo per memoria scolastica quelle dei Padri della Chiesa e di Pico della Mirandola, ma anche in precedenza il mondo pagano grecoromano aveva conosciuto dibattiti feroci sull’argomento; basti pensare ai vari trattati pubblicati nel passato che avevano sempre come titolo, “De fato”, fra i quali tutti ricordano quello di Cicerone. Tuttavia, questo volume, che ha per titolo “Contro gli astrologi” di Sesto Empirico, filosofo scettico la cui parte centrale della vita si colloca fra il 180 e il 220 d.C., rappresenta un caso a sè. Infatti, quest’opera è l’unica trattazione organica, che ci proviene dall’antichità, sintesi di tutte le tematiche anti-astrologiche formulate fin dall’età ellenistica. Per l’ampiezza e la profondità delle argomentazioni affrontate, per le numerose nozioni astrologiche riportate e soprattutto per le numerosissime fonti citate l’opera può essere giustamente definita, secondo le parole di uno studioso del calibro di Alfred Edward Housman, “la migliore introduzione all’astrologia greca”. Il volume, giunto finalmente sul mercato italiano, è una nuova traduzione con testo greco a fronte, curata da Emidio Spinelli, dottore di ricerca in filosofia, che ha già curato, sempre per la casa editrice Bibliopolis, la traduzione e il commento di un altro trattato di Sesto Empirico, quello “Contro gli etici”. Purtroppo, il libro presenta alcune difficoltà. Non è di facile lettura, è costituito da più di 200 pagine ed oltre tutto ha un costo abbastanza elevato, per non dire esagerato. Tuttavia, non dovrebbe mancare nella biblioteca di un astrologo, proprio perchè illustra alcuni dei fondamenti dell’astrologia antica e partendo da questi mostra le critiche, che sono state mosse nel passato alla nostra disciplina, alcune delle quali sicuramente ancora attuali. Si può pertanto imparare molto dalla sua lettura. Riflettendo sulle argomentazioni critiche esposte dall’autore, il volume può essere di grande aiuto per coloro che devono confrontarsi in dibattiti con non-astrologi, che denigrano la nostra disciplina senza conoscerla. Può fornire utili elementi per smontare obiezioni, conosciute fin dall’antichità. Inoltre, a ben guardare, gran parte delle 232 pagine sono occupate dall’ampia introduzione storica e dalle numerose note, che rinviano alla tradizione filosofica ed alla tecnica astrologica, che non è necessario leggere subito, ma che possono essere approfondite in seguito. Alla fine, il testo vero e proprio da leggere, compresa la traduzione, si riduce a poco più di

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40 pagine. Si tratta, pertanto, di un sacrificio accettabile, che non porterà via molto tempo ai nostri lettori e che li arricchirà notevolmente dal punto di vista culturale. Completano il volume un’ampia bibliografia e un paio di tavole su segni e pianeti.

CLARA NEGRI - IL CIELO E L’ANIMA Ed. Jupiter – S. Benedetto, Pisa, 2001, pp. 188. L. 29.000. Con la consueta chiarezza espositiva, e l’impostazione ottimistica Clara indaga sui metodi per affrontare al meglio gli aspetti negativi del proprio oroscopo e indirizzare le energie archetipiche planetarie verso obiettivi di realizzazione spirituale. Discute su destino, provvidenza e volontà. “La libertà è il più assurdo e inesorabile degli impegni…” “il fato non mi solleva dalla responsabilità; anzi me ne richiede molta di più.” Inoltre, nell’analisi dei temi vengono approfonditi elementi particolari, come la congiunzione dei pianeti con le stelle fisse e i significati dei gradi tebaici. Numerosissimi esempi di personaggi famosi, politici, astrologi, scrittori, letterati, uomini di scienza, spiritualisti, mistici permettono di meglio chiarire gli assunti iniziali. Pur essendo il rapporto fra cielo astrale e anima il più difficile da indagare, il lavoro proposto dall’autrice può essere di grande aiuto per capire e cambiare in meglio la propria vita. (D.V.) La Libreria del Sole di Milano [email protected] ci segnala alcune novità editoriali con sconti CIDA:

JULIUS EVOLA - ORIENTE E OCCIDENTE Edizioni Mediterranee - £ 30.000 Nuova edizione riveduta e ampliata con un saggio introduttivo di Angelo Iacovella L’interesse di Julius Evola per le dottrine orientali risale agli inizi della sua vita culturale. La conoscenza che egli ebbe delle filosofie e spiritualità giapponesi, cinesi, indiane non fu di certo superficiale e dilettantesca, ma approfondita grazie ad una intuitio intellectualis che gli consentiva di andare al fondo degli argomenti. La capacità che Julius Evola aveva di sintetizzare e comparare gli aspetti delle varie tradizioni occidentali ed orientali gli permetteva di individuare aspetti comuni e differenze esistenti fra loro, e spiegare agli uomini dei nostri giorni quanto ci fosse da apprendere da esse, senza considerarle una delle tante “mode” che imperversarono nei vari decenni del Novecento. Sicché fra il 1950 e il 1960 la sua competenza e

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originalità interpretativa venne consacrata con la collaborazione a East and West, l’organo dell’Istituto per il Medio ed Estremo Oriente (ISMEO), fondato dall’orientalista e viaggiatore Giuseppe Tucci – che Evola conosceva sin dagli Anni Venti – e di cui era redattore capo Massimo Scaligero. Prestigiosa e autorevole rivista internazionale di studi orientalistici, sulle sue pagine in quello stesso periodo scrissero Franz Altheim, Mircea Eliade, Alessandro Bausani, Lionello Lanciotti, Francesco Gabrieli, Pio Filippani-Ronconi. Nell’arco di un decennio Evola pubblicò quindici saggi e tre recensioni di libri, che in questo volume sono stati riuniti, oltre ad un altro contributo apparso negli Anni Quaranta quando la rivista si chiamava Asiatica. Con la sua scrittura profonda ma chiara, che spaziava oltre i limiti di una eccessiva specializzazione, Evola in quasi tutti i suoi interventi effettuò una stringente comparazione sul modo in cui una identica dottrina, o filosofia, o metodologia veniva interpretata in Occidente rispetto all’Oriente: il tantrismo, lo zen, il buddhismo, lo yoga, il Vedânta, le dottrine dello Svâdharma e dello Hara, e poi i rapporti fra l’Oriente le filosofie e i filosofi occidentali come Guénon, Eckhart, Shelling, l’esistenzialismo, e così via.

FERNANDA NOSENZO-SPAGNOLO - QUELLO CHE L’OROSCOPO NON DICE: L’ASTROLOGIA CONDIZIONALISTA Edizioni Mediterranee- L.28000 Una nuova e nello stesso tempo antica astrologia si è venuta affermando in Francia dagli anni Sessanta a oggi ad opera dell’astrologo Jean-Pierre Nicola. Nuova perche desiderosa di superare le differenze etniche, religiose e culturali che, di fatto, sussistono tra coloro i quali si occupano di questa scienza propone un’ottica universale, radicata alla tradizione astronomica-astrologica di Tolomeo e Keplero perciò si può definire anche “antica”, ed epurata da tendenze magico-simboliche, irrazionali e fataliste. L’astrologo condizionalista parte dal presupposto che non tutto è scritto nell’oroscopo, che l’influenza astrale è appunto condizionale, relativa, discontinua, e non può prescindere dai cicli e dai ritmi astrologici naturali (alternanza giorno-notte, stagioni, rivoluzioni siderali) che a loro volta agiscono sul sistema nervoso. L’astrologia è uno fra i tanti condizionamenti umani e deve necessariamente tenere conto anche degli aspetti culturali, psicologici e caratteriali degli individui: il solo oroscopo di nascita non è sufficiente a farci comprendere come “funzioniamo” o come non “funzioniamo”. Lungi dall’essere semplicemente una proposta originale dell’astrologia, l’approccio condizionalista permette di capire come agiscono le influenze zodiacali e planetarie, ma anche il significato dei simboli antichi. Risolutamente tradizionale, dimostra fino a che punto gli sposalizi dell’Uomo e del Cielo siano concreti, vivi, tangibili, lontani da qualsiasi etereo simbolismo; risolutamente moderna, non esita a ricorrere alle conoscenze scientifiche e psicologiche del nostro tempo.

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PARTICOLARI TECNICHE DI INTERPRETAZIONE IN ASTROLOGIA Proseguono gli incontri iniziati con Grazia Mirti nel mese di ottobre 2001 L.A. 125-922

L’uomo è ben lontano dall’essere uno schiavo delle stelle, egli è al contrario libero quanto le stelle, come di fronte alla sua immagine riflessa nello specchio, nel quale vede disegnati i suoi movimenti. L’Astrologia rende possibile la rappresentazione del proprio io e del destino di ciascuno, liberandoci dall’inquietudine della lotta per la vita; essa insegna la via per raggiungere una sommità dalla quale vedremo di più e potremo gettare uno sguardo su quel tutto, di cui noi siamo una parte. (Federico Capone, Introduzione al piccolo manuale di Astrologia, 1977). Sabato pomeriggio dalle ore 14 e 45 alle 18 Sala Audiovisivi Istituto Tecnico Industriale A. Avogadro corso S. Maurizio, 8 - Torino Assistenza e Segreteria: Elisabetta Mirti www.graziamirti.com Informazioni: 011/4376192 dalle 15 alle 19 dei giorni feriali. e-mail: [email protected] 12.01.2002 Le Case Derivate n. 5,6,VII,8. Come utilizzarle nel Tema Natale, in quelli collettivi e nelle tecniche previsionali. Applicazioni ai temi dei presenti. 26.1.2001 Le Case Derivate n. 9,X,11,12. Come utilizzarle nel Tema Natale, in quelli collettivi e nelle tecniche previsionali. Applicazioni pratiche in Astrologia Karmica. 9.02.2002 Le Armoniche: principi e applicazioni. Quando le regole astronomiche vengono meno. Come utilizzare questo mezzo sofisticato di interpretazione. Collegamenti con l’Astrologia Karmica. 23.02.2002 Le 12 Armoniche fondamentali come simbolo dell’intera vita, secondo la proposta di Mario Zoli. Applicazioni ai Temi di personaggi celebri e su comuni mortali. 09.03 2002 Il Tema Progresso: come spostare i propri pianeti di Casa e di Segno assistendo alla propria metamorfosi interiore. Conteggi e verifiche. I movimenti lunari. 23.03.2002 La Rivoluzione Solare è affidabile? Conviene spostarsi per il compleanno, e in caso affermativo dove? Principi utili di interpretazione. 13.04.2001 Come eseguire previsioni fondate utilizzando differenti metodi e integrandoli gli uni con gli altri: Transiti, Luna Nuova, Rivoluzione Solare, Tema Progresso. Applicazioni.

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Astrologia, un metodo per vivere meglio 2° Convegno Astrologico Torinese

Sabato 8 giugno 2002 Hotel Concord Torino, Via Lagrange, 47 A 100 mt. dalla Stazione di Porta Nuova

ERMES MERCURIO, MESSAGGERO UNIVERSALE

Domenica 9 giugno 2002 Hotel Concord In saletta riservata

SEMINARIO DI GRAZIA MIRTI SU ASTROLOGIA ELETTIVA: COME DETERMINARE UNA DATA PROPIZIA PER TUTTO CIO’ CHE CI STA A CUORE, ANCHE IN CAMPO FINANZIARIO

Con la partecipazione di: Giuliarosa Bigazzi Vincenzi, Antonio Capitani, Adriana Cavadini, Mario Costantino, Livio Montanaro, Christiane Nastri, Annarita Rovere, Enrico Ruscalla, Carla Pretto, Mauro Sanavia, Giuse Titotto, Dante Valente. Il dépliant con il programma definitivo e le manifestazioni collaterali sarà inserito nel n. 126 di Linguaggio Astrale e conterrà il modulo di iscrizione. Informazioni si possono trovare nei siti cida.net o www.graziamirti.com

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VIII SEMINARIO DI FORMAZIONE IN ASTROLOGIA MINORCA 16-23 GIUGNO 2002 LA DANZA DEI PIANETI SULLO ZODIACO: GLI ASPETTI, MISURA RIGOROSA DELLE POTENZIALITA’ ASTROLOGICHE NELLA CARTA DEL CIELO E NEI TRANSITI Docente Grazia Mirti

Minorca, isola poco conosciuta, nasconde tesori che scopriremo insieme www.graziamirti.com Informazioni 011/4376192 dalle 15 alle 19 dei giorni feriali e-mail [email protected]

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ELENCO DEI DELEGATI E CORRISPONDENTI DEL CENTRO ITALIANO DI ASTROLOGIA L.A. 125-980 Presidente: DANTE VALENTE - Via Monzambano, 13 - 20159 Milano - Tel: 02-69005576 e-mail: [email protected] Segretario: CLAUDIO CANNISTRÀ - Via Vizzani, 74 - 40138 Bologna - Tel: 051-342445 e-mail: [email protected]

DELEGATI ABRUZZO BIA GATREN - Via dei Cimatori, 14/A - 00186 Roma - Tel:06-6877803 Via Silvino Croce, 11 - 66026 Ortona (Chieti) - Tel: 085–9065565 CAMPANIA CLARA NEGRI - Via Trinità degli Spagnoli,33 - 80132 Napoli - Tel: 081-407550 e-mail: [email protected] Collaboratore: MARIA VACCA - Via Manzoni 24 - 80046 S. Giorgio a C remano (Napoli). - Tel: 081-7711034 e-mail: [email protected] EMILIA-ROMAGNA GIULIAROSA BIGAZZI VINCENZI - Via Ferrara, 72 - 40139 Bologna - Tel: 051-462053 e-mail: [email protected] Collaboratore: ANNA COLACICCO - Via Cracovia, 9- 40139 Bologna - Cell: 347-5600067. e-mail: [email protected] FRIULI VENEZIA GIULIA LIDIA CALLEGARI - Via F. Bonazza, 61- 34149 Trieste - Tel. 040-941263 e-mail: [email protected] Segreteria: LICIA RAINÒ - Via Junker, 6 - 34014 Grignano (Trieste) - Tel: 040-224647 Sede della Delegazione (gruppo ONLUS Tergeste): Via Mazzini, 30 - V piano – 34121 Trieste

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LAZIO VITTORIO RUATA - Via Antonio Silvani, 108- 00139 Roma - Tel:06-88640922. e-mail: [email protected] Consiglieri di Delegazione: MARIA GRAZIA LA ROSA - Piazza A. Righi, 8- 00146 Roma - Tel: 06-5572242 e-mail: [email protected] MARIA TERESA MAZZONI - Via Montebruno, 32 - 00168 Roma - Tel: 06-35500606 e-mail: [email protected] MARY OLMEDA - Via Foglia, 3- 00199 Roma - Tel: 06-86200959 e-mail: [email protected] LIGURIA TIZIANA BERTONE - Piazza A. Massena 5 int.11 - 16152 Genova - Tel: 010-6502617 - Cell: 3386258781 e-mail: tizianabertone @libero.it LOMBARDIA ANDREA ROGNONI - Via Berchet, 7- 20052 Monza (Milano) - Tel. 039-329577. Fax 039-365793. e-mail: [email protected] Vicedelegato: LOREDANA PENNATI - Via Forze Armate 14 - 20146 Milano - Tel: 02-40090888 e-mail: [email protected] PIEMONTE MARIA GRAZIA DASSETTO GRANAGLIA - Via Luisa del Carretto,17 - 10131 Torino - Tel. 011-8195021 TOSCANA RENZO BALDINI - Via di Cocco, 9 - 50145 Firenze - Tel: 055-315580 e-mail: [email protected] TRENTINO-ALTO ADIGE FRANCA RIGONI BERNARDI - Via Venezia, 25 - 38100 Trento - Tel: 0461-237068. e-mail: [email protected] Collaboratore: ISABELLA LINDEGG PASQUALI - Via Ottaviano Rovereti, 4 - 38100 Trento - Tel: 0461-913591 VENETO ARTURO ZORZAN - Via S. Bona Nuova, 106 - 31100 Treviso - Tel: 0422-22843 - Cell: 347-4474877 a Venezia: Cannaregio, 6074 – Tel: 041-5226201 Collaboratore: NADIA PAGGIARO - Via Adda, 5 - 30174 Mestre - Tel: 041-5346047. e-mail: [email protected] CATANIA Dopo 15 anni di attività la Delegata MARIA LIUZZO CALÌ ha chiesto di essere dispensata Vicedelegata: LILIANA COSENTINO - Viale Regina Margherita, 35 B - 95123 Catania - Tel:095-312251 e-mail: [email protected]

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FORLI ATTILIO MATTIOLI - Via Papa Giovanni, 9 - 47034 Forlimpopoli (Forli) - Tel. 0543-741158 Collaboratore: RINO MANEO - Via dell’Aida, 5 –48100 Ravenna - Tel: 0544-270652 e-mail: [email protected] RAGUSA PIPPO PALAZZOLO - Via Forlanini, 116 - 97100 Ragusa - Tel:0932-642619 e-mail: [email protected]

CORRISPONDENTI AGRIGENTO SEBASTIANO CATALANO - Piazza Metello, 3 - 92100 Agrigento - Tel:0922-595230 e-mail: [email protected] ALESSANDRIA ALDO VISENTIN - Via Burgonzio, 4 - 15100 Alessandria - Tel: 0131-236445 e-mail: [email protected] ASCOLI PICENO STEFANIA PARTINI CENCIARINI - Via Leopardi, 9 - 63100 Ascoli Piceno - Tel: 0736-252576 ASTI LIVIO MONTANARO - Via Stazione 18/A - 12058 Santo Stefano Belbo (Cuneo) - Tel: 0141-840868 e-mail: [email protected] BIELLA LOREDANA BORTOLIN - Regione Valgrande, 4 - 13856 Vigliano Biellese (Biella) Tel. 0348-7490205 (dalle ore 14 alle ore 17 dei giorni feriali) e-mail: [email protected] BOLZANO GIANNA MASCIS - Via Mendola, 59/B - 39100 Bolzano - Tel: 0471-920015. e-mail: [email protected] CASERTA PAOLO CRIMALDI - Viale Lincoln-Parco Aversano pal/E - 88100 Caserta - Tel. 06-4740910 e-mail: [email protected] CHIETI ONOFRIO CEROLI - Via A De Gasperi,18 - 66032 Castel Frentano (Chieti) - Tel: ab. 0872-569454 - Tel: uff. 0872-56862 CUNEO FIORELLA LUNATI - Via Bodina, 46B - 12100 Cuneo - Tel: 0171-65825

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PARMA MARIA ELISA LEVATI MASINI - Via Ognibene, 22 - 43100 PARMA - Tel: 0521-964484 PIOMBINO LUCIO CANONICA - Località Germandine, 118 - 57028 Suvereto (Livorno) - Tel. 0565-829089 e-mail: [email protected] REGGIO EMILIA LAMBERTO GHERPELLI - Via Bisi,10 - 42100 Reggio Emilia - Tel:0522-513635 e-mail: [email protected] SALERNO MASSIMO CIAGLIA - Via delle Querce, 95 - 84080 Capezzano (Salerno) - Tel: 338-6913555 e-mail: [email protected] SASSARI ARIANNA MENDO - Via del Faro - Residence della Marina, 3 - 07020 Palau (Sassari) Tel: 0789-708380 (dalle ore 18 alle 20,30) - Cell: 335-8165504 e-mail: [email protected] SIENA SUSANNA RINALDI - Via Chiantigiana, 105 - 53100 Siena - Tel: 335-7116003 (dalle ore 21 alle 22,30 ogni lunedi, martedi, mercoledi) e-mail: [email protected] VARESE DANIELA GREGORI - Viale G.B. Vico, 34 - 21100 Varese - Tel: 0332-224875 VERONA CARLA PRETTO - Via G. Mameli, 116- 37126 Verona - Tel. e fax: 045-8344149 e-mail: [email protected] VOGHERA MARINA REGNO - Via Carlo Longa, 3 - 27058 VOGHERA (Pavia) - Tel: 0383-49523 - Fax: 0383363609 - Cell: 338-7344877 e-mail: [email protected]

GRUPPI AFFILIATI BRESCIA Centro Studi Astrologici “Il Simbolo” presieduto da Danila Biglino - Via S. Orsola, 145/L - 25135 Brescia - Tel: 030-360357 PADOVA Gruppo Zodiaco presieduto da Cristina Valesio - Via S. Pietro, 44 - 35139 Padova - Tel: 049655470

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CORRISPONDENTI ESTERI ARGENTINA PIO GOWLAND - Arenales, 1478 2”B” - 10161 Buenos Aires - Argentina - Tel: 54-18128768 AUSTRALIA ELIDA MARCHISONE - 6, Terry Road - Eastwood NSW2122 - Australia - Tel. 0061-02-8583265 CROAZIA SLAVEN SLOBODNJAK - 2, Kunc 1- HR 10000 Zagreb - Croatia - Tel: 0385-16159907 e-mail: Slaven [email protected] GERMANIA LIANELLA LIVALDI LAUN - 79540 Schlossgasse, 10 – Lorrach - Stetten - Tel: 0049-762112453 e-mail: [email protected] GRAN BRETAGNA e IRLANDA ROSEMARIE ADAMS - D.F.Astrol 262 B Kingsbury Road - Kingsburg - London - NW9 OBT Londra Tel: 0044-1817322717 - Dublino Tel: 00353-12601955 GRECIA THOMAS GAZIS - Franghiadon, 49 - 18537 Pireas - Grecia OLANDA GIOVANNI AURELLIO ZATTINI - Kromstevenwerf, 32 - 2317 DH Leiden - Holland - Tel: 0031-715214017 REPUBBLICA CEKA RADMILA VALTROVA - Trojicka 2 - 12800 Praha 2 - Ceska Republika RUSSIA PTOLOMEI SVAROGICH - ap. 352, Kountsevskaia St.41 - 121351 Moscow - Russia - Tel. e Fax: 07-0914177332 e-mail: [email protected] oppure e-mail: [email protected] SLOVENIA BERN JURECIC - Jrastje, 21- 68310 Senjernej - Slovenija - Tel: 00386-6842906 - Fax: 0038668323091 (Krka - Novo Mesto) SPAGNA JOSÈ LUIS SAN MIGUEL DE PABLOS - Plaza de Matuta, 4 - 4°D - E28012 Madrid - Espana - Tel:003491-4281897 STATI UNITI JAMES H. HOLDEN - American Federation of Astrologers - P.O. Box 22040 - 6535 South Rural Road ad TEMPE - AZ 85285-2040 U.S.A.

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CASA OTTAVA ovvero NUOVE QUOTE ASSOCIATIVE ******* … non approfitteremo dell’Euro, anzi … Col passaggio all’Euro i ritocchi sono praticamente inevitabili, ma nel caso del CIDA, grazie alla fedeltà dei Soci, all’aumento delle iscrizioni (siamo a quota 2300) e a una oculata politica tipografica di Grazia Mirti, il bilancio ci permette di ridurre tutte le quote associative (CIDA, Albo ecc.) e di intraprendere una politica di potenziamento e aiuto alle delegazioni vitali ma poco numerose: sono già in cantiere numerosi Convegni regionali in Lazio, Campania, Sicilia, Emilia e altri in via di progettazione; oltre al consueto appuntamento di giugno col Convegno Torinese ad apertura internazionale. La quota di L. 80000 (invariata da 6 anni!) scende a 40 Euro pari a lire 77.450. Per i nuovi soci provenienti da corsi base di docenti CIDA la quota iniziale è dimezzata. Anche le altre quote sono state ridotte (vedi terza di copertina). Vuol dire che tutti gli sforzi fatti, gratuitamente e con dispendio di energie sono stati apprezzati da una vasta frangia di lettori. Accontentare tutti è quasi impossibile, specie quando il numero di iscritti cresce. Possiamo solo promettere di scontentare tutti a turno, ma equamente… Raccomandiamo di rispettare la regola e di rinnovare l’iscrizione entro gennaio, onde evitare i frequenti disguidi con i ritardatari. P.S.: qualcuno avrà notato che, a rigore, la casa ottava è riferita al Socio, mentre per il CIDA si tratta di una casa seconda… Ma trattandosi di quote ridotte, le cose si invertono. Stesso asse, direzioni fluttuanti. Potenza dell’astrologia: semplifica le cose complicate!

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Al nostro fedele e amato Socio, Marco Columbro, giunga tutto l’affetto del CIDA

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EXPLORER IV

Astrologia

Piercarlo Caratti

Software di calcolo e disegno per le principali tecniche Astrologiche Funziona su computer dotati di processore Pentium (1,2,3) e sistema operativo Windows 95/98 Per informazioni: Caratti Piercarlo – Corso Francia, 177 – 10139 Torino Tel 011 7492963 (dopo le 20, giorni feriali)

nuovo

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Il sito cida.net permette al Socio di ribaltare una posizione finora passiva in un intervento attivo. Chi comunicherà il proprio indirizzo di posta elettronica potrà essere aggiornato in tempo reale sulle principali novità dell’Associazione, le foto degli incontri, gli annunci preliminari, il ricevimento regolare della quota associativa.

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L.A. 125-980

AVVERTENZE PER L’INVIO DI ARTICOLI Modalità di invio Il lavoro va trasmesso preferenzialmente via e-mail all’indirizzo [email protected] accuratamente controllato per i refusi. Inviare il materiale come allegato, in formato compatibile con WORD6 per Windows 98 . Per le illustrazioni (grafici,tabelle e figure) esistono due possibilità: 1) Inserire direttamente le stesse nel corpo del testo ( spezzare in più tronconi se fosse lungo) 2) Inviare separatamente a) un file per ogni illustrazione,in formato JPEG o TIF, in bianco e nero, da denominare col vostro cognome + fig.1, fig. 2 ecc. b) il testo, con l’indicazione: [qui figura 1, ecc ]. Al caso la Redazione può ritoccare o rifare le figure ai fini estetici. La conferma sia della ricezione sia dell’eventuale accettazione sarà trasmessa sollecitamente con lo stesso canale. In alternativa usare un dischetto, con le stesse modalità, ma con maggiori rischi. Se le figure non sono trasmissibili con lo stesso metodo si provveda all’invio del materiale cartaceo alla Redazione (D. Valente - via Monzambano 13 - 20159 MILANO) con l’indicazione. “Materiale per Linguaggio Astrale”. L’invio di materiale esclusivamente cartaceo comporta grossi ritardi nella pubblicazione e il rischio d’errori di battitura. Sui contenuti Il titolo deve corrispondere effettivamente al contenuto e non deve essere vago o generico. Andrebbe corredato da un riassunto assai sintetico (es. 3-5 righe) che chiarisca al lettore il contenuto e lo inviti a leggere in extenso. Sono ammessi lavori non strettamente astrologici in cui sia evidente l’analogia o la connessione con la simbologia astrologica. Sono gradite anche notizie, osservazioni, curiosità, amenità, notizie particolari del mondo astrologico, così come segnalazione di articoli di quotidiani, notizie su avvenimenti, resoconti d’incontri interessanti per il CIDA ecc.. Oppure frasi scultoree o aforismi specie se utili didatticamente.. Non si ammettono: – lavori inutilmente prolissi, o ripetitivi, salvo che l’Autore accetti che se ne faccia un’opportuna riduzione. Di regola non si dovrebbero superare le 25 pagine dattiloscritte, note e figure comprese; – lavori con introduzioni superflue che “spieghino” concetti ampiamente noti al lettore medio (ad es. la precessione degli equinozi o il domicilio dei pianeti ecc.); – ingiurie personali, polemiche sull’operato altrui, mentre sono benvenute le discussioni sulle idee; – sentenze arbitrarie, personali e negative prima di esporre le prove (tipo “l’Autore sbaglia quando dice” ecc., anzichè esporre la frase incriminata e dimostrarne l’infondatezza); – traduzioni o trascrizioni di lavori senza indicare la fonte; – linguaggio scurrile o troppo gergale; – uso di termini ermetici o sigle ultraspecialistiche senza spiegarne il significato, specie per materie non astrologiche (psicanalisi, esoterismo, omeopatia ecc.); – conclusioni “scientificamente” inaccettabili (ad es. definire “statistica” un’indagine su tre casi e ritenendo significativi i risultati). La Redazione si riserva di apportare le modifiche (grammaticali, sintattiche, ecc.) volte esclusivamente a migliorare la qualità e la comprensione del testo. I tagli consistenti saranno comunicati all’Autore. I manoscritti non saranno restituiti. La Redazione può anche accettare un’ulteriore versione in francese, inglese o spagnolo dello stesso articolo. Per lavori di particolare pregio il Comitato editoriale può prescindere dalle regole suesposte.

Delegati e corrispondenti convocati a Bologna.

Il Presidente col “futuro del CIDA”.

La magica roccia di Afrodite…

… e i suoi magnifici effetti.

Grazia Mirti, la Prof e Arturo Zorzan che legge il messaggio …lapidario estratto da Cannistrà.

Il gruppo ha estratto i sassolini col responso.

La Regina di Cipro.

Il tempietto.

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