Intervista Di Affaritaliani A Paolo Leoni (Bestie Di Satana)

November 10, 2022 | Author: Anonymous | Category: N/A
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Intervista di Affaritaliani a Paolo Leoni 

Si confessa Paolo Leoni dal carcere di Sanremo."Mai stato satanista"  Martedì, 5 febbraio 2013 - 08:49:00 Mentre attende di sapere se la richiesta di revisione del processo verrà accolta, si sente uno “scomodo innocente”. Paolo Leoni è stato condannato all'ergastolo per aver pianificato gli omicidi omicidi di  di Fabio Tollis e Chiara Marino,, due delle vittime delle cosid dette “Bestie di Satana”. Affaritaliani.it Marino  Affaritaliani.it ha già pubblicato in anteprima su quali punti

la sua difesa si baserà bas erà per chiedere che venga celebrato un nuovo processo alla luce dei nuovi elementi raccolti dall'avvocato Paolo Franceschetti. Leoni,, dal carcere di Sanremo, Sanremo, a raccontare come vive questa attesa. L'ultima speranza di non passare Ora è lo stesso Leoni l'intera vita in una cella. In questa lunga intervista nega di essere mai stato un satanista e ipotizza che dietro la scia di sangue attribuita alle Bestie ci sia un livello superiore fin qui mai emerso. Sei stato condannato per aver pianificato i delitti di Fabio Tollis e Chiara Marino. È vero ver o che riesci a dimostrare che il giorno in cui si sarebbero pianificati tu non potevi essere con i tuoi accusatori? «Si, accusatori? «Si, il giorno in questione è il 17 gennaio 1998. Era un sabato, mi trovavo sul posto di lavoro, alla metro di Cesano Boscone. Ho qui davanti davant i a me la fotocopia del documento sulle timbrature del badge: sono entrato alle 11:52 per uscire in pausa pranzo alle al le 13:19 (senza uscire dallo stabilimento). Sono rientrato alle 13:50 per poi terminare il turno alle 21, il classico secondo turno di chiusura nella giornata di sabato alla metro. All'epoca avevo av evo un contratto di apprendistato. Dal '96 al 2004 (fino al giorno gio rno del mio arresto) sono stato sanzionato due volte solo per aver fumato una sigaretta, questo significa che i controlli c'erano. L'ergastolo è dovuto al mio “ruolo fattivo”: secondo sec ondo i giudici quel pomeriggio avrei accompagnato Chiara dai suoi s uoi

carnefici ad una Fiera che si svolgeva a Senigallia. La cosa strana è che nelle sentenze s entenze si parla dell'irrilevanza sulla mia presenza o meno quel pomeriggio, un'assurdità legalizzata, come molte altre. Solo con il dono dell'ubiquità potevo essere insieme ai miei accusatori il 17 gennaio 1998». Come pensi siano davvero morti Fabio e Chiara? Per mano di chi? «Penso siano stati uccisi magari dallo stesso Volpe e Maccione (e/o qualche conoscente di Volpe) con la complicità di membri di una setta di alto livello (tipo quella quel la che si vede nel film “Eyes Wide Shut”), visto che occorrevano degli appoggi per scavare la buca, per depistare le

indagini su di me e su s u alcuni degli altri condannati. Ho preso l'ergastolo sulla base bas e di racconti dei "collaboratori",forse è il caso di dare un'occhiata agli atti processuali per valutare l'inattendibilità dei "pentiti" e vedere come com e si è svolto l'intero processo: dando troppo peso agli speciali sul caso,ai libri basati sull'ipotesi d'accusa e via dicendo». Quando scomparve Chiara fu ascoltata dai Carabinieri Patrizia Silvestri, un'esperta di satanismo che dichiarò di saper riconoscere, osservando gli oggetti rinvenuti in camera della ragazza scomparsa, a quale setta appartenesse. Quelle rivelazioni non furono mai veramente approfondite. La donna è stata uccisa qualche anno fa e per quel delitto è stato condannato il marito. Tutto questo cosa ti fa pensare? «Si pensare? «Si tratta sicuramente di un qualcosa da approfondire. Così come il fatto che c he i Carabinieri abbiano detto di aver trovato una spirale a casa di Chiara. Sono certo che non ce l'avesse. Questo mi fa pensare ad un'operazione dei servizi segreti. Sono in cella con uno dell'ambiente e mi ha rivelato certe cose che prima potevo solo sospettare ma ora...è tutto diverso! Questa persona ha letto gli atti e troppe t roppe cose non tornano nemmeno a lui». I giudici vi hanno condannato ma allo stesso tempo concludono che il termine “Bestie di Satana” è stato inventato dai giornalisti. Esisteva veramente un gruppo che si chiamava così? Tu facevi parte di una setta o potevi considerarti un satanista? «Non ho mai sentito parlare delle “Bestie di Satana” così come non ho mai fatto parte di alcuna setta, nemmeno nel movimento Byker ho mai preso i “colori”, come si dice in gergo. Non mi sono mai considerato un satanista, satanista, ho avuto modo di approfondire l'argomento ed il satanismo inteso per quello che è, non fa parte della mia persona. Ai tempi ero giovane ed oggi mi rendo conto che alcune simbologie potevano potev ano trarre in inganno. Più che un satanista potevo essere considerato consid erato una sorta di pagano evoluto mentre da tanti anni, già da prima del mio arresto, mi definisco uno spirito libero in continua c ontinua evoluzione». Le versioni dei tuoi accusatori sono piuttosto ambigue e contraddittorie. Perché secondo te sono state credute? Perché ti avrebbero coinvolto in questa storia? «Per storia? «Per i pentiti pent iti è stato comodo tirare in mezzo persone estranee, sia per gli sconti di pena ottenuti sia per depistare. Hanno approfittato dell'occasione fornendo dei colpevoli alla giustizia e coprendo i veri responsabili. Sono sicuro che non sono stati creduti ma i giudici hanno fatto f atto in modo e in maniera di farlo credere. Ci sono centinaia di cose cos e che non quadrano: è palese che non siano stati creduti c reduti ma “doveva andare così”».   Come è nata l'idea della revisione e perché ti sei rivolto proprio all'avvocato Paolo Franceschetti? «Non Franceschetti? «Non ho mai smesso di credere al fatto che riuscirò a dimostrare la mia innocenza. Sono anni che combatto per ottenere un processo equo, ho sentito altri avvocati ma ho capito capit o che solo un legale fuori f uori dagli schemi potesse essermi d'aiuto. Avevo letto un'intervista di Franceschetti sulla rivista X-Times ed ho pensato che potesse aiutarmi. So che può farlo sia perché non è

 

s ia perché conosce bene il mondo una persona che si ferma al superficiale sia m ondo della massoneria, dell'esoterismo e delle varie dietrologie che governano questi mondi. Quando l'ho l' ho incontrato la prima volta mi è piaciuto a pelle, cosa rara nella categoria degli avvocati ed anche in quella dei giornalisti. Si è instaurato un rapporto rapp orto prima amicale e poi professionale». Chi era allora Paolo Leoni e come ti senti cambiato oggi? «Non oggi? «Non mi sento s ento cambiato radicalmente. Considerò già una vittoria l'essere rimasto me stesso, sento di essere migliorato anche se non certo grazie al regime carcerario. c arcerario. Ho più pazienza sia nelle piccole che nelle grandi cose. Credo sia una crescita naturale, sono convinto di essere maturato ma soprattutto sono fiero di non essermi istituzionalizzato, infatti le mie passioni di sempre non sono cambiate». Come si vive in carcere sentendos sentendosii completamente innocenti (“scomoda innocenza” come l'hai definita in una lettera al gruppo “gli sfigati di Satana”, S atana”, dove si trova la forza per non impazzire?) «La mia scomoda innocenza a m aturazione è stato volte mi pesa. È frustrante essere consid erato “una goccia in mezzo al mare”. Uno degli aspetti della maturazione quello di smetterla di prendermela con chi pone domande cattive perché derivano a un'ignoranza inculcata dalle false informazioni. Mi accorgo se vengono poste con cattiveria e poi c'è la questione che apprendo molto di più dai colpevolisti, perché dalle loro domande capisco quali punti di vista devo mettere in chiaro. Ogni tanto t anto spunta qualche genio ed ormai è come sul web. Ci sono persone che mi hanno conosciuto e vissuto in i n c ella, quindi le “menti eccelse” vengono zittite e facilmente rimangono delle loro convinzioni ma quando approfondiscono sono i primi a zittire zitt ire i nuovi “geni”. Sono in questo carcere dall'agosto del 2007, ormai mi conoscono tutti, ho già visto uscire tante persone e non ho più la necessità di professarmi innocente, lo sanno s anno già tutti! Purtroppo la nomea mi precede ma credo sia passato il periodo più difficile, o meglio, una fase del percorso è conclusa. A volte è giusto conoscere più a fondo l'opinione di ch i si trova in posizione esterna alla mia vicenda. vic enda. Regna la confusione attorno al caso e non è stato stat o semplice esporre la vera storia dal mio punto di vista, cosa che ho fatto in una lunga autointervista a cui ho dato questo titolo “Al di la di ogni s olidarietà e con cui sono in contatto ragionevole censura”. Sarà pubblicata nei gruppi Facebook nati per darmi solidarietà

epistolare da diverso tempo». Come pensi reagiranno i genitori di Fabio e Chiara alla notizia della revisione e cosa ti senti di dire loro? «Purtroppo loro?  «Purtroppo penso che non prenderanno bene la semplice richiesta di revisione. Non mi sento di dire niente perché ogni mia frase verrebbe considerata una menzogna, per questo preferisco evitare. Personalmente, se fossi f ossi in loro, penserei ai “pentiti” ormai prossimi all a scarcerazione piuttosto che a me». Hai ancora fiducia nella giustizia, pensi che alla fine la tua verità riuscirà a venir fuori? «Non credo nella giustizia per via del marciume processuale che ho vissuto, vissut o, per il fatto che la legge non sia uguale per tutti, per il fatto della corruzione dilagante che permette a chi ha gli agganci giusti di essere scarcerato per scadenza dei termini o con c on verità. Non tutti si motivazioni assurde. Però credo ciecamente in un'altra cosa che va molto oltre a tutto questo: la verità. accontentano dell'apparenza che ci viene impressa a forza f orza dai media». http://bestiedisatana.blogspot.com/   http://bestiedisatana.blogspot.com/

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