La Curcuma per curare Parkinson e Alzheimer

September 4, 2017 | Author: scribdmaniac2 | Category: Alzheimer's Disease, Parkinson's Disease, Pharmaceutical Drug, Chemotherapy, Nf κb
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usi della curcuma...

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La Curcuma per curare Parkinson e Alzheimer: quando la medicina non studia prodotti a basso costo DI ATTILIO SPECIANI

Esistono ormai numerosi lavori scientifici che discutono della azione della Curcuma nel trattamento delle forme tumorali. Questo tubero dal bel colorito giallo, che è alla base della preparazione del Curry, ed è alimento importantissimo nella cultura Indiana, contiene delle sostanze, chiamate Curcuminoidi, che hanno una sicura azione di inibizione della crescita tumorale (Kunnumakkara AB et al, Cancer Res. 2007 Apr 15;67(8):3853-61), nel caso di tumori intestinali, pancreatici e cerebrali. Si suppone però che l'azione di controllo possa svilupparsi anche su molte altre forme degenerative.

Già queste proprietà sarebbero sufficienti a rendere la Curcuma (intensamente utilizzata come alimento in numerose culture orientali, come quella Indiana) oggetto di studio accurato, ma gli effetti non si fermano qui. Oltre a una azione antinfiammatoria, antiallergica e di stimolo alla digestione, che la rendono un perfetto supporto per il trattamento delle condizioni connesse alle intolleranze alimentari, ne è stata documentata una potente azione di prevenzione per malattie come il morbo di Alzheimer e di Parkinson.

È di certo una bella sorpresa, perchè questa pianta formidabile, i cui effetti sono ampiamente segnalati sulla letteratura medica (Jagetia GC et al, J Clin Immunol. 2007 Jan;27(1):19-35. Epub 2007 Jan 9) potrebbe dimostrarsi utile sia per una efficace prevenzione che per una valida terapia di alcune malattie neurologiche che rappresentano uno “spauracchio” per molti nelle popolazioni occidentali.

Inoltre si tratterebbe di un rimedio sicuramente a basso costo, perchè l'utilizzo alimentare di questa spezia fa parte della pratica quotidiana di numerose culture, come quella Indiana, in cui appunto l'incidenza dell'Alzheimer è tra le più basse al mondo.

E invece, nonostante le intense potenzialità di applicazione, una ricerca su Medline inserendo le voci “Curcuma” e “Alzheimer” porta alla evidenza di soli 6 lavori scientifici (due dei quali addirittura senza presenza di abstract, il riassunto che consente ai ricercatori di conoscere il tema della ricerca senza doversi procurare immediatamente l'articolo originale) prodotti nel mondo dal 2001 al 2007.

Un numero realmente esiguo, soprattutto se si confronta questo dato con quello dei 9206 lavori scientifici evidenziabili inserendo nelle chiavi di ricerca “Alzheimer” e “farmaci”; 461 pagine piene di articoli che propongono un farmaco o un altro per la terapia di questa forma degenerativa. Spesso si tratta di farmaci ad elevato costo, di utilità non chiara, ma ricchi di una forte spinta commerciale. Ormai sappiamo che la Curcuma non è

brevettabile, e che l'industria rifugge dalla possibilità di fornire alla gente comune delle soluzioni derivate da sostanze alimentari. I farmaci sono infatti più gestibili, sul piano commerciale e sul piano del metodo.

Sarebbe sicuramente devastante per gli interessi di molte aziende se le malattie potessero guarire semplicemente attraverso alimentazioni più sane e la scelta di alcuni alimenti o del modo con cui ci si nutre.

Nell'attesa della improbabile umanizzazione delle industrie farmaceutiche un sano piatto al Curry potrà fare bene a noi come ai nostri ospiti.

Dottor Attilio Speciani, allergologo e immunologo clinico

La curcuma delle meraviglie DI GABRIELE PIURI English version

Non molto tempo fa, Eurosalus si era sbilanciato affermando che si sarebbe sentito ancora parlare della curcuma e delle sue eccezionali proprietà.

A questa spezia indiana sono già riconosciute qualità di grande interesse sul piano medico. Da un lato la curcuma (Curcuma longa) ha dimostrato una profonda attività antinfiammatoria naturale e dall'altro proprietà antinfettive di estremo interesse (non dimentichiamo che la curcuma appartiene alla stessa famiglia dello zenzero). Già queste caratteristiche ne fanno un prodotto di spicco sul piano della modulazione naturale del sistema immunitario.

Lavori scientifici più approfonditi hanno dimostrato una sua attività sul piano antitumorale, con l'inibizione di un fattore di trascrizione (stiamo parlando di NF-KB) coinvolto nella patogenesi di molte neoplase e, più in generale, sul piano antidegenerativo riconoscendo a questo tubero un ruolo importante nella prevenzione di malattie come il morbo di Alzheimer e di Parkinson.

Come se non bastasse uno studio recentissimo pubblicato pochi giorni fa su Psychopharmacology (Kulkarni SK et al, Psychopharmacology (Berl). 2008 Sep 3 epub ahead of print) ha dimostrato che questo tubero ha anche proprietà antidepressive. In particolare si è studiato l'effetto che i curcuminoidi (il principio attivo contenuto nella curcuma) svolgono sul sistema nervoso centrale nella regolazione di due importanti neurotrasmettitori, come la serotonina e la dopamina, coinvolti nella modulazione degli stati emotivi.

Per chi come Eurosalus ha sempre sostenuto un forte legame tra sistema immunitario e sistema nervoso non pare straordinario come una molecola naturale di grande importanza nel regolazione delle cellule immunitarie possa svolgere

un ruolo rilevante nel riequilibrio degli stati emotivi.

Oltre a definire in modo rigoroso il meccanismo d'azione responsabile dell'attività antidepressiva della curcuma, non diverso da molti principi attivi farmacologici, questo studio è di estremo interesse nel valutare le possibilità offerte dall'integrazione della curcuma nelle terapie antidepressive classiche. L'azione dei curcuminoidi è pienamente sinergica a quella degli antidepressivi chimici e permette di ottenere una migliore modulazione della concentrazione di serotonina e dopamina.

Questo non fa che confermare le potenzialità offerte da una medicina integrata che sappia affiancare alle terapie classiche quelle naturali bilanciando le possibilità di ognuna di essere in base alle esigenze del malato.

L'ultima meraviglia della curcuma? Il suo costo! Da questo tubero giallo viene estratto il Curry una delle spezie più usate nella cucina orientale e in particolare nella cucina indiana. Ognuno quindi, con un po' di fantasia culinaria, può beneficiare delle proprietà medicali di questa spezia eccezionale.

Terapie di segnale: la Curcuma davanti a tutti DI ATTILIO SPECIANI English version

Parlare di una sostanza capace di agire sul mieloma multiplo, sul carcinoma del pancreas, sulle malattie del midollo, sui tumori del colon, sulla psoriasi e sul morbo di Alzheimer significa riconoscere che queste stesse malattie hanno delle radici comuni molto forti, e che quindi attraverso uno stesso meccanismo di azione (modulato dalla curcumina) si può ottenere la modifica di processi patologici apparentemente così diversi.

Un importante lavoro pubblicato su Cellular and Molecular Life Science, ha decritto questa molteplicità di aspetti, richiamando l'azione comune dei fattori nuclear kB (NF-kB) e di altre vie di segnale (Hatcher H et al, Cell Mol Life Sci. 2008 Jun;65(11):1631-52) nell'ottenere questi risultati.

Eurosalus parla di questo aspetto, del legame tra cancro, depressione, allergia, insulinoresistenza e malattie cardiovascolari già dal 2006, quando Bazar descrisse il legame tra obesità e depressione, riconoscendo l'importanza della resistenza insulinica come possibile meccanismo comune ad una serie di malattie apparentemente diverse.

La stessa indicazione nasce anche dalle segnalazioni della World Cancer Research Fund, che ha definito lo stretto legame tra obesità, citochine infiammatorie e malattia tumorale. La conoscenza del modo in cui la Curcuma agisce è dovto alla acquisizione, relativamente recente, dei fattori nucleari che regolano le vie di segnale della cellula. Come l'alimentazione

e l'eccesso di zuccheri e carboidrati possono attivare NF-kB e determinare infiammazione e malattia, così la Curcuma è in grado di inibire e regolare l'attivazione di questi fattori nucleari consentendo all'organismo di mantenere la salute.

Motivo sufficiente per mantenere ad esempio una ottima azione di prevenzione con una quantità quotidiana di Curcuma, che a detta degli esperti garantisce una ottima base per difendersi, con una sola assunzione, da un bel numero di nemici...

Curcuma e cancro: non solo prevenzione DI ATTILIO SPECIANI

Si è appena concluso a Washington il Meeting dell'American Institute of Cancer Research, dove i massimi esperti mondiali hanno discusso della relazione tra alimentazione, attività fisica e prevenzione e cura delle forme tumorali. Tra le numerose novità la sempre maggiore importanza dell'uso di alcune spezie, presenti da secoli nella tradizione alimentare, che la scienza sta documentando come attivissime nella difesa anticancro. In particolare la Curcuma si segnala per una ricchezza e una intensità di azione che la mettono alla pari dei più potenti farmaci antineoplastici.

Una intera sessione del convegno di Washington è stata dedicata alla importanza del resveratrolo e di alcune spezie nella difesa antitumorale. Il ruolo antiossidante di alcune sostanze è noto già da anni, ma per molte sostanze alimentari sta invece emergendo un ruolo molto più assimilabile a quello di un farmaco, e il loro ruolo nella terapia medica sta diventando sempre più documentato ed evidente.

La Curcuma, spezia già nota ai lettori di Eurosalus per le numerose precedenti segnalazioni già fatte su queste pagine, evidenzia un suo ruolo potente in numerose condizioni. Il dottor Bharat Aggarwal, docente di ricerca oncologica alla Texas University e direttore del Laboratorio di Ricerca sulle Citochine, ha proposto in un intervento che ha tenuto viva l'attenzione di tutti, le azioni documentate della curcumina (uno degli alcaloidi presenti nella Curcuma) proiettando il suo uso terapeutico nei diversi possibili ambiti di applicazione.

I lavori più recenti hanno ormai evidenziato la relazione potente tra l'infiammazione cronica e lo sviluppo di alcune citochine infiammatorie e lo sviluppo o la progressione di alcune forme tumorali. Al centro di questo processo di innesco o di controllo c'è un fattore nucleare (il cui nome tecnico è NF-kB) che è diventato l'obiettivo primario della ricerca

antitumorale attuale.

In un recente articolo pubblicato su Current Opinions in Pharmacology nell'agosto 2009, lo stesso Aggarwal ha descritto i diversi modi in cui si può ridurre o eliminare lo stimolo diretto sull'NF-kB. L'azione di alcuni antinfiammatori è assolutamente orientata alla attività di un solo gene, mentre l'azione di un prodotto come la Curcuma, per la ricchezza del fitocomplesso che viene utilizzato in terapia, modifica numerose vie metaboliche correlate a numerosi geni in contemporanea.

Nello sviluppo dei farmaci, la promiscuità è una virtù e non può più essere considerata un difetto. Significa cioè che la Curcuma agiwsce in modo più ampio e integrando più settori di intervento, garantendo così un risultato più completo.

Le spezie quindi possono bloccare NF-kB, e a fianco della Curcuma troviamo la capsaicina, presente nel peperoncino rosso, lo zerumbone presente nel ginger, la diosgenina presente nel Fieno greco ed altri ancora.

L'azione difensiva della Curcuma si è evidenziata in tutte le forme tumorali conosciute, e si è scoperto che esiste una azione contemporanea anche sui PPAR gamma, sostanze importantissime nella regolazione del consumo energetico e della insulinoresistenza nell'uomo. Inoltre la Curcuma in associazione alle terapie oncologiche classiche va a potenziare l'azione dei chemioterapici normalmente utilizzati.

Non abbiamo quindi a disposizione una sostanza utile solo nella prevenzione delle malattie tumorali, o nella prevenzione delle malattie neurodegenerative come Alzheimer e Parkinson, ma un vero e proprio farmaco naturale, conosciuto dalla tradizione in modo empirico per centinaia di anni, e solo oggi grazie a chi è in grado di studiare e fare ricerca in modo integrato, a disposizione di tutti.

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